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Il ritorno di Fiat nei rally: la parentesi che fece sognare

Mirco Baldacci, Tour de Corse 2005

Dopo 14 lunghi anni, Fiat torna nei rally iridati nel 2005. La vettura schierata dal Costruttore italiano è la Punto Abarth Super 1600. Il programma della Casa torinese è a tutto campo: dal Mondiale Junior, con Mirco Baldacci, all’Europeo, senza trascurare il Campionato Italiano.

Il Gruppo Fiat ritorna nei rally, una disciplina sportiva alla quale la Casa torinese deve tanto, anzi, tantissimo. Come avvenne quattordici anni prima, all’epoca del ritiro della squadra Lancia, anche nel 2005 i commenti e le dichiarazioni del Costruttore sono improntate alla cautela, ponderate, “abbottonate”, completamente prive di toni trionfalistici, nonostante la lunga storia che lo lega alla specialità sia costellata di successi indimenticabili. Forse inimitabili e irripetibili.

Cautela e occhio ai risultati, sembra la parola d’ordine di un programma sportivo che vede una Punto Super 1600 schierata nel Mondiale Junior, in attesa dello sviluppo di una ben più potente Super 2000, e altre due vetture gemelle a caccia dei titoli continentale e italiano, guidate rispettivamente da Giandomenico Basso e Paolo Andreucci. Le attività sportive erano coordinate da un apposito comitato, che era presieduto dal giovane Lapo Elkann.

Circola una voce

Dopo 14 anni di speranze disattese e sogni traditi, a novembre 2004 i soliti bene informati iniziano a fare girare la “voce” di un sempre più probabile riavvicinamento del Costruttore torinese alla specialità regina delle competizioni su strada. In quel periodo, i nuovi vertici non sono rintracciabili e comunque non possono dare in pasto alla stampa una notizia che potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang. È troppo presto. Devono portare a termine una serie di numerose e urgentissime riunioni che hanno come comune denominatore le sorti dell’industria Fiat, una fabbrica che ha oltre un secolo di vita e anche grazie alla quale nacque il movimento migratorio dal sud verso il nord Italia.

L’annuncio ufficiale

A piccoli passi, dicevamo. Non possedendo né studi di fattibilità né progetti di una vettura 4×4 WRC, ma rendendosi conto di quanto fosse importante per un Costruttore di auto imbastire un programma sportivo di successo, i vertici del rinnovato consiglio di amministrazione della Casa si sono assunti la responsabilità di dare nuova linfa alle attività sportive di settore. Dopo averlo negato in tutti i modi possibili e immaginabili, e dopo che la nostra copertina di dicembre 2004 è riuscita ad abbattere un muro di silenzio che sembrava invalicabile, il 18 gennaio 2005, alla vigilia del Montecarlo, è stato diffuso il primo comunicato stampa.

“Dopo 14 anni, la Fiat torna ad affacciarsi al Mondiale Rally. E lo fa con la Punto Abarth Super 1600, affidata, per il debutto a Montecarlo, all’equipaggio Baldacci-Bernacchini. Il Mondiale Junior, riservato ai piloti under 28 e alle vetture Super 1600, si articola su 7 gare, dal classico Montecarlo alla Sardegna, dalla Grecia alla Finlandia. Non sarà questo però l’unico impegno 2005 della Casa italiana – si legge nella nota stampa –. Fiat prenderà parte anche all’Europeo Rally con Basso-Dotta e all’Italiano con Andreucci-Andreussi”.

C’è anche l’Abarth

Torna Fiat e lo fa riesumando il marchio espressione delle grandi affermazioni nel Mondiale Rally, quel simbolo a cui Karl Abarth dedicò gli anni più importanti e floridi della sua vita. Una storia che inizia, per la precisione, il 31 marzo 1949, quando il preparatore austriaco fondò l’Abarth & C, a Bologna e che si snoda fino alla nascita della Squadra Carlo Abarth, con sede in corso Marche numero 38 a Torino.

Poi, dopo aver vinto ovunque, si arriva al terremoto del 18 dicembre 1991. Con un comunicato stampa stringato e asettico, senza mai rispondere alla domanda più importante, “perché?”, la Lancia gettò nello sconforto tutti gli appassionati d’Italia: i suoi tifosi, i suoi piloti, i suoi preparatori e il numeroso e professionale gruppo di ingegneri e tecnici che lavorava alla creazione di auto da corsa vincenti. Vetture in linea con la tradizione corsaiola italiana.

Ma anche questo sogno, che doveva portare alla Punto WRC (non voluta da Sergio Marchionne) svanì tra scuse, polemiche e scandali legati alla famiglia Elkann-Agnelli.

Comitato Attività Sportive Fiat

PresidenteLapo Elkann
Settore regolamentiClaudio Berro
Settore tecnicoPino D’Agostino
Ricerca sponsorMatilde Tomagnini
Addetto stampaGiorgio Gianuzzi
Gestione corseMauro Sipsz
Immagine e promozioneAndrea De Adamich