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Sébastien Loeb: il campione che faceva danzare le Citroen

Nei primi tempi Sébastien Loeb dovette trovare un compromesso, una via d’uscita dal lavoro, faceva l’elettricista in Alsazia. Lo fece con l’aiuto di amici che credevano in lui abbastanza da finanziare la Citroën Saxo Trophy, che Séb ha puntualmente vinto nel 1999. Quella vittoria lo ha portato sul radar di un uomo che avrebbe contribuito a plasmare il resto della sua carriera agonistica: Guy Fréquelin. Da quell’incontrò cambiò il destino stesso del WRC.

Nessuno aveva notato il francese dall’aria un po’ apprensiva che usciva dall’auto numero 44 alla periferia di Girona. Perché avrebbero dovuto? Era lunedì 19 aprile 1999 e questo pilota desiderava poter salire sul palco da cui distava pochi metri. Non poteva. Il palco era stato annullato. Alla prossima. Finalmente poteva andarsene. Trentanovesimo più veloce in assoluto. Sesto più veloce in una classe di nove vetture. Andava bene. Per adesso.

Nella gara successiva, il Rally de España, era secondo di classe. Sulla PS5? Il più veloce. Da quel momento in poi, Sébastien Loeb non ha più guardato indietro. Loeb ha fatto suo il WRC e, a dieci anni da quel debutto, aveva già riscritto i libri dei record diventando il primo in assoluto a vincere cinque titoli Piloti consecutivi. Altri 10 anni sulla strada e da cinque, i titoli, erano diventati nove, con 79 vittorie di rally iridati. Insieme a 118 podi. Il 119° è arrivato nell’ultima uscita di Loeb nel 2020 con il terzo posto al Rally di Turchia.

Sébastien Loeb ha rimodellato l’idea generale su cosa significasse il successo nei rally. All’inizio dei 40 anni di storia del WRC erano i due campionati di Walter Röhrl in tre anni. Quindi Juha Kankkunen. Il finlandese ha scritto il suo capitolo nei libri di storia come il primo a vincere tre e poi quattro volte il titolo Piloti nel WRC. Tre anni dopo, il connazionale di Kankkunen, Tommi Mäkinen ne ha vinti quattro al balzo. Pensavamo che fosse speciale. Lo abbiamo pensato, è un record che durerà per molto tempo. Era il 1999.

Mäkinen ci riuscì un decennio prima che la storia finlandese venisse cancellata e scritta in francese. “Questo ragazzo – ha detto Mäkinen in quel momento – questo ragazzo ha qualcosa di speciale. Molto speciale”. Tommi è raramente un uomo di molte parole, ma ha detto tutto in quella breve descrizione del pilota alsaziano che poi avrebbe superato i suoi risultati.

Se si parla con Loeb delle sue motivazioni si otterrà uno sguardo interrogativo. Come se fosse la cosa più ovvia al mondo. Che è. “Mi piace guidare. Mi è sempre piaciuto guidare”. E con il passare degli anni, quel godimento del suo tempo al volante sarebbe stato sufficiente per abbagliare il mondo della Formula 1, Le Mans, le auto da turismo, il rallycross e, naturalmente, c’era quella folle corsa da record. La Pikes Peak. Nel 2012.

Ma nei primi tempi Sébastien Loeb dovette trovare un compromesso, una via d’uscita dal lavoro, faceva l’elettricista in Alsazia. Lo ha fatto con l’aiuto di amici che hanno creduto in lui abbastanza da finanziare la Citroën Saxo Trophy, che Séb ha puntualmente vinto nel 1999. Quella vittoria lo ha portato sul radar di un uomo che avrebbe contribuito a plasmare il resto della sua carriera agonistica: Guy Fréquelin.

Dopo aver guidato ai massimi livelli, dopo essere arrivato secondo davanti ad Ari Vatanen nel campionato del mondo del 1981, Fréquelin aveva un’idea molto chiara di cosa serviva per avere successo. In qualità di team principal di Citroën Racing, l’uomo noto come “Grizzly” aveva la sensazione che aveva tra le mani il pilota in grado di fare il successo della squadra di Versailles nel WRC.

Con il titolo Saxo alle spalle, la storia di Loeb è ben nota. Ha messo a frutto un po’ di investimenti della federazione francese con un paio di uscite su asfalto con una Toyota Corolla WRC, finendo nono al suo debutto a quattro ruote motrici al Tour de Corse del 2000, seguito poco dopo dal decimo posto a Sanremo. Nel 2001 ha vinto il titolo WRC Super 1600 (il precursore del Junior WRC).

Ma è stato a Sanremo, un anno dopo quel decimo posto, che le stelle si sono allineate e Loeb ha acceso davvero il Campionato. Guidando la Xsara WRC è arrivato secondo al Rally di Sanremo del 2001, perdendo la vittoria contro il collega francese, un supereroe dell’asfalto, Gilles Panizzi per soli 11,4 secondi. Guardando indietro, Fréquelin riconosce che Loeb aveva stabilito la sua rotta in quell’ottobre del 2000.

