Articoli

WRC 2021: dal Rally del Messico arriva l’allarme

Il 2020 ha rappresentato il venticinquesimo anno di permanenza continuativa delle Americhe nel WRC. L’anno prossimo il Mondiale potrebbe restare orfano del messico, dell’Argentina e del Cile. L’organizzatore della gara messicana lancia l’allarme: ‘Se saltiamo un anno siamo morti’.

Per la prima volta, a partire dal 1995, esiste un pericolo reale che il Mondiale WRC 2021 non vada Oltreoceano, cioè nelle Americhe. Il rischio non si riferisce solo al già cancellato Rally di Argentina, ma questa volta a farne le spese potrebbe essere il Rally del Messico. Nonostante una massa terrestre di 68,47 milioni di chilometri quadrati – il 28% della superficie totale del pianeta Terra – e una popolazione di oltre un miliardo di persone, i continenti del Nord e del Sud America potrebbero restare orfani del Mondiale Rally 2021.

Il Consiglio Mondiale del mese scorso ha confermato i contratti con nove gare, ma Argentina, Messico e Cile non erano nelle ipotesi del WRC 2021. Il direttore della Commissione Rally, Yves Matton, insiste sul fatto che non sono state prese decisioni definitive e che dieci gare sembra più probabile. Undici difficilmente. L’ultima volta che le squadre non hanno volato verso l’America dalle loro basi europee è stato venticinque anni fa.

Dal 2004, Patrick Suberville organizza la gara e ha affermato: “In questo momento, nessuno sa cosa riserva il futuro, né economicamente né in termini di pandemia da Covid-19. In tali circostanze, non è stato possibile confermare la nostra partecipazione con il Promoter WRC. Stiamo parlando con il promotore e la FIA per il prossimo anno. Vedremo cosa succede, ma sarebbe un grosso problema non avere gare da queste parti, oltre l’Atlantico”.

L’inizio di settembre è una scadenza cronologica per iniziare a lavorare sul Rally del Messico 2021. Poi, l’organizzatore ha ammesso: “Sarebbe un problema non avere il Rally del Messico nel Mondiale WRC 2021. Già nel 2009, quando abbiamo avuto l’ultima rotazione, abbiamo dovuto organizzare il Rally delle Nazioni, in sostituzione del Rally México con sede a León per tenere coinvolti sponsor, partner e funzionari”.

“Dobbiamo avere un certo numero di persone che lavorano su rally di anno in anno; non possiamo formare qualcuno di nuovo ogni due anni. Ed è economicamente impossibile da sostenere. È abbastanza difficile mantenere gli sponsor quando corri anno dopo anno, cercare di mantenere uno sponsor quando salti un anno è impossibile e probabilmente mortale per l’evento. Sappiamo tutti che non funziona e la FIA e il promotore sanno che se questo è il futuro, saremmo fuori. “

Quest’anno Argentina e Cile avrebbero dovuto correre, ma l’evento con sede a Villa Carlos Paz è stato costretto ad annullare a causa del coronavirus, mentre l’azione sul lato pacifico delle Ande è andata perduta a causa di disordini civili scoppiati nel paese lo scorso fine anno.

La Ford Fiesta WRC di M-Sport in fiamme al Rally del Messico

Sono immagini drammatiche quelle che mostrano la Ford Fiesta WRC Plus di M-Sport, affidata a Esapekka Lappi, in fiamme al Rally del Messico. Al termine della prova speciale 7, la El Chocolate 2 di 31,45 chilometri, la Ford Fiesta di Esapekka Lappi e Janne Ferm è andata a fuoco. L’incendio è partito dalla parte posteriore.

In un momento in cui tutto lo sport mondiale si è fermato, dal calcio alla Formula 1, passando per il pugilato, succede che in Messico non ci si fa mancare nulla. Quest’edizione della gara, oltre ad essere ricordata per l’immunità di Stato al coronavirus, sarà ricordata per la Ford Fiesta WRC di M-Sport in fiamme e per la follia di Esapekka Lappi che, con il suo gesto, ha peggiorato le cose.

Sono immagini drammatiche quelle che mostrano la Ford Fiesta WRC Plus si Esapekka Lappi in fiamme al Rally del Messico. Al termine della prova speciale 7, la El Chocolate 2 di 31,45 chilometri, la Ford Fiesta di Esapekka Lappi e Janne Ferm è andata a fuoco. L’incendio è partito dalla parte posteriore. Il navigatore ha tentato di spegnere le fiamme con un estintore, aiutato dai commissari.

Lappi è follemente ripartito, tra lo stupore del suo copilota che si sbracciava. la mossa più stupida è stata quella di fare prendere aria alla vettura. Le fiamme sono divampate raggiungendo l’abitacolo e avvolgendo completamente la vettura in pochi secondi. L’auto è andata completamente distrutta e per fortuna né il pilota né il copilota hanno riportato ferite.

L'incendio è partito dalla parte posteriore
L’incendio è partito dalla parte posteriore

WRC 2020: Mexico Rally dentro grazie ai Santi in Paradiso

Il Mexico Rally è stato recentemente riconfermato nel calendario gare del WRC 2020. Merito di un eccellente rapporto ispettivo? Se così fosse, complimenti all’ispettore Fia o al collegio di ispettori che si sono assunti questa bella responsabilità.

