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I rally in lutto dicono addio a Mauro Daimo

Se n’è andato a metà febbraio il copilota Mauro Daimo, che aveva abilmente navigato per lunghi periodi Vittorio Vernetti nel Trofeo Rally Nazionali.

Lutto nel mondo dei rally piemontesi. Dopo una lunga malattia è deceduto Mauro Daimo, valido navigatore di Vittorio Vernetti e vincitore di diversi rally TRN. Simpatico, cordiale, affabile, negli ultimi anni, dopo aver abbandonato i rally, era diventato affermato arbitro di biliardo, ruolo che svolgeva con grande autorevolezza e competenza.

Mauro aveva iniziato a correre nella seconda metà degli anni Settanta e ha sempre corso con Vittorio Vernetti sulla Fiat 131 Abarth Rally. Memorabili le vittorie al Rally dei Vini e al Rally Team 971 del 1980, come quella del Valli Canavesane dell’anno precedente. In carriera anche diversi secondi posti.

“Questa è una sera molto triste per me e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio dell’Amicizia di Mauro Daimo, gentiluomo e gran copilota Piemontese che, insieme a Vittorio Vernetti, ha saputo realizzare cose meravigliose con le primissime Fiat 131 Abarth Gruppo 4 appena ex ufficiali, ritirate direttamente in Corso Marche 38 a Torino”, ha scritto Paolo Calovolo dopo aver appreso della sua morte.

“La notizia mi è arrivata solo qualche ora fa dal mio Maestro Alberto Bigo. Io non ci volevo credere e mi sono attaccato al telefono per sentire Marcello e Vittorio. Per avere la certezza che, purtroppo, fosse tutto vero. Ora ho solo un gran “nodo in gola” e non so nemmeno come salutarti, visto che sono così lontano…”.

“Per me, con Vittorio, sei stato uno degli “Eroi” della mia adolescenza e della mia Scuderia Magazzini dell’Auto di Torino. uno di quelli che, con Dario (Titta), Alberto, Walter e Roberto e tutti i loro Copiloti mi hanno fatto “sognare” di essere, un giorno, un Copilota ed un Pilota anch’io, quasi all’altezza del vostro talento”.

“Sarebbe inutile elencare qui i tuoi grandi successi, tra i quali il Trofeo Alpi Occidentali 1979, come rallysta e come Uomo, preferisco congedarmi da te con tre sole immagini. Sperando che, nell’ultima, quel saluto dall’abitacolo mentre stavi vincendo accanto a Vittorio, sia rivolto a tutti noi”.

Alén e il test con la WRC Plus come regalo di compleanno

”Ho sempre desiderato guidare una di queste macchine. Non importa quale macchina sia. Può essere discusso in seguito, ma grazie a tutti per l’offerta. Le auto di oggi sono bellissime, davvero veloci e sorprendenti. Come le Gruppo B, ma in realtà diverse come la notte e il giorno negli standard di sicurezza”. E adesso Alén sarà accontentato…

Markku Alén, che ha compiuto 70 anni lunedì 15 febbraio e il più bel regalo è stato la promessa di un test su una WRC Plus alla fine di questa stagione. In un’intervista con il giornale finalndese Ilta-Sanomat, Alén ha affermato che il suo sogno è guidare una WRC Plus. E poi ha aggiunto: “Il sogno potrebbe essere realizzato avendo diversi conoscenti al timone dei team WRC Toyota e Hyundai”.

Il sito DirtFish ha letto del desiderio di Alén e ha contattato i team WRC del Mondiale Rally: Hyundai, Toyota e M-Sport Ford. Ogni squadra ha detto che c’è un’auto disponibile per il test di Maximum Attack. “Notizie incredibili – ha detto Alen -. Questa è la notizia più bella del mio compleanno”.

“Ho sempre desiderato guidare una di queste macchine. Non importa quale macchina sia. Può essere discusso in seguito, ma grazie a tutti per l’offerta. Le auto di oggi sono bellissime, davvero veloci e sorprendenti. Come le Gruppo B, ma in realtà diverse come la notte e il giorno negli standard di sicurezza”.

Jari-Matti Latvala , team manager della Toyota, ha confermato che Alén potrebbe utilizzare le sue vetture, presenti nel team con sede in Finlandia. “Sarebbe fantastico vedere Markku alla guida di una Toyota Yaris WRC. Potremmo organizzarlo alla fine della stagione – spiega il team manager -. Ha già guidato per il team ufficiale della Toyota, quindi sarebbe ancor più bello. Ho grande rispetto per Markku, come ogni finlandese. È una delle nostre leggende”.

Più di 12.000 euro per il parafango della S4 di Toivonen

Un anonimo appassionato di rally si è aggiudicato il parafango anteriore destro della sua storica Lancia Delta S4, l’auto che il finlandese portò alla vittoria in occasione del RAC nel 1985. Ma quello che fa scalpore è la cifra spesa dal vincitore dell’asta, tenutasi su eBay Uk: 10.800 sterline, 12.200 euro circa. E pensare che il prezzo base era di 1.500 sterline, 1.694 euro.

Il ricordo e l’apprezzamento per Henri Toivonen sono sempre vivi, al punto che quello che gli è appartenuto o che è stato toccato da lui diventa un oggetto di culto, da pagare qualunque cifra, seppure decenni dopo. Un pilota amato dai fans, ancora oggi disposti a fare follie per avere un suo ricordo.

