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Tour de Corse 1984: debutti infuocati

Peugeot 205 T16, Tour de Corse 1984

Nel 1984 il Tour de Corse ha attirato alcuni dei migliori piloti del mondo, desiderosi di mettere alla prova le proprie capacità su questo terreno impegnativo. La competizione è stata intensa fin dall’inizio, con una serie di sorpassi emozionanti e momenti di tensione che hanno tenuto gli spettatori con il fiato sospeso.

Il Tour de Corse 1984, edizione numero 28 della gara isolana, rimane uno dei momenti epici nel mondo dei rally. Questo evento, che si è svolto dal 3 al 5 maggio 1984, è stato il centoventottesimo round del Campionato Mondiale Rally (WRC) sin dal suo inizio nel 1973. È stato anche il quinto round del Campionato Mondiale Rally 1984 e la quarta prova del Campionato francese di rally dello stesso anno.

Soprannominato il “Rally delle 10.000 curve”, il Tour de Corse ha radici profonde che si allungano fino al 1956, quando il conte Peraldi e il dottor Jean Sermonard, presidenti rispettivamente dell’Automobile Club de Corse e dell’ufficio turistico di Ajaccio, lo hanno fondato. Fin dall’inizio, questo rally è stato caratterizzato da un percorso estremamente impegnativo che ha rapidamente guadagnato fama internazionale. Incorporato nel Campionato Europeo nel 1970, il Tour de Corse è diventato un pilastro del calendario del campionato del mondo sin dalla sua creazione nel 1973.

Una delle figure dominanti in questo rally è stata Bernard Darniche, che ha conquistato la vittoria sei volte tra il 1970 e il 1981, stabilendo così un record di vittorie su questo circuito. Il Tour de Corse non era soltanto una gara di resistenza per i piloti, ma anche una prova di abilità e coraggio. I tortuosi e stretti tracciati corsi, che si snodavano attraverso le pittoresche ma pericolose strade dell’isola mediterranea, richiedevano concentrazione assoluta e precisione millimetrica da parte dei partecipanti.

Nel 1984, il rally ha attirato alcuni dei migliori piloti del mondo, desiderosi di mettere alla prova le proprie capacità su questo terreno impegnativo. La competizione è stata intensa fin dall’inizio, con una serie di sorpassi emozionanti e momenti di tensione che hanno tenuto gli spettatori con il fiato sospeso. Tra gli eventi più memorabili di quel Tour de Corse 1984 c’è stata la sfida epica tra alcuni dei giganti del rally dell’epoca. Nomi come Walter Röhrl, Ari Vatanen e Henri Toivonen si sono confrontati nelle curve tortuose e nei tratti veloci, dimostrando perché erano considerati dei maestri del volante.

Ma il Tour de Corse non era solo una questione di piloti; anche le auto dovevano essere all’altezza della sfida. Le vetture dovevano essere non solo veloci, ma anche robuste e affidabili per sopravvivere alle dure condizioni della corsa e completare l’intero percorso senza incidenti. In mezzo a paesaggi mozzafiato e atmosfere cariche di adrenalina, il Tour de Corse 1984 ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del rally. Con la sua combinazione unica di bellezza naturale e sfide tecniche, questo evento rimane uno dei momenti più memorabili del mondo dei motori.

Il rally in pillole

  • Partenza: 3 maggio 1984 da Ajaccio
  • Arrivo: 5 maggio 1984 ad Ajaccio
  • Lunghezza: 1.617,8 km di cui 1.130,29 km su 30 prove speciali
  • Fondo: asfalto

Itinerario diviso in tre tappe

  • Prima Tappa: Ajaccio – Sartène – Quenza – Vivario – Bastia, il3 maggio – 580,7 km di cui 424,63 su 11 prove speciali
  • Seconda Tappa: Bastia – Saint-Florent – Corte – L’Île-Rousse – Calvi , il 4 maggio – km 407,85 di cui 274,52 km su 8 prove speciali
  • Terza Tappa: Calvi – Évisa – Campo Dell’Oro – Aullène – Sartène – Propriano – Ajaccio, il 5 maggio – km 629,25 di cui 431,14 su 11 prove speciali
Alén-Kiwimaki, Tour de Corse 1984
Alén-Kiwimaki, Tour de Corse 1984

