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Tour de Corse 1985: l’ultima di Attilio Bettega

Jean Ragnotti, Tour de Corse 1985

Al Tour de Corse 1985 c’era Walter Röhrl, l’unico pilota ufficiale Audi iscritto alla gara. C’era la Renault 5 Maxi Turbo Gruppo B guidata da Jean Ragnotti. C’erano anche tre Lancia Rally 037 del Gruppo B. E c’era tanto tanto di più. Ma poi, l’incidente mortale di Attilio Bettega cambia il volto della gara…

Anche il Tour de Corse 1985 è destinato a restare impresso nella storia del Mondiale Rally come un evento epico, una sfida contro il cronometro e la natura selvaggia dell’isola mediterranea. Dal 2 al 4 maggio di quell’anno, i migliori piloti del mondo si sono sfidati sulle tortuose strade corse, dando vita a uno spettacolo indimenticabile. Questo 29° Tour de Corse ha rappresentato il centoquarantesimo round del Mondiale Rally (WRC) sin dalla sua nascita nel 1973, e il quinto round del Mondiale Rally 1985. Inoltre, è stata la quarta prova del Campionato francese di rally 1985. L’atmosfera era elettrizzante, con la Peugeot che dominava la stagione ma doveva fare i conti con le sfide di Toyota e Opel.

Per capire cosa rappresentava il Tour de Corse ai fini del Campionato del Mondo di quell’anno, bisogna fare un piccolo passo indietro. Nonostante una performance deludente al Safari Rally, dove le 205 Turbo 16 erano state surclassate, la Peugeot manteneva comunque il comando nel campionato mondiale costruttori con un vantaggio di quattordici punti sull’Audi. I suoi piloti di punta, Timo Salonen e Ari Vatanen, detenevano le prime posizioni nella classifica piloti, tenendo a bada il campione in carica, Stig Blomqvist.

Il Tour de Corse ha una storia ricca e affascinante. Nato nel 1956 grazie all’iniziativa del conte Peraldi, presidente dell’Automobile Club de Corse, e del dottor Jean Sermonard, responsabile del turismo di Ajaccio, l’evento si è guadagnato il soprannome di “rally delle diecimila curve” per via del suo percorso particolarmente tortuoso. Entrato nel calendario del Campionato Europeo nel 1970, il Tour de Corse ha trovato presto casa nel Campionato del Mondo Rally, divenendo una delle tappe più impegnative e prestigiose del circuito.

Uno dei nomi che brilla nella storia del Tour de Corse è Bernard Darniche, vincitore per sei volte tra il 1970 e il 1981. La sua abilità nel dominare le strade insidiose dell’isola lo ha reso un’icona del rally mondiale e un punto di riferimento per i piloti che affrontano questa prova. Il Tour de Corse 1985 ha visto sfide mozzafiato, con piloti che hanno dovuto affrontare non solo i loro avversari, ma anche le insidie del terreno e le condizioni meteorologiche mutevoli. È stato uno spettacolo di coraggio, abilità e determinazione, che ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati di rally di tutto il mondo.

Il rally in pillole

  • Partenza: 2 maggio 1985 da Ajaccio
  • Arrivo: 4 maggio 1985 ad Ajaccio
  • Percorso: 1.603,28 km di cui 1.078,02 km su 29 prove speciali (30 prove speciali inizialmente previste per un totale di 1.122,25 km )
  • Superficie: asfalto

Itinerario diviso in tre tappe

  • Prima Tappa: Ajaccio – Sartène – Quenza – Vivario – Migliacciaro – Ponte-Leccia – Bastia, il 2 maggio – 570,61 km di cui 371,18 su 10 prove speciali (11 prove speciali inizialmente previste per un totale di 415,41 km)
  • Seconda Tappa: Bastia – Saint-Florent – Corte – L’Île-Rousse – Calvi, il 3 maggio – km 423,16 di cui 283,45 km su 9 prove speciali
  • Terza Tappa: Calvi – Évisa – Campo Dell’Oro – Aullène – Propriano – Ajaccio, il 4 maggio – km 609,51 di cui 423,39 su 10 prove speciali
Attilio Bettega, Tour de Corse 1985
Bettega-Perissinot, Tour de Corse 1985

