Tony Pond e Fred Gallagher, Triumph TR7 V8

Tony Pond: il rallista venuto dalla nebbia

Nel 1974, Tony Fall è responsabile delle corse per il team Opel Dealer, Dot, e offre a Tony Pond un ingaggio che, però, non dura tanto. Quell’anno, con la Ascona vince il Burmah Rally, poi con la Escort è terzo al Welsh, dove relega in quarta piazza proprio Fall, e tornato al volante dell’Ascona è sesto al Manx. Si ritira al Lindisfarne e al Rac. Nel 1975 disputa quattro gare con la Opel e una con la Lancia Stratos HF. Con la Ascona 1.9 SR è terzo al Welsh, quarto in Scozia e secondo allo Stages. Con la Stratos HF si piazza terzo al National Rally. Al successivo Rac di fine stagione è quarto con la Kadett GT/E.

Tony Pond nasce il 23 novembre del 1945 a Hillingdon, nella nebbiosa zona ovest di Londra. Mancava delle risorse familiari per dedicarsi a uno sport costoso e lavora nel settore automobilistico. Ha trent’anni quando la BL gli offre il suo primo mezzo di produzione, è il 1976. Ma in realtà, le prime gare di Pond portano la data dei primi anni Sessanta, e si corrono di sabato sera nelle contee intorno alla capitale. Tony partecipa ai rally sempre con la stessa vettura, la Mini Cooper S.

Nei primissimi anni Settanta, riesce a preparare una Lotus Cortina per il Rac. È tra i primi venti quando scivola fuoristrada e finisce in un profondo avvallamento. In quel periodo, Pond convince un concessionario Ford della sua città natale, Norman Reeves, di Uxbridge, a preparare un’auto per il Campionato, che concluderà in seconda posizione.

La ricompensa è una Escort RS 1600 per il Rally di Scozia, dove termina tra i primi dieci. Il risultato invoglia Norman Reeves a preparare e fornire una Escort RS 1600 ex ufficiale per un’intera stagione. Con questa vettura, nel 1973, è molto regolare e chiude tra i primi dieci del Campionato Britannico Rally, in una stagione in cui si confronta con Jimmy McRae e Russell Brookes e in cui riesce a piazzarsi settimo in Scozia e dodicesimo al Lindisfarne Rally.

Nel 1974, Tony Fall è responsabile delle corse per il team Opel Dealer, Dot, e offre a Pond un ingaggio che, però, non dura tanto. Quell’anno, con la Ascona vince il Burmah Rally, poi con la Escort è terzo al Welsh, dove relega in quarta piazza proprio Fall, e tornato al volante dell’Ascona è sesto al Manx. Si ritira al Lindisfarne e al Rac. Nel 1975 disputa quattro gare con la Opel e una con la Lancia Stratos HF. Con la Ascona 1.9 SR è terzo al Welsh, quarto in Scozia e secondo allo Stages. Con la Stratos HF si piazza terzo al National Rally. Al successivo Rac di fine stagione è quarto con la Kadett GT/E.

Purtroppo, anche se Dot e Pond hanno avuto successo con il 2 litri della Opel Kadett GT/E, la General Motors prende la decisione di smettere di vendere Opel nel Regno Unito e concentrarsi sul marchio Vauxhall. Quindi, il Dot viene sciolto. Pond ha un contatto con British Leyland per la Triumph TR7, con cui correrà dal 1976 fino al 1978. La prima stagione è decimo al Mintex, quarto al Granite City, terzo al Manx, nono al Lindisfarne e terzo al Castrol. Decimo nel Campionato Inglese.

Nel 1977 vince la Boucles de Spa, valida per l’Europeo Rally con la Triumph TR7. Con la stessa vettura è terzo al Mintex e in Italia al Rally dell’Isola d’Elba, prova della serie continentale, poi è secondo in Scozia e dopo una serie di quattro ritiri consecutivi per incidenti e problemi di motore, si piazza ottavo assoluto al Rac iridato. L’anno successivo miete successi e piazzamenti su più fronti e con auto diverse.

Infatti, nel 1978 Tony è primo al Molyslip Rally con la Chevrolet Chevair, diciassettesimo per un problema al Mintex Triumph TR7, secondo al Texaco con la Triumph TR7 V8, primo al Granite e al 24 ore di Ypres con la TR7 V8 e al Castrol Rally con la Chevair, secondo al 1000 Pistes con la Chrysler Sunbeam e per finire in bellezza vince il Manx ed è quarto al Rac con la TR7 V8.

Tony Pond, Manx Rally 1979 - Alan Lewis
Tony Pond, Manx Rally 1979, foto di Alan Lewis

L’offerta di Fiat e il rifiuto di Pond

I suoi exploit facevano sognare i fans, che avrebbero voluto un Pond campione del mondo. Sarebbe bastato accettare l’offerta di Fiat, la squadra più potente del momento. Si racconta che il passaggio alla squadra italiana non è avvenuto perché Pond si è rifiutato di guidare una macchina con guida a sinistra. Pare che si sentisse perseguitato da un incidente avvenuto tre anni prima con una Lancia privata e che gli mancasse la giusta sicurezza. Quello che è certo è che Pond ha sempre sostenuto di essersi rifiutato di interrompere il suo contratto con BL.

Nel 1979 passa al volante della Talbot Sunbeam Lotus prima di tornare alla TR7 nel 1980, completando una serie di escursioni per la squadra britannica di Leyland. Tra il 1979 e 1982 è spesso anche in Sudafrica per vincere con la Datsun Violet e con il navigatore Richard Leeke il Campionato Sud Africa Rally come pilota ufficiale (successivamente, da pilota ufficiale Datsun di venta ufficiale Nissan Sud Africa).

