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In asta la Talbot Lotus Sunbeam di Russell Brookes

Nasce Talbot Sport, per gestire il progetto. Russell Brookes accetta di unirsi a Talbot in un’auto preparata da Mike Little per le stagioni 1980 e 1981 con il suo sponsor di lunga data e di maggior successo, Andrews Heat For Hire. Un 1-3-4 finale al RAC Rally alla fine del 1980 fornisce un notevole impulso morale e quattro auto vengono schierate per la stagione 1981.

Tra il 31 luglio e l’1 agosto 2020 riprendono le aste Silverstone Classic. Una interessante line-up di vetture da gara sono contese da diversi collezionisti, tra cui l’ex Talbot Lotus di Russell Brookes (quotata tra i 110.000 e i 140.000 euro). Quella con cui il campione britannico corse anche nella stagione 1981, anno che rappresenta una pietra miliare nel Campionato del Mondo Rally. L’inizio dell’era della trazione integrale, l’Audi, Russell Brookes e il suo copilota Mike Broad con la Talbot Lotus Sunbeam.

Purtroppo, la leggenda dei rally britannici, Russell Brookes, è deceduta alla fine del 2019 all’età di 74 anni. Russell, i due titoli nazionali (1974 Welsh Rally Champion e 1989 Irish Tarmac Rally Champion) saranno per sempre associati al suo pelo sullo stomaco. Nel 2020, la “Andrews Heat for Hire” e John Andrews, fondatore del marchio, hanno messo in asta la Talbot Lotus targata “KKV 394V2”, l’ultima auto da rally guidata in gara da Russell dopo il ritiro dalle competizioni.

Nel 1979, in seguito alla creazione del marchio Talbot dalle ceneri di Chrysler Europe, Rootes e Simca, la società madre PSA decide che la nuova divisione necessita di una seria pubblicità per migliorare la propria immagine. Più che una necessità, è un imperativo categorico. Non si può fare diversamente se si vuole ripartire e tanto vale farlo bene.

In asta la Talbot Lotus Sunbeam di Russel Brookes
In asta la Talbot Lotus Sunbeam di Russel Brookes

Nasce Talbot Sport, per gestire il progetto. Russell Brookes accetta di unirsi a Talbot in un’auto preparata da Mike Little per le stagioni 1980 e 1981 con il suo sponsor di lunga data e di maggior successo, Andrews Heat For Hire. Un 1-3-4 finale al RAC Rally alla fine del 1980 fornisce un notevole impulso morale e quattro auto vengono schierate per la stagione 1981 (la stagione in cui Talbot ha vinto il titolo Costruttori del Mondiale Rally potete leggerla qui), nonostante la Casa non abbia soldi rispetto a rivali come Ford, Datsun, Audi con la Quattro e Renault con la R5 Turbo.

Alla fine Talbot vincerà comunque quel Mondiale con merito. Una delle quattro auto supportate dalla fabbrica, quella targata KKV 394V è stata riportata al suo antico splendore e l’ha adorata per quasi quindici anni, durante i quali l’ha utilizzata in modo competitivo in molti rally storici con un numero di piloti affermati. Nessuno, tuttavia, è associato a questa macchina come Russell che la guidava regolarmente ogni volta che i suoi impegni glielo permettevano. Dopo essersi ritirato nel 1992, Russel Brookes ha continuato a correre a livello amatoriale fino al 2010. Il Rally Halloween Historic Stages a Tipperary, è stata la sua ultima corsa.

“Possiedo l’auto dal 2005 ed è sempre stata mia intenzione metterla in gara, abbastanza spesso nelle mani di Russel Brookes, il suo pilota naturale. Russell ha partecipato a numerosi eventi storici da quando si è ritirato nel 1992 e la sua ultima gara è stata Haloween Historic Stages del 2010 a Carrick on Suir, Co. Tipperary. È stato un evento unico, trasmesso anche in televisione con non meno di quattro piloti degli anni Settanta e Ottanta: Jimmy McRae, Donie Keating, Kenny McKinstry e l’attuale campione storico Ray Cunningham”.

