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Flying Finn: da appassionati a professionisti dei rally

Nella storia dei Flying Finn il 1965, divenne forse la stagione di maggiore successo di sempre. Tutto iniziò con la fantastica vittoria di Timo Makinen al Rally di MonteCarlo, superato poi da Rauno Aaltonen incoronato campione europeo dopo la vittoria del RAC Rally. A quel tempo anche un giovanissimo Simo Lampinen si era unito al numero crescente di piloti lavori finlandesi…

Quello che era iniziato come un avventuroso passatempo per signori benestanti si stava gradualmente trasformando in uno sport professionistico. Erano gli anni Cinquanta del Novecento. Non passò molto tempo prima che i primi Flying Finn emergessero nei rally internazionali. Rauno Aaltonen e Pauli Toivonen furono entrambi impegnati in team importanti durante il 1961, quando Aaltonen vinse effettivamente una gara di Campionato Europeo Rally in Polonia.

Mercedes-Benz lo aveva iscritto come copilota di Eugen Bohringer, ma in realtà Rauno guidava praticamente tutte le prove speciali, mentre il tedesco leggeva le note e poi guidava in trasferimento. Aaltonen passò presto alla British Motor Corporation, dove fu affiancato da Timo Makinen, il cui approccio spettacolare ottenne immediatamente attenzione ovunque. Incantava a tutte le latitudini. I due vennero soprannominati “Mini finlandesi” quando iniziarono a raccogliere i primi successi in BMC con le Mini Cooper.

Aaltonen ottenne una prestigiosa vittoria al termine della Spa-Sofia-Liegi con una Austin Healey. Si trattava di una corsa su strada del tipo marathon, che dal Belgio arrivava fino in Bulgaria, per poi tornare indietro. Ovviamente, venivano usati i passi di montagna più insidiosi dell’Europa centrale. Il tutto per tre giorni e mezzo di gara. Questo evento del 1964 fu ritenuto troppo pericoloso e fu sospeso.

Il 1965, divenne forse la stagione di maggiore successo di sempre per i Flying Finn. Tutto iniziò con la fantastica vittoria di Timo Makinen al Rally di MonteCarlo, superato poi da Rauno Aaltonen incoronato campione europeo dopo la vittoria nel RAC Rally. A quel tempo anche un giovanissimo Simo Lampinen si era unito al numero crescente di piloti lavori finlandesi.

Nel 1968, il finlandese più bravo fu Pauli Toivonen con un titolo europeo, frutto di sei successi in altrettante gare con la Porsche. Quell’anno Hannu Mikkola ebbe la sua grande occasione per entrare nell’elite, dove rimase per i successivi due decenni. Durante i primi anni della sua carriera, Hannu si aggiudicò due rally particolarmente lunghi e difficili. Trionfò per la prima volta nel Rally di Coppa del Mondo Londra-Messico da 16.000 miglia nel 1970 e poi, come primo non africano, conquistò il Safari Rally, quando ancora attraversava tre Paesi. Era il 1972.

Markku Alen entra nei ranghi dei piloti ufficiali nel 1974 e continua a raccogliere successi in quella che è conosciuta come la FIA Cup for Drivers, giusto un anno prima che nasca il Mondiale Piloti. Il primo finlandese a rivendicare quell’onore è Ari Vatanen nel 1981. Due anni dopo, quello stesso “mantello” viene reclamato da Hannu Mikkola, che diventa il pioniere delle 4WD con quel “missile” della sua Audi Quattro.

Il capitolo più memorabile della carriera di Vatanen è, senza dubbi, nel 1984-1985, quando porta Peugeot alla vittoria per cinque uscite consecutive nel WRC. Il periodo che va dal 1983 al 1986 è comunemente chiamato Era delle Supercar. Comprende 48 prove WRC, 29 delle quali vinte da finlandesi. Ciò produce titoli mondiali a raffica per piloti come Timo Salonen e Juha Kankkunen.

