Petter Solberg, campione del mondo rally e pilota ufficiale Subaru

Petter Solberg, il norvegese iridato che battè Seb Loeb

Dopo il Mondiale Rally si impegna nel Campionato del Mondo Rallycross, vincendo il titolo iridato nel 2014 e anche nel 2015. Il suo innato talento appare evidente a tutti sin da piccolo: a 13 anni vince il campionato nazionale di auto radiocomandate.

Petter Solberg è il più recente, oltre che uno dei più spettacolari, piloti ufficiali Subaru. Natio di Askim, dove vede la luce il 18 novembre del 1974, il norvegese è campione del mondo rally nella stagione 2003. Ma è da sempre uno dei più generosi piloti del circus iridato: tre volte vice-campione del mondo nelle stagioni 2002, 2004 e 2005.

Dopo il Mondiale Rally si impegna nel Campionato del Mondo Rallycross, vincendo il titolo iridato nel 2014 e anche nel 2015. Il suo innato talento appare evidente a tutti sin da piccolo. All’età di tredici anni Solberg vince il campionato nazionale di auto radiocomandate, RC Cars, spinto dalla madre Tove e dal padre Teje, entrambi piloti di bilcross, una versione economica del rallycross, tipicamente norvegese.

Quando è ancora troppo giovane per guidare, Petter assieme al fratello maggiore Henning aiuta a preparare i prototipi di rallycross nel giardino di casa e appena compiuti diciotto anni, nel 1992, entra nel mondo del bilcross. Sembra un martello pneumatico e chilometro dopo chilometro conferma il suo valore.

Vince sia il campionato nazionale di rallycross sia quello di cronoscalate nel 1995: diciannove vittorie su ventuno gare. Nel 1996: quindici vittorie su diciannove gare. Nel 1998 si aggiudica il Campionato Norvegese Rally. Suo fratello Henning lo vince consecutivamente dal 1999 al 2003. A questo punto, grazie all’aiuto del connazionale John Haugland, pilota ufficiale Skoda negli anni Settanta, viene notato dai team manager del Campionato del Mondo Rally.

Dopo aver vinto un test drive comparativo, nel 1998 entra nello Junior Rally Team Ford. Nonostante Malcom Wilson si aspettasse un inizio in sordina, Petter diventa un “point scorer” per la Ford, soprattutto all’estenuante Safari Rally del 1999. Nel 2000 decide di lasciare Ford Motorsport per il Prodrive Subaru World Rally Team come compagno di Richard Burns e Juha Kankkunen.

Petter Solberg al volante della Impreza WRC
Petter Solberg al volante della Subaru Impreza WRC del Subaru World Rally Team

Il primo podio arriva l’anno successivo al Rally dell’Acropoli mentre a Sanremo perde volontariamente punti, passando dalla quarta alla quinta posizione e aiutando così Richard Burns nella rincorsa al titolo. Nel 2002 si ritrova come compagno di squadra il quattro volte campione del mondo Tommi Makinen, dopo il trasferimento di Burns alla Peugeot.

Nello stesso anno vince il suo primo rally in Galles, grazie a uno sfortunato incidente di Marcus Gronholm dimostrando ottime qualità di guida. Nel 2003 conquista quattro vittorie (Cipro, Australia, Corsica e Galles) e battendo il nuovo talento della Citroën, Sébastien Loeb, conquista il suo primo titolo iridato, con appena un punto sul francese che viene “convinto” dal team in Galles a rinunciare alla lotta per il titolo pur di portare alla Citroën il titolo Costruttori.

Dalla stagione del WRC 2004 al 2008 è con Subaru

Nel difendere il titolo non è stato molto fortunato. Nel 2004, nonostante cinque vittorie su sedici gare, vince anche in Gran Bretagna per il terzo anno consecutivo, non riesce a resistere al ritorno di Loeb che va a punti più regolarmente, mentre Solberg accusa una serie negativa di tre ritiri consecutivi a metà stagione.

Finirà secondo in classifica. Il 2005 comincia bene, con due vittorie su tre gare e la testa della classifica. Ma ancora una volta Loeb è irresistibile e a fine stagione il norvegese si ritrova a lottare per il secondo posto con Marcus Gronholm. Vince ancora una volta in Galles, dopo che Loeb sceglie di farsi appioppare una penalità per non vincere rally e titolo in occasione della morte di Michael Park, navigatore di Markko Martin.

Petter Solberg con la Citroen Xsara WRC al Rally Cyprus 2009
Petter Solberg con la Citroen Xsara WRC al Rally Cyprus 2009

Forse, un po’ di fortuna in più sarebbe bastata per vincere il titolo. Al Rally d’Australia si ritira perché investe un canguro. Nel 2006 continua la sua collaborazione con la Subaru, che presenta la nuova Impreza WRC. I risultati di questa stagione sono niente in confronto a quelli di Loeb, che corre con una Citroën Xsara WRC gestita dal team Kronos in attesa dello sviluppo della nuova C4 WRC.

Solberg deve accontentarsi di una serie di piazzamenti – secondo posto in Messico, Argentina e Australia – e ben otto ritiri. Termina il campionato in sesta posizione ed è la prima volta dal 1994 che la Subaru non finisce tra i primi tre nella classifica piloti. Il 2007 sembra cominciare meglio con un sesto posto a MonteCarlo – il suo miglior piazzamento in carriera nel rally monegasco – ma è costretto al ritiro in Svezia dove lotta per il podio, mentre in Norvegia viene battuto dal fratello Henning nella corsa al terzo posto.

