Rally Lana 1984: Vudafieri dopo 1200 chilometri

Rally Lana 1984: Vudafieri dopo 1200 chilometri

Nel 1984 le corse più importanti d’Italia vengono raggruppate e viene deciso che al titolo di campione italiano open potevano competere anche gli equipaggi stranieri. Però, oltre alla soddisfazione di essere stato considerato uno dei rally più importanti d’Italia, al Rally Lana di equipaggi in grado di competere con Adartico Vudafieri, Franco Cunico, Lucky Battistolli, Dario Cerrato e Federico Ormezzano non se ne sono iscritti.

Il 28 giugno 1984 è giovedì e Biella è in festa. Si respira odor di benzina. Lungo le strade della città la musica diffusa è identica un po’ ovunque, quasi venisse diffusa con il filo diffusore. Invece, sono gli echi delle Gruppo B che si preparano a scontrarsi sulle PS del Rally Lana. L’indomani parte il rally e quindi si tratta delle ultime ore di vigilia prima del via della dodicesima edizione del Rally Internazionale della Lana, che scatta alle 14 dallo stadio La Marmora. La tradizionale corsa automobilistica biellese si presenta con molte novità.

La prima e forse la più importante novità è il cambio al volante del rally: la gara infatti dopo undici anni non è più organizzata dall’Automobile Club di Biella, ma dalla Biella Corse che dell’ente biellese e la scuderia sportiva. La responsabilità di far funzionare la complessa macchina organizzativa del rally è passata sulle spalle di Renato Genova e Meme Gubernati, rispettivamente presidente e vicepresidente della Biella Corse, e logicamente di tutti i dirigenti, consiglieri e soci della scuderia dell’Orso.

È cambiato anche lo sponsor al Rally Lana 1984: al posto della Cassa di Risparmio c’è ora la Società Immobiliare Piemontese (Sipiem) del geometra Ennio Coda. Nel marchio ufficiale del rally, però, c’è anche lo stemma della città di Biella. È un implicito riconoscimento di valorizzazione della città e del Biellese svolto dal Rally della Lana. E non a caso, quindi, su tutti i documenti ufficiali della manifestazione c’è la fotografia aerea di Biella mentre sul marchio del rally al posto del classico casco da gara c’è un gomitolo di lana stilizzato.

La gara biellese, valida per il Campionato Europeo a coefficiente 2, è stata inserito nel “circuito” Open. Quell’anno, infatti, le corse più importanti d’Italia vengono raggruppate e viene deciso che al titolo di campione italiano open potevano competere anche gli equipaggi stranieri. Di fatto, oltre alla soddisfazione di essere stato considerato uno dei rally più importanti d’Italia, al Rally della Lana di equipaggi in grado di competere con Adartico Vudafieri, Franco Cunico, Lucky Battistolli, Dario Cerrato e Federico Ormezzano non se ne sono iscritti. Ed è stato tutto sommato un peccato perchè la Biella Corse è riuscita a preparare una gara all’altezza della miglior tradizione del Lana.

Il percorso di gara, oltre alle classiche speciali del Biellese e della Valsesia che hanno caratterizzato le competizioni degli ultimi tre anni, comprende una parte con- diverse prove sulla terra canavesana. Il risultato è che il tracciato è passato dai mille e quarantasette chilometri della precedente edizione ai mille e duecentosettanta chilometri del 1984, con trentotto prove speciali (nel 1983 erano una in meno) per un totale di cinquecento e diciotto chilometri di tratti cronometrati.

Al Rally della Lana 1984 non sono previsti i classici parchi assistenza. Con una scelta organizzativa che adegua la corsa biellese alle prove del Campionato del Mondo Rally, sono state previste delle tabelle di marcia, molto lente in alcuni tratti di trasferimento lungo i quali i concorrenti saranno liberi di organizzarsi nel migliore dei modi le loro assistenze. La Biella Corse ha, però, voluto aggiungere un tocco originale all’organizzazione. Infatti nei paesi sede dei centri di riordino, dove la corsa sosta per qualche minuto per serrare le fila dopo una serie di prove speciali, ci saranno delle postazioni messe a punto dalla Bip per i concorrenti che potranno cosi verificare la loro posizione in classifica.

