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Peugeot e rally: la 206 dalla GTI, alla GT alla WRC

La 206 GT era una vettura ancora più speciale e, sebbene condividesse la stessa meccanica della GTI, era stata realizzata per un fine ben diverso: l’omologazione per disputare e vincere il World Rally Championship con la WRC, che compie 20 anni a l’1 gennaio 2020.

Parliamo di Peugeot e rally. Uno dei modelli Peugeot di maggior successo anche in Italia è sicuramente la 206, la piccola nata nel 1998 e prodotta fino al 2012. Modello venduto a livello mondiale in circa 10 milioni di esemplari, nel 1999 vide l’introduzione in gamma della versione più sportiva che, come da tradizione del Leone, si fregiava della sigla GTI. In pratica era la sorellastra della 206 WRC.

Infatti, Peugeot non si limitò solo alla GTI, ma realizzò anche la serie speciale 206 GT (la sorella povera della WRC), una versione che, dotata dello stesso motore 2 litri da 135 CV della sorella sportiva, si caratterizzava per elementi estetici e tecnici specifici, perché serviva per ottenere l’omologazione per correre e vincere nel Campionato del Mondo Rally. Prodotta in 4000 esemplari, è oggi una versione molto rara: diversi collezionisti si sono già mossi e le quotazioni salgono.

La Peugeot 206 è uno dei modelli più apprezzati anche dai clienti italiani: anche chi non ha avuto l’opportunità di guidarla, si ricorderà sicuramente lo spot dello scultore indiano, una delle pubblicità più memorabili realizzate nel mondo dell’auto. La 206 però non era solo un’ottima vettura per tutti i giorni, ma anche un’ottima base di partenza come auto da corsa.

Le competizioni, si sa, sono nel DNA del Leone dalla fine del 1800 e anche la 206 ebbe diverse declinazioni sportive stradali nel corso degli anni. Una di queste fu la 206 GT, senza la I, una versione alquanto rara e particolare, oggi ricercata dai collezionisti di youngtimer.

Nata nel 1998, la 206 vide nel 1999 il debutto di due versioni sportive che costituivano le eredi della 205 GTI che negli anni Ottanta aveva fatto sognare molti appassionati. Pochi mesi prima della fine del millennio vennero introdotte le 206 GTI e GT, entrambe spinte dallo stesso motore, un 2 litri da 135 CV in grado di farle scattare da 0 a 100 in 8″4 e di arrivare fino alla soglia dei 210 km/h.

La Peugeot 206 GT da cui derivò la WRC
La Peugeot 206 GT da cui derivò la WRC

La sorella iper vitaminizzata: Peugeot 206 WRC

Esternamente la GT si differenziava dalla GTI per il disegno e le maggiori dimensioni dei cerchi in lega (da 16”), per i diversi paraurti anteriore e posteriore, molto più sporgenti rispetto alla GTI normale, e una placca identificativa posizionata sul montante centrale che recava il numero progressivo dell’esemplare.

Lo stile dell’auto era più aggressivo, ma la scelta non fu dettata da una ragione estetica, ma squisitamente regolamentare. Per partecipare al campionato Mondiale Rally, i regolamenti dell’epoca imponevano un limite minimo di lunghezza dell’auto di almeno 4 metri. La 206 standard misurava 3 metri e 82 cm, non sufficienti per rientrare in tale limite regolamentare.

Per questo motivo Peugeot decise di adottare dei paraurti molto più prominenti per rientrare in tale parametro omologativo. La 206 GT venne quindi commercializzata con questo fine e ne furono realizzati circa 4000 esemplari, venduti anche in Italia. La 206 fu un grande successo commerciale (circa 10 milioni di unità complessive) ma fu anche un grande successo nei rally e senza la 206 GT non sarebbe stato possibile.

Il successo commerciale della 206 GT è legato a doppio filo ai successi nel Mondiale Rally raccolti dalla Peugeot 206 WRC, specificatamente progettata per partecipare al Campionato del Mondo Rally,in cui ha gareggiato dal 1999 al 2003 vincendo due volte il WRC Piloti con Marcus Gronholm, nel 2000 e nel 2002, e tre volte il WRC Costruttori, 2000, 2001 e 2002. Oltre a Gronholm la pilotarono anche Gilles Panizzi, François Delecour, Didier Auriol, Harri Rovanpera e Richard Burns.