Squadre e auto al Tour de Corse 1984

Lancia

Per il Tour de Corse 1984, la Scuderia Lancia ha schierato due esemplari della Rally 037, affidandoli a due piloti di grande talento: Markku Alén e Attilio Bettega. Il Jolly Club ha supportato la squadra con altri due modelli identici per Adartico Vudafieri e Miki Biasion, mentre l’Écurie Chardonnet ha contribuito con un’ulteriore vettura, nelle mani di Jean-Claude Andruet. Tutte e cinque le vetture sono state preparate con cura nelle officine Abarth di Torino, il tempio dell’ingegneria automobilistica italiana. La Rally 037 era una macchina straordinaria sotto molti aspetti. Il suo motore centrale posteriore da 2111 cm^3 era una meraviglia di ingegneria, alimentato da un sistema di iniezione meccanica Bosch Kugelfischer e dotato di un compressore volumetrico Abarth. Questo gioiello tecnologico sviluppava una potenza impressionante, oscillando tra i 320 e i 330 cavalli, a seconda della pressione di sovralimentazione, con il regime massimo di 8000 giri al minuto.

In configurazione asfalto, la Rally 037 pesava tra i 965 e i 970 kg, una leggerezza che contribuiva alla sua agilità e maneggevolezza sulle strade tortuose dei rally. Equipaggiata con pneumatici Pirelli, era pronta a sfidare qualsiasi avversario sul terreno più impegnativo. Ma la vera magia della Lancia Rally 037 si manifestava sulle strade sterrate e tra le curve serrate dei rally, dove mostrava tutta la sua potenza e la sua capacità di dominare il terreno. I piloti che si sedevano dietro il volante di questa macchina potevano sentirne il cuore pulsante, la sua determinazione a vincere incarnata in ogni singolo componente.

Audi

Per la prima volta nella storia dei rally, Audi Sport ha schierato la Sport Quattro Gruppo B, una macchina rivoluzionaria che avrebbe cambiato il volto delle competizioni automobilistiche. Omologata appena in tempo per l’occasione, questa vettura è stata affidata al leggendario pilota Walter Röhrl, pronto a dimostrare il suo valore sul terreno impegnativo del Tour de Corse 1984. La Sport Quattro Gruppo B ha preso le mosse dall’architettura della Quattro A2, con il suo motore cinque cilindri in posizione anteriore longitudinale e la trazione integrale permanente con differenziale centrale. Tuttavia, questo nuovo modello presentava importanti innovazioni: era più corto, con un passo ridotto di trenta centimetri, e più leggero del suo predecessore, pesando solo 1030 kg anziché 1070. Questo significava una maneggevolezza e una agilità ancora maggiori, fondamentali per affrontare le curve impegnative del rally.

Ma la vera rivoluzione si trovava sotto il cofano. La Sport Quattro Gruppo B montava un nuovo motore da 2110 cc con doppio albero a camme in testa e venti valvole, alimentato da un sistema di iniezione elettronica Bosch e associato a un turbocompressore KKK. Questa combinazione esplosiva permetteva alla vettura di sviluppare la strabiliante potenza di 425 cavalli a 7500 giri/min, rendendola una delle macchine più potenti sul circuito. Accanto a Röhrl, altri piloti si sono uniti alla squadra Audi, ciascuno con il proprio modello di Quattro. Stig Blomqvist ha preso il volante di una coupé Quattro A2 Gruppo B, equipaggiata con un motore da 2121 cc, mentre Bernard Darniche ha corso sotto i colori di Yacco con un altro modello di Quattro.

Per affrontare le sfide del Tour de Corse 1984, Audi ha optato per pneumatici Michelin, garantendo prestazioni ottimali su tutte le superfici. Il debutto della Audi Sport Quattro Gruppo B al Tour de Corse 1984 è stato un momento epocale nel mondo dei rally, segnando l’inizio di una nuova era dominata dalla tecnologia e dalla potenza. Con il suo mix di innovazione, prestazioni e determinazione, questa macchina ha dimostrato il suo valore sul campo di battaglia, ispirando una generazione di appassionati e lasciando un’impronta indelebile nella storia del motorsport.