Sebastien Loeb al Rally d'Australia 2018
Sebastien Loeb al Rally d’Australia 2018

Analisi di Sébastien Loeb: parlano gli avversari

“Sapevo di Loeb – ha detto Fréquelin –. Lo sapevo da quando stava gareggiando nel Saxo Trophy. Stavamo guardando i giovani piloti che passavano e abbiamo potuto vedere da questo ragazzo che c’era qualcosa di speciale. Abbiamo iniziato ad aiutarlo un po’, non tanto, solo un po’. Poi volevamo che guidasse nel WRC, quindi ha fatto la Super 1600. Vinceva sempre. Inoltre, gli volevamo affidare la kit car Xsara per il campionato francese. I risultati erano gli stessi, vinceva. È stata una buona idea regalargli la Xsara WRC per Sanremo”.

Fréquelin sarebbe diventato molto più di un team principal per Loeb. È stato un mentore che ha offerto una guida per tutta la sua carriera e ben oltre il suo ritiro dalla Citroën Racing nel 2007. “È speciale come pilota – ha continuato –. Il modo in cui guida la macchina è perfetto, non dà stress alla macchina, la tiene sempre dritta, ha un vero equilibrio in macchina”.

Indubbiamente, parte di quell’equilibrio derivava dalla sua abilità nella ginnastica. La carriera atletica di Loeb è iniziata sulla trave, sulle sbarre e sui cerchi. Per la sua età era tra i migliori di Francia. La sua capacità di tradurre quel perfetto baricentro fisiologico e fisico sulle quattro ruote aiutava a definire il suo stile di guida come uno dei più economici e fluidi della storia.

Ciò che ha aiutato è stato anche il suo arrivo in un’era di auto da rally meno impegnative. La trasmissione attiva ha offerto l’opportunità ai piloti di eseguire una serie di opzioni di configurazione in un batter d’occhio, con gli ingegneri che collegavano i laptop per determinare il livello di accelerazione e gli input dello sterzo necessari per regolare quanto aperto o bloccato il differenziale sarebbe stato in qualsiasi momento. Dato in nanosecondi.

Per anni, i piloti erano stati costretti a percorrere una PS per giorni e giorni. Tutto ad un tratto le auto offrivano modifiche alla trasmissione per adattarsi a un nuovo differenziale anteriore, centrale o posteriore con una diversa angolatura in grado di offrire una sensazione completamente nuova da una curva all’altra. I tecnici non dovevano sporcarsi le mani: la mappatura dei differenziali veniva eseguita comodamente dal centro di comando della squadra.

Libero dai preconcetti dell’era del Gruppo A, Loeb si è infilato in una World Rally Car completamente attiva in un modo incredibilmente rapido e ha immediatamente trovato il suo stile di guida adatto alla Xsara WRC. Ha guidato la macchina con un tocco di sottosterzo, piuttosto che una bracciata di sovrasterzo ed è sempre stato competitivo. Anzi, vincente.

Loeb è stato un pioniere per queste vetture e questo stile, cosa che ha frustrato il suo compagno di squadra del 2003 Colin McRae. Lo scozzese ha lottato per scendere a patti con la Xsara WRC nello stesso modo in cui aveva comandato le Subaru e le Ford per anni. Ma questo non significava che non fosse un grande fan di Loeb. Verso il crepuscolo della sua carriera, McRae si è affrettato a indicare il minuscolo alsaziano come il precursore della nuova generazione di piloti.

Quando questi regolamenti sono cambiati alla fine del 2005, Loeb era già a due titoli ed era più che pronto per il ritorno ai differenziali meccanici. Le corone iridate avevano messo i piedi di Loeb molto saldamente sotto il tavolo di Citroën Racing e aveva la squadra completamente sotto il suo comando. Tutti dipendevano da lui.

Avendo imparato molto da McRae e Carlos Sainz nei suoi primi anni con la squadra, il controllo di Loeb sulla Citroën era evidente quando François Duval arrivò nel 2005, desideroso di dimostrare che c’era una superstar alternativa. Non è andata così. Duval raramente si è avvicinato alla velocità di Loeb e ha lasciato la squadra dopo una stagione travagliata.

Dani Sordo, che ha guidato al fianco di Loeb nel team ufficiale per quattro anni dal 2007, è stato il compagno di squadra ideale. Non c’è dubbio che l’asse Loeb-Fréquelin abbia guidato per anni l’azienda francese, abilmente assistito da una tale genialità ingegneristica come Jean-Claude Vaucard, l’uomo responsabile della Xsara. Ma Loeb ha fatto a modo suo.

