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Ogier resta il più pagato: gli ingaggi dei piloti WRC nel 2021

Il sette volte campione del mondo rally resta il primo in termini di euro sborsati, legittimamente più pagato, nel Campionato del Mondo Rally. Secondo le stime internazionali più attendibili, gli ingaggi dei piloti WRC, il francese si avvicina a uno stipendio di poco superiore ai 2,1 milioni di euro per la stagione 2021. Il pilota belga, che vive una carriera da eterno secondo, guadagna poco meno di 1,7 milioni euro, mentre il campione del mondo estone che viaggia a fasi alterne da quando è in Hyundai, ha un ingaggio che sfiora 1,3 milioni di euro.

Quando la prima prova del Campionato del Mondo Rally 2021, il Rally MonteCarlo, stava prendendo il via, i contratti erano stati già firmati da tempo e gli ingaggi dei piloti WRC più che pattuiti. Rispetto al passato, quando il più pagato era Sébastien Loeb, gli stipendi dei driver del WRC sono scesi. Seppure Sébastien Ogier resta il più pagato (come in passato), la crisi economica si fa sentire.

Il sette volte campione del mondo rally resta primo in termini di ingaggi, legittimamente più pagato, nel WRC. Secondo le stime internazionali più attendibili, il francese si avvicina a uno stipendio di poco superiore ai 2,1 milioni di euro per la stagione 2021. Questo, indipendentemente dai bonus che gli spettano ogni volta che vince una gara o un titolo. Quelli sono a parte, come a parte sono gli altri suoi proventi da sponsorizzazioni, in particolare dalla Red Bull che lo supporta direttamente. Fatti i conti Ogier incassa circa 4 milioni all’anno.

Dunque, Sébastien II è un campione anche in tema di stipendi. Comanda la classifica dei più pagati con il doppio sui due “rivali d’oro” del WRC: Thierry Neuville e Ott Tanak, i due piloti ufficiali Hyundai iscritti per l’intera stagione. Però, nel 2017, tra ingaggi e bonus, Ogier era arrivato a guadagnare 9,5 milioni di euro. Il solo ingaggio Volkswagen si attestava a 7 milioni di euro e altri 2,5 erano i bonus. Ma l’anno dopo, in M-Sport aveva un ingaggio di 5 milioni. Nel 2011, Sébastien Loeb (al suo settimo titolo) valeva 8 milioni di euro l’anno.

Detto del “povero” Ogier, arrivato a 2,1 milioni di euro (oltre ai circa 2 milioni di bonus), il pilota belga HMI, che vive una carriera da eterno secondo, guadagna poco meno di 1,7 milioni euro, mentre il campione del mondo estone che viaggia a fasi alterne, ha un ingaggio che sfiora 1,3 milioni di euro. Per essere più precisi va detto che le cifre originali sono espresse in dollari e sarebbero di 2,5 milioni per Ogier, 2 per Neuville e 1,55 per Tanak.

Gli altri piloti quanto guadagnano? Che ingaggi hanno?

Migliori ingaggi piloti WRC 2021

  • Sébastien Ogier = 2.100.000 €
  • Thierry Neuville = 1.700.000 €
  • Ott Tänak = 1.300.000 €
  • Dani Sordo = 1.250.000 €
  • Kalle Rovanperä = 410.000 €
  • Elfyn Evans = 410.000 €

Migliori ingaggi driver WRC 2018

  • Sébastien Ogier = 8-9 milioni €
  • Jari-Matti Latvala = 4-4,5 milioni €
  • Thierry Neuville = 2,5-3 milioni €
  • Andreas Mikkelsen = 1-1,5 milioni €
  • Dani Sordo = 1-1,5 milioni €
  • Hayden Paddon = 1-1,5 milioni €
  • Ott Tänak = 1-1,5 milioni €
  • Kris Meeke = 1-1,5 milioni €
  • Esapekka Lappi = 1 milione €
  • Craig Breen = 600.000 €
  • Kalle Rovanperä = 100.000 €
  • Elfyn Evans = 100.000 €

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WRC: quella doppietta Citroen al Rally di Turchia 2019

Il Rally di Turchia 2019 è stata l’occasione per Ott Tanak di mettere alcune dita, se non un’intera mano, sul titolo Piloti. Un vantaggio di 33 punti prima dell’evento significava che un altro risultato vincente per l’uomo del momento del WRC avrebbe lasciato i rivali Thierry Neuville e Ogier con una montagna da scalare. Per fortuna non andò così

Calore intenso. Sentieri di montagna disseminati di rocce. Pioggia forte. Il venerdì del Rally di Turchia 2019 è stato duro come poche volte nel WRC. Tenere il piede destro ben piantato a terra non era un’opzione se si voleva essere nella lotta per il podio due giorni dopo. E in Citroen Racing lo sapevano bene. Tre settimane prima del Turchia 2019, il team era disperato: dopo aver lottato al Deutschland con un grave problema sconosciuto che causava sottosterzi sulla C3 WRC Plus, si arrivava in Turchia con una grave incognita.

Invece, Sébastien Ogier ed Esapekka Lappi hanno consegnato la prima doppietta alla squadra francese dopo l’Argentina 2015. Ogier ha ricevuto la maggior parte degli elogi e ha riacceso la lotta al titolo con un’audace scommessa sugli pneumatici sabato mattina, prima di controllare il rally per tutta la seconda metà del suo svolgimento. Altrettanto impressionante è stato Lappi, in testa da venerdì mattina fino a quando un piccolo errore ha permesso al compagno di squadra di andare avanti.