Peugeot

Nel mondo dei rally degli anni ’80, una macchina ha attirato l’attenzione di tutti gli appassionati: la Peugeot 205 Turbo 16. Omologata nel Gruppo B nel mese di aprile, questa vettura ha fatto la sua prima apparizione al Tour de Corse 1984, con due esemplari affidati ai talentuosi piloti Ari Vatanen e Jean-Pierre Nicolas. Coinvolto fin dall’inizio nello sviluppo della 205 T16, Nicolas ha giocato un ruolo fondamentale nel portare questa macchina dal banco di prova alla pista. Il suo impegno nel progetto è stato evidente sin dai primi giorni e il suo debutto in gara nell’ottobre 1983, durante il Trofeo Jean-François Piot a Sarlat, è stato un segnale del potenziale di questa vettura. Nonostante la giovane età della vettura, Nicolas si è classificato secondo in questo breve evento, dimostrando la promettente performance della 205 T16.

Una delle caratteristiche distintive della Peugeot 205 Turbo 16 era la disposizione trasversale posteriore del motore a quattro cilindri. Questa configurazione, combinata con la trazione integrale, garantiva una distribuzione ottimale del peso e una maneggevolezza superiore su tutte le superfici. Il motore da 1775 cc, con distribuzione a doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro, rappresentava il cuore pulsante della vettura. Gestito da un sistema di iniezione elettronica Bosch e associato a un turbocompressore KKK, questo motore sviluppava una potenza massima di 340 cavalli a 7500 giri/min, una cifra impressionante per una vettura delle dimensioni della 205.

Con un peso di soli 975 kg, la 205 Turbo 16 era una macchina agile e reattiva, capace di affrontare le curve serrate e i tratti veloci del Tour de Corse con facilità. Equipaggiata con pneumatici Michelin TRX, garantiva una trazione eccezionale su qualsiasi terreno.

Renault

Renault Sport ha schierato la 5 Turbo ‘Tour de Corse’ per il leggendario pilota Jean Ragnotti, un veterano del mondo dei rally con una reputazione di essere uno dei migliori nel circuito. Questa vettura, con il suo motore posteriore centrale e un peso contenuto di 935 kg, era una forza da non sottovalutare sulle strade impegnative del Tour de Corse. Il cuore della Renault 5 Turbo ‘Tour de Corse’ era un motore da 1397 cc, un quattro cilindri alimentato da iniezione Bosch e sovralimentato da un turbocompressore Garrett. Questa combinazione esplosiva permetteva alla vettura di sviluppare una potenza impressionante di 300 cavalli a 7000 giri/min, garantendo accelerazioni fulminee e una velocità massima da brivido su qualsiasi terreno.

Accanto a Ragnotti, altri piloti si sono uniti alla squadra Renault con modelli identici della 5 Turbo ‘Tour de Corse’. Bruno Saby, sotto i colori Philips, e François Chatriot, supportato dalla DIAC, hanno dato vita a una sfida interna emozionante, mentre Didier Auriol ha partecipato con un modello iscritto privatamente. Ma la presenza della Renault 5 Turbo non si è limitata solo alla squadra ufficiale. Molti piloti indipendenti hanno optato per la 5 Turbo nella versione da 260 cavalli, dimostrando la popolarità e l’efficacia di questa vettura nel mondo dei rally. Uno dei più importanti di questi piloti è stato Jean-Pierre Manzagol, che ha gareggiato nel suo diciannovesimo Tour de Corse con la sua amata 5 Turbo. La marca francese ha anche fatto la sua presenza sentire nel gruppo N, con le due 11 Turbo di Alain Oreille e Jean-Pierre Deriu, dimostrando la versatilità e l’adattabilità delle vetture Renault nel mondo dei rally.

