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WRC 1992: al Rally 1000 Laghi emerge Colin McRae

I fan presenti in quel 1000 laghi decisero subito e senza mezzi termini che Colin McRae fosse stato molto più divertente delle loro bottiglie di Koff (birra) e si radunarono in massa per vedere da vicino questo giovane che quasi sembrava paragonabile ai loro eroi, Henri Toivonen e Ari Vatanen. Ci fu un momento in gara in cui, mentre i tifosi erano tutti a bordo strada e in fila per vederlo in azione, sentendo arrivare la sua Legacy fecero un passo indietro precauzionale: non si sapeva mai dove Colin avrebbe avuto il suo prossimo incidente! O dove avrebbe poggiato le ruote.

La Finlandia è la patria spirituale del rally, una terra in cui le uniche cose che volano più in alto, più in lungo e più velocemente dei piloti locali di rally sono i piloti Finnair che solcano i cieli tra Helsinki e la culla del Rally 1000 Laghi, Jyvaskyla. Quello che attualmente è diventato noto come Rally di Finlandia è l’unico evento del Campionato del Mondo che, ininterrottamente, dall’inizio, è sempre rimasto lì nella sua base. La Finlandia centrale. Nei suoi decenni di storia, un tempo così lungo in cui solo quattro piloti non scandinavi lo hanno vinto.

Nel 1992 Didier Auriol ha vinto, due anni dopo che Carlos Sainz aveva finalmente infranto il tabù, ma in quell’occasione fu quel giovane arrivato ottavo, dietro Auriol, a conquistare il pubblico e la stampa finlandese. Quel ragazzo scozzese guidava come un matto. Sembrava un’acrobata. Se ne sarebbe accorto chiunque. Anche un cieco. Colin McRae, all’epoca aveva solo cinque gare estere del WRC sulle spalle e aveva appena debuttato nel leggendario 1000 Laghi – gara nota anche come Gran Premio di Finlandia, in linea con il suo status di evento più veloce della serie – come era chiamato prima del più brutto Rally di Finlandia. C’è un vecchio adagio del motorsport che dice “per finire primo, prima devi finire” e per il giovane McRae era ancora una sorta di sfida…

All’epoca Subaru offriva ancora la prima versione della Legacy, quella prima della Rothmans 555, un ammirevole “ferro da stiro” bianco con i fulmini verde e rosa, destinata a diventare la star del 1000 Laghi 1992. Certo, l’inizio non fu dei migliori. I test videro l’auto di McRae scassarsi e ammaccarsi mentre lo scozzese cercava di imparare la natura delle strade sulle “montagne russe” alla finlandese. Strade lisce con livelli di aderenza notoriamente scarsissimi e difficili da leggere, le note che devono essere perfette e col giusto ritmo, visto che a volte i salti te li ritrovi nel bel mezzo di una curva. I finlandesi imparano certe cose nello stesso momento in cui imparano a parlare, ma per gli stranieri è diverso.

Colin McRae, Rally 1000 Lakes 1992
Colin McRae, Rally 1000 Lakes 1992

I fan presenti in quel 1000 Laghi decisero subito e senza mezzi termini che Colin McRae fosse stato molto più divertente delle loro bottiglie di Koff (birra) e si radunarono in massa per vedere da vicino questo giovane che quasi sembrava paragonabile ai loro eroi, Henri Toivonen e Ari Vatanen. Ci fu un momento in gara in cui, mentre i tifosi erano tutti a bordo strada e in fila per vederlo in azione, sentendo arrivare la sua Legacy fecero un passo indietro precauzionale: non si sapeva mai dove Colin avrebbe avuto il suo prossimo incidente. O dove avrebbe poggiato le ruote.

Nel 1992, l’assistenza non era chiusa nei parchi assistenza, come adesso, e le squadre si accampavano dopo quasi ogni prova in piazzole di sosta, piazzali di garage e, in questo caso, sul vialetto di qualche bella casa.

Stava chattando il guru tecnico di Subaru, David Lapworth, quando sentì Derek Ringer alla radio che spiegava che avevano finito la prova e stavano andando all’assistenza, anche se con alcuni danni che avevano bisogno di essere riparati. David iniziò a vagare lungo il viale per vedere l’auto, mentre le mascelle gli cadevano a terra e lui iniziava a barcollare sul ciglio della strada, strisciando lateralmente.

