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Luca Pedersoli, il campione partito dai Trofei Fiat Rally

La carriera motoristica del driver bresciano inizia a 17 anni nella specialità dell’enduro, in cui vince quattro campionati regionali ed un campionato nazionale. Dal 1996 inizia la sua carriera automobilistica alla guida di una Fiat Cinquecento Sporting con cui partecipa al Campionato Italiano Rally.

Dal 15 settembre 2019, Luca Pedersoli, universalmente conosciuto con il soprannome di ‘Il Pede’, ha in tasca un titolo in più. Un titolo tricolore che è il più importante della sua carriera, frutto di una stagione combattuta fino alla fine contro gli ambiziosi Simone Miele e Marco Signor.

Luca Pedersoli inizia la sua carriera nel mondo dei motori a diciassette anni nella specialità dell’enduro, in cui vince quattro campionati regionali ed un campionato nazionale. Dal 1996 inizia la sua carriera automobilistica alla guida di una Fiat Cinquecento Sporting con cui partecipa al Campionato Italiano Rally e vince la classe in tutte e otto le prove. Debutta al Rally Il Ciocco.

Nel 1997 partecipa al Trofeo Fiat Cinquecento conquistando il primo posto assoluto. Nel 1998 partecipa al Campionato Italiano Rally con una Renault Mégane Kit nella classifica “Privati”, due anni dopo porta al debutto la Fiat Punto Rally al Tour de Corse e al Rally di Sanremo con la vittoria di classe. Negli anni seguenti partecipa a diverse competizioni di carattere nazionale compresi vari campionati italiani rally.

Nel 2001 arriva il primo titolo importante: Luca Pedersoli vince il CIR 2 Ruote Motrici. Nel 2004 diventa vice campione europeo rally. Nel 2010 e nel 2011 vince il Trofeo Rally Asfalto, una serie fallimentare di Aci Sport creata per fare concorrenza all’International Rally Cup, che si trasformerà nel CIWRC, il campionato che Luca Pedersoli ha vinto il 15 settembre 2019 navigato da Anna Tomasi e che aveva già vinto nel 2014.

“Tanti credono che per iniziare a correre ci vuole il WRC e il portafoglio gonfio”, nel 1996 un giovanissimo Luca Pedersoli. “Io ho iniziato così: tasche vuote, due soldi prestati da un amico, che non bastavano nemmeno a coprire la franchigia, tanta passione e voglia di correre e via alla prima prova del Trofeo Cinquecento. Era l’unico trofeo dove c’era la speranza di potersi pagare l’affitto della gara successiva con il premio in denaro messo in palio dalla Fiat”.

Luca Pedersoli e Anna Tomasi campioni italiani CIWRC 2019
Luca Pedersoli e Anna Tomasi campioni italiani CIWRC 2019

“Prima gara: Rally Il Ciocco. Gara mai vista prima, soldi solo per quattro gomme slick. Prima prova in parte innevata e difficilissima, ho capito subito che di facile non ci sarebbe stato nulla. Accanto a me il mio più caro amico Fabio, con il quale sono cresciuto e che mi aveva convinto a provare con i rally. Lui faceva già il navigatore e mi raccontava storie super sul mondo dei rally, ora purtroppo non c’è più e mi manca sempre il confronto con lui nelle decisioni difficili”.

“Nei tratti innevati e ghiacciati vedevamo l’incubo franchigia passare davanti a noi ad ogni curva ma l’adrenalina, che saliva ogni volta che riuscivo a tenere in strada la mia piccola Cinquecento, era più forte e intensa della paura. Più passavano i chilometri in PS e più cresceva la fiducia e la voglia di continuare… Alla fine non mi sembrava vero!”.

“Nonostante tutti i rimproveri e gli improperi che Fabio mi tirava per farmi migliorare, eravamo primi nella classifica Esordienti e già vedevamo l’assegno del premio Fiat sempre più vicino. Questo significava che avremmo potuto pagarci anche la gara successiva!”.

“Nel 1996, grazie ai premi Fiat, sono riuscito a correre tutte le otto gare del Trofeo Fiat Cinquecento, in quanto arrivai primo della classifica Esordienti in tutte e otto le gare. Non ho mai fatto un graffio alla macchina e, per fortuna, non si scoprì mai che se avessi picchiato non avevo i soldi per pagare la franchigia”.