Opel

L’Opel Manta 400 Gruppo B è stata una delle vetture più iconiche e ammirate. Preparata dall’Opel Euro Team, questa coupé dalla linea classica ha lasciato il segno sulle strade impegnative del Tour de Corse 1984, con il pilota Guy Fréquelin al volante. La Manta 400 Gruppo B è stata una creazione straordinaria, con un peso di soli 980 kg che la rendeva agile e maneggevole su tutte le superfici. Il suo motore a quattro cilindri da 2420 cc, sviluppato da Cosworth, era il cuore pulsante della vettura. Alimentato da due carburatori Weber doppio corpo, questo motore erogava una potenza impressionante di 277 cavalli a 7250 giri/min, garantendo prestazioni straordinarie su strada.

Il design classico della Manta 400 Gruppo B racchiudeva una potenza pronta a esplodere, una combinazione che ha affascinato sia gli appassionati di auto che gli amanti dei rally. Il suo aspetto distintivo e la sua presenza intimidatoria sulla strada la rendevano una delle vetture più riconoscibili nel campo delle competizioni automobilistiche. Guy Fréquelin, al volante di questa macchina straordinaria, ha dimostrato la sua abilità e la sua determinazione al Tour de Corse 1984. Con la sua esperienza e il suo talento, Fréquelin ha portato la Manta 400 Gruppo B al limite, sfidando le curve serrate e i tratti veloci con coraggio e precisione.

Come molti altri concorrenti, Fréquelin ha optato per pneumatici Michelin, una scelta che rifletteva la fiducia nella qualità e nelle prestazioni di uno dei principali fornitori nel mondo dei rally. Nonostante la sua unica presenza nel rally, l’Opel Manta 400 Gruppo B ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dei rally. La sua potenza, la sua bellezza e la sua prestazione sulle strade impegnative del Tour de Corse 1984 rimarranno nella memoria degli appassionati di motori per sempre, come un’icona indiscussa del motorsport.

Alfa Romeo

Nel Tour de Corse del 1984, Yves Loubet e Bertrand Balas hanno preso il via con la loro Alfetta GTV6 coupé Gruppo A, una vettura che ha attirato l’attenzione per la sua presenza distintiva e la sua partecipazione al campionato francese. La Alfetta GTV6 era una vettura ben bilanciata, con un peso di 1120 kg che la rendeva agile e maneggevole su tutte le superfici. Il suo motore V6 da 2492 cm^3 era il cuore pulsante della vettura, fornendo la potenza necessaria per affrontare le sfide del rally. Mentre Loubet poteva contare su una potenza di 220 cavalli, Balas ha incontrato una sfortunata rottura del motore del Gruppo A, costringendolo a utilizzare un’unità di serie con una potenza di 160 cavalli.

Nonostante la differenza di potenza, entrambi i piloti hanno affrontato la competizione con determinazione e spirito combattivo. La loro scelta di pneumatici Pirelli rifletteva la fiducia nella qualità e nelle prestazioni di uno dei principali fornitori nel mondo dei rally, garantendo una trazione ottimale su qualsiasi terreno. Yves Loubet e Bertrand Balas hanno dimostrato la loro abilità e il loro coraggio sulle strade impegnative del Tour de Corse 1984, affrontando curve serrate e tratti veloci con determinazione e precisione. Anche se i risultati potrebbero essere stati diversi a causa della potenza del motore, entrambi hanno lasciato il segno con la loro presenza sul campo di gara.

La Alfetta GTV6 del duo francese è stata una testimonianza della diversità e della passione nel mondo dei rally, una vettura che ha affrontato la sfida con grinta e determinazione. Il loro impegno nel campionato francese e nel Tour de Corse 1984 è stato un tributo alla loro dedizione al motorsport e alla loro voglia di sfidare i limiti della prestazione automobilistica.

Volkswagen

Nel panorama dei rally degli anni ’80, la Volkswagen Golf GTI Gruppo A è stata una presenza costante e rispettata, e nel Tour de Corse 1984, Kalle Grundel ha portato avanti questa tradizione con la sua partecipazione alla gara, iscritto dalla Volkswagen Motorsport. La Golf GTI Gruppo A di Grundel era una macchina ben equilibrata, con un peso di soli 880 kg che la rendeva agile e reattiva su tutte le superfici. Il suo motore a quattro cilindri da 1781 cc era alimentato da un sistema di iniezione meccanica Bosch K-Jetronic, una tecnologia all’avanguardia all’epoca, che garantiva prestazioni affidabili e costanti anche sotto le condizioni più estreme del rally. Con una potenza di 160 cavalli, la Golf GTI Gruppo A di Grundel era pronta a fare la sua mossa sulle curve serrate e i tratti veloci del Tour de Corse.