Infatti, un anonimo appassionato di rally si è aggiudicato il parafango anteriore destro della sua storica Lancia Delta S4, l’auto che il finlandese portò alla vittoria in occasione del RAC nel 1985. Ma quello che fa scalpore è la cifra spesa dal vincitore dell’asta, tenutasi su eBay Uk: 10.800 sterline, 12.200 euro circa. E pensare che il prezzo base era di 1.500 sterline, 1.694 euro…

Il particolare della carrozzeria della Lancia Delta S4 venduto all’asta su eBay Uk (ancora oggi sporco del “sacro” fango di quell’edizione della gara!) si staccò durante un passaggio di Henri Toivonen e Neil Wilson in un guado a Weston Park. Il pezzo perso non impedì all’equipaggio Lancia di trionfare con la nuova e potentissima Delta S4.

L’articolo di quella edizione del RAC 1985 lo trovate qui. La storia della vendita all’asta di una di quelle due vetture, quella di Alèn, la trovate qui.

Quesnel racconta la storia dell’Audi da 1.300.000 euro

”Ovviamente sono andato a Montlhéry il giorno della gara e mi sono fermato all’improvviso davanti a un’Audi Quattro Sport S1. Mi sono detto: questa fa per me! Sono andato allo stand a parlare con il responsabile Audi, che mi ha detto che le auto non erano in vendita. Sono ripartito chiedendo Michèle Mouton di sostenermi e di chiarire che l’auto era per un museo”.

Fiore all’occhiello della vendita di sette vetture Gruppo B della collezione Hommell-Quesnel, l’Audi quattro Sport S1 in questione è un gioiello di straordinaria bellezza e originalità. Il tutto per una cifra compresa tra 1.000.000 e 1.300.000 euro. Non sembri tanto per questa vettura e per la sua singolare storia. Già che storia ha l’Audi col telatio numero 85 ZGA 905016?

Nel 1988, Michèle Mouton decise di organizzare la Corsa dei Campioni a Montlhéry, in omaggio a Henri Toivonen, scomparso al Tour de Corse 1986. La prima edizione si svolse il 4 dicembre e utilizzò un percorso allestito su parti del circuito ufficiale e tratti interni all’anello di velocità, alcuni in terra battuta.

La Corsa dei Campioni ospita gli ultimi otto campioni del mondo e si svolge sotto forma di una speciale cronometrata, in cui i piloti si succedono. Il “campione dei campioni” viene premiato con il trofeo Henri Toivonen che, in questa prima edizione, va a Juha Kankkunen, davanti a Timo Salonen.

Ma è Olivier Quesnel a raccontarci il resto della storia. “Michèle Mouton è venuta a trovarci in rue de Lille, dove si trovavano gli uffici del gruppo, e l’abbiamo aiutata un po’ a completare l’organizzazione dell’evento, in particolare in termini di comunicazione”. Inoltre, il programma prevedeva un trofeo speciale di Auto Hebdo.

“Ovviamente sono andato a Montlhéry il giorno della gara”, continua Olivier Quesnel, “e mi sono fermato all’improvviso davanti a un’Audi Quattro Sport S1. Mi sono detto: questa fa per me! Sono andato allo stand a parlare con il responsabile Audi, che mi ha detto che le auto non erano in vendita. Sono ripartito chiedendo Michèle Mouton di sostenermi e di chiarire che l’auto era per un museo”.

“Alla fine, dopo un lungo e molesto insistere, hanno accettato di vendermi l’auto. Poi sono andato a Ingolstadt e lì, nel cortile, c’erano diverse auto da corsa sotto il telone e, al centro, la Quattro S1 che mi avevano riservato, senza telone, con un cartello “Benvenuto Olivier!”. Era commovente”.

“Abbiamo fatto tutte le pratiche burocratiche con Audi AG, compreso un lungo contratto di vendita, e il mio team è andato a ritirare l’auto per riportarla a Bruno Saby a Grenoble, per la preparazione, prima che fosse inserita nel museo. Si scopre che quello stesso fine settimana, Bruno stava organizzando un evento di beneficenza sul circuito di velocità che risale alle Olimpiadi del 1968”.

“Quando ha visto la Quattro fermarsi sul rimorchio, è riuscito a convincermi a lasciargliela guidare. Gli ho solo chiesto di stare attento… Poi è arrivato Ari Vatanen, che mi ha chiesto lo stesso. E infine Michèle Mouton. Non potevo rifiutare! Ma il turbo si è rotto. Ne ho chiesto un altro all’Audi e, dopo la riparazione, l’auto è partita per il museo”.

McKlein Rally 2021: il calendario ufficiale del WRC

Pronto il nuovo calendario ufficiale del World Rally Championship, il miglior calendario che il WRC possa avere sia per immagini uniche ed eccellenti sia per il grande e apprezzato formato. Le immagini sono selezionate personalmente da Reinhard Klein e da Colin McMaster.

Non ci sono dubbi: quello di McKlein rimane il miglior calendario ufficiale che il Campionato del Mondo Rally possa avere in formato gigante. Un culto e un must per ogni appassionato di rally. “McKlein Rally 2021 – The Wider View” mostra ancora una volta foto uniche, accuratamente selezionate da Reinhard Klein e Colin McMaster.

Come al solito, “The Wider View” offre 25 immagini mozzafiato – con una scelta di due immagini al mese – in un formato panoramico di 95 centimetri. Vengono mostrate per la prima volta numerose foto, che sottolineano meravigliosamente diversità e bellezza di questo sport, su terra, asfalto e neve, di giorno e di notte, in tutto il mondo. Chiunque ami i rally adorerà anche questo calendario unico. Dove acquistarlo? Noi consigliamo di acquistarlo direttamente da loro: clicca qui.

WRC 2021: annullato il Rally di Svezia

È la terza volta nella storia che viene annullata la gara. Il rally, infatti, era stato cancellato soltanto due volte: nel 1974 a causa della crisi petrolifera del 1973 e nel 1990 a causa dell’assenza di innevamento sulle strade. Il meteo continua ad essere un problema, a causa dell’innalzamento globale delle temperature che riducono la probabilità di avere condizioni opportune di neve ogni anno.