I meccanici si misero al lavoro appena David Richards terminò di supervisionare la vettura. Ma l’entità del danno fu chiara solo quando la parte posteriore dell’auto venne sollevata. L’asse era rimasto dov’era, tenuto in posizione dalla forza di gravità. Ringer ammise in seguito che probabilmente avrebbe dovuto fare ritirare McRae dalla gara per motivi di sicurezza legati a quel rollio strano, ma poiché lo scozzese stava conquistando i cuori e le menti dei finlandesi ad ogni chilometro di PS aveva deciso di stare zitto. Questa volta le ruote sono rimaste rivolte verso il basso – principalmente – per tutto il percorso fino all’ottavo posto, che gli fruttò un grande applauso quando ciò che restava dell’auto si trascinò sulla pedana di arrivo.

McRae non ha mai veramente dominato la Finlandia. Con Ford è arrivato secondo nel 2000 e terzo l’anno dopo, ma nelle sue altre sei partenze tra il 1996 e il 2003 non è mai arrivato nemmeno al traguardo. In particolare, l’edizione del 1996 fu il rally che decretò il cambiò di navigatore per la stagione 1997. Ma il ricordo di quel debutto nel 1000 Laghi 1992 rimarrà per sempre nella mente di chiunque fosse lì e di chiunque voglia provare a chiudere gli occhi e a sognare.

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WRC, Rally 1000 Laghi 1981: domina Mikkola, vince Vatanen

Il Rally 1000 Laghi del 1981 fu speciale per Ari Vatanen e David Richards. Il 30 agosto non solo arrivò la prima vittoria di Vatanen nella sua gara di casa del WRC, ma fu anche una vittoria che mise l’equipaggio e la loro Ford Escort RS1800 guidata da David Sutton in corsa per il titolo mondiale, suggellato in Gran Bretagna nell’ultima gara finale (foto sopra).

Dal 1982 in poi, è arrivata la trazione integrale. O 4×4 o niente per la prova più veloce del FIA World Rally Championship. Ma riportando indietro l’orologio di quattro decenni, la rivoluzione della trazione Audi è stata costretta ad aspettare un’altra stagione prima che la quattro potesse rivendicare il primo successo a Jyväskylä.

Il Rally 1000 Laghi del 1981 fu speciale per Ari Vatanen e David Richards. Il 30 agosto non solo arrivò la prima vittoria di Vatanen nella sua gara di casa del WRC, ma fu anche una vittoria che mise l’equipaggio e la loro Ford Escort RS1800 guidata da David Sutton in corsa per il titolo mondiale, suggellato in Gran Bretagna nell’ultima gara finale (foto sopra).

“La competizione era con Hannu Mikkola e Markku Alén come al solito in questo rally”, ricorda Vatanen. “E come al solito, Markku è stato davvero veloce fin dall’inizio.” Ma è stata l’Audi di Mikkola a primeggiare. La quattro, tuttavia, ha perso tempo a causa di un problema al motore e ha chiuso al terzo posto. Ciò ha lasciato duellare i due finlandesi a trazione posteriore per il resto del rally.

“Avevamo vinto il precedente rally in Brasile”, spiega Vatanen, “ma questo è stato un po’ più complicato. Il nostro principale rivale per il campionato era Guy Fréquelin, ma non partiva al 1000 Laghi. David Richards diceva che forse dovevamo accontentarci del secondo posto. Questo non era il messaggio che volevo in quel momento. Volevo spingere. Negli ultimi due anni ero stato secondo in Finlandia e sapevo di avere la possibilità di farcela”.

Alén si è ribaltato nella prova di Laitikkala, ma ha perso solo 15 secondi con la Fiat 131 Abarth. La lotta è andata avanti e alla fine è stata decisa a favore di Vatanen. Un anno dopo si apriva l’epoca della trazione integrale con Hannu Mikkola e Stig Blomqvist a caccia della Mitsubishi Lancer di Pentti Airikkala, almeno quattro minuti più dietro.

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Hannu Mikkola è diventato un ”angelo”: rally in lutto

La sua prima vittoria nel Campionato del Mondo arrivò ai 1000 Laghi nel 1974 con un’altra Escort, nel 1975 trionfò in Marocco – affiancato dall’attuale presidente della FIA Jean Todt – su una Peugeot 504, prima di vincere nuovamente i 1000 Laghi al volante di una Toyota Corolla. Ha continuato con la sua squadra omonima correndo Toyota e Peugeot, fino a quando è stato ingaggiato come pilota ufficiale Ford nel 1978. “Armato” di una MkII Escort RS1800, ha vinto il Rally GB (allora chiamato RAC Rally) e ha centrato altri due podi per finire terzo, con Arne Hertz ormai stabile copilota.

Nonostante il ritiro all’inizio degli anni Novanta, le diciotto vittorie nel Campionato del Mondo Rally mantengono ancora oggi Hannu Mikkola tra i primi 10 piloti di rally di maggior successo nella storia del mondo. Ha vinto il Campionato del Mondo Rally nel 1983 su un’Audi Quattro, ma anche tre volte è arrivato secondo e tre volte è arrivato terzo. E oggi, il rallysmo mondiale piange questo grande campione, perché nella tarda serata del 26 febbraio ha esalato l’ultimo respiro.