“A fine stagione oltre ai premi di gara c’era il mega premio finale che mi consentì di partecipare al Rally di MonteCarlo 1997 e di pagarmi la stagione 1997, in cui avrei puntato alla vittoria assoluta del Trofeo Fiat Cinquecento e di nuovo al super premio finale”.

Trofeo Fiat Cinquecento nei rally italiani: storia e storie

Nel 1993 sono ben otto i Paesi d’Europa che vengono coinvolti nel Trofeo Fiat Cinquecento: Germania, Francia, Spagna, Polonia, Olanda, Austria, Grecia e Danimarca. Quello organizzato dalla FIAT anche questa volta è un trofeo molto popolare e divertente che vede protagonista una auto da rally piccola e con motore da 899 centimetri cubi.

Nell’autunno del 1992 viene presentato il Trofeo Fiat Cinquecento che assume un carattere internazionale, fin dalla sua prima edizione. La serie monomarca, infatti, viene disputata non solo in Italia, ma anche in Francia, Germania e Polonia. L’anno successivo sono ben otto i Paesi europei coinvolti: Germania, Francia, Spagna, Polonia, Olanda, Austria, Grecia e Danimarca. Un Trofeo molto popolare, dunque, che vede protagonista la Cinquecento da 899 centimetri cubi, equipaggiata con un kit di trasformazione Abarth.

La potenza del propulsore è di circa 65 cavalli DIN (contro i 39 della versione di serie) e nel kit sono compresi tutti gli accessori di sicurezza. La vettura si rivela maneggevole e molto affidabile. Come per i campionati che l’hanno preceduto, anche il Trofeo Fiat Cinquecento diventa subito un’ottima scuola per giovani talenti.

Non solo perché per la prima volta nella storia dei campionati monomarca viene istituita la categoria debuttanti, riservata a chi è alla sua prima stagione di corse, ma anche perché i debuttanti dimostreranno, in seguito, di trovarsi a loro agio anche al volante di vetture più potenti.

Come avviene per Matteo Luise, vincitore del trofeo nel 1995 e l’anno successivo subito terzo nel Campionato Italiano Assoluto e per Andrea Maselli, primo nel Trofeo Cinquecento Sporting Europa 1996 e poi vincitore della classifica Gruppo N del Campionato 2 litri. Le due principali attrattive del Trofeo Fiat Cinquecento sono costituite dal ricchissimo montepremi e dalla possibilità di partecipare, in forma ufficiale, al Rallye MonteCarlo dell’anno successivo.

Con il Trofeo Fiat Cinquecento viene, inoltre, istituita una simpatica iniziativa. I vincitori dei rispettivi Trofei nazionali in Europa, ai quali vengono affiancati i primi delle categorie Under 23, Debuttanti e Femminile del trofeo italiano, prendono parte al prestigioso Rallye di MonteCarlo al volante di Cinquecento Sporting ”ufficiali” preparate, iscritte ed assistite dalla Fiat Auto Corse. Per i giovani piloti un’esperienza indimenticabile, che consente di accumulare esperienza e acquisire comportamenti di guida che torneranno utili in futuro.

Così nel 1993

Il primo grande appuntamento del Trofeo Fiat Cinquecento richiama sul circuito del Mugello una settantina di concorrenti che si misurano in due giornate di gare. Il primo vincitore è un giovane ventenne, Marco Ascheri, che si aggiudicherà poi il girone Centro Nord. In questa prima stagione il Trofeo è stato infatti suddiviso in due gironi: Centro Nord e Centro Sud.

I migliori di ciascun girone si confronteranno nella finalissima che avrà luogo in autunno a Varano de’ Melegari. Nel Girone Centro Sud si impone Marco Cavigioli. Né Ascheri e né Cavigioli riescono, però, ad ottenere il successo assoluto nella finale, articolata in tre rally. Il primo campione del Trofeo Fiat Cinquecento è Sergio Pianezzola, che vince nella prima delle tre gare (quella su sterrato), ottenendo poi i punti decisivi con i piazzamenti nelle altre due, vinte rispettivamente da Ascheri e da Alessandro Sottile. Tra gli Under 21 fa meglio di tutti Walter Ussai, tra i Debuttanti Simone Romagna e, nel Femminile, Ilaria Serra.

Così nel 1994

Si ritorna alla tradizione eliminando i due gironi. La stagione ha un calendario unico, con otto gare, al termine del quale i migliori vengono ammessi alla Finale Europea che ha luogo a Melfi. Imponendosi nelle prime due gare (Costa Smeralda e Piancavallo), Valter Ballestrero accumula subito un consistente vantaggio, che incrementa con alcuni buoni piazzamenti.

