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Piero Liatti e quel test della Seat Cordoba WRC a Turpino

Qualche settimana prima del Rally di Sanremo 1999, gara valida per il Campionato del Mondo Rally, a Turpino arrivano tutte le principali scuderie, dalla Toyota alla Subaru. I grandi team “affittano” le strade più adatte ai test, occupandosi di tutto: dalla sicurezza alla pulizia, garantendo anche il via libera ai residenti. C’è anche Piero Liatti con la Seat.

Quando si nomina Piero Liatti si tende a ricordarlo per la sua unica vittoria nel WRC, al Rally di MonteCarlo 1997. Una vittoria certamente indimenticabile, quella centrata con Fabrizia Pons al debutto della Subaru Impreza WRC, nell’anno e nella gara d’esordio per le World Rally Car, ma certamente non l’unica esperienza del fuoriclasse biellese, che tra l’altro dopo essere uscito da Subaru corse come pilota ufficiale Seat.

Qualche settimana prima del Rally di Sanremo 1999, gara valida per il Campionato del Mondo Rally, a Turpino arrivano tutte le principali scuderie, dalla Toyota alla Subaru. I grandi team “affittano” le strade più adatte ai test, occupandosi di tutto: dalla sicurezza alla pulizia, garantendo anche il via libera ai residenti (quando richiesto), che hanno sempre la precedenza rispetto al passaggio delle auto da rally in test.

Questo sistema consente di fare piovere nelle casse comunali denaro contante, mentre i pochi alberghi e ristoranti della zona hanno quasi un mese di incassi assicurati. Oltre ai piloti e ai meccanici, infatti, a Turpino arriva sempre un buon numero di appassionati, che seguono le prove applaudendo ad ogni passaggio di un pilota di rango. Liatti, dunque.

Avete presente Piero Liatti, sempre distinto, sorridente, apparentemente di buon umore? Ecco, quel giorno, quel 28 agosto 1999, nonostante tutti lo applaudano come si conviene con uno degli idoli di casa, Piero è sempre distinto, come deve essere un pilota professionista, ma è preoccupato e arrabbiato perché la Seat Cordoba WRC non lo soddisfa. Non è che non va come vorrebbe lui, è che non va proprio. “Non sono molto contento di questa vettura – si sfogava con i giornalisti, Piero Liatti –. L’ho lasciata un mese fa e, ad essere sinceri, l’ho ritrovata peggio di prima”.

Però, nell’ultima prova iridata disputata in Finlandia, il suo compagno di squadra, Harri Rovanpera, si è piazzato quinto assoluto con quella stessa auto. E nessuno gli ha regalato nulla. A dirla tutta, la WRC spagnola non sembrava poi così male. Ma, giustamente, Liatti faceva subito notare: “Sulla terra è una cosa, sull’asfalto un’altra. Qui, abbiamo problemi di consumo di gomme, piuttosto irregolare e qualche altro guaio. Insomma, c’è ancora da lavorare molto”.

Piero Liatti durante il test, nella foto di Fabio Dealberti

A Turpino, prima di quel Rally di Sanremo 1999, tra gli addetti ai lavori c’era anche Fabrizia Pons, ex copilota del driver biellese. Insieme, come accennato, avevano vinto l’edizione 1997 del Rally di MonteCarlo. Qualche cronista “malignava” ipotizzando un eventuale separazione da Carlo Cassina: è un ritorno all’antico? “Lei è come un portafortuna”, ribatteva Piero Liatti, senza aggiungere altro.

Per Liatti, i test si concludevano l’indomani, domenica 29 agosto 1999, ma la Seat aveva già deciso di tornare a Turpino affidando però l’altra auto ufficiale (sempre la Cordoba WRC Evo 2) a Rovanpera. E così, in attesa del ritorno del team spagnolo, su quei tratti di strada del centro piemontese continuavano ad alternarsi Carlos Sainz, Didier Auriol e Colin McRae…

Quel Rally di Sanremo, per Piero Liatti non sarà particolarmente fortunato. Per lui e Carlo Cassina, che gli legge le note al posto di Fabrizia Pons, è dietro l’angolo un ritiro sulla PS15 Colle Langan per problemi di trasmissione. Invece, Harri Rovanpera si classificherà sedicesimo assoluto.

La Seat Panda 45 Gruppo 2, i rally e Carlos Sainz

Fin dal debutto, la piccola di Casa Fiat è stata impiegata nello sport, soprattutto nei rally, con qualche incursione negli impegnativi raid africani e in gare tout terrain. Anche la Seat produceva la Panda e la impiegava nei rally (Seat Panda 45 Gruppo 2). La guidò anche Carlos Sainz.

La Panda. Non Fiat, ma Seat. La versione spagnola della piccola utilitaria italiana, prodotta dalla Seat, ha avuto una parentesi sportiva anche nei rally (appunto con la Seat Panda 45 Gruppo 2) e ha tenuto a battesimo uno dei più amati e popolari campioni del mondo rally. Un’icona la Panda per il Marchio torinese, un po’ come la 500, ma caratterizzata da una maggiore continuità visto che, il ”Brutto Anatroccolo” del 1980 non ha mai cessato di essere prodotto e i vari restyling l’hanno portato ad essere sempre al passo con i tempi.

Seppure marginale, l’immagine della Panda va vista anche dal punto di vista sportivo, rallistico. Fin dal debutto, la piccola Fiat è stata impiegata nello sport, soprattutto nei rally, con qualche incursione negli impegnativi raid africani e in gare tout terrain. Il due volte campione del mondo rally Carlos Sainz iniziò la carriera rallystica nel 1981 al volante proprio di una Seat Panda 45, tra l’altro numero 17, ma è esattamente lo stesso modello della Panda italiana, dapprima in versione Gruppo 1, successivamente come Gruppo 2.

Sainz, nel 1981, ha vinto il Trofeo Panda e ha sorpreso tutti per la sua abilità al volante. Durante tutta la stagione, il suo copilota è stato Juan José Lacalle, che poi sarebbe diventato il suo manager dal 1984 in poi. Nel 1982, Sainz firma come pilota ufficiale con la Panda 45 Gruppo 2, oggi perfettamente conservata nel Museo Seat Sport, anche se disputa almeno una gara con una Renault 5.

Lo spagnolo è senza dubbio il pilota che ha contribuito maggiormente a creare il mito della Panda nei rally. La versione 4×4 prima serie venne impiegata in più occasioni, con alterni risultati, alla Parigi-Dakar. La nuova 4×4, in una versione allestita ad hoc, l’avevano chiamata PanDakar, ha provato a prendere parte alla Dakar 2007 con due piloti ben conosciuti agli appassionati: Miki Biasion e Bruno Saby.

Dal 2005, e per le quattro stagioni successive, la Panda in versione Kit e 100 HP è stata utilizzata nelle gare del Campionato Italiano Rally nell’omonimo Trofeo organizzato direttamente dalla filiale sportiva del Gruppo Fiat. E non si contano le decine di partecipazioni di equipaggi e piloti privati al volante di Panda 45, prima, e nuova Panda Kit, poi, nei rally, nelle cronoscalate, negli slalom e nei formula challenge di tutta Italia fino al 2010 circa.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati