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Miki Biasion e Ken Block: due generazioni di piloti a confronto

Succede che due piloti veloci e carismatici, ma appartenenti a due epoche diversissime del rallysmo, parlino del loro (diverso) approccio alla gara.

Rallylegend, di cui siamo media partner, non è solo gara. Certo è prima di tutto Rally. Ma è anche Legend. Per cui succede che, durante gli incontri dedicati alla cultura rallystica e alla storia del nostro amato sport, due piloti veloci e carismatici, ma appartenenti a due epoche diversissime del rallysmo, parlino del loro (diverso) approccio alla gara e raccontino qualche aneddoto sul loro rapporto con le gare e le auto da corsa.

Grandi campioni e due generazioni a confronto, dunque, in occasione del Rallylegend 2019 di San Marino. Da un lato Miki Biasion, icona di uno dei momenti più gloriosi ed indimenticabili della storia del rally, e dall’altro Ken Block, idolo dei “tondi”, di YouTube e del web e certamente punto di contatto fra il rally vero, duro e puro e lo spettacolo da lanciare in rete con milioni di visualizzazioni a colpi di like e condivisioni.

Noi di Storie di Rally non dimentichiamo che abbiamo una Lancia nel cuore e che per Miki Biasion il 2019 è un anno importantissimo: il 12 ottobre del 1989, trent’anni, il pilota di Bassano del Grappa conquistava il suo secondo titolo iridato nel Mondiale Rally, rimanendo ad oggi l’unico rallysta italiano nella Hall of Fame WRC della FIA a Parigi .

“Per celebrare questo anniversario dopo trent’anni ho voluto ricostruire esattamente la macchina con cui ho vinto il secondo Campionato del Mondo Rally, la Lancia Delta che portavo al debutto col motore 16 valvole verniciata per la prima e ultima volta in rosso”, racconta Miki Biasion a San Marino.

“Ero davvero preoccupato e titubante prima del Rally di Sanremo, ma pensavo che sarebbe stato di buon auspicio il fatto che un paio di anni prima mi avessero affidato la Delta 4WD, con cui ero riuscito a vincere il Rally di MonteCarlo, e poi l’8 valvole che avevo potato a podio al Rally del Portogallo l’anno successivo”, prosegue Miki Biasion.

Biasion e Sanremo, Block e… la Mustang

Biasion racconta le difficolta di gestione di un’auto così tanto scorbutica nelle reazioni, da quasi 400 indomabili cavalli e con un motore davvero difficile da utilizzare per via della coppia eccessiva. “Tre minuti persi in prova e poi quella rimonta all’ultimo respiro”, ricorda Miki, che non può fare a meno di sottolineare s più riprese il rapporto simbiotico col suo navigatore Tiziano Siviero, con cui sin dai tempi della scuola condivideva la passione per i rally.

E poi c’è Ken Block. L’americano re delle gymkhane e dei teenagers. Che dire? È timido? Non pare. Se la tira? Pare, ma è solo l’approccio. Anche lui è un folle ragazzone intrippato di corse. Sa di non avere più l’età per diventare co Miki. E probabilmente neppure le capacità. Nei rally ci ha provato. Eccome. Ma non è andata nel modo sperato. Però, sorride e guarda la sua “dolce” Ford Escort RS Cosworth del 1994 iper vitamninizzata.

Il pilota californiano firma autografi, centinaia di richieste per una firma o una dedica sui poster, sulle scarpe, sulla fronte, sulle guance dei suoi fans. E poi quelle raffiche di selfie dopo aver vinto il Legend Show e la classe Myth del Rallylegend. “Una delle esperienze di rally più selvagge della mia carriera”, dice Block arrivato dagli Stati Uniti con il suo navigatore italo-americano Alex Gelsomino.

Sul 2019, ormai al termine, Ken Block fa notare che quest’anno era improntato divertimento. “Quest’anno mi diverto con la Ford Escort Cosworth, ma il mio cuore batte sempre fortissimo per la Ford Mustang – prosegue il funambolo delle gymkhane, che per la Casa dell’Ovale Blu ha contribuito allo sviluppo della nuova Focus RS –. L’anno prossimo si vedrà, spero di concretizzare il sogno della Mustang”.

Rallylegend: di scena storia, contemporaneità e futuro

Il risultato è stato, ancora una volta, una quattro giorni intensa, di grande passione e di festa dei rally di ieri e di oggi. E se i tanti giovani presenti hanno affollato le hospitality e le prove speciali per festeggiare i beniamini di oggi, per gli appassionati con i capelli grigi Rallylegend Heritage ha rappresentato un tuffo in un passato glorioso.