Il Rally di Turchia 2019 è stata l’occasione per Ott Tanak di mettere alcune dita, se non un’intera mano, sul titolo Piloti. Un vantaggio di 33 punti prima dell’evento significava che un altro risultato vincente per l’uomo del momento del WRC avrebbe lasciato i rivali Thierry Neuville e Ogier con una montagna da scalare. Per fortuna non andò così. Spazzare le strade lo ha ostacolato per tutto il venerdì, una foratura è costata più tempo e poi il guasto della centralina elettronica nella sua Toyota Yaris WRC Plus il sabato lo ha messo da parte per il resto della tappa.

Ha recuperato il massimo dei punti bonus dalla power stage dopo un’audace scommessa: correre per tutta la domenica mattina senza ruota di scorta nel tentativo di risparmiare peso. Ma quel vantaggio di 33 punti è stato ridotto a 17, poiché il messaggio di Ogier era ed è rimasto chiarissimo: “Tieni le mani lontane dal mio trofeo”. E quando Ogier ha a disposizione una vettura efficace, non basterebbero due Ott Tanak per acciuffarlo.

La prova di apertura di sabato a Yesilbelde non era per deboli di cuore. Si tratta di una delle PS più contorte che ci siano nel Mondiale Rally, lunga 33 chilometri (una sola PS lunga più del Rally Targa Florio 2020, 64 chilometri disputati), e solo a metà tratto i piloti trovano un rettilineo degno di questo nome per tirare il fiato.

Neuville ha iniziato dietro Ogier di 0”7. Quasi mezz’ora dopo ha concluso a più di 4 minuti e 40 secondi dal suo rivale nella corsa al titolo, dopo essere uscito di strada con la Hyundai i20 WRC Plus e averla messa su un fianco. Panico. Dodici mesi prima le sue speranze di vincere il titolo avevano subito un duro colpo quando il suo supporto della sospensione anteriore sinistra ha perforato il cofano nella stessa prova speciale.

Quando il leader del WRC 2 Pro, Gus Greensmith, ha tirato la Ford Fiesta R5 contro un albero, dopo l’arrivo della penultima prova di Cicekli, le sue speranze di assicurarsi la vittoria nella categoria erano ormai quasi inesistenti. Ci sarebbe voluto quasi un miracolo. E infatti, ingegno, determinazione e un buon piede destro molto pesante e in “vecchio stile” sono stati il mix che ha rimesso la macchina sulla strada e ha assicurato il massimo dei punti.

Ogier come Loeb: record di 6 vittorie al Rally del Messico

Con questo successo, Ogier raggiunge le sei vittorie in messicane, record detenuto fino a questo 2020 dal suo connazionale, nove volte campione del mondo, Sebastien Loeb. In questo 2020, il Guanajuato Rally doveva svolgersi in ventiquattro prove speciali, ma una è stata annullata venerdì per la sicurezza dei piloti e altre tre sono state cancellate domenica.

Il pilota francese Sebastien Ogier ha confermato il dominio nel Rally del Messico, assicurandosi la sua sesta vittoria a Guanajuato e siede a fianco a Re Loeb nel libro dei record. Ogier è il vincitore della gara che ha dovuto essere abbreviata di un giorno e tre prove speciali, a causa della pandemia di Covid-19, nota come coronavirus.

Sebastien Ogier, con la Toyota Yaris, ha segnato il miglior tempo di 2 ore, 47 minuti e 47 secondi nelle prove speciali disputate. Al secondo posto è finito il campione del mondo, Ott Tanak con la Hyundai i20 WRC, e al terzo il finlandese Teemu Suninen, sulla Ford Fiesta WRC.

Con questo successo, Ogier raggiunge le sei vittorie in messicane, record detenuto fino a questo 2020 dal suo connazionale, nove volte campione del mondo, Sebastien Loeb. In questo 2020, il Guanajuato Rally doveva svolgersi in ventiquattro prove speciali, ma una è stata annullata venerdì per la sicurezza dei piloti e altre tre sono state cancellate domenica.

WRC 2012: la stagione dei grandi cambiamenti

La sorpresa della stagione del WRC 2012 è stata Mads Ostberg, che ha vinto in Portogallo dopo la partenza di Sebastien Loeb e l’esclusione di Mikko Hirvonen. Ostberg si è esibito bene per tutta la stagione ed è stato l’unico pilota ad aver segnato punti in ogni prova, perdendo il terzo posto nella serie solo dopo l’ultima prova contro il Latvala.

Il WRC 2012 ha segnato la quarantesima stagione del FIA World Rally Championship, strutturato su tredici rally, a cominciare dal Rally di MonteCarlo del 17 gennaio e per finire l’11 novembre con il Rally di Catalunya.
La stagione del Mondiale Rally 2012 ha assistito ad uno dei più grandi cambiamenti, per quel che riguarda le formazioni di piloti degli ultimi anni. Il tutto è stato innescato dal passaggio di Sebastien Ogier alla Volkswagen per lo sviluppo della Polo RS WRC. Con un posto vacante in Citroen, Hirvonen lascia la Ford per occupare quel sedile. Questa mossa, a sua volta, “promuove” Latvala a capo squadra e Petter Solberg viene reclutato per sostenerlo.

