Walter Rohrl bolla l’auto elettrica: perdita di tempo e inquina

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Bocciando l’auto elettrica, Walter Röhrl sottolinea l’importanza del tempo nella nostra vita. Egli sostiene che passare ore in una stazione di ricarica è uno spreco di tempo prezioso. Al contrario, con un’auto a combustione, si può guidare per 600 chilometri, fermarsi per rifornire in tre minuti e mezzo, e poi continuare per altri 600 chilometri.

Le auto elettriche sono diventate un argomento di discussione caldo in tutto il mondo. Mentre alcuni vedono queste macchine come la chiave per un futuro più sostenibile, altri, come il campione del mondo di rally Walter Röhrl, hanno una visione molto diversa. Röhrl ha definito coloro che acquistano una Tesla oggi come appartenenti a una “setta”. Secondo lui, questi individui sono stati informati in modo errato e non sono disposti a discutere o considerare altre prospettive.

Röhrl sottolinea l’importanza del tempo nella nostra vita. Egli sostiene che passare ore in una stazione di ricarica è uno spreco di tempo prezioso. Al contrario, con un’auto a combustione, si può guidare per 600 chilometri, fermarsi per rifornire in tre minuti e mezzo, e poi continuare per altri 600 chilometri. Röhrl mette in discussione la durata dichiarata delle batterie delle auto elettriche. Secondo lui, con i cicli di ricarica rapida, una batteria potrebbe diventare inutilizzabile prima degli 8 anni dichiarati, e poi bisognerebbe sostituirla.

Röhrl sostiene che il motore a combustione, che funziona da 50 anni, rappresenta una vera sostenibilità ambientale. Egli esprime il desiderio di parlare con un esperto che possa spiegargli cosa c’è di ecosostenibile in un’auto elettrica, una domanda a cui, secondo lui, nessuno è in grado di rispondere. Röhrl sostiene che non è accettabile aspettare forse 10 anni per arrivare a zero emissioni. Secondo lui, dobbiamo fare qualcosa adesso per ridurre il CO2. Egli sottolinea che, sebbene un’auto elettrica non abbia un impianto di scarico, la produzione della sua batteria causa un danno ambientale equivalente a 10 anni.

Le dichiarazioni di Röhrl evidenziano le controversie che circondano le auto elettriche. Mentre alcuni vedono queste macchine come la chiave per un futuro più sostenibile, altri, come Röhrl, hanno una visione molto diversa. Questo dibattito sottolinea l’importanza di una discussione aperta e onesta sul futuro dell’automobile e della sostenibilità ambientale. Ma cosa ha detto di preciso Walter Rohrl?

Cosa pensa Rohrl dell’auto elettrica

Il tedesco campione del mondo rally, in un video rintracciabile online, riflette sulle auto elettriche e dice: “Io definisco quelli che oggi acquistano una Tesla come appartenenti ad una setta, con loro non puoi discutere, semplicemente perché sono stati informati in modo errato. Questi ragazzi non capiscono che il tempo a nostra disposizione, durante la nostra vita, è molto limitato e se possibile io vorrei sfruttarlo in un modo che mi faccia sentire a mio agio, quindi non ho voglia, continuo a ripeterlo, di sprecare tempo prezioso della mia vita, ore ed ore, in una qualche stazione di ricarica. Io guido la mia macchina per 600 chilometri, vado in un distributore di carburante, perdo tre minuti e mezzo per rifornirla e poi guido per altri 600 chilometri”.

Rohrl ha poi aggiunto: “Una batteria, al giorno d‘oggi, dura 8 anni, dicono, cosa alla quale io non credo, in quanto con questi cicli di ricarica rapida sarà inutilizzabile già prima, e poi bisognerà sostituirla. Il motore a combustione, qui, funziona da 50 anni, questa è vera sostenibilità ambientale ed a questo riguardo vorrei proprio parlare con un esperto, che gradirei mi spiegasse cos‘è ecosostenibile in un auto elettrica; è una cosa che mi piacerebbe molto sapere, ma che nessuno mi sa dire. Stiamo solo perdendo tempo, non è ammissibile che forse fra 10 anni arriveremo a zero emissioni, dobbiamo fare adesso qualcosa per ridurre il CO2. Un‘auto elettrica non ha un impianto di scarico, ma per la produzione della sua batteria abbiamo un danno ambientale equivalente a 10 anni, questa è una cosa incredibile!”.