Altre gare di questa auto sono, nel 2007, Emerald Stages Longcross LIMC e Loughgall Festive of Speed e, nel 2008, Clare Stages Rally, 2008 Colin McRae Stages (The Stars), Killarney Historic Stages Rally. Poi ancora nel 2013 Roger Albert Clark Historic Rally e l’anno dopo Roger Albert Clark Championship. Eventi dimostrativi sono stati Race Retro, Rally Show, Goodwood FOS, Rally Day, Rallylegend San Marino, Deja Vu Killarney e Ulster.

Altri importanti campioni che hanno guidato la “KKV” sono il pilota Chrysler Works Robin Eyre-Maunsell nel 1990, la vincitrice della coppa delle dame 2008 nel WRC, Louise Aitken-Walker. Nel 2017 Louise ha guidato ancora una volta la vettura al Rallylegend a San Marino per un tributo a Colin McRae.

La vettura, ovviamente, è stata riadattata ai tempi moderni per consentire il servosterzo e altri lussi. Ma all’asta c’è andata con le sue specifiche del periodo e con la sua originalità. Ingranaggi, motore, cambio e roll-bar originali. Ammortizzatori e freni sono di altri periodi, con alcune parti originali.

Ad accompagnarla c’è la sua scheda anagrafica storica aggiornata fino al 25 ottobre 2013, il suo libretto che mostra la registrazione nel Regno Unito con data del 22/02/1980 e primo proprietario indicato come il Talbot Motor Co e una modifica al secondo proprietario, Andrews Industrial Equipment alla fine del 1981, una vecchia serie di documenti di omologazione del RAC, documenti della Appendice J della FIA, il suo diario di bordo delle auto da competizione e molte fotografie.

Mondiale Rally 1981: il titolo della Talbot Sunbeam Lotus

All’ultima gara, sia Talbot che Frequelin sono al comando delle rispettive classifiche Costruttori e Piloti del Mondiale Rally. Affinché Talbot perda il titolo, Datsun avrebbe bisogno di vincere, il che è abbastanza improbabile. Il terzo posto di Blomqvist con la Sunbeam Lotus mette il titolo al sicuro per i francesi – al di là di ogni ragionevole dubbio – anche se Frequelin non è in grado di tenere il passo di Ari Vatanen.

Il capo del team Talbot, Des O’Dell, desidera da sempre vincere quelle che considera le due principali competizioni del Mondiale Rally: il RAC e il MonteCarlo. E ora può farlo con la Sunbeam Lotus. All’inizio della sua carriera, Des tocca con mano i riscontri del successo nel motorsport lavorando con le Aston Martin e con le Ford GT40 a Le Mans, e il suo curriculum vitae annovera anche la vittoria della Londra-Sydney del 1968, che rappresenta il suo debutto come team manager.

Con la Talbot Sunbeam Lotus a sua disposizione – dopo tutti quegli anni di lotte per semplici vittorie di classe con le Avenger e IMPS – O’Dell vede finalmente la possibilità di competere per i veri successi, quelli assoluti, che tanto desidera. Dopo il debutto della Sunbeam nel 1978 per mano di Andrew Cowan nelle gare test, e fino al 1979 con Tony Pond nel Mondiale e Jean-Pierre Nicolas in Francia, cresce tanto e con esso aumenta l’affidabilità e le potenzialità dell’auto.

Il ritmo complessivo della vettura è impressionante sin dall’inizio nelle corse, anche contro concorrenti affermati, ma spesso viene interrotto da incidenti. Due secondi posti consecutivi al Rally Mille Pistes in Francia mostrano che la vettura è promettente e al suo debutto nel Campionato del Mondo Rally, Pond la porta al quarto posto a Sanremo e al terzo al RAC, prima di girarla sul tetto. Per quanto sia veloce Tony, lui e O’Dell non si guardano negli occhi per evitare scintille e non è una sorpresa che il pilota torni alla Triumph nel 1980.

Quando Pond va via, O’Dell ha già preso a cuore un giovane finlandese che – da privato – lo ha impressionato come un raggio di sole durante una tempesta al RAC del 1978: Henri Toivonen ha fatto centro ed è stato preso in considerazione per guidare nel 1979. Purtroppo per lui, è opinione generale che Toivo sia giovanotto troppo a rischio incidenti, quindi il tutto tarda. Des avrà il “suo uomo”, ma con un anno di ritardo, per la stagione 1980.

