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Le più belle immagini del World Rally Championship 1989

Nel 1989 le squadre giapponesi conquistano il mondo dei rally, scatenando una delle lotte più eccitanti della storia del World Rally Championship.

World Rally Championship 1989 è il film di una stagione avvincente. Questo video cattura la risposta a questa nuova sfida. Gli italiani avevano riposto le loro speranze sulla nuova Integrale a 16 valvole di Lania, nel tentativo di contrastare la crescente sfida dei produttori giapponesi Toyota, Mazda e Mitsubishi.

Spettacoli eccezionali sono stati prodotti da Jorge Recalde, Juha Kankkunen, Hannu Mikkola e Ari Vatanen. Anche il sensazionale Carlos Sainz, Didier Auriol, Alex Florio e Miki Biasion appaiono molto in forma. Le telecamere di bordo e gli elicotteri seguono l’azione attraverso oltre ventottomila chilometri di neve, fango e polvere dalla Svezia e dall’Africa verso l’Australia e la Nuova Zelanda. La battaglia tra Oriente e Occidente raggiunge un finale da brivido al Rac Rally in Inghilterra, dopo una stagione di grande successo.

Il Campionato del mondo rally 1989 è stata la diciassettesima edizione del Campionato del Mondo rally. Ad aggiudicarsi il titolo piloti fu, per il secondo anno consecutivo, il pilota italiano Miki Biasion. La vittoria di Lancia e Biasion del WRC risuona ancora nell’aria. Ma si avvertivano i segnali di un forte cambiamento provenienti, appunto, dal Giappone.

Il Costruttore più debole era senza dubbio Mazda. Nonostante sia riuscito a vincere due eventi con Ingvar Carlsson, rally con un elenco partenti risicato e con Lancia assente in entrambi i casi. La sfida più forte l’ha lanciata certamente Mitsubishi, arrivata al vertice due volte.

Di gran lunga, l’opposizione più forte, almeno in termini di prestazioni, proveniva da Toyota. Il team ha vinto un solo rally, ma è riuscito a sfidare Lancia molto più spesso di quanto avrebbe desiderato la squadra italiana. Era scritto su tutti i muri e Lancia inizio a sentire il fiato sul collo.

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WORLD RALLY CHAMPIONSHIP 1989

Numero dischi: 1

Lingua: inglese

Durata: 120 minuti

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World Rally Championship 1992: video di una stagione unica

In quel 1992, per il secondo anno consecutivo, il Campionato del Mondo Rally Piloti è stato deciso all’ultimo evento della stagione.

World Rally Championship 1992, la storia di una delle più belle stagioni del Mondiale Rally in immagini uniche. Al termine di quattordici estenuanti gare. Per tutta la stagione la lotta per il titolo è stata incentrata su una battaglia titanica tra Carlos Sainz con la Toyota Celica Turbo 4WD e Juha Kankkunen e Didier Auriol, entrambi sulla Lancia Delta HF Intergrale.

Pronte a sfidarsi nel World Rally Championship 1992 – oltre alle Delta Evoluzione, gestite privatamente dal Jolly Club e affidate al campione del mondo in carica Juha Kankkunen e al francese Didier Auriol, e alle Toyota di Carlos Sainz, Markku Alén e Armin Schwarz – c’erano le Ford Sierra condotte da François Delecour, Malcolm Wilson e Miki Biasion. Altra contendente era la Subaru con le Legacy guidate da Colin McRae e da Ari Vatanen.

Poi, c’era la Nissan, con la Sunny, che contava sul campione del mondo del 1984, Stig Blomqvist, su Grégoire de Mevius e su François Chatriot e sul futuro quattro volte campione del mondo Tommi Mäkinen. Infine, al via c’era anche la Mitsubishi Galant VR 4 con Timo Salonen e su Kenneth Eriksson. La storia di questa incredibile edizione del World Rally Championship è stata imprevedibile fino all’ultimo giorno del Rac Lombard di novembre, come lo fu all’inizio a Monte-Carlo.

Al ‘Monte’, Schwarz prende inaspettatamente il comando della gara, seguito dal compagno di squadra Sainz e da Auriol. Il tedesco della Toyota, però, esagera con la velocità, sbaglia ed esce di strada. Sainz scappa al comando tallonato sempre da Auriol. Lo spagnolo fatica a tenere a bada l’arrembante francese che proprio sul Turini, fa partire l’ultimo e decisivo attacco.

Sainz è secondo dietro al pilota francese della Lancia. Il terzo posto, invece, va al campione del mondo 1991 seguito da Delecour, Bugalski e Salonen. Il secondo rally è lo Svezia, però privo dei team principali dato che la gara non è valida per il Mondiale Costruttori. Il rally viene vinto da Mats Jonsson con la vecchia Celica ST 165.

Successivamente si va in Portogallo, poi al Safari, dove Juha Kankkunen, cercando di raggiungere la Toyota, distrugge la sua Lancia, ma riesce comunque a raggiungere il secondo posto ceduto da Recalde a tavolino, ma distaccato comunque di cinquantadue minuti dallo spagnolo.

Recalde arriva terzo e, grazie alla sua buona prova, verrà riconfermato anche per il Rally d’Argentina, per quello d’Australia e per quello in Grecia. Con la vittoria del pilota spagnolo e il quinto posto di Markku Alén, Toyota sembra essere rinata dalle delusioni delle prime prove. Sainz ottiene la prima vittoria in un rally mondiale con la Toyota Celica ST 185.

Un WRC estremamente esaltante

Seguono Francia, Grecia, Nuova Zelanda. E poi ancora, Argentina, Finlandia, Australia e il Rally d’Italia. A Sanremo, con Didier Auriol fuori strada dopo essere rimasto senza una ruota, la gara vive sul duello tra Juha Kankkunen e Andrea Aghini che vuole ottenere una vittoria nel rally di casa.

Il pilota toscano, per nulla intimorito dal blasone del compagno di squadra, vince la prima tappa interamente su asfalto, suo terreno di gara preferito. Il campione finlandese vince la successiva tappa su sterrato, ma ‘Ago’ riesce a mantenere un sottile vantaggio. Kankkunen, approfittando delle successive speciali da correre ancora sulla terra, aumenta il ritmo ma Aghini, aspettando l’ultimo percorso notturno su asfalto, non molla e riesce di nuovo a contenere la rimonta del pilota finlandese.

All’ultima PS Andrea Aghini porta in trionfo ancora una volta la Delta e ottiene la sua prima e al tempo stesso ultima vittoria mondiale in carriera; questa sarà anche l’ultimo primo posto tutto italiano in un rally del Campionato del Mondo. Dietro alle imprendibili Lancia concludono le due Ford Sierra con Delecour terzo e Biasion quarto, mentre il Toyota Team Europe non partecipa alla gara. Si corre ancora in Costa d’Avorio e al Catalunya. Infine, si va al Rac dove, per via degli ultimi risultati, imprevedibilmente, Auriol, Sainz e Kankkunen si trovano distaccati di soli tre punti e i giochi quindi sono ancora tutti aperti.