Rally di Svezia 2004: la straordinaria impresa di Loeb
Rally di Svezia 2004: la straordinaria impresa di Loeb

Il passaggio epocale: da 2000 cc a 1600 cc

Impegnato a testare e sviluppare, Loeb ha reso vincenti tre diverse Citroën, una dopo l’altra. In mezzo un cambio epocale, che ha visto le macchine del settore B da 1600 cc sostituire le auto del settore C con motore da 2 litri nel 2011. Nove titoli che hanno frustrato una generazione di piloti.

Petter Solberg è stato l’unico in grado di battere Loeb per un’intera stagione. Il norvegese ha vinto il suo rivale francese nel 2003. Da quel momento Loeb è rimasto imbattuto – e ogni anno imbattibile – fino alla fine del 2012, quando ha lasciato il WRC. Era una storia che all’epoca era stata taciuta, ma Citroën ha cercato di assicurarsi Solberg per la stagione 2005. Ma il campione del mondo 2003 non era interessato a far parte di un super team francese.

“Volevo batterlo – ha detto Solberg –. Avevamo una macchina fantastica con Subaru fino al 2004. Non volevo andare alla Citroën allora, per essere controllato e far parte del team con Loeb, volevo batterlo dall’esterno. Ma così veloce. Era il più veloce”. Coerente nel correre per prendere il massimo dei punti. Lo dice Solberg, ma lo dice anche Marcus Grönholm.

“Era sempre lì – ha detto il due volte campione –. Non commetteva errori. Era frustrante. Se ero avanti e facevo un piccolo errore e lui era lì e si infilava. Loeb sta vincendo di nuovo. Era un pilota incredibile. Ehi, è ancora un pilota incredibile”. Un finlandese che l’ha visto dall’interno è stato Mikko Hirvonen, che ha condiviso con lui il team Citroën nell’ultima stagione completa di Loeb, nel 2012.

“Séb era quello che tutti volevano battere in quel periodo – ha detto Hirvonen –. So che era quello che volevo battere. Ci siamo avvicinati nel 2009, ma non abbastanza”. Chiudere a 1 punto. Nessuno gli è andato più vicino e, quindi, l’agonia di Mikko è stata la peggiore. Loeb è stato fortunato? “Lucky Loeb”? Il sostituto di Vaucard in cima alla gerarchia tecnica di Citroën Xavier Mestelan Pinon ha fugato ogni dubbio.

“Quando arriviamo alla fine dei rally, guardiamo le vetture e le ricostruiamo – ha detto –. Non c’erano danni all’auto di Sébastien. Da nessuna parte. Non è come guida. Guida con la macchina sulla strada, non scendendo al fosso, per non rischiare la foratura”. Lo stile Loeb. Non mette la macchina dove non è sicuro che deve essere messa.

Un’altra dimostrazione della posizione di Loeb in Citroën è arrivata quando il successore di Frequelin, Olivier Quesnel, è stato lasciato nella scomoda posizione di trattare con maestro e allievo. Quando Sébastien Ogier ha iniziato la stagione 2011, l’ha iniziata come pilota Citroën a caccia del campionato Piloti. E quando ha fatto sapere che non era un avversario, è iniziata una lotta per il potere nella squadra. Alla fine, ci sarebbe stato un solo vincitore. Loeb rimase, Ogier se ne andò.

Con molta acqua passata sotto i ponti, Ogier ha molto rispetto per il suo rivale. “Era sempre così veloce su ogni superficie – ha detto il sette volte campione -. Penso che in un certo senso alcuni piloti fossero un po’ spaventati a lottare con lui. Dovevi dare sempre il 100% per cercare di batterlo”.

Ciò che Loeb ha avuto nella sua carriera è stata la capacità di guidare un’auto al 99,9%. Di tanto in tanto, tuttavia, aveva bisogno di raggiungere quel decimo finale. Quando ha battuto Hirvonen per ottenere la sua prima vittoria in assoluto al Rally di Finlandia nel 2008, Loeb ha ammesso di aver forzato oltre. “Sentivo di dover guidare al di sopra delle mie capacità in quel rally. Non mi è piaciuto così tanto”.

Guidare oltre i propri limiti significa correre rischi che possono rivelarsi piuttosto dolorosi. Ma l’ha fatto. E il modo in cui Loeb è stato accettato di tifosi del Rally di Finlandia è una dimostrazione della buona reputazione del francese. Sébastien Loeb è una vera leggenda. Lo è sempre stato, fin dalla prima PS cancellata in Spagna nel 1999, e lo sarà sempre.

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Ford Focus WRC: dallo spettacolo di McRae al titolo di Gronholm

Auto da rally dotata di trazione integrale, la Ford Focus WRC ha un motore 2 litri turbo. Quello della versione 2007 si basa sul motore Ford Duratec da 2 litri di altri modelli della gamma Focus poiché le regole dei rally non consentono il motore standard da 2,5 litri della Focus ST o la RS da strada. Il progetto nasce dalla mente di Malcolm Wilson, capo di M-Sport chiamato a scegliere un modello per sostituire la Ford Escort WRC.