Molto veloci, ma meno regolari, i giovani Marco Ascheri e Francesco Pozzi i quali, pur aggiudicandosi tre gare ciascuno, non riescono a scavalcare Ballestrero, vincitore del Trofeo. Lotta serrata tra gli Under 21, con Guido Acerbis, primo con un solo punto di vantaggio su Andrea Maselli. Emanuele Dati è il miglior Debuttante, Roberta Rossi è prima nel Femminile. Nella finale di Melfi sono al via una cinquantina di equipaggi e Marco Cavigioli si impone su Ascheri e Matteo Luise al termine di tre intense giornate di gara.

Così nel 1995

Nel 1995 il titolo viene assegnato solo all’ultimo rally. A contenderselo sono quattro piloti: Matteo Luise, Francesco Pozzi, Leonardo Toti e Andrea Maselli, che terminano nell’ordine. Pozzi si dimostra ancora una volta velocissimo, centrando tre successi, ma Luise riesce a far meglio, imponendosi in quattro gare. A Toti la soddisfazione di ottenere la sua prima vittoria in un rally dal nome prestigioso come il Targa Florio e di imporsi tra gli Under 23.

Alessandro Schiavo è primo tra i Debuttanti, al termine di una stagione che lo vede vittorioso in sei gare. In campo femminile Mascha Mularo precede nell’ordine Maria Paola Fracassi e Roberta Rossi. La tradizionale finale europea viene disputata questa volta a Girona, in Spagna. Al termine delle tre consuete giornate di gara si impone un outsider: Nicola Caldani, in coppia con Giovanni Bernacchini.

Così nel 1996

Il Trofeo Fiat Cinquecento si sdoppia. Oltre alle serie nazionali che si disputano in nove Paesi europei, viene infatti organizzato il Trofeo Fiat Abarth Cinquecento Sporting Europa, alla prima edizione e articolato in sette gare, tutte valide per il titolo continentale. Il primo campione europeo delle Cinquecento è un Under 23, Andrea Maselli, che ottiene quattro successi e tre piazzamenti utili. Precede il belga Larry Cols.

Under 23 in evidenza anche nel Trofeo italiano, che trova in Gigi Galli un vero dominatore. Galli vince infatti cinque gare, contro le due di Leonardo Toti. Grazie ad un primo posto, Caldani si piazza secondo davanti al sorprendente Luca Pedersoli, che è primo tra i debuttanti. Nell’Under 23 Galli precede Emanuele Dati, mentre tra le donne Roberta Rossi si prende la rivincita nei confronti della Mularo. Terza è Cora De Adamich.

Così nel 1997

Vengono nuovamente organizzati sia il Trofeo Fiat Abarth Cinquecento Sporting Europa, sia i Trofei nazionali nei nove Paesi europei. In occasione del Rally di Sanremo, unica prova italiana di campionato mondiale e ultimo appuntamento del Trofeo Fiat Cinquecento italiano, viene festeggiato il ventesimo compleanno dei trofei monomarca promossi dal Gruppo Fiat. Mentre nell’Europeo restano ancora da disputare il Rally d’Antibes, in Francia, e il Tulip olandese. Sanremo è la prova finale della stagione 1997 in Italia.

Giandomenico Basso con la Fiat Cinquecento Trofeo
Giandomenico Basso con la Fiat Cinquecento Trofeo

Così nel 1998

Vincendo il Rally del Molise, il trevigiano Gian Domenico Basso si aggiudica il Trofeo Fiat Cinquecento Rally con una gara d’anticipo. Sul traguardo di Campobasso precede nell’ordine il veneto Walter Lamonato ed il campano Antonio Pascale. Tutto ancora da decidere tra gli Under 23, dove si è registrato il successo del piemontese Luca Betti, primo anche tra i Debuttanti, così come in campo femminile con l’emiliana Giusy Tocco prima davanti a Cora De Adamich e Tania Canton.

L’appuntamento conclusivo del Trofeo Fiat Cinquecento è il Rally Sanremo che, per la lunghezza e la difficoltà del percorso da ”mondiale”, assegnerà doppio punteggio. Il rally matuziano rappresenta il passaggio di testimone tra la Fiat Cinquecento Trofeo e la nuova Seicento Sporting, che quello stesso anno ha iniziato a correre nel Challenge Fiat Seicento Rally delle Regioni.