Anche Henri Toivonen avrebbe potuto emergere come campione, ma la sua prematura morte in Corsica cambia per sempre il volto dei rally. Le auto vengono regolamentate e diventano molto più lente. La durata degli eventi e la lunghezza delle prove speciali viene drasticamente ridotta. Ma ciò non impedisce a Juha Kankkunen di comandare e vincere un secondo campionato consecutivo nel 1987.

KKK aggiunge altri titoli nel 1991 e nel 1993. Quattro titoli vinti con tre diversi Costruttori di auto: Peugeot, Lancia e Toyota. Eccezionale veramente. Juha Kankkunen e Timo Salonen ottengono altri (tanti) successi nei rally-raid, che si stanno sviluppando parallelamente ai tradizionali rally. Il vero pioniere, in questo tipo di competizioni fuoristrada, è Ari Vatanen, innamorato follemente della velocità, con le sue quattro vittorie nella Parigi-Dakar.

Nei deserti, i finlandesi in linea di massima guidano per Peugeot o Citroen. Durante l’ultima parte degli anni Novanta il WRC si riorganizza e i team di lavoro devono impegnarsi per partecipare ad ogni singolo rally. Ciò significa che qualsiasi pilota che mira a vincere il titolo deve essere competitivo praticamente in tutti gli ambienti e in tutte le condizioni. Un ulteriore evoluzione del professionismo nello sport. Ad accettare quella sfida con determinazione accanita è Tommi Makinen.

Il Flying Finn Makinen vince su asfalto, terra, neve e ghiaccio. Emerge vincitore anche dal fango e dalla polvere del Kenya. Il risultato è storico: quattro titoli mondiali consecutivi alla guida di Mitsubishi Lancer Evolution dal 1996 al 1999 e quattro Rally di MonteCarlo vinti dal 1999 al 2002, l’ultimo dei quali con una Subaru Impreza WRC. Era strano vederlo con la tuta blu…

La corsa al successo di Flying Finn Makinen è seguita senza soluzione di continuità da Marcus Gronholm, che riesce a diventare campione nella sua prima stagione completa del WRC. Siamo nel 2000. In un certo senso Gronholm ripete ciò che Ari Vatanen fa prima, perché anche Ari è determinante nel risollevare le sorti di Peugeot nella classifica del Mondiale Rally. Marcus colleziona un altro titolo mondiale nel 2002, ma non riesce a vincere il terzo titolo con tre Marche diverse, nonostante si trasferisca alla Ford e continui a vincere.

L’ostacolo per i successivi titoli di Gronholm si chiama Sebastien Loeb (un ostacolo insormontabile, che regna imbattuto dal 2004 al 2012). A volte, questo Loeb viene sfidato da piloti come Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala, il primo con 15 vittorie WRC prima di chiudere la carriera nel 2014, il secondo mai realmente sbocciato, ma certamente dotato di grandi capacità. Latvala non diventerà mai campione, ulteriore segno della crescente abilità di Loeb.

È improbabile che il successo nel WRC per la Finlandia continui a passare attraverso “vecchie” glorie. Oggi come ieri la Driver Academy della Federazione Finlandese si impegna costantemente nella ricerca di nuove stelle da fare brillare nei rally: vedi Esapekka Lappi, Kalle Rovanpera, Teemu Suninen… Sempre con la speranza che la storia possa ripetersi. Intanto, continuano a difendere la gara di casa, anche se negli ultimi anni qualche “straniero” in più si è fregiato del successo nel Rally di Finlandia. Ma il 1000 Laghi era un’altra cosa…

Vincitori del Rally 1000 Laghi

1950

  • 1951 Karlsson Arvo – Mattila Vilho, Austin Atlantic
  • 1952 Elo Eino – Nuortila Kai, Peugeot 203
  • 1953 Hietanen Vilho – Hixén Olof, Allard
  • 1954 Kalpala Osmo – Kalpala Eino, Dyna Panhard
  • 1955 Elo Eino – Nuortila Kai, Peugeot 403
  • 1956 Kalpala Osmo – Kalpala Eino, DKW Donau
  • 1957 Carlsson Erik – Pavoni Mario, Saab 93
  • 1958 Kalpala Osmo – Kalpala Eino, Alfa Romeo
  • 1959 Callbo Gunnar – Nurmimaa Väinö, Volvo PV 544