La seconda prova del WRC 2021, il Rally di Svezia previsto per febbraio, è stato annullato a causa dell’elevatissimo numero di contagi e vittime che la pandemia di Covid-19 sta causando, ma soprattutto per l’impossibilità di trovare sostegno economico, trattandosi di una gara a porte chiuse (che però è sempre vissuta sul concetto di prove speciali a pagamento).

E’ la terza volta nella storia che viene annullata la gara. Il rally, infatti, era stato cancellato soltanto due volte: nel 1974 a causa della crisi petrolifera del 1973 e nel 1990 a causa dell’assenza di innevamento sulle strade. Il meteo continua ad essere un problema, a causa dell’innalzamento globale delle temperature che riducono la probabilità di avere condizioni opportune di neve ogni anno.

Il Rally di Svezia 2021 avrebbe dovuto partire da Värmland dall’11 al 14 febbraio, ma viste le problematiche attuali e prevedendo di non riuscire a frenare la pandemia, il Consiglio della Contea di Värmland a Karlstad ha deciso di non concedere i permessi per lo svolgimento dell’evento iridato. Non c’era altra alternativa: annullare la competizione per motivi di sicurezza sanitaria e per carenza di budget.

1986: Juha Kankkunen si aggiudica il suo primo Rally di Svezia
1986: Juha Kankkunen si aggiudica il suo primo Rally di Svezia

L’organizzatore della gara, Glenn Olsson, ha spiegato che l’aumento dei contagi di coronavirus nel Paese ha portato finalmente a restrizioni severe e, secondo gli attuali protocolli sanitari, il rally non può essere disputato. “Noi, la FIA e il Promoter del WRC sappiamo bene che la salute della popolazione è di fondamentale importanza – ha spiegato -. Siamo tutti impegnati in un dovere morale: proteggere la nostra comunità e la famiglia del WRC. La situazione del Covid-19 è in continua evoluzione e crescita nella regione. Siamo dispiaciuti”.

Diego Armando Maradona, un amico dei rally

Populista, peronista, castrista, seguace di Che Guevara, anima di Buenos Aires e cuore di Napoli. Diego è stato questo e tanto altro. Anche appassionato di auto da corsa e in particolare di rally. Nel 2008 Diego Armando Maradona aveva effettuato un test con Sebastien Loeb sulla Citroen C4 WRC in Argentina.

Era il 27 marzo 2008, la viglia del Rally di Argentina, quarta prova stagionale del WRC. Quel giorno, inattesa dell’appuntamento iridato di casa, Diego Maradona sale sulla Citroen C4 WRC del quattro volte iridato Sebastien Loeb. Il “Pibe de Oro”, invitato dalla filiale argentina della casa francese, ha indossato tuta e casco regolamentari per la sua prima uscita in veste di navigatore.

Dopo quattro chilometri percorsi a velocità sostenuta, sotto la pioggia, si è detto entusiasta, elogiando le qualità del pilota transalpino. “E’ stato fantastico – ha detto Maradona – è stato assolutamente straordinario con questo ‘mostro’. Mi è piaciuto molto questo giro. Pensavo di saper guidare, di essere un gran pilota… mi sono proprio reso conto che sono molto lontano da tutto questo. Ci sono pochi ‘mostri’ in giro e lui è uno di quelli…”.

Purtroppo, il 25 novembre 2020, il grande calciatore ci ha lasciati, dopo essere resuscitato più volte nella sua vita spericolata. Stavolta non ce l’ha fatta e il mondo piange il più grande di tutti con un pallone fra i piedi, ma anche con qualsiasi oggetto sferico. Populista, peronista, castrista, seguace di Che Guevara, anima di Buenos Aires e cuore di Napoli. Diego è stato questo e tanto altro, impossibile in poche righe inquadrare uno dei pochi miti veri, raccontato in libri, film, serie tv e rotocalchi. Mito in vita, mentre da Che Guevara a James Dean, altri sono morti giovani, diventando dopo personaggi letterari.

Ha vinto un Mondiale favoloso nel 1986, generando letteratura come nessun altro terrestre con la pelota. La simbologia di una guerra all’Inghilterra, per le Malvinas, vinta con la “Mano de Dios” e il gol del secolo. Lì l’uomo diventa eroe per l’eternità, sublimando un’Argentina che vive un momento fra i più alti della sua storia. E i Mondiali vinti potrebbero essere tre, con quella discussa finale persa nel 1990 contro la Germania, a Roma, e poi quella estromissione nel 1994 ad opera della Fifa: usato come figurina e poi scaricato quando si teme che la sua Argentina possa vincere.

Nicolò Imperio: il copilota che traeva coraggio dalla paura

Un posto in vetrina conquistato a suon di vittorie con un impegno e una passione difficili da riscontrare in una disciplina che brucia in fretta denari e aspettative. Nicolò Imperio aveva alle spalle decine di stagioni ricche di soddisfazioni e si guardava sempre intorno prima di tirare fuori dall’armadio casco e tuta per rilanciarsi in qualche nuova avventura.

Nicolò Imperio ci ha lasciati. Colui che, a ragione, era considerabile uno dei migliori navigatori sardi e anche del contesto nazionale, se n’è andato, silenziosamente. Quasi senza voler disturbare nessuno. Da stanotte ha smesso di soffrire. Vogliamo ricordarlo copilota, affezionato al suo road book. Tanto bravo e meticoloso che per dieci anni è riuscito a trasformare un hobby in professione. Un’esperienza che gli avrebbe permesso di campare di rally. Nicolò Imperio, gallurese di Luogosanto e sassarese d’adozione, si era ritagliato uno spazio di primo piano nel panorama dell’automobilismo sardo.