Ha partecipato a cinque edizioni del WRC ottenendo cinque titoli mondiali e vincendo ventiquattro prove del World Rally Championship stesso, quindici con Marcus Grönholm, il quale si è laureato due volte campione del mondo. Grazie al pilota Marcus Grönholm la 206 WRC riuscì ad aggiudicarsi le edizioni 2000 e 2002 del Mondiale Rally piloti e tre titoli costruttori nello stesso periodo. Fu sostituita nel 2004 dalla 307 WRC.

  • Renato Travaglia con la Peugeot 206 WRC
  • Marcus Gronholm con la Peugeot 206 WRC
  • La Peugeot 206 WRC di Renato Travaglia
  • Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi con la 206 S1600

Era equipaggiata con un motore 2000 turbo in grado di erogare 300 cavalli dichiarati. Le prestazioni erano sorprendenti: un’auto così leggera accelerava da 0-100 in appena 4″ per una velocità massima di circa 220 km/h. Poi le prestazioni cambiavano a seconda della messa a punto e del cambio per i vari tracciati.

Erano e restano molto diversi tra loro i settaggi relativi alla conformazione richiesta per terra o asfalto e per la tipologia di gara: MonteCarlo, piuttosto che Turchia. La vettura inoltre era stata profondamente rivista nella trasmissione e nelle sospensioni: era dotata di trazione integrale e utilizzava un cambio sequenziale a cinque o anche a sei rapporti.

Storia della Peugeot 206 nei Trofei Rally Peugeot in Italia

Il Trofeo Peugeot Rally negli anni 2000, più precisamente nel 2005, ha concluso l’esperienza con la 206 WRC con cui Renato Travaglia e Flavio Zanella hanno portato il primo titolo italiano rally assoluto piloti e costruttori a Peugeot (2002) e terminata l’esperienza con la successiva Peugeot 206 S1600, Peugeot ha deciso di puntare per la squadra ufficiale su un giovane fra quelli che si sono messi in luce nel Trofeo Peugeot a cui affidare la 206 Rallye Gruppo N e puntare al titolo di categoria 2005.

In quell’occasione fu scelto il friulano Luca Rossetti, già vincitore in zona del monomarca con una Peugeot 106 (2001). In coppia con Matteo Chiarcossi, Rossetti ha vince lo scudetto Gruppo N e si è merita totale conferma e il passaggio sulla più impegnativa 206 S1600 con cui si è riconfermato. Dal 2007 inizia la storia della Peugeot 207 Super 2000 con cui è diventato vice campione d’Italia e nel 2008 si è aggiudicato il titolo italiano assoluto sia il titolo Europeo.

Va anche detto in questo contesto della storia sportiva della Peugeot 206 che il Trofeo Peugeot Rally dal 2004 assume la denominazione di Peugeot Competition. In questo trofeo monomarca si mettono in evidenza Michele Rovatti (vincitore nel 2006 e 2007 con la 206 RC Gruppo N), Massimo Dal Ben e Rudy Michelini. Con Claudio Vallino campione nel 2008 che così è diventato il pilota ad aver vinto il maggior numero di titoli nell’ambito dei promozionali Peugeot.

Gilles Panizzi, il pilota francese specialista dell’asfalto

Ha ottenuto diversi successi nel corso degli anni nei Rally di Sanremo, Catalunya e Tour de Corse. Tanto veloce su asfalto quanto in crisi su terra, non hai mai avuto la possibilità di mettersi in gioco per la vittoria del WRC.

Non se ne parla mai troppo spesso di Gilles Panizzi. Anche perché, come spesso capita, molti giornali e altrettanti giornalisti cavalcano il nome del momento. Poi dimenticano. Il simpaticissimo pilota francese, nato a Roquebrune, nei pressi di Cap-Martin il 19 settembre 1965, è considerato (a ragione) uno dei più veloci rallysti sull’asfalto. Indimenticabili per la storia dei rally le sue performance a bordo della Peugeot 306 Maxi prima e della Peugeot 206 WRC poi.

Ha ottenuto diversi successi nel corso degli anni nei Rally di Sanremo, Catalunya e Tour de Corse. Tanto veloce su asfalto quanto in crisi su terra, Panizzi non hai mai avuto la possibilità di disputare una vera stagione da pilota “ufficiale”, non riuscendo mai a mettersi in gioco per la vittoria del WRC. Gli anni migliori della sua carriera sono quelli a cavallo tra il 2000 e il 2003, nei quali Gilles viene schierato dalla squadra Peugeot come pilota ufficiale in tutti i rally su asfalto, correndo sporadicamente anche su terra sia da “ufficiale”, sia da “privato”, con i team HF Grifone e Bozian.