1960

  • 1960 Bremer Carl-Otto – Lampi Juhani, Saab 96
  • 1961 Aaltonen Rauno – Nurmimaa Väinö, Mercedes-Benz
  • 1962 Toivonen Pauli – Kallio Jaakko, Citroën DS 19
  • 1963 Lampinen Simo – Ahava Jyrki, Saab 96 Sport
  • 1964 Lampinen Simo – Ahava Jyrki, Saab 96 Sport
  • 1965 Mäkinen Timo – Keskitalo Pekka, BMC Cooper S
  • 1966 Mäkinen Timo – Keskitalo Pekka, Morris Cooper
  • 1967 Mäkinen Timo – Keskitalo Pekka, BMC Cooper S
  • 1968 Mikkola Hannu – Järvi Anssi, Ford Escort TC
  • 1969 Mikkola Hannu – Järvi Anssi, Ford Escort TC

1970

  • 1970 Mikkola Hannu – Palm Gunnar, Ford Escort TC
  • 1971 Blomqvist Stig – Hertz Arne, Saab 96 V4
  • 1972 Lampinen Simo – Sohlberg Klaus, Saab 96 V4
  • 1973 Mäkinen Timo – Liddon Henry, Ford Escort RS
  • 1974 Mikkola Hannu – Davenport John, Ford Escort RS
  • 1975 Mikkola Hannu – Aho Atso, Toyota Levin
  • 1976 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Fiat 131 Mirafiori
  • 1977 Hämäläinen Kyösti – Tiukkanen Martti, Ford Escort RS
  • 1978 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Fiat 131 Abarth
  • 1979 Alén Markku KivimäkI Ilkka, Fiat 131 Mirafiori

1980

  • 1980 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Fiat 131 Mirafiori
  • 1981 Vatanen Ari – Richards David, Ford Escort RS
  • 1982 Mikkola Hannu – Hertz Arne, Audi Quattro
  • 1983 Mikkola Hannu – Hertz Arne, Audi Quattro
  • 1984 Vatanen Ari – Harryman Terry, Peugeot 205
  • 1985 Salonen Timo – Harjanne Seppo, Peugeot 205 Turbo
  • 1986 Salonen Timo – Harjanne Seppo, Peugeot 205 Turbo
  • 1987 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Lancia Delta
  • 1988 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Lancia Delta
  • 1989 Ericsson Mikael – Billstam Claes, Mitsubishi Galant

1990

  • 1990 Sainz Carlos – Moya Luis, Toyota Celica
  • 1991 Kankkunen Juha – Piironen Juha, Lancia Delta HF Integrale
  • 1992 Auriol Didier – Occelli Bernard, Lancia Delta HF Integrale
  • 1993 Kankkunen Juha – Giraudet Denis, Toyota Celica Turbo 4WD
  • 1994 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Ford Escort RS Cosworth
  • 1995 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1996 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1997 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1998 Mäkinen Tommi – Mannisenmäki Risto, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1999 Kankkunen Juha – Repo Juha, Subaru Impreza WRC 99

2000

  • 2000 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 206 WRC
  • 2001 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 206 WRC
  • 2002 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 206 WRC
  • 2003 Märtin Markko – Park Michael, Ford Focus WRC 03
  • 2004 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 307 WRC
  • 2005 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 307 WRC
  • 2006 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Ford Focus RS WRC 06
  • 2007 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Ford Focus RS WRC 07
  • 2008 Loeb Sebastien – Elena Daniel, Citroën C4 WRC
  • 2009 Mikko Hirvonen – Jarmo Lehtinen, Ford Focus RS WRC 08

2010

  • 2010 Jari-Matti Latvala – Miikka Anttila, Ford Focus RS WRC
  • 2011 Sébastien Loeb – Daniel Elena, Citroën DS3 WRC
  • 2012 Sébastien Loeb – Daniel Elena, Citroën DS3 WRC
  • 2013 Sébastien Ogier – Julien Ingrassia, Volkswagen Polo R WRC
  • 2014 Jari-Matti Latvala – Miikka Anttila, Volkswagen Polo R WRC
  • 2015 Jari-Matti Latvala – Miikka Anttila, Volkswagen Polo R WRC
  • 2016 Kris Meeke – Paul Nagle, Citroën DS3 WRC
  • 2017 Esapekka Lappi – Janne Ferm, Toyota Yaris WRC
  • 2018 Ott Tänak – Martin Järveoja, Toyota Yaris WRC