Questi centri saranno in funzione a Chiaverano, Valle San Nicola e a Portula. La corsa invece è suddivisa in due tappe distribuite su tre giorni. La prima prevede diciassette prove speciali (sette nel Biellese e dieci nel Canavese) e si conclude sabato 30 giugno. La seconda tappa scatta alle 16 di sabato 30 giugno e si conclude dopo ventuno prove speciali (quindici nel Biellese e in Valsesia) verso le 11 del mattino di domenica 1 luglio.

Grazie alla collaborazione tra Biella Corse e Comune, il Rally della Lana ha la sua bella passerella sulla pista di atletica dello stadio. Gli equipaggi in gara sono un’ottantina e uno alla volta salgono su una pedana, mentre il pubblico dalle tribune può assistere alla partenza della corsa, ma soprattutto fare festa all’equipaggio che domenica mattina taglierà per primo il traguardo. Per quell’occasione, tra l’altro, la direzione di gara del Lana torna dopo molti anni all’Hotel Astoria, dove aveva mosso i primi passi, lasciando il Circolo Sociale di piazza Martiri della Libertà, che aveva ospitato la prima edizione europea del rally. E si sposta anche la zona delle verifiche, dove i bolidi del concorrenti vengono sottoposti al previsti controlli tecnici. Il Comune ha messo a disposizione della Biella Corse l’ampio piazzale realizzato a sud dello stadio La Marmora. L’area che è stata costruita per ospitare le fiere è tra l’altro molto ben attrezzata ed è illuminata a giorno.

Quindi, tutto bene? Non proprio. Nemmeno una regione ad alta densità rallistica come il Piemonte riesce nell’intento di superare gli ottanta iscritti alla sua gara Open, a ulteriore conferma della crisi

di questo campionato. Non si tratta, come alcuni vogliono far credere, di una crisi dovuta a un minor numero di praticanti, ma di scelte precise dovute ai maggiori costi: la riprova sta negli oltre cento e sessanta iscritti al Rally di Limone Piemonte per la settima successiva.

Sfortunato Federico Ormezzano che si scontra con una vettura privata
Sfortunato Federico Ormezzano che si scontra con una vettura privata

Dei settantasette equipaggi verificati al Rally Lana 1984 settantacinque lasciano lo stadio Lamarmora . Non prendono il via Speranza-Cavallini (Ritmo 130 Gruppo A) per la rinuncia in extremis dello sponsor che avrebbe dovuto garantire la partecipazione, e la Samba Rally di Melia-Melia. Lo stesso problema di speranza è accusato anche dal triestino Lupidi, iscritto con una Porsche Tamauto che di conseguenza non si presenta nemmeno alle verifiche ante-gara. Ormezzano-Amati si aggiudicano subito l’oscar della iella: nel trasferimento da Biella alla prima speciale si scontrano frontalmente con una vettura privata danneggiando vistosamente il frontale della loro bianca Ferrari. Senza freni e con il radiatore fuori uso Tramezzino affronta la prima speciale usando solo il freno a mano e con la temperatura dell’acqua altissima.

A vincere il Rally Lana 1984 è Adartico Vudafieri con Gigi Pirollo, che spezza le resistenze di Lucky Battistolli con Claudio berro e di Franco Cunico con Max Sghedoni. “Vuda” e Cunico, per tutta l’intera durata della gara, se le suonano di santa ragione. I due sono praticamente sempre primo e secondo, in ogni prova e per tutte e due le tappe, e ogni tanto si scambiano le posizioni tra loro. Poi dalla ventinovesima speciale in poi, fino alla trentottesima, Cunico è autore di un monologo, perché Vudafieri tira i remi in barca e controlla. La costante regolarità premia Lucky sul secondo gradino del podio.

Non succede più nulla sino al traguardo finale. Ventisei equipaggi portano a termine questa gara resa durissima dal gran caldo che ha condizionato la resa dei mezzi meccanici e distrutto fisicamente piloti e navigatori. Nell’ultima prova Lucky accusa un malore e il suo navigatore Berro lo rileva alla guida e non appena tagliato il traguardo il pilota vicentino viene accompagnato precauzionalmente all’ospedale. Alle spalle del trio di testa si sono ottimamente comportati il sammarinese Ercolani, quarto assoluto in coppia con Roggia al volante di una Opel Ascona 400, quindi Serena Amerio, che con la Lancia che con la Lancia preparata da Piombanti hanno preceduto i soliti Del Zoppo-Tognana con la piccola Samba Rallye “Made in Conrero”.