Sette dei suoi grandi trionfi sono arrivati ​​nel famoso e spaventoso Rally 1000 Laghi nella sua patria finlandese. Ma Hannu sapeva anche come gestire un’auto nei rally lunghi: il suo ultimo successo arrivò al Safari Rally del 1987 al volante di una delle auto da rally più improbabili, l’Audi 200 Quattro.

Sebbene, come molti grandi scandinavi, la sua carriera sia iniziata con una Volvo – una PV544 – negli anni Settanta era più strettamente associato a Ford, con cui si era aggiudicato l’East African Safari Rally del 1972 (non evento WRC) con una Escort RS.

La sua prima vittoria nel Campionato del Mondo arrivò ai 1000 Laghi nel 1974 con un’altra Escort, nel 1975 trionfò in Marocco – affiancato dall’attuale presidente della FIA Jean Todt – su una Peugeot 504, prima di vincere nuovamente i 1000 Laghi al volante di una Toyota Corolla.

Ha continuato con la sua squadra omonima correndo Toyota e Peugeot, fino a quando è stato ingaggiato come pilota ufficiale Ford nel 1978. “Armato” di una MkII Escort RS1800, ha vinto il Rally GB (allora chiamato RAC Rally) e ha centrato altri due podi per finire terzo, con Arne Hertz ormai stabile copilota.

Ci furono quattro vittorie nel 1979, ma non riuscì a battere Bjorn Waldegaard nella corsa al primo titolo WRC per Piloti. Ha avuto successo anche con un’altra improbabile macchina da rally – la Mercedes 450SLC – con cui ha fatto segnare un secondo posto nel Safari, e avrebbe usato questa macchina per salire su altri due podi nel 1980.

Aiutò Audi a sviluppare l’allora rivoluzionaria Audi Quattro, con cui ottenne quattro vittorie nel 1981 e nel 1982, ma sono state le quattro vittorie ottenute nel 1983 che gli hanno assicurato il titolo, nonostante quattro ritiri. L’anno successivo, una successo e altri sette podi si sono trasformati in un altro secondo posto nella corsa a punti.

L’arrivo di vetture del Gruppo B a trazione integrale più piccole e più agili aveva reso la vita dura ai pionieri dell’Audi AWD, e quando arrivò la Quattro passo corto Mikkola era ormai sulla quarantina, verso il viale del tramonto.

Dopo la scomparsa del Gruppo B a metà del 1986, Mikkola si ritrovò al volante della grande 200 quattro nel Gruppo A. Quella vittoria al Safari nel 1987 – seguita da un terzo posto all’Acropoli – avrebbe segnato la fine della sua carriera professionistica, anche se seguirono quattro deludenti stagioni con le Mazda 323. L’ultima uscita di Mikkola nel WRC, arrivò nel 1993 – il 1000 Laghi – guidando una Toyota Celica Turbo con cui concluse settimo assoluto, all’età di 51 anni.

Il Rally di Finlandia senza Neste come il RAC senza Lombard?

La Neste è accanto al Rally di Finlandia, da quando questi era ancora il leggendario Rally 1000 Laghi. Neste si è unita alla competizione finlandese quando ancora si parlava di Jyvaskylan Suurajot (il Gran Premio di Jyvaskyla) in un momento preoccupante per il rallysmo mondiale e ancor di più in quella che poteva essere configurata come la sua casa spirituale.

La Neste ha smesso di sponsorizzare il Rally di Finlandia dopo ventisei anni. Cos’è il Rally di Finlandia senza lo sponsor Neste? Assomiglia, come storia, al RAC senza Lombard. Ricordate?

Lombard fu sponsor del RAC per diciotto anni e fu fondata un’associazione che vive ancora oggi, a quasi trenta anni da quando finì la partnership. Molte persone ancora chiamano il Rally GB “Lombard RAC”. Quanto tempo ci vorrà prima che la gente smetta di chiamare il Rally di Finlandia “Rally Neste”?

Neste, tradotto, significa liquido. E il liquido – in termini di petrolio raffinato e diesel rinnovabile – è stato a lungo lo stock in trade di questa azienda con sede a Espoo. Ma il passaggio nell’ultimo decennio verso soluzioni rinnovabili, insieme ad una revisione della strategia del Marchio, ha portato alla separazione. La Neste non si sente più a suo agio nella prova finlandese del Campionato del Mondo Rally.

La Neste è accanto al Rally di Finlandia, da quando questi era ancora il leggendario Rally 1000 Laghi. Neste si è unita alla competizione finlandese quando ancora si parlava di Jyvaskylan Suurajot (il Gran Premio di Jyvaskyla) in un momento preoccupante per il rallysmo mondiale e ancor di più in quella che poteva essere configurata come la sua casa spirituale.