Un posto in vetrina conquistato a suon di vittorie con un impegno e una passione difficili da riscontrare in una disciplina che brucia in fretta denari e aspettative. Imperio aveva alle spalle decine di stagioni ricche di soddisfazioni e si guardava sempre intorno prima di tirare fuori dall’armadio casco e tuta per rilanciarsi in qualche nuova avventura.

“Quando non corro, riposo e progetto – raccontava nei primi anni 2000 -. Ne approfitto per godermi la famiglia e per tirare un po’ il fiato”. Tre i titoli italiani in bacheca e una marea di trofei vinti – “quelli a cui tengo di più sono i primi posti nel “Garzoglio” del 1993 e del 1994, premio assegnato al miglior copilota dell’anno” – Imperio era molto appassionato e altrettanto competente. Più volte era stato coinvolto nella realizzazione della “struttura” del percorso del Rally Italia Sardegna.

Aveva un pensiero positivo e odiava le polemiche. A chi gli domandava come vedesse lui la sua Isola da rally, rispondeva: “La vedo viva, e questo è già un bel risultato perché fare il pilota da noi è più complicato che altrove. I costi sono più alti, le strutture sono quelle che sono e trovare i soldi è difficile. Evidentemente la passione per le quattro ruote ha radici solide e negli ultimi anni ci sono incoraggianti segnali di ripresa”.

Eppure fare il pilota è sempre più complicato. “Sfatiamo una leggenda – ricordava -. Fare il pilota è sempre stato complicato. In questo nuovo millennio come venti anni fa. Per disputare una stagione ci vogliono soldi e tanta, tantissima passione”.

Ci è rimasto nel cuore un consiglio che dava ai giovani piloti sardi: “Ho visto che molti puntano su vetture di grossa cilindrata con la speranza di inserirsi nelle posizioni di vertice. Io credo che sia uno sbaglio perché più la vettura è “importante” più aumentano i costi e le difficoltà. Io suggerisco sempre di puntare su vetture più piccole dividendo il budget su più gare. Ci sono meno rischi, più spazi per gli sponsor e c’è la possibilità di fare molta più esperienza. Purtroppo è un discorso difficile da far capire. Ed è la conferma che c’è ancora molto da lavorare”.

Nicolò Imperio copilota, ma anche paterno istruttore, che non dimenticava mai le sue origini sportive: “Mi sono avvicinato all’automobilismo per passione e ho capito che potevo fare molta più strada come navigatore che col volante. Così ho fatto una scelta e, quando mi guardo indietro, credo di non aver sbagliato. Meglio essere un buon navigatore che un pilota mediocre”.

Senza dimenticare il lato umano, quello dell’uomo che non nasconde le sue paure. “La paura è una realtà e mi fanno ridere quelli che dicono il contrario. La paura c’è ed è un vantaggio perchè ti aiuta ad essere cosciente, a fare le cose per bene, a capire che ci sono dei limiti. Guai se non dovessi più provare paura”.

Il coraggio viene dalla paura ed era così anche in Nicolò, che si lanciava a testa bassa e senza guardare la strada ai 200 all’ora su sterrati dove in teoria sarebbe un azzardo cambiare dalla prima alla seconda. “Io sento la paura prima di salire in macchina – raccontava in vita -. Ci convivo per le prime tre curve poi me ne dimentico. Ho fatto dei test clinici e ho visto che è proprio un fatto fisico. Anche nei momenti più difficili il mio cuore non supera i settanta battiti al minuto. Questo significa che il cervello riesce a controllare le emozioni. E per uno che viaggia sul filo del rasoio è importate avere l’assoluta padronanza dei propri mezzi”.

Un copilota e un amico che ci mancherà, un ottimo uomo che mancherà al mondo perché questo anno di disgrazie non ha voluto risparmiarlo.

WRC, Covid-19 da paura: salta anche il Rally di Ypres

”Abbiamo sempre sostenuto il Rally di Ypres 2020 in Belgio, non abbiamo mai pensato che sarebbe stato annullato, ma questa volta non possiamo lasciare che il rally vada avanti”, afferma Emmily Talpe, sindaco della città di Ypres. Detto fatto. Con un’ordinanza ha cancellato il rally iridato, senza badare tanto alla federazione e agli organizzatori, che comunque ne erano consapevoli da circa un mese.

Con il cuore in mano, il Club Superstage ha annullato il Rally di Ypres 2020, penultima prova del FIA 2020 World Rally Championship. Dal 20 al 22 novembre si sarebbe dovuta tenere in Belgio, per la prima volta nella storia, una gara valida per il Mondiale WRC, ma le attuali problematiche legate alla diffusione del Covid-19, come anticipato da RS e oltre, hanno deciso diversamente.

Gli organizzatori hanno lavorato molto duramente negli ultimi mesi per la preparazione del Rally di Ypres, non immaginando che sarebbe stato annullato, ma il coronavirus è nuovamente esploso e le cifre dell’infezione sono aumentate rapidamente. Il comitato di consultazione ha imposto misure rigorose per contenere la diffusione del virus, ma nel frattempo la pressione sugli ospedali e sul settore assistenziale è diventata molto forte e tutti sono stati esortati a interrompere la vita sociale.

“Abbiamo sempre sostenuto il Rally di Ypres 2020 in Belgio, non abbiamo mai pensato che sarebbe stato annullato, ma questa volta non possiamo lasciare che il rally vada avanti”, afferma Emmily Talpe, sindaco della città di Ypres. Detto fatto. Con un’ordinanza ha cancellato il rally iridato, senza badare tanto alla federazione e agli organizzatori, che comunque ne erano consapevoli da circa un mese.

“In stretta consultazione con l’organizzatore della gara, le autorità amministrative e l’ufficio del ministro dell’Interno, hanno seguito l’evoluzione della pandemia nella nostra regione. Si è deciso che nelle attuali circostanze fosse irresponsabile consentire il Campionato del Mondo Rally a Ypres. Verrà redatta una decisione del governatore in linea con la nuova evoluzione”, ha confermato il governatore Carl Decaluwé.

