Kenneth Erikson

Kenneth Eriksson campione del mondo Gruppo A

Alla guida della Kadett GSi vince la gara inaugurale della stagione 1985, il Polar-Bergslagsrallyt, è decimo allo Svezia tra i big del Mondiale Rally, terzo al South Swedish, quinto nella prova dell’Europeo ad Hessen, nono a Hunsrück, si ritira al Deutschland ed chiude terzo il 3-Städte valido per la Mitropa Rally Cup. In quest’ultima gara non si presenta al via con la Kadett. È al volante di una Volkswagen Golf GTi. Nel 1986 lo chiama la Volkswagen che lo fa correre nel Mondiale con una Golf GTi con cui conquista il titolo iridato Gruppo A.

Il rallista con la faccia da eterno bambino è uno dei piloti che ha calcato più a lungo la scena del Mondiale Rally, in cui ha iniziato a correre in pianta stabile nel 1986, concludendo la sua carriera nel 2002, all’età di 46 anni. Lo svedese Kenneth Eriksson, nato ad Appelbo il 13 maggio 1956, pur senza avere le stimmate del campione ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel WRC. Inizia a correre nel 1977 con una Saab 96 per passare poi ad un’Opel Kadett GT/E con cui si mette in luce meritandosi una chiamata dall’importatore della casa Tedesca per la Svezia che gli affida una più recente Kadett GSi.

Dal 1980 al 1982 compreso corre con Lennart Larssonn e con Sven-Erik Heinstedt con la Saab 96 V4 partecipando ogni anno al Rally di Svezia valido per la serie iridata e per l’Europeo. Nel 1983 disputa due gare con l’Opel Ascona B e nel 1984 merita la Kadett, alternando alcune uscite con la GSi alla GT/E. Buone le prestazioni: decimo all’Östgöta Rejme, settimo nella gara di casa valida per il WRC e al Nolia, diciassettesimo al termine di un problematico South Swedish, ritirato al Mira, di nuovo settimo al Treklubbar e infine costretto ad alzare bandiera bianca al Rac a causa di un riduttore capriccioso.

Alla guida della Kadett GSi vince la gara inaugurale della stagione 1985, il Polar-Bergslagsrallyt, è decimo allo Svezia tra i big del Mondiale Rally, terzo al South Swedish, quinto nella prova dell’Europeo ad Hessen, nono a Hunsrück, si ritira al Deutschland ed chiude terzo il 3-Städte valido per la Mitropa Rally Cup. In quest’ultima gara non si presenta al via con la Kadett. È al volante di una Volkswagen Golf GTi. Nel 1986 lo chiama la Volkswagen che lo fa correre nel Mondiale con una Golf GTi con cui conquista il titolo iridato Gruppo A.

Non vince nessuna gara, ma la stagione è comunque positiva. Non al “Monte”, settimo allo Svezia, ottavo al tragico Tour del Corse, settimo all’Acropolis e al Nuova Zelanda, quinto in Argentina, dodicesimo al 1000 Laghi, quinto al Sanremo e undicesimo al Rac. L’anno dopo resta con i tedeschi e vince la sua prima gara iridata, il Costa d’Avorio in Africa, penultima gara stagionale, oltre ad un ottimo secondo posto in Nuova Zelanda, un terzo in Portogallo e altri vari piazzamenti fuori dal podio ma sempre nei primi dieci assoluti.

Kenneth Erikson, Tour de Corse 1988
Kenneth Erikson, Tour de Corse 1988

Nel 1988 diventa terza guida in Toyota conquistando un quarto posto al Safari con la Supra e un quarto posto a Cipro, valido per l’Europeo, con la Celica GT-Four ST165. È sesto al Tour de Corse e a Sanremo e si ritira in Germania per problemi al riduttore, al 1000 Laghi per rottura della trasmissione e al Rac perché il motore lo abbandona al quarto chilometro della PS1 Lightwater Valley. La stagione successiva – con colui che diventerà il suo storico navigatore, Staffan Parmander – lo vede terzo in Svezia, primo allo South Swedish, quarto al 1000 Laghi, dopo un Acropolis in cui gli va a fuoco la vettura, e poi arriva un bel secondo posto in Australia, seguito dalla vittoria del 3-Städte e dalla quarta piazza al Rac.

Nel 1990 passa alla Mitsubishi. Con la Galant VR-4 si ritira quattro volte ed arriva terzo in Finlandia e secondo al Rac. La stagione 1991 va decisamente meglio dato che con la Galant VR-4 vince in Svezia, dopo lo sfortunato ritiro al “Monte”, dovuto all’essere rimasto senza benzina al diciassettesimo chilometro della PS18 Loda-Luceram, e conquista tre podi con due secondi (Australia e Rac) e un terzo posto (1000 Laghi). Le annate successive lo vedono in crisi di risultati. Nel 1992 il miglior risultato è un settimo posto al Rac con la Galant. Nel 1993 fa debuttare la Lancer Evo I, ma a parte un secondo posto al Rac e sempre fuori dal podio e tra i primi cinque.

Durante la stagione 1994, al volante della Evo II si aggiudica due gare del Campionato Asia-Pacifico, Indonesia e Tailandia, è terzo in Australia e in Malesia, quarto in Nuova Zelanda e quinto a Monte-Carlo. A fine anno si ritrova secondo secondo nell’Asia-Pacifico e dodicesimo nella serie iridata. Si riscatta nel 1995 quando, con la Evo II vince in Svezia, e con la Evo III in Australia, in Malesia e ad Hong Kong, ed è secondo in Indonesia e Tailandia, con le ultime quattro gare che gli consegnano il titolo di campione Asia-Pacifico e i risultati nel Mondiale Rally che lo collocano al terzo posto della classifica generale.

Nel 1996 passa alla Subaru e con l’Impreza 555 infila una buona serie di piazzamenti nel WRC e incassa un altro titolo nel Campionato Asia Pacifico. Vince, però, una sola gara: Malesia. L’anno dopo si alterna con Piero Liatti sulla seconda Impreza WRC al fianco di McRae: vince in Svezia ed in Nuova Zelanda. È secondo in Cina (non valido per il WRC) e terzo in Indonesia, new entry del Campionato del Mondo Rally, ed è di nuovo il vincitore del Campionato Aisa-Pacifico. Durante la stagione successiva dopo tre sole gare con la Subaru passa alla Hyundai correndo con la Coupé Kit Car fino alla fine del 1999. I risultati sono scoraggianti.

All’inizio del nuovo millennio sale sulla più performante ma poco competitiva Accent WRC con cui in due anni ottiene solo qualche piazzamento dignitoso: quinto in Nuova Zelanda e quarto in Australia nel 2000, sesto al Rac e settimo al Portogallo 2001. Il 2002 è il suo ultimo anno nel Mondiale Rally: corre con la Skoda Octavia WRC ufficiale ma non va più in là del sesto posto in Argentina. È praticamente sempre fuori dai primi cinque assoluti e spesso fuori anche dai primi dieci.

Subaru Rally Story

La copertina del volume dedicato alla storia Subaru nei rally