Prima del 1994, due delle quattro edizioni del più grande evento di sport motoristici della Finlandia erano state vinte dagli europei del sud. I finlandesi avevano fatto i conti con gli svedesi, ma ora Carlos Sainz e Didier Auriol erano arrivati per riscrivere la storia ed erano pronti a sfatare il mito con splendide vittorie, rispettivamente nel 1990 e nel 1992.

Quando la Neste ha messo il suo nome a fianco al rally, nel 1994, sembrerebbe essere stata di buon auspicio, con la prima delle cinque vittorie consecutive di Tommi Makinen. Markko Martin ha dovuto attraversare il Mar Baltico per rovinare la festa ai finlandesi. La stella estone di Ford ha interrotto quella che poi si sarebbe potuta trasformare in una serie di otto anni di vittorie di Marcus Gronholm. Invece, Gronholm si è dovuto accontentare di quattro vittorie prima del 2003 e altre tre dopo.

Negli ultimi anni, Jari-Matti Latvala è stato il finlandese di maggior successo a sostenere la causa della Neste sul gradino più alto del podio al Rally di Finlandia. In genere, ogni polta finlandese capisce poco dopo la nascita il significato della partenza al Neste Rally Finland.

“È la stessa cosa che è successa con Lombard per il RAC – ha commentato, un po’ malinconico Latvala -. Per me Neste non è separabile da rally. Anche prima di diventare il main sponsor, Neste era sempre presenti ai rally. Sono triste per questo. Molto triste. Non pensavo davvero che potesse accadere, ma è successo. Dobbiamo rispettare la loro decisione e capire il loro pensiero ed essere grati che continueranno a produrre il carburante di cui abbiamo bisogno per le nostre auto”.

“È strano però – prosegue Latvala -. Come pensi che chiameremo il rally adesso? Per la vecchia generazione, era sempre 1000 Laghi e poi per la mia generazione e per quelli dopo è sempre stato Neste Rally. Questo mostra il valore dell’associazione della Neste al rally di Finlandia: tutti usano la parola Neste per parlare del rally. Sono sicuro che gli organizzatori faranno un nuovo accordo con qualcuno: è un’ottima manifestazione con una buona organizzazione”.

Oltre alla settima vittoria di Gronholm (che fa pari con il record di Hannu Mikkola), ci sono stati molti altri momenti magici per ricordare questa associazione tra Neste e Rally di Finlandia, non ultima la vittoria di Kris Meeke nel 2016, che rimane la vittoria più veloce di sempre nel Campionato del Mondo Rally. La DS3 WRC del nordirlandese ha percorso ad una media di 126,591 chilometri orari per 333,48 chilometri cronometrati.

Guardando al futuro, cosa significa la partenza di Neste per il Rally di Finlandia? Naturalmente, c’è una significativa perdita di entrate collegata alla partnership legata alla prova del Campionato del Mondo Rally, ma c’è certezza del fatto che la Finlandia resta una delle gare economicamente più solide del WRC.

Il ceo della AKK Sports Rally, Markus Hakkinen ha detto che la notizia della separazione con la Neste ha suscitato sentimenti contrastanti. “Questa è la fine di un’era. Guardiamo indietro insieme con una sensazione di appagamento e anche con un po’ di nostalgia. Abbiamo lasciato segni indelebili sia nel panorama sportivo finlandese che nella memoria degli appassionati di tutto il mondo e, insieme, abbiamo aumentato il valore e il significato del Rally di Finlandia e migliorato lo stato dell’evento, sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

Qualsiasi sostenitore per il Rally di Finlandia otterrebbe quest’anno tanti vantaggi dal sostenere che il 29 luglio 2021 celebra il suo settantesimo compleanno. Non succederà subito, ma in futuro gente come Latvala smetterà di chiamare “Neste” il 1000 Laghi. Proprio come decine di migliaia di persone hanno smesso di chiamare “Lombard” il RAC Rally. C’est la vie.

Fiat Rally Show: retroscena di un film in Finlandia

Volevano sapere sul suo conto e non si capiva il perché. A quel punto dissero che erano lì per girare Fiat Rally Show, un film, e che i registi erano finlandesi. Fu fatto il nome di Markku Alen e quello di Ilkka Kivimaki, ma poco interessò. E qualcuno finì chiuso in una cella, una delle tante.

