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Quella Volvo Amazon 122S Gruppo 2 costruita per i rally

Questa particolare Volvo Amazon 122 si scrolla di dosso tutte quelle caratteristiche compassionevoli che servono a girare in strada e si alleggerisce per andare a correre i rally. Ma non come le tante Amazon che, sul finire degli anni Sessanta, adottarono uno dei tre kit prodotti dall’azienda inglese Ruddspeed per il potenziamento della Amazon. Questa Volvo Amazon 122 Gruppo 2 è una delle pochissime Volvo da rally preparate direttamente dalla Casa.

Iniziata nel 1956, la produzione della Serie 120 Volvo durò fino al 1970, anno in cui ne fu costruito circa mezzo milione di esemplari. L’anno prima, il reparto corse Volvo si fece consegnare pochissimi telai con i quali realizzò alcuni esemplari della Amazon 122 in conformazione rally per il Gruppo 2. La sua qualità costruttiva, la robustezza e la longevità contribuirono a rafforzare la reputazione dell’azienda svedese in tutto il mondo. Commercializzata in Svezia come Amazon, l’originale 121 berlina a quattro porte fu affiancata da modelli a due porte (122) sportiva (131) e station wagon (221) negli anni Sessanta del Novecento.

Originariamente dotata di un propulsore con 1,6 litri di capacità, il motore a quattro cilindri con quattro valvole per cilindro era destinato ad aumentare prima a 1,8 e poi a 2 litri. L’Amazon è stata anche la prima auto a disporre di moderne cinture di sicurezza di serie, una rivoluzione per la sicurezza all’epoca. Poi, nel settembre 1961 venne presentata ancora una nuova versione derivante dalla 121/122S: una berlina a due porte. Questa versione era un modello molto atteso, particolarmente nel mercato svedese, perché all’epoca la Svezia era un mercato tipico per le auto a due porte.

Tecnicamente, non c’erano differenze tra i due modelli. Le porte erano naturalmente più lunghe sul nuovo modello a due porte, per rendere più facile l’accesso al sedile posteriore, mentre i sedili anteriori potevano essere reclinati in avanti per lo stesso motivo. I finestrini laterali posteriori erano apribili all’estremità posteriore, per migliorare la ventilazione. Il programma motori doveva in origine seguire quello del modello a quattro porte. Tuttavia, poiché la due porte era più leggera, era anche considerata più sportiva e quindi utilizzata nelle gare, sia nei rally sia nelle cronoscalate.

Questa particolare Volvo Amazon 122 si scrolla di dosso tutte quelle caratteristiche compassionevoli che servono a girare in strada e si alleggerisce per andare a correre i rally. Ma non come le tante Amazon che, sul finire degli anni Sessanta, adottarono uno dei tre kit prodotti dall’azienda inglese Ruddspeed per il potenziamento della Amazon. Questa Volvo Amazon 122 Gruppo 2 è una delle pochissime Volvo da rally preparate direttamente dalla Casa. Costruita il 5 novembre 1969, con quel numero di telaio 345256 risulta essere stata immediatamente portata nel reparto competizioni Volvo e preparata come un’auto da rally del Gruppo 2. Dotata di sospensioni racing complete, un motore B20 messo a punto a circa 160 cavalli, ha un peso a vuoto molto basso: soli 950 chili, come era previsto dai regolamenti dell’epoca.

Consegnata ad un concessionario Volvo a Vetland, in Svezia, Bilcentrum Vetlanda, l’auto è stata inizialmente guidata dal direttore delle vendite di Bilcentrum, Sven Simonsson. Era un pilota competitivo e finì a pochi posti dietro a Stig Blomqvist al Bergslagsklubbahna Rally del 1971, neppure troppo staccato. L’auto ha gareggiato in diversi rally nazionali svedesi e in molti altri rally in Scandinavia prima di essere venduta a Sune Andersson nel 1973.