Per le Cinquecento era previsto un percorso abbreviato rispetto al Rally Sanremo, con sedici prove speciali (268 chilometri cronometrati), invece delle ventiquattro (401 chilometri) del rally mondiale. Entrambi i Trofei avevano già designato il vincitore con una gara d’anticipo. Il veneto Gian Domenico Basso si era aggiudicato il Trofeo Cinquecento imponendosi in cinque gare su sette. Il sammarinese Jader Vagnini era primo nel Challenge delle Regioni.

Gigi Galli, l’ufficiale-gentiluomo italiano nel WRC

Ho conosciuto Gianluigi ‘Gigi’ Galli sul finire del 2002 e l’alba del 2003. Eravamo a Livigno, presentava il suo nuovo programma sportivo. Lavoravo per TuttoRally di Nanni Barbero e lui era un astro nascente.

Un altro italiano destinato a finire nel Mondiale Rally. L’Olimpo della specialità con un seguito di decine di milioni di spettatori in tutto il mondo (purtroppo, discorso diverso è l’Italia). Penso sia stato sfortunato, specialmente con Mitsubishi. E’ altrettanto vero che, bravo come è sempre stato, sia come pilota sia come manager di se stesso, è riuscito a costruirsi un bel percorso.

Gli è mancata la costanza di rendimento, quella che a fine anno, nella classifica del WRC, finisce per fare la differenza. Ma è sempre stato un pilota spettacolare. Generoso. Un pilota che, finché restava in gara, era in grado di regalare numeri sensazionali. La stampa nazionale non lo ha mai particolarmente favorito, mentre quella estera lo adorava, in particolare quella finlandese.

Personalmente ho sempre avuto con lui un buon rapporto e questo mi ha dato la possibilità di conoscerlo un po’ meglio. Quantomeno di capirlo. Gigi Galli da Livigno è uno dei pochi che, per un certo periodo della sua vita, è riuscito a fare dell’automobilismo sportivo una ragione di vita: per il valtellinese le corse erano e sono una passione incontenibile e inesauribile.

Nell’ambiente dei rally è anche conosciuto come l’Italiano volante, non solo per la sua guida sempre spettacolare ma soprattutto per aver realizzato al rally di Finlandia del 2000 un salto di ben 84 metri con la sua Mitsubishi, record che divide con il quattro volte campione del mondo, Tommi Makinen. Un’impresa capace di sciogliere il cuore dei gelidi appassionati del nord Europa, che su un giornale locale con ammirazione lo appellano Hullu, cioè “pazzo”.

Vincente sin dall’esordio, nel 1995 si aggiudica il trofeo Fiat e nel 1998 diventa per la prima volta campione italiano rally Gruppo N, titolo che porterà a casa anche nel 2000. Dopo ottime prestazioni spot nel Mondiale Rally, nel 2002 è di nuovo protagonista nel Campionato Italiano con la Fiat Punto della Trico Racing, mentre nel 2003 torna a correre per il Team RalliArt Italy, partecipando sia al Campionato Italiano che a qualche appuntamento iridato.

Le straordinarie prestazioni che costantemente realizza, nel 2004 gli aprono le porte finalmente di un team ufficiale nel Mondiale: Mitsubishi Motorsport lo prende infatti in qualità di pilota e tester. Il livignasco dimostra di nuovo le sue incredibili capacità già al debutto con le auto WRC.

Il 2005 lo si può considerare come l’anno della consacrazione. Partito con un programma che prevede l’alternanza sua con Gilles Panizzi sul secondo sedile della Mitsubishi, Gigi, dalla Turchia in poi, parteciperà a tutte le gare della serie iridata, dimostrandosi il vero astro nascente del rallismo mondiale.

Nel 2006 la casa con cui è sotto contratto, la Mitsubishi Motors, decide improvvisamente di ritirarsi dalle competizioni a stagione iniziata. Così il valtellinese si trova senza un volante e, grazie a Pirelli Competizioni, Beta, Sabelt, Stilo, Xideco Sport, Acerbis e Lungo Livigno, riesce a mettere in piedi un mini programma alternativo al volante di una Peugeot 307 WRC semiufficiale.

I risultati sono di nuovo eccellenti come il terzo posto in Argentina o il quarto in Svezia. E per finire la stagione in bellezza a dicembre arriva il secondo successo consecutivo al Memorial Bettega, la gara del Motor Show di Bologna, dove infiamma gli oltre 30mila spettatori presenti sulle tribune.