Il suo debutto nel Mondiale Rally risale al 1990 su Lancia Delta Integrale di classe N4: Rally di Monte-Carlo. Nel 1996 e 1997 è campione francese rally su Peugeot 306 Maxi. L’anno successivo corre con la 306 Maxi nel Campionato del Mondo Rally. Dal 1999 al 2003 è al via del WRC con la Peugeot 206 WRC, sia per la squadra ufficiale sia con squadre private.

In quel periodo, Panizzi ha avuto un grande successo nel suo ruolo di esperto asfaltista Peugeot. Ha vinto un totale di sette round del Campionato del Mondo Rally in questo periodo. Tuttavia, l’incapacità di Panizzi di eguagliare il passo dei suoi avversari sulla ghiaia gli ha precluso dalla sfida per il titolo iridato.

Panizzi ha avuto un momento imbarazzante durante il Safari Rally del 2000, dove lui e suo fratello e copilota, Herve, erano dietro la macchina più lenta, quella del pilota argentino Roberto Sanchez, che non lo lasciava passare nonostante un preciso ordine. Sollevava polvere e annullava la visuale ai due Panizzi.

Gilles Panizzi, un grande specialista dell'asfalto
Gilles Panizzi, un grande specialista dell’asfalto

Inoltre, in quella occasione Gilles forò due volte grazie alle pietre lanciate dalla macchina di Sanchez. I due Panizzi erano così furiosi che dopo la fine della gara corsero verso l’auto di Sanchez, aprirono la porta e iniziarono ad aggredire il pilota argentino: cercavano di tirarlo fuori dall’auto. Questo sfogo gli è costato una multa di 50mila dollari.

Sempre nel 2000, Panizzi si aggiudica il Sanremo e il Tour de Corse dopo aver dominato in lungo e in largo, guadagnandosi di diritto l’appellativo di “The Wizard of Tarmac”. L’anno successivo i fratelli terribili vinceranno nuovamente la gara italiana, battendo e controllando sotto il diluvio un allora giovanotto e debuttante Sebastien Loeb sulla Citroen Xsara T4 WRC.

Nel 2002 troveremo ancora loro sul gradino più alto del podio in Catalunya e nella Città dei Fiori, ma proprio sulla gara spagnola voglio aprire una parentesi. Grazie all’abissale vantaggio sugli inseguitori, Gilles nel bivio della mitica prova speciale che passa sotto il cavalcavia dell’autostrada arriva fortissimo, tira il freno a mano della sua 206 WRC e compie un autentico trecentosessanta gradi, infiammando le centinaia di tifosi appollaiati in ogni dove, entrando obbligatoriamente nella leggenda e nel cuore dei tifosi.

Nel 2003 Gilles ottiene l’ultima vittoria nel campionato del mondo ancora in Spagna, prima di congedarsi dalla Marlboro Peugeot Total, lasciando un ricordo indelebile nella storia dei transalpini ormai proiettati sulla vettura del futuro: la 307 WRC che però non darà mai le stesse soddisfazioni della vincente 206 WRC.

Il 2004 e il 2005 è al volante della Mitsubishi Lancer Evo WRC nel Mondiale Rally, nel doppio ruolo di pilota-tester. Mentre l’anno dopo corre qualche gara con una Skoda Fabia WRC, ancora poco competitiva, del team Red Bull. Abbandona nel corso della stagione.

Nel 2007 ricopre il ruolo di collaudatore per lo sviluppo della nuova arma francese per i rally, la Peugeot 207 Super 2000. Partecipa anche al Rally di Sanremo, ormai non più gara leggendaria e iridata. Sono sette le sue vittorie iridate e si concentrano tra il 2000 e il 2003: Rally Tour de Corse e il Rally Sanremo 2000 con la Peugeot 206 WRC Esso Sport, il Rally Sanremo 2001 con la 206 WRC Total, il Tour de Corse, il Rallye Catalunya e quello di Sanremo 2002 con la 206 WRC Total e il Rallye Catalunya 2003 con la 206 WRC Marlboro Total. Il navigatore era suo fratello Herve.