Una prima idea suggerisce Pond e Toivonen in squadra sulla Talbot Sunbeam Lotus per il 1980, ma come accade, la partenza dell’inglese permette alla società di proprietà francese di portare un loro connazionale, Guy Frequelin, campione francese rally particolarmente noto per le sue performance sull’asfalto (ha corso con un discreto successo in salita e a Le Mans, 1981 incluso, e collaborato con Jean Todt).

Il 1980 è il primo passo verso il titolo del WRC 1981, con partecipazioni in rally come MonteCarlo, Portogallo, 1000 Laghi, Sanremo, Tour de Corse e RAC, sebbene solo due di questi vedono arrivare le auto fino alla fine. La stagione, è cosa nota, è di apprendimento. E molto si apprende. La Talbot Sunbeam Lotus viene ulteriormente evoluta, culminando in quella che permetterà la superba vittoria di Henri Toivonen al RAC, supportata dal terzo e quarto posto dei compagni di squadra e dell’auto privata (ex-Pond) di Russell Brookes. La vettura di Henri è la prima ad adottare la nuova testata con valvola più grande, che da allora in poi diviene standard per le auto del team.

Il piano Talbot per vincere con la Sunbeam Lotus

L’ambizioso piano di Des O’Dell di vincere il Campionato del Mondo Rally 1981 inizia con ottimismo. L’arrivo della Audi quattro e di concorrenti come Opel, Ford, Fiat, Renault… non sembra smorzare la fiducia. Lui sa che le sue auto da rally sono veloci e che l’affidabilità non è un problema.

In ogni caso, è il Campionato a cui sta mirando (proprio come Peugeot e Citroen negli ultimi anni) e la sua combinazione di piloti è ideale per questo. L’omologazione della Talbot Sunbeam Lotus nel Gruppo 2 è di aiuto, dal momento che le regole danno ulteriori punti per la posizione in classe, sebbene ciò significhi che il team non può apportare alcuni tipi di modifiche disponibili per le auto da rally omologate nel Gruppo 4 come Ford, Fiat e Audi (come, ad esempio, i punti di montaggio delle sospensioni).

Il risultato è che le auto da rally seguono gli schemi delle auto da strada, sebbene con componenti rinforzati. Il budget certamente non copre tutte le gare del Mondiale, quindi è stato formulato un piano accurato e inizialmente vengono selezionati solo sei rally. La Corsica si aggiunge presto, ma il viaggio sudamericano di metà stagione viene autorizzato solo all’ultimo minuto. Insomma, un bilancio intelligente e un marketing accurato per la Casa madre Peugeot. Ulteriori incursioni negli eventi africani per Guy Frequelin nascono per caso grazie alla posizione nella classifica Piloti, ma in questi casi viene scelta la robusta coupé 504. Di seguito, ripercorriamo la stagione 1981 di Talbot, fino al successo iridato.

Rally di MonteCarlo

Anche se Des non riesce a vedere le sue auto conquistare la vittoria che desidera, il secondo posto assoluto e il primo nel Gruppo 2 sono solo l’inizio. Vatanen (Ford) e Toivonen hanno entrambi problemi (Henri foratura), ma almeno il pilota Talbot finisce la gara. Il debutto tanto annunciato dell’Audi quattro vede Hannu Mikkola uscire di strada, riprendere e poi schiantarsi di nuovo per problemi ai freni. La Porsche di Jean-Luc Therier mantiene il comando per gran parte del rally, ma si schiantata l’ultima notte per lasciare spazio a Jean Ragnotti, vincitore con la Renault 5 Turbo.

Rally del Portogallo

Prima la quattro di Mikkola si ritira per un problema al motore e poi Vatanen ha un incidente con la Escort, permettendo a Markku Alen (Fiat Abarth 131) di vincere questo rally con un margine quantomeno confortevole, sebbene Toivonen sia a soli 2” fino alle ultime prove e faccia segnare i migliori tempi in prova speciale. Solo la rottura del mozzo posteriore può impedire a Henri una vittoria memorabile, ma ha abbastanza vantaggio per finire secondo e vincere il Gruppo 2, impedendogli di portare punti importanti alla squadra. In quella occasione, Frequelin perde trenta minuti centrando un sasso, ma il suo sesto posto dà comunque punti utili, anche se Tony Pond e la Datsun sono davanti, quinti.

