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Nicolò Imperio: il copilota che traeva coraggio dalla paura

Un posto in vetrina conquistato a suon di vittorie con un impegno e una passione difficili da riscontrare in una disciplina che brucia in fretta denari e aspettative. Nicolò Imperio aveva alle spalle decine di stagioni ricche di soddisfazioni e si guardava sempre intorno prima di tirare fuori dall’armadio casco e tuta per rilanciarsi in qualche nuova avventura.

Nicolò Imperio ci ha lasciati. Colui che, a ragione, era considerabile uno dei migliori navigatori sardi e anche del contesto nazionale, se n’è andato, silenziosamente. Quasi senza voler disturbare nessuno. Da stanotte ha smesso di soffrire. Vogliamo ricordarlo copilota, affezionato al suo road book. Tanto bravo e meticoloso che per dieci anni è riuscito a trasformare un hobby in professione. Un’esperienza che gli avrebbe permesso di campare di rally. Nicolò Imperio, gallurese di Luogosanto e sassarese d’adozione, si era ritagliato uno spazio di primo piano nel panorama dell’automobilismo sardo.

Un posto in vetrina conquistato a suon di vittorie con un impegno e una passione difficili da riscontrare in una disciplina che brucia in fretta denari e aspettative. Imperio aveva alle spalle decine di stagioni ricche di soddisfazioni e si guardava sempre intorno prima di tirare fuori dall’armadio casco e tuta per rilanciarsi in qualche nuova avventura.

“Quando non corro, riposo e progetto – raccontava nei primi anni 2000 -. Ne approfitto per godermi la famiglia e per tirare un po’ il fiato”. Tre i titoli italiani in bacheca e una marea di trofei vinti – “quelli a cui tengo di più sono i primi posti nel “Garzoglio” del 1993 e del 1994, premio assegnato al miglior copilota dell’anno” – Imperio era molto appassionato e altrettanto competente. Più volte era stato coinvolto nella realizzazione della “struttura” del percorso del Rally Italia Sardegna.

Aveva un pensiero positivo e odiava le polemiche. A chi gli domandava come vedesse lui la sua Isola da rally, rispondeva: “La vedo viva, e questo è già un bel risultato perché fare il pilota da noi è più complicato che altrove. I costi sono più alti, le strutture sono quelle che sono e trovare i soldi è difficile. Evidentemente la passione per le quattro ruote ha radici solide e negli ultimi anni ci sono incoraggianti segnali di ripresa”.

Eppure fare il pilota è sempre più complicato. “Sfatiamo una leggenda – ricordava -. Fare il pilota è sempre stato complicato. In questo nuovo millennio come venti anni fa. Per disputare una stagione ci vogliono soldi e tanta, tantissima passione”.

Ci è rimasto nel cuore un consiglio che dava ai giovani piloti sardi: “Ho visto che molti puntano su vetture di grossa cilindrata con la speranza di inserirsi nelle posizioni di vertice. Io credo che sia uno sbaglio perché più la vettura è “importante” più aumentano i costi e le difficoltà. Io suggerisco sempre di puntare su vetture più piccole dividendo il budget su più gare. Ci sono meno rischi, più spazi per gli sponsor e c’è la possibilità di fare molta più esperienza. Purtroppo è un discorso difficile da far capire. Ed è la conferma che c’è ancora molto da lavorare”.

Nicolò Imperio copilota, ma anche paterno istruttore, che non dimenticava mai le sue origini sportive: “Mi sono avvicinato all’automobilismo per passione e ho capito che potevo fare molta più strada come navigatore che col volante. Così ho fatto una scelta e, quando mi guardo indietro, credo di non aver sbagliato. Meglio essere un buon navigatore che un pilota mediocre”.

Senza dimenticare il lato umano, quello dell’uomo che non nasconde le sue paure. “La paura è una realtà e mi fanno ridere quelli che dicono il contrario. La paura c’è ed è un vantaggio perchè ti aiuta ad essere cosciente, a fare le cose per bene, a capire che ci sono dei limiti. Guai se non dovessi più provare paura”.

Il coraggio viene dalla paura ed era così anche in Nicolò, che si lanciava a testa bassa e senza guardare la strada ai 200 all’ora su sterrati dove in teoria sarebbe un azzardo cambiare dalla prima alla seconda. “Io sento la paura prima di salire in macchina – raccontava in vita -. Ci convivo per le prime tre curve poi me ne dimentico. Ho fatto dei test clinici e ho visto che è proprio un fatto fisico. Anche nei momenti più difficili il mio cuore non supera i settanta battiti al minuto. Questo significa che il cervello riesce a controllare le emozioni. E per uno che viaggia sul filo del rasoio è importate avere l’assoluta padronanza dei propri mezzi”.