Squadre e auto al Tour de Corse 1985

Audi

Il Tour de Corse 1985 è stato un’epica, con alcuni dei migliori piloti al mondo pronti a sfidarsi sulle tortuose strade dell’isola corsa. Tra di loro c’era Walter Röhrl, l’unico pilota ufficiale Audi iscritto alla gara, pronto a dimostrare il potenziale della sua vettura: una Sport Quattro del Gruppo B. La Sport Quattro era una macchina straordinaria, progettata per dominare le strade più impegnative e offrire prestazioni di livello mondiale. Con un peso di soli 1.030 kg, questa vettura a trazione integrale montava un motore cinque cilindri da 2.110 cc con testata a venti valvole. Questo motore era alimentato da un sistema di iniezione elettronica Bosch, abbinato a un turbocompressore KKK, che erogava una potenza impressionante di 450 cavalli a 8000 giri/min.

Ma non erano solo le specifiche tecniche a rendere la Sport Quattro così formidabile. La vettura era dotata anche di dischi freno completamente nuovi, garantendo una frenata potente e precisa in ogni situazione. Inoltre, Röhrl aveva scelto di utilizzare pneumatici Michelin, rinomati per la loro aderenza e affidabilità. Il Tour de Corse 1985 è stato un banco di prova cruciale per Röhrl e la sua Audi Sport Quattro. Affrontando curve strette, tornanti ripidi e cambiamenti repentini di superficie stradale, il pilota tedesco ha dimostrato la sua abilità e il potenziale della sua vettura, tenendo testa alla concorrenza e lottando per ottenere risultati di rilievo.

Peugeot

Nel Tour de Corse 1985, l’attenzione non era solo rivolta alla potenza dell’Audi Sport Quattro di Walter Röhrl, ma anche alle leggendarie Peugeot 205 Turbo 16, guidate dai talentuosi piloti Ari Vatanen, Timo Salonen e Bruno Saby. Le 205 Turbo 16, appartenenti al Gruppo B, erano macchine da rally straordinarie, caratterizzate da un peso di soli 980 kg e da un motore quattro cilindri in linea di 1775 cm³ posizionato centralmente. Questi motori erano alimentati da un sistema di iniezione elettronica Bosch associato a un turbocompressore KKK, che sviluppava una potenza di 350 cavalli a 7200 giri/min. Una combinazione di potenza, leggerezza e agilità che ha reso le 205 Turbo 16 delle vere macchine da corsa.

Accanto alle vetture di Vatanen e Salonen, Bruno Saby ha fatto il suo debutto con la nuova versione della 205 T16, chiamata Evolution 2. Questa versione presentava un telaio ridisegnato, utilizzando materiali più resistenti che consentivano una migliore rigidità e una riduzione di 70 kg rispetto al modello precedente. La carrozzeria era caratterizzata da uno spoiler anteriore e un’ala posteriore, migliorando la stabilità e l’aerodinamica della vettura. Il motore, sovralimentato da un turbocompressore Garrett, erogava una potenza impressionante di 430 cavalli a 7500 giri/min, facendo della 205 T16 Evolution 2 una delle macchine più temibili sulla strada.

Oltre alle tre vetture ufficiali, Bernard Darniche si è messo al volante di una 205 T16 di prima versione, preparata dalla ROC e iscritta da Gauloises. Nonostante fosse un modello precedente, la vettura era comunque competitiva e Darniche era pronto a dimostrarlo. Le Peugeot montavano pneumatici Michelin, rinomati per la loro aderenza e prestazioni su vari tipi di terreno, dando ai piloti la sicurezza e la fiducia necessarie per affrontare le sfide del Tour de Corse.

Lancia

Il Tour de Corse 1985 prometteva di essere un evento emozionante, con una schiera di macchine da rally di altissimo livello pronte a sfidarsi sulle strade tortuose dell’isola corsa. Tra i partecipanti c’erano anche tre Lancia Rally 037 del Gruppo B, pronte a competere per la gloria nella categoria. La Scuderia Lancia aveva inizialmente iscritto tre Rally 037 per Markku Alén, Attilio Bettega e Henri Toivonen. Tuttavia, a seguito di un infortunio occorso a Toivonen due settimane prima durante il Rally Costa Smeralda, quest’ultimo non avrebbe potuto partecipare alla gara per alcuni mesi. Di conseguenza, solo Alén e Bettega avrebbero potuto difendere i colori ufficiali della squadra.

Nonostante la mancanza di uno dei loro piloti principali, la squadra Lancia non si sarebbe lasciata scoraggiare. Alén e Bettega avrebbero comunque potuto contare sull’aiuto di Miki Biasion, che avrebbe guidato, come già fatto in Portogallo, una Rally 037 del Jolly Club. Queste potenti berlinette posteriori a motore centrale pesavano 960 kg e montavano un quattro cilindri da 2.111 cm³.

Il motore, alimentato da un sistema di iniezione meccanica Bosch Kugelfischer accoppiato a un compressore volumetrico Abarth, erogava una potenza di 330 cavalli a 8.000 giri/min. Una combinazione di potenza e agilità che rendeva le Rally 037 delle macchine formidabili sulle strade impegnative del Tour de Corse. Le vetture Lancia utilizzavano pneumatici Pirelli, rinomati per la loro aderenza e affidabilità su vari tipi di terreno. Questo avrebbe dato ai piloti la stabilità e la sicurezza necessarie per affrontare le sfide uniche della gara corsa.

Renault

Il Tour de Corse 1985 ha visto una novità entusiasmante nel panorama del rally mondiale: la partecipazione della Renault 5 Maxi Turbo gruppo B, guidata da uno dei piloti più rispettati del circuito, Jean Ragnotti. Ragnotti, noto per la sua abilità e il suo stile spettacolare alla guida, ha portato in gara la Renault 5 Maxi Turbo, una vera e propria evoluzione della leggendaria 5 Turbo “Tour de Corse”. Questa nuova vettura, pesando solo 905 kg rispetto ai 960 kg del suo predecessore, prometteva prestazioni ancora più straordinarie.

Il motore a quattro cilindri da 1527 cc, posizionato centralmente sul retro della vettura, era alimentato da un sistema di iniezione Bosch K-Jetronic associato a un turbocompressore Garrett. Questa combinazione tecnologica permetteva alla Renault 5 Maxi Turbo di sviluppare una potenza di 350 cavalli a 6500 giri/min, garantendo prestazioni mozzafiato su ogni tipo di terreno.

Accanto a Ragnotti, iscritto da Renault Sport, c’erano altre due Renault 5 Maxi Turbo: quella di François Chatriot, preparata dalla concessionaria Renault di Compiègne sotto i colori DIAC, e quella di Didier Auriol, preparata dalla concessionaria Renault di Chartres sotto i colori 33 Export. Mentre Ragnotti e Chatriot hanno optato per gomme Michelin, Auriol ha scelto gomme Pirelli, mostrando la varietà di strategie e preferenze tra i piloti.

Inoltre, al via c’erano una ventina di piloti privati ​​che sfidavano le precedenti versioni della Renault 5 Turbo gruppo B, equipaggiate con motori da 1397 cc che erogavano circa 330 cavalli. Il marchio francese era anche presente nelle categorie inferiori, con la 11 Turbo gruppo A di Alain Oreille e la 5 GT Turbo gruppo N di Jean-Pierre Deriu.

La partecipazione della Renault 5 Maxi Turbo al Tour de Corse 1985 ha rappresentato una svolta nel mondo del rally, dimostrando l’innovazione e la competenza tecnica del marchio francese. Con piloti esperti e macchine di altissimo livello, la competizione si preannunciava intensa e affascinante, promettendo uno spettacolo indimenticabile per gli appassionati di rally di tutto il mondo.

Opel

Presente al Tour de Corse 1985 anche uno dei piloti più esperti e rispettati del panorama rallystico, Guy Fréquelin, alla guida della sua fedele Opel Manta 400 gruppo B. Con una reputazione già consolidata grazie alle sue vittorie nelle prime tre gare del campionato francese, Fréquelin si presentava alla gara con la determinazione di continuare il suo successo. La Opel Manta 400 era una coupé dotata di una trasmissione convenzionale e un peso di una tonnellata. Nonostante le apparenze, questa vettura nascondeva un motore a quattro cilindri da 2420 cc, sviluppato da Cosworth, che garantiva prestazioni sorprendenti. Alimentato da due carburatori Weber doppio corpo, il motore della Manta 400 erogava una potenza di 275 cavalli a 7250 giri/min.

La scelta dei pneumatici era cruciale per affrontare le sfide uniche del Tour de Corse, e Fréquelin aveva optato per pneumatici Michelin, rinomati per la loro aderenza e prestazioni su strade impegnative. Nonostante la concorrenza agguerrita e le sfide del percorso, Fréquelin era determinato a dimostrare il potenziale della sua Opel Manta 400. Con la sua esperienza e la sua abilità alla guida, sapeva che avrebbe potuto essere una forza da non sottovalutare nella battaglia per il podio.