I tre giorni di gara sono emozionantissimi: Sainz e Auriol si danno battaglia speciale dopo speciale e mentre gli appassionati tengono il fiato sospeso, la Delta del francese è costretta alla resa per una candela difettosa che farà spegnere il motore. Sainz vola e a nulla servono i tentativi di Kankkunen di recuperare terreno dopo un’uscita di strada.

Il finlandese concluderà terzo dietro ad un rinato Vatanen e consegna di fatto la vittoria del Mondiale Piloti a Carlos Sainz ed al suo fedele navigatore, il connazionale Luis Moya. L’altra Toyota, quella di Alen, conclude quarta precedendo nell’ordine Biasion, McRae, Eriksson, Makinen, Wilson e Aghini.

In questo filmato ufficiale ed esclusivo della Fia è racchiuso tutto l’anno sportivo. L’anno in cui Didier Auriol deve essersi sentito davvero preso in giro dalla sorte quando, dopo sei vittorie, ha perso il titolo del WRC non solo contro Carlos Sainz (che aveva quattro vittorie) ma anche contro Juha Kankkunen (con una sola vittoria). Sei vittorie in una sola stagione sono state un record, ma sono state condizionate da tre ritiri e da un decimo posto, mentre i suoi rivali hanno ottenuto una serie podi costanti. In effetti, Juha è finito sul podio in tutti e nove i rally che ha iniziato.

Per Lancia la stagione 1992 è stata la decima e l’ultima (la Casa torinese si era ufficialmente ritirata dai rally alla fine del 1991). Comunque, anche se il programma era in mano al team-semiufficiale Martini Racing-Jolly Club, il titolo arrivò lo stesso. Quella squadra aveva vinto ogni anno, sempre e ininterrottamente, da quando il Gruppo A aveva sostituito il Gruppo B, nel 1987.

Però, di fronte al declino economico e all’avanzare della crisi, la Lancia si era vista costretta a ridimensionare le proprie attività sportive, così come all’epoca avevano fatto anche molte altre squadre che partecipavano al Mondiale Rally. Ad esempio, anche la Mazda abbandonò l’assalto WRC. E a dire il vero, pure Nissan si ritirò, ma in questo caso perché la Sunny GTI-R non era in alcun modo competitiva, mentre la Mitsubishi ridusse il programma.

Sia Toyota sia Lancia ottennero nuovi splendide vittorie nel WRC 1992, specialmente quando Mats Jonsson vinse il rally svedese con la squadra giapponese e Andrea Aghini conquistò il Sanremo davanti ai suoi fans in visibilio. Sì, era il 1992. Anno indimenticabile.

In realtà, le ripercussioni della flessione dei mercati economici era evidente sin dall’inizio della stagione, anche nello sviluppo delle vetture da rally. Infatti, solo due grandi team introdussero nuove auto. La Toyota fece debuttare la nuova Celica Turbo 4WD, dal corpo rotondo, a Monte-Carlo. Anche Lancia, nonostante si fosse ritirata, introdusse la Lancia Delta HF Integrale nota come Deltona o Super Delta. La più estrema di sempre.

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WORLD RALLY CHAMPIONSHIP 1992

Numero dischi: 1

Lingua: inglese

Durata: 104 minuti

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Il Rally di Sanremo dal 1985 al 1991: periodo inimitabile

Il Rally di Sanremo in Italia univa centinaia di chilometri di tappe su asfalto e ghiaia per garantire che auto, piloti e team potessero essere testati fino al limite assoluto.

Polvere, nebbia, pioggia, alberi e fans indisciplinati sono solo alcuni degli ostacoli che i più grandi nomi del Campionato del Mondo Rally hanno affrontato mentre combattevano per dominare il Rally di Sanremo. Questo dvd contiene articoli e filmati esaustivi dei sette anni più iconici del Rally di Sanremo: dal 1985, l’era dei mostri sputafuoco del Gruppo B, al 1991, quando Didier Autiol era l’uomo da battere in Italia.

Quella di The Sanremo Rally 1985-1991 è un’opportunità favolosa per vedere le icone del rally in azione flat-out, compresi i favoriti del Gruppo B come la Lancia Rally 037 e la Delta S4, l’Audi Quattro Sport S1, la Peugeot 205 T16 e la Metro 6R4, più i giganti del Gruppo A come la Toyota Celica GT-Four, la Ford Sierra Cosworth e, naturalmente, la Lancia Delta HF.

Per ogni anno vengono regalate emozioni, polemiche e azioni favolose, dalla prima vittoria Audi nel Gruppo B a quella delizia italiana che è Miki Biasion, che nel 1988 segna una vittoria in casa e diventa per la prima volta campione del mondo rally. Durante il suo periodo turbolento, il Sanremo ha vittorie garantite da pochi secondi o da decisioni della direzione gara che hanno scioccato il mondo sportivo.

Il Rally di Sanremo è stata la più importante gara italiana valida per il Campionato del Mondo Rally. Si disputa nella Città dei Fiori. Fatta eccezione per la stagione 1995, l’evento è stato parte del calendario sportivo del Fia WRC dalla stagione 1973 fino al 2003. Fa parte del calendario dell’Intercontinental Rally Challenge e del Campionato Italiano Rally.

Il primo Rally Internazionale di Sanremo è stato organizzato nel 1928. L’anno successivo, nel 1929, l’evento è stato dato in mano a nuovi organizzatori. Il primo Circuito automobilistico di Sanremo, si è svolto nel 1937 ed è stato vinto da Achille Varzi. Il rally è stato riesumato nel 1961 come Rally dei Fiori. Dal 1970 al 1972, il Rally di Sanremo ha fatto parte del Campionato del Mondo Costruttori.

Dal 1972 al 2003, la manifestazione è stata nel calendario del Campionato del Mondo Rally, ad eccezione per il 1995, quando l’evento era valido solo per il Campionato del Mondo 2 Litri e Costruttori. La manifestazione è entrata al centro delle polemiche nel 1986, dopo che la Fia squalificò la squadra Peugeot alla fine del terzo giorno per l’utilizzo delle minigonne irregolari, consegnando la vittoria alla Lancia.

La Peugeot sostenne di aver utilizzato la stessa configurazione delle precedenti manifestazioni e passò le verifiche senza problemi. Peugeot presentò ricorso, ma gli organizzatori non hanno permesso al team di proseguire il rally. La Fia ha confermato, dopo l’esclusione, che le automobili Peugeot erano regolari, e ha deciso di annullare i risultati di tutta la manifestazione.