Si è trattato di un’altra edizione memorabile di Rallylegend. Che è poi l’aggettivo che, ogni anno, si associa alla festa dei rally che va in scena nella Repubblica di San Marino. Quest’anno la presenza di Thierry Neuville e del team Hyundai Motorsport, con il team director Andrea Adamo che ha presenziato alle serie di test in programma, di Andreas Mikkelsen e di Craig Breen, anche loro provenienti dal WRC aveva già creato grande interesse.

Si sono poi aggiunti il funambolo americano Ken Block, che ha composto con Gigi Galli, ultimo pilota italiano “ufficiale” nel Mondiale Rally, e con Mattias Ekstrom, campione mondiale rallycross nel 2016 e due volte in pista nel DTM, un terzetto che ha infiammato il pubblico – tanto, tantissimo, molto di più dei quasi settantamila del 2018. Poi Miki Biasion, il due volte iridato rally di casa nostra, presenza immancabile di Rallylegend, con la ciliegina finale di Andrea Dovizioso, che alla domenica si è voluto cimentare al volante.

Il risultato è stato, ancora una volta, una quattro giorni intensa, di grande passione e di festa dei rally di ieri e di oggi. E se i tanti giovani presenti hanno affollato le hospitality e le prove speciali per festeggiare i beniamini di oggi, per gli appassionati con i capelli grigi Rallylegend Heritage ha rappresentato un tuffo in un passato glorioso, concretizzato in una ventina di meraviglie a quattro ruote, che ha fatto brillare gli occhi di emozioni a tanti.

Anche “The Legend Show”, l’altra novità di questa edizione, una sfida a coppie, senza rilevamento tempi ma solo spettacolo, intorno a due rotonde, diverrà probabilmente un altro “must” dei prossimi Rallylegend. “Tanta gente anche al giovedì sera – spiegano soddisfatti Vito Piarulli e Paolo Valli, dal ponte di comando dell’evento – per una cosa nuova che ci siamo inventati. Cosi Rallylegend si allunga, per offrire a tanti spettatori, provenienti da tutta Europa e anche oltre, uno spettacolo unico e inimitabile”.

Spettacolo Ken Block tra le rotonde dello shakedown

E’ stato un debutto con i fuochi d’artificio. E non solo virtuali, dato che uno spettacolo pirotecnico ha festeggiato – insieme ad un pubblico strabocchevole e entusiasta, posizionatosi sul percorso già molte ore prima del via – Ken Block, primo vincitore di “The Legend Show”, un vero e proprio challenge riservato a venti piloti e vetture d’élite – che parteciperanno poi al rally – un festival di “tondi” intorno a due rotonde, la nuova “invenzione” di Rallylegend, che si conferma un successo moderno e storico.

Una giuria di esperti ha decretato come il migliore ad “accarezzare” il centro delle rotonde il funambolico driver statunitense, famoso in tutto il mondo per le sue “acrobazie”, che a Rallylegend ha esibito al volante della sua Ford Escort Cosworth “vitaminizzata” e con il fido Alex Gelsomino a fianco. Nella sfida ravvicinata, con partenze contrapposte e quindi due vetture contemporaneamente in gara, ha avuto la meglio, alla fine, su Mattias Ekstrom, con Jonas Andersson, a bordo della Audi Quattro S1 RX e con Gigi Galli, con Alberto Genovesi, a chiudere il podio con la Kia Rio Rx.

“E’ stato uno spettacolo fantastico e coinvolgente – commentava alla fine il vincitore Ken Block, vero specialista di questo genere di esibizioni – e noi ci siamo divertiti un bel po’ a fare show. Ma soprattutto credo che sia sia divertito il mare di gente che è venuto ad assistere a questa interessante novità di “The Legend Show” …”

Anche tutti gli altri “big” che hanno infiammato gli spettatori, a partire dalle macchine storiche, in un crescendo di prestazioni che ha portato fino alla Hyundai i20 Coupè di Therry Neuville, si sono impegnati a fondo, per rendere indimenticabile la novità, che ha allungato Rallylegend di un’altra, spettacolare giornata.

Una grande folla in festa anche quella che ha assistito allo shakedown, prima occasione per vedere l’intero, splendido parco macchine dell’evento sammarinese in azione. Venerdi 12 ottobre, alle ore 19.00, a partire dalla tarda serata quindi, si è iniziato a fare sul serio, con la partenza della prima tappa del rally, il momento più atteso, per la suggestiva frazione in notturna. La ripetizione delle prove “Le Tane” e “San Marino” è stato inframezzato dallo scenografico riordino nel centro storico di San Marino.