Linee gentili seppure aerodinamicamente ottimizzate e futuristiche. La signora Focus WRC, due titoli iridati di fila nel suo curriculum vitae, prima di essere sostituita dalla Ford Fiesta RS WRC corre nel Mondiale Rally dal 1999 al 2010: dodici stagioni e quarantaquattro rally mondiali sul gradino più alto del podio, che sono fruttati tra l’altro due titoli Costruttori (2006 e 2007, per la precisione).

Costruita per il Ford World Rally Team da Ford Europa e M-Sport e basata sulla berlina di produzione da 2 litri Ford Focus Climate, la Ford Focus WRC è stata sviluppata per competere nel Campionato del Mondo Rally. La sigla RS, introdotta a partire dal 2001, sta per Rallye Sport e quella WRC (World Rally Car) non ha bisogno di presentazioni.

Come tutte le WRC contemporanee, l’auto è stata modificata rispetto alla versione di produzione, con la quale condivide solo la forma di base e alcune parti della scocca. La Ford Focus WRC è dotata di trazione integrale, piuttosto che della trazione anteriore della vettura stradale. Il motore utilizzato sulla WRC del 2007 si basa sul motore Ford Duratec da 2 litri di altri modelli della gamma Focus, poiché le regole dei rally non consentono il motore standard da 2,5 litri della Focus ST o la RS da strada.

Il motore da 2 litri è anch’esso modificato e le prestazioni sono state aumentate utilizzando un turbocompressore. La Ford Focus RS WRC del 2009 utilizza un motore Pipo Duratec WRC l4 Fordcc del 1998cc (quattro cilindri, 16 valvole, alesaggio 85 mm e corsa 88 mm), sistema di gestione elettronica del motore Pi, turbocompressore Garrett (con limitatore di ingresso necessario 34 mm), aria intercooler e un catalizzatore.

La trasmissione della vettura è a trazione integrale permanente con differenziale centrale attivo progettato da M-Sport, centraline differenziali elettroniche Pi, cambio sequenziale a cinque velocità M-Sport/Ricardo con cambio a comando elettro-idraulico e M-Sport/Sachs multi-disco e frizione in carbonio. Il progetto nasce dalla mente di Malcolm Wilson, capo della M-Sport (reparto competizioni della Ford) che doveva scegliere un modello per sostituire la Ford Escort WRC. L’auto, progettata dal belga Christian Loriaux, era stata scelta anche perché l’anno precedente aveva ricevuto il premio di Auto dell’anno. La prima versione dell’auto fu costruita nel 1999 per sostituire la Ford Escort WRC.

Colin MCRae con la Ford Focus WRC
Colin McRae con la Ford Focus WRC

L’avvento della Ford Focus WRC Martini: dal 1999 al 2002

Il debutto avviene nel 1999, Ford sceglie come prima guida Colin McRae, affiancato da Simon Jean-Joseph nelle gare su asfalto, da Thomas Radstrom nelle gare su terra e da un ancora giovanissimo Petter Solberg che fa qualche gara per fare esperienza, portando comunque punti preziosi alla squadra nel Mondiale Costruttori.

La vettura esordisce nel Rally di MonteCarlo dove si dimostra subito veloce e competitiva. McRae si piazza terzo ma sia lui che Jean-Joseph vengono esclusi dalla classifica perché la pompa dell’acqua non era conforme al regolamento FIA (l’indimenticato caso della “pompa della discordia”). Nel rally successivo, in Svezia, Thomas Radstrom ottiene il terzo posto assoluto e, quindi, il primo vero podio della Focus.

Nella gara successiva, il Safari Rally, McRae centra una schiacciante vittoria con oltre 15 minuti di vantaggio su Didier Auriol. Si ripete nel Rally del Portogallo, ma nelle seguenti gare dell’anno l’unico risultato in zona punti viene portato dal suo quarto posto in Corsica. Tantissimi sono gli incidenti e i guasti. Nel Rally di Cina, McRae e Radstrom si ritirano nella stessa curva nella prima prova speciale del rally, entrambi per la rottura del semiasse anteriore destro. McRae termina la stagione con un misero sesto posto nel Mondiale Piloti.

Nel 2000, il team ingaggia il vice-campione dell’anno precedente, Carlos Sainz, riuscendo così a schierare due prime guide (Sainz e McRae) nel proprio team e potendo così puntare al titolo Costruttori. La Focus si dimostra, però, ancora poco affidabile, lasciando spesso a piedi McRae e Sainz. Nonostante tutto però arrivarono tre successi (due per McRae e uno per Sainz) e la Ford si piazza seconda nel WRC Costruttori.