Nel 1978, per ragioni puramente commerciali, la Fiat decide di produrre un lungometraggio che si svolge in parte sulle prove speciali del Rally 1000 Laghi. Il titolo è “Fiat Rally Show”. Gli indimenticabili e deliziosi attori protagonisti sono: Mattia Sbragia e Francesca Macbeth, oltre a Remy Julienne come stuntman. Piero Sodano si occupa di organizzare con il regista le riprese dalle prove speciali, mentre il mitico Vasco Pisanelli è (indovinate un po’?) l’unico meccanico della situazione.

“Eravamo alloggiati in un hotel di Jyvaskyla e insieme a Pierino Sodano condividevamo la stessa camera. Un giorno mentre la troupe girava alcune scene, dovetti tornare in officina con la macchina da corsa per una manutenzione e, strada facendo, raggiunsi una jeep verde con il lampeggiante sul tetto”. Si apre la porta di un mondo, fatto di bellissimi ricordi, che sono queli di Vasco Pisanelli, meccanico del reparto corse Lancia e in quella occasione attore con lo stesso ruolo di sempre.

“Il lampeggiante verde somigliava a quelle in dotazione alle nostre guardie forestali, gli sono rimasto dietro su quella strada con lunghi rettilinei e piena di dossi per un bel po’ di tempo, aspettando che le doppie strisce sull’asfalto, diventassero tratteggiate per un sospirato sorpasso”.

“Sospirato sorpasso che non potevo fare. Fatto sta che dopo un po’ di chilometri lo feci, restando all’interno delle strisce, anche perché la macchina che mi precedeva marciava al limite del bordo destro, come mi volesse lasciar passare. Così, sorpassai tranquillo, ma dopo circa trenta minuti arrivai all’ingresso della città, sorprendentemente trovai la strada completamente sbarrata dalle transenne per cui pensai fosse successo qualcosa”.

“Mi fecero accostare, scendere dalla macchina, quindi cominciarono ad interrogarmi. Mi accorsi subito che aspettavano me. A quei tempi con l’inglese ero proprio alle prime armi e loro in verità lo masticavano peggio. Volevano il passaporto, ma gli dissi che l’avevo lasciato in hotel, quindi mi accompagnarono, salimmo in camera e successivamente mi portarono al comando di polizia”. Ma Pisanelli doveva raggiungere il set di Fiat Rally Show.

“Seguì un interrogatorio più accurato da parte del comandante della stazione che in verità era più interessato a Pierino (Sodano, ndr) che non a me. Le domande erano insistenti, pressanti, volevano sapere sul suo conto e non capivo il perché. A quel punto dissi che eravamo lì per girare un film e che i registi erano finlandesi. Feci il nome di Markku Alen e di Ilkka Kivimaki, ma poco interessò loro, tanto che in attesa che venisse qualche interprete, mi chiusero in una cella vicino a tante altre”.

“Le celle erano disposte ai lati di un lungo corridoio , quindi da dietro le sbarre con gli occhi schizzati, mi accorsi di essere come in un carcere dove c’erano probabilmente più ubriachi che delinquenti. La cella era grande, ma completamente nuda, neanche una sedia per sedersi. Nel muro in fondo c’era la parete che faceva da latrina con alla base il canale di scolo dell’urina”.

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100 anni di Storie di Rally 2: appuntamento con la storia

Guarda il film girato sulle PS del Rally 1000 Laghi

Markku Alen: la vera superstar di varie epoche dei rally

Una carriera strepitosa quella di Markku Allan Alen. Suo era il record delle vittorie di tappa (801) nel World Rally Championship, fino a quando un verto Sebastien Loeb l’ha superato nel 2011.

Una carriera strepitosa quella di Markku Allan Alen: corre 129 rally iridati con Ford, Fiat, Lancia, Subaru e Toyota. Ne vince diciannove, sale cinquantasei volte sul podio in cento e ventinove gare disputate e raccoglie ottocentoquaranta punti nel WRC. Suo era il record delle vittorie di tappa (801) nel WRC, fino a quando Sebastien Loeb l’ha superato nel 2011. Originario di Helsinki, nasce il 15 febbraio 1951. La sua fama deriva dai successi conseguiti con le vetture del Gruppo Fiat.

È soprannominato Maximum Attack, perché sostiene che un pilota, indipendentemente dal risultato conseguito, debba dare sempre il 110 per cento. È stato il primo campione del mondo di rally del Paese nordico, che ci ha dato il maggior numero di campioni del mondo di rally (sette). Alén vinse il titolo antesignano al Mondiale Rally nel 1978, guidando una Fiat 131 Abarth.

Alén nel 1978 si aggiudica l’ultima Coppa Piloti Fia, antesignana del Mondiale Rally Piloti, ma dalla maggior parte degli appassionati è considerato il primo campione del mondo rally. Come accade a molti campioni, anche Marrku era ‘infetto di motorsport’ grazie a suo padre, che era il campione finlandese nelle corse sul ghiaccio.