Nel vivaio Ford avviene un altro terremoto con i giovani piloti Ott Tanak ed Evgeny Novikov. Sfortunatamente per la serie, quell’anno Mini ritira il supporto ufficiale alla squadra ad inizio della stagione. Alla fine di quell’anno, anche la Ford annuncia che non continuerà oltre la stagione 2012 in modo ufficiale nella serie, lasciando M-Sport a cercare modi alternativi per continuare.

Oltre a Ford, un altro grande ritiro annunciato: quello di Sebastien Loeb. Il WRC 2012 è per lui un anno quasi perfetto, con nove vittorie con cui conquista il nono titolo, davanti ai finlandesi Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala, mentre Citroen vince il Mondiale Costruttori.

La sorpresa della stagione è Mads Ostberg, che si aggiudica la gara in Portogallo, dopo l’uscita di scena di Sebastien Loeb e l’esclusione di Mikko Hirvonen. Ostberg ha corso bene per tutta la stagione ed è stato l’unico pilota ad aver segnato punti in ogni prova del Mondiale Raly, perdendo il terzo posto nella serie solo dopo l’ultima prova contro il Latvala.

Quell’anno, i primi programmi di organizzare il Rally di Argentina su un formato “endurance” con tappe nella vicina Uruguay e Cile furono abbandonati a favore di un nuovo percorso che presentava oltre cinquecento chilometri di prove speciali. Il rally in questione mandò in scena la PS più lunga del campionato, la El Durzano-Ambul di 66 chilometri.

Per il 2012, il Wales Rally GB era stato spostato a settembre dalla sua tradizionale data di novembre, rendendo il Rally di Spagna il finale di stagione. Il percorso del Rally di Finlandia era stato rivisto rispetto al 2011 includendo il ritorno di diverse PS famose, tra cui Ouninpohja, Mokkipera e Palsankyla.

Per determinare l’ordine di partenza nei rally su terra del 2012, era stata introdotta la fase qualifying stage. Veniva eseguito un test sul percorso dello shakedown, ma subito dopo lo shakedown, e il pilota con il miglior tempo sceglieva per primo la sua posizione di partenza, poi il secondo più veloce e così via.

Dopo le prime perplessità e le immancabili polemiche, è sembrato che questa soluzione funzionasse molto bene e fornisse diversi spunti anche a livello mediatico. Al punto che fu poi scelta da diversi eventi extra Mondiale Rally, come ad esempio il Campionato Europeo Rally, che ancora oggi la adotta. La rotazione delle gare ha visto entrare nel calendario gare il Rally di MonteCarlo e quello della Nuova Zelanda, a discapito della Giordania e dell’Australia.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

WRC, salta il Rally di Australia e Hyundai vince il titolo

Salta il Rally di Australia e Hyundai vince il titolo, che passa in secondo piano visto che ci sono migliaia di ettari di terra che bruciano. Gli organizzatori della gara iridata hanno annullato il rally valido per il WRC. Poche righe, cariche di tristezza e rassegnazione, con la ferma coscienza di aver provato fino all’ultimo a fare disputare gara in Oceania, rimodulandola, accorciandola, azzoppandola. Poi, la questione sicurezza ha detto la sua: “questa gara non s’ha da fare“. E così sia.

I gravi incendi continuano a colpire gran parte del New South Wales e quindi sarebbe troppo rischioso fare disputare la gara. Per cui gli organizzatori hanno dovuto confermare la cancellazione questa mattina alle 5 dopo ampie consultazioni con il governo del Nuovo Galles del Sud, l’ente governativo internazionale per gli sport automobilistici, i servizi di emergenza e la comunità locale.

“L’Australia è in fiamme. Lo Stato australiano sta vivendo una situazione terribile, incendi che ci hanno costretto a dichiarare lo stato di emergenza estendo un divieto totale a ciascuna manifestazione nelle regioni problematiche”, dicono gli organizzatori. Il presidente del Comitato Organizzatore del Rally di Australia, Andrew Papadopoulos, ha dichiarato che “la cancellazione era l’unica alternativa disponibile, considerando la sicurezza delle oltre 1000 persone coinvolte come funzionari, concorrenti e ruoli di supporto”.

“I nostri pensieri sono rivolti alla comunità del Nuovo Galles del Sud, in particolare a chi ha perso persone care, mezzi di sostentamento e case a causa degli incendi nel nord del Nuovo Galles del Nord e ringraziamo la comunità dei rally per il sostegno e la comprensione”.

Manrico Martella, fotoreporter italiano al seguito del WRC, conferma che la situazione è insostenibile. “La situazione è la seguente: aeroporto chiuso per il fumo degli incendi. Autorità locali consigliano di non uscire dal l’hotel per sicurezza vista l’aria irrespirabile”. E poi: “Molti colleghi stanno cercando di tornare a Sidney in macchina, ma molte strade sono chiuse. Parco assistenza avvolto nel fumo”.

Andrea Adamo centra l’obiettivo: Hyundai vince il titolo

Giornata storica, dunque, quella del 12 novembre 2019 per l’armata Hyundai Motorsport che vince il titolo Costruttori in palio nel Campionato del Mondo Rally 2019, grazie all’annullamento del Rally di Australia a causa degli incendi che stanno devastando l’isola proprio in prossimità delle prove speciali e del quartier generale della gara.

Il titolo del Campionato del Mondo Rally 2019 era l’obiettivo che, debuttando nel Campionato del Mondo Rally nel 2014, il team guidato da Andrea Adamo si era prefissato. Certo, un combattente come Adamo avrebbe preferito giocarsela fino in fondo con Toyota, ma quest’anno non è stato possibile, per cui il Costruttore Coreano si prende il posto di quello Giapponese e firma l’abo d’oro del massimo campionato internazionale di rally.