Rinominata RS WRC, nel 2001 inizia finalmente a vedersi il vero valore della nuova vettura. Nonostante un inizio di stagione non proprio brillante, McRae arriva all’ultima gara in testa al Campionato, sprecando tutto con un incidente. Anche Sainz arriva all’ultima gara ancora in lotta per il titolo, ma anche lui esce di strada. Il 2002 è un anno di transizione per la Ford. Per Sainz e McRae è l’ultima stagione sotto la corte dell’ovale blu e i due top driver vengono affiancati dai due piloti su cui Ford ha scelto di puntare: l’estone Markko Martin e il belga Francois Duval.

Durante l’anno McRae ottiene le sue due ultime vittorie in carriera (Grecia e Kenya), mentre a Sainz viene assegnata a tavolino la vittoria in Argentina dopo l’esclusione dalla classifica generale delle delle Peugeot di Burns e Gronholm. Sainz termina la stagione al terzo posto, appena davanti al compagno di squadra McRae (che nel finale di stagione cambia navigatore, passando da Nicky Grist a Derek Ringer, copilota col quale vince il WRC 1995 con la Subaru). A fine stagione la Ford perde la sponsorizzazione Martini. Si apre una nuova era.

Colin McRae e Nicky Grist al Cataluya 1999 con la Ford Focus WRC
Colin McRae e Nicky Grist al Cataluya 1999 con la Ford Focus WRC

L’era di Markko Martin in Ford: dal 2003 al 2004

Nel 2003, come già annunciato, Sainz e McRae lasciano Ford, spostandosi in Citroen. La Ford conferma quindi Markko Martin e Francois Duval, mentre si aggiungono al team inglese Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala, anche se per quest’ultimo il programma è ridotto a sole quattro gare. Dalla quarta gara (Nuova Zelanda) il team affida a Martin e Duval la nuova versione della Focus (la WRC03).

Martin dimostra subito di gradire la nuova vettura, ottenendo due vittorie in Grecia e in Finlandia e due terzi posti in Italia e Spagna, terminando il campionato in quinta posizione. Anche Duval ottiene qualche buon risultato, come il terzo posto in Turchia e in Corsica.

L’anno successivo Ford riconferma Martin e Duval (quest’ultimo sostituito da Janne Tuohino nei rally di Svezia e Finlandia). La stagione è entusiasmante per la Ford. La vettura si dimostra molto competitiva e i piloti finiscono costantemente in zona podio. Martin ottiene tre vittorie, in Messico (dove la Ford fa doppietta), in Francia e in Spagna, mentre Duval sale per cinque volte sul podio. Il team si piazza al secondo posto nella classifica Costruttori.

Marcus Gronholm con la Ford Focus WRC
Marcus Gronholm con la Ford Focus WRC

La seconda serie: Gronholm e Hirvonen dal 2006 al 2007

Per la stagione 2006, la Ford sviluppa il nuovo modello stradale della Focus, come prima guida viene ingaggiato il due volte campione del mondo Marcus Gronholm che si dimostra subito in grado di competere con Sebastien Loeb per il titolo iridato. Il finlandese vince sette gare e arriva a podio in dodici delle sedici gare disputate terminando secondo in campionato ad una sola lunghezza da Loeb, costretto a chiudere il WRC con quattro gare di anticipo per un infortunio.

Come seconda guida venne scelto Mikko Hirvonen, che si dimostra molto veloce e regolare, r che riesce anche ad ottenere una vittoria in Australia. Grazie anche alla mancata apparizione nelle ultime quattro gare di Loeb, il team Ford vince il titolo costruttori per la sua seconda volta nella storia precedendo il Kronos Total Citroen World Rally Team di 29 lunghezze.

Il 2007 è un anno trionfale per il team che con Gronholm sfiora il titolo Piloti, perso soltanto all’ultima gara, e vince il titolo Costruttori per il secondo anno consecutivo grazie al fondamentale apporto di Hirvonen, che si dimostra una seconda guida perfetta. In totale la Ford ottiene otto vittorie (cinque di Gronholm e tre di Hirvonen). Da metà stagione arriva in Ford l’emiro Khalid Al-Qassimi che porta in dote al team la sponsorizzazione di Abu Dhabi.

Nel 2008, Marcus Gronholm si ritira dal mondo dei rally, lasciando il ruolo di primo pilota a Mikko Hirvonen, mentre come seconda guida viene scelto Jari-Matti Latvala. Nel frattempo la sponsorizzazione di Abu Dhabi diventa più importante e, ovviamente, Khalid Al-Qassimi viene confermato come terza guida.

Hirvonen ottiene tre vittorie finendo per ben undici volte sul podio e terminando il Mondiale al secondo posto, mentre Jari-Matti Latvala, dopo la vittoria a inizio stagione in Svezia, ha un andamento altalenante, alternando qualche buon risultato a molti errori che convincono il team-boss Malcolm Wilson a sostituirlo con il belga Francois Duval per gli appuntamenti asfaltati di Spagna e Corsica, facendolo correre nel Team Stobart come “punizione”.