Makinen: ‘Su Ogier ed Evans in Toyota non posso dire’

Elfyn Evans in Toyota per il World Rally Championship 2020 – con Sebastien Ogier al suo fianco – sarà ufficializzato già alla fine della prossima settimana. Il team manager Toyota, Tommi Makinen, sostiene che né Elfyn Evans né Sebastien Ogier hanno già firmato, ma ha confermato ad Autosport.com che ci sono accordi con entrambi i piloti e ha aggiunto che la sua line-up sarà completata imminentemente.

La squadra di Tommi Makinen è stata costretta a rivedere i propri piani in seguito alla partenza definita “a sorpresa” del nuovo campione Ott Tanak verso Hyundai. Definire a sorpresa l’ingaggio di Tanak da parte di Hyundai Motorsport appare banale, già solo perché da mesi giornali e blog più che attendibili ne parlavano in modo più che certo. Come appare banale preoccuparsi di dire che non c’è la firma sul contratto ma che si sono raggiunti gli accordi. Ben più che un’intesa.

Elfyn Evans ha visitato la base a Puuppola di Toyota Gazoo Racing alla fine del mese scorso e si sa per certo che il viaggio era mirato a concordare e definire le condizioni per guidare una Yaris WRC Plus nella prossima stagione. Ogier ha avuto colloqui con Toyota e con il ritiro di Citroen dalla serie iridata – uno scenario che si stava discutendo da mesi all’interno team – gli si sono aperti nuovi scenari: Toyota.

Prima di accordarsi con Toyota, Ogier ha parlato anche con M-Sport, la squadra con cui ha vinto i suoi ultimi due titoli piloti. Makinen ha detto ad Autosport.com: “Non abbiamo nulla da dire. Ora abbiamo questo dramma in Australia. Non posso dire nulla per il momento”.

Su Evans, Makinen ha detto: “Sicuro che lo abbiamo seguito e i suoi miglioramenti ci hanno stupito, siamo molto, molto interessati. Ci piace”. Il “caso” di Evans in Toyota si è rafforzato perché fu proprio Ogier a scegliere il gallese come suo compagno di squadra preferito. “Abbiamo bisogno dei Costruttori per il bene del campionato e dello sport”. La risposta è relativa all’anticipazione di Rallyeslalom.com su Sebastien Ogier in odor di firma con Toyota e Citroen World Rally Team pronta ad ufficializzare il ritiro dal WRC.

Confermato in Toyota il diciannovenne Kalle Rovanpera che guiderà una terza Yaris WRC Plus la prossima stagione con Takamoto Katsuta che guiderà una quarta vettura con livrea non di ufficiale e solo rally selezionati. Una squadra Ogier-Evans-Rovanpera lascerebbe piloti come Kris Meeke e Jari-Matti Latvala a fare da spettatori. E infatti, Latvala non fa mistero di essere al capolinea. Si annunciano part-time per Hayden Paddon, Craig Breen, Esapekka Lappi, Andreas Mikkelsen e Mads Ostberg, se la caccia per un posto con M-Sport dovesse fallire.

Takamoto Katsuta, il giapponese che sogna l’iride

Con tutto il rispetto che si deve al “nostro” Fabio Andolfi, che l’impegno ce lo sta mettendo da diversi anni ormai per ottenere qualche risultato, e con altrettanto rispetto per i rilevanti investimenti economici che Aci Team Italia fa con i soldi di Aci Sport, viene da tifare per questo simpatico pilota dagli occhi a mandorla.

