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Mercedes 190 E: un po’ di rally e tanto circuito

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La Mercedes 190 lavorava silenziosamente ai margini, contribuendo in modo significativo al prestigio e alla reputazione della casa automobilistica tedesca. Anche se le sue gesta potrebbero essere a dir poco spettacolari, la 190 ha comunque giocato un ruolo importante nel consolidare il patrimonio sportivo della Mercedes-Benz.

Nell’epoca d’oro dell’automobilismo, poche vetture hanno saputo catturare l’immaginazione del pubblico e la competizione come la Mercedes-Benz 300SL. Conquistando vittorie epiche nei rally e corse su strada, la 300SL si è guadagnata un posto d’onore nella storia delle corse automobilistiche. Tuttavia, al fianco di questa leggenda, c’è una compagnia meno celebrata ma altrettanto rilevante: la Mercedes 190. A differenza della sua controparte più famosa, la Mercedes 190 non ha conosciuto gli stessi trionfi nei rally o nelle grandi corse su strada. Tuttavia, questo non deve oscurare il suo contributo significativo al mondo delle corse automobilistiche. Nonostante non abbia scalato le vette della gloria come la 300SL, la 190 è stata comunque protagonista di un percorso interessante nel panorama delle competizioni automobilistiche.

Sebbene non abbia vinto i titoli più ambiziosi, la Mercedes 190 è stata oggetto di attenzione da parte di ingegneri e tecnici, che hanno preparato diverse versioni della vettura per competere nei vari campionati e gare su strada. Questo dimostra l’impegno costante della Mercedes-Benz nel portare avanti la sua eredità di eccellenza tecnica e sportiva, anche attraverso modelli meno celebrati. È indubbio che la 300SL abbia lasciato un’impronta indelebile nella storia delle corse automobilistiche. Le vittorie clamorose di Werner Engel nel Campionato Europeo Rally del 1955 e di Stirling Moss alla Mille Miglia del 1955 sono solo due dei tanti trionfi che hanno reso la 300SL una leggenda vivente. Anche John Fitch ha dimostrato la potenza e la versatilità della vettura vincendo la sua classe con una 300SL coupé di serie. Inoltre, la maratona Liegi-Roma-Liegi è stata conquistata nel 1955 da Olivier Gendebien e nel 1956 da Willy Mairesse, entrambi al volante di vetture Mercedes, confermando il dominio della casa automobilistica tedesca sulle strade più impegnative d’Europa. Anche negli Stati Uniti, la 300SL ha dimostrato la sua superiorità vincendo il campionato di Classe D dello Sports Car Club of America per tre anni consecutivi, dal 1955 al 1957.

Tuttavia, mentre la 300SL brillava sul palcoscenico delle corse, la Mercedes 190 lavorava silenziosamente ai margini, contribuendo in modo significativo al prestigio e alla reputazione della casa automobilistica tedesca. Anche se le sue gesta potrebbero essere a dir poco spettacolari, la 190 ha comunque giocato un ruolo importante nel consolidare il patrimonio sportivo della Mercedes-Benz. Se è vero che la Mercedes 300SL ha scritto pagine memorabili nella storia delle corse automobilistiche, non dobbiamo trascurare il contributo della Mercedes 190 (appassionati del marchio hanno corso anche con la 190D, turbo diesel), che, seppur meno celebrata nei rally e nelle corse su strada, grazie a tanti equipaggi e preparatori privati (che l’hanno schierata al via in Gruppo N, in Gruppo A e tra le Kit Car) ha comunque contribuito a definire il marchio Mercedes-Benz come sinonimo di eccellenza e prestazioni ineguagliabili. La sua storia nelle gare in circuito, infatti, è un riflesso dell’impegno costante della casa automobilistica tedesca nel garantire la perfezione e l’innovazione in ogni modello che porta il suo nome.

mercedes 190d rally
Mercedes 190D rally

Grande successo in pista

La Mercedes 190 ebbe invece una carriera importante in pista, specialmente nel DTM. Le versioni speciali ed evolute della Mercedes 190E hanno solcato le piste con grinta e determinazione. Questa vettura, prodotta in quattro varianti ad alte prestazioni, è stata concepita dalla Casa tedesca con l’obiettivo preciso di farla entrare a far parte dei campionati Turismo. Le versioni destinate alla circolazione stradale non erano solo un mero esercizio di stile, ma erano fondamentali per ottenere l’omologazione necessaria per competere in queste gare, aprendo così le porte alle gare ufficiali. Le Mercedes 190 utilizzate nelle competizioni turismo spesso hanno ottenuto risultati soddisfacenti, conquistando buoni piazzamenti finali. Tuttavia, verso la fine della carriera della 190, si sono verificati anche successi significativi che hanno aumentato l’interesse del pubblico nei confronti di questa vettura. Qui di seguito forniamo una breve descrizione di ciascuno di questi modelli ad alte prestazioni, che hanno fatto la storia della Mercedes 190 nelle competizioni automobilistiche.

Mercedes 190 E 2.3-16

La Mercedes 190 E 2.3-16 rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell’automobilismo e dell’ingegneria automobilistica tedesca. Questo modello, introdotto dalla Casa della stella a tre punte, ha fatto il suo debutto trionfale al Salone di Francoforte del 1983, catturando immediatamente l’attenzione del pubblico con il suo mix di prestazioni eccezionali e innovazioni tecnologiche all’avanguardia. Prima di essere svelata al grande pubblico, la 190 E 2.3-16 ha fatto scalpore con una presentazione speciale alla stampa sul circuito di Nardò, in Puglia. Qui, tre esemplari di pre-serie hanno stabilito il segno del record di velocità, viaggiando a una media di 247,939 km/h. Questo evento ha preparato il terreno per l’entusiasmo che avrebbe circondato il lancio ufficiale della vettura qualche mese dopo.

Il cuore pulsante della 190 E 2.3-16 era il suo motore, derivato dal 2 litri di normale produzione ma rielaborato dalla prestigiosa Cosworth britannica. Questo propulsore, caratterizzato da cilindri rialesati, testata rielaborata e un’impressionante configurazione a doppio asse a camme e quattro valvole per cilindro, sviluppava una potenza massima di 185 CV a 6200 giri/min, un valore sorprendente per l’epoca. Quando la vettura fu lanciata sul mercato solo un anno dopo la sua presentazione, la sua velocità massima raggiunse i 230 km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 7,5 secondi, stabilendo nuovi standard di prestazioni nel segmento delle berline sportive.

Ma la 190 E 2.3-16 non si fece notare solo per le sue prestazioni su strada: si distinse anche nelle competizioni automobilistiche. Nel Deutsche Tourenwagen Masters (DTM) del 1988, la vettura ottenne un prestigioso secondo posto con il pilota Roland Asch, seguito da un altro notevole risultato l’anno successivo, con il quarto posto di Kurt Thiim. Inoltre, la 190 E 2.3-16 fu la protagonista dell’inaugurazione del nuovo circuito del Nürburgring nel 1984, dove diverse vetture di questo modello si sfidarono in una gara epica che vide trionfare un giovanissimo Ayrton Senna, all’epoca da pochi mesi attivo in Formula 1.

La 190 E 2.3-16 lasciò il segno anche nelle competizioni internazionali, con un esemplare iscritto dalla AMG alla prima edizione del World Touring Car Championship (WTCC) nel 1987. Pilotata da Peter Oberdorfer e Franz Klammer, la vettura ottenuta come miglior piazzamento il quarto posto al Circuito di Donington Park, dimostrando le sue capacità competitive a livello globale. La Mercedes-Benz 190 E 2.3-16 rappresenta un’icona di prestazioni e innovazione nel mondo dell’automobilismo? Assolutamente sì, con il suo motore potente, le sue prestazioni di classe mondiale e il suo successo nelle competizioni, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’auto sportiva tedesca e continua ad essere un simbolo di eccellenza ingegneristica e passione per la guida sportiva. Di questa versione della Mercedes 190 sono state realizzate privatamente diverse Gruppo N e Gruppo A per i rally a partire dal 1987.