Thierry Neuville, che ha fallito nella sua impresa di aggiudicarsi il titolo piloti, perdendo la sfida contro Ott Tanak, che dal prossimo anno sarà il suo nuovo compagno di squadra, sarà in grado di consolarsi con questi altri compagni di squadra Mikkelsen, Sordo, Loeb e Breen che hanno tutti contribuito al successo dell’allenamento coreano.



Tanak lascia Toyota per un contratto biennale in Hyundai

Qualcosa è andato molto male in Toyota per attirare Ott Tanak e Martin Jarveoja dalla squadra più ricca e meglio finanziata del WRC, che ha anche l’auto più veloce e poteva certamente offrire un futuro più luminoso. Ma cosa può essere andato storto?

Tanak lascia Toyota e Hyundai Motorsport conferma, spiegando che il campione del mondo rally si unirà al suo team per la stagione del campionato mondiale di rally 2020. Il neo campione del mondo, ancora sotto contratto con Toyota, ha firmato un accordo biennale con il team di Alzenau. Ott Tanak sarà uno dei nuovi piloti a disposizione di Andrea Adamo in Hyundai Motorsport a partire dal 1 gennaio 2020.

Qualcosa è andato molto male in Toyota per attirare Ott Tanak e Martin Jarveoja dalla squadra più ricca e meglio finanziata del WRC, che ha anche l’auto più veloce e poteva certamente offrire un futuro più luminoso. Ma cosa può essere andato storto? Perché Tanak se ne sarebbe voluto andare anche prima. Eppure, se si guarda dall’esterno, quanti altri Costruttori hanno un presidente che applaude a bordo prova speciale come fa Akio Toyoda?

I contatti tra Hyundai e Tanak andavano avanti da mesi e per la prima erano emersi pubblicamente all’inizio della scorsa estate, ma Adamo si era affrettato a smentire complimentandosi con il driver estone per le capacità di guida, ma spiegando che Hyundai non avrebbe potuto permettersi un ingaggio elevato, come Tanak merita.

Ovviamente, le parole dell’ingegnere cuneese erano cadute nel vuoto proprio perché avevano dell’incredibile. E infatti, vinto il titolo di campione del mondo rally 2019, interrompendo di netto i quindici anni di dominio di Sebastien Loeb e di Sebastien Ogier, lascerà Toyota a fine stagione e si legherà dal 1 gennaio 2020 al team di Alzenau. L’accorso prevede la disputa del WRC 2020 e del WRC 2021.

Hyundai Motorsport ha reso noto che Tanak completerà quella che sembra essere destinata a divenire una squadra da sogno, con due galli in un pollaio, Tanak e il già confermato Thierry Neuville (contratto che scade a fine 2020), aiutati da Sebastien Loeb e Dani Sordo. L’obiettivo è quello di vincere il titolo Piloti (senza prediligere un pilota tra Tanak e Neuville), con la la terza i20 Coupé WRC divisa tra il campione francese e il driver spagnolo.

WRC, in Spagna Loeb torna al successo dopo 5 anni

Sebastien Loeb e Daniel Elena tornano al successo nel WRC dopo 5 anni di assenza dal Mondiale Rally. Un successo unico nel suo genere, costruito con una tattica perfetta e arrivato al termine di un complicatissimo Rally di Spagna 2018. Una vittoria che, però, lo ha riportato nella massima serie internazionale.

Il Rally di Spagna 2018 è destinato a passare alla storia per essere stato vinto da Sebastien Loeb e Daniel Elena, dopo cinque anni di assenza dal Campionato del Mondo Rally. Cinque anni trascorsi a correre e vincere nei rally raid e nel rallycross. Il successo di Loeb ed Elena assume Ancor più valore, essendo frutto di una perfetta strategia di gara.

Una vittoria in cui non c’era nulla di scontato, specialmente considerando che Sebastien Ogier stava inseguendo il titolo piloti, come anche Ott Tanak e Thierry Neuville. Dopo quel rally, per Loeb-Elena c’è stata ancora una Dakar in Sudamerica e poi il rientro part-time nel WRC con un contratto da ufficiale Hyundai.

Durante la Tappa 1, Ott Tanak aveva ottenuto un vantaggio di 26,8 secondi, dominando PS di ghiaia scivolosissime per tenere distanti l’eroe di casa Dani Sordo e i rivali nella corsa al titolo, Thierry Neuville e Ogier. Solo una volta Tanak ha terminato al di fuori delle prime tre posizioni su sette prove speciali disputate.

Sordo ha vinto una prova e con la Hyundai i20 WRC e ha retrocesso Elfyn Evans 2,9 secondi dietro nella fase finale. Loeb, invece, è finito mezzo secondo dietro la Ford Fiesta di Evans, al quarto posto, dopo aver inizialmente lottato con un fastidioso sottosterzo della Citroen C3 WRC.

Jari-Matti Latvala era stato il più grande sfidante di Tanak ed era sulla buona strada per acchiappare il suo compagno di squadra fino a quando una foratura non gli è costata quasi 50 secondi. È precipitato al decimo posto prima di recuperare fino in quinta posizione, a 1,5 secondi dalla i20 WRC di Andreas Mikkelsen. Ogier ha chiuso settimo con Neuville nono.