Takamoto Katsuta si scrive かつたたかもと e si legge così: Katsuta Takamoto. Ma chi è il figlio di Norihiko Katsuta, otto volte campione giapponese rally? Classe 1993, 17 marzo per la precisione, è un ex pistaiolo votato ai rally. Ha corso per la Tommi Makinen Racing nella WRC 2 e poi è diventato tester di sviluppo per il team Toyota Gazoo Racing. È balzato alle cronache sportive dopo una vittoria sorprendente nel WRC 2 al Rally di Svezia del 2018.

Takamoto Katsuta è nato a Nagoya. Ha iniziato a correre con i go-kart a 12 anni. Poi ha iniziato a correre nel Formula Challenge Japan 2010 e, alla fine, è diventato campione nel 2011, a 18 anni. Vedendo i successi ottenuti da Katsuta nel Formula Challenge Japan, il team Tom’s lo ha ingaggiato per disputare il campionato giapponese di Formula 3 2012, correndo nella classe Nazionale.

Katsuta ha concluso la stagione al terzo posto e così gli è stato proposto di disputare il campionato completo nel 2013. Ha avuto un grande successo nel 2013 il driver giapponese, vincendo due gare e finendo secondo nel campionato, battendo piloti del calibro di Katsumasa Chiyo, membro del programma Young Driver della McLaren, e Nobuharu Matsushita.

La stagione successiva, il 2014, sarebbe stata l’ultima di Katsuta in Formula 3. Ha finito al quarto posto in classifica con altre due vittorie. Durante il suo ultimo anno nella Formula 3 giapponese, Katsuta ha iniziato anche a praticare rally. Ha iniziato con la Toyota GT86 nella classe JN-5 del Campionato Giapponese Rally (una serie che suo padre, Norihiko, ha vinto otto volte).

Nel suo secondo rally, che è stato il Rally Highland Masters, Takamoto ha vinto la classe, finendo decimo assoluto. Il suo obiettivo finale era quello di rientrare nel programma di sviluppo driver di Toyota. Le sue esibizioni in Giappone hanno attirato l’attenzione del quattro volte campione del mondo di rally e futuro capo del team Toyota Gazoo Racing, Tommi Makinen, che lo ha ingaggiato nel programma della Toyota insieme a Hiroki Arai.

Takamoto Katsuta al Rally Finland 2017
Takamoto Katsuta al Rally Finland 2017

I primi rally di Katsuta con la Tommi Makinen Racing

Katsuta ha partecipato a rally selezionati mentre si esercitava a tempo pieno in Finlandia, sotto la supervisione di Makinen. I primi rally di Katsuta con la Tommi Makinen Racing furono in eventi finlandesi e lettoni, alla guida di una Subaru Impreza WRX. A partire dal 2016, Katsuta si sarebbe trovato a fianco un navigatore di grande esperienza, Daniel Barritt.

Il giapponese ha avuto un discreto successo nei rally finlandesi, prima di ritrovarsi al volante di una Ford Fiesta R5 per il Rally di Estonia, il suo primo grande rally. Peccato non sia riuscito a terminare l’evento a causa di un incidente. Nonostante ciò, Makinen ha promosso Katsuta e Arai portandoli al debutto nel campionato del mondo di rally in Finlandia, nel WRC 2, dove Katsuta ha chiuso dodicesimo, sedici minuti dietro al vincitore.

A partire dal 2017, Takamoto Katsuta partecipa a un programma completo nel WRC 2, insieme a Hiroki Arai, oltre a rally nazionali al di fuori della Finlandia. In quella stagione collabora con Marko Salminen. I successi per i due piloti sono pochi e lontani tra loro, ma Katsuta inizia a farsi un nome, specialmente dopo aver conquistato un podio di categoria al Rally Italia Sardegna.

L’anno successivo, Katsuta inizia a vincere. Comincia con un terzo posto assoluto all’Artcic Lapland Rally, uno dei più grandi rally finlandesi. Quindi, al Rally di Svezia, dopo aver vinto dieci delle diciannove prove speciali, Katsuta si aggiudica il primo successo nel WRC 2, finendo all’undicesimo posto assoluto.

Ha vinto per soli 4”5 secondi sul pilota Skoda e poi sul campione in carica WRC 2 Pontus Tidemand. Dopo questo successo, Takamoto Katsuta e il compagno di squadra Hiroki Arai hanno continuato a disputare gli eventi europei del WRC, sebbene senza più successi come in Svezia.