Se è vero che i Santi in Paradiso non finiscono mai, al punto che ormai un calendario di 365 giorni non basta più per contenerli tutti, quelli del Mexico Rally devono godere proprio di buoni uffizi. La manifestazione iridata d’Oltreoceano è stata recentemente riconfermata nel calendario gare del WRC 2020. Merito di un eccellente rapporto ispettivo? Ne dubito fortemente.

Ma se così fosse, beh… i miei personali complimenti all’ispettore Fia o al collegio di ispettori che si sono assunti questa bella responsabilità. Lo dico perché io, che non ho raccontato il Mexico Rally da casa, a differenza di come hanno fatto e fanno bravissimi webmastri e alcuni colleghi di carta pesta, non sarei riuscito a dare la sufficienza a questa gara neppure fossi stato privato della vista. O forse è stato promosso in virtù delle perle (nel bene e nel male) che ci ha saputo regalare fino ad oggi?

2004: Solberg-Mills penalizzati perché aiutati a spingere

Da campione in carica del Mondiale Rally, Petter Solberg stava cavalcando la cresta dell’onda quando ha iniziato il Rally Messico 2004. Non aveva mai visto prima quelle prove sterrate ma questo non gli ha impedito di passare subito in testa. Tutto andava per il meglio fino a quando il norvegese non è entrato ha provato a guidare il controllo nel primo parco assistenza di giornata.

Inspiegabilmente, la sua Subaru Impreza WRC ha perso tutta la carica della batteria e Solberg e il copilota Phil Mills si sono ritrovati a spingere l’auto da rally. Non passò molto tempo prima che gli spettatori – impietositi dell’equipaggio leader del rally – intervenissero in loro aiuto. Sfortunatamente, Solberg e Mills furono ritenuti colpevoli di aver ricevuto assistenza esterna e ricevettero una penalità di cinque minuti. Le loro possibilità di vittoria furono ridotte. Ma la notizia fece velocemente il giro di tutto il mondo.

2004: un bel carnevale al Mexico Rally per le star

Quando il circus del WRC arrivò nella città ospitante di Leon per la prima volta nel 2004, team e piloti furono accolti con un’esplosione di musica e colore da parte degli appassionati locali. Le strade erano piene di gente che si arrampicava l’una sull’altra per dare un’occhiata ai loro eroi. Il WRC non aveva mai visto nulla di simile.

L’entusiasmo non è scemato negli anni e gli organizzatori si aspettavano che quasi 400.000 persone assistessero alla manifestazione del 2019. Aspettativa superata con gli interessi, al punto che più di na prova fu sospesa perché invasa da fiumi umani. Sebastien Ogier disse: “L’inizio a Guanajuato è un’esperienza fantastica. Percorrendo stradine strette, attraverso tunnel di decine di migliaia di fan che ti incoraggiano freneticamente. Questa è un’esperienza da pelle d’oca!”.

2013: Ogier alle prese con un cancello chiuso appositamente

Sebastien Ogier piace in molte parti del mondo. Ha fan dovunque. Ma gli eventi del Rally del Messico 2013 avrebbero convinto il francese a demolire qualsiasi progetto di aprire una filiale messicana del club dei suoi sostenitori.

Comandando comodamente, ad Otates, Ogier cercò di aumentare il suo vantaggio. Ma rimase sbalordito quando scoprì che la gente del posto aveva chiuso un cancello in PS proprio al suo arrivo. Fu un tentativo di sabotare deliberatamente la manifestazione di Ogier e gli organizzatori non ne ebbero nessuna colpa. Anzi, hanno accreditato a Ogier il tempo perso per aprire il cancello permettendo al driver francese la corsa verso una vittoria certa.

2019: il cancello di Mikkelsen e il salto sfondato

Il Rally del Messico, anche nel 2019, si è confermato una gara difficile, con PS dure e colpi di scena continui, a cominciare dal taglio e dalla successiva sospensione della prova speciale di apertura della gara, per motivi di sicurezza legati al danneggiamento della struttura artificiale con cui era stato creato il salto.

Il salto appositamente costruito si trovava a soli 100 metri dall’arrivo e diversi piloti, in particolare Lappi e Andreas Mikkelsen, hanno effettuato atterraggi decisamente pesanti dopo averlo affrontato in velocità. L’interruzione è arrivata dopo che Meeke ha fatto segnare il terzo miglior tempo con la Toyota Yaris, a 0”6 secondi da Lappi e a 0”5 secondi dalla Hyundai i20 di Mikkelsen.

Sempre nell’edizione 2019 della gara iridata messicana si è verificato un curioso inconveniente per Andreas Mikkelsen, primo a partire, che si è trovato in prova speciale un cancello chiuso. Questa volta pare sia stata la dimenticanza di un commissario di percorso e non la volontà di qualcuno di boicottare la gara del driver Hyundai. Il pilota norvegese ha twittato l’inconveniente scrivendo: “Come equipaggio di apertura abbiamo anche dovuto aprire il cancello”. Forse, di una gara così, nel WRC, ce n’è bisogno. O forse no…

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati