La Peugeot 106 Maxi, la piccola bomba di fine anni Novanta

Peugeot 106 & rally un vero amore sbocciato nel 1991

La Peugeot 106 Rallye è una di quelle vetture rally storiche per la specialità, ma ancora vincenti. Quello che intercorre tra la Peugeot 106 e i rally è un amore che dura dal 1991.

La Peugeot 106 Rallye è una di quelle vetture rally storiche per la specialità, ma ancora vincenti. Quello che intercorre tra la Peugeot 106 e i rally è un amore che dura dal 1991. Quindi, vettura storica non nel senso che corre tra le auto storiche, ma proprio perché è presente nei rally da così tanto tempo che diventa difficile non farle la riverenza. Ancor di più alla luce del risultato di Danilo Ameglio al Rally Sanremo 2019.

Il driver imperiese, da sempre uno dei reucci di questa tipologia di vetture, ha piazzato la ‘piccola’ di casa Peugeot alla quindicesima posizione assoluta della gara valida per il Campionato Italiano Rally e per così tante altre cose che, forse, facciamo prima a ricordare per cosa non era valida: WRC e Campionato Europeo Rally.

Il Rally Sanremo 2019 ha riacceso i riflettori su questo magnifico binomio che è Ameglio-Peugeot, al termine di una competizione tiratissima, tra Craig Breen, Simone Campedelli e Giandomenico Basso. L’imperise con la datata ma sempre velocissima 106 di classe A6 si è messo dietro una lunghissima sfilza di moderne vetture del futuro come le Peugeot 208 R2 e Ford Fiesta R2.

Nessuno potrà stupirsi se parliamo della storia della Peugeot 106 nei rally. Una storia che cammina a braccetto e quasi di pari passo con la produzione di serie della vettura che tante soddisfazioni sportive e commerciali ha regalato alla Casa del Leone Rampante. L’utilitaria francese, apprezzata soprattutto per il design accattivante e la maneggevolezza di guida, nacque come auto da città e tentò di sostituire, per un certo periodo, la Peugeot 205 sui maggiori mercati europei e nei rally.

Nel 1991, il 27 settembre in Italia, Peugeot introdusse la 106, piccola utilitaria con carrozzeria a tre porte, lunga 356 centimetri, con un passo di 239 centimetri. La vettura condivideva la piattaforma con la Citroën AX, anche lei molto impiegata nei rally, anche se opportunamente rivista per poter avere un abitacolo adatto a cinque passeggeri.

In Italia fu proposta negli allestimenti XN, XR e XT, mentre la gamma era composta da motori di 1000 centimetri cubi da 44 cavalli, 1100 centimetri cubi da 60 cavalli e 1400 centimetri cubi da 75 cavalli, quest’ultimo proposto anche nella versione Targa Verde con la marmitta catalitica.

Al top della gamma si poneva la versione 106 XSi, tanto amata dai trofeisti Peugeot e più in genere dai rallysti di mezza Italia, spinta da un propulsore 1400 centimetri cubi da 98 cavalli, che le faceva raggiungere quasi i 190 chilometri orari, sulla versione di serie.

Dalla prima alla seconda serie della Peugeot 106

Il prezzo base fu quantificato in 10 milioni e 990 mila lire, circa 5000 euro attuali. Dotata di una linea classica da utilitaria a due volumi, con stilemi tipici della Casa francese, la 106 prima serie era caratterizzata da un frontale provvisto di fari trapezoidali inclinati verso il centro della calandra, segnata da scanalature orizzontali, al centro delle quali campeggia lo stemma del leone rampante.

Le fiancate erano abbastanza dinamiche ed erano caratterizzate dai passaruota posteriori schiacciati verso il basso, tranne che sulla XSi, nella quale essi erano arrotondati. La carrozzeria, volutamente più corta di quella della 205 per non andare a rivaleggiare “in casa”, terminava con un padiglione piuttosto inclinato rispetto alla maggior parte delle concorrenti, questo per dare un tocco di sportività alla vettura, anche nelle versioni più tranquille.

Posteriormente, i fari erano uno dei segni di distinzione tra questa serie e quella successiva: anch’essi trapezoidali, erano divisi in due zone, una a plastiche rosse ed una a plastiche grigie. Nel 1996, con l’uscita di produzione della 205 dai principali mercati europei (tranne quello francese), la 106 fu ristilizzata, dando vita alla seconda serie, realizzata sullo stesso pianale, ma con sbalzo anteriore accentuato.