A chiudere in testa la prima giornata tra le “new entry” Heritage, le splendide macchine originali e in livrea d’epoca, con al volante alcuni campioni “vintage”, ma solo per l’anagrafe, è il trentino Sandro Giacomelli, con Orian alle note, a bordo di una Fiat 131 Abarth del 1977, che ha preceduto Stefano Avandero, con Salin, con una bellissima Lancia Stratos del 1975 ex Darniche e la coppia Battiato-Battiato, su Lancia Fulvia Hf del 1972, già resa vincente da Amilcare Ballestrieri.

Thierry Neuville impegnato a Rallylegend
Thierry Neuville impegnato a Rallylegend

Nella categoria Historic, solo otto decimi di secondo separano il leader provvisorio Marco Superti, con Brunetti (Porsche Carrera RS 1972) dall’altra Porsche 911 SC del 1978 del sammarinese Giuliano Calzolari, subito in palla, al rientro alle gare dopo l’incidente dello scorso anno in Finlandi, qui con Ercolani alle note, mentre a chiudere il podio va l’altro veloce pilota di casa Stefano Rosati, con Toccaceli, su Talbot Lotus.

Come da facile pronostico, Thierry Neuville, con Gilsoul, comanda agevolmente tra le WRC con la Huyndai i20 Coupè WRC, davanti al suo team mate Andreas Mikkelsen, con Jaeger, al volante di una i20 Coupè ma del 2016 del team HMI. Terzo in classifica e primo degli “umani” nella categoria, “Il Valli”, con Cirillo, che completa un terzetto di “vuerrecì” coreane sul podio.

Tra le “Myth” Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing, guidano la categoria, davanti alla Subaru Impreza 555 di Boroli-Vercelli e alla Ford Escort Cosworth del fuoriclasse statunitense Ken Block, con Gelsomino alle note.

Parte il Day 2 con quattro ‘reucci’ che puntano a vincere

Giorno due di Rallylegend 2019 all’insegna delle conferme delle leadership della prima frazione tra le vetture Heritage, Myth e WRC, e con un nuovo leader tra le Historic. Questo, in estrema sintesi, l’esito agonistico di una tappa, vissuta in un abbraccio di pubblico davvero straordinario, lungo le sei prove speciali (tre da ripetere) in programma.

Conferma di Sandro Giacomelli, con Orian, a bordo della Fiat 131 Abarth tra le Heritage, dove il trentino consolida il suo primato davanti al secondo Stefano Avandero, con Salin, con una Lancia Stratos del 1975 ex Darniche, che supera, alle spalle del leader, il duo Battiato-Battiato, su Lancia Fulvia Hf del 1972 ex-Ballestrieri.

Il sammarinese Giuliano Calzolari, al ritorno alle gare dopo oltre un anno, passa in testa tra le Historic, con Ercolani alle note e la Porsche 911 SC del 1978, mostrando di avere già ritrovato il passo giusto, passo del quale fanno le spese Marco Superti, con Brunetti e la Porsche Carrera RS 1972, in testa a fine Giorno 1, e l’altro veloce pilota di casa Stefano Rosati, con Toccaceli, su Talbot Lotus, terzi.

Ancora una conferma, attesa, quella di Thierry Neuville, con Gilsoul, leader tra le WRC con la Huyndai i20 Coupè WRC, ancora davanti al suo team mate Andreas Mikkelsen, con Jaeger, al volante di una i20 Coupè ma del 2016 del team HMI. Completa un podio “internazionale” il danese Brian Madsen, con Torstein, a bordo di una Peugeot 206 WRC del 1999.

Tra le “Myth” Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing, guidano la categoria ma è ad un soffio la Ford Escort Cosworth dello statunitense Ken Block, con Gelsomino alle note, in netta rimonta. E anche Carlo Boroli, con Vercelli, non sono lontani, al terzo posto, con la Subaru Impreza 555. Tra i ritiri importanti quelli dell’uruguaiano Gustavo Trelles, con Del Buono, incappati in una uscita di strada già venerdì sera, e del siciliano Totò Riolo, con Floris, su Ford Sierra Cosworth.

