Il mitico logo della Carrozzeria Bertone

Il Gruppo Bertone: dallo Stile alla Carrozzeria

Dopo la morte di Nuccio Bertone, la società affrontò alcuni problemi economici e organizzativi, attraversando uno dei momenti peggiori dopo l’annullamento del contratto produttivo con la FIAT, che non acconsentì alla Bertone di produrre l’Alfa Romeo GT, preferendo il proprio stabilimento di Pomigliano d’Arco. La crisi aziendale creò anche tensioni all’interno della famiglia Bertone, al punto da mettere la madre, signora Lilli, contro le figlie Barbara e Marie Jeanne. Fra le varie trattative di acquisizione, nel 2007 si era fatta avanti la DR, intesa poi non conclusa per decisione della dirigenza Bertone.

La Bertone è una carrozzeria fondata nel 1912 a Torino. Storicamente l’azienda ha collaborato con numerose case automobilistiche, firmando modelli di punta quali Lamborghini Countach, Lancia Stratos, Fiat X1/9, Lamborghini Miura e la serie X della Citroën. L’azienda si è sviluppata per iniziativa di Nuccio Bertone (1914-1997), figlio del fondatore Giovanni. Fra i designer nati in Bertone compaiono Marcello Gandini e Giorgetto Giugiaro.

Dopo la morte di Nuccio Bertone, la società affrontò alcuni problemi economici e organizzativi, attraversando uno dei momenti peggiori dopo l’annullamento del contratto produttivo con la FIAT, che non acconsentì alla Bertone di produrre l’Alfa Romeo GT, preferendo il proprio stabilimento di Pomigliano d’Arco.

La crisi aziendale creò anche tensioni all’interno della famiglia Bertone, al punto da mettere la madre, signora Lilly, contro le figlie Barbara e Marie Jeanne. Fra le varie trattative di acquisizione, nel 2007 si era fatta avanti la DR, intesa poi non conclusa per decisione della dirigenza Bertone.

Il 23 gennaio 2008, dopo la lunga crisi, l’azienda fu venduta da Lilly Bertone, la presidente, a Domenico Reviglio, presidente del gruppo Keiber; la Procura indagò su tale cessione ed ipotizzò il reato di bancarotta fraudolenta. Nei primi giorni di dicembre 2008 il designer statunitense Jason Castriota della Pininfarina, è passato allo Stile Bertone diventandone direttore stilistico. Castriota per Pininfarina realizzò molte auto, fra cui la Ferrari P4/5, la Maserati Birdcage 75th, Rolls Royce Hyperion, e collaborò per la realizzazione di Maserati GranTurismo, Ferrari 599 GTB Fiorano.

La Carrozzeria Bertone (all’epoca con circa 1100 dipendenti), compresa la holding, fu dichiarata in stato di insolvenza nel 2008 e i 3 commissari straordinari, nominati dal Ministero dello Sviluppo Economico, richiesero l’amministrazione straordinaria per procedere alla redazione di un programma di cessione dell’azienda e alla pubblicazione del relativo bando di gara.

Il 6 agosto 2009 il Ministro dello sviluppo economico autorizzò la cessione dello stabilimento Bertone di Grugliasco al gruppo Fiat, col nuovo nome di FGA-OAG (Officine Automobilistiche Grugliasco). Il marchio Bertone è rimasto di proprietà della famiglia ma ha abbandonato completamente la produzione in serie di automobili. Nel 2009 la proprietà del brand venne acquisita dalla Bertone Cento.

Stabilita la sede a Caprie in Valle di Susa, fu dunque operata una ristrutturazione come azienda di servizi a ciclo completo nel settore dell’automotive, del transportation e dell’engineering, mantenendo la produzione di autovetture fuoriserie in esemplari unici allestiti artigianalmente. Nel 2009 venne nominato direttore del design Mike Robinson. Per il centenario dell’Alfa Romeo fu realizzato il prototipo la Bertone Alfa Romeo Pandion, esposto al Salone di Ginevra nel 2010. Sempre nel 2010 la Bertone aprì una sede in Cina per proporre autovetture fuoriserie sul principale mercato mondiale automobilistico, esponendo la Pandion al salone di Hong Kong.