Il Club Superstage ha continuato a credere nel successo del primo rally belga del Mondiale WRC fino all’ultimo giorno. “Con il Rally di Monteberg e il Rally di Aarova, abbiamo organizzato due rally a prova di Covid nelle ultime settimane, ma non siamo in grado di far fronte all’attuale epidemia di virus. Al momento, la salute della popolazione è affidata al personale del settore sanitario, la salute dei nostri dipendenti, dei partecipanti alla gara e di tutti gli appassionati di rally in primis”, ha detto Jan Huyghe del Club Superstage.

“Abbiamo seguito la crisi sanitaria in stretta consultazione con le autorità locali. Purtroppo, i numeri hanno continuato a crescere a dismisura. Il Rally di Ypres 2020 è da anni leader nella sicurezza in Europa. Questa volta si aggiunge anche la salute. Comprendiamo la decisione”, conclude l’organizzatore del Rally di Ypres 2020.

“Questa è ovviamente una grande delusione per tutti i nostri ragazzi che hanno dimostrato di essere in grado di organizzare una gara WRC in poco tempo”, ha dichiarato Alain Penasse, presidente del Club Superstage. “Speriamo che i nostri sforzi e investimenti non siano stati vani. Abbiamo dimostrato alla FIA e al Promotore WRC che possiamo cambiare rapidamente e che possiamo organizzare il Rally di Ypres Mondiale. Questa cancellazione era inevitabile, ma continuiamo ad ambire il WRC. Speriamo sia solo un rinvio”.

Il Mondiale Rally che verrà con Estonia e Croazia

Si inizierà col tradizionale Rally MonteCarlo. Seguirà il Rally di Svezia, appuntamento invernale puro del Mondiale Rally e si spera innevato. La Croazia è la terza prova e si terrà dal 22 al 25 aprile. Sarà l’incontro di apertura sull’asfalto e avrà sede nella capitale a Zagabria. A fine maggio si va in Portogallo. Sarà la prima di tre gare su terra con clima caldo. Seguiranno a giugno Italia e Kenya, che chiudono la prima metà di Campionato.

C’è anche l’Estonia con la Croazia nella serie di dodici gare che strutturerà il Mondiale Rally 2021. E ci sono anche il Safari Rally in Kenya e il Giappone, entrambi inclusi nel programma di quest’anno ma cancellati a causa della pandemia. La Spagna torna dopo un anno di assenza. La stagione, al momento, prevede nove gare europee e tre fuori dall’Europa. È stato progettato strategicamente per consentire un controllo continuo sul Covid-19 per evitare che faccia danni come in questo 2020, programmando la maggior parte dei rally da giugno in poi.

Il calendario è stato approvato dalla FIA, dall’organo di governo del motorsport mondiale, e dall’amministratore delegato del Promoter WRC, Jona Siebel, che si è detto soddisfatto e che ha aggiunto che la serie piacerà ai concorrenti e ai fan del WRC. “L’inclusione della Croazia nel Mondiale Rally per la prima volta è una nuova entusiasmante sfida per il nostro calendario e porta grande attesa”, ha aggiunto. “Il debutto nel campionato dell’Estonia qualche settimana fa si è rivelato un enorme successo, ancora di più visto il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare il rally. Merita pienamente di mantenere un posto per il 2021”.

Si inizierà col tradizionale Rally MonteCarlo. Seguirà il Rally di Svezia, appuntamento invernale puro della serie e si spera innevato. La Croazia è la terza prova e si terrà dal 22 al 25 aprile. Sarà l’incontro di apertura sull’asfalto e avrà sede nella capitale a Zagabria. A fine maggio si va in Portogallo. Sarà la prima di tre gare su terra con clima caldo. Seguiranno a giugno Italia e Kenya, che chiudono la prima metà di Campionato.

L’annullamento del Safari Rally Kenya 2020, una delle più leggendarie gare automobilistiche mondiali, porterà comunque la carovana iridata in Africa, il secondo continente più grande del mondo per dimensioni, per la prima volta dopo 2002. Il Promoter WRC sta ancora discutendo con il governo del Regno Unito mentre Motorsport UK sta lavorando per confermare il finanziamento richiesto. Quindi: Rally GB in forse, per il momento.

Due delle ultime tre gare del Mondiale Rally 2021 si svolgono al di fuori dell’Europa. Cile e Spagna precedono il Giappone, che ospita la gara finale a novembre. L’inclusione del Giappone, undici anni dopo la precedente gara del WRC, segna la prima apparizione dell’Asia tradizionale da allora. Il promoter WRC crede così di aver sviluppato una strategia efficace per prevenire spiacevoli effetti della pandemia. Le continue conseguenze del Covid-19, che ha portato alla perdita di diverse gare del WRC nel 2020, hanno avuto una grande influenza negativa sulla struttura e sul calendario della serie iridata.

Dopo i rally di apertura a MonteCarlo e in Svezia, eventi invernali che non possono essere spostati dalle date di inizio anno, la stagione si è fermata per più di due mesi affinché gli effetti della pandemia si attenuassero. Il tutto mentre altri campionati veniva fermati. L’Estonia mantiene il suo posto nel WRC dopo un debutto di successo a settembre. Nessuna gara al di fuori dell’Europa è programmato prima della fine di giugno e solo un terzo dei dodici rally si terrà nei primi cinque mesi dell’anno.