Sune Andersson è stato solo il secondo di un lungo elenco di noti piloti scandinavi che hanno partecipato a vari rally nazionali con questa Volvo Amazon 122 Gruppo 2. Alla fine degli anni Novanta, dopo tante competizioni, l’auto è stata restaurata e riverniciata, tornando dal suo colore rosso ciliegia all’originale bianco. La restaurazione è stata fatta dal famoso norvegese, Stein Johnsen. L’Amazon è poi arrivata nei Paesi Bassi dove ha gareggiato solo in tre rally storici.

Dal 2016, l’auto è conforme alle specifiche originali del Gruppo 2. I punti salienti delle specifiche includono un motore B20 da 160 CV con messa a punto completa, cambio a distanza, differenziale di slittamento limitato, sospensioni con boccole in PU e rosoni (opzione per montaggio verticale degli ammortizzatori posteriori), freni a disco, oltre ad ammortizzatori anteriori Bilstein e posteriori Spica, Roll-bar completo FIA, equipaggiamento di sicurezza, contachilometri percorso rally e set di cerchi e pneumatici di scorta.

La storia include un certificato dei lavori e della corrispondenza con l’archivio dell’azienda Volvo e una lettera dal Museo Volvo di Goteborg che conferma i numeri di identificazione del telaio corrispondenti, oltre alle fotografie di Sven Simonsson sull’Ostgotarally del 1971, dove è arrivato quarto, risultati dei rally e articoli di giornali dell’epoca, con i dettagli di tutti i proprietari precedenti e i documenti di omologazione originali e passaporti tecnici d’epoca.

Joginder Singh vince il Safari Rally con la Volvo PV 544 Sport

Sono passati tanti anni da quell’aprile 1965, cioè da quando Joginder Singh e suo fratello Jaswant arrivarono da vincitori all’arrivo del Safari Rally con la loro Volvo PV 544 Sport. Quella vittoria africana fu determinante per far sì che il volano della Volvo PV 544 Sport venisse reputato robusto e performante nello sport.

La vittoria della Volvo bianca nel rally più duro del mondo diventò una notizia importante. Nei primi anni Sessanta, Volvo si trovò all’inizio di un successo planetario commerciale e sportivo. Proprio le partecipazioni a rally e alcune splendide vittorie generarono un eccellente pubblicità, che si tradusse in buone vendite per la Volvo, in particolare sul mercato statunitense.

In ogni caso, quella vittoria al Safari Rally fu determinante per far sì che il volano della Volvo PV 544 Sport venisse reputato robusto e performante nello sport. Nel 1959, Volvo aveva istituito un proprio reparto competizioni e, nel 1960, Gunnar Andersson vinse un rally di 4.620 chilometri, il Gran Premio de Argentina, guidando un PV 544 con un motore B16.

Nel 1961, Gunnar Andersson fu nominato direttore del reparto competizione della Volvo, ma continuò a gareggiare nei rally e lanciò un certo numero di piloti di talento, tra cui Carl-Magnus Skogh, Tom Trana ed Ewy Rosqvist. Volvo in quel periodo investì molto, in particolare, nel Safari Rally. E soprattutto nell’edizione del 1964.

Il reparto competizioni del Costruttore inviò quattro Volvo PV 544 bianche in Kenya. Le auto che partecipavano al Safari erano equipaggiate con un motore B18 ottimizzato con 130 cavalli, sospensioni anteriori rinforzate con ammortizzatori Bilstein a doppio tubo e freni a disco anteriori, due serbatoi di carburante e pannelli di protezione sotto il motore, la scatola degli ingranaggi e i serbatoi del carburante.

Uno sciopero provocò un grave ritardo nella consegna delle vetture e la squadra arrivò proprio quando mancavano undici ore al via della gara, senza aver avuto neppure il tempo di fare le ricognizioni e un mezzo test. Il Safari Rally era già conosciuto come il rally più massacrante del mondo e quell’anno le condizioni furono più dure che mai.