Un copilota e un amico che ci mancherà, un ottimo uomo che mancherà al mondo perché questo anno di disgrazie non ha voluto risparmiarlo.

WRC, Covid-19 da paura: salta anche il Rally di Ypres

”Abbiamo sempre sostenuto il Rally di Ypres 2020 in Belgio, non abbiamo mai pensato che sarebbe stato annullato, ma questa volta non possiamo lasciare che il rally vada avanti”, afferma Emmily Talpe, sindaco della città di Ypres. Detto fatto. Con un’ordinanza ha cancellato il rally iridato, senza badare tanto alla federazione e agli organizzatori, che comunque ne erano consapevoli da circa un mese.

Con il cuore in mano, il Club Superstage ha annullato il Rally di Ypres 2020, penultima prova del FIA 2020 World Rally Championship. Dal 20 al 22 novembre si sarebbe dovuta tenere in Belgio, per la prima volta nella storia, una gara valida per il Mondiale WRC, ma le attuali problematiche legate alla diffusione del Covid-19, come anticipato da RS e oltre, hanno deciso diversamente.

Gli organizzatori hanno lavorato molto duramente negli ultimi mesi per la preparazione del Rally di Ypres, non immaginando che sarebbe stato annullato, ma il coronavirus è nuovamente esploso e le cifre dell’infezione sono aumentate rapidamente. Il comitato di consultazione ha imposto misure rigorose per contenere la diffusione del virus, ma nel frattempo la pressione sugli ospedali e sul settore assistenziale è diventata molto forte e tutti sono stati esortati a interrompere la vita sociale.

“Abbiamo sempre sostenuto il Rally di Ypres 2020 in Belgio, non abbiamo mai pensato che sarebbe stato annullato, ma questa volta non possiamo lasciare che il rally vada avanti”, afferma Emmily Talpe, sindaco della città di Ypres. Detto fatto. Con un’ordinanza ha cancellato il rally iridato, senza badare tanto alla federazione e agli organizzatori, che comunque ne erano consapevoli da circa un mese.

“In stretta consultazione con l’organizzatore della gara, le autorità amministrative e l’ufficio del ministro dell’Interno, hanno seguito l’evoluzione della pandemia nella nostra regione. Si è deciso che nelle attuali circostanze fosse irresponsabile consentire il Campionato del Mondo Rally a Ypres. Verrà redatta una decisione del governatore in linea con la nuova evoluzione”, ha confermato il governatore Carl Decaluwé.

Il Club Superstage ha continuato a credere nel successo del primo rally belga del Mondiale WRC fino all’ultimo giorno. “Con il Rally di Monteberg e il Rally di Aarova, abbiamo organizzato due rally a prova di Covid nelle ultime settimane, ma non siamo in grado di far fronte all’attuale epidemia di virus. Al momento, la salute della popolazione è affidata al personale del settore sanitario, la salute dei nostri dipendenti, dei partecipanti alla gara e di tutti gli appassionati di rally in primis”, ha detto Jan Huyghe del Club Superstage.

“Abbiamo seguito la crisi sanitaria in stretta consultazione con le autorità locali. Purtroppo, i numeri hanno continuato a crescere a dismisura. Il Rally di Ypres 2020 è da anni leader nella sicurezza in Europa. Questa volta si aggiunge anche la salute. Comprendiamo la decisione”, conclude l’organizzatore del Rally di Ypres 2020.

“Questa è ovviamente una grande delusione per tutti i nostri ragazzi che hanno dimostrato di essere in grado di organizzare una gara WRC in poco tempo”, ha dichiarato Alain Penasse, presidente del Club Superstage. “Speriamo che i nostri sforzi e investimenti non siano stati vani. Abbiamo dimostrato alla FIA e al Promotore WRC che possiamo cambiare rapidamente e che possiamo organizzare il Rally di Ypres Mondiale. Questa cancellazione era inevitabile, ma continuiamo ad ambire il WRC. Speriamo sia solo un rinvio”.

Il Mondiale Rally che verrà con Estonia e Croazia

Si inizierà col tradizionale Rally MonteCarlo. Seguirà il Rally di Svezia, appuntamento invernale puro del Mondiale Rally e si spera innevato. La Croazia è la terza prova e si terrà dal 22 al 25 aprile. Sarà l’incontro di apertura sull’asfalto e avrà sede nella capitale a Zagabria. A fine maggio si va in Portogallo. Sarà la prima di tre gare su terra con clima caldo. Seguiranno a giugno Italia e Kenya, che chiudono la prima metà di Campionato.

