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Nel 2000, il Rallye Sanremo consacra i Panizzi

gilles panizzi, sanremo 2000

Decideranno tutto l’Australia ed il RAC, le ultime due gare di una entusiasmante. Un trionfo, insomma. Solo Makinen, terzo a 53″, su Mitsubishi, ha cercato di guastare la festa al team-transalpino: ma il finlandese era troppo staccato in classifica e la sua vettura nulla ha potuto contro le Peugeot.

Hanno vinto i Panizzi. Ed ha stravinto la Peugeot. Questo è il verdetto, del Rallye Sanremo numero 42, prova mondiale, che si è conclusa il 22 ottobre 2000. Hanno dominato i due fratelli Panizzi, Gilles ed Hervè, 35 e 33 anni, in testa fin dalla prima speciale di venerdì. Ed ha stravinto la Peugeot che ha piazzato tre 206 WRC nei primi quattro posti (primo Panizzi, secondo Delecour a 16″8, quarto il finlandese Gronholm a 1’02”3), ha rinforzato la leadership, nel Mondiale Piloti dello stesso Gronholm, che ha guadagnato punti sui suoi concorrenti diretti (con 49 punti sopravanza Burns, ritiratosi, a 44; McRae, sesto a Sanremo, a 43; Sainz, quinto, a 43); ed ha scavalcato la Ford nella classifica del mondiale Costruttori, 90 punti contro 88.

Decideranno tutto l’Australia ed il RAC, le ultime due gare di una entusiasmante. Un trionfo, insomma. Solo Makinen, terzo a 53″, su Mitsubishi, ha cercato di guastare la festa al team-transalpino: ma il finlandese era troppo staccato in classifica e la sua vettura nulla ha potuto contro le Peugeot apparse davvero imbattibili. Per i Panizzi è una festa che continua. Avevano appena vinto il Rally Tour de Corse. Si sono ripetuti a Sanremo: hanno vinto 5 speciali e sono stati in testa dall’inizio alla fine.

Hanno sentito l’aria di casa. Sono nati a Roquebrune Gap Martin, a due passi dall’Italia; abitano a Montecarlo. Nel calcio, magari, gli cercherebbero un trisavolo italiano. Sicuramente con meno problemi di Veron perché hanno origini e parenti a Badalucco nell’entroterra di Sanremo e Taggia. Ma i Panizzi non ci pensano proprio.

Per gli italiani, i rally, in quegli anni, sono terreno proibito. Ritirato Liatti, per trovare un pilota nostrano bisogna scendere molto in classifica, dovè c’è Travaglia (Peugeot 306). Poca storia anche per i locali, ormai sparuta pattuglia. Usciti di scena Ameglio e Maselli, nei primi due giorni, ad arrivare in fondo sono stati i sanremesi Tarantino-Colombo a 30″, l’equipaggio femminile Sciascia-Boero a 32, poi Cortese-Fortunato 33″, Villa-Gomi 43″ (Villa è nipote dell’ex pilota albenganese Gabriele Noberasco), Lanza-Morabito 50″, Bolla-Lupi 52″ e OrengoBrea 60″.

Primo ligure, in assoluto, però, il ventimigliese D’Esposito, navigatore di Aghini, giunto a 15″. L’ultima tappa è stata quasi una frazione di trasferimento. Sospese le due speciali: la prima, quella di Rezzo, vinta da Makinen (tempo imposto dal quindicesimo concorrente) per un incidente che ha coinvolto l’estone Markko Martin e due spettatori; la seconda, quella del Colle d’Oggia, vinta da Delecour, per motivi di sicurezza per il troppo pubblico (tempo imposto dal 6° concorrente). Problema, quello del pubblico (calcolati 400.000 spettatori), con cui dovrà farei conti il futuro della formula anticipatrice del Sanremo, spettacolare e riuscita, che ha proposto una gara quasi in circuito, concentrata attorno alla città.