Day 3 nel segno di Neuville, Block, Calzolari e Giacomelli

Non cercava di certo la vittoria, anche se non ha faticato per ottenerla. Thierry Neuville, il navigatore Nicolas Gilsoul e la Hyundai i20 Coupè WRC erano a Rallylegend, oltreche per far felici decine di migliaia di fans, soprattutto per svolgere una sessione di test in gara, in vista del rush finale del Mondiale Rally, che vede attualmente la Casa coreana in testa alla classifica Costruttori. E alla fine il pilota belga ha dominato anche in gara, avendo ragione del suo compagno di squadra Andrea Mikkelsen, con Anders Jaeger, al via con una Hyundai i20 WRC del 2016 del team HMI, per fare chilometri su fondo asfaltato, in ottica del prossimo impegno al rally di Spagna.

A Mikkelsen e Jaeger sono andati in premio i due prestigiosi orologi Eberhard&Co, molto apprezzati dall’equipaggio. Nessuno degli inseguitori è riuscito nel sogno, quasi impossibile, della gara della vita, nell’impresa da raccontare ai nipoti di stare davanti ai due battistrada “mondiali”. E il terzo classificato, primo degli “umani”, è alla fine il danese Brian Madsen, con Eriksen Torstein, navigatore di Mads Ostberg nel Mondiale Rally, a bordo di una Peugeot 206 WRC del 1999.

Tre piloti in meno di dieci secondi nella classifica finale raccontano la lotta che ha caratterizzato la categoria Myth, dove un soddisfatto Ken Block, con Alex Gelsomino alle note e la Ford Escort Cosworth del 1994 hanno avuto ragione degli inseguitori, primo dei quali Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing del 1990. Carlo Boroli, con Vercelli, non sono lontani, al terzo posto, con la Subaru Impreza 555 del 1993 ex Colin McRae. Tra i ritiri importanti quelli dell’uruguaiano Gustavo Trelles, con Del Buono, per problemi al motore già venerdì sera, e del siciliano Totò Riolo, con Floris, su Ford Sierra Cosworth.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un detto che ben si attaglia al sammarinese Giuliano Calzolari, “Lupo” per i rallisti, che al rientro agonistico dopo più di un anno di stop forzato, ha vinto il suo secondo Rallylegend tra le Historic, al debutto con la per lui sconosciuta Porsche 911 SC del 1972 e con Ercolani alle note. Solo l’ultima speciale ha deciso il duello con il suo conterraneo Stefano Rosati, con Toccaceli, e la evergreen Talbot Lotus, per poco più di due secondi con Bruno Bentivogli, campione degli anni ’80, che con Segato alle note, ha pilotato da par suo una Ford Sierra Cosworth Gruppo N.

E’ il trentino Sandro Giacomelli, con Francesco Orian al cronometro, a bordo della Fiat 131 Abarth del 1977 il primo vincitore di Rallylegend Heritage, la nuova proposta di successo di Rallylegend 2019. Uno scrigno contenente una ventina di vetture di grande storia, originali e nelle livree d’epoca passate alla leggenda, qui impegnate in una Regolarità Sport, con un percorso rally ridotto.

Giacomelli, rallista D.O.C. con un notevole curriculum di vittorie, era alla prima esperienza con il cronometro “di precisione” ma ha preso subito il comando, per non lasciarlo più fino alla fine. Alle sue spalle, la terza e ultima tappa ha deciso la sfida tra il duo Enzo e Luca Battiato, a bordo di una splendida Lancia Fulvia HF 1.6 del 1972 ex Ballestrieri, giunti alla fine secondi, e la altrettanto spettacolare Lancia Stratos ex Darniche nei colori Chardonnet del 1975 di Stefano Avandero , con Nicola Salin, andati a chiudere il podio.

Ritirati, ma acclamati dal pubblico presente, Jean Claude Andruet, mito nei rally e nelle gare in pista, affiancato da Florence Brettenui, con una Fiat 131 Abarth Fiat France del 1976, al tempo pilotata anche da Michele Mouton, Miki Biasion, che ha fatto passerella con la Opel Kadett GTE gruppo 1 del 1979, con la quale ha debuttato nei rally, Chicco Svizzero, al via con la Alfa Romeo Alfetta 1800 del 1975 della quale era pilota ufficiale, e Tito Cane, tornato al volante dopo molti anni della stessa Fiat 131 Abarth nei colori 9Nove del 1977, con cui si aggiudicò il TRN del 1979.