Il pilota di Livigno ha fatto di tutto per cercare di imbastire un programma con la Focus del Team Stobart per la stagione 2010, ma la difficile situazione economica che ha investito tutti i settori ha reso ancora più difficile la ricerca di sponsor che avrebbero potuto aiutarlo a ritornare nelle corse in questo 2009. Ma come sappiamo tutti, Gigi non è di certo un tipo che si arrende ed il suo impegno per ritornare ai massimi livelli è sempre alto.

Gigi Galli vince con la Kia Rio il Campionato Italiano Velocità su ghiaccio
Gigi Galli vince con la Kia Rio il Campionato Italiano Velocità su ghiaccio

“Questo 2009 è nato proprio sotto una cattiva stella – mi spiegava Gigi –. I presupporti per la realizzazione di un programma part-time c’erano tutti, ma il budget che avevo a disposizione mi avrebbe permesso di partecipare solamente a qualche gara spot senza la garanzia di una continuità”.

“Io questo non lo voglio. Adesso ho focalizzato tutti miei sforzi sul 2010. Stiamo vagliando più possibilità, ma la decisione su cosa fare, e con che macchina, la dobbiamo ancora prendere. Il dialogo con Malcom Wilson, Stobart e Pirelli non si è mai interrotto. A loro ho presentato le miei idee ed i miei progetti. La reazione è stata positiva. Ho veramente tanta voglia di tornare a correre… al top!”.

Poi, gli accordi non si sono concretizzati e Gigi Galli ha deciso di praticare un’altra specialità dell’automobilismo, sempre ad alto livello, il Campionato del Mondo Rallycross con la Kia Rio SuperCar, e a febbraio del 2019 ha vinto il Campionato Italiano Velocità su Ghiaccio. Tutto bello, per carità, ma me piace ricordare la sua storia rallystica, ricca di eventi, spettacolare e spesso fallosa, ma decisamente unica.

Hullu Galli: il palmares di Gigi anno per anno

1994, Il debutto. Il suo esordio nel mondo delle “4 ruote” risale al 1993 (specialità neve-ghiaccio) al volante di una vettura preparata da lui stesso nel dopolavoro. Si tratta di una Fiat Uno a trazione integrale con 4 ruote sterzanti e motore Toyota. Ma il vero esordio nel mondo dei rally avviene nel 1994. Gigi prende il via al Rally della Valtellina a bordo di una Peugeot 309 GTi concludendo al terzo posto di classe. La partecipazione alle gare su ghiaccio continua al volante di una Toyota Celica. Gigi si aggiudica alcune gare e si posiziona secondo tra i prototipi al Rally Show di Assago.

1995, Trofeo Cinquecento

Nel 1995 opta per il Trofeo Fiat Cinquecento. In principio, al volante della vettura di casa Fiat da lui curata, compie qualche errore, ma emerge che la stoffa per fare il pilota c’è. Si affida alle mani del Team Rorallysport di Edmondo Rino ed i risultati iniziano ad arrivare. A fine campionato occupa il settimo posto nella classifica generale. Partecipa quindi alla finale che si disputa a Gerona (Spagna) durante la quale conquista la quarta posizione assoluta e il secondo posto nella categoria riservata agli under 23 staccato di 1 solo secondo da Andrea Maselli.

1996, vittoria del Trofeo Fiat

Grazie all’esperienza acquisita l’anno precedente nel Trofeo Fiat Cinquecento, Gigi parte con il piede giusto. Divide l’abitacolo con Marisa Merlin e, supportato dalla Scuderia Alberto Alberti e dal Team Rorallysport, partecipa all’omonimo trofeo vincendo 5 gare delle 8 disputate (Rally del Ciocco, Rally 1000 Miglia, Rally Casciana Terme, Rally di San Marino e Rally Reggio Emilia) aggiudicandosi il Trofeo. Grazie al brillante risultato Gigi riceve proposte da vari Team di vertice. Partecipa al Rally della Valtellina con una Renault Clio Gruppo A Turbocar posizionandosi quarto assoluto e primo di classe. Alla fine dell’anno si accorda con il Team Ford – Jolly Club Martini.