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WRC: il Rally d’Italia da Sanremo all’Isola dei 4 Mori

Il Rally d’Italia si è disputatoper decenni nella Città dei Fiori. Fatta eccezione per la stagione 1995, l’evento è stato parte del calendario sportivo del FIA WRC dalla stagione 1973 fino al 2003. Nato dalla fusione del Rally di Sanremo con il Rallye del Sestriere, l’avventura della competizione matuziana inizia nel 1928.

La storia del Rally d’Italia è indissolubilmente legata a quella del Rally Sanremo, almeno dal 1973, anno di istituzione del Campionato del Mondo Rally, e in realtà dal 1970, anno in cui entrò nella neonata FIA Cup Rally Drivers (all’epoca come Sanremo-Sestriere Rally d’Italia). Forse sarebbe ancor più corretto di che il Rally Sanremo è stato sia i rally sia il Mondiale Rally, almeno in Italia, sin dalla prima edizione. Ragion per cui è poi diventata naturalmente la più importante gara italiana acquisendo la validità per il Campionato del Mondo Rally.

Si disputa da sempre nella Città dei Fiori. Fatta eccezione per la stagione 1995, l’evento è stato parte del calendario sportivo del FIA WRC dalla stagione 1973 fino al 2003. Ha anche fatto parte del calendario dell’Intercontinental Rally Challenge e del Campionato Italiano Rally. Il primo Rally Internazionale di Sanremo è stato organizzato nel 1928. L’anno successivo, nel 1929, l’evento è stato dato in mano a nuovi organizzatori. Il primo Circuito automobilistico di Sanremo, si è svolto nel 1937 ed è stato vinto da Achille Varzi. Poi calerà il silenzio per qualche decennio. Il Rally di Sanremo viene riesumato nel 1961 come Rally dei Fiori.

Dal 1970 al 1972, la gara ha fatto parte del Campionato del Mondo Costruttori. Dal 1972 al 2003, la manifestazione è stata nel calendario del Campionato del Mondo Rally, ad eccezione per il 1995, quando l’evento era valido solo per il Campionato del Mondo 2 Litri e Costruttori. Nato, come detto, dalla fusione del Rally di Sanremo con il Rallye del Sestriere, dopo la validità nelle stagioni 1970 e 1971 per il Campionato Internazionale Costruttori, dal 1972 il titolo di Rally d’Italia fu assegnato al Rally di Sanremo fino al 2003 e, a partire dal 2004, è appannaggio del Rally di Sardegna organizzato per la prima volta direttamente da Aci Sport e da Pasquale Lattuneddu, all’epoca braccio destro di Bernie Ecclestone.

La prima edizione del Rally Italia-Sardinia, questo era il nome all’origine, si disputò sugli sterrati galluresi e nuoresi nell’ottobre 2004 e al primo anno ebbe subito un grande successo sia di pubblico che di critica. La gara fu vinta dal norvegese Petter Solberg su una Subaru Impreza WRC. Ci fu anche la diretta televisiva di una prova denominata Lovria Avra corsa in una cava di granito che catturò consensi sia tra i piloti che tra gli organizzatori. L’edizione del 2005 si svolse a maggio e vide l’affermazione del campione francese Sebastien Loeb, su Citroen Xsara WRC. Il “Cannibale” francese si aggiudicò anche l’edizione 2006 con la Citroen Xsara WRC del team Kronos Racing.

Nella storia del WRC, la manifestazione matuziana è entrata al centro delle polemiche nel 1986, dopo che la FIA squalificò la squadra Peugeot alla fine del terzo giorno per l’utilizzo delle minigonne irregolari, consegnando la vittoria alla Lancia. La Peugeot sostenne di aver utilizzato la stessa configurazione delle precedenti manifestazioni e passò le verifiche senza problemi. Peugeot presentò ricorso, ma gli organizzatori non hanno permesso al team di proseguire il rally. La FIA ha confermato, dopo l’esclusione, che le automobili Peugeot erano regolari, e ha deciso di annullare i risultati di tutta la manifestazione.