Ma Walter Rohrl ha davvero ragione?

Sia ben inteso: il cambiamento climatico non è legato alla circolazione delle auto, di cui i veri colpevoli sono gli aerei che inquinano direttamente il più in alto possibile, sono le navi, sono i camion, i TIR e i furgoni che effettuano il trasporto su gomma in tutto il mondo. Però, loro sono difesi da interessi commerciali molto forti delle lobby del commercio, mentre gli automobilisti sono indifesi e quindi più facili da colpire. Nel profondo e a volte acceso dibattito sull’inquinamento delle vetture – che però va calcolato dalla produzione al fine vita – si inserisce l’auto d’epoca.

Un colpo di scena nella storia rivela che le auto d’epoca, le antichità del mondo automobilistico, potrebbero avere il sopravvento nella tutela ambientale, sfidando le percezioni moderne riguardo l’impronta carbonica e l’eco-compatibilità. Diverse voci del settore storico, associazioni e circoli culturali, fanno presente che i veicoli elettrici non sono la panacea per il cambiamento climatico. Esisterebbe già un’alternativa ecologica nel nostro garage: le auto d’epoca. Non è una provocazione e seguite il ragionamento, scevro, onesto e privo di interessi politici.

Perché le auto d’epoca sono meno inquinanti

Le auto d’epoca, con il loro fascino retrò e la storia che portano con sé, possono effettivamente avere un impatto positivo sull’ambiente. Sebbene possa sembrare controintuitivo, esploriamo come e perché le auto d’epoca potrebbero essere più rispettose dell’ambiente.

Carbonio Incorporato

  1. Il concetto di carbonio incorporato è fondamentale. Si riferisce alla quantità totale di emissioni di gas serra prodotte durante l’intero ciclo di vita di un prodotto, compresa la sua creazione, produzione e smaltimento.
  2. Le auto d’epoca hanno già superato la fase di produzione e assemblaggio. Quindi, il loro carbonio incorporato è già stato “pagato”. In altre parole, non contribuiscono ulteriormente alle emissioni di carbonio durante la produzione.
  3. D’altra parte, la produzione di nuovi veicoli richiede l’estrazione di materie prime, l’energia per la fabbricazione e l’assemblaggio. Questi processi generano una quantità significativa di emissioni di carbonio.

Emissioni durante l’uso

  1. Le auto d’epoca spesso utilizzano motori a combustione interna meno efficienti rispetto ai veicoli moderni. Tuttavia, il loro utilizzo è limitato, poiché circolano principalmente in occasioni speciali o eventi.
  2. D’altra parte, i veicoli moderni, specialmente quelli elettrici, hanno minori emissioni durante l’uso quotidiano. Tuttavia, la loro produzione comporta un impatto significativo sull’ambiente.

Limitazioni di circolazione

  1. Le auto d’epoca sono spesso soggette a restrizioni di circolazione. Possono partecipare solo a raduni o manifestazioni autorizzate, limitatamente a determinate località e percorsi.
  2. Queste limitazioni riducono l’impatto complessivo delle auto d’epoca sull’ambiente, poiché non sono coinvolte nella congestione del traffico quotidiano.

Adattamenti ecologici

  1. Alcuni appassionati di auto d’epoca hanno convertito i loro veicoli per utilizzare carburanti più puliti o addirittura li hanno elettrificati. Questi adattamenti migliorano l’efficienza e riducono le emissioni.