Il resto della stagione, a parte un secondo posto in Portogallo arrivato dopo la penalizzazione delle due Ford di Gronholm e Hirvonen che erano davanti, è un susseguirsi di problemi tecnici e ritiri. Il terzo posto in Grecia sembra dover essere il punto di svolta della stagione, ma così non è.

Termina quinto, davanti a suo fratello. Nel 2008 continua la sua collaborazione con Subaru che presenta la nuova Impreza WRC, un punto di svolta rispetto ai modelli precedenti. Non si tratta più di una berlina tre volumi, ma di una due volumi più compatta e dall’apparenza meno estrema.

La prima parte di stagione, con la vecchia Impreza WRC, vede il norvegese ritirarsi per quattro volte consecutive e solo due buoni piazzamenti, quinto a MonteCarlo e quarto in Svezia. I primi risultati con la nuova Impreza sono più che confortanti. Al debutto, la nuova vettura e il norvegese colgono un podio in una delle gare più dure della stagione, il Rally dell’Acropoli. Subaru conquista un altro podio in Finlandia con Chris Atkinson. Poi, solo piazzamenti. A fine campionato, complice il difficile momento economico, Subaru pone termine alla propria presenza nel Campionato del Mondo Rally.

Il dopo Subaru: Solberg tra Citroen e Ford

Rimasto senza una vettura ufficiale, Solberg decide di affrontare il Mondiale 2009 con una propria squadra, acquistando una Citroën Xsara WRC, che gli permette di ottenere due terzi posti a Cipro e in Italia. I modesti risultati conseguiti durante la stagione lo convincono a rilevare dal Costruttore francese una C4 WRC, con la quale disputerà le due prove finali del campionato. In entrambe conclude al quarto posto. Conquista il quinto posto nel Mondiale Piloti, vinto da Loeb.

Con lo stesso team, dopo aver raccolto il budget necessario con un imponente bouquet di sponsor, acquista un secondo esemplare di C4 WRC, con la quale affronta l’intera stagione 2010. Dopo un brutto inizio con un nono posto in Svezia, riesce a conquistare tre podi consecutivi: è secondo in Messico e Turchia e terzo in Giordania.

Dopo un ritiro in Nuova Zelanda, il pilota norvegese riprende a racimolare punti, con risultati molto buoni: è terzo in Bulgaria e in Francia, e secondo in Giappone. Nelle altre prove, termina sempre nei primi cinque. Quando mancano due rally alla conclusione del campionato, è quarto in classifica.

A fine stagione 2011 il team Ford Abu Dhabi World Rally Team dichiara che a sostituire Mikko Hirvonen sarebbe stato proprio Solberg. A distanza di quattro anni torna a guidare una vettura ufficiale da rally ma al termine dell’annata 2012 lascia il Mondiale.

Il 2013 rappresenta il ritorno nel mondo del Rallycross, che lo ha visto protagonista all’inizio della sua carriera. Partecipa all’Europeo a bordo di una Citroën DS3 preparata e gestita dalla sua stessa squadra, la Petter Solberg Rallycross RX Team. Nel 2014 nasce il primo Campionato del Mondo Rallycross e Solberg conquista il titolo con due prove di anticipo e concede il bis anche nel 2015.

Petter annuncia il ritiro dai rally

Poi, ad aprile 2019, Petter Solberg annuncia il ritiro dalle competizioni. Il quarantaquattrenne norvegese, ex pilota ufficiale Subaru e campione del mondo 2003, ha deciso di appendere il casco al chiodo: “Cercherò di essere ancora presente al Rally di Svezia ed accetterò con piacere qualche eventuale invito a correre, se arriverà. Il mio stile di guida fa sorridere la gente e per questo continuerò comunque ad essere presente in alcune gare come pilota. Ma l’automobilismo non sarà più il mio lavoro”.

“Per adesso, voglio restare tranquillo. Voglio guardarmi intorno valutare proposte e situazioni. Ho bisogno di serenità per prendere una decisione nel migliore dei modi. Certo è che la direzione di un team nel World Rally Championship, o di un team nel Mondiale RallyCross quando sarà elettrico, sarebbe un’esperienza interessante”.

Solberg prosegue: “Ho deciso di smettere di impegnarmi in programmi a livello iridato, in questo senso ho deciso di appendere il casco al chiodo. Dunque, smetterò di lottare per vincere i titoli, smetterò di lavorare correndo…”. Quindi, ora che è diventato grande, cosa farà Petter Solberg? “Ho un sogno nel cassetto: gestire un team con un Costruttore. I rally sono il mio grande amore, la mia enorme passione. Sogno di fare come Tommi Makinen. Sarebbe di fantastico”.

“Io e Tommi abbiamo lavorato molto bene assieme, quando eravamo in Subaru. Ho sempre guardato come lavorava e come era fermamente deciso a raggiungere i suoi obiettivi. E infatti, ha continuato a comportarsi così anche nella gestione del team Toyota: questo è quello è quello che mi piacerebbe fare in futuro”. Fare le scarpe a Makinen? Beh, perché no? In fondo anche da compagni di squadra, i due sono sempre stati rivali.

Poi, però, Solberg chiarisce meglio il senso della sua affermazione: “Nel 2010 ho centrato il terzo posto nel WRC con il mio team privato e di questo ne sono estremamente orgoglioso. Poi, dopo aver vinto due titoli Mondiali nel RallyCross con il mio team, abbiamo iniziato a lavorare con Volkswagen Motorsport. Cosa mi manca per poter provare questa esperienza”? Un team. Solo quello.