Porsche

La Rothmans ha schierato due imponenti Porsche 911 SC RS gruppo B, affidandole ai talentuosi piloti Bernard Béguin e Billy Coleman. Queste coupé, con il loro motore a sbalzo posteriore, rappresentavano un’aggiunta di prestigio alla griglia di partenza, promettendo prestazioni e emozioni senza pari.

Con un peso di 975 kg, le Porsche 911 SC RS erano pronte a dominare le strade impegnative dell’isola corsa. Il loro motore era un potente sei cilindri piatto da 2.994 cm³, raffreddato ad aria e alimentato dall’iniezione elettronica Bosch Kugelfischer, capace di erogare una potenza impressionante di 305 cavalli a 7.600 giri/min. Una combinazione di potenza e affidabilità che avrebbe fatto la differenza sulle strade tortuose e impegnative del Tour de Corse.

La scelta dei pneumatici era cruciale per ottenere prestazioni ottimali, e la Rothmans aveva optato per pneumatici Michelin, rinomati per la loro aderenza e durata su vari tipi di terreno. Questo avrebbe dato a Béguin e Coleman la fiducia necessaria per affrontare le sfide uniche della gara.

Il Tour de Corse 1985 si preannunciava come una gara epica, con una concorrenza agguerrita e un percorso impegnativo. Le Porsche 911 SC RS di Rothmans erano pronte a mettere alla prova le loro capacità e a lottare per il successo nella battaglia per il podio. Gli appassionati di rally erano ansiosi di assistere a uno spettacolo di abilità e coraggio mentre i migliori piloti del mondo si affrontavano su uno dei circuiti più impegnativi e iconici del calendario rallystico.

Citroen

La scuderia Junior francese ha presentato due promettenti giovani piloti, Olivier Tabatoni e Carole Vergnaud, alla guida delle loro agili Citroën Visa 1000 Pistes gruppo B. Queste berline leggere, con un peso di soli 775 kg, si preparavano a sfidare le strade impegnative dell’isola corsa, mostrando il loro potenziale e la loro versatilità. Le Citroën Visa 1000 Pistes erano dotate di un motore quattro cilindri da 1.434 cm³, alimentato da due carburatori Weber doppio corpo, che garantiva una potenza massima di 145 cavalli a 6500 giri/min. Nonostante la loro cilindrata relativamente ridotta, queste vetture erano agili e reattive, perfette per affrontare le curve strette e i tornanti serrati del Tour de Corse.

La trazione integrale delle Visa 1000 Pistes assicurava una presa stabile e sicura su ogni tipo di terreno, offrendo ai piloti la fiducia necessaria per affrontare le sfide della gara. Inoltre, la scelta dei pneumatici Michelin confermava l’impegno della scuderia Junior per ottenere le migliori prestazioni su strada. Tabatoni e Vergnaud si presentavano al Tour de Corse 1985 come giovani talenti desiderosi di dimostrare il proprio valore nel mondo del rally. Con la loro determinazione, il loro impegno e il supporto della scuderia Junior, erano pronti a lottare per ottenere risultati di rilievo e a fare sentire la loro presenza tra i grandi nomi della competizione. Il Tour de Corse 1985 si preannunciava come un banco di prova cruciale per i giovani piloti francesi e le loro Citroën Visa 1000 Pistes. Con la competizione che si faceva sempre più intensa, gli appassionati di rally erano ansiosi di seguire le gesta di questi talenti emergenti mentre si facevano strada attraverso le strade impegnative dell’isola corsa.

Talbot

Una presenza significativa nella classe B9 (gruppo B, inferiore a 1300 cc) era rappresentata dal popolare Talbot Samba Rallye, una vettura che stava rapidamente guadagnando popolarità tra i piloti grazie alle sue prestazioni agili e alla sua affidabilità. Tra le diciannove vetture di questo tipo al via, la vettura di Jean-Paul Bouquet, preparata con cura dalla Peugeot Talbot Nancy, si distingueva per la sua determinazione e il suo impegno. Questa piccola coupé, nonostante il suo aspetto compatto, era pronta a dimostrare il suo valore sulle strade impegnative del Tour de Corse.