Il mitico Rally di Sanremo, ideato dal vulcanico Adolfo Rava e dai fratelli Sergio e Silvio Maiga, era organizzato su fondo misto terra-asfalto, ma a partire dal 1997 la gara è stata spostata interamente su asfalto. Dopo essere usciti dal calendario del WRC, il Rally di Sanremo è entrato a far parte del Campionato Italiano Rally.

Dal 2006 è anche gara valida per l’Intercontinental Rally Challenge. Dal 2004 il Rally d’Italia si svolge in Sardegna. Dal 2005 è stata reintrodotta la prova speciale della Ronde di Monte Bignone, che era stata sospesa nel 1985. È uno dei tratti cronometrati più affascinanti della storia del rallysmo italiano. Con i suoi quarantaquattro chilometri di PS è uno dei più lunghi al mondo.

Per il mondo era The Sanremo Rally

La prova si svolge di notte e tocca i comuni di Perinaldo, Apricale, Bajardo e le frazioni di Sanremo Coldirodi e San Romolo. Nel 2009, Sergio Maiga, presidente dell’Ac Sanremo e fratello dell’ex copilota di Sandro Munari e anch’egli copilota negli anni Settanta, ha progettato un’edizione con due tappe in Liguria e una in Toscana. Il progetto però è rimasto su carta e non si è mai concretizzato.

L’edizione del 2009 ha visto la vittoria del pilota britannico Kris Meeke su Peugeot 207 Super 2000 che ha potuto festeggiare la vittoria nel campionato IrChallenge con una gara di anticipo. Per la prima volta nel 2009 partenze e arrivi si sono svolti in piazza Colombo, nel centro della città. Nelle successive edizioni si è, però, tornati ad effettuare le partenze, gli arrivi e le premiazioni sul lungomare Italo Calvino.

La gara matuziana, in tanti anni di storia che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, vide i più importanti piloti della storia del Mondiale Rally “firmare” l’albo d’oro. E altrettanti ne consacrò. Da Franco Patria, sulla Lancia Flavia Coupè, a Erik Carlsson, sulla Saab 96 Sport, da Leo Cella, sulla Lancia Fulvia 2C a Pauli Toivonen, con la Porsche 911.

E ancora, Harry Källström su Lancia Fulvia HF, Jean-Luc Thérier su Alpine Renault A110 1600, Ove Andersson su Alpine-Renault A110 1600, Amilcare Ballestrieri su Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF, Sandro Munari su Lancia Stratos HF, Bjorn Waldegaard su Lancia Stratos HF, Jean-Claude Andruet su Fiat 131 Abarth, Markku Alén su Lancia Stratos HF, Tony Fassina su Lancia Stratos HF, Walter Rohrl su Fiat 131 Abarth (quando Fiat conquistò il Mondiale Marche).

Senza dimenticare Michèle Mouton su Audi Quattro, Stig Blomqvist su Audi Quattro, Ari Vatanen su Peugeot 205 Turbo 16, Miki Biasion su Lancia Delta HF 4WD, Didier Auriol su Lancia Delta Integrale 16V, Andrea Aghini su Lancia Delta HF Integrale, Franco Cunico su Ford Escort RS Cosworth, Piero Liatti su Subaru Impreza 555, Colin McRae su Subaru Impreza 555, Tommi Makinen su Mitsubishi Lancer Evo V e su Mitsubishi Lancer Evo VI, Gilles Panizzi su Peugeot 206 WRC, Sébastien Loeb su Citroën Xsara WRC.

Dopo la perdita della validità iridata, a Sanremo hanno trionfato anche i vari Renato Travaglia, Alessandro Perico, Paolo Andreucci, Luca Rossetti, Giandomenico Basso, Kris Meeke, Thierry Neuville e Umberto Scandola. Ovviamente, in questo dvd il periodo rappresentato va dal 1985 al 1991, i sette anni più intensi della sua storia.

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THE SANREMO RALLY 1985-1991

Numero dischi: 1

Lingua: inglese

Durata: 211 minuti

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Rally Collection: il Campionato Mondiale Rally 1991

Nel 1991 si rinnovò la grande battaglia tra Lancia e Toyota, ma questa volta con due soli contendenti per il titolo: Carlos Sainz e Juha Kankkunen.

Nel WRC 1991 la sfida si risolse solo all’ultima prova, il Rac Rally. Nelle foreste della Gran Bretagna, Kankkunen andò subito all’attacco, ma Sainz riuscì a prendere il comando alla PS20. Sembrava fatta, ma un’uscita di strada alla PS28, danneggiò il radiatore della Toyota e lo spagnolo fu costretto a rallentare. Kankkunen vinse gara e titolo per la gioia dei tifosi italiani.

Detta così fa venire i brividi, ma se la guardate in questo video… beh, vi metterete le mani nei capelli. E forse ve li strapperete pure. Provo a spiegarvi il perché. Il Mondiale Rally 1991 è stata la stagione numero 19 del WRC. La stagione comprendeva quattordici prove. Il Campionato Piloti è stato vinto da Juha Kankkunen sulla Lancia Delta Integrale 16V, davanti a Carlos Sainz e Didier Auriol. Il Campionato Costruttori è andato alla Lancia, davanti a Toyota e Mitsubishi.

L’inizio della stagione rallystica iridata 1991 è deludente per la Lancia Delta Integrale 16V, che sembra in affanno rispetto alla Toyota di Sainz, ma Juha e la sua squadra ci credono, lavorano sodo e ribaltano a loro favore la situazione. Lo spagnolo vede lentamente dilapidare il suo margine in classifica e si presenta al via del Rac Rally, appuntamento conclusivo della stagione, con solo un punto di vantaggio su un indomabile KKK.

Ma andiamo con calma. Dopo otto rally, in Argentina, Carlos Sainz aveva vinto cinque gare e la sua difesa del titolo sembrava davvero molto forte. Kankkunen vinse i due successivi eventi, mentre in entrambi Carlos si ritirò: il suo ritiro in Australia fu il peggiore della stagione. Il Mondiale Rally 1991 si è concluso con una lotta serratissima nelle foreste britanniche, da dove Juha è emerso come vincitore ed è diventato il primo pilota a vincere il titolo del WRC più di due volte. Stagione avara di soddisfazioni per Miki Biasion, che si deve accontentare di tre secondi posti, Monte-Carlo, Argentina e Sanremo.

Grazie a Sainz, la Toyota ha avuto un vantaggio considerevole a metà stagione, ma ha raccolto solo quattordici punti in quattro gare finali, mentre la Lancia le ha vinte tutte e quattro. Il calendario è stato ampliato a quattordici eventi con l’aggiunta del Rally Catalunya, un ex prova del Campionato Europeo Rally. Il percorso del rally spagnolo è l’unico del Mondiale Rally che presenta un fondo misto: metà asfalto e metà sterrato. Di conseguenza, i team devono convertire e adattare il set up delle loro vetture dopo ogni tappa, per questo, per vincere, i piloti devono sapersi adattare al cambiamento della superficie del tracciato e della propria vettura.

