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Renault Clio Rally5: l’arma francese per i piloti privati

È stata presentata a Milano la nuova Renault Clio Rally5 – l’equivalente delle attuali R1 nella nuova classificazione FIA – la vettura che nelle intenzioni della Casa rilancerà il marchio nelle competizioni grazie ai principi del progetto: accessibilità e versatilità.

La Renault Clio Rally5 potrà essere usata sia nei rally che nei rallycross e in circuito sfruttando degli economici kit di trasformazione, oltre ad avere prezzi d’acquisto accessibili e un piano di sviluppo che partendo dalla Rally5 attuale (che è e resterà la versione destinata ai trofei Renault) ne prevede per il 2021 una evoluzione Rally4 e addirittura la possibilità che in seguito (2022 o 2023) diventi una Rally3 a 4 ruote motrici, ideale erede delle 4×4 Gruppo N a lungo di grande successo grazie alle varie Lancer e Impreza.

Comunque nelle idee di Renault i trofei si disputeranno sempre con la Rally5. Grazie ad un anno di attività di sviluppo, in cui il focus è stato su affidabilità, performance e riduzione dei costi (ad esempio il costo d’esercizio dichiarato è dai 13 ai 15 €/km) la nuova Clio da gara proporrà una grande versatilità. Nonostante la base di componenti condivisa, Clio Cup, Clio Rally e Clio RX saranno tre auto da corsa specificatamente progettate per le rispettive specialità.

La nuova Clio Rally5 in versione rally asfalto si può acquistare pronta corse a 42.000 euro + IVA (con un sovrapprezzo se già targata): ad un mese dall’apertura delle prenotazioni sono già complessivamente oltre 120 gli esemplari ordinati, di cui una cinquantina in configurazione rally. Per l’Italia Renault Sport Technologies ha previsto di riservare al nostro paese nel lotto iniziale una decina di esemplari, alcuni già ordinati.

Le previsioni di Renault Sport per la vettura prevedono di venderne 400 esemplari nei prossimi tre anni, riportando il marchio ai fasti della Clio R3C, ultimo prodotto di grande successo per i rally. Nello specifico quella destinata ai rally è equipaggiata con un motore 1.330 cm3 quattro cilindri turbo che eroga 180 cavalli a 6500 giri/min (dai 130 della versione di serie) e una coppia massima di 300 Nm.

Dotato di elettronica Life Racing e sistema di registrazione dati, il motore per l’utilizzo nei trofei viene fornito piombato e con una periodicità di revisione pari a 4000 km di prove speciali. La preparazione della vettura vede inoltre un cambio sequenziale Sadev ST82 a cinque marce più retromarcia e un differenziale autobloccante ZF. Gli ammortizzatori non regolabili sono Bos Suspension. Il peso a vuoto imposto dal regolamento è di 1080 Kg.

Da sottolineare che il costruttore prevede un controllo al banco del motore ogni 2 anni presso Renault e la revisione del cambio ogni 2.000 km di prove speciali. In pratica la prospettiva è di disputare una intera stagione (se non due) senza dover toccare l’auto a meno della sostituzione dei materiali di consumo. La vettura farà il suo debutto pubblico come apripista al Rally di MonteCarlo.

La Alpine A110 da rally debutta al Monza Show

Con la sua sportiva a motore centrale, la Alpine A110, la Casa transalpina torna nel mondo dei rally debuttando al Monza Rally Show, dopo decenni d’assenza. Debutta con una due posti che in realtà era già stata declinata negli in alcune versioni da corsa negli anni scorsi.

Il Monza Rally Show 2019 ospita il debutto della nuova versione da rally della Alpine A110. Con la sua sportiva a motore centrale la Casa transalpina torna così nel mondo dei rally dopo decenni d’assenza: la due posti era già stata declinata negli scorsi anni in alcune versioni da competizione, come le Cup e le GT4, che però erano destinate unicamente all’utilizzo in pista.

Derivata dalla stradale. Proprio con l’esperienza maturata tra i cordoli, il team Signatech ha messo a punto un’evoluzione pensata per i rally della A110. Alla base della vettura è presente lo stesso telaio d’alluminio del modello di serie, ulteriormente rinforzato e abbinato a un nuovo assetto con ammortizzatori con finecorsa idraulici e all’immancabile roll cage interna omologata Fia.

Nuovi sono anche l’impianto frenante firmato Brembo con Abs Bosch Motorsport, i sedili Sabelt con cinture a sei punti e il kit aerodinamico specifico. In gara dal 2020. Proposta con un prezzo di partenza di 150.000 euro, la Alpine A110 Rally è omologata Fia R-GT ed è spinta da una versione aggiornata del 1.8 turbo utilizzato dal modello di serie.

Diversi accorgimenti tecnici hanno permesso di adattare l’unità a quattro cilindri all’impiego nelle competizioni: la potenza massima supera i 300 cavalli. Il cambio, infine, è un sequenziale a sei rapporti con trazione posteriore e differenziale a slittamento limitato. Le consegne dei primi esemplari sono previste per i primi mesi del prossimo anno.

Dall’ERC Junior al Campionato Europeo: Chris Ingram

Chris Ingram cominciò con una Renault Twingo, portandosi a casa il Colin McRae ERC Flat Out Trophy del Circuit of Ireland. Passò poi alla Peugeot UK e infine all’Opel Rallye Junior Team, con cui ha perso nel 2016 il titolo dell’ERC3 Junior a vantaggio del suo compagno Marijan Griebel a Liepaja

Chris Ingram si è laureato campione europeo rally 2019 assieme a Ross Whittock, completando un percorso di crescita durato sei anni dal suo debutto nella serie continentale. L’inglese cominciò al volante di una Renault Twingo, portandosi a casa il Colin McRae ERC Flat Out Trophy del Circuit of Ireland, passando poi alla Peugeot UK e infine all’ADAC Opel Rallye Junior Team, con cui ha perso nel 2016 il titolo dell’ERC3 Junior a vantaggio del suo compagno Marijan Griebel a Liepaja.

Il nativo di Manchester si è riscattato l’anno dopo contro Jari Huttunen e nel 2018 ha potuto lottare per la corona dell’ERC1 Junior, andata però a Nikolay Gryazin. Nonostante i problemi economici, la madre di Chris Ingram ha lanciato una raccolta fondi per farlo a correre le ultime gare dell’anno dopo aver perso la battaglia in ERC1 Junior per 0″3 contro Filip Mares al Barum Czech Rally Zlin, Ingram è riuscito nell’impresa di issarsi in vetta alla graduatoria assoluta.

“E’ stata una strada terribilmente dura da percorrere – ha detto il venticinquenne –. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato e supportato in modo così incredibile. E’ stato un anno difficilissimo, ma non ci sono riuscito da solo. Ross è stato incredibile, la persona più affidabile e concentrata che c’è al mondo. Il team è stato fantastico e l’auto perfetta. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile il titolo”. Ingram, che ha vinto per 9 punti al Rally di Ungheria battendo Alexey Lukyanuk, incappato un forature nel finale, ha un tifoso speciale: Vic Elford.