Con un peso di soli 675 kg, il Talbot Samba Rallye era incredibilmente leggero, il che lo rendeva agile e maneggevole anche nelle curve più strette e nei tratti più tecnici del percorso. Il suo motore quattro cilindri da 1285 cc, alimentato da due carburatori Weber doppio corpo, erogava una potenza di 130 cavalli a 7200 giri/min, garantendo prestazioni sorprendenti per una vettura di questa classe. La scelta dei pneumatici era essenziale per ottenere prestazioni ottimali, e Bouquet aveva optato per pneumatici Michelin, rinomati per la loro aderenza e durata su vari tipi di terreno. Questo gli avrebbe fornito la stabilità e la sicurezza necessarie per affrontare le sfide uniche del Tour de Corse.

Nonostante la concorrenza agguerrita e la presenza di vetture più potenti sulla griglia di partenza, il Talbot Samba Rallye di Bouquet si presentava come una forza da non sottovalutare. Con la sua leggerezza, la sua maneggevolezza e il suo motore vivace, era pronto a dimostrare che anche le vetture di classe inferiore potevano fare la differenza sulle strade impegnative dell’isola corsa.

Alfa Romeo

Nel Tour de Corse 1985, il Gruppo A si preannunciava come un terreno di battaglia affascinante e competitivo, con due protagonisti pronti a lasciare il segno: Yves Loubet e Bertrand Balas alla guida delle loro affidabili Alfetta GTV6. Queste coupé, dotate di un motore V6 da 2492 cc, emettevano un suono inconfondibile mentre si facevano strada attraverso le strade tortuose dell’isola corsa. Con una potenza di 220 cavalli e un peso di 1120 kg, le Alfetta GTV6 erano pronte a sfidare la concorrenza nel Gruppo A con grinta e determinazione.

La scelta dei pneumatici era fondamentale per garantire prestazioni ottimali su ogni tipo di terreno, e Loubet e Balas avevano optato per pneumatici Pirelli, rinomati per la loro aderenza e affidabilità anche nelle condizioni più difficili. Con la loro esperienza e abilità alla guida, Loubet e Balas si preparavano a essere i principali animatori del Gruppo A nel Tour de Corse 1985. Conoscendo bene il potenziale delle loro Alfetta GTV6, erano pronti a lottare fino all’ultimo chilometro per ottenere risultati di rilievo e dimostrare il loro valore nel competitivo mondo del rally.

Volkswagen

La Volkswagen Motorsport ha fatto il suo ritorno al Tour de Corse 1985 con due Golf GTI del Gruppo A, confermando il loro impegno nel rally mondiale. I piloti Jochi Kleint e Franz Wittmann si sono trovati al volante di queste agili e performanti vetture, pronti a dimostrare il valore della Golf GTI sulle impegnative strade dell’isola corsa. Simili alla loro partecipazione in Portogallo, le Golf GTI erano state accuratamente preparate per affrontare le sfide del Tour de Corse. Con un peso di 880 kg, queste vetture erano leggere e maneggevoli, ideali per affrontare le curve strette e i tratti tecnici del percorso.

Il motore a quattro cilindri da 1781 cc, alimentato da iniezione meccanica Bosch, erogava una potenza di 170 cavalli, fornendo la potenza necessaria per affrontare le ripide salite e le rapide discese dell’isola corsa. Anche se impegnato privatamente, Guy Chasseuil ha partecipato alla gara con un modello identico della Golf GTI, dimostrando il fascino e la popolarità di questa vettura nel mondo del rally.

La scelta dei pneumatici era cruciale per ottenere prestazioni ottimali, e sia il team ufficiale che Chasseuil hanno optato per pneumatici Pirelli, rinomati per la loro aderenza e durata anche nelle condizioni più impegnative. Con la loro determinazione e abilità alla guida, Kleint, Wittmann e Chasseuil erano pronti a sfidare la concorrenza nel Gruppo A e a dare il massimo per ottenere risultati di rilievo al Tour de Corse 1985.