Al sabato, nella Tappa 2, Latvala si è portato in testa ad una gara avvincente che si è conclusa con sei piloti in lotta per la posizione d’onore. Il finlandese era il terzo leader di un’altra giornata in cui il pendolo oscillava avanti e indietro tra i contendenti al titolo.

Latvala ha tenuto testa ad Ogier che risaliva la classifica col coltello fra i denti. I sorrisi di Jari-Matti Latvala sono stati contrastati dalla disperazione di Toyota quando Tanak è precipitato all’ottavo posto in seguito ad una foratura anteriore sinistra.

Ogier ha chiuso 3,3 secondi su Loeb, il cui ritmo è aumentato costantemente. Evans era lontano altri 1,8 secondi, al quarto posto, mentre Neuville è risalito dalla nona alla quinta posizione. Sordo è peggiorato progressivamente e ha perso quattro posizioni nella penultima prova, per terminare sesto. Solo 16,5 secondi dividono i primi sei piloti.

Poi succede che nella Tappa 3 della domenica, Loeb, che era salito sul podio dei vincitori per l’ultima volta in Argentina nel 2013, balza al comando del Rally di Spagna vincendo i due test di apertura grazie ad una scelta azzeccata di pneumatici. Perde secondi vitali perché si gira nella penultima PS, ma resistite e incassa la sua nona vittoria spagnola per 2,9 secondi.

La consolazione di Ogier si limita a riguadagnare il vantaggio in campionato per 3 punti da Neuville. Il belga viene retrocesso dalla terza alla quarta posizione, dopo aver colpito una pietra e aver rotto la ruota posteriore destra nella fase finale. Evans è arrivato terzo per 0,5 secondi, con Sordo quinto e Tsnak sesto. Latvala ha colpito una barriera nella penultima PS, ha forato la gomma anteriore sinistra ed è precipitato all’ottava posizione.

Gregor Jeets sulle orme di Raul ispirato da Ott Tanak

Il padre, Raul Jeets, ha corso nell’ERC e quindi i rally sono geneticamente di famiglia. Vedendo Ott Tanak e Markko Martin arrivare nel WRC dal nostro paese è segno che tutto è possibile.

Gregor Jeets ha seguito le orme del padre Raul Jeets ed è approdato nel 2019 nel European Rally Championship, ispirato dai suoi conterranei Ott Tanak e Markko Martin, entrambi protagonisti del WRC. Jeets padre ha corso nell’ERC 2015 e 2016, mentre nel 2019 è toccato al figlio diciottenne prendere parte all’ERC3 Junior.

“Il debutto nell’ERC è avvenuto in un evento fantastico, al Rally Liepaja. Avevo solo sette rally alle spalle e due di questi sulla neve – ha detto il pilota della Estonian Autosport Union, Gregor Jeets –. In carriera ho corso cinque anni sui kart in Estonia, Finlandia ed Europa, e un anno nel Mondiale”, dice il ragazzo.

“Mio padre, Raul Jeets, ha corso nell’ERC e quindi i rally sono in famiglia. Vedendo Ott Tanak e Markko Martin arrivare nel WRC dal nostro paese è segno che tutto è possibile. Avrò il supporto di Estonian Autosport Union, una bella novità per quest’anno”. Anche il suo compagno di squadra Ken Torn ha fatto il proprio debutto in ERC3 Junior con una Ford Fiesta R2T.

“Non avevo mai disputato questo rally, ma le PS erano simili a quelle che abbiamo in Estonia. Per me l’importante era finire la gara e divertirmi per tutto il weekend, magari ottenendo un bel risultato con la Fiesta, che è un’ottima R2, molto migliorata rispetto alla precedente. Non conoscevo quasi nessuno degli altri piloti, ma Jean-Baptiste Franceschi sì perché avevamo corso assieme nel WRC nel 2018″.

Il problema ai freni della Yaris WRC spiegato da Tom Fowler

Il problema ai freni della Yaris WRC di Ott Tanak nel weekend del Deutschland Rally è derivato da una modifica precedente al ‘processo di assestamento’. A spiegarlo è il padre della vettuta di Ott Tanak, l’ingegnere capo Tom Fowler.

Toyota Gazoo Racing conferma che Il problema ai freni della Yaris WRC di Ott Tanak nel weekend del Deutschland Rally è derivato da una modifica precedente al “processo di assestamento”. Il team con base a Puuppola ha implementato una revisione nella procedura di preparazione dei freni, con i piloti chiamati ad effettuare una valutazione finale di ogni set di pastiglie e dischi prima dell’inizio di ogni manifestazione.

L’ingegnere capo Tom Fowler ha spiegato: “Un’indagine ha rivelato che il problema di Ott Tanak è stato causato da un problema di assestamento. I pad e il disco non lavoravano correttamente e si è verificato, prova speciale dopo prova speciale, un graduale degrado del morso. Questo non era il problema principale per Ott. Il vero problema era che ciò si manifestava in una sola parte della vettura, il che dava squilibrio in frenata e influiva sulla manovrabilità”.

“È possibile che questo problema sia presente da un po’ ma che si sia manifestato solo in Germania, dove gli sforzi degli impianti frenanti e le temperature sono decisamente più elevate”. Il problema è costato a Tanak ogni possibilità di lottare per ottenere punti nella Power Stage da aggiungere alla sua terza vittoria consecutiva in Germania e Fowler ha dichiarato che la squadra avrebbe adottato adesso un approccio vecchio stile.