1997, con la Ford nell’Europeo

Gigi partecipa al Campionato Europeo con una Ford Escort Cosworth Martini curata dal Team Rossi, dividendo l’abitacolo con Massimo Chiapponi. Stagione quella del 1997 da dimenticare. Un anno nero, con un solo risultato (il nono posto al Rally di Ypres, Belgio) ma un anno che arricchisce l’esperienza di Gigi. Arrivano infatti i primi risultati a parte il ritiro causato da un guasto meccanico alle Canarie (cinghia di distribuzione) dopo appena 4 chilometri.

Al rally delle Isole Tenerife Gigi occupa la quarta posizione assoluta quando viene fermato da un problema burocratico che non gli permette di riprendere il via il giorno successivo. Al Rally Saturnus (Slovenia) conduce la tortuosa gara con oltre 3 minuti quando, a 7 km. dalla fine dell’ultima prova, deve abbandonare per un guasto dell’acceleratore (dopo aver vinto 25 delle 32 prove speciali in programma).

Al Rally Ina Delta (Croazia) Gigi vince 7 prove speciali su 7 disputate ma sul finire della settima prova l’urto contro un marciapiede causa la rottura di un braccetto posteriore. Purtroppo, all’assistenza non è disponibile il pezzo di ricambio. Inevitabile il ritiro. Gigi pensa già al Rally di Ypres (Belgio), una gara da veri specialisti, rally da 1000 bivi a 90° e oltre 300 chilometri di prove cronometrate tutte diverse. Prepara bene la gara… e alla fine raccoglie un nono posto assoluto. Un’esperienza importante. Da ricordare. Il Rally della Valtellina per Gigi dura poco… solo 3 prove disputate, poi il ritiro per uscita di strada.

1998, campione italiano Gruppo N

La consacrazione. Gigi si aggiudica il titolo di Campione Italiano Rally Gruppo N. Grazie al Team Ralliart Italy-Top Run, Gigi partecipa all’intero Campionato Italiano Rally affiancato dall’amico Guido D’Amore e conquista la vittoria di Gruppo N in ben cinque gare: Rally di Piancavallo, Rally Alpi Orientali, Coppa Liburna, Rally della Lana e Rally di Sanremo. Proprio quest’ultimo porta il giovane valtellinese agli onori.

La gara ligure è valevole per il Campionato del Mondo Rally e grazie ai risultati ottenuti Gigi si laurea Campione Italiano Rally Gruppo N con 2 gare di anticipo. Grazie a questo lodevole risultato Gigi partecipa al prestigioso “Memorial Bettega” nel ambito del Motor Show di Bologna ove, in diretta televisiva, si “scontra” direttamente con il suo Team Manager Mario Stagni vincendo 3 a 2. A seguito di questi risultati nascono in Italia i “Fans Club” a lui dedicati.

Gigi Galli, l'ultimo pilota italiano ufficiale nel WRC
Gigi Galli, l’ultimo pilota italiano ufficiale nel WRC

1999, Gruppo N iridato

Campionato del Mondo al volante di una Mitsubishi Lancer per i colori della Scuderia Alberto Alberti. Nel 1999 Gigi si accorda con Mauro Nocentini, un eccezionale preparatore, una persona che in tutti i modi ha cercato di aiutare i giovani (ne è testimonianza l’aiuto dato a Tommi Makinen diventato in seguito Campione del Mondo).

Con il team di Trezzano sul Naviglio partecipa al Campionato Mondiale Rally raccogliendo come migliori risultati il settimo posto al Rally di Svezia, gara difficilissima che si corre su strade innevate e ove si raggiungono velocita’ altissime; il quarto posto al Rally di Finlandia e la vittoria del Gruppo N al Rally di Sanremo. Alla fine dell’anno Gigi occupa il sesto posto nel Mondiale Produzione. Infine riprende parte al “Memorial Bettega” al volante di una Subaru Impreza WRX del Team Procar posizionandosi secondo nella classifica riservata agli ex allievi della Scuola Federale Csai.

2000, campione Gruppo N

Gigi si riconferma Campione Italiano Rally Gruppo N e viene soprannominato “l’Italiano Volante”. Supportato dal Team Vieffecorse di Brescia al volante di una Mitsubishi Lancer Evo VI ottiene ben sette vittorie di Gruppo N: Rally del Ciocco, Rally 1000 Miglia, Targa Florio, Rally del Salento, Rally Alpi Orientali, Rally San Martino di Castrozza, vincendo e riaggiudicandosi il Gruppo N al Rally di Sanremo.