Tour de Corse

Con la Ferrari 308 GT, Jean-Claude Andruet fa registrare i tempi più veloci nelle prime cinque speciali del Tour de Corse, prima di abbandonare e lasciare Therier (Porsche 911) e Darniche (Lancia Stratos) in vantaggio. La Corsica è una gara su asfalto che non perdona errori. Frequelin segnato tempi di prova veloci, i più veloci, con la sua auto in specifiche ultraleggere e con ruote posteriori larghe dieci pollici per la massima aderenza, ma batte di poco la Datsun dell’ex pilota della Talbot Sunbeam Lotus, Tony Pond. La gara di Toivonen finisce fuori tempo massimo a seguito di un danno ad un giunto. Talbot e il pilota francese si ritrovano così in testa al Mondiale Rally.

Rally Acropoli

Tra le polemiche sull’esclusione dell’Audi per infrazioni tecniche, Ari Vatanen fa segnare la sua prima vittoria dell’anno, con Frequelin che arriva al quarto posto dietro una coppia di 131, mentre molti altri equipaggi soffrono di problemi meccanici. La gara di Henri Toivonen termina dopo una serie di forature. Un dado della ruota allentato causa la rottura dei prigionieri. La tipologia di percorso provoca diversi problemi anche al suo compagno di squadra che, però, è stato più fortunato.

Rally Codasur

Una sola “vecchia” vettura viene portata in Argentina, per Frequelin, che però ha una nuova scocca con passaruota più grandi per pneumatici da 15 pollici che non vengono utilizzati. E ancora una volta, l’affidabilità della Talbot si rivela decisiva per uscire indenne dalla lotta contro Timo Salonen e Ari Vatanen, che è già dietro a causa di problemi di frenata (poi si schianta). Guy chiude con una quarantina di minuti di vantaggio sulla Datsun di Shekhar Mehta, senza dubbio aiutato dall’esperienza di Jean Todt, che ha anche vinto il rally l’anno precedente.

Rally del Brasile

L’auto viene ricostruita tra una gara e l’altra, ma questa volta è dotata di uno speciale motore a bassa compressione con una percentuale molto più elevata di carburante per aviazione rispetto a quella utilizzata nel rally precedente. Questa volta Frequelin e Todt conquistano un secondo posto, dietro Ari Vatanen, che letteralmente vola con una vettura nuova. Questa gara è valida per il solo Mondiale Piloti.

Rally 1000 Laghi

Con Frequelin a riposo dall’avventura sudamericana, arriva Stig Blomqvist in squadra e, visto che Toivonen non riesce a finire (dal terzo posto) a causa di un problema di distribuzione, il suo ottavo piazzamento assoluto e il primo nel Gruppo 2 finiscono per portare punti utili, che poi però saranno scartati a fine stagione. Vatanen conquista un’altra vittoria, anche se all’inizio è in testa Mikkola, a cui va a fuoco il motore.

Rally di Sanremo

Con due auto appena finite di riparare – complete della griglia anteriore che si userà in futuro – una sola auto arriva in assistenza apparentemente integra e una pronta per la demolizione. È l’equipaggio francese Talbot a subire un incidente disastroso: un albero e un gomito rotto, ma gara portata comunque a termine. Vatanen recupera alcuni punti nell’inseguimento al titolo (anche se getta via una possibile vittoria inseguendo Michèle Mouton). Henri piega la sua vettura, ma la squadra la ripara consentendogli di proseguire, cosa che il finlandese fa con il suo stile, finendo secondo questo bellissimo rally, che vede per la prima volta una donna vincere una gara del WRC.

Lombard RAC Rally

All’ultima gara, sia Talbot che Frequelin sono al comando delle rispettive classifiche Costruttori e Piloti del Mondiale Rally. Affinché Talbot perda il titolo, Datsun avrebbe bisogno di vincere, il che è abbastanza improbabile. Il terzo posto di Blomqvist mette il titolo al sicuro per i francesi – al di là di ogni ragionevole dubbio – anche se Frequelin non è in grado di tenere il passo di Vatanen (secondo dopo la terza vittoria di Hannu Mikkola in quattro anni) e abbandona per una uscita di strada in cui danneggia i tubi del carburante (e la scocca).