Fowler ha aggiunto: “Utilizziamo una macchina per il processo di assestamento di pastiglie e dischi e i dati della macchina indicano che il lavoro è stato svolto correttamente. Ovviamente, dobbiamo guardare più da vicino, sul campo, ma in primo luogo stiamo apportando modifiche al processo”.

“Il primo di questi cambiamenti è il più semplice, che sta facendo in modo che i conducenti inseriscano i freni da soli, o almeno completino il processo e si assicurino che siano soddisfatti di ogni set. In una certa misura, i piloti lo fanno sulla strada che porta al palco, solo per avere un’idea di un nuovo set, ma ora faremo tutti i test prima dell’inizio del rally. È un po’ tornare ai vecchi metodi, ma se è meglio…”.

Il WRC 2017 è stato il Mondiale Rally delle sorprese

Quattro vincitori diversi nei primi quattro rally, un equilibrio così mancava dal 1986. Il ritiro del reparto corse di Volkswagen dalla serie iridata, ha permesso al WRC 2017 di ritrovare quel precario ma indispensabile equilibrio degno di un Campionato del Mondo. Un equilibrio che mancava da tanti, troppi anni.

Il WRC 2017 lo ricordano tutti come uno dei campionati del mondo rally più animati della storia: ben quattro vincitori diversi nei primi quattro rally, un equilibrio così mancava dal 1986. Il ritiro della Volkswagen dal WRC ha permesso alla disciplina di ritrovare quell’equilibrio che mancava da tanti, troppi anni: sia nel 2014 sia nel 2015 la corazzata tedesca vinse dodici dei tredici rally stagionali, mentre nel 2016 conquistò dodici dei quattordici appuntamenti.

Si pensava che Hyundai WRT potesse raccoglierne l’eredità ma lo squadrone coreano non è riuscito, almeno inizialmente, a tener fede alle promesse invernali. A vincere il Rally di MonteCarlo è stato Seb Ogier con la Ford del team M-Sport. In Svezia ha trionfato Jari-Matti Latvala con la Toyota mentre in Messico Kris Meeke ha riportato Citroen WRT davanti a tutti a distanza di due anni.

La riscossa Hyundai è arrivata in Corsica: vittoria di Thierry Neuville e terzo posto di Dani Sordo. In totale fanno quattro Costruttori vittoriosi differenti su quattro gare disputate, un evento che non si verificava da trentuno anni, dal 1986 per la precisione, ultima stagione con le rimpiante Gruppo B.

Anno in cui Henri Toivenen vinse la gara di MonteCarlo con la Lancia Delta S4, Juha Kankkunen si prese il Rally Svezia con la Peugeot 205 Turbo 16. Il terzo appuntamento dell’anno, in Portogallo, fu macchiato dall’uscita di strada di un pilota locale che uccise tre spettatori.

Una tragedia che spinse i piloti ufficiali ad abbandonare la gara che venne vinta dal privato Joaquim Moutinho con la Renault 5 Turbo: a rendere ancora più incredibile il risultato finale ci fu il terzo posto di Giovanni Del Zoppo con una Fiat Uno Turbo. La quarta gara, il Safari, fu invece vinta dai Bjorn Waldegaard con una Toyota Celica TCT. Diamo ora un’occhiata al dettaglio della stagione, partendo proprio dai retroscena che la resero grandiosa.

WRC 2017: è Ott Tanak l’avversario di Seb Ogier

Prima che la stagione 2017 iniziasse, Volkswagen lasciò cadere una bomba: annunciò che si sarebbe ritirata dalla serie. Ciò ha lasciato tutti e tre i loro piloti con poco tempo per competere per i pochi posti disponibili per il 2017, visto che la maggior parte delle squadre aveva già chiuso accordi con i rispettivi piloti.

Ogier era la “merce” più calda e la sua decisione era attesissima. Resta inteso che parlò con tutti i team, ma non ricevette offerta da nessuno. Alla fine optò per M-Sport e un ingaggio light, confortato dal fatto che Volkswagen doveva ancora pagare lo stipendio del 2017. Toyota aveva preso Latvala e Mikkelsen rimase senza vettura.

Ogier è partito bene, vincendo MonteCarlo, ma poi fu in grado di vincere solo nella sesta prova in Portogallo. Nel frattempo, le nuove vetture iniziarono a mostrare un livello molto simile di prestazioni. In particolare, le prime quattro prove stagionali furono vinte da Marche diverse. Vero anche che Neuville perse due possibili vittorie a MonteCarlo e in Svezia per incidenti.

Durante la stagione, Ogier ha guidato il campionato quasi per tutto il tempo. Quasi. All’inizio della stagione, Latvala era il suo rivale più diretto, ma in seguito i problemi di affidabilità della Toyota gli tolsero troppi punti preziosi. A metà stagione, Neuville era riuscito a recuperare i suoi errori precedenti e, con le sue tre vittorie, pareggiava Ogier. Ma due gare a digiuno di punti, Deutschland e Catalunya, lo hanno visto scivolare in basso. Decisamente in basso…

Il terzo rivale di Ogier proveniva dalla sua stessa squadra. Biondo, giovane, un certo Tanak. Il giovane estone non solo ha segnato la sua prima vittoria nel WRC, ma ha trovato la costanza che lo ha elevato al secondo posto in campionato con due gare strepitose. Il gap da Ogier era troppo grande e il francese è uno che non commette errori e vince il Wales Rally GB, aggiudicandosi il suo quinto titolo piloti e il suo primo titolo con una marca diversa dalla Volkswagen.