Verso la fine della stagione 2018, la Toyota ha annunciato l’intenzione di affidare a Katsuta una World Rally Car. Così è stato nel 2019 e adesso, con netto anticipo, “rischia” di ritrovarsi a disputare l’intera stagione 2020 nel WRC. Dopo due stagioni con Elfyn Evans, Daniel Barritt torna ad essere il copilota di Katsuta. La prima uscita di Takamoto con la Toyota Yaris WRC avviene allo SM-Itaralli, prova del campionato finlandese rally, in cui si aggiudica il successo assoluto.

Con tutto il rispetto che si deve al “nostro” Fabio Andolfi, che l’impegno ce lo sta mettendo da diversi anni ormai per ottenere qualche risultato, e con altrettanto rispetto per i rilevanti investimenti economici che Aci Team Italia fa con i soldi di Aci Sport, viene da tifare per questo simpaticissimo driver con gli occhi a mandorla che sta coronando un sogno e che si è affidato nelle mani di un grande esperto, quale è appunto Tommi Makinen. Non un qualunque scopritore di campioni…

Takamoto Katsuta pronto per il WRC 2020, parola di Tommi

Tommi Makinen, ha confermato che il pilota giapponese Takamoto Katsuta ha tutte le carte in regola per disputare un’intera stagione WRC nel 2020, seppure per il momento nessun contratto è stato firmato e nessun accordo è stato sancito.

Quando un campione è pronto ad andar via, c’è sempre un aspirante tale pronto ad entrare in squadra. Una massima che vale ancor di più se la squadra si chiama Toyota Gazoo Racing. Solo che in questo caso la notizia sarebbe strepitosa, perché l’aspirante tale ha gli occhi a mandorla e viene dal Giappone: Takamoto Katsuta è pronto per il WRC 2020, parola di Tommi Makinen.

L’isola immersa nell’Oceano Pacifico è da sempre molto appassionato di rally e con trascorsi di tutto rispetto, visto che oltre al Rally del Giappone nel Mondiale Rally si ricordano Subaru WRT, Mitsubishi Ralliart e piloti come Toshiro Arai, Hiroshi Masuoka, Kenjiro Shinozuka, Yoshimasa Sugawara…

Il gran capo di Toyota Gazoo Racing, Tommi Makinen, ha confermato che il pilota giapponese ha tutte le carte in regola per disputare un’intera stagione WRC nel 2020, seppure per il momento nessun contratto è stato firmato e nessun accordo è stato sancito.

Tommi Makinen ha elogiato pubblicamente i progressi di Takamoto Katsuta sulla Yaris WRC nello scorso fine settimana al RallyRACC Catalunya e ha dichiarato che il programma giovani del 2020 è ancora tutto da discutere, per cui tutto è ancora possibile.

“Non è confermato”, ha detto Makinen, che inevitabilmente subisce le dovute pressioni dal presidente Akio Toyoda che non ha mai fatto mistero di volere almeno un pilota giapponese in squadra e nel WRC, se non può convincere Subaru e Mitsubishi a rientrare. “Dopo la fine del Campionato del Mondo Rally 2019 ne discuteremo. Per ora, non esiste una decisione definitiva. Forse disputerà solo gli eventi europei, oltre al Giappone, forse addirittura a tutto il campionato”.

Katsuta ha fatto il suo debutto nel WRC con la Yaris all’ADAC Rallye Deutschland ad agosto e il rally spagnolo è stato la sua prima volta su terra. Alla fine della tappa sterrata di venerdì, Katsuta e il copilota britannico Dan Barritt erano nella top ten assoluta.

Sfortunatamente, un problema al cambio li ha esclusi dal nono posto al sabato mattina. Tommi Makinen, in proposito, ha dichiarato: “Si deve essere verificato un problema strano. È stata montata una componente nuova, revisionata ed è esplosa. Ciò ha rovinato la sua giornata. Il pomeriggio è stato difficile, perché Katsuta ha dovuto adattarsi al cambio a rapporto lunghi più adatto alla ghiaia. Sono contento dei suoi progressi. Era chiaramente più veloce che in Germania e ha fatto dei bei tempi”.