Andreas Mikkelsen al Rally Italia Sardegna 2016
Andreas Mikkelsen al Rally Italia Sardegna 2016

Nel 2004 il Rally d’Italia si trasferisce ad Olbia

Il mitico Rally di Sanremo, ideato dal vulcanico Adolfo Rava e i fratelli Sergio e Silvio Maiga, era organizzato su fondo misto terra-asfalto, ma a partire dal 1997 la gara è stata spostata interamente su asfalto. Dopo essere usciti dal calendario del WRC, il Rally di Sanremo è entrato a far parte del Campionato Italiano Rally. Dal 2006 è stata anche valida per l’Intercontinental Rally Challenge, mentre dal 2004 il Rally d’Italia si svolge in Sardegna. La prima edizione del Rally Italia-Sardinia si disputò sui bellissimi sterrati galluresi e nuoresi nell’ottobre 2004. La gara fu pesantemente criticata e per l’assenza di pubblico sulla prove speciali, che poi ancora oggi questo è l’unico problema del rally iridato sull’Isola.

Quell’anno, la gara fu vinta dal norvegese Petter Solberg su una Subaru Impreza WRC. L’edizione del 2005 si svolse a maggio e vide l’affermazione del francese Sébastien Loeb su Citroen Xsara; lo stesso Loeb si aggiudicò l’edizione 2006 a bordo di una Citroen del team Kronos. L’edizione 2007, svoltasi dal 17 al 20 maggio, ha visto la partecipazione di 85 equipaggi di cui 11 sardi. La vittoria è andata al finlandese Marcus Gronholm su Ford Focus WRC che ha preceduto il compagno di team Mikko Hirvonen, mentre sul terzo gradino del podio è salito Daniel Sordo su Citroen C4.

Amaro e clamoroso il ritiro del campione del mondo Sébastien Loeb, che durante la prova speciale numero 13 di San Giacomo è uscito di strada e dopo 3 km è stato costretto al ritiro, lasciando così il primato nel Mondiale e la vittoria al finlandese Gronholm, anche se a fine stagione sarà ancora il francese a trionfare nel Mondiale. L’edizione 2008 ha visto nuovamente trionfare Sébastien Loeb con la Citroen C4 WRC, davanti ai piloti Ford Mikko Hirvonen, Jari-Matti Latvala e Gigi Galli. Dietro Daniel Sordo, Chris Atkinson, Henning Solberg e Urmo Aava. Nel 2010 per il criterio di rotazione delle gare, il Rally di Sardegna non rientra nel calendario ma viene comunque corso per un campionato minore.

Nel 2011 la corsa rientra tra le dodici previste per il Mondiale Rally e, dopo che inizialmente era stato previsto dall’Aci che la prova italiana del Mondiale si sarebbe dovuta svolgere in Sicilia, anche nel 2012 la gara viene organizzata in Sardegna, dove ormai si è stabilizzata e confermata fino al 2022, anche se periodicamente si sente parlare di un ritorno della manifestazione sulla terraferma, tra Toscana e Lazio.

E il Rally di Sanremo? Dal 2005, dopo anni di scelte discutibili, a Sanremo viene reintrodotta la prova speciale della Ronde di Monte Bignone, che era stata sospesa nel 1985 per ragioni legate alla sicurezza del pubblico. Certamente uno dei tratti cronometrati più affascinanti della storia del rallismo italiano. Con i suoi 44 chilometri è uno dei più lunghi al mondo.

La Hyundai i20 WRC di Dani Sordo al Rally Italia Sardegna
La Hyundai i20 WRC di Dani Sordo al Rally Italia Sardegna

La prova si svolge di notte e tocca i comuni di Perinaldo, Apricale, Bajardo e le frazioni di Sanremo Coldirodi e San Romolo. Nel 2009, Sergio Maiga, presidente dell’Ac Sanremo e fratello dell’ex copilota di Sandro Munari e anch’egli copilota negli anni Settanta, ha progettato un’edizione con due tappe in Liguria e una in Toscana. Il progetto, però, è rimasto su carta e non si è mai concretizzato.

Il Rally di Sanremo, in tanti anni di storia che l’hanno reso famoso in tutto il mondo, vide i più importanti piloti della storia del Mondiale Rally ”firmare” l’albo d’oro. E altrettanti ne consacrò. Da Franco Patria sulla Lancia Flavia Coupè a Erik Carlsson sulla SAAB 96 Sport, da Leo Cella sulla Lancia Fulvia 2C a Pauli Toivonen con la Porsche 911, da Harry Kallstrom su Lancia Fulvia HF a Jean-Luc Thérier su Alpine Renault A110 1600, da Ove Andersson su Alpine-Renault A110 1600 ad Amilcare Ballestrieri su Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF.