La carriera di Alén iniziò nel 1969, al volante della Renault 8 Gordini in alcune gare di casa. La gara più famosa disputata in quel periodo è senza ombra di dubbio il 1000 Laghi, che fa parte del Campionato Europeo. Alén ha concluso nono, insieme al copilota Juhani Toivonen.

Toivonen è stato il copilota di Markku Alén fino al 1973. Nel 1969 e nel 1970 gareggiano con la Renault 8 Gordini, Sunbeam Imp, Sunbeam 9000 e Opel Rally Kadett. Nel 1971 Markku Alén firma un contratto con l’importatore finlandese Volvo e ottiene una Volvo 142 con cui correre. Finisce terzo al Rally 1000 Laghi nel 1971 e nel 1972. I suoi unici eventi al di fuori della Finlandia furono il Rally Norge del 1971 e il Rally Rac del 1972, che faceva parte del Campionato Internazionale Costruttori.

Il debutto di ‘Maximum Attack’ nel WRC

Nel 1973, nasce il World Rally Championship e Markku Alén debutta nel Mondiale. Al 1000 Laghi. Ancora con la Volvo 142. Arriva secondo, dietro a Timo Makinen con Ford Escort RS 1600 MkI. Alla fine della stagione attira l’attenzione con una prestazione eccezionale al Rac Rally 1973. Con la Ford Escort RS 1600 MkI termina terzo, nonostante faccia rotolare in un campo la sua vettura già nel primo giorno.

Il suo copilota è Ilkka Kivimäki, che si unisce ad Alén per la stagione 1974. Le buone prestazioni gli portano proposte sia da Fiat sia da Ford. Guida una Ford Escort RS 1600 MkI su due eventi del Campionato Europeo Rally e ancora al Lombard Rac Rally. Ha segnato la sua prima vittoria in assoluto al Welsh Rally dell’Erc. Poi si accasa col Gruppo Fiat.

Il Costruttore torinese gli paga un ottimo compenso, superiore a quello della maggior parte dei colleghi e avversari. Gareggia con la Fiat 124 Abarth Rally in sei eventi WRC, conquistando punti sul podio in Portogallo, Finlandia e Stati Uniti.

Nel 1975 è l’unico pilota Fiat, sia nell’Europeo sia nel WRC. Coadiuvato da Ilkka Kivimaki, Markku Alén partecipa a otto eventi WRC e ottiene la sua prima vittoria iridata al Rally del Portogallo. È interessante notare che al suo evento di casa, il 1000 Laghi, Alén gareggia con la Datsun 160J. Nella stagione 1976 comincia con il Rally MonteCarlo e con la Fiat 124 Abarth Rally, ma in seguito viene introdotta la nuova Fiat 131 Abarth Rally.

La nuova vettura porta in sé grandi miglioramenti rispetto alla precedente e Alén vince per la prima volta il 1000 Laghi. È la sua unica vittoria della stagione WRC del 1976. La seguente vittoria arriva al Rally del Portogallo del 1977. Alén corre in otto eventi e nel 1977 aiuta la Fiat a vincere il primo titolo costruttori. Altri piloti che ottengono vittorie per Fiat sono Bernard Darniche, Jean-Claude Andruet, Timo Salonen e Fulvio Bacchelli.

Alén tra Fiat 124 Abarth e Fiat 131 Abarth

L’anno dopo vince Portogallo e 1000 Laghi con la 131 ed anche Sanremo con la Stratos. Grazie a questi risultati vince la Coppa Fia piloti antesignana del Campionato del Mondo istituito l’anno dopo. Questa stagione è un vero successo sia per la Fiat sia per Markku Alén. Il titolo piloti si chiama Fia Cup for Rally Drivers ed è composta non solo da eventi WRC, ma anche da eventi Erc e nazionali.

Alén gareggia in dieci gare con la Fiat 131 Abarth e la nuovissima Lancia Stratos HF: vince quattro volte e aggiunge altri quattro podi. Vince il campionato su Jean-Pierre Nicolas e Hannu Mikkola. La Fiat 131 Abarth è vittoriosa al Rally del Portogallo e al 1000 Laghi, mentre la Lancia Stratos HF vince il Rally di Sanremo e il Giro Automobilistico d’Italia. Il copilota di Alén nella stagione vittoriosa è sempre Kivimäki.

Nel 1979 il gruppo Fiat riduce la partecipazione al Mondiale Rally, dopo i titoli del 1977 e del 1978, ed Alén si deve accontentare di vincere la gara di casa. La coppia finlandese Alén-Kivimäki continua a competere con la Fiat per le tre stagioni successive. Alén è terzo nel Campionato del Mondo Rally 1979, sesto nel 1980 e quarto nel 1981.