“Takamoto Katsuta ha bisogno di migliorare il ritmo delle sue note. Possiamo vedere dai dati che, in alcuni punti, frena due volte, ma fondamentalmente, sta andando davvero bene”. Katsuta torna in azione con la Yaris al Central Rally Aichi del 8-10 novembre, dove affronta l’evento che compone le prove finali del Rally del Giappone 2020.

Addio a Andrew Cowan: il pilota, lo stratega e il genio

Andrew Cowan non era solo il creatore di una squadra vincente. Era stato un pilota eccezionale. Nato in una famiglia di agricoltori negli Scottish Borders, Cowan lavorava nei campi e nel frattempo imparava a guidare già in tenera età. Il suo fascino per il motorsport lo portò a Berwick e al District Motor Club, dove divenne amico intimo di Jim Dark di Duns.

Se n’è andato silenziosamente e in punta di piedi l’ex capo squadra del team Mitsubishi Ralliart e vincitore della Londra-Sydney, Andrew Cowan. Cowan si ritirò dal team Mitsubishi impegnato nel World Rally Championship alla fine della stagione 2005, dopo averlo diretto sin dai tempi delle Gruppo A di fine anni Novanta.

Sotto la guida di Cowan, Tommi Makinen vinse quattro titoli mondiali consecutivi dal 1996 al 1999. La stagione 1998 fu quella di maggior successo per Cowan: fu quella in cui Tommi Makinen si assicurò la classifica Piloti e la Lancer vinse quella Costruttori.

Tuttavia, Andrew Cowan non fu “solo e semplicemente” il creatore di una squadra vincente, al limite dell’imbattibile. Prima era stato un pilota eccezionale. Nato in una famiglia di agricoltori negli Scottish Borders, Cowan lavorava nei campi e nel frattempo imparava a guidare già in tenera età. Il suo fascino per il motorsport lo portò a Berwick e al District Motor Club, dove divenne amico intimo di Jim Dark di Duns.

Una vittoria del Tour de France del 1964 a bordo di una Ford Mustang dimostrò a mezzo mondo la sua innata capacità di vincere su una grande varietà di auto, ma fu la sua capacità di vincere anche una grande varietà di rally che attirò davvero l’attenzione e gli appetiti di molti su di lui.

Vinse due volte Londra-Sydney, con una Hillman Hunter nel 1968 e con una Mercedes 280E nove anni dopo, e ottenne ancora più successo con cinque vittorie consecutive al Southern Cross in Australia. Cowan aveva una vera propensione per il rally lunghi, veloce, simpatico preparato, era in grado di portare in modo trionfale un’auto fino a qualunque traguardo.

Era abile nel curare anche le auto degli altri

Era abile nel curare anche le auto degli altri. Probabilmente Roger Clark avrebbe perso nel RAC Rally del 1972 se Cowan non si fosse fermato per offrire all’inglese un cuscinetto della ruota dalla propria auto per assistere la sua RS1600. Secondo assoluto alla Parigi-Dakar del 1985, Cowan alla fine appese il casco al chiodo nel 1990, quando Ralliart voleva la sua totale attenzione.

Cowan, il più astuto degli scozzesi, era sempre consapevole del budget e il successo che aveva ottenuto con Mitsubishi era la testimonianza della sua capacità di fornire risultati anche se con pochi soldi. Un vero stratega, che non pativa le pressioni. Amava parlare delle proprie la passioni: pesca al salmone ai confini, i prezzi delle patate sul campo, o Makinen. Valeva sempre la pena ascoltarlo.

Tante persone devono ringraziare Andrew Cowan. Sempre pronto a dare a qualcuno la possibilità e l’opportunità di promuovere la propria carriera, Cowan era un uomo sincero e adorabile. Soffrì molto quando dovette lasciare i parchi assistenza, oggi soffriamo noi fa a sapere che non è più tra noi.

Storie di Rally esprime le sue più sentite condoglianze a sua moglie Linda, alla sua famiglia e ai molti amici in tutto il mondo.