“Il Covid-19 ha colpito molto duramente gli eventi sportivi internazionali. Il WRC non è stato risparmiato, portando alla sfortunata cancellazione di diversi rally nel corso del 2020 “, ha affermato Siebel. “Quindi, nello sviluppo del calendario del Campionato del Mondo Rally 2021, abbiamo dovuto prendere decisioni pragmatiche e strategiche sul continuo impatto e sui viaggi del prossimo anno. Dovevamo prevedere che tutti gli eventi si svolgessero in modo sicuro per il pubblico, o per il nostro folto gruppo di personale viaggiante, fornitori, concorrenti e media, per i primi cinque mesi del 2021”.

“È essenziale che i nostri organizzatori siano impegnati a gestire i difficili controlli Covid-19 che possiamo aspettarci per l’anno prossimo, offrendo al contempo gare di alta qualità. Sono fiducioso che i dodici rally scelti per il prossimo anno non ci deluderanno”, ha aggiunto il Promoter WRC. Per maggiore sicurezza, le gare in Turchia, Lettonia, Belgio, Grecia, Italia (Monza) e Argentina rappresenteranno delle riserve a cui attingere in caso di emergenze da Covid-19 per sostituire eventuali defaillance dell’ultimo minuto (Argentina come opzione per gare non europee).

Elfyn Evans tenta la scalata al titolo del Mondiale WRC

Elfyn Evans sta entrando in acque inesplorate. Sebbene in passato abbia mantenuto la calma per vincere sia il titolo JWRC nel 2012 che il British Rally Championship nel 2016, il gallese non ha mai sperimentato la pressione psicologica generata da una corsa al in palio nel Mondiale WRC. Non è mai arrivato al di sopra del quinto posto in classifica da quando ha ottenuto la promozione a tempo pieno nella Premier League del WRC, nel 2014.

Elfyn Evans sta per fare la storia del Mondiale WRC e ci proverà dal 8 al 11 ottobre 2020: primo Gallese campione del mondo rally. Il gallese arriva in Sardegna con un considerevole vantaggio di punti sui suoi rivali più vicini e sa che un altro risultato forte potrebbe proiettarlo verso un desiderato quanto inatteso titolo. Entrato a far parte della Toyota Gazoo Racing all’inizio di questa stagione interrotta e modificata dal Covid-19, Evans ha ottenuto vittorie in Svezia e, più recentemente, in Turchia e non è mai finito oltre il quarto posto in nessuna delle cinque prove disputate.

Dopo che entrambi i suoi rivali nella corsa al titolo sono “scivolati” in Turchia, Elfyn Evans comanda con un vantaggio di 18 punti sul suo compagno di squadra sei volte campione del mondo Sébastien Ogier e con un vantaggio di 27 punti sul campione in carica Ott Tänak. Con tutti i punti ancora in ballo e con il Rally di Monza ancora non ufficializzato non si può dare nulla per scontato.

“È meglio così che il contrario, ma non ci ho penso troppo”, racconta il trentunenne di Dolgellau, che condivide la Yaris WRC con il copilota Scott Martin. “Chissà cosa succederà da qui a fine della stagione? Sappiamo che, alla fine, un ritiro ribalterebbe di nuovo la situazione. Dobbiamo restare concentrati per i prossimi rally”.

Evans sta entrando in acque inesplorate. Sebbene in passato abbia mantenuto la calma per vincere sia il titolo JWRC nel 2012 che il British Rally Championship nel 2016, il gallese non ha mai sperimentato la pressione psicologica generata da una corsa al titolo del Mondiale WRC. Non è mai arrivato al di sopra del quinto posto in classifica da quando ha ottenuto la promozione a tempo pieno nella Premier League del WRC, nel 2014.

“Non ho mai dovuto pensare ad una vera corsa al titolo di campione del mondo rally prima d’ora, ma sono molto più felice di combattere al fronte per cercare di vincerlo”, sorride, lui che è l’unico pilota con due vittorie in questa disgraziata stagione, prima di riconoscere il grande ruolo che la Toyota ha svolto nella sua ritrovata fiducia e rinnovata competitività. “È stato un passo importante nella mia carriera. Mi sono sistemato nella squadra e mi diverto a guidare questa macchina”.

La Sardegna sarà un duro test per Elfyn Evans e Scott Martin, non ultimo il fatto che in quanto leader del campionato, lui e il suo copilota saranno i primi nelle prove speciali della giornata di apertura. Quindi daranno più grip alle auto dei rivali che partono dietro. Quello sardo è un rally che già occupa un posto speciale nel cuore del gallese, poiché sette anni fa in Sardegna ha sperimentato per la prima volta l’ebbrezza generata da una delle ultime generazioni di super veloci World Rally Car.

“Penso che ogni pilota ricordi la prima volta che si è messo al volante di una World Rally Car, e per questo motivo la Sardegna avrà sempre un posto speciale nel mio cuore”, ha confermato. “Non è un rally facile, ma una volta che ci sei stato un paio di volte impari davvero a goderti le tappe impegnative”. La corsa al titolo del WRC 2020 potrebbe finire sul filo del rasoio al Ypres Rally in Belgio il 19-22 novembre, oppure a Monza-Como il 6 dicembre.

Rally di Monza sempre più iridato chiama Valentino Rossi

La scelta di Como e Varese, quindi di avere almeno una tappa su strada nel Rally di Monza iridato, è stata obbligata da alcune perplessità di Toyota, che essendo in lizza per il titolo, temeva che l’Autodromo di Monza potesse influenzare il risultato, visto che nessuno degli equipaggi che guidano le vetture giapponesi hanno mai corso su quella pista, a differenza di altri… Ovviamente, questo rende la gara più interessante e anche il Promoter tira un sospiro di sollievo

Il Covid-19 impazza in tutt’Europa e la conseguente emergenza sanitaria dissemina ostacoli sul proseguimento del WRC, che attraverso la FIA, il promoter della serie iridata e la federazione italiana cerca di trovare un’altra prova che possa sostituire un sempre più in dubbio Rally di Ypres. Ed ecco che si rafforza la posizione del Rally di Monza, che intanto oltre alle due prove di Como (restano le più accreditate quella della Valcavargna e quella di Sormano, anche se si è fatta avanti l’ipotesi Valle Intelvi) adesso ha messo gli occhi anche sulla provincia di Varese.