La Antigua Legend Cup è ormai una tradizione a Rallylegend. Un trofeo con premi da sogno che, utilizzando le regole e i coefficienti delle regate veliche, consente, nella sua particolare classifica, di far competere a pari livello le vetture più lente con quelle più veloci. Quest’anno la vittoria è andata a Thierry Neuville, che si aggiudica una vacanza da sogno di dieci giorni ai Caraibi per due persone.

Sempre spettacolare, Paolo Diana con Mattia Dini alle note e la sua Fiat 131 Racing “vitaminizzata” del 1982 si è aggiudicato i premi “Pirelli Jump in the Legend”, per i salti giudicati più spettacolari da una giuria posizionata in due particolari punti del percorso.

Storie di Rally media partner di Rallylegend: guida alla gara

Un onore per un giornale giovane e in continua crescita come Storie di Rally far parte dei media partner di quella che, giustamente, è da considerarsi il rally più rally rimasto nell’era contemporanea, fatte salve le gare del WRC e dell’ERC.

Storie di Rally media partner di Rallylegend 2019, la competizione sammarinese ideata dal vulcanico Vito Piarulli e da sempre centro di attrazioni del rallysmo internazionale e nazionale e delle principali attestazioni di stima, oltre che di invidie di varia natura.

Un sicuro piacere per Rallylegend 2019 trovare un nuovo media partner, che si unisce ad un settimanale autorevole come Autosprint, ad mensile pregiato come RS RallySlalom e alla storica RTV San Marino, nella promozione di una manifestazione che sta scrivendo la storia di un nuovo modo di fare un bel rallysmo.

Un contenitore lo ha definito qualcuno, un continuo esperimento di successo sarebbe meglio dire. La sera di mercoledì 9 ottobre l’atmosfera a San Marino sarà già infuocata con le prime ricognizioni nelle prove speciali, che proseguiranno anche la mattina e il pomeriggio di giovedì 10.

Alle 19.30 di giovedì 10 potete gustarvi la “The Legend Parade” mentre dalle 21 alle 23 c’è la mitica “The Legend Show”. Le PS vere e proprie partono venerdì 11 con il shakedown “I Laghi” dalle 10 alle 14. Dalle 19 alle 23.30 le prime speciali in notturna, una vera chicca per gli intenditori.

The Legend e Rally Village ma non solo

Sabato 12 la giornata comincia tardi, con la partenza per le PS fissata alle 13 e l’arrivo alle 18.30. Domenica è la giornata speciale, dedicata alla PS spettacolo “The Legend”, dalle 10 alle 14. Il Rallyvillage è assolutamente da non perdere, anzi non entrarci significa non godere appieno l’esperienza Rallylegend. All’interno troverete tutte le auto in gara, i piloti e altre chicche che un appassionato di rally non può perdere.

Arrivate nel 2017, le WRC Plus sono l’evoluzione delle vetture del mondiale del 2011, con motore 1600 turbo. Le vetture Plus arrivano a circa 380 cavalli di potenza e montano appendici aerodinamiche molto più appariscenti oltre ad avere il differenziale a controllo elettronico.

Il Legend Show Da comunicato stampa ufficiale, si tratta di: “un vero e proprio challenge riservato a venti piloti e vetture d’élite, che daranno spettacolo e adrenalina a gogò nelle due rotatorie, situate a poche decine di metri da Rallylegend Village e collegate da un rettilineo di 350 metri”.

Si svolgerà giovedì 10 ottobre alle ore 20.30, subito dopo la cerimonia di presentazione degli equipaggi sulla pedana di partenza. Si tratta di una vera e propria sfida: “partenze contrapposte e quindi con due vetture contemporaneamente in gara, tre giri in un senso di marcia su ogni rotatoria, seguiti da altri tre giri in senso inverso”.

Ci saranno anche due apposite giurie, una per rotatoria, che valuteranno la prestazione. La sfida, ad eliminazione diretta, “terminerà con una superfinale con i due campioni del “360°”, che si sfideranno su sei giri attorno ad ogni rotatoria per ogni senso di marcia”.

Heritage: auto da rally del Gruppo B e dei Gruppi 1, 2, 3 e 4

Dopo le premiazioni del Legend Show la giornata si chiuderà con una bella festa arricchita di musica all’interno del Rallylegend Village. Un’altra novità 2019 è la categoria Heritage, con 30 vetture ammesse.

Si tratta di una “competizione riservata a vetture originali, costruite fino all’anno 1982 ed appartenenti ai Gruppi 1, 2, 3, 4 e B, con la livrea dell’epoca e documentazione storica che attesti il passato della vettura”

Alcune di queste vetture, di grande valore sportivo, saranno inedite per il pubblico italiano e sammarinese. Le 30 vetture speciali faranno le stesse prove del sabato, ma con un solo passaggio. Mentre la domenica sfileranno esclusivamente nella PS “The Legend”.