Per la stagione successiva il team riconferma il trio composto da Hirvonen, Latvala e Al-Qassimi. Hirvonen disputa un buon Campionato e per la prima volta si trova a duellare seriamente con Loeb per il titolo. A parte il ritiro in Argentina Hirvonen termina tutte le gare a podio ma purtroppo non è sufficiente a sconfiggere Loeb che vince nuovamente il titolo. Diversa è la storia per Latvala, che ottiene una vittoria in Italia ma si dimostra ancora molto ingenuo e falloso. Ford perde nuovamente il titolo costruttori a favore di Citroen.

Il 2010 è l’ultimo anno delle WRC con motori 2000 cc turbo e quindi anche l’ultimo anno della Focus, che si rivela molto deludente. Dopo la vittoria in apertura in Svezia, Hirvonen ha una prosieguo disastroso, ottenendo solo qualche podio e terminando al sesto posto nella classifica piloti.

Al contrario, Latvala dimostra una crescita di risultati e di costanza, riuscendo a terminare secondo in classifica e cogliendo due vittorie in Nuova Zelanda e in Finlandia (in quella che sarà l’ultima della Focus nel Mondiale Rally). Nel 2011, con il nuovo regolamento WRC 1600 cc turbo, la Focus viene rimpiazzata dalla Ford Fiesta RS WRC.

Il motore della Ford Focus WRC di Colin MCRae
Il motore della Ford Focus WRC di Colin MCRae

Quei privati di lusso con la Ford Focus WRC

Come per le precedenti vetture, anche per la Focus, Ford ha attuato una politica di marketing mirata alla vendita delle vetture ai clienti sportivi. Quasi tutte le vetture a fine carriera sono state vendute a privati o affittate a gentleman driver per correre qualche gara sia nel Mondiale Rally che nelle gare nazionali e internazionali.

Grazie a questa politica, si sono venuti a creare molti team satellite attorno alla Ford, il più importante è sicuramente stato il Team Stobart che ha permesso a molti piloti di correre nel WRC e magari di essere lanciati nel team ufficiale. I più importanti piloti del Team Stobart sono stati Jari-Matti Latvala, Francois Duval, Gigi Galli e Matthew Wilson. Un altro satellite importante è stato il team argentino Munchi’s, che ha visto correre negli anni i locali Luis Perez Companc e Federico Villagra.

WRC 2012: la stagione dei grandi cambiamenti

La sorpresa della stagione del WRC 2012 è stata Mads Ostberg, che ha vinto in Portogallo dopo la partenza di Sebastien Loeb e l’esclusione di Mikko Hirvonen. Ostberg si è esibito bene per tutta la stagione ed è stato l’unico pilota ad aver segnato punti in ogni prova, perdendo il terzo posto nella serie solo dopo l’ultima prova contro il Latvala.

Il WRC 2012 ha segnato la quarantesima stagione del FIA World Rally Championship, strutturato su tredici rally, a cominciare dal Rally di MonteCarlo del 17 gennaio e per finire l’11 novembre con il Rally di Catalunya.
La stagione del Mondiale Rally 2012 ha assistito ad uno dei più grandi cambiamenti, per quel che riguarda le formazioni di piloti degli ultimi anni. Il tutto è stato innescato dal passaggio di Sebastien Ogier alla Volkswagen per lo sviluppo della Polo RS WRC. Con un posto vacante in Citroen, Hirvonen lascia la Ford per occupare quel sedile. Questa mossa, a sua volta, “promuove” Latvala a capo squadra e Petter Solberg viene reclutato per sostenerlo.

Nel vivaio Ford avviene un altro terremoto con i giovani piloti Ott Tanak ed Evgeny Novikov. Sfortunatamente per la serie, quell’anno Mini ritira il supporto ufficiale alla squadra ad inizio della stagione. Alla fine di quell’anno, anche la Ford annuncia che non continuerà oltre la stagione 2012 in modo ufficiale nella serie, lasciando M-Sport a cercare modi alternativi per continuare.

Oltre a Ford, un altro grande ritiro annunciato: quello di Sebastien Loeb. Il WRC 2012 è per lui un anno quasi perfetto, con nove vittorie con cui conquista il nono titolo, davanti ai finlandesi Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala, mentre Citroen vince il Mondiale Costruttori.

La sorpresa della stagione è Mads Ostberg, che si aggiudica la gara in Portogallo, dopo l’uscita di scena di Sebastien Loeb e l’esclusione di Mikko Hirvonen. Ostberg ha corso bene per tutta la stagione ed è stato l’unico pilota ad aver segnato punti in ogni prova del Mondiale Raly, perdendo il terzo posto nella serie solo dopo l’ultima prova contro il Latvala.

Quell’anno, i primi programmi di organizzare il Rally di Argentina su un formato “endurance” con tappe nella vicina Uruguay e Cile furono abbandonati a favore di un nuovo percorso che presentava oltre cinquecento chilometri di prove speciali. Il rally in questione mandò in scena la PS più lunga del campionato, la El Durzano-Ambul di 66 chilometri.