Conquista la terza posizione di Gruppo N al Rally di Montecarlo. Partecipa al Rally di Finlandia ottenendo il nono posto (risultato bugiardo in quanto, dopo esser stato a lungo in lotta per i primi posti una foratura l’ha privato di un risultato di prim’ordine). Nell’occasione, Gigi è stato l’unico ad eguagliare il record dell’allora campione del mondo in carica Tommi Makinen (Mitsubishi Evo VI Gruppo A): 84 metri di volo! Un’impresa da università del rallysmo… capace di strappare applausi a scena aperta e conquistare il cuore dei finlandesi. All’arrivo… lo speaker commentava i risultati dei finlandesi… e la bellissima prestazione di Gigi: “l’Italiano Volante”.

2001, di nuovo Produzione

La stagione 2001 non inizia nel migliore dei modi… Al Rally di Montecarlo, Gigi è costretto al ritiro a 3 prove dalla fine per la rottura del differenziale anteriore, quando era in lotta per il 1° posto. Al Rally di Svezia gli viene inflitta una squalifica. La stagione ha comunque un seguito. Supportato dal Team CB Racing, Gigi partecipa al Rally di Finlandia… ma una leggera toccata su uno dei famosissimi dossi lo mette fuori gara. Al Rally della Lana conclude al secondo posto di Gruppo N, dopo che la gara viene annullata a seguito di un incidente.

2002, con la Punto Super 1600

Grazie all’esperienza accumulata negli anni precedenti Gigi affronta la stagione al volante della nuovissima Fiat Punto Super 1600 partecipando sia al Mondiale Junior (affiancato da Guido D’Amore) sia nel Campionato Italiano Rally (con Alessandra Guglielmi). Parte fortissimo nel Mondiale. Al Rally di Montecarlo Gigi occupa la prima posizione quando è costretto al ritiro per un’uscita di strada.

In Grecia viene messo fuori gioco da un guasto al sistema elettrico. In Germania è costretto al ritiro per un guasto al sistema frenante. Al Rally di Sanremo si aggiudica la quinta posizione regalando spettacolo e numeri di alta scuola. A fine stagione Gigi occupa il settimo posto nella classifica del Mondiale Junior e il terzo posto nel Campionato Italiano durante il quale ha accusato solo due problemi (risolti con uscite di strada): Rally di San Marino e Rally dell’Adriatico.

Nel Campionato Italiano Gigi ha ottenuto risultati di rilievo, costellati anche da una vittoria di classe e di Gruppo al Rally Alpi Orientali, un secondo posto al Rally del Salento, due terzi posti al Rally del Ciocco e Tutto Terra Toscana, due quarti posti al Rally 1000 Miglia e Targa Florio.

2003, con Ralliart nell’Italiano

Il 2003 segna il ritorno di Gigi come portacolori del Team Ralliart Italy con il quale prende il via all’intero Campionato Italiano distinguendosi come l’uomo da battere. La fortuna non è sempre dalla sua parte… ma ottiene risultati di grande prestigio.

Il valtellinese partecipa al Campionato Italiano Rally al volante di una Mitsubishi Gruppo N… rinunciando agli scratch assoluti destinati alle più potenti “A8” (le quali non concorrono al Campionato). Gigi conquista la classifica Cir al Tutto Terra Toscana e al Rally Costa Smeralda. Ottiene il quarto posto al Rally Il Ciocco e all’Alpi Orientali, il settimo al Rally 1000 Miglia e l’ottavo al Targa Florio. Si ritira al Rally San Marino, Rally del Salento e Rally San Martino di Castrozza. Lascia anche il segno nel Mondiale Rally Produzione partecipando a due appuntamenti: secondo di Gruppo N al Rally di Svezia e quinto al Rally di Finlandia dove vince 18 su 23 prove speciali disputate!

2004, finalmente WRC

Assieme ai giovani emergenti Dani Solà e Kristian Sohlberg, Gigi viene chiamato ad alternarsi alla guida della nuova Mitsubishi Lancer WRC 2004. Con una vettura completamente nuova e tutta da sviluppare il Team Mitsubishi decide (dopo il Rally di Germania) di proseguire i test solo fuori dai campi di gara. In attesa di tornare competitiva nella stagione 2005.