Una brutta fine dell’anno per il francese, che non sembra avere l’energia per affrontare una vera battaglia. Toivonen conclude la sua avventura con il team di Coventry con alcuni tempi velocissimi dopo un capottamento, poi un problema al motore lo costringe al ritiro. Anche Russell Brookes si ritira per incidente. Comunque, il podio di Stig Blomqvist (terzo dietro Mikkola e Vatanen), la vittoria di classe e un Campionato del Mondo Rally anomalo contribuiscono alla conclusione dell’anno vincente per Talbot, che diventa campione del mondo rally Costruttori.

Curiosità sulla stagione 1981 della Talbot Sunbeam Lotus

Due curiosità interessanti sulla stagione. La prima: Frequelin risulta il quarto pilota più veloce nelle prove speciali del Mondiale Rally di quell’anno, dietro Mikkola, Vatanen e la Mouton, ma Hannu viaggia al doppio della velocità del suo più diretto inseguitore. La seconda: Se qualcuno, comunque, avesse ancora dubbi su chi fossero i vincitori morali di quel Campionato del Mondo Rally 1981, si sappia che a fine stagione è stata organizzata una partita di calcio tra le squadre Talbot e Rothmans. Il risultato? Una clamorosa vittoria 13-1 per i ragazzi di Coventry. E una gamba rotta nel team Ford…

Talbot Sunbeam Lotus, regina dei rally con Frequelin e Toivonen

La Talbot Sunbeam Lotus, lanciata nel 1977, era sostanzialmente una Hillman Avenger. Con il progetto Sunbeam, infatti, Des O’Dell, capo del settore motorsport alla Chrysler, era deciso a ripercorrere i successi della Avenger nei rally lanciando il guanto di sfida alle Ford Escort.

L’idea di rivolgersi alla Lotus per realizzarne una versione sportiva regalò a questa utilitaria un posto nella storia, se non altro per avere portato la Talbot a vincere il Mondiale Rally Costruttori 1981, cinque anni prima della definitiva scomparsa del Marchio. Altrimenti, la Talbot Sunbeam Lotus aveva tutte le credenziali per essere un ulteriore insignificante modello inglese a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, così come la Hillman Avenger che andava a sostituire. Era un periodo in cui i Costruttori d’Oltremanica si trovavano in grande difficoltà, tanto economica quanto progettuale, e sfornavano a ripetizione vetture poco entusiasmanti.

La Talbot Sunbeam Lotus, lanciata nel 1979, era sostanzialmente una Hillman Avenger. Con il progetto Sunbeam, infatti, Des O’Dell, capo del settore motorsport alla Chrysler, era deciso a ripercorrere i successi della Avenger nei rally lanciando il guanto di sfida alle Ford Escort. Gran parte della meccanica della Avenger venne presa e montata sulla Sunbeam ma serviva anche un buon motore. Lo prese dalla Lotus, che nel frattempo si era trovata senza un cliente quando la Jensen, a cui forniva i propulsori da 2 litri, fallì.

Viste le circostanze e considerato che il vice di O’Dell, Wynne Mitchell, era stato all’università con l’allora direttore della Lotus Mike Kimberley, venne trovato subito un accordo tra le due Case. Il motore fornito dalla Lotus era un quattro cilindri aspirato 2.2 (il type 911, molto simile al type 912 della Esprit S2 e S3). In versione stradale erogava 150 CV ma poteva essere elaborato fino a superare tranquillamente i 200 CV.

Ma andiamo per gradi. Alla fine degli anni Settanta l’industria automobilistica inglese non se la passava molto bene (per non dire di peggio) e la Chrysler UK non faceva eccezione. La Casa aveva acquisito la Rootes Group, di fatto un agglomerato di piccoli marchi famosi come Hillman e Singer, e la Sunbeam in pratica era un progetto finanziato dal governo inglese per impedire alla Chrysler di chiudere lo stabilimento di Linwood, nei pressi di Glasgow.