Si tratta di una sorta di regolarità, tuttavia si svolgerà su strade chiuse e con medie superiori ai 50 km/h nei tratti di prove cronometrate. Inoltre i tempi massimi di percorrenza dei settori di gara saranno gli stessi previsti per il rally. Queste 30 vetture saranno infine le prime ad entrare nelle PS, proprio davanti alle Legend Stars.

Perché non mancare al Rallylegend: tutte le star

Thierry Neuville, la guest star di quest’anno, al via con Hyundai i20 coupè WRC del team ufficiale Hyundai Shell Mobis WRC, che ha scelto Rallylegend per una importante serie di test in gara, che vedrà presente anche il team director Andrea Adamo.

Aria di Mondiale Rally che faranno respirare anche Andreas Mikkelsen, al suo primo Rallylegend che disputerà con una Hyundai i20 WRC del team italiano HMI “vestita” nei colori 958 Santero e Craig Breen, che torna a San Marino dopo la vittoria 2018 tra le World Rally Car.

Grande attesa anche per il ritorno di Gigi Galli, che “sperimenterà” la sua Kia Rio RX da rallycross per la prima volta in prova speciale mentre lo statunitense Ken Block, affronta il suo primo Rallylegend con la sua Ford Escort Cosworth, denominata “Cossie”.

Grande Italia al via di Rallylegend 2019 con Miki Biasion, che sarà impegnato su più “fronti”, “Tony” Fassina, in gara con la sua splendida Lancia Stratos, Piero Longhi, che si cimenta con la Ford Fiesta WRC, poi ancora Bruno Bentivogli (Ford Sierra Cosworth), Simone Romagna (Lancia Delta 16V), il debutto di Mauro Sipsz(Lancia Stratos), l’aficionado Graziano Rossi (BMW M3 E46), centauro dai trascorsi importanti e papà di Valentino, fino ad arrivare al funambolico Paolo Diana (Fiat 131 Racing).

Tra gli oltre ottanta equipaggi provenienti da una venticinquina di Nazioni diverse, tornano Frank Kelly (Ford Escort MkII), i danesi Poulsen, brillante carriera nei loro campionati nazionali, e Chistof Klausner, immancabile con la sua Audi Quattro.

Al volante di meravigliose Lancia Stratos, Renault Alpine A110, Fiat 124 Abarth, Opel Ascona e Kadett, Fiat 131 Abarth, Porsche 911, Alfa Romeo Gtv in rare versioni 1800 e Turbodelta e altri “gioielli”, campioni ben impressi nella memoria degli appassionati come Jean Claude Andruet, che disputa il suo primo Rallylegend, con una Fiat 131 Abarth di grande pedigree, Miki Biasion, con la Opel Kadett GTE con cui debuttò nei rally giusto quaranta anni fa, Federico Ormezzano, con la Talbot Lotus con cui vinceva dando spettacolo senza limiti, Chicco Svizzero e “Tito” Cane.

Apre già al giovedì sera Rallylegend 2019 che, subito dopo la The Legend Parade, cerimonia di presentazione dei “big” al via sul palco dell’evento sammarinese, poche centinaia di metri più in là, vedrà andare in scena “Legend Show”, un vero e proprio challenge riservato a venti piloti e vetture d’élite, che parteciperanno poi al rally.

La sfida avverrà giovedì 10 ottobre a partire dalle ore 21.00. Il percorso sarà realizzato utilizzando le due rotatorie, situate a poche decine di metri da Rallylegend Village e collegate da un rettilineo di 350 metri. Partenze contrapposte e quindi due vetture contemporaneamente in gara. Due apposite giurie, una per rotatoria, valuteranno la prestazione. Il tutto ad eliminazione diretta per arrivare ad una superfinale con i due campioni del “360°”, che si sfideranno su sei giri attorno ad ogni rotatoria per ogni senso di marcia.

Guida al Rallylegend 2019: tutte le informazioni

Programma ufficiale Rallylegend 2019

Piantine e Mappe Prove Speciali Rallylegend 2019

Elenco piloti presenti al Rallylegend 2019

Le PS del Rallylegend 2019 su Google Maps (ottimo per raggiungere con precisioni i luoghi più indicati)

Tabella Tempi e Distanze Rallylegend 2019