Riguardo alla stagione 1980 va detto che Alén è sovrastato dal compagno di squadra Walter Rohrl, che diventa Campione del Mondo con la Casa torinese con la 131 Abarth. La Fiat 131 Abarth Rally è l’auto vittoriosa in molti eventi dell’Erc e nazionali, mentre nel WRC Alén segna altre tre vittorie, appunto 1000 Laghi 1979, 1000 Laghi 1980 e Rally del Portogallo 1981.

Alén guida la Lancia Stratos HF al Rac Rally nel 1979 e nel 1981. Nel 1981, complice l’avvento del nuovo regolamento delle vetture Gruppo B e l’entrata in scena della trazione a quattro ruote motrici, la 131 nel Mondiale è superata, ma Alén riesce comunque a portarla per l’ultima volta al successo, in Portogallo. Dopo che la Fiat lascia il World Rally Championship, passa direttamente alla squadra Lancia nel 1982.

Markku Alén con la Lancia Rally 037
Markku Alén con la Lancia Rally 037

Markku ci prova con la 037, in attesa della S4

Debutta con la nuovissima Gruppo B, la Lancia Rally 037 Rally, al Costa Smeralda 1982, che fa parte dell’Erc, e si ritira a causa di problemi al cambio. Cinque eventi WRC con la Lancia 037: tre ritiri e piazzamenti senza podi al Tour de Corse e al Rac Rally. Il Tour de Corse 1982 è, soprattutto, la gara segnata dall’incidente di Attilio Bettega, che si rompe entrambe le gambe rimanendo lontano dalle gare fino al 1983.

Il prosieguo della stagione è una delusione. Per l’annata 1983 la Lancia apporta numerose modifiche alla 037, che punta al titolo iridato. Cesare Fiorio riporta in squadra il campione in carica, Walter Rohrl. Quell’anno Markku non può nulla anche se va a vincere, come accadrà l’anno dopo, il Tour de Corse oltre che il Sanremo. La Lancia vince comunque il Campionato del Mondo Costruttori davanti all’Audi. La Lancia Rally 037 è stata l’ultima vettura a trazione posteriore a vincere il titolo nel Mondiale Rally. Con le due vittorie e altri tre podi, Markku Alén è arrivato terzo.

Nel 1984 Alén e la sua 037 ci provano con la tattica dei piazzamenti. E alla fine conquistano un onorevole terzo posto nella classifica iridata. Ma l’Audi si riprende il titolo. Nel 1985, la Lancia sta ancora correndo con la 037, ma nell’ultima prova della stagione viene sostituita dalla Delta S4 a quattro ruote motrici. La Lancia Delta S4 ha subito centrato il podio al Lombard Rac Rally 1985, con Henri Toivonen vincitore e Markku Alén al secondo podio. È stato anche l’evento in cui ha debuttato la MG Metro 6R4 con Tony Pond, finito terzo. Ma è un fuoco di paglia. A vincere il Mondiale Rally è la Peugeot 205 T16.

In quella stagione accadde ciò che molti paventano dall’avvento delle Gruppo B: in Corsica Attilio Bettega, che già tre anni prima aveva avuto qui un brutto incidente, esce di strada con la sua 037 investendo un gruppo di alberi, e morendo sul colpo. Nel frattempo a Torino, come accennato poco fa, sviluppano la Delta S4 che fa il suo debutto al Rally 1000 Piste, in Francia, con Alén che si ritira per un guasto alle sospensioni. Poi l’esordio vincente nel Mondiale Rally, al Rac. Con Salonen e le 205 T16 che stanno a guardare.

Nel 1986, stagione degli incidenti mortali di Henri Toivonen e Sergio Cresto a cui si aggiunge la tragedia degli spettatori investiti da Joaquim Santos in Portogallo, il compito di conquistare il titolo in quell’anno maledetto passa ad Alén. Il pilota finlandese mette in atto uno straordinario recupero.

Markku Alén alla guida della Delta HF 4WD durante il RAC del 1987
Markku Alén alla guida della Delta HF 4WD durante il RAC del 1987

A Sanremo, nel corso della competizione, le Peugeot sono squalificate e viene loro impedito di proseguire il rally. Oggetto del contendere sono quelle che la Casa francese definisce delle protezioni per il serbatoio, ma secondo i commissari sono delle appendici aerodinamiche laterali per aumentare il carico e le ritengono irregolari. Markku vince la gara italiana e sono punti preziosi.

L’ultima vittoria di Alén: nasce il mito di Biasion

Nel 1986, Juha Kankkunen e le Peugeot 205 Turbo 16 si aggiudicano il titolo, Marrku Alén e la Lancia occupano il secondo posto nella classifica Piloti e Costruttori. La stagione 1986 passa alla storia per della morte di Henri Toivonen al Tour de Corse e per la controversia sul titolo. Durante la stagione, Alén segna cinque podi e alla fine vince al Rally di Sanremo.