Mercedes 190 E 2.5-16

L’evoluzione della Mercedes 190 E 2.5-16 rappresenta un punto culminante nella continua ricerca di prestazioni e innovazione da parte della Casa automobilistica tedesca. Questa versione, una raffinata evoluzione del modello precedente, ha introdotto un sistema di iniezione meccanico-elettronica KE-Jetronic e sonda lambda, portando l’esperienza di guida a nuove vette di eccellenza. Il cuore pulsante di questa macchina era il suo motore, che veniva portato da 2299 a 2498 cm³, con un significativo aumento della potenza massima. Grazie a queste migliorie, la versione equipaggiata con catalizzatore erogava una potenza massima di 194 CV, mentre quella senza catalizzatore raggiunge i 204 CV, entrambi a 6750 giri/min. Questo significava un notevole balzo in avanti nelle prestazioni, consentendo alla vettura di spingersi ancora più vicino al limite della perfezione.

Con queste potenti prestazioni, la 190 E 2.5-16 divenne una vera e propria forza della natura sulla strada. La sua velocità massima raggiungeva i 235 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h veniva percorso in soli 7,5 secondi. Questi numeri impressionanti testimoniano la dedizione e l’impegno della Mercedes-Benz nel creare un’auto sportiva che offre non solo prestazioni straordinarie, ma anche un’esperienza di guida coinvolgente ed emozionante. Ma la 190 E 2.5-16 non era solo una macchina potente: incarnava anche l’eleganza e lo stile distintivo che caratterizzavano i veicoli Mercedes-Benz. Il suo design raffinato, le linee sinuose e l’attenzione ai dettagli conferiscono alla vettura un’impressionante presenza sulla strada, facendola distinguere tra la folla e confermando il suo status di icona del design automobilistico. La Mercedes 190 E 2.5-16 rappresenta un perfetto equilibrio tra prestazioni eccezionali, innovazione tecnologica e design senza tempo. Con il suo motore potente, le sue prestazioni da brivido e il suo stile distintivo, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’automobilismo e continua ad essere un’icona di prestigio e passione per la guida sportiva. Anche di questo modello della vettura tedesca sono state realizzate privatamente diverse Gruppo N e Gruppo A da rally.

Mercedes 190 E 2.5-16 Evo

Nel 1988, la Mercedes-Benz ha solcato le acque dell’innovazione introducendo la 190 E 2.5-16 Evolution, nota anche come Evo, segnando un’altra tappa significativa nella storia dell’automobilismo sportivo. Questa nuova incarnazione della celebre serie 190 presentava un motore completamente rinnovato da 2,5 litri, con una cilindrata di 2463 cm³, progettato appositamente per offrire maggiori possibilità di elaborazioni sportive e prestazioni ancora più esaltanti. Nonostante le migliorie al motore, la potenza massima della versione stradale è rimasta invariata a 204 CV, tuttavia le prestazioni globali migliorano leggermente. Nella versione non catalizzata, la velocità massima raggiungeva i 235 km/h, confermando la vocazione sportiva e le elevate prestazioni di questa vettura.

Dal punto di vista estetico, la 190 E 2.5-16 Evolution si distingueva nettamente dal resto della produzione grazie alle sue appendici aerodinamiche e passaruota allargati, caratteristiche quasi mai viste su vetture di questa categoria. In particolare, spiccava l’imponente alettone posteriore, che conferiva alla vettura un look aggressivo e distintivo. Per ottenere l’omologazione nel Gruppo A, necessaria per partecipare alle competizioni ufficiali, erano richiesti almeno 500 esemplari di produzione. La Mercedes-Benz non solo soddisfece questo requisito, ma superò le aspettative producendo 502 esemplari della 190 E 2.5-16 Evolution, confermando così il suo impegno nel mondo delle corse automobilistiche.