Montando pneumatici Pirelli, Grundel ha fatto una scelta che rifletteva la sua fiducia nella qualità e nelle prestazioni di uno dei principali fornitori nel mondo dei rally. Con una trazione ottimale su tutte le superfici, la Golf GTI Gruppo A di Grundel era pronta a affrontare qualsiasi sfida che il rally gli avrebbe posto davanti. Anche se potrebbe non essere stata la vettura più potente o tecnologicamente avanzata sul campo, la Golf GTI Gruppo A di Grundel ha dimostrato il suo valore con la sua affidabilità e la sua costanza nel completare la gara. Il suo stile classico e la sua presenza distintiva la rendevano una delle vetture più amate e rispettate nel campo dei rally.

Ragnotti, Tour de Corse 1984
Ragnotti, Tour de Corse 1984

Cronaca della gara

Tappa 1 Ajaccio-Quenza

I concorrenti sono partiti da Ajaccio giovedì mattina, sotto un cielo minaccioso. Le strade erano allora asciutte e la Scuderia Lancia ha dominato la prima prova speciale, con Attilio Bettega davanti ai compagni di squadra Markku Alén e Miki Biasion, nettamente davanti alla Renault 5 Turbo di Jean Ragnotti e alla Peugeot 205 Turbo 16 di Ari Vatanen, quest’ultimo che ha iniziato con molta attenzione. Il pilota finlandese è andato all’attacco fin dalla seconda frazione cronometrata, dove ha fatto segnare il miglior tempo e ha spodestato Alén dal terzo posto, mentre la Lancia di Jean-Claude Andruet è stata attardata da un problema alla centralina elettronica; il francese ha poi perso più di otto minuti ed è sceso dal sesto al sessantaduesimo posto della classifica generale.

Bettega, che ha mantenuto la testa della corsa, è stato il più veloce nelle tre gare successive, raggiungendo il Parco Chiuso di Quenza con mezzo minuto di vantaggio su Biasion. Alén ha riconquistato il terzo posto, ma la battaglia con Vatanen è rimasta molto serrata, con soli tre secondi a separare i due uomini, con Ragnotti non molto indietro. Presentando la nuova Sport Quattro, Walter Röhrl, ottavo, è il miglior rappresentante dell’Audi, ma la manovrabilità del nuovo modello su asfalto è lontana dal soddisfare le aspettative del produttore tedesco. Insoddisfatto del comportamento della sua Opel, Guy Fréquelin è solo in tredicesima posizione. Sedicesimo con la sua Alfa Romeo, Yves Loubet è in testa al gruppo A. Nonostante problemi al cambio e manovrabilità, Andruet ha già recuperato quarantadue posizioni.

Quenza-Bastia

Il cielo è molto mosso quando i concorrenti lasciano Quenza. Le strade sono ancora completamente asciutte finché Vivario e Bettega aumentano ulteriormente il suo vantaggio, portandolo a oltre un minuto. Vatanen e Ragnotti superano Alén, che poco dopo va in testacoda perdendo un ulteriore minuto. Alla partenza della speciale Muracciole inizia a piovere, ma la strada non è ancora troppo bagnata e gli equipaggi montano gomme dure per affrontare i cinquanta chilometri cronometrati. Ma dopo Ghisoni la strada è bagnata e in queste condizioni i guidatori delle due ruote motrici hanno le maggiori difficoltà a restare in strada. A loro volta i due protagonisti, Bettega e Biasion, finiscono per urtare un sasso e forarsi, perdendo rispettivamente venti e cinque minuti.