Saby-Fauchille, Tour de Corse 1985
Saby-Fauchille, Tour de Corse 1985

Cronaca della gara

Tappa 1 Ajaccio-Quenza

Gli equipaggi sono partiti da Ajaccio giovedì mattina, sotto il sole. Fin dal primo tratto cronometrato, Jean Ragnotti appare molto a suo agio al volante della sua Renault 5 Turbo. Ha preso il comando della gara, con dieci secondi di vantaggio sulla Lancia di Attilio Bettega. Seguono le Peugeot 205 di Bruno Saby e Ari Vatanen, mentre il loro compagno di squadra Timo Salonen si ritira (taglio del cavo di alimentazione). Un problema alla pompa della benzina ha causato il ritiro della 205 privata affidata a Bernard Darniche, mentre Guy Fréquelin si è ritirato con la pompa dell’olio della sua Opel guasta.

Con l’unica Audi Quattro iscritta, Walter Röhrl non è andato molto oltre: il campione tedesco è tornato alla sua assistenza con un disco del freno rotto prima di arrendersi, per motivi di sicurezza. Dopo soli quaranta chilometri di corsa, quattro equipaggi di testa sono già stati eliminati! Nella seconda prova speciale, Vatanen è andato all’attacco ed è risalito al secondo posto della classifica generale, scendendo a otto secondi da Ragnotti. I chiodini di scarsa qualità hanno portato all’eliminazione di due dei principali motori del Gruppo A, con fissaggi delle ruote rotti che hanno causato l’uscita di strada di Franz Wittmann e Guy Chasseuil (entrambi su Volkswagen Golf).

Nelle due prove speciali successive, Ragnotti ha ancora una volta dominato gli avversari, ma la gara ha assunto un’altra dimensione: poco dopo la partenza del quarto settore cronometrato, Bettega (che in quel momento si trovava in quarta posizione nella classifica generale) è uscito leggermente largo da una curva rapida; la ruota anteriore sinistra ha urtato un sasso e la Lancia ha iniziato a slittare prima di urtare frontalmente un albero, all’altezza dello sfortunato pilota, probabilmente morto sul colpo. La Lancia Rally 037 ha urtato un altro albero prima di terminare la sua corsa sotto la strada. Maurizio Perissinot, copilota di Bettega, è uscito completamente illeso.

Ignari del dramma appena accaduto, gli altri concorrenti si sono sfidati nella speciale, al termine della quale la competizione è stata temporaneamente interrotta, essendo stata annullata la quinta prova cronometrata. Gli equipaggi faranno poi rientro direttamente al parco chiuso di Quenza. Ragnotti intanto ha più di mezzo minuto di vantaggio su Vatanen. Markku Alén ha spodestato Saby dal terzo posto, ma il pilota finlandese, abbattuto dalla scomparsa del compagno di squadra, ha annunciato che non ripartirà.

La 037 di Bettega dopo l'incidente mortale del Tour de Corse 1985
La 037 di Bettega dopo l’incidente mortale del Tour de Corse 1985

Migliacciaro-Bastia

La gara riprende in un’atmosfera di tristezza generale. Anche il terzo pilota della Scuderia Lancia, Miki Biasion, è partito, ma si ritirerà a Zicavo, in segno di lutto, mentre occupava il quarto posto. Ragnotti è ancora al comando ma, sorpreso dalla terra, si gira nella corsa che porta a Vivario e mantiene per poco il comando, con solo un secondo di vantaggio su Vatanen. Quest’ultimo attacca senza sosta, ma nel settore successivo tende troppo una corda, colpisce un sasso e deve fermarsi per sostituire una ruota. Si precipita di nuovo ma colpisce nuovamente un sasso qualche chilometro più avanti. Senza ruota di scorta, ha dovuto chiamare l’elicottero di assistenza per procurarsene una. Perderà ventisette minuti complessivi e ogni possibilità di vittoria, scendendo al venticinquesimo posto. Alla fermata Migliacciaro, Ragnotti ha ora un comodo margine di cinque minuti e mezzo su Saby, il suo avversario più vicino, che ha perso anche lui diversi minuti a causa di una foratura ed è di poco davanti alla Porsche di Bernard Béguin. Sulla sua Renault 5 Turbo privata, Didier Auriol è tre minuti più avanti. In testa al Gruppo A fin dall’inizio, Yves Loubet è al sesto posto della classifica generale al volante della sua Alfa Romeo, subito dietro alla Porsche di Billy Coleman.

