Arezzo e i motori da corsa: più di un secolo di passione

arezzo e i motori da corsa

Le pagine di questo volume, più di 300, diventano un palcoscenico su cui si esibiscono non solo i campioni di ieri e di oggi, ma anche gli eroi anonimi che dietro le quinte hanno reso possibile ogni impresa, ogni vittoria, ogni sogno realizzato. Attraverso il loro racconto avvincente, ci imbattiamo nelle storie di uomini e donne che hanno abbracciato la passione per la velocità.

Nell’incantevole cuore della Toscana, Arezzo si erge non solo come un gioiello storico, ma anche come un palcoscenico vibrante di emozioni e adrenalina, dove il rombo dei motori risuona attraverso le colline secolari e le strade tortuose. È qui, in questa terra intrisa di storia e passione, che Claudio Gialli, storico dei motori aretini, e Leonardo Todisco Grande, giornalista di motorsport con oltre 40 anni di esperienza a livello nazionale e internazionale, hanno tessuto l’epica narrazione di “Arezzo e i motori da corsa”.

Quest’opera letteraria, più di un semplice libro sul motorsport, si trasforma in un viaggio avvincente attraverso il tempo e lo spazio, immergendoci nell’anima stessa di una comunità che ha trovato nel mondo delle corse una ragione di vita, una fonte inesauribile di ispirazione e un legame indissolubile con la propria identità. Con maestria e sensibilità, Gialli e Todisco Grande ci conducono attraverso oltre 150 anni di storia, dallo scintillio delle prime competizioni alle moderne arene automobilistiche.

Le pagine di questo volume, più di 300, diventano un palcoscenico su cui si esibiscono non solo i campioni di ieri e di oggi, ma anche gli eroi anonimi che dietro le quinte hanno reso possibile ogni impresa, ogni vittoria, ogni sogno realizzato. Attraverso il loro racconto avvincente, ci imbattiamo nelle storie di uomini e donne che hanno abbracciato la passione per la velocità con un fervore quasi mistico, sfidando i propri limiti e conquistando le vette più alte del successo.

Ma “Arezzo e i motori da corsa” va oltre la semplice cronaca delle gare e dei risultati; è un’ode alla determinazione umana, alla resilienza e al coraggio di coloro che, contro vento e marea, hanno lottato per realizzare i propri sogni. È un tributo commovente alla forza della comunità, alla solidarietà e al senso di appartenenza che il motorsport ha instillato nel tessuto sociale di Arezzo e della sua provincia.

Inoltre, questo libro rappresenta un’importante testimonianza dell’importanza del motorsport per l’economia locale e la promozione del territorio. Attraverso le sue pagine, emergono le storie di imprenditori visionari che hanno investito nel settore, di autorità locali che hanno abbracciato il potenziale delle corse come motore di sviluppo e di tifosi appassionati che hanno contribuito a creare un’atmosfera unica durante gli eventi.

“Arezzo e i motori da corsa” è un viaggio emozionante attraverso la geografia e la storia della provincia, una celebrazione della bellezza e dell’unicità di Arezzo e dei suoi dintorni. Ogni curva, ogni rettilineo diventa un punto di riferimento nel paesaggio urbano e nel tessuto sociale della città, testimoniando l’impronta indelebile che il motorsport ha lasciato sulla sua gente e sulla sua cultura.

In conclusione, “Arezzo e i motori da corsa” è molto più di un semplice libro: è un monumento vivente alla passione, al coraggio e alla determinazione di una comunità che ha trovato nel motorsport una via per esprimere se stessa e lasciare un’impronta indelebile nella storia. Grazie a Claudio Gialli e Leonardo Todisco Grande, il patrimonio storico e culturale del motorsport aretino viene celebrato e preservato per le generazioni future, rendendo questo libro una testimonianza preziosa e un’opera imprescindibile per gli appassionati di sport e per chiunque ami l’emozione delle corse su due e quattro ruote.

Arezzo incontra i cavalli meccanici

In molti potrebbero domandarsi: cosa ha di così speciale la storia dei motori da corsa ad Arezzo? Le radici profonde e una smisurata passione. Non tutti sanno che nel lontano 1896, un evento senza precedenti sconvolse le tranquille strade di Arezzo, portando con sé un’aria di innovazione e avventura. Fu l’industriale e sportivo locale, Nazzareno Borghini, a sconvolgere gli animi cittadini con un’incredibile dimostrazione di tecnologia e audacia. Montando una vettura autocostruita e alimentata da un motore De Dion da 1,75 cavalli a benzina, Borghini fece il suo ingresso trionfale, aprendo le porte di Arezzo al mondo dei cavalli meccanici.

Questo primo contatto con la potenza dei motori fu solo l’inizio di una storia che avrebbe lasciato un’impronta indelebile sulla città e sulla sua gente. Tre anni dopo, nel 1899, Ermenegildo Casi seguì l’esempio di Borghini, ma con una svolta ancora più audace: cavalcò una “motocicletta”, che in realtà era un triciclo Prinetti & Stucchi, dimostrando che la passione per la velocità stava rapidamente contagiando gli animi dei cittadini di Arezzo.

Ma fu nel 1905 che Arezzo fece il suo ingresso ufficiale nell’albo d’oro dei campioni del motorsport, grazie all’eroica impresa di Alessandro Goracci. In quell’anno memorabile, Goracci si trovò di fronte a una sfida epica contro un avversario insolito: un pedone. Il coraggioso podista parigino, Ortegue, noto anche come “L’uomo vapore”, aveva sfidato e sconfitto ciclisti di fama mondiale e ora si trovava ad Arezzo con una nuova scommessa ardita.

L’impresa era chiara: Ortegue avrebbe tentato di completare 14 giri della pista del velodromo del Prato a piedi, prima che un motociclista potesse terminarne 35. Ma non aveva fatto i conti con la determinazione e la potenza di Goracci, che con il suo mezzo motorizzato mantenne una media impressionante di 48 km/h, sufficiente a superare le prestazioni delle gambe del francese.

Quel giorno, Arezzo assistette alla nascita di una nuova era, in cui il potere della tecnologia e della determinazione umana si unirono per creare un’esperienza indimenticabile. Da quel momento in poi, la città sarebbe stata indissolubilmente legata al mondo delle corse, una passione che avrebbe continuato a bruciare luminosa attraverso le generazioni.

Oggi, mentre guardiamo indietro a quei momenti epici, possiamo solo immaginare l’emozione e l’entusiasmo che dovevano pervadere le strade di Arezzo all’epoca. Ma una cosa è certa: la storia dei primi contatti fra Arezzo e i cavalli meccanici adesso è affidata al libro scritto da Gialli e Todisco: Arezzo e i motori da corsa.

  • La scheda
  • Arezzo e i motori da corsa
  • Autore: Claudio Gialli e Leonardo Todisco Grande
  • Copertina: morbida
  • Pagine 314
  • Immagini: più di 600 in bianco e nero e a colori
  • Formato: 21×29,7 cm
  • Editore: Autopubblicazione
  • Peso: 1,4 chilogrammi