In questa stagione si è registrato solo un debutto a livello di auto: quello della tanto attesa Nissan Sunny GTI-R. Molto interessante il fatto che l’arma del Costruttore giapponese sia stata introdotta in condizioni estremamente difficili durante il Safari Rally. La Sunny aveva un design avanzato, ma soffriva per le gomme Dunlop, che non erano all’altezza di Michelin o Pirelli, ma ancora di più dalla cattiva posizione dell’intercooler. Al termine del World Rally Championship 1991 la Lancia abbandona ufficialmente i rally.

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RALLY COLLECTION: MONDIALE RALLY 2015

Numero dischi: 1

Lingua: italiano

Durata: 100 minuti

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Film completo sul World Rally Championship 2017

Hai mai avuto la sensazione di vivere in una nuova epoca d’oro del Mondiale Rally? Noi sì. Dopo il 1986 e il 1997, ci è ricapitato nel World Rally Championship 2017.

Non vanno molto meglio di Sébastien Ogier gli altri del World Rally Championship 2017, ma sicuramente si sono portati a livelli molto alti: Jari-Matti Latvala, Kris Meeke, Thierry Neuville, Ott Tanak e, da ultimo, Esapekka Lappi. Hanno vinto anche loro. Guidavano vetture potenti e interessanti. Velocissime. L’espressione massima dell’evoluzione tecnologica. Questa è stata la cosa più bella della stagione 2017, la cosa che l’ha resta speciale.

Con le nuove regole che consentono motori molto più potenti e una migliore aerodinamica, le velocità sono aumentate e, casualmente, tutto sembra ancora più spettacolare del solito. In questo video ci sono le più belle fasi dei rally più famosi del mondo, tra cui Monte-Carlo, Finlandia, Argentina e Sardegna.

Il Campionato del Mondo Rally 2017 è stata la l’edizione numero 45 della serie iridata, disputata dal 19 gennaio al 19 novembre 2017. La serie iridata era nuovamente supportata dai campionati WRC2, WRC3 e dal neonato Trofeo WRC dedicato alle sole World Rally Car con specifiche 2016 per ogni tappa, mentre il Mondiale Junior (JWRC) si è disputato a turni selezionati.

Il World Rally Championship 2017 ha visto revisioni sostanziali alle normative tecniche volte a migliorare le prestazioni delle vetture e offrendo alle squadre di un maggior grado di libertà tecnica e design, innalzando il limite di potenza delle auto a 380 cavalli, che ha portato ad avere vetture dotate di una sofisticata aerodinamica, in particolare sono aumentate notevolmente le dimensioni dell’ala posteriore ed è stata concessa maggior libertà nella zone del diffusore posteriore.

Inoltre il limite di peso delle auto è stato leggermente abbassato. Per quanto riguarda i partecipanti, Toyota è tornata alle corse con la Yaris WRC, affidando la gestione alla squadra finlandese Gazoo Racing Team guidata da Tommi Mäkinen. Anche Citroën si è ripresentata con la C3 WRC dopo un 2016 in vesti non ufficiali. Sempre presenti Hyundai, con la neonata i20 Coupe WRC e M-Sport con la nuova Ford Fiesta WRC, progettata e costruita interamente dalla scuderia britannica, al contrario Volkswagen ha ufficializzato l’addio alle corse a fine 2016.

Sébastien Ogier e il suo co-pilota Julien Ingrassia erano i campioni in carica, mentre la Volkswagen Motorsport, ritiratasi dalle competizioni al termine della stagione 2016, lo era per i costruttori. Per i francesi la stagione 2017 ha visto la riconferma dei titoli piloti e co-piloti per la quinta volta consecutiva, mentre il campionato marche è stato conquistato della scuderia britannica M-Sport (per cui correvano Ogier e Ingrassia) diretta da Malcolm Wilson, alla sua prima affermazione mondiale per entrambi i titoli, vinti con una gara d’anticipo in Galles.

Il campionato WRC2 è stato invece vinto dalla coppia svedese composta da Pontus Tidemand e Jonas Andersson alla guida di una Škoda Fabia R5 della scuderia Škoda Motorsport, vincitrice del titolo squadre, mentre l’equipaggio spagnolo formato Nils Solans e Miquel Ibáñez Sotos si è aggiudicato sia il WRC3 sia lo Junior WRC. Il titolo WRC3 per le squadre è andato alla scuderia tedesca Adac Sachsen E.V.

Il neonato Trofeo WRC è stato invece vinto dal greco Jourdan Serderidis su Citroën DS3 WRC e dal suo navigatore Frédéric Miclotte. Il campionato, con i suoi tredici appuntamenti, ha toccato Europa, America e Oceania. La Fia decide di apportare spostamenti e variazioni nel calendario della nuova stagione, al fine di aumentare l’alternanza del fondo sul quale si correva. La decisione è stata presa dopo che sono stati espressi dubbi sul calendario del 2016, che in origine conteneva sei eventi su sterrato consecutivi, seguiti da quattro rally su asfalto.

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WORLD RALLY CHAMPIONSHIP 2017

Numero dischi: 2

Lingua: inglese

Durata: 480 minuti

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La vita di Virgilio Conrero, libro sull’uomo e sul Mago

La vita di Virgilio Conrero, uomo e “mago” dei motori è raccolta in un’opera rara e, ormai, oggetto di culto da parte dei tantissimi estimatori.

Oggetto di culto da parte dei tantissimi estimatori, specialmente quelli che hanno vissuto i rally nel periodo d’oro. Il volume in questione porta il titolo “Conrero il mago – Storia di un uomo innamorato dei motori”. Gli autori sono Roberto Sgarzi ed Emanuele Daniele, che hanno articolato l’opera in quindici capitoli di immagini e fantastici ricordi in una prestigiosa edizione persino autografata dall’autore.

Questo volume, che risale al 1990, è l’unico che racconta la storia di Virgilio Conrero con dovizia di particolari e con molte immagini mai viste prima. Il bello del motorsport è che, a volte, un preparatore può diventare più leggendario di un pilota. Sì, alcuni diventano leggenda.

Virgilio Conrero che, nel 1951, diede vita all’Autotecnica Conrero ed iniziò a elaborare vetture e motori Alfa Romeo, lo è diventato. Un periodo che porterà le sue “elaborate” Conrero a raggiungere nel 1969 oltre 1000 vittorie nel mondo. Famosissimi piloti hanno corso sui circuiti più mitici esaltando il nome Conrero nel mondo. I risultati e i fatti lo hanno confermato come un tecnico motorista geniale.

Un periodo importante nella vita di Conrero è quello che va dal 1953 al 1960: Conrero costruisce la Conrero 2000, poi la Conrero 1150, infine diventa Costruttore di automobili. Nel 1961, lui, Alejandro De Tomaso e Bussinello si cimentano in F1 con due De Tomaso-Conrero.