C’è anche l’Estonia con la Croazia nella serie di dodici gare che strutturerà il Mondiale Rally 2021. E ci sono anche il Safari Rally in Kenya e il Giappone, entrambi inclusi nel programma di quest’anno ma cancellati a causa della pandemia. La Spagna torna dopo un anno di assenza. La stagione, al momento, prevede nove gare europee e tre fuori dall’Europa. È stato progettato strategicamente per consentire un controllo continuo sul Covid-19 per evitare che faccia danni come in questo 2020, programmando la maggior parte dei rally da giugno in poi.

Il calendario è stato approvato dalla FIA, dall’organo di governo del motorsport mondiale, e dall’amministratore delegato del Promoter WRC, Jona Siebel, che si è detto soddisfatto e che ha aggiunto che la serie piacerà ai concorrenti e ai fan del WRC. “L’inclusione della Croazia nel Mondiale Rally per la prima volta è una nuova entusiasmante sfida per il nostro calendario e porta grande attesa”, ha aggiunto. “Il debutto nel campionato dell’Estonia qualche settimana fa si è rivelato un enorme successo, ancora di più visto il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare il rally. Merita pienamente di mantenere un posto per il 2021”.

Si inizierà col tradizionale Rally MonteCarlo. Seguirà il Rally di Svezia, appuntamento invernale puro della serie e si spera innevato. La Croazia è la terza prova e si terrà dal 22 al 25 aprile. Sarà l’incontro di apertura sull’asfalto e avrà sede nella capitale a Zagabria. A fine maggio si va in Portogallo. Sarà la prima di tre gare su terra con clima caldo. Seguiranno a giugno Italia e Kenya, che chiudono la prima metà di Campionato.

L’annullamento del Safari Rally Kenya 2020, una delle più leggendarie gare automobilistiche mondiali, porterà comunque la carovana iridata in Africa, il secondo continente più grande del mondo per dimensioni, per la prima volta dopo 2002. Il Promoter WRC sta ancora discutendo con il governo del Regno Unito mentre Motorsport UK sta lavorando per confermare il finanziamento richiesto. Quindi: Rally GB in forse, per il momento.

Due delle ultime tre gare del Mondiale Rally 2021 si svolgono al di fuori dell’Europa. Cile e Spagna precedono il Giappone, che ospita la gara finale a novembre. L’inclusione del Giappone, undici anni dopo la precedente gara del WRC, segna la prima apparizione dell’Asia tradizionale da allora. Il promoter WRC crede così di aver sviluppato una strategia efficace per prevenire spiacevoli effetti della pandemia. Le continue conseguenze del Covid-19, che ha portato alla perdita di diverse gare del WRC nel 2020, hanno avuto una grande influenza negativa sulla struttura e sul calendario della serie iridata.

Dopo i rally di apertura a MonteCarlo e in Svezia, eventi invernali che non possono essere spostati dalle date di inizio anno, la stagione si è fermata per più di due mesi affinché gli effetti della pandemia si attenuassero. Il tutto mentre altri campionati veniva fermati. L’Estonia mantiene il suo posto nel WRC dopo un debutto di successo a settembre. Nessuna gara al di fuori dell’Europa è programmato prima della fine di giugno e solo un terzo dei dodici rally si terrà nei primi cinque mesi dell’anno.

“Il Covid-19 ha colpito molto duramente gli eventi sportivi internazionali. Il WRC non è stato risparmiato, portando alla sfortunata cancellazione di diversi rally nel corso del 2020 “, ha affermato Siebel. “Quindi, nello sviluppo del calendario del Campionato del Mondo Rally 2021, abbiamo dovuto prendere decisioni pragmatiche e strategiche sul continuo impatto e sui viaggi del prossimo anno. Dovevamo prevedere che tutti gli eventi si svolgessero in modo sicuro per il pubblico, o per il nostro folto gruppo di personale viaggiante, fornitori, concorrenti e media, per i primi cinque mesi del 2021”.

“È essenziale che i nostri organizzatori siano impegnati a gestire i difficili controlli Covid-19 che possiamo aspettarci per l’anno prossimo, offrendo al contempo gare di alta qualità. Sono fiducioso che i dodici rally scelti per il prossimo anno non ci deluderanno”, ha aggiunto il Promoter WRC. Per maggiore sicurezza, le gare in Turchia, Lettonia, Belgio, Grecia, Italia (Monza) e Argentina rappresenteranno delle riserve a cui attingere in caso di emergenze da Covid-19 per sostituire eventuali defaillance dell’ultimo minuto (Argentina come opzione per gare non europee).