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Acropoli 1986 e solidarietà: Ericsson aiuta Blomqvist

Quel Rally dell’Acropoli si corre dal 2 al 4 giugno 1986 su 572,13 durissimi chilometri di pietraie, terra e rocce. Vinceranno Juha Kankkunen e Juha Piironen, che avranno la meglio su Miki Biasion e Tiziano Siviero. Ma in quella gara si registra un bel gesto di solidarietà con Ericsson che aiuta il ‘nemico-amico’ Blomqvist.

Al Rally dell’Acropoli 1986, sulla Lancia Delta S4 numero 11 (targa TO 77890E), c’è anche Mikael Ericsson con alle note Claes Billstam, che è costretto al ritiro (come da cronache dell’epoca) sulla PS18 per rottura della sospensione, ma è anche protagonista di una sorprendente storia di solidarietà: aiuta (tenta di aiutare) Stig Blomqvist, suo beniamino e amico.

La PS18, infatti, è la stessa prova sulla quale si ritira Stig Blomqvist con la Ford RS200 per uscita di strada. Se non fosse accaduto l’incidente del Tour de Corse sulla S4 ci sarebbero stati Henri Toivonen e Sergio Cresto, ma il destino fermò le loro vite il 2 maggio, esattamente un mese prima. Durante, la competizione ellenica, dicevano, si verifica un bel gesto di solidarietà mai raccontato, fino ad ora.

Quel Rally dell’Acropoli si corre dal 2 al 4 giugno 1986, partenza da Atene e 572,13 durissimi chilometri di pietraie, terra e rocce. Alla fine della gara, è storia nota, il successo bacerà Juha Kankkunen e Juha Piironen, sulla Peugeot 205 T16 Evo 2 (targa 319 FPF 75), che avranno la meglio per 1’37” sulla S4 di Miki Biasion e Tiziano Siviero (targa TO 76795E).

Stig Blomqvist, che fino alla PS17 Elatovrisi era secondo assoluto staccato di 26” dal compagno di squadra Kalle Grundel, sulla PS18 Arahova si ritira per un’uscita di strada. In pratica, la sua RS200 finisce in un fosso. Sulla stessa prova anche il leader della gara Grundel è costretto all’abbandono per noie meccaniche. Quindi, a fine prova si ritroverà in testa alla gara la 205 T16 Evo 2 di KKK (targa 319 FPF 75) inseguita (a 5”) dalla S4 di Markku Alen.

Mikael Ericsson che aiuta, almeno ci prova, l'avversario Stig Blomqvist
Mikael Ericsson che aiuta, almeno ci prova, l’avversario Stig Blomqvist (foto Αντωνης Βλαντης)

E che c’entrano Mikael Ericsson con alle note Claes Billstam che fino alla PS17 sono settimi assoluti? È qui che viene il bello della storia. Non avendo speranze di vittoria, il finlandese Ericsson fa un gesto di estrema solidarietà nei confronti del connazionale Stig (campione di cui è fan da sempre). Lo aiuta. Un po’ come fece KKK al RAC 1985 con Alen. Un gesto che gli costa il ritiro per rottura della sospensione e che manda su tutte le furie il direttore sportivo della Lancia, Cesare Fiorio. Vedendo la RS200 numero 2 nel fossato, Mikael Ericsson si ferma immediatamente per soccorrere Stig, amico e rivale.

Lui e Billstam prendono una corda e la legano alla Ford RS200 nel tentativo di trainarla fuori dal fossato in cui si è incastrata. Purtroppo, non c’è nulla da fare. Durante il tentativo di traino, sulla Lancia Delta S4 cede una sospensione (non sappiamo dove Ericsson avesse pensato di legare la corda, ma ne abbiamo il sospetto) e anche la Lancia Delta S4 numero 11 è costretta al ritiro.

Se Ericsson fosse riuscito a riportare in strada Blomqvist, il pilota della Ford sarebbe riuscito a restare in testa e chissà… Ma la storia racconta della vittoria di Kankkunen su Biasion, con terzo incomodo un altro equipaggio Peugeot, quello composto da Bruno Saby e Jean-Francois Fauchille.

Walter Rohrl: riflessioni e ricordi sulla Audi Quattro

Walter Rohrl è testimone del fatto che i risultati erano scarsi non per colpa sua: Ci furono diversi problemi sin dall’inizio. Freni, sospensioni, alberi di trasmissione e molto altro ancora. Un nuovo motore in alluminio da 200 cavalli ci ha aiutato ad aumentare la potenza, ma non era stabile.

Il 19 giugno del 1984 si correva il Rally Acropolis. Nella primavera di quella stagione del WRC iniziò l’epopea della Sport Quattro, ricostruita attraverso i ricordi del Rallysta del Millennio, Walter Rohrl. “In realtà, c’era già la quattro corta quando ho firmato con Audi ed ero estremamente scettico su questa vettura. Per me avrebbe avuto più senso sviluppare la versione a passo lungo”, racconta Walter Rohrl.

“Quell’anno abbiamo iniziato la stagione dal Langen e con una vittoria generale al Monte. Si trattava della nostra quarta vittoria, con quattro macchine diverse. Avevamo già il nostro posto nei libri di storia solo per questo motivo. Ma volevamo di più. In Portogallo abbiamo iniziato tutti con la versione a passo lungo. Quando Christian Geistdorfer era ancora organizzativamente coinvolto nel Safari, io avevo già provato la quattro corta in Corsica. Nelle curve strette di questo rally su asfalto, il vantaggio dell’interasse più corto si sarebbe dovuto concretizzare”, è l’analisi di Rohrl.

Walter Rohrl, però, è testimone del fatto che i risultati sono scarsi. E non per colpa sua. “Sfortunatamente, ci furono diversi problemi sin dall’inizio. Freni, sospensioni, alberi di trasmissione e molto altro ancora. Un nuovo motore in alluminio da 200 cavalli ci ha aiutato ad aumentare la potenza, ma non era stabile. Un problema al motore significò la fine del nostro Tour de Corse. Lo stesso Ferdinand Piech venne in corsica per vedere i problemi occorsi. Di ritorno a Ingolstadt, fece una sfuriata con gli ingegneri. Dopo questa esperienza deludente, abbiamo anche provato al Metz Rally, per poi andare all’Acropoli con Michèle Mouton con lo Sport Quattro.

Per i tecnici non c’era materialmente il tempo per ottenere significativi miglioramenti tecnici, quindi le prospettive erano pessime. “Almeno abbiamo anche dato due Quattro lunghe ad Hannu Mikkola e a Stig Blomqvist. La corta era piuttosto nervosa e brutale, difficile da guidare sulle strade greche. A ciò, si aggiunsero problemi termici. Avevamo la spia rossa ormai accesa di default anche negli occhi. Come avevo previsto, Michèle fece danni al motore, ma stavamo andando molto bene fino a poco prima della fine”, ricorda Walter Rohrl.

E pensare che, a volte, le Audi riuscivano anche ad andare in testa alla gara sponsorizzata dalla Rothmans. Ma a due prove dall’arrivo, ecco materializzarsi “problemi elettrici. I Hannu Mikkola e Stig Blomqvist si sono ritirati. Che momento deprimente…”.