Bilancio complessivo

  1. Considerando sia il carbonio incorporato che le emissioni durante l’uso, l’impatto ambientale complessivo delle auto d’epoca potrebbe essere inferiore rispetto ai veicoli moderni.
  2. Tuttavia, è importante considerare anche l’aspetto culturale e storico delle auto d’epoca, oltre all’impatto ambientale. Ed è proprio qui che le auto d’epoca prendono il sopravvento.

L’impatto ambientale dell’auto storica

Le auto d’epoca, con il loro fascino nostalgico e il design classico, sono oggetti di desiderio per molti appassionati. Tuttavia, quando si tratta di sostenibilità ambientale, è importante considerare l’impronta ecologica di questi veicoli rispetto ai moderni veicoli elettrici.

Le auto d’epoca, essenzialmente, non hanno più un’impronta di produzione attiva. Sono state prodotte anni fa e la loro produzione è stata saldata nel tempo. Tuttavia, queste vetture richiedono manutenzione costante, carburante e altri servizi. Il debito energetico accumulato durante la loro produzione viene distribuito nel corso della loro vita, riducendo così l’impatto complessivo.

D’altra parte, i veicoli elettrici (EV) potrebbero lasciare un’impronta carbonica più elevata a causa delle loro complesse materie prime. Ad esempio, la produzione di una singola batteria agli ioni di litio può emettere l’80% in più di carbonio rispetto alla produzione di un’auto a gas. Tuttavia, nel corso della loro vita, gli EV possono compensare questo impatto grazie alle emissioni ridotte durante l’uso.

Riciclo dei materiali

Le auto d’epoca utilizzavano materiali più semplici come metallo e vetro. Questi materiali sono facilmente riciclabili e possono essere riutilizzati in altre applicazioni. Pertanto, le auto d’epoca hanno un vantaggio in termini di riciclo dei materiali.

Al contrario, le auto moderne coinvolgono un mix di alluminio, plastica e metalli ibridi. Questi materiali rendono il riciclo più impegnativo e ad alta intensità energetica. Tuttavia, gli sforzi per migliorare il riciclo delle batterie agli ioni di litio stanno progredendo, e le tecnologie stanno evolvendo per rendere il processo più efficiente.

In conclusione, sia le auto d’epoca che i veicoli elettrici hanno i loro pro e contro in termini di impatto ambientale. La scelta tra i due dipende da molteplici fattori, tra cui preferenze personali, disponibilità di infrastrutture di ricarica e sensibilità ambientale. L’obiettivo comune dovrebbe essere quello di ridurre l’impatto complessivo sulla Terra, indipendentemente dal tipo di veicolo che guidiamo.

Veicoli elettrici e inquinamento

Molte persone associano le emissioni di gas serra alle auto in circolazione, ma spesso trascurano il processo di produzione. Vediamo come le auto d’epoca e i veicoli elettrici si confrontano in termini di impatto ambientale.

Emissioni sulla strada

Auto d’epoca: Le auto d’epoca, pur essendo meno efficienti dal punto di vista del carburante, producono meno emissioni di gas serra durante l’uso. Tuttavia, questo non è l’intero quadro.

Veicoli elettrici: Gli EV (veicoli elettrici) sono noti per le loro basse emissioni di CO2 durante la guida. Ma la loro reputazione “verde” ha un costo nascosto: la produzione.

Produzione di veicoli elettrici

Impatto energetico: La produzione di veicoli elettrici richiede molta energia. Ad esempio, la Polestar 2, un modello svedese, genera 26 tonnellate di CO2 solo durante la sua fase di produzione. Questo è significativamente più alto rispetto alle auto d’epoca.

Carbonio incorporato: D’altra parte, un’auto d’epoca che percorre 1.200 miglia all’anno può produrre solo circa 563 kg di CO2. Ciò significa che un’auto d’epoca ben mantenuta può funzionare per decenni prima di eguagliare il carbonio incorporato di un nuovo veicolo elettrico.

