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Carlo Capone e Gigi Pirollo vincitori al Rally della Lana

Il 5 giugno 1983 è una data storica: Carlo Capone, una stella che “brucerà” alla velocità di una meteora, vince con Gigi Pirollo la sua prima gara di Campionato Europeo Rally: il leggendario Rally della Lana dell’indimenticato Meme Gubernati. È timido, schivo e riservato, non abituato alla scena del successo in gare di un certo prestigio.

Carlo Capone ce l’ha fatta. Il Rally della Lana 1983 è suo. All’arrivo, Gigi Pirollo, il suo encomiabile navigatore, lo abbraccia. È un momento di entusiasmo, dopo anni di sacrifici e amarezze. Per il giovane pilota di Chivasso (nella foto RSF Motorsport) si tratta, in effetti, della prima affermazione in una prova di Campionato Europeo Rally.

A Genova, tre anni prima, si era aggiudicato l’unico rally della sua carriera, ma si trattava di una prova di Campionato di Zona. All’arrivo la scena è sua. Ma lui è schivo, introverso, riservato. In più non è abituato e racconta subito la sua carriera a grandi linee, come se davvero non lo conoscesse e non lo avesse mai notato nessuno sin dal debutto…

Ho iniziato l’attività nel 1978 con una A 112, partecipando al Campionato Italiano – racconta in quell’occasione Capone –. In quell’occasione mi sono classificato secondo dopo una lotta serrata con il ligure Fabrizio Tabaton. Era destino che vincesse lui. Sono cose che succedono, anche se lasciano l’amaro in bocca. Ci ho messo subito una pietra sopra. Poi c’è stata l’esperienza con la Grifone. Con una Ritmo ho partecipato a diverse gare di Campionato Italiano. L’anno scorso ho vinto il Gruppo su Abarth 125 per il Jolly Club”.

Non aggiunge altro. Neppure una parola in più. Il suo carattere piuttosto schivo lo induce a non dilungarsi più di tanto e suo stesso “modus vivendi” ne sottolinea la riservatezza. All’epoca viveva a Coccona d’Asti, in una splendida cascina, sempre al telefono, lontano dai rumori assordanti della metropoli. Ama la famiglia al di sopra di ogni cosa.

Se Lancia Rally nei primi dieci posti: Carlo Capone c’è

Il Rally della Lana ha preso il via regolarmente. Poco prima della partenza i tessili della zona, che attendono il rinnovo del contratto di lavoro, si sono radunati nei pressi della pedana di via La Marmora. Un delegato sindacale ha letto un comunicato con il quale chiedeva l’opera di mediazione di tutti per risolvere una situazione che si trascina ormai da troppo tempo. Conclusa la pacifica e applaudita manifestazione del lavoratori biellesi, la corsa è potuta partire. Dopo tre prove speciali, la classifica si stava già delineando.

L’assoluta e incontrastata protagonista di questa corsa è la Lancia Rally. Sei vetture della Casa torinese si trovavano nei primi dieci posti alla fine della prima tappa, segno evidente che nello Junior Team tutto funziona a dovere. La prima speciale è stata vinta da Franco Cunico, seguito da Carlo Capone e Miki Biasion, tutti con la 037. Nella seconda frazione a cronometro i tre piloti si sono nuovamente piazzati nell’ordine, mentre nella terza speciale Carlo Capone è riuscito a scavalcare il compagno di scuderia, mentre Biasion ha continuato a mantenere la terza posizione.

Dopo queste prime tre PS la situazione in classifica era la seguente: 1. Franco Cunico (Lancia Rally); 2. Carlo Capone (Lancia Rally) a 3″; 3. Miki Biasion (Lancia Rally) a 11″; 4. “Tony” (Ferrari) a 26”; 5. Dario Cerrato (Opel Manta) a 27″; 6. Fabrizio Tabaton (Lancia Rally) a 31″; 7. Michele Cinotto (Lancia Rally) a 1’03”; 8. Gianni Giordano (Ferrari) a l’20”, 9. “Lucky” (Opel Manta) a l’49”, 10. Blanc, primo del piloti svizzeri (Lancia Rally) a 2’23”.

Lo Junior Team è presente nel primi dieci posti al gran completo già dall’inizio di una gara molto lunga e difficile. Si comportano molto bene anche le Opel Manta 400 preparate dal “Mago” Conrero. Deludono un po’ le Ferrari che non hanno ancora trovato il ritmo giusto. da segnalare il ritiro di due protagonisti della corsa: il ligure Gabriele Noberasco su Alfetta GTV 6 (guai al radiatore) e di “Menes” con la terza Ferrari in gara.

L’ultima tappa parte la sera con altre diciassette prove speciali delle venti che inizialmente erano state programmate. La frazione di Luvera è stata tolta dal calendario il giorno prima, mentre sono stati annullati i passaggi di Asmara e di Celilo. Quest’ultima prova è stata sospesa perché a quell’ora, nel piccolo paese valsesiano, c’è un matrimonio e il rumore delle vetture non si concilia con la funzione.

E indovinate un po’ com’è finita?

Federico Ormezzano lo aveva detto subito: “Le Lancia Rally non hanno rivali ed è impensabile che qualcuno possa metterle in difficoltà”. Il pronostico di “Tramezzino” è stato rispettato in pieno e fin dalla prima prova speciale della prima tappa nessuno ha pensato di mettere in forse la vittoria finale della Casa torinese. Così, dopo aver percorso quasi mille chilometri di una gara selettiva, i piloti dello Jolly Club-Totip hanno piazzato tre auto nei primi tre posti della classifica finale, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, che la stagione in corso è firmata Lancia.

A salire sulla pedana con la vittoria acquisita in speciale è stato, appunto, Carlo Capone, gran lottatore e protagonista di questo Lana. Capone ha preceduto Miki Biasion, forse un po’ trattenuto dagli ordini di scuderia, con l’altra 037 e poi è stata la volta di Franco Cunico che se non avesse pagato oltre 2’ per una foratura avrebbe tentato sicuramente di conquistare l’assoluto. Il gioco di squadra ha comunque facilitato il compito a Miki Biasion che continua a guidare sia la classifica del Campionato Italiano Rally Internazionali, sia quella del Campionato Europeo.

Dopo il trittico Lancia si è piazzato Dario Cerrato con la Opel Manta 400 preparata da Conrero. Cerrato ha così dimostrato che il secondo posto assoluto al 4 Regioni non era dovuto al caso. La Manta sta diventando un’auto affidabile, anche se è ancora molto lontano dell’impensierire a fondo la galoppata solitaria di Biasion verso il titolo. Cerrato ha comunque lottato a fondo con Fabrizio Tabaton e alla fine è stato proprio il pilota della Opel ad avere la meglio scavalcando l’amico-rivale, in classifica con un vantaggio di 23″.

Tabaton si è dovuto accontentare della quinta piazza, ingigantendo ulteriormente la già bella vittoria della Lancia. Al sesto posto, distanziato di oltre mezz’ora da Carlo Capone, si è piazzato lo svizzero Canon con la Porsche 930 Turbo, seguito dal connazionale Chapuis con la Porsche 911. Ottavo posto per Franco Cassinis con la Opel Manta GTE della Chieri Corse. Il pilota cetano ha voluto controllare il suo momento di forma per poi lanciarsi a tutto gas nell’avventura del Tricolore Rally che lo ha visto, l’anno prima, quindi nel 1982 grande protagonista.

Meme Gubernati, l’anima del Rally Lana e del tout terrain

A partire dal 1980 aveva poi intrapreso l’attività di organizzatore del Rally della Lana, prima come collaboratore dell’Automobile Club di Biella, poi (dal 1984 al 1993) come responsabile diretto dell’organizzazione.

Emanuele “Meme” Gubernati, era l’impersonificazione del Rally della Lana, oltre che notissimo direttore di gara e Osservatore Fia. Erede di fatto di uno dei pionieri dei rally italiani: Dante Salvay, come lui aveva iniziato correndo come navigatore dal 1977, poi dal 1980 era diventato organizzatore del Lana, prima come collaboratore dell’Aci Biella, poi (dal 1984 al 1993) come responsabile della gara e vicepresidente della Biella Corse.

È stato anche direttore di gara del “Memorial Bettega”, cardine del Rally Costa Smeralda e aveva promosso gare “tout terrain” pure in Romania e in Grecia. Tenace, puntuale e dal cuore generoso ma fragile. Che lo ha definitivamente e prematuramente fermato la mattina del 22 febbraio 2013, quando era ricoverato a Milano in attesa di un difficile intervento.

“Meme” (così tutti lo chiamavano) aveva iniziato a muoversi nel mondo sportivo automobilistico nel lontano 1977 come copilota rally correndo, sulle auto e nei gruppi più diversi, in numerose gare dei campionati rally nazionali e internazionali, a fianco di piloti come Perazio, Ramella, Del Fabbro, Fogagnolo, Del Rosso, Giorgio e Magliola.

A partire dal 1980 aveva poi intrapreso l’attività di organizzatore del Rally della Lana, prima come collaboratore dell’Automobile Club di Biella, poi (dal 1984 al 1993) come responsabile diretto dell’organizzazione. Continuò a organizzare il rally anche dopo i cambiamenti introdotti nel 1993, in qualità di consulente del Comitato Organizzatore Manifestazioni Motoristiche Biellesi.

E’ giusto dire che è grazie a lui se questa gara, che è rimasta nel cuore di tutti i rallysti, pur segnata da tristi eventi e difficoltà di ogni tipo, si è corsa fino alla sfortunata edizione del 2001. “Meme” era però molto noto anche fuori Biella per gli incarichi sportivi che aveva ricoperto ovunque.

Nell’ambito del Motor Show di Bologna, per esempio, dove, dal 1994 al 1996, era stato direttore di gara del “Memorial Bettega”. Ma anche per aver fatto parte dell’organizzazione del Rally Costa Smeralda e per l’aver promosso gare tout terrain in giro per l’Europa.

Poi la sua attività professionale si era legata proprio a questo mondo, oggi conosciuto come cross country, ambito nel quale aveva occupato molti ruoli, dall’organizzatore (Rally Tout Terrain di Biella, Raid del Riso, Baja Umbria, Raid Alpi Marittime, Baja Centro Sud Italia) al direttore di gara.

Va ricordato che per molti anni era stato esponente di spicco della Sottocommissione Rally Tout-Terrain della Csai, oltre che Osservatore Internazionale Fia in questo tipo di gare. Fra le tante, la notissima Parigi-Dakar, dove aveva fatto parte del Collegio dei Commissari Sportivi.

A Biella era inoltre stato, dal 1983, vicepresidente della Biella Corse, scuderia che poi aveva guidato, come presidente, dal 1990 al 1993. Dal 1985 fino a pochi anni prima della morte aveva ricoperto la carica di delegato provinciale Csai per il Biellese. E a Biella è stato seppellito nella giornata di quel freddo lunedì 25 febbraio 2013.