In questo modo la 106 crebbe di dimensioni, sfiorando quelle della 205, in maniera tale da proporre una vettura che potesse compensare almeno in parte l’assenza della 205, almeno fino al 1998, anno in cui entrò in produzione la 206. La seconda serie della 106 era immediatamente riconoscibile per i fari anteriori di forma triangolare e sempre inclinati verso il centro della calandra, la quale non era più a scanalature orizzontali, ma completamente liscia e divisa orizzontalmente solo dalla battuta del cofano motore.

La fiancata era simile nel design a quella della serie precedente, anche se un po’ più morbida come linee. Le versioni sportive però presentavano i passaruota posteriori arrotondati e non più schiacciati verso il basso, un po’ come nella 106 XSi, appartenente alla prima serie. Posteriormente, oltre alle forme più levigate e agli spigoli più smussati, ecco i nuovi fari posteriori completamente rossi.

Solo l’anno dopo il debutto, la 106 fu disponibile nella variante a cinque porte, mentre la potenza del motore di 1000 centimetri cubi fu incrementata a 50 cavalli e la gamma fu allargata al propulsore di 1,4 litri diesel, anch’esso da 50 cavalli, in abbinamento agli allestimenti XND e XRD. La dotazione di serie fu ampliata alla marmitta catalitica e fu reso disponibile il pacchetto Plus per gli allestimenti XN e XND.

Motori 1,3 e 1,6 litri, Gruppo N e Gruppo A

Nel 1993 debuttarono l’allestimento XS e le versioni speciali Palm Beach, Kid e Italian Open. A partire dal 1994 diventò l’unica utilitaria della Casa, dato che la 205 uscì da tutti i principali mercati europei, Francia esclusa. Intanto, la 106 fu oggetto di numerose novità, come l’introduzione della versione speciale Tacchini e del motore di 1500 centimetri cubi diesel da 58 cavalli, nonché delle versioni sportive Rallye, 1,3 litri e 98 cavalli, e XSi, motore di 1600 da 103 cavalli.

Queste ultime furono impiegate in varie competizioni, soprattutto nei rally in Gruppo N. La 106 non sostituì mai la 205 nel Campionato del Mondo, perché Peugeot si era impegnata in pista. La 106 di serie è stata utilizzata nelle sue varianti 1300 centimetri cubi Rallye e 1,6 litri Rallye come base per diverse competizioni.

Due versioni diverse di queste vetture sono state impiegate nelle corse, una in conformità Gruppo N, pressoché di serie con lievi modifiche, e una in conformità Gruppo A, con modifiche e prestazioni più estreme. La più potente era la Peugeot 106 Maxi, una Kit Car, variante della Gruppo A.

Danilo Ameglio al Rally Sanremo nella foto Zanoni
Danilo Ameglio al Rally Sanremo nella foto Zanoni

La versione 1300 della 106 rientra nella categoria delle Fuori Omologazione, mantenendo la sua configurazione originale. In questo modo le ex Gruppo A entrano nel Gruppo FA e le ex Gruppo N nel Gruppo FN. Mentre l’omologazione della versione di 1600 centimetri cubi scadeva a fine 2010.

Nel trofeo monomarca organizzato da Peugeot Italia, che in Patrizia Sala ha visto un punto di riferimento per 30 anni di organizzazione, questa vettura ha riscosso un successo incredibile. Centinaia per ogni edizione gli equipaggi iscritti alla serie privata.

Nel 1995 debuttarono altre versioni speciali come Hollywood, Lee e Open, mentre il propulsore di 1,6 litri da 88 cavalli fu abbinato al cambio automatico. Nel 1996, la Peugeot 106 fu sottoposta al restyling di metà carriera che incrementò la lunghezza fino a 368 centimetri. A seconda delle versioni, le dotazioni di serie furono ampliate a servosterzo, climatizzatore e airbag conducente. La versione Rallye fu abbinata al motore di 1600 centimetri cubi da 101 cavalli.

Al top di gamma si poneva la GTi, con propulsore di 1,6 litri da 16 valvole e da 118 cavalli. Spingeva fino a 205 all’ora. L’anno seguente, la versione speciale Las Vegas rappresentò l’unica novità. Con il debutto della Peugeot 206 nel 1998 cominciò la fase calante della 106, la cui gamma fu rivista e declinata negli allestimenti Sketch, Open, Sport e Rallye.

Nel 2000 debuttò la versione speciale Quicksilver con climatizzatore e l’anno successivo la dotazione di serie fu allargata al doppio airbag. La Peugeot 106 abbandonò i listini nel 2004, ormai schiacciata dalla concorrenza interna della 206. In Italia sono stati immatricolati circa 390 mila esemplari di 106.

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