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Quelle le due dita umane nel radiatore della 205 di KKK

Il 5 marzo, primo e ultimo giorno di gara per gli ufficiali, KKK si ferma per un’assistenza breve, in cui è presente anche Jean Todt e, aprendo il vano motore, vengono rinvenute due dita. Centinaia di migliaia di persone si spingevano fra loro accalcati per vedere passare i loro idoli, per respirare quel profumo inconfondibile di benzina bruciata e per ascoltare a pochi centimetri il suono dei motori del Gruppo B.

La ventesima edizione del Rally del Portogallo, quella andata in scena nel tragico 1986, anno in cui Joaquim Santos finisce su un gruppo di spettatori, causa la morte di tre di questi e una trentina di feriti. In quella stessa edizione qualcuno ci ha rimesso due dita, che furono ritrovate da un meccanico della Peugeot Talbot sul radiatore della 205 T16 di Juha Kankkunen.

Macabro a dirsi ma è esattamente così. Il 5 marzo, primo e ultimo giorno di gara per gli ufficiali, KKK si ferma per un’assistenza breve, in cui è presente anche Jean Todt e, aprendo il cofano motore, vengono rinvenute due dita.

Cosa può essere accaduto? Dirlo con certezza dopo decenni è impossibile, per quanto le immagini siano eloquenti e il video reso pubblico (clicca per vedere) non lasci dubbi. Centinaia di migliaia di persone si spingevano fra loro accalcati per vedere passare i loro idoli, per respirare quel profumo inconfondibile di benzina bruciata e per ascoltare a pochi centimetri il suono dei motori del Gruppo B. Qualcuno provava addirittura ad accarezzare le auto?

Quelle le due dita umane nel radiatore della 205 di KKK
Quelle le due dita umane nel radiatore della 205 di KKK

Quello che quel giorno i tecnici di Peugeot Sport si sono trovati a vivere fu uno degli eventi più surreali del mondo dei rally. Quando la squadra ha aperto il cofano posteriore di una delle sue Peugeot 205 Turbo 16 ha trovato due dita umane. Juha Kankkunen, pilota ufficiale nel 1986 del team Peugeot, ha raccontato una sua versione su ciò che pensa sia successo.

“Erano due dita umane – ha confermato Juha Kankkunen –. C’erano delle prese d’aria dietro le portiere. Servivano per portare l’aria nel sistema di raffreddamento del motore ed erano abbastanza affilate. Cercavamo semplicemente di rimanere sulla strada, non siamo mai usciti dalla prova speciale o altro, ma ci è sembrato che i tifosi stessero cercando di toccare la macchina. Proprio così”.

Il povero mutilato non si è mai fatto vivo e sicuramente perché è corso verso l’ospedale più vicino immediatamente, per evitare di morire dissanguato o di qualche infezione. Inimmaginabile la storia che avrà raccontato allo staff medico che lo ha soccorso.