La Talbot Sunbeam Lotus stradale ha debuttato al Salone di Ginevra nell’aprile 1979. Nel frattempo la Chrysler UK era stata venduta alla PSA e quando, nell’estate di quell’anno, sono iniziate le consegne, il marchio Talbot apparteneva ormai alla Peugeot che l’ha utilizzato per la Sunbeam, anche se c’è stato un periodo di transizione in cui le Serie 1 erano chiamate Talbot ma avevano lo stemma della Chrysler.

Tra l’altro, i successi nelle competizioni furono cavalcati dal Gruppo Peugeot, ma giovarono poco alla vettura stradale: dei 4500 esemplari preventivati, ne furono prodotti solo 2308, di cui circa la metà con guida a sinistra: il prezzo troppo elevato e lo scarso appeal del marchio Talbot furono decisivi per le sue sorti. Non solo nella versione Lotus, ma anche in quella standard la Sunbeam terminò la sua carriera a fine 1981, con la chiusura dello storico stabilimento di Linwood.

La Lotus, per la Talbot Sunbeam non si limitava a fornire soltanto i motori, ma era anche coinvolta nella progettazione delle sospensioni e del sistema di scarico. Il telaio veniva costruito sulla linea di produzione della Chrysler a Linwood e poi spedito alla Lotus a Ludham, per fissare i motori con doppio albero a camme (costruiti a Hethel) e il cambio ZF a cinque marce.

Il propulsore, siglato 912, rappresentava il punto di forza della vettura: si trattava del moderno 4 cilindri in linea 16 valvole in alluminio già utilizzato sulle Lotus Esprit, Eclat ed Elise, portato da 2000 a 2172 cc allungando la corsa: alimentato da due carburatori doppio corpo Dell’Orto e con cambio ZF, sviluppava 150 CV nella versione di serie (poi saliti a 155 CV dal 1981), ma lo si poteva portare senza problemi a 200 CV e, nelle elaborazioni più estreme delle vetture ufficiali, a sfiorare i 250 CV. Il peso della vettura, nella versione di serie, era di 960 chilogrammi.

Nel 1981 fu il pilota francese Guy Frequelin che conquistò una vittoria, in Argentina, e con altri tre secondi posti riuscì a contendere alla Ford Escort di Ari Vatanen il titolo piloti fino all’epilogo. Grazie ai due secondi posti di Henri Toivonen e una serie di piazzamenti, la Talbot si aggiudicò comunque il titolo Marche, davanti a Datsun, Ford, Opel, Audi e Fiat. Nel 1982 la Talbot non partecipò al mondiale, e comunque le sue chance di vittoria erano comunque fortemente compromesse dall’arrivo di due formidabili sfidanti, la Audi Quattro e la Lancia 037.

Scheda tecnica

Anno modello1979-1981
Tipo di cambiomanuale a 5 marce
AlimentazioneBenzina
Velocità max200 km/h
Accelerazione 0-100km/h8″3
TrazionePosteriore
Motore
Cilindrata cm32172 cm3
Potenza155 hp / 114 kW
Coppia203 Nm a 4500 giri/min
DistribuzioneCarburatore dohc
Numero cilindri4, In linea
Numero di valvole per cilindro2
Alesaggio x corsa95.2 mm x 76.2 mm
Rapporto di compressione9.44
Freni
Freni anterioriDisco
Freni posterioriTamburo
Carrozzeria
Lunghezza3840 mm
Larghezza1603 mm
Altezza1404 mm
Peso a vuoto960 kg
Carico massimo360 kg
Peso a vuoto più un carico1320 kg
Peso massimo sul tetto45 kg
Bagagliaio minimo241 L
Bagagliaio massimo700 L
Interasse2413 mm
Carreggiata anteriore1329 mm
Carreggiata posteriore1342 mm
Diametro di sterzata9.8 m
Pneumatici185HR13
Capacità del serbatoio di carburante41 L
Sospensioni
Sospensioni anterioriindipendente, McPherson, molle elicoidali
Sospensioni posterioririgid, molle elicoidali
Barra stabilizzatrice anteriore
Barra stabilizzatrice posterioreNo