Nel 1965, Virgilio comincia a lavorare su motori e vetture Simca e Renault. Collabora negli anni successivi a progetti con Ford, Honda, Isuzu, Mitsubishi e Toyota. Foto ingiallite con relativa dedica dello stesso Soishiro Honda assieme a Virgilio Conrero ricordano questi momenti. Nel 1970 inizia la collaborazione tra Conrero e General Motors Italia con le Opel GT 1.9 e le Commodore 2.8 e 3.0, che dominano al loro esordio nei rispettivi Campionati Turismo.

Nel giro di cinque anni anche le Opel non hanno più segreti per il preparatore torinese che riesce a fare andare veloce anche un ferro da stiro. Nel 1975 il Mago si consacra anche nei rally, dove scrive delle pagine straordinarie, di cui questo libro gronda.

Le Opel di Conrero corrono come ufficiali di General Motors Italia, che vede nel 1981 la Opel Ascona 400 Conrero vincere il Campionato Italiano Rally assoluto e nel 1982 il titolo Europeo con la coppia Tony-Rudy davanti a Opel Deutschland ufficiale con Jimmy McRae. Sono tremila le sue vittorie. Si continua a vincere fino al 1990. Fino al 6 gennaio. All’alba di quel giorno, Virgilio esala il suo ultimo respiro e si consegna all’eternità. Conrero non c’è più, ma la sua esperienza e la sua squadra continuano a vivere. E a vincere.

L’azienda si concentra sull’attività in circuito. Negli anni Novanta, per la precisione dal 1991 al 1997, le Opel Kadett GSI 2.0 16v Conrero trionfano nel Campionato Superturismo Italiano (1991), mentre nel 1992 le Calibra e nel 1993 le Vectra ottengono piazzamenti prestigiosi andando poi a vincere come Squadra Ufficiale Opel España il Campionato Turismo 1993 con la Calibra ottenendo poi molti risultati di rilievo con le Vectra in Spagna nel 1994, 1995 (secondo assoluto), 1996 e in Argentina nel 1997.

Sempre nel 1997, la Lotus Car di Hethel commissiona alla Conrero il progetto e lo sviluppo del kit motore e dell’ assetto da pista per il monomarca Lotus Elise Trophy. Dal 1997 al 2002, la Conrero prepara e gestisce due R&S motorizzate Chevy rispettivamente Ford. Con queste, Alex Caffi, Andrea Chiesa e altri famosi piloti partecipano al Campionato Sport-Prototipi come l’ISrs diventato poi Srwc, Wsc, Elms e Alms su circuiti internazionali come Laguna Seca, Le Mans, Monza, Nürburgring…

La Conrero prepara la bellissima Alfa Romeo GTV 3.0 24V Conrero Challenge, nel 1998, apparsa su tutte le riviste. Viene anche esibita a “Automechanika 1998” a Francoforte, in concomitanza con la presentazione di una nuova linea di accessori Conrero.

Tra l’altro, nel 2001 la Squadra Conrero Corse gestisce due Alfa Romeo 156 ex-Norauto nel Campionato Europeo Turismo e due 147 nel Campionato Europeo Super Produzione. Storia molto più recente: dal 2002 al 2004 incluso, la Squadra Conrero Corse corre nel Porsche SuperCup Series con due Porsche 911 GT3 Cup in anteprima ai Gran Premi di F1. Sul podio a Imola e a Indianapolis. La storia dettagliata di Virgilio Conrero la trovi qui.

Libri su Storie di Rally

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CONRERO IL MAGO – STORIA DI UN UOMO INNAMORATO DEI MOTORI

Autori: Roberto Sgarzi ed Emanuele Daniele

Copertina: rigida

Pagine: 120

Formato: 21,5 x 30,5 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Peso: 468 grammi

San Marino Rally: in una terra da sogno e di sogni

Terra da sogno e di sogni quella del San Marino Rally. È così da quarant’anni: cinque lustri di passioni, racconti, avventure.

È la storia della corsa nata ai piedi del Titano, strade bianche infinite e i motori come religione. Orizzonti infiniti e lingue di polvere che si levano altissime. È la poesia dei rally, un’immagine che sembra nata proprio da queste parti, l’istantanea di una sfida diventata sempre più grande.

È storia di piloti, uomini e donne, capaci di lasciare firme importanti e segni evidenti. Una storia di sogni, amore, passione che solo un giornalista come Andrea Cordovani, direttore di Autosprint, sa tirare fuori. San Marino Rally: sogni, amore, passione 1970-2012. A proposito del San Marino. La prima edizione del rally si è disputata nel 1970 e attualmente la gara fa parte del circus del Campionato Italiano Rally.

Il primo a trionfare fu Cavallari nel 1970 alla guida di Porsche 911. La gara è stata anche prova del Campionato Europeo Rally. Nel 2012 il rally è stato incluso nell’Intercontinental Rally Challenge. L’unico pilota sammarinese a vincere il rally è stato Massimo Ercolani. Lo ha vinto tre volte. Con tre vetture diverse. diverse, Lancia Rally 037 nel 1985, Lancia Delta Integrale nel 1991 e infine Subaru Impreza nel 1996.

La gara è anche parte del Trofeo Loris Roggia, una coppa esclusivamente per i co-piloti. Il maggior numero di vittorie le hanno ottenute Piero Longhi e Paolo Andreucci. Longhi cinque successi, il primo nel 2000 con Toyota Corolla WRC. Poi lo vince di nuovo per quattro volte di fila dal 2005 al 2008, con la Subaru Impreza nelle sue diverse varianti. Paolo Andreucci incassa la vittoria prima nel 2001, al volante della Ford Focus WRC.

Successivamente, si aggiudica due vittorie consecutive, nel 2009 e nel 2010, con la Peugeot 207 Super2000 e infine nelle ultime due edizioni con la Peugeot 208 R5. In questa storia c’è posto anche per Andrea Navarra, vincitore nel 1994 con la Subaru Impreza, nel 1999 al volante della Ford Focus e poi altre due volte con la Subaru Impreza nel 2003 e nel 2004.

Libri su Storie di Rally

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SAN MARINO RALLY

Autore: Andrea Cordovani, Gianluigi Raimondi

Copertina: rigida

Pagine: 300

Editore: Edk Editore

Peso: 2,6 chili

ISBN: 978-8-8636822-3-6

Juha Kankkunen on my road: il libro autobiografico

Nelle duecento e quaranta pagine che strutturano Juha Kankkunen on my road c’è tutta la storia in italiano del quattro volte campione del mondo rally.

Juha Kankkunen on my road è un libro autobiografico. Nelle duecento e quaranta pagine che lo strutturano, c’è l’uomo e il pilota, il padre e il marito. Si parte dalla sua infanzia e si ripercorre tutta la vita professionale e la sua strabiliante carriera. A scrivere è Nita Korhonen e il libro è edito direttamente da Juha Kankkunen. Definire Kankkunen l’uomo dei record, seppur vero, non gli rende completamente giustizia.