In queste condizioni sono state le 205 Turbo a dare il meglio, con Vatanen che ha realizzato il miglior tempo davanti al compagno di squadra Jean-Pierre Nicolas, che hanno conquistato contemporaneamente i primi due posti della classifica generale, davanti ad Alén che ha realizzato una prestazione senza errori e ha approfittato di un tocco di Ragnotti per conquistare il terzo posto. Andruet ha limitato perfettamente i danni in questo settore, dimostrandosi il più veloce tra i piloti Lancia su questo terreno, prestazione che gli ha permesso di risalire fino alla dodicesima posizione nella classifica generale. Mentre era sesto, Röhrl è stato costretto al ritiro per la rottura del motore. Gli ultimi tre eventi della giornata si disputano nuovamente su strade bagnate, ma i concorrenti ora dispongono di pneumatici adeguati. Vatanen consolida la sua posizione in testa e raggiunge Bastia con quasi cinque minuti di vantaggio su Alén, che aveva strappato il secondo posto a Nicolas nel settore Noceta, prima che il francese fosse attardato da due forature, retrocedendo al settimo posto. Terzo e quarto rispettivamente, Biasion e Ragnotti sono separati solo da mezzo minuto. Davanti a loro c’è la Lancia di Adartico Vudafieri, autore di un bel recupero dopo la foratura a metà giornata. Sesto nonostante problemi ai freni e un motore mal regolato, Bernard Darniche è il miglior rappresentante dell’Audi mentre il suo compagno di squadra Stig Blomqvist, alla scoperta delle strade corse, occupa l’undicesimo posto, seguito a ruota da Andruet. La lotta è serrata nel gruppo A, con lo svedese Kalle Grundel, quindicesimo nella classifica generale su Volkswagen Golf, che ha preso un vantaggio di due secondi su Loubet.

Tappa 2 Bastia-Corte

Gli equipaggi sono partiti da Bastia venerdì mattina, percorrere la strada di Saint-Florent da dove ha preso il via la prima prova cronometrata. Tutti hanno optato per pneumatici da pioggia, con piogge sparse che hanno mantenuto la strada bagnata per la maggior parte del percorso. Nonostante Alén sia stato spesso il più veloce, non è riuscito a impensierire Vatanen, che a San-Giuliano si è mantenuto quasi quattro minuti e mezzo di vantaggio. Una foratura nella speciale che portava a Corte gli ha però fatto perdere tre minuti, riducendo il gap tra le due capolista a meno di un minuto e mezzo prima del riordino di metà giornata.

Ancora terzo, Biasion ha perso terreno sul compagno di squadra; ha comunque un buon vantaggio su Ragnotti, che ha dovuto fare i conti con un guasto al tergicristallo e problemi di accensione. Molto più a suo agio rispetto al giorno prima, Blomqvist è risalito al sesto posto, proprio dietro la Renault 5 di Bruno Saby, mentre Vudafieri, che aveva appena conquistato il quarto posto, è stato sorpreso da una zona fangosa e ha concluso la sua corsa sul tetto. Intrappolato nello stesso posto, anche Darniche è uscito di strada, ma è riuscito comunque a ripartire, avendo perso mezz’ora e molti posti. Nicolas ha avuto ancora una volta una gomma a terra; è caduto in decima posizione, a più di venti minuti dal compagno di squadra. Anche Grundel è stato attardato da una foratura, permettendo a Loubet, tredicesimo, di riconquistare la testa del Gruppo A.

Corte-Calvi

Nonostante la buona resistenza, Alén non ha potuto impedire a Vatanen di aumentare nuovamente il suo vantaggio. Sempre in testa, il pilota della Peugeot è tornato al parco chiuso di Calvi con un vantaggio di quasi due minuti sul connazionale. Gli inseguitori sono ormai troppo distanti per poter competere per la vittoria: Biasion, sempre terzo, è a più di sei minuti di distanza, con Ragnotti a due minuti e mezzo di ritardo. Separati da cinque secondi, Saby e Blomqvist si trovano testa a testa per il quinto posto, a quasi venti minuti dalla vettura di testa. Andruet è risalito fino all’ottavo posto, dietro alla Renault 5 di François Chatriot, mentre Darniche si è ritirato a causa del motore rotto. Rimangono in gara solo settantasei equipaggi.