Quenza-Migliacciaro

Vatanen è stato nettamente il più veloce nelle ultime tre prove speciali della giornata e ha compiuto una spettacolare rimonta fino al sesto posto, riducendo il suo deficit a venticinque minuti. In testa, Ragnotti ha ulteriormente incrementato il suo vantaggio, con Saby ora a più di sei minuti e mezzo dalla Renault 5 ufficiale. Béguin è ancora terzo, ma Auriol si ritira a causa di un ritorno di fiamma che ha danneggiato il cablaggio elettrico, ed è ora Loubet a occupare il quarto posto, davanti a Coleman, rallentato da problemi al cambio. Regolarmente il più veloce del Gruppo N al volante della sua BMW, il pilota isolano Patrick Bernardini occupa il quindicesimo posto, con soli 33 secondi di vantaggio su Bernard Donguès (al volante di un modello identico) e pochi minuti davanti alla Renault 5 di Jean-Pierre Deriu, i suoi principali avversari nella categoria.

Tappa 2 Bastia-Corte

Vatanen ha continuato la sua strenua battaglia venerdì e ha vinto le quattro prove speciali della mattina, risalendo fino al quarto posto. Tuttavia, rimane ancora distante tredici minuti dal terzo posto occupato da Béguin e non può sperare in miglioramenti costanti. Nonostante ciò, il pilota finlandese ha continuato ad attaccare e ha commesso un errore tra Moriani e Cervione. La sua Peugeot 205 si è capovolta e è finita sotto la strada. Fortunatamente, l’equipaggio è rimasto illeso ma è stato costretto ad abbandonare la gara. Con il suo ampio vantaggio, Ragnotti ha ridotto leggermente il suo ritmo ma è arrivato a Corte con ancora quasi sei minuti di margine su Saby. Quarto dietro a Béguin, Loubet è in procinto di essere raggiunto da Coleman, che, dopo aver risolto i problemi al cambio, si sta rapidamente avvicinando. Sesto nella classifica generale con la sua Renault 11, Alain Oreille è secondo nel gruppo A, ma non rappresenta una minaccia per Loubet, che lo precede di sei minuti e mezzo.

Corte-Calvi

Nel pomeriggio, non sono stati registrati cambiamenti significativi per i primi tre piloti. Ragnotti ha raggiunto Calvi con poco più di sei minuti di vantaggio su Saby e più di dieci su Béguin. Più avanti, Coleman ha superato Loubet, che rimane comunque in testa al Gruppo A, con un ampio margine sulla Volkswagen di Jochi Kleint, ora sesta dopo il ritiro di Oreille per rottura del motore. Bernardini è stato rallentato da un problema al retrotreno, consentendo a Deriu, undicesimo nella classifica generale, di prendere il comando del Gruppo N.

Tappa 3 Calvi-Ajaccio

Gli equipaggi partono da Calvi domenica all’alba. Con le posizioni stabilite, tutti si concentrano nel consolidare la propria posizione, mentre la gara affonda nella monotonia. Saby ha notevolmente rallentato e, al riordino all’aeroporto di Ajaccio, Ragnotti ha aumentato il suo vantaggio a oltre nove minuti. Le due Porsche di Béguin e Coleman rimangono indietro, mentre Loubet, quinto, mantiene la leadership nel gruppo A con un ampio margine sul compagno di squadra Bertrand Balas, sesto dopo il ritiro di Kleint uscito di strada.

Ajaccio-Ajaccio

Nell’ultimo giro, a sud-est di Ajaccio, non ci saranno cambiamenti tra i leader; le posizioni saranno definitivamente stabilite. Ragnotti, che ha guidato la corsa dall’inizio alla fine, ha conquistato il suo secondo Tour de Corse, mentre Saby, secondo, ha contribuito a ottenere un’eccellente prestazione per la Peugeot nel campionato. Le Porsche di Béguin e Coleman hanno guadagnato il terzo e quarto posto rispettivamente, davanti alle Alfa Romeo di Loubet e Balas, che hanno ottenuto una doppietta nel gruppo A. Jean-Louis Bouquet, alla guida della sua piccola Talbot Samba, ha ottenuto un ottimo settimo posto e la vittoria nella sua categoria. Nono al traguardo, Deriu era davanti a tutti gli avversari del gruppo N, ma la sua Renault 5 è stata considerata non conforme durante le verifiche tecniche a causa dell’utilizzo, per errore, di una Renault 11 box consegnata da Renault Sport all’equipaggio. Alla fine sarà Bernardini (decimo classificato dopo la retrocessione di Deriu) a essere dichiarato vincitore del gruppo. Quarantasei vetture hanno tagliato il traguardo.