È conosciuto da tutti ed è stato consegnato alla storia come “KKK”, ma il suo nome vero è Juha Matti Pellervo Kankkunen. Nasce a Laukaa, in Finlandia, il 2 aprile 1959. Debutta al Rally 1000 Laghi del 1979 e conquista la prima vittoria in una prova valida per il WRC nel 1985.

Dopo il doveroso apprendistato nel 1984 ottiene un contratto con la Toyota, che lo mette al volante della Toyota Celica Turbo con navigatore Fred Gallagher, ma non vince nulla. Invece, nel 1985, con la Toyota Celica TCT e sempre con Fred Gallagher, vince il Costa d’Avorio. Questa vittoria convince Jean Todt, che lo invita a firmare un contratto con la Peugeot per la stagione 1986. Il navigatore sarà Juha Piironen, ex navigatore di Henri Toivonen.

Ottiene sei podi e tre vittorie che gli consegnano il primo titolo Mondiale dopo che ad Alen vengono tolti i punti conquistato nel Sanremo annullato. La tragedia di Henri Toivonen al Tour de Corse colpisce moltissimo Juha. Nella stagione 1987, dato che la Peugeot si trova in grosse difficoltà per la costruzione di un’auto Gruppo A ed è orientata a lasciare i rally, “KKK” accetta l’invito della Lancia che ha pronta la Delta 4WD.

Si trova bene con la Casa torinese, ottiene cinque podi e due vittorie che gli permettono di vincere consecutivamente il secondo titolo mondiale. Nel 1988 torna alla Toyota, con la Celica GT-4 ST165 al Tour de Corse Durante le prove rompe una roulotte di due anziani, quindi si ritira. L’auto si presenta inaffidabile ed arriva trentasettesimo in campionato con sole sei partenze e cinque ritiri.

Tutta un’altra storia la stagione 1989, con una vittoria in Australia e due podi che lo fanno arrivare terzo nel Mondiale Piloti. Nel 1990 cambia “casa” e torna dalla Lancia, che ha appena creato il suo gioiellino, la Delta Intergrale. Ottiene una vittoria e cinque podi.

Nel 1991, sempre con la Lancia Delta Integrale vince cinque rally e ottiene sette podi che lo portano a vincere il terzo titolo mondiale. Nel 1992 ottiene una vittoria e nove podi. A causa del ritiro dai rally della Lancia, nota dolente per gli italiani, Juha deve cercare una nuova squadra. Torna alla Toyota, che cambia radicalmente il design della Celica GT-Four, ora più veloce e competitiva.

Lo spostamento si rivela un successone. Infatti, Juha vince cinque rally e ottiene sette podi che gli valgono il suo quarto titolo mondiale. Fino al Rally d’Argentina corre con il navigatore Juha Piironen e dopo col copilota gallese Nicky Grist, perché Piironen è vittima di un’emorragia cerebrale in hotel.

Nel 1994 ottiene una vittoria e cinque podi. Al Rally Safari incappa in un brutto incidente che gli costa alcuni punti in testa. Nel 1995 succede uno scandalo: Toyota è stata ritenuta colpevole di avere fatto una modifica vietata al turbo. La scorrettezza viene accertata e la Toyota viene sospesa dal WRC per un anno.

Il passaggio da Toyota a Ford Motorsport

A Juha, Armin Schwarz e Didier Auriol vengono cancellati tutti i punti conquistati fino ad allora in campionato. Nel 1996, dato che la Toyota è in “esilio”, Juha gareggia con un team privato ottenendo due podi, ma nessuna vittoria, che lo collocano al settimo posto nel Mondiale Rally.

Nel 1997, Kankkunen prende al volo la chiamata della Ford, che lo vuole al volante della nuova Ford Escort WRC. Il suo compagno di squadra è Carlos Sainz e “KKK” cambia navigatore: Nicky Grist diventa copilota di Colin McRae. Il nuovo copilota è Juha Repo, ex navigatore di Harri Rovampera. Kankkunen ottiene cinque podi ma nessuna vittoria. L’auto si presenta veloce e affidabile. Nel 1998 corre sempre per Ford e sempre con la Escort WRC.

Ma ormai, questa vettura è superata sotto il punto di vista tecnologico e di potenza. Nulla può contro le potenti e veloci Subaru Impreza di McRae e Piero Liatti. Ottiene, però, sette podi. Nella stagione 1999, Juha entra nella famiglia Subaru che gli vuole affidare la Impreza 22B STi WRC.

L’auto si dimostra magistrale e “KKK” vince due rally e incassa cinque podi. Tutti credono che ormai Kankkunen sia diventato vecchio e non abbia più la forza di un tempo, ma con queste vittorie dimostra agli scettici che lui anche a quarant’anni sa ancora vincere. Nel 2000 resta in casa Subaru, che gli affida la Subaru Impreza P2000, con cui centra tre podi. Nel 2001 con Subaru è divorzio.

Comunque Juha ha in tasca la proposta del team Hyundai, con la Accent WRC di un solo rally, il Finlandia, dove si deve ritirare per un problema tecnico della vettura. Kankkunen è molto presente nello sviluppo della Accent WRC e nel 2002 corre una stagione intera con la Hyundai.

Però, nonostante tutti i test e miglioramenti eseguiti la Hyundai rimane fedele alla sua reputazione di auto inaffidabile, che costringe Juha ad una stagione nelle retrovie. A questo punto, si ritira dai rally iridati. Dopo un periodo tormentato dalla depresssione torna alla cronache nel 2011 quando, a Crewe, i dirigenti della Bentley si fanno prendere la mano dalle vetture “special edition”.

In quella occasione, per festeggiare il record mondiale di velocità su ghiaccio di una cabriolet, stabilito dal quattro volte campione del mondo rally, Kankkunen, al volante di una Continental Supersports, la Bentley dà vita alla Continental Supersports Convertible ISR.

L’impresa di Kankkunen è stata realizzata su una vettura motorizzata con il generoso propulsore da 6 litri e dodici cilindri dotata di trazione integrale e alimentata a bioetanolo con cui ha raggiunge la folle velocità di 330,695 chilometri orari. Nel 2015 batte un altro record: con un trattore Valtra tocca i 130 chilometri orari sulla neve, ovviamente sempre e solo per provare degli pneumatici.

Libri su Storie di Rally

la scheda

JUHA KANKKUNEN – ON MY ROAD

Autore: Nita Korhonen

Copertina: morbida

Pagine: 240

Immagini: 31 in bianco e nero e 120 a colori

Formato: 17 x 23 centimetri

Editore: Juha Kankkunen Driving Acad

Prezzo: 29 euro

Peso: 732 grammi

ISBN: 978-9-5292582-4-6

Chris Sclater e memorie di un campione britannico

Quello di Chris Sclater è un nome che in molti nel motorsport non conoscono, salvo chi era bambino negli Sessanta e Settanta.