Tappa 3 Calvi-Campo Dell’Oro

I concorrenti sono partiti da Calvi sabato, prima dell’alba. La pioggia è stata più intensa rispetto al giorno precedente e grandi pozzanghere hanno costellato la strada. Vatanen è stato sorpreso da una di esse nel primo speciale. Con le ruote anteriori bloccate in frenata, ha perso il controllo della sua 205, che ha urtato un sasso, è rimbalzata sull’altro lato della strada ed è precipitata nel burrone. La sua corsa è fortunatamente stata interrotta da due scogli a picco sul mare. L’equipaggio è riuscito a fuggire dall’abitacolo prima che l’auto prendesse fuoco. Se il suo copilota Terry Harryman è rimasto solo contuso, Vatanen ha riportato una piccola frattura alla scapola. Alén si è ritrovato in testa con cinque minuti e mezzo di vantaggio su Biasion, che aveva problemi ai freni che causavano notevoli vibrazioni all’avantreno.

Il pilota italiano è stato insidiato da Ragnotti, distante solo un minuto dalla seconda Lancia. Blomqvist ha conquistato il quarto posto, qualche secondo davanti a Saby, mentre Nicolas, risalito all’ottava posizione, si è piazzato subito dietro ad Andruet. Nel difficile tratto tra Fango e Ota, Ragnotti è stato il più veloce e ha recuperato tredici secondi su Biasion, mentre Saby ha strappato il quarto posto a Blomqvist, e Nicolas è ora settimo, alle calcagna di Chatriot. Biasion ha recuperato terreno nell’evento successivo, tra Saint-Roch e Vero, durante il quale Saby è uscito di strada e si è ritirato. In testa, Alén si è accontentato di gestire il suo comodo vantaggio. Al ritrovo al Campo Dell’Oro, più di sei minuti lo separavano dal compagno di squadra Biasion, mentre Ragnotti aveva chiuso a soli sedici secondi a fine mattinata. Quarto, Blomqvist era quasi venti minuti dietro, davanti a Nicolas che era a due minuti e mezzo dall’ultima Audi in gara. Nonostante una Lancia dal comportamento capriccioso, Andruet era sesto, essendo riuscito a superare Chatriot.

Campo Dell’Oro-Ajaccio

Con Alén, a meno di incidenti, sicuro della vittoria, l’interesse della gara si concentra principalmente sulla lotta per il secondo posto, tra Biasion e Ragnotti, e sulla rimonta di Nicolas, che punta al quarto posto attualmente occupato da Blomqvist. A Moca, Ragnotti ha colmato il suo distacco dall’italiano, i due piloti erano in parità, sei minuti e mezzo dietro ad Alén, mentre Nicolas, che aveva appena fatto segnare il miglior tempo, ha guadagnato sedici secondi su Blomqvist. Nei due settori successivi, Ragnotti è stato il più veloce e ha guadagnato un vantaggio di ventiquattro secondi su Biasion, mentre Blomqvist, nonostante un grande attacco, è riuscito a mantenere il distacco su Nicolas.

Ragnotti e Biasion si sono ritrovati alla pari nell’evento successivo, ma poco prima di Agosta il pilota della Renault, che purtroppo aveva optato per le gomme ‘rain’, ha perso il controllo della vettura, andando in testacoda e perdendo una quarantina di secondi sull’avversario che ha così recuperato la seconda posizione, mentre Nicolas è arrivato a un minuto da Blomqvist. Biasion ha consolidato la sua posizione risultando il più veloce nella piana del Peri, mentre Ragnotti ha saggamente deciso di assicurarsi la terza posizione. Con i primi tre posti ormai decisi, l’ultima prova cronometrata, lunga più di ottanta chilometri, sarà decisiva per decidere tra Blomqvist e Nicolas, il quale è rimasto a trentatré secondi dallo svedese. Ottenendo il miglior tempo in questo tratto finale, Nicolas ha staccato più di un minuto e mezzo dall’avversario e ha tagliato il traguardo in quarta posizione, dietro alle due Lancia di Alén e Biasion, ancora una volta trionfatori in Corsica, e alla Renault 5 di Ragnotti. Sfortunato in questo rally, Andruet si è dovuto accontentare del sesto posto, tra Blomqvist e Bettega, autore di una bella rimonta nell’ultima giornata. Decimo dietro Chatriot e Fréquelin, Loubet ha vinto nettamente nel gruppo A. Solo sessanta vetture sono arrivate al traguardo.