Le regole tecniche 2017 resero tutto spettacolare

Nel 2017, la stagione di Citroen è stata terribile perché la nuova vettura era veloce, ma inizialmente molto difficile da guidare. Ciò ha indebolito la fiducia della squadre e messo i piloti in una brutta posizione. Dopo aver finalmente ammesso i problemi, Citroen sostituì l’ingegnere capo e ingaggiò Mikkelsen per potenziarsi, ma non trovò alcuna cura miracolosa prima della fine della stagione.

Le regole tecniche erano cambiate: l’obiettivo era quello di rendere le vetture più veloci e spettacolari. Ciò è stato ottenuto aumentando la flangia del turbo e di conseguenza la potenza da 300 a 380 cavalli circa. Furono autorizzati, inoltre, kit aerodinamici più grandi, che consentirono alle autovetture di avere una maggiore deportanza e, quindi, di raggiungere maggiori velocità in curva. Inoltre, fu aumentata la larghezza massima consentita per consentire maggiore stabilità.

Altre modifiche includevano più punti con la Power Stage, nel tentativo di indurre la competizione in quella fase. L’ordine di partenza invertito era stato limitato al solo primo giorno del rally. Il calendario del WRC 2017 è stato tenuto a tredici prove, dopo le quattordici dell’anno precedente. Alle squadre è stato permesso di nominare fino a tre piloti, con due piloti che segnavano punti per la squadra.

Grazie a queste nuove regole tecniche, tutte e quattro le squadre hanno introdotto auto nuove di zecca. Nonostante questo, i livelli di prestazioni e affidabilità sono stati sorprendentemente uguali durante tutto l’anno, anche se alcune vetture hanno funzionato meglio in determinate condizioni e alcune squadre hanno sofferto più problemi tecnici di altre.

La nuova arrivata Toyota ha avuto l’unica vera nuova macchina. La Yaris WRC Plus ha segnato due vittorie e ha dimostrato di essere veloce anche se un po’ inaffidabile. La Citroen C3 WRC era stata sviluppata durante il 2016 ed era relativamente veloce, ma molto difficile da guidare e diede solo due vittorie alla squadra.

La Fiesta 2017 WRC Plus di M-Sport era forse la più vicina alla vecchia vettura, ma questo rappresentò il punto di forza in tema di affidabilità. Il team è stato anche l’unico ad andare a punti con tutti e tre i piloti e questo gli ha fruttato molti punti nella classifica Costruttori. La Hyundai ha creato la terza nuova auto in tre anni, la i20 Coupe WRC Plus. La loro macchina con le migliori prestazioni, ma sempre un po’ troppo fragile per lottare davvero per il Campionato del Mondo Rally Costruttori.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Dal Rally to Midnight Sun 1950 al Rally Sweden di oggi

Ogni gara del calendario del WRC è speciale per qualche motivo, ma alcuni rally sono ancora più unici di altri. Quello che tutti noi oggi conosciamo come Rally Sweden si chiamava Rally to Midnight Sun, cioè Rally al Sole di Mezzanotte, anzi Svenska Rallyt Midnattssolen.

Il Rally MonteCarlo è certamente il rally storicamente più iconico del WRC. Ma c’è almeno un altro rally speciale, con una storia altrettanto speciale e che ancora oggi è appuntamento irrinunciabile del FIA World Rally Championship. Il Rally Sweden, o Rally di Svezia. Non a caso, quello svedese è l’unico rally interamente su neve iscritto a calendario del Campionato del Mondo della specialità.

Ma non è sempre stato così. La lunga storia del Rally di Svezia risale al 1950. Quello che tutti conosciamo come Rally Sweden si chiamava Rally to Midnight Sun (Rally al Sole di Mezzanotte) e ancor prima Svenska Rallyt Midnattssolen. Si svolgeva durante l’estate. La data del rally svedese, che era valido per il Campionato Europeo Rally, fu spostata in inverno nel 1965. Otto anni dopo, il rally con sede a Karlstad entrò nella prima edizione del World Rally Championship.

Da allora, il rally è uscito dal WRC solo quattro volte: due volte nel 1974, a causa della crisi petrolifera, e nel 1990, a causa del clima mite e della mancanza di neve. Nel 1994, la gara faceva parte della Coppa FIA 2 Litri Costruttori. Nel 2009 non è stata organizzata a causa del sistema di rotazione del WRC. In quell’occasione il Rally di Svezia è stato sostituito dal Rally di Norvegia, anch’esso su neve. Ma la cosa più importante, tornando agli albori della manifestazione, è sapere che dal 1950 al 1964, il rally svedese è stato un evento su sterrato.

Frolander e Lundstrom saltano con la loro Austin Healey 100-6 nel Rally to the Midnight Sun del 1956
Frolander e Lundstrom saltano con la loro Austin Healey 100-6 nel Rally to the Midnight Sun del 1956

Il Rally to Midnight Sun nasce nel 1950, una edizione che vede partenza e arrivo in luoghi separati. I primi vincitori della gara sono Per-Fredrik Cederbaum e Bertil Sohlberg su una BMW 328. Più di cento e cinquanta iscritti si presentano al via della seconda edizione nel 1951, vinta da Gunnar Bengtsson e Sven Zetterberg, con la Talbot-Lago T26GS. Nel 1952, l’auto vincente è la Porsche 356, guidata da Grus-Olle Persson. Nel 1953, un numero di partecipanti sale a cento e settanta e l’evento è già valido per il Campionato Europeo Rally. Il vincitore di quell’edizione sarà Sture Nottorp, su Porsche 356.