Gigi affronta la stagione alternando gare del Campionato del Mondo al volante della Lancer WRC (Rally di Montecarlo, Rally del Messico, Rally di Turchia e Rally di Catalunya) e gare del Mondiale Produzione con la Mitsubishi Lancer Gruppo N made in Ralliart Italy (Rally di Svezia, Rally della Nuova Zelanda, Rally di Argentina, Rally di Finlandia, Rally di Germania, Rally d’Italia, Rally di Corsica, Rally d’Australia). Gare in cui si toglie diverse soddisfazioni.

2005, confermato in Mitsubishi

Gigi viene confermato anche per la stagione 2005 come pilota ufficiale Mitsubishi nel World Rally Champioship. Il programma prevede la sua partecipazione come seconda guida (prima guida Harri Rovanpera) del team a diversi appuntamenti del mondiale, alternandosi con il suo compagno di squadra Gilles Panizzi. Dopo le stupende prestazioni delle prime gare la squadra decide di fargli disputare tutte le gare dalla Turchia a fine stagione. Alla fine prenderà parte a ben 13 gare su 16 in programma… Gigi si dimostra la vera rivelazione del mondiale, andando molte volte ad occupare le primissime posizioni della classifica. La Mitsubishi se ne accorge ben presto di questo e gli offre la possibilità di disputare come prima guida l’intera stagione 2006.

2006, dopo il ritiro Mitsubishi

Dopo il tremendo colpo provocato dal ritiro della Mitsubishi a fine 2005, Gigi si rimbocca subito le maniche ed inizia a lavorare per imbastire un programma che possa comprendere più gare possibili. Il primissimo aiuto viene direttamente dal team Ralliart Italy, il quale permette a Gigi di partecipare alle prime due gare del mondiale con una Lancer WRC05. Dopo la splendida prestazione al rally di Svezia subentra direttamente la Pirelli per aiutare il pilota di Livigno, affidandogli per tre gare una Peugeot 307 WRC gestita dal team Bozian.

Ed i risultati non tardano ad arrivare: alla seconda gara, in Argentina, Gigi coglie il suo primo podio mondiale della carriera ed in Sardegna sta per sfiorare il bis, poi un problema al motore non mette la parola fine alle sue ambizioni. Si riparte dalla Finlandia con un nuovo team: il BSA. La gara di Gigi questa volta è improntata sulla regolarità e sulla costanza. Ed il risultato lo si vede all’arrivo: Gigi porta la sua 307 fino ad uno splendido quinto posto finale.

2007, Citroen con Aimont Racing

Il 2007 parte sulla carta come una sorta di rivincita nei confronti di un 2006 dove lo ha visto gareggiare a singhiozzo sei gare. Per questa stagione la macchina è la vettura campione del mondo uscente: la Citroen Xsara WRC. Il team che supporta Gigi per il 2007 è l’Aimont Racing. La stagione comincia in Svezia sopra ogni più rosea aspettativa. Dopo le prime tre prove speciali della gara svedese Gigi è in seconda posizione assoluta, avendo anche vinto una prova speciale.

In quell’occasione sarà un errore a porre fine ai suoi sogni, mentre in Norvegia, il rally successivo, sarà un improvviso banco di nebbia ad ostacolargli la strada verso le posizioni più alte della classifica. Dopo le due gare scandinave si vola in Portogallo. In questa occasione, dove tutti aspettavano un acuto del pilota italiano, viene a mancare qualcosa. Finisce settimo. Dopo la gara lusitana la doccia fredda: programma sospeso prima, annullato poi. Dopo alcuni tentativi per cercare di risollevare le sorti di questo 2007 Gigi capisce la situazione, ed inizia a lavorare per il 2008.

2008, l’anno della Ford Focus WRC

Il 2008 è l’anno in cui Gigi Galli tiene tutti con il fiato sospeso, sia per prestazioni e spettacolarità nelle gare del WRC con la Ford Focus del team di Wilson, sia per il pauroso incidente che gli capita al Deutschland Rally e che lo costringerà ad uno stop forzato del suo programma. Non inizia benissimo la sua stagione iridata, che parte da Montecarlo e prosegue con Svezia, Messico, Argentina, Giordania, Italia, Grecia, Turchia, Finlandia e Germania.

Qui a causa dell’incidente che lo costringerà sulle stampelle per qualche mese, il suo programma si interrompe. Seguiranno mesi duri, di intensa attività riabilitativa. Per rivedere Galli su una WRC c’è voluto il Motor Show di Bologna dei primi giorni del mese di dicembre 2008. E al Memorial Bettega è stato spettacolo per tutti.