Senza dimenticare gli anni di Sandro Munari su Lancia Stratos HF, Bjorn Waldegaard su Lancia Stratos HF, Jean-Claude Andruet su Fiat 131 Abarth, Markku Alen su Lancia Stratos HF, Tony Fassina su Lancia Stratos HF, Walter Rohrl su Fiat 131 Abarth (quando Fiat conquistò il Mondiale Marche), Michèle Mouton su Audi Quattro, Stig Blomqvist su Audi Quattro, Ari Vatanen su Peugeot 205 Turbo 16, Miki Biasion su Lancia Delta HF 4WD, Didier Auriol su Lancia Delta Integrale 16V.

E ancora: Andrea Aghini su Lancia Delta HF Integrale, Franco Cunico su Ford Escort RS Cosworth, Piero Liatti su Subaru Impreza 555, Colin McRae su Subaru Impreza 555, Tommi Makinen su Mitsubishi Lancer Evo 5, Tommi Makinen su Mitsubishi Lancer Evo 6, Gilles Panizzi su Peugeot 206 WRC, Sébastien Loeb su Citroen Xsara WRC.

Albo d’oro Rally d’Italia

Rally di Sardegna


2017 – Ott Tänak, Ford Fiesta WRC


2016 – Thierry Neuville, Hyundai NG i20 WRC


2015 – Sébastien Ogier, Volkswagen Polo R WRC


2014 – Sébastien Ogier, Volkswagen Polo R WRC


2013 – Sébastien Ogier, Volkswagen Polo R WRC


2012 – Mikko Hirvonen, Citroën DS3 WRC


2011 – Sébastien Loeb, Citroën DS3 WRC


2010 – Juho Hänninen, Škoda Fabia S2000 (valido per l’IRC)


2009 – Jari-Matti Latvala, Ford Focus RS WRC 09


2008 – Sébastien Loeb, Citroën C4 WRC


2007 – Marcus Grönholm, Ford Focus RS WRC 07


2006 – Sébastien Loeb, Citroën Xsara WRC


2005 – Sébastien Loeb, Citroën Xsara WRC


2004 – Petter Solberg, Subaru Impreza WRC2004


Rally di Sanremo


2003 – Sébastien Loeb, Citroën Xsara WRC


2002 – Gilles Panizzi, Peugeot 206 WRC


2001 – Gilles Panizzi, Peugeot 206 WRC


2000 – Gilles Panizzi, Peugeot 206 WRC


1999 – Tommi Mäkinen, Mitsubishi Lancer Evo 6


1998 – Tommi Mäkinen, Mitsubishi Lancer Evo 5


1997 – Colin McRae, Subaru Impreza WRC97


1996 – Colin McRae, Subaru Impreza 555


1995 – Piero Liatti, Subaru Impreza 555 (non valido per il WRC)


1994 – Didier Auriol, Toyota Celica Turbo 4WD


1993 – Gianfranco Cunico, Ford Escort RS Cosworth


1992 – Andrea Aghini, Lancia Delta HF Integrale


1991 – Didier Auriol, Lancia Delta Integrale 16v


1990 – Didier Auriol, Lancia Delta Integrale 16v


1989 – Miki Biasion, Lancia Delta Integrale 16v


1988 – Miki Biasion, Lancia Delta Integrale 8V


1987 – Miki Biasion, Lancia Delta HF 4WD


1986 – Markku Alén, Lancia Delta S4


1985 – Walter Röhrl, Audi Sport quattro S2


1984 – Ari Vatanen, Peugeot 205 Turbo 16


1983 – Markku Alén, Lancia Rally 037


1982 – Stig Blomqvist, Audi quattro


1981 – Michèle Mouton, Audi quattro


1980 – Walter Röhrl, Fiat 131 Abarth Rally


1979 – Antonio Fassina, Lancia Stratos


1978 – Markku Alén, Lancia Stratos


1977 – Jean-Claude Andruet, Fiat 131 Abarth Rally


1976 – Björn Waldegård, Lancia Stratos


1975 – Björn Waldegård, Lancia Stratos


1974 – Sandro Munari, Lancia Stratos


1973 — Jean-Luc Thérier, Alpine-Renault A110 1800


1972 – Amilcare Ballestrieri, Lancia Fulvia Coupé HF


Rally Sanremo-Sestriere


1971 — Ove Andersson, Alpine-Renault


1970 — Jean-Luc Thérier, Alpine-Renault