Altri due piloti Porsche vincono nel 1954 (Carl-Gunnar Hammarlund) e nel 1955 (Allan Borgefors). Harry Bengtsson si aggiudica l’edizione del 1956 con una Volkswagen 1200. In ogni caso, il Marchio di maggiore successo del Rally di Svezia è SAAB. Sicuramente, una delle vittorie più famose è quella del 1976 di Per Eklund, con la Saab 96 V4. C’è un’altra particolarità: la prima vittoria di un’auto svedese nella gara di casa risale solo all’edizione 1957 della competizione. Tutti i vincitori dal 1950 al 1956 erano piloti svedesi, ma con auto straniere.

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Calano i salari nel Mondiale Rally: in 4 sopra i 2 milioni

Il più pagato tra i piloti del circus del Mondiale Rally è sempre Sebastién Ogier, soltanto che rispetto alla stagione precedente si trova a guadagnare meno della metà.

Torno a grande richiesta sugli ingaggi del WRC e passiamo al setaccio i portafogli della stagione 2019. Il più pagato tra i piloti del circus del Mondiale Rally è sempre Sebastién Ogier, soltanto che rispetto alla stagione precedente si trova a guadagnare meno della metà: 3,7 milioni di euro.

L’ingaggio in Citroen è decisamente più magro, a conferma dei grandi tagli di budget che le Case stanno facendo per via della congiuntura economica negativa. Ma ovviamente non conosco il dato relativo agli sponsor personali di Ogier che, invece, dovrebbe essere reso pubblico tra la fine dell’anno e l’inizio del 2020.

Anche Thierry Neuville deve accontentarsi, per il 2019, ad un ingaggio da parte di Hyundai Motorsport pari a 2,5 milioni di euro. Sono il belga e prima di lui il campione del mondo in carica i due piloti più pagati del circus iridato dei rally. Alla pari di Neuville si attesta Sebastien Loeb.

Anche per lui 2,5 milioni di euro, ma in proporzione il Cannibale guadagna di più, visto che il suo ingaggio è di sole sei gare, a differenza di Thierry che deve disputare tutto il Mondiale Rally 2019. E Ott Tanak? Non temere per il giovane estone, lui è subito dietro con un ingaggio da parte di Toyota di 2,2 milioni di euro.

Resta in ambito Toyota il quinto ingaggio più importante del World Rally Championship: Jari-Matti Latvala guadagna meno, ma incassa sempre 1,5 milioni di euro per il 2019. E indovina chi c’è a pari ingaggio di Latvala? Elfyn Evans. Anche per lui 1,5 milioni, ma pagati da Ford M-Sport.

Solo settimo il “povero” Andreas Mikkelsen, che fino al 2018 poteva vantare il quarto ingaggio più importante della serie iridata. Il pilota norvegese passa da 2,5 milioni ad 1 milione di euro. Passa da 1,2 milioni circa a stagione a 800 mila euro Dani Sordo, che però non disputa tutte le gare del Mondiale Rally 2019.

In un WRC che in linea di massima taglia i costi, aumenta anche l’ingaggio di Esapekka Lappi, che passa dal mezzo milione l’anno a 650 mila euro. Lo svedese Pontus Tidemand ha con M-Sport un ingaggio di 500 mila euro, così come Kris Meeke ha con Toyota un accordo da mezzo milione di euro l’anno.

A 300 mila euro a stagione troviamo il francese Yoann Bonato, che ha un ingaggio da parte di CHL Sport Auto. Gus Greensmith e Teemu Suninen, invece, dovranno accontentarsi di 250 mila per il 2019 e pensare a maturare tanta esperienza. Di seguito ho preparato uno schema riepilogativo dei salari dei rallysti del WRC 2019. Questa ricerca che ti presento è stata realizzata dopo aver combinato i dati provenienti da fonti diverse e attendibili come Motorsports Week, Forbes, Autoweek, Car Keys e altre fonti che da anni per me rappresentano una garanzia.

Non tutti gli stipendi dei piloti sono accurati nei minimi dettagli perché alcuni team di corse non amano renderli noti. Ma in ogni caso il dato è particolarmente verosimile e potrebbe differire per una forbice compresa tra i 5 mila e i 50 mila euro per i compensi dai 300 mila euro in giù.

Gli stipendi dei rallysti del Mondiale Rally 2019

Sébastien Ogier, 3,7 milioni da Citroen World Rally Team

Thierry Neuville, 2,5 milioni Hyundai Shell Mobis WRT

Sébastien Loeb, 2,5 milioni di euro da Hyundai Shell Mobis WRT

Ott Tänak, 2,2 milioni da Toyota Gazoo Racing

Jari-Matti Latvala, 1,5 milioni da Toyota Gazoo Racing

Elfyn Evans, 1,5 milioni da M-Sport World Rally Team

Andreas Mikkelsen, 1 milione da Hyundai Shell Mobis WRT

Dani Sordo, 800 mila euro da Hyundai Shell Mobis WRT

Esapekka Lappi, 650 mila euro da M-Sport World Rally Team

Pontus Tidemand, 500 mila euro da M-Sport World Rally Team

Kris Meeke, 500 mila euro da Toyota Gazoo Racing

Yoann Bonato, 300 mila euro da CHL Sport Auto

Gus Greensmith, 250 mila euro da M-Sport World Rally Team

Teemu Suninen, 250 mila euro da M-Sport World Rally Team