Nel luglio 2014 venne dichiarato il fallimento dal Tribunale di Torino, con il licenziamento di circa 100 dipendenti della Bertone Stile. Frattanto nel maggio del 2013 i diritti di licenza d’uso dello storico marchio vennero concessi, solo per alcune specifiche applicazioni e con scadenza al 31 dicembre 2020, dalla Bertone Cento alla Bertone Design, società avente sede a Milano, guidata dall’architetto Aldo Cingolani e sostenuta da un gruppo di imprenditori. La Bertone Design opera anche nel settore ferroviario, il suo progetto di Trenitalia è il treno regionale Alstom Coradia Meridian “Jazz” di Alstom.

Il marchio Bertone invece è stato acquisito per 2,6 milioni di euro più tasse dalla Akka Italia di Collegno, divisione della francese Akka Technologies, azienda ingegneristica, attiva nel campo automobilistico, ferroviario e aerospaziale. I diritti di utilizzo del marchio però vengono condivisi con la neonata Bertone Design; quest’ultima non possiede l’autorizzazione per utilizzarlo nel campo automotive.

A partire dal novembre 2018, Akka Technologies ha ceduto la licenza d’uso del brand Bertone nel settore automotive “elettrico” alla Flymove Holding Limited UK, la quale, nel maggio 2019, ha proceduto all’acquisto definitivo del brand per tutte le applicazioni e settori, rilanciando la Bertone attraverso la presentazione di nuovi modelli di automobili completamente elettriche, disegnate da Carlos Arroyo Turon (ex Designer di Bertone) e che utilizzano l’innovativa tecnologia di scambio rapido di batteria (Battery Swap System).

Carrozzeria Bertone
Carrozzeria Bertone

Il Gruppo Bertone nei dettagli

“Il Gruppo Bertone comprende una serie di aziende di proprietà della famiglia Bertone. Sono: Carrozzeria Bertone, Stile Bertone, Tecnodesign (un centro di design automobilistico che serve la Carrozzeria Bertone e altre aziende) e Socar-Ics (un’azienda specializzata che distribuisce i ricambi Bertone e produce finestrini per auto e finestre per l’industria edilizia.). Nel complesso, le diverse aziende del gruppo hanno 1500 dipendenti presso gli stabilimenti di Grugliasco (che sorgono su un’area di 300.000 metri quadrati, di cui 90.000 coperti). Il fatto che ogni azienda si occupi autonomamente del proprio specifico settore di attivitą consente l’esecuzione autonoma e separata di ciascuna fase produttiva per ogni singolo progetto. Stile Bertone si occupa del lavoro creativo originale e dello styling. La seconda fase operativa comprende la pianificazione, l’allestimento dei macchinari di produzione, la scelta dei materiali e dei componenti compatibili con quelli del cliente più quei componenti specifici che Bertone acquista sul mercato internazionale. Segue il vero ciclo produttivo: l’assemblaggio della carrozzeria che viene poi verniciata con il ciclo di verniciatura ad acqua, l’assemblaggio di tutte le componenti meccaniche e infine il collaudo su strada e il controllo di qualitą mediante prove eseguite in base agli standard del cliente. Su richiesta, Bertone si occupa anche della spedizione delle vetture a destinazione secondo le istruzioni fornite dai costruttori stessi. La Carrozzeria Bertone e in grado di costruire circa 40.000 vetture all’anno”.

Questa infarinatura generale aiuta a comprendere la galassia che si era creata intorno alla Bertone, nata come carrozzeria fondata da papà Giovanni, poi sdoppiata in due aziende dal figlio Nuccio e poi trasformata in un universo di aziende che collaboravano l’una con l’altra. Il ruolo più importante del design era affidato alla Stile Bertone. Il loro compito era quello di immaginare in anticipo i prodotti di domani, anticipare il tempo grazie al design, creare forme e funzioni capaci di esprimere uno stile.

Alla Stile Bertone il concetto veicolo veniva definito, dopo aver determinato gli obiettivi di prodotto. Qui si impostava il package volumetrico, si disegnavano renderings manuali o CAS, si producevano i modelli di stile. Poi lo sviluppo continuava con l’ingegneria, i modelli master, la costruzione di prototipi sperimentali funzionanti prodotti con attrezzature semi definitive.

Quindi, la Stile Bertone si pone come società indipendente che opera nel settore del Transportation Design, operando nei settori dello stile, dell’ingegneria, del modellismo, della prototipazione, del concept e delle auto one-off. È in grado di offrire un servizio chiavi in ​​mano che copre tutte le fasi del progetto, dall’idea progettuale alla realizzazione di un prototipo funzionante, oppure un servizio limitato solo ad una parte del processo. In entrambi i casi può offrire un rapporto di collaborazione basato sull’eccellenza che deriva dall’esperienza dei suoi specialisti, dall’organizzazione della sua struttura e dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Fu fondata da Nuccio Bertone nel 1972.

Dallo Stile Bertone si passava alla Tecnodesign, dove il disegno si trasformava in calcoli e disegni tecnici. Il progetto evolveva nello sviluppo dell’ingegneria, si definivano la modellazione matematica 3D su sistemi CAD, i calcoli strutturali, la progettazione di prodotto e processo. I più avanzati sistemi CAD erano affidati alle mani di progettisti di grande esperienza, in una gestione del progetto effettuata in “simultaneous engineering” con la committenza per l’immediata soluzione di ogni problema.

Infine, entravano in gioco la Carrozzeria e la Socar-Ics che, come detto, faceva parte con la Carrozzeria Bertone, lo Stile Bertone e la Tecnodesign del Gruppo Bertone. L’azienda nasce nel 1978 per soddisfare l’esigenza del mercato di serie limitate di parabrezza stratificati, la piccola serie non economicamente producibile dai grandi produttori che operano come fornitori di primo impianto.

Appare subito chiaro che lo spazio commerciale a disposizione è piuttosto ben demarcato. Lo stabilimento di produzione sorge a Volvera nell’area industriale torinese dove operano molte aziende produttrici di componentistica. L’ubicazione permette uno stretto contatto con fornitori specializzati e clienti del settore automobilistico. L’azienda opera, grazie anche alla posizione geografica strategica, in stretto contatto con le altre aziende del gruppo. Con la Carrozzeria Bertone in particolare per prove di laboratorio e dimensionali e con la tecnodesign che si occupa dell’elaborazione delle matematiche ricevute dai committenti per la realizzazione di calibri di controllo per mezzo del sistema CAD-CAM.

Laboratori, staff di specialisti e macchinari che di solito non sono economicamente gestibili per una piccola azienda si dimostrano indispensabili per dialogare con la grande industria. La superficie coperta passata dai 3.500 metri quadrati del 1978 ai 13.214 degli anni Novanta è il sintomo più evidente dello sviluppo progresso. La crescente collaborazione con i carrozzieri torinesi e i centri stile di affermate case automobilistiche in costante ricerca di forme sempre più esasperate spingono Socar-Ics alla ricerca che si traduce anche nella progettazione e realizzazione di attrezzature e macchinari. 70 dipendenti 13 miliardi e 500 milioni di fatturato nel 1993.

Socar-Ics si cimenta nella realizzazione di cristalli auto e fa della capacità di portare la materia al limite estremo di lavorabilità, la sua specializzazione, concorrendo giorno dopo giorno all’innalzamento dei tale limite. L’esperienza maturata nella realizzazione dei prototipi è quindi trasferita nella produzione di serie attraverso gli iter di prototipizzazione e preserie. I frutti delle nostre esperienze di prototipizzazione sono presenti, sotto forma di prodotto di serie, sulle strade del mondo.

Dalla realizzazione di cristalli per le più prestigiose “dream cars” alla produzione in serie di parabrezza per autobus il passo è breve. Anche qui le tendenze del mercato, anticipate dagli stilisti determinano una forte personalizzazione del frontale che anche per esigenze areodinamiche assume forme complesse.

Forme complesse e grande superficie vetrata (2×3 m), esigenza di ripetibilità del prodotto e totale rispondenza a specifiche e normative sono il tema che giorno dopo giorno i tecnici di Socar-Ics svolgono. Grande versatilità e flessibilità ci permettono di essere considerati dai produttori di autobus come validi e duraturi collaboratori. La quasi totalità dei produttori italiani di autobus ha scelto Socar-Ics come fornitore unico. Un successo costruito cristallo dopo cristallo.

Dalla realizzazione di pezzi unici alla produzione in grande serie. Anche su questo tema la Socar-Ics esprime al meglio la sua potenzialità, flessibilità e velocità d’esecuzione. Parabrezza stratificati con dimensioni di 2,5×1,5 m possono essere prodotti in continuo dai nostri macchinari. Capacità produttiva di 80.000 pezzi l’anno e grande versatilità degli impianti permettono di anticipare le tendenze del mercato, orientano verso grandi superfici vetrate a curvatura complessa, serigrafate che renderanno sempre più “vivibili” veicoli commerciali e camion. Campionature e preserie realizzate su impianti in continuo permettono di minimizzare i tempi di prototipizzazione ed avviare un processo produttivo capace e monitorato in conformità con le specifiche del cliente più esigente. Poi, nel primo decennio del Terzo Millennio la situazione precipita e crolla tutto.

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