Nonostante sia poco conosciuto in Italia, Chris Sclater è stato riconosciuto come uno dei piloti di rally più famosi della Gran Bretagna, quasi noto come il leggendario Roger Clark. Come la maggior parte dei piloti del suo tempo, Sclater è cresciuto nei rally britannici su asfalto. Solo a partire dal 1966, le sue Ford Anglia, Cortina, Escort e Escort Twin Cam lo portarono frequentemente a podio.

Corre con vetture ufficiali e semi-ufficiali fino al ritiro incluse le Ford menzionati sopra: Datsun 240Z, Datsun Violet, Toyota Celica, Chrysler Avenger, Vauxhall Chevette e altri. La fama di Chris Sclater come pilota rally veloce è emersa nel 1968 quando ha concluso al nono posto assoluto il suo primo rally internazionale, Gulf-London, guidando una Lotus Cortina che gli avevano prestato.

Quella reputazione crebbe ulteriormente quando guidò la classifica dell’International Scottish Rally del 1969 prima di schiantarsi contro una roccia. Una telefonata di Ford Motor Company lo porta a una sessione di test con i grandi del rally: Hannu Mikkola e Roger Clark.

Pochi giorni dopo è alla guida di una Escort Twin Cam. Nel 1971 Chris vince il suo primo rally internazionale del British Rally Championship. Un anno dopo vinse un “giro premio”, con una Ford Escort ufficiale. Prosegue con Datsun, Chrysler e Toyota. Nel 1977 Chris guida una Vauxhall, la nuova Chevette HS2300, con compagno di squadra Pentti Airikkala, e poi nel 1978 per GM negli eventi europei.

Gli alti e bassi di un’affascinante carriera di preparazione, guida e sviluppo di auto da rally negli anni Sessanta e Settanta sono ben dettagliati in questo libro, che include una vasta selezione di fotografie e preziosi contributi di molti dei copiloti, meccanici e amici di Chris, oltre a una prefazione di John Davenport.

Libri su Storie di Rally

la scheda

CHRIS SCLATER: MEMORIES OF A RALLY CHAMPION

Autore: Chris Sclater, Jonathan Pulleyn

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: a colori e in bianco e nero

Formato: 15,6 x 22,8 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 57,50 euro

Peso: 900 grammi

ISBN: 978-1-5272172-5-6

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Rallying 2017: moving moment by McKlein Pubblishing

Rallying 2017: Moving Moments presenta la stagione del Campionato del Mondo Rally 2017, una delle più belle e divertenti della storia di questo sport.

La stagione del Campionato del Mondo Rally 2017, una delle più belle e divertenti della storia di questo sport, ha presentato spettacolari auto nuove e una nuova generazione di piloti che è diventata maggiorenne durante la stagione. In tutto il mondo, ci sono state intense battaglie per la gloria con sette piloti diversi e tutti e quattro Costruttori del WRC – Citroën, Hyundai, M-Sport-Ford e Toyota – che hanno stappato e spruzzato champagne sul podio.

Il vecchio campione, Sébastien Ogier, non ha mai dovuto affrontare delle competizioni così spietate in passato, ma è stato all’altezza della situazione e è diventato campione del mondo per la quinta volta di seguito. Il Campionato del Mondo Rally 2017 è l’edizione numero 45 del WRC e si è svolto dal 19 gennaio al 19 novembre 2017.

La serie iridata era nuovamente supportata dai campionati WRC-2, WRC-3 e dal neonato Trofeo WRC (dedicato alle sole World Rally Car con specifiche 2016) per ogni tappa, mentre il Mondiale Junior (JWRC) si è disputato a turni selezionati. La stagione 2017 ha visto revisioni sostanziali alle normative tecniche volte a migliorare le prestazioni delle vetture e offrendo alle squadre di un maggior grado di libertà tecnica e design, innalzando il limite di potenza delle auto a trecentottanta cavalli, che ha portato ad avere vetture dotate di una sofisticata aerodinamica.

In particolare sono aumentate notevolmente le dimensioni dell’ala posteriore ed è stata concessa maggior libertà nella zone del diffusore posteriore. Inoltre il limite di peso delle auto è stato leggermente abbassato. Per quanto riguarda i partecipanti, Toyota è tornata alle corse con la Yaris WRC affidando la gestione alla squadra finlandese Gazoo Racing Team guidata da Tommi Mäkinen.

Anche Citroën si è ripresentata con la C3 WRC dopo un 2016 in vesti non ufficiali. Sempre presenti Hyundai, con la neonata i20 Coupe WRC e M-Sport con la nuova Ford Fiesta WRC, progettata e costruita interamente dalla scuderia britannica, al contrario Volkswagen ha ufficializzato l’addio alle corse a fine 2016.

Sébastien Ogier e il suo co-pilota Julien Ingrassia erano i campioni in carica, mentre la Volkswagen Motorsport, ritiratasi dalle competizioni al termine della stagione 2016, lo era per i Costruttori. Per i francesi la stagione 2017 ha visto la riconferma dei titoli piloti per la quinta volta consecutiva, mentre il campionato marche è stato conquistato della scuderia britannica M-Sport (per cui correvano Ogier e Ingrassia) diretta da Malcolm Wilson, alla sua prima affermazione mondiale per entrambi i titoli, vinti con una gara d’anticipo in Galles.

Il campionato WRC 2 è stato invece vinto dalla coppia svedese composta da Pontus Tidemand e Jonas Andersson alla guida di una Skoda Fabia R5 della scuderia Skoda Motorsport, vincitrice del titolo squadre mentre l’equipaggio spagnolo formato Nils Solans e Miquel Ibáñez Sotos si è sono aggiudicati sia il mondiale WRC-3 che lo Junior WRC. Il titolo WRC-3 per le squadre è andato alla tedesca Adac Sachsen.

Il neonato Trofeo WRC è stato vinto,invece, dal greco Jourdan Serderidis su Citroën DS3 WRC e dal suo navigatore Frédéric Miclotte. Tutta le più belle immagini di azione e tutta la passione vissuta durante la stagione sono state catturate dai fotografi di McKlein che hanno scelto questa stagione da brivido per creare il proprio primo annuario dopo una lunga pausa.

Con oltre duecentottanta pagine, “Rallying 2017 – Moving Moments” presenta tredici appuntamenti del WRC visti dai più famosi fotografi di rally, con brevi riassunti degli eventi, foto di tutte le auto di punta e risultati finali completi. Inoltre, il libro ripercorre anche la stagione del Campionato Europeo Rally 2017 (Erc) e racconta di altri “Momenti in Movimento” come il Colin McRae Tribute nel corso di uno spettacolare Rallylegend, disputato nella Repubblica di San Marino, e la rinascita del prototipo del Gruppo S di Toyota all’Eifel Rallye Festival. Il libro è disponibile in inglese e tedesco.