Per il 2012, il Wales Rally GB era stato spostato a settembre dalla sua tradizionale data di novembre, rendendo il Rally di Spagna il finale di stagione. Il percorso del Rally di Finlandia era stato rivisto rispetto al 2011 includendo il ritorno di diverse PS famose, tra cui Ouninpohja, Mokkipera e Palsankyla.

Per determinare l’ordine di partenza nei rally su terra del 2012, era stata introdotta la fase qualifying stage. Veniva eseguito un test sul percorso dello shakedown, ma subito dopo lo shakedown, e il pilota con il miglior tempo sceglieva per primo la sua posizione di partenza, poi il secondo più veloce e così via.

Dopo le prime perplessità e le immancabili polemiche, è sembrato che questa soluzione funzionasse molto bene e fornisse diversi spunti anche a livello mediatico. Al punto che fu poi scelta da diversi eventi extra Mondiale Rally, come ad esempio il Campionato Europeo Rally, che ancora oggi la adotta. La rotazione delle gare ha visto entrare nel calendario gare il Rally di MonteCarlo e quello della Nuova Zelanda, a discapito della Giordania e dell’Australia.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

L’ordine di scuderia che costò il WRC a Mikko Hirvonen

Fu una scelta davvero difficile. Quasi non si voleva aprire la bocca per fare uscire quell’ordine, raccontò Malcolm Wilson a proposito del Rally d’Italia 2009 in Sardegna. Ovviamente, Mikko Hirvonen è sempre stato il pilota numero uno per Ford ed M-Sport voleva assolutamente supportarlo nella sua corsa al titolo, ma…

In quanti ricordano di una decisione presa nel 2009 al Rally d’Italia che finì per costare a Mikko Hirvonen un Campionato del Mondo Rally e la possibilità (forse l’unica) di spezzare la strabiliante serie consecutiva di titoli di Sebastien Loeb?

Era domenica 24 maggio 2009, si correva il sesto appuntamento del WRC, il Rally Italia Sardegna. La gara era giunta alla sua conclusione. Arrivando sull’isola italiana, si parlava della continua supremazia di Citroen. Il Costruttore francese aveva vinto le precedenti sei prove di fila, con Loeb in testa con 50 punti tondi tondi.

Ford non aveva vinto nulla in sei mesi. Di più, c’era che Jari-Matti Latvala stava ricostruendo la sua fiducia dopo la terrificante uscita di strada sulla montagna portoghese, neppure troppo lontana nei ricordi, visto che era successa da poco più di un mese. Il compagno di squadra di Latvala, Hirvonen, aveva 19 punti di vantaggio su Loeb, prima del via di Olbia. I finlandesi di M-Sport avevano assolutamente bisogno di un risultato. Possibilmente concreto.

La prima frazione di gara è stata dominata dalle tattiche, mentre Citroen ha cercato di alleviare i fastidi di Loeb, primo ma affaticato dal caldo secco. La Ford risponde e proprio nella foga della battaglia ad Hirvonen viene chiesto di lasciar perdere, così che l’Ovale Blu non potè trarre il massimo vantaggio dal Rally Italia Sardegna. Loeb si allineo dietro ad Hirvonen, ma pagò il prezzo per il suo approccio tattico quando prese in pieno un sasso spostato dalla Focus RS WRC e forò.

In quello che rimane uno dei cambi ruota più veloci di sempre, Loeb e il copilota Daniel Elena sono tornati in macchina e sono arrivati al fondo della PS con appena 1’10’’. I commissari notarono, però, che Elena non si era allacciato in tempo la cintura e inflissero una penalità di due minuti all’equipaggio francese. Si arriva così all’ultimo giorno che Latvala era 9’’9 secondi su Hirvonen, più di un minuto avanti a Petter Solberg, con la Citroen Xsara WRC privata.

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Il debutto della Ford Fiesta RS WRC 1.6 Turbo 4×4

Il 10 febbraio 2011, nel primo appuntamento del World Rally Championship, in Svezia, la Ford si presenterà alla partenza con la nuova Fiesta RS WRC.

La versione definitiva della vettura è stata esposta a Parigi con la colorazione ufficiale blu e grigia appositamente creata per il Salone. La Fiesta RS WRC deriva dalla versione da strada della Fiesta, e parte dalla Ford Fiesta S2000, la vettura da competizione che ha trionfato sia nel leggendario Rally MonteCarlo al suo debutto sia in altri rally nazionali e internazionali nel corso del 2010. Nel 2011 cambia tutto.

Una nuova era per il Mondiale Rally che vede l’uscita di scena della precedente WRC e l’ingresso delle versioni 1600 cioè con motore 1.6 turbo e trazione integrale. Lo sviluppo di questa auto è cominciato nel 2010 con il motore della “vecchia” WRC e poi con un prototipo dell’unità turbo Ford EcoBoost da 1,6 litri, affidato a Mikko Hirvonen e Jarmo Lehtinen del BP Ford Abu Dhabi World Rally Team e ai loro compagni Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila.