Riciclo dei materiali

Auto d’epoca: Le auto d’epoca utilizzavano materiali più semplici come metallo e vetro, che sono facilmente riciclabili. Questo è un vantaggio in termini di impatto ambientale.

Veicoli elettrici: Gli EV coinvolgono una complessità di materiali come alluminio, plastica e metalli ibridi. Il loro riciclo è impegnativo e richiede molta energia. Tuttavia, gli sforzi per migliorare il riciclo delle batterie agli ioni di litio stanno progredendo.

Veicoli elettrici e ambiente

Le batterie dei veicoli elettrici (EV) sono il cuore pulsante della mobilità sostenibile. Tuttavia, la loro produzione e il loro impatto ambientale meritano un’analisi approfondita. Vediamo cosa c’è dietro le quinte delle batterie EV.

Estrazione e lavorazione dei materiali: La fonte principale di emissioni legate alle batterie è la loro produzione. Le batterie agli ioni di litio richiedono minerali rari come litio, nichel e cobalto. Purtroppo, l’estrazione e l’elaborazione di questi materiali possono essere dannose per l’ambiente. In alcuni paesi, queste miniere sono associate a violazioni dei diritti umani e impatti negativi sulla salute delle comunità locali.

Emissioni di CO2 durante la produzione: Uno studio recente ha rivelato che la batteria da 80 kWh di una Tesla Model 3 può rappresentare da 2,5 a 16 tonnellate metriche di emissioni di CO2. Questo valore varia in base alle dimensioni delle batterie e all’energia utilizzata nel processo di produzione. Gran parte di queste emissioni proviene dai combustibili fossili impiegati nell’estrazione e nell’elaborazione dei materiali.

Infrastruttura energetica e ricarica: La ricarica di milioni di veicoli elettrici richiede una solida infrastruttura energetica. Attualmente, molte parti del mondo dipendono ancora da fonti non rinnovabili per l’energia elettrica. Pertanto, anche se gli EV non emettono gas di scarico durante la guida, l’indiretto contributo alle emissioni di carbonio attraverso la produzione di energia deve essere considerato.

Durata e smaltimento: Le batterie EV hanno una durata limitata, mediamente tra i 12 e i 15 anni. Dopo questo periodo, inizia il processo di smaltimento, che richiede notevoli risorse e energia. Purtroppo, al momento, le batterie EV non sono completamente riciclabili, il che rappresenta una sfida per la gestione dei rifiuti e l’impatto ambientale. Mentre gli EV offrono vantaggi significativi in termini di emissioni durante l’uso, è essenziale affrontare le sfide legate alla produzione, all’infrastruttura energetica e allo smaltimento delle batterie. La ricerca continua e gli sforzi per migliorare la sostenibilità delle batterie sono fondamentali per un futuro più pulito e verde.

Nel frattempo, le auto d’epoca non contribuiscono molto alla discarica, visto che vengono collezionate. Siamo certi che le auto d’epoca non sono una soluzione per le nostre future esigenze di trasporto, ma nemmeno i veicoli elettrici se non consideriamo i costi totali del ciclo di vita. È chiaro che questa finta politica green che viene propagandata è figlia del consumismo sfrenato: un ciclo di acquisto, utilizzo, scarto, ripetizione. Tutto quello che non serve ai nostri obiettivi ambientali.

Nel dibattito tra auto d’epoca e veicoli elettrici, entrambi hanno i loro pro e contro. Ma non si può negare che ci sia un vantaggio ambientale nel mantenere ciò che già abbiamo, utilizzando materiali più sostenibili e progettando per la durata. Come non si può negare che non solo auto a contribuire al cambiamento climatico per la maggior percentuale e che quindi non sono le auto a poter risolvere il problema dell’uomo che vuole comandare sull’uomo.

La scelta tra vecchio e nuovo, classico ed elettrico, non è in bianco e nero. Ma mentre lottiamo per trovare il modo migliore per ridurre la nostra impronta carbonica, è utile ricordare che a volte i vecchi metodi possono ancora avere qualcosa da offrire.