Per un Rally di Monza iridato vengono richiesti duecento chilometri di prove speciali, mentre pochi mesi fa, quando la posizione di Ypres non sembrava assolutamente traballante, ci si sarebbe accontentati di una semplice passerella con prove in autodromo. Aci Sport non si tira indietro e con l’esperienza conseguita nell’organizzazione del Rally Italia Sardegna lavora alla realizzazione di un percorso ottimale. I collegamenti da Monza a Como sono ottimi e Varese, a ben vedere, è ad un tiro di schioppo e offre strade valide da poter offrire agli equipaggi.

Dunque, Monza sempre più verso la serie iridata e per di più come finale di stagione, magari con il compito di assegnare almeno un titolo o forse entrambi. Anche i fondi, leggasi sponsor, che nella settimana scorsa erano in dubbio sono stati trovati. L’Ac Como, che già organizza la Finale di Coppa Italia, è collaborativo e certamente l’Ac Varese è interessato. In fondo, al Varesotto avevano anche pensato gli svizzeri quando l’Italia stava per perdere il Mondiale e la FIA e il Promoter del WRC già puntavano ad organizzare una gara in Svizzera con prove a Como e a Varese…

La scelta di Como e Varese, quindi di avere almeno una tappa su strada, è stata obbligata da alcune perplessità di Toyota, che essendo in lizza per il titolo, temeva che l’Autodromo di Monza potesse influenzare il risultato, visto che nessuno degli equipaggi che guidano le vetture giapponesi hanno mai corso su quella pista, a differenza di altri… Ovviamente, questo rende la gara più interessante e anche il Promoter tira un sospiro di sollievo, visto che un rally iridato interamente in circuito sarebbe stato poco interessante da promuovere a livello di immagini e decisamente noioso per chi vi assiste. Oltre al fatto che si sarebbe creato un precedente terribile sulla snaturalizzazione definitiva (purtroppo costantemente in atto) della specialità.

L’autodromo torna utile all’Automobile Club, invece, perché permetterebbe (il condizionale è d’obbligo visto che bisogna tenere sotto controllo l’evoluzione del Covid-19 in Italia) di ospitare fino a ventimila persone paganti, che sarebbero una manna dal cielo per Monza che comunque con una stagione così disgraziata è in difficoltà come tutti gli altri circuiti italiani. Per attirare pubblico, coscienti del fatto che molti spettatori preferiranno andare a vedere il rally solo in prova speciale, gli organizzatori stanno pensando di invitare Valentino Rossi per una sfida con i big iridati. Vale accetterà?

Tommi Makinen lascia il programma Toyota nel WRC

Tommi Makinen ha detto che il suo lavoro di costruire la squadra è stato fatto. L’obiettivo del progetto Toyota WRC era quello di riavviare l’attività nei rally del Mondiale in modo efficace con un’organizzazione flessibile. Il team WRC continuerà a gestire la ricerca e lo sviluppo, che restano ad rimanenti a Jyvaskyla e la costruzione e la preparazione delle auto assemblate a Tallinn.

Il tempo di Tommi Makinen a capo del programma Toyota nel Mondiale WRC è arrivato al capolinea terminerà dopo questa stagione. Il Costruttore giapponese ha confermato la notizia e annunciato che dopo Makinen il suo impegno nel WRC sarà gestito dalla Toyota Gazoo Racing Europe, ma non ha specificato il nome del sostituto del quattro volte campione del mondo rally.

Il team WRC continuerà a gestire la ricerca e lo sviluppo, che restano ad rimanenti a Jyvaskyla e la costruzione e la preparazione delle auto assemblate a Tallinn. Entrambi i siti, infatti, sono stati acquisiti da Toyota. Il quattro volte campione del mondo Makinen passerà a un ruolo di supervisore e consulente esterno per gli sport motoristici presso Toyota Motor Corporation a partire da gennaio 2021.

Tommi Makinen ha detto che il suo lavoro di costruire la squadra è stato fatto. “L’obiettivo del progetto Toyota WRC era quello di riavviare l’attività nei rally del Mondiale in modo efficace con un’organizzazione flessibile che solo una piccola azienda può raggiungere”, ha spiegato.

“Sono felice di dire che questo obiettivo è stato raggiunto ed è tempo per me di passare a nuove sfide, ma sempre con Toyota. Voglio ringraziare Akio Toyoda per avermi dato fiducia in questo progetto e per averci sostenuto fino in fondo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti insieme. Non vedo l’ora di continuare il lavoro con lui, progettando il futuro della Toyota nel motorsport più in generale”. Il riferimento, inevitabile, va ai programmi in pista.

“Siamo felici che, come previsto, Toyota abbia deciso di rilevare il programma WRC che abbiamo costruito insieme e sono anche molto felice del modo in cui Toyota fornisce ai nostri esperti una casa stabile e un futuro all’interno di Toyota Gazoo Racing World Rally Team. Per me è una buona notizia che le operazioni rimangano a Jyvaskyla e Tallinn, mentre Toyota Gazoo Racing Europe prende la squadra sotto la sua ala protettrice”.

La storia sportiva di Tommi Makinen la trovi qui.

La prima vittoria della nuova Alpine nei rally

In Francia, al Rally di Mont Blanc, la nuova Alpine A110 segna con un successo tra le due ruote motrici il ritorno nei rally. Il nuovo corso impresso da De Meo al Gruppo industriale sembra vedere in primo piano nello sport proprio il piccolo Costruttore transalpino.