Libri su Storie di Rally

la scheda

RALLYING 2017 MOVING MOMENTS

Autore: Antony Peacock, Reinhard Klein, Colin Mcmaster

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 280

Immagini: molte a colori

Formato: 30 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 55 euro

Peso: 698 grammi

ISBN: 978-3-9471560-0-9

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Alen raccontato da Cavicchi: storie vere e di prima mano

Il ritratto del grande pilota che è Markku Alen in un libro ricco di splendide illustrazioni. L’autore è Carlo Cavicchi, direttore di Autosprint, SportAutoMoto e Quattroruote, ma prima ancora rallysta.

L’apprezzato giornalista, che in tempi più recenti ha scritto “Destra 3 lunga chiude – Quando i rally avevano un’anima” è molto bravo a tessere trame romanzate che guardano indietro, a decine e decine di anni di distanza, con occhio ormai saggio e maturo.

Quest’opera risale al 1988 ed è stata edita dalla Conti Editori. Al suo interno sono raccontati in equilibrio tra biografia e romanzo l’ineffabile Markku Alen, icona dei rally anni Ottanta, ed il suo indissolubile legame col marchio Fiat-Lancia. Una carriera strepitosa quella di Markku Allan Alen: corre cento e ventinove rally iridati con Ford, Fiat, Lancia, Subaru e Toyota.

Di questi cento e ventinove rally iridati ne vince venti, sale cinquantasei volte sul podio e raccoglie ottocento e quaranta punti nel WRC. Originario di Helsinki, nasce il 15 febbraio 1951. La sua fama deriva dai successi conseguiti con le vetture del Gruppo Fiat. È soprannominato Maximum Attack, perché sostiene che un pilota, indipendentemente dal risultato conseguito, debba dare sempre il cento e dieci per cento.

Alen nel 1978 si aggiudica l’ultima Coppa Piloti Fia, antesignana del Mondiale Rally piloti. Comincia a gareggiare nel Campionato del Mondo con una Volvo privata per poi passare ad una più performante Ford Escort. Nel 1974 lo ingaggia la Fiat. Nel 1975, arriva la prima vittoria in Portogallo con la 124 Abarth che sarà anche l’ultima per la vettura torinese. Ma da lì la sua carriera decolla.

Libri su Storie di Rally

la scheda

ALEN

Autore: Carlo Cavicchi

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 152

Immagini: molte a colori e in bianco e nero

Formato: 21,5 x 29 centimetri

Editore: Conti Editore

Prezzo: da 79 a 200 euro

Peso: 983 grammi

Rally Giants racconta in inglese la Toyota Celica GT-Four

Se la prima generazione era un esperimento e la seconda era la perfezione, prova ad immaginare cosa succede con la quarta generazione della Celica: una rivoluzione tecnica e concettuale.

Toyota Celica GT-Four della collezione Rally Giants racconta la nascita, lo sviluppo e la carriera rallystica della Toyota Celica GT-Four dal 1988 al 1997: le macchine, i personaggi, le gare, le qualifiche e i risultati. Uno studio completo sulla Celica GT-Four. Questo libro descrive la nascita, lo sviluppo e la carriera rallistica della Toyota Celica GT-Four, fornendo una storia completa e autorevole di dove, quando e come è diventata importante per lo sport.

A partire dal 1988, tre generazioni di questa efficace turbocompressa a quattro ruote motrici – conosciuta dagli appassionati come ST165, ST185 e ST205 – hanno corso nel Mondiale Rally e hanno avuto un successo straordinario per quasi un decennio. La trazione integrale nei rally era arrivata già da quasi una decina di anni quando nel 1988 Toyota decise di rivoluzionare il suo modello sportivo più celebre, la Celica, per farne un’auto da competizione.

La Celica GT-Four ST165 (nota anche col nome Toyota Celica GT-4) è una versione elaborata per partecipare al Campionato del Mondo Rally, campionato in cui ha gareggiato dal 1988 al 1991 vincendo un titolo mondiale. La vettura rappresentò il modello di punta del team ufficiale Toyota nei rally, il Toyota Team Europe, dal WRC 1988. Infatti, sostituì la Toyota Supra Turbo, che lo era stata sino all’anno precedente. Furono tredici i successi di questa vettura nelle cinque stagioni, dal 1988 al 1992, del World Rally Car Championship alle quali questo modello ha partecipato per il team Toyota Motorsport GmbH. Ma andiamo per gradi.

Dopo le prime tre generazioni di Celica prodotte a partire dal 1970, con la quarta generazione, introdotta nel 1986, si ebbe una rivoluzione concettuale della vettura stessa con il passaggio dalla trazione posteriore a quella anteriore. Non solo, nell’ottobre 1986, nacque la ST165, meglio conosciuta come GT-Four o All-Trac Turbo, che venne equipaggiata con la trazione integrale – da qui il nome – e dal motore 3S-GTE da 2 litri di cilindrata.

Le versioni precedenti della Celica destinate alle corse erano state omologate nel Gruppo B ed avevano preso parte soprattutto alle gare di rally raid, ma è con questo modello che Toyota iniziò l’impegno continuativo nel Mondiale Rally, dopo aver previsto la fabbricazione della GT-Four nel numero di esemplari sufficiente ad ottenere l’omologazione nel Gruppo A.

La Celica GT-Four ST185 (meglio nota con il nome Toyota Celica Turbo 4WD) è una seconda versione elaborata per partecipare al Mondiale Rally, campionato in cui ha gareggiato dal 1992 al 1994 vincendo cinque titoli mondiali. La vettura rappresentò il modello di punta del Toyota Team Europe, dal campionato del mondo rally 1992, allorché sostituì la ST165, che lo era stata sino all’anno precedente.

Seguendo l’evoluzione delle altre versioni Celica, anche per la GT-Four, nel 1989 entrò in produzione la quinta generazione (ST185), seguita dalla sesta (ST205) nel 1994. Entrambe vennero utilizzate anche per le competizioni fino al 1996. Il nome Celica GT Four venne utilizzato dalla casa automobilistica giapponese fino all’introduzione della VII serie di Celica. L’impiego delle tre diverse versioni della GT-Four nel campionato mondiale rally, ha prodotto sei titoli (quattro piloti e due costruttori) e 30 successi (13 con la ST165, 16 con la ST185 ed 1 con la ST205).

Comincia così la dinastia delle GT-Four a quattro ruote motrici, ampiamente raccontata nel volume della Veloce Publishing che fa parte della collana Rally Giant, con testo in inglese che dettagliatamente descrive le tre serie principali, la ST165, la ST185 e la ST205, con cronaca delle gare e oltre 100 fotografie a colori e in bianco e nero. Il libro è disponibile solo in lingua inglese.

Libri su Storie di Rally

la scheda

TOYOTA CELICA GT-FOUR

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-8458418-4-3

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