Nel 1979 vince il Duckhams Rally con la Chevrolet, è secondo al 1000 Pistes con la Chrysler Sunbeam Lotus, è quarto a Sanremo con la Sunbeam Lotus e con la stessa vettura è quinto al Welsh Rallysprint e al Welsh International. L’anno dopo vince il Manx (Triumph) e il Datsun Rally (Chevrolet), è quarto in Scozia alla guida della TR7 V8, si piazza terzo al Castrol con la Chevrolet. Poi, vince Ypres con la Tr7 V8, Radio 5 Rally con la Datsun Violet e il Manx con la TR7 V8. Infine, è secondo in Cumbria e settimo al Rac, valido per il Mondiale Rally.

A fine stagione è decimo nel Campionato Europeo e quarto in quello Britannico, oltre che quarantaduesimo nel WRC. Nel 1981, con la Vauxhall Chevette 2300 HSR, vince cinque rally – Cork, Valvoline, Welsh Rallysprint, Scozia e Manx – si piazza due volte secondo e ha la meglio sul forte Geoff Mortimer con la Chevrolet Chevair e su Jan Hettema e la Toyota Corolla.

Come vedremo, dal 1982 fino alla fine del 1984, Pond compete a vari livelli e vince e spesso con diverse vetture, tra cui la Datsun Violet, la Vauxhall Chevette HSR, la Nissan Violet, la Nissan 240RS e la Rover SD1. Tre vittorie nel 1982 con la Datsun Violet e con la Opel Ascona, e due secondi piazzamenti. L’anno successivo non vince, ma sale cinque volte sul podio, quattro volte in Sud Africa e una volta in Europa. Nel 1983 sale altre quattro volte sul podio con la Nissan 240 RS, con la MG Metro 6R4, con la Opel Kadett 400 e con la Rover 3500 Vitesse, ma anche in questa stagione gli manca il successo assoluto.

La MG 6R4, una delle belve del Gruppo B
La MG 6R4, una delle belve del Gruppo B

L’ingaggio di Austin Rover e il Gruppo B

Per la stagione 1985, Pond viene ingaggiato dal team di Austin Rover per guidare nel Gruppo B la MG Metro 6R4 Gruppo B. Pond se la deve vedere contro le più potenti Lancia Delta S4 guidate dai finlandesi Henri Toivonen e Markku Alen, che sono stati più fortunati. A Pond, implacabile e impeccabile, è mancata la “scheggia” di fortuna che avrebbe potuto portarlo alla vittoria. La terza posizione non è comunque una disgrazia.

Quell’anno, Pond e la MG Metro 6R4 si aggiudicano il Gwynedd, lo Stages e il National e sono terzi al Rac, oltre a vari piazzamenti fuori dal podio ottenuti anche con la Rover 3500 Vitesse. A fine anno è quarto al Memorial Bettega, a Bologna. L’anno dopo riesce a vincere solo il Manx, una delle sue gare preferite e dove meglio riusciva ad esprimersi, ed si classifica sesto al Rac.

Pond è un pilota che non riesce ad arrivare alle vette più alte della sua professione, ma anche grazie al suo fascino birichino, ad un umorismo impassibile e ai suoi baffi curati diventa un sostenitore di quella che allora era la Leyland e oggi è la MG Rover. Resta con la squadra Austin Rover fino al 1986, cioè fin quando il Gruppo B viene bandito. Da quel momento in poi resta a fianco alla squadra e li aiuta a progettare e sviluppare progettazione la MG F.

Dal 1986 al 1993 disputerà ancora sei rally in tutto, passando dalla MG Maestro alla Ford Escort RS Cosworth e alla Rover Metro GTI. Al Lurgan Park Rally del 1991 torna al volante della MG Metro 6R4 e vince di nuovo. Per il resto solo piazzamenti che vanno dalla decima alla ventinovesima posizione assoluta. Nella sua carriera si contano centocinquantuno partenze e cinquantasette ritiri.

Nel 1988 Pond tenta di ottenere il record (oltre 100 miglia orarie di media) intorno al circuito motocicletta di Isle of Man, il Tourist Trophy con un’auto di produzione, la Rover Vitesse. Non riesce a causa del tracciato troppo bagnato nella sezione di montagna. Al secondo tentativo, il 6 giugno 1990, ce la fa: guida la Rover 827 Vitesse, che è la prima vettura di produzione a superare i 160 chilometri orari di media. Questo record resta imbattuto fino al 2011, anno in cui Mark Higgins fa di meglio.

La reputazione di Pond è solida perché si fonda sulle prestazioni con vari Costruttori. Ha vinto alcuni dei più duri rally del Sud Africa negli anni Settantacon la Chevrolet, è finito quarto nel rally di Sanremo con una Chrysler e ha sempre regalato i migliori risultati alla Nissan. Le robuste, ma sottodimensionate, auto giapponesi venivano progettate per sopravvivere ai raduni più distruttivi dell’Africa, ma Pond ci arrivò terzo nel Tour del Corse del 1981 e sesto in quello del nel 1983.

Tony Pond è stato anche un motociclista appassionato e ciclista. Purtroppo ha perso la sua battaglia contro il cancro del pancreas nel 2002, il 7 febbraio, a cinquantasei anni. Era sposato con Nikki, con cui aveva un figlio, James. Era così tanto stimato e rispettato che anche il suo più acerrimo rivale nelle competizioni africane, Sarel van der Merwe, ha voluto ricordarlo dopo la morte. I suoi copiloti sono stati Frances Cobb, Mike Broad, Mike Wood, David Richards, “Rob” Arthur, Fred Gallagher, Mike Nicholson, Johnstone Syer, Terry Harryman e altri.

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