Delle novantaquattro vetture che partirono, solo ventuno riuscirono a concludere la gara. Carl-Magnus Skogh fu l’unico pilota Volvo a completare quel rally che durava cinque giorni, ma non raggiunse mai l’arrivo entro il tempo limite. Per cui non ebbe mai un posto in classifica.

L’auto di Tom Trana fu lasciata in Kenya all’importatore Amazon Motors. Joginder Singh, pilota kenyota d’esperienza, che aveva gareggiato più volte anche nel Safari, si interessò a quella bella Volvo. La prese in affitto da Amazon Motors nel 1964 per partecipare a rally locali in Africa. Usando le sue conoscenze tecniche, Singh modificò e migliorò la PV 544 Sport, gara dopo gara riuscendo a renderlo ancora più adatto alle condizioni africane.

Joginder Singh, suo fratello Jaswant e il loro Volvo PV 544 hanno conquistato il primo posto all'Est African Safari Rally nel 1965
Joginder Singh, suo fratello Jaswant e il loro Volvo PV 544 hanno conquistato il primo posto all’Est African Safari Rally nel 1965

Cinque mesi prima del tredicesimo Safari Rally, nell’aprile del 1965, Joginder Singh rinnovò il contratto di noleggio con la Amazon Motors per quella PV 544 Sport che Tom Trana aveva guidato l’anno precedente. Proprio l’auto che si era schiantata e che aveva già completato due stagioni.

Fu riparata e attentamente testata da Joginder e dal suo copilota, il fratello Jaswant. Il contratto di noleggio prevedeva che, in caso di vittoria, il nuovo proprietario di quella Volvo sarebbe diventato Singh. Sebbene i fratelli Singh avessero avuto successo in precedenti edizioni del Safari Rally, quando correvano altre Marche di auto diverse da Volvo, nessuno pensava che i due avvolti nei loro turbanti avessero molte possibilità. Non in questa occasione.

La gara era stata un flop per la Volvo l’anno prima e questa volta c’era una forte concorrenza da parte di diverse importanti reparti sportivi. Joginder e Jaswant disegnarono sulle portiere il numero 1 come la posizione di partenza. In passato, questo numero era considerato sfortunato, almeno al Safari Rally.

È stato, senza ombra di dubbio, un numero fortunato nel 1965. La prima tappa del rally era secca e Singh aveva una buona visibilità, nessuno alzava polvere. La seconda tappa era umida e fangosa e le strade diventarono rapidamente scivolose e dissestate. La Volvo era ancora in testa e i fratelli avevano una tecnica speciale per uscire dal fango.

C’erano due maniglie montate sul retro dell’auto. Mentre Joginder sedeva al volante cercando di far aderire le ruote posteriori strette, Jaswant si metteva in piedi sul paraurti posteriore facendo oscillare l’auto per mettere più pressione sulle ruote motrici. Era un sistema di controllo della trazione umano. La folla si scatenò quando i fratelli Singh tagliarono il traguardo a Nairobi, dopo cinque giorni di Safari Rally. E pensare che vinsero con il più grande margine della storia del rally.

Il secondo posto andò a Ian Jaffray, che arrivò un’ora e quaranta minuti dopo. Joginder fu globalmente soprannominato The Flying Sikh. Amazon Motors annullò il contratto di noleggio e, dopo la gara, diede a Joginder Singh l’auto. La Volvo PV 544 che vinse il Safari Rally 1965 è ancora appartenente alla famiglia Singh. È stata restaurata ed è esposta al Volvo Museum di Goteborg, in Svezia.

Joginder Singh continuò la sua carriera nei rally, guidando vari modelli di Volvo per diversi altri anni. Vinse il Safari Rally altre due volte e partecipò al Rally Sweden anche se non con lo stesso successo. Quando veniva intervistato, sosteneva sempre che la Volvo PV 544 Sport era il suo modello preferito di automobile da corsa. Joginder Singh è morto a Londra nel 2013 all’età di 81 anni.

Tratto da Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Guarda il video del Safari Rally dei fratelli Singh