Da notare che la presenza sempre crescente delle Ford Fiesta nelle competizioni di rally a livello globale è alla base della nascita di nuovi talenti al volante, che hanno avuto un’opportunità di farsi strada nelle competizioni, fino a raggiungere i circuiti internazionali.

Il punto d’arrivo più ambito era quello di salire a bordo della Fiesta RS World Rally, con la quale il team Ford ufficiale gareggiava nel Campionato del Mondo Rally. Guidata all’epoca nel WRC da Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala, la potente quattro ruote motrici era stata sviluppata da M-Sport, partner storico di Ford, con il supporto di Ford Europa.

La Fiesta RS WRC, esposta allo stand Ford del Salone dell’Auto di Francoforte 2011, era spinta da un motore 1.6 turbo a iniezione diretta basato sulla stessa tecnologia EcoBoost delle vetture Ford di serie. Il campionato WRC è universalmente riconosciuto come una delle serie più impegnative per le vetture derivate dalla serie, che si contendono il podio nelle condizioni più difficili e disparate, come il ghiaccio dei percorsi svedesi o le calde e brulle stradine della Grecia.

La prima versione della Ford Fiesta RS WRC 1.6 Turbo 4x4
La prima versione della Ford Fiesta RS WRC 1.6 Turbo 4×4

Nella gerarchia delle Ford Fiesta da rally, la Fiesta RS WRC era seguita dalla Fiesta Regional Rally: quest’ultima condivideva lo stesso DNA della sorella maggiore in quanto a prestazioni, ma con un limitatore diverso per il motore e alcune differenze aerodinamiche che rispettavano le normative tecniche del Campionato Europeo Rally 2011.

Realizzata in piena conformità alle specifiche Fia Regional Rally, la sua versatilità le permetteva di competere sia nei campionati nazionali in versione RRC, che nel WRC. Per trasformare una Fiesta RRC in una WRC bastavano appena sei ore e un kit di conversione. Al terzo posto c’era la Ford Fiesta S2000, da cui era stata originariamente sviluppata la Fiesta RS WRC. Dopo aver vinto il Rally MonteCarlo in occasione del suo debutto nel 2010, la S2000 era diventata una capofila nel S-WRC, una serie di supporto al WRC.

Al quarto gradino delle vetture da rally Ford si classificava la Fiesta R2, che costituiva la base del Fia WRC Academy, il programma di formazione sportivo Ford per i giovani piloti del campionato mondiale. La R2 con motore 1.6 è inoltre l’auto del Fiesta Sporting Trophy, una serie di campionati nazionali monomarca che si disputava in otto nazioni.

La base di partenza per una carriera da pilota di rally era la Fiesta MS1, progettata per i principianti dello sterrato, e basata sulla Fiesta Zetec S 1.6. Quest’ultima può essere gradualmente modificata per accompagnare i progressi individuali, fino ad essere completamente trasformata in una R2.

Secondo Gerard Quinn, responsabile motorsport di Ford Europa, “la Fiesta da strada è in ogni caso il punto di partenza ideale per la scalata alla vetta. Le caratteristiche principali della Ford Fiesta di serie sono la base di partenza per una vettura da rally che si rispetti”, ha affermato. “I suoi punti forza risiedono in una grande versatilità, in un’eccellente base di partenza meccanica, e un’elevata protezione per gli occupanti della vettura grazie”.

“Il passo corto della Fiesta è sinonimo di agilità in tutte e cinque le sue varianti, e la sua popolarità nel mondo delle corse l’ha fatta arrivare sui podi di tutto il mondo. In questa stagione la Fiesta RS WRC si è affermata ai massimi livelli, accompagnata dal successo delle versioni S2000 ed R2. Sono sicuro che anche le versioni RRC e MS1 di recente uscita riscuoteranno altrettante soddisfazioni”.

Le cinque versioni da rally di Fiesta sono state tutte sviluppate da M-Sport, che collabora con Ford nel WRC dal 1997. L’amministratore delegato Malcolm Wilson è un ex campione britannico, giunto al successo con Ford, e che ha alle spalle diversi anni di esperienza come capo collaudatore per lo sviluppo di nuove vetture da rally.

“Quando ero giovane sognavo di diventare un pilota di rally professionista, ed è stata proprio questa accessibilità, unita a una grande possibilità di crescita, che mi ha incoraggiato a guidare vetture Ford sin dagli inizi della mia carriera – ha aggiunto –. Ho scalato la vetta partendo dal basso, con i campionati minori, fino a diventare campione del mondo con Ford. Lo stesso graduale percorso permesso oggi dalla Fiesta è ancora il modo migliore di crescere e, da stella nascente, raggiungere la vetta insieme a Ford”.