Il debutto della 190 E 2.5-16 Evoluzione nelle gare fu trionfale. Nel Deutsche Tourenwagen Masters (DTM) del 1990, la vettura si piazzò al terzo posto con il pilota Kurt Thiim e al quinto con Klaus Ludwig, dimostrando la sua competitività e il suo prestigio anche sulle piste da corsa. La Mercedes 190 E 2.5-16 Evolution rimane una leggenda delle competizioni automobilistiche, celebrata per le sue straordinarie prestazioni, il suo design distintivo e il suo successo nelle gare più impegnative. Con la sua eredità di successi e la sua reputazione di eccellenza, continua ad essere un’icona del mondo delle auto sportive e un simbolo della passione per la velocità e le competizioni. La 190 E 2.5-16 Evolution è più di una semplice vettura – è un monumento alla perfezione ingegneristica e alla gloria delle corse automobilistiche. Per questo modello di auto tedesca sono state realizzate diverse versioni Gruppo N e Gruppo A e variante Kit Car da parte di privati.

Mercedes 190 E 2.5-16 Evo II

Nel 1989, la Mercedes-Benz ha svelato una delle sue creazioni più iconiche e potenti: la 190 E 2.5-16 Evolution II. Questa versione, evoluta e potenziata della già leggendaria Evo del 1988, ha rappresentato un salto in avanti significativo in termini di prestazioni, design e successo nelle competizioni, consolidando ulteriormente il dominio della Casa automobilistica tedesca nel mondo delle corse. Come il suo predecessore, anche la Evolution II è stata prodotta in soli 502 esemplari, confermando l’esclusività e l’attenzione al dettaglio che caratterizzavano la produzione di questa serie di vetture. Tuttavia, sotto il cofano, vi era un’ingegneria ancora più raffinata e prestazioni ancora più spettacolari.

Il motore da 2,5 litri aspirato ha subito ulteriori revisioni, permettendo alla versione stradale di erogare una potenza massima di 235 CV a 7200 giri/min, un incremento notevole rispetto all’Evo precedente. Questo significava che la Evolution II era pronta a dominare non solo sulle strade, ma anche sulle piste da corsa. Le prestazioni della 190 E 2.5-16 Evolution II erano impressionanti: la velocità massima raggiungeva i 250 km/h, un valore di spicco per una vettura di quella fascia di mercato alla fine degli anni ottanta. Inoltre, migliorano anche i punti di accelerazione, con lo scatto da 0 a 100 km/h che veniva coperto in soli 7,1 secondi, confermando la potenza e l’agilità di questa vettura sportiva.

Il debutto della Evolution II nel Deutsche Tourenwagen Masters (DTM) è stato uno dei migliori. Nel 1991, il pilota Klaus Ludwig conquistò il secondo posto, anticipando il successo straordinario che sarebbe arrivato l’anno successivo. Nel 1992, le Evolution II hanno dominato la scena del DTM, con i piloti Ludwig, Thiim e Schneider che si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto, mentre al quinto posto è giunto Rosberg, dimostrando la superiorità assoluta di questa vettura sulle pista da corsa. Tuttavia, nel 1993, l’epoca delle 190 da competizione volgeva al termine, con la vittoria di Roland Asch che segnava la fine di un’era gloriosa per questa serie di vetture. Ma nonostante il passare del tempo, il ricordo della Mercedes-Benz 190 E 2.5-16 Evolution II rimane vivo nell’animo degli appassionati di auto sportive, testimoniando il suo status di leggenda delle competizioni automobilistiche e di simbolo dell’eccellenza ingegneristica tedesca. Diversi privati ​​hanno realizzato diverse versioni Gruppo N e Gruppo A, oltre a varianti Kit Car, per questa versione.