Arriva, e in modo del tutto inatteso, la prima vittoria in un rally della nuova Alpine A110. Una bella sorpresa che svela il nuovo corso impresso all’azienda francese da Luca De Meo: Renault Sport assorbita da Alpine che, questa nuova vettura, si conferma competitiva anche contro le attuali auto da rally.

La nuova Alpine A110 ha vinto tra le due ruote motrici con l’Alpine A110 RGT al Rally di Mont Blanc 2020, andando ad occupare un terzo posto assoluto e tre successi in PS. La nuova Alpine sembra essere un’auto fantastica. E questo successo potrebbe segnare il ritorno di Alpine ai rally.

L’esperienza maturata tra i cordoli, il team Signatech ha messo a punto un’evoluzione pensata per i rally della A110. Alla base della vettura è presente lo stesso telaio d’alluminio del modello di serie, ulteriormente rinforzato e abbinato a un nuovo assetto con ammortizzatori con finecorsa idraulici e all’immancabile roll cage interna omologata Fia. Nuovi sono anche l’impianto frenante firmato Brembo con Abs Bosch Motorsport, i sedili Sabelt con cinture a sei punti e il kit aerodinamico specifico.

Proposta con un prezzo di partenza di 150.000 euro, la Alpine A110 Rally è omologata Fia R-GT ed è spinta da una versione aggiornata del 1.8 turbo utilizzato dal modello di serie. Diversi accorgimenti tecnici hanno permesso di adattare l’unità a quattro cilindri all’impiego nelle competizioni: la potenza massima supera i 300 CV. Il cambio, infine, è un sequenziale a sei rapporti con trazione posteriore e differenziale a slittamento limitato. Le consegne dei primi esemplari sono previste per i primi mesi del prossimo anno.

WRC 2020, il Belgio debutta nel Mondiale e salta il Giappone

Nel 2020, il Belgio diventa la trentaquattresima nazione ad ospitare una prova del WRC da quando la serie è nata nel 1973. Il Rally di Ypres si è tenuto per la prima volta nel 1965 ed è diventato rapidamente una delle gare più impegnative d’Europa. I precedenti vincitori della gara comprendono l’attuale pilota Hyundai Motorsport WRC ed eroe di casa Thierry Neuville (2018) e il compagno di squadra Craig Breen (2019).

In Giappone i team, tranne Toyota, non volevano proprio andare. La crisi economica generata dalla pandemia globale di coronavirus aveva generate già verso la fine del lockdown italiano manifestazioni di opposizione alla gara nipponica. Hanno vinto loro, che hanno pressato silenziosamente nelle stanze dei bottoni: annullato il Giappone e il Belgio debutta nel Mondiale WRC 2020. È la prima volta nella storia.

L’evento, su asfalto, si svolgerà dal 19 al 22 novembre e sostituirà il Rally del Giappone, ottava e ultima prova della stagione. Il ritorno della corsa nipponica nel WRC, dopo una pausa di dieci anni, “è stato purtroppo annullato a causa delle politiche di restrizione all’ingresso alle frontiere imposte dal governo a causa della pandemia Covid-19”, recita un comunicato stampa degli organizzatori del WRC.

Nel 2020, il Belgio diventerà la trentaquattresima nazione ad ospitare una prova del WRC da quando la serie è nata nel 1973. Il Rally di Ypres si è tenuto per la prima volta nel 1965 ed è diventato rapidamente una delle manifestazioni più impegnative d’Europa. I precedenti vincitori della gara comprendono l’attuale pilota Hyundai Motorsport WRC ed eroe di casa Thierry Neuville (2018) e il compagno di squadra Craig Breen (2019).

La gara del 2020 sarà caratterizzata da circa 300 chilometri di prove speciali in tre giorni interi di competizione. L’ultima tappa di domenica sarà incentrata sull’iconico circuito di Spa, con il Wolf Power Stage di chiusura del rally con la famosa prova Eau Rouge/Raidillon in pista. Un parco assistenza nel cuore dello storico Grote Markt di Ypres sarà il fulcro del rally e Simon Larkin, direttore degli eventi senior del WRC Promoter, ha affermato che il rally rappresenterà un test speciale per i concorrenti.

“Per molti anni Ypres è stata una pietra miliare estremamente popolare dell’Europeo Rally. La sua promozione nel WRC rappresenterà una delle sfide più dure dell’anno per i concorrenti e un finale appropriato per la stagione 2020”, ha spiegato Larkin. “Il suo complicato mix di stradine asfaltate e strette, oltre alla presenza di grandi fossati che costeggiano le strade, insieme ad alcune prove in notturna, regaleranno brividi a non finire”.

Il direttore della Commissione Rally, Yves Matton ha dichiarato: “Siamo molto delusi che il Rally del Giappone non si svolgerà quest’anno a causa della pandemia, in particolare visto tutto il duro lavoro svolto dalle autorità giapponesi, dalla Federazione automobilistica giapponese e dal team organizzativo, che ringrazio per questo. Il Belgio ha grande tradizione e passione per i rally, testimoniata dal numero di belgi in vari ruoli – piloti, meccanici, team principal, giornalisti – nel WRC. Lo scheletro del percorso attraversa il Paese collegando Ypres a Spa-Francorchamps, due luoghi iconici del motorsport belga”.

Un deluso Koji Takahashi, presidente del comitato esecutivo del Rally Giappone 2020, ha spiegato che la loro attenzione si concentrerà ora sui preparativi per l’evento 2021 nelle regioni di Aichi e Gifu. Il Giappone è una delle nove prove già confermate per il calendario WRC 2021.

ProveRallyDate
1MonteCarlo23-26 gennaio
2Svezia13-16 febbraio
3Messico12-15 marzo
4Estonia4-6 settembre
5Turchia18-20 settembre
6Germania15-18 ottobre
7Italia29 ottobre-1 novembre
8Belgio19-22 novembre