La squadra Peugeot viene esclusa dagli organizzatori a causa di presunti errori tecnici, ma dopo la stagione, la Fisa decide che l’esclusione era sbagliata. I risultati del rally vengono annullati, così Alén perde la vittoria e perde il titolo, che aveva tenuto stretto-stretto per undici giorni. Tranne Sanremo, ha vinto all’American Toyota Olympus Rally. Come protesta contro la decisione della Fisa, Alén boicotta il Rallye Monte-Carlo del 1987, il primo evento della stagione.

È l’anno dopo la messa al bando del Gruppo B. Esaurito il periodo delle Gruppo B, nasce il mito della Delta. Alén si adatta rapidamente al Gruppo A e alla Lancia Delta HF 4WD. La 4WD, nel 1987, si aggiudica il Campionato del Mondo vincendo nove delle undici gare cui partecipa. Ma il verdetto premia Kankkunen, primo, mentre Alén è quinto pur vincendo Portogallo, Acropoli e 1000 Laghi.

Nel 1988 Kankkunen si trasferisce alla Toyota, ma non c’è storia. Il nuovo re è Miki Biasion. Alén si accontenta di vincere in Svezia sulla vecchia 4WD, il 1000 Laghi e il Rac. Questa è l’ultima vittoria di Alén e forse anche la più bella vista la rimonta a cui è stato costretto.

Nel 1989 la sua partecipazione diminuisce drasticamente: gareggia in soli tre eventi con la Lancia Delta Integrale di Martini. È terzo in Australia e secondo in Portogallo. Nel 1990 passa alla Subaru, ma non ha più lo smalto di un tempo però contribuisce in maniera importante allo sviluppo della macchina.

Guida la Subaru Legacy RS in cinque gare del WRC, tra cui 1000 Laghi, e rimedia il quarto posto. Continua con la Subaru nel 1991 e ottiene il terzo posto in Svezia. Un altro Costruttore giapponese, la Toyota, ingaggia Markku Alén per la stagione del 1992. Partecipa a sette gare con la Toyota Celica Turbo 4WD, con un terzo posto al 1000 Laghi come miglior risultato.

Nel 1993 l’ultima stagione nel Mondiale Rally

La stagione 1993 è la sua ultima stagione nel WRC, ancora con Ilkka Kivimäki come copilota. Gareggiato con la Subaru Legacy RS al Rally del Portogallo (termina quarto), con la Toyota Celica Turbo 4WD al Safari Rally (termina secondo) e con la Subaru Impreza 555 al 1000 Laghi (ritiro). La sua ultima gara nel 1993 è con la Subaru Impreza Wrx. Torna in Costa Smeralda nel 2001 e nel 2002, arrivando quarto. Nel 2003 partecipa al 1000 Laghi. È sedicesimo e dimostrando di essere in forma, pur avendo cinquantadue anni. Disputa anche alcune dizioni di Rallylegend.

Come molti altri colleghi, Markku Alén corre occasionalmente in vari eventi storici e manifestazioni di rally. Festeggia il suo cinquantesimo compleanno guidando Ford Focus WRC nel 2001 al Neste Rally Finland e termina sedicesimo assoluto. Chapeu. Insieme a Juha Kankkunen gareggia nel Campionato Finlandese 2004 con la Bmw M3. Kankkunen è primo, Alén è secondo.

Partecipato due volte alla Dakar, la prima volta nel 2005 nella categoria camion insieme all’ex compagno di squadra Lancia, Miki Biasion, e nel 2007 con Isuzu D-Max in una categoria per auto. Alén partecipa alla Dakar 2005 con camion Iveco Dakar, alla Le Mans nella categoria turismo, a gare di velocità su ghiaccio e persino in circuito.

Nel 1980 partecipa con la Scuderia Lancia Corse alla 24 Ore di Le Mans. I suoi compagni di squadra erano Piercarlo Ghinzani e Gianfranco Brancatelli, hanno guidato Lancia Beta Montecarlo e si sono ritirati dopo ventisei giri. Nel 1995, Alén ha provato l’Alfa Romeo 155 V6 TI in due gare del Dtm e anche in due gare dell’International Touring Car Championship.

Alén ha anche corso con la Porsche Carrera del 1994 in una gara della Porsche Carrera Cup in Germania, mentre nel 2012 è stato ospite nella Volkswagen Scirocco R Cup, sempre in Germania. Alla fine, come suo padre, Markku Alén ha gareggiato nel Trofeo Trophy Andros durante la fine degli anni Novanta e ha disputato alcune stagioni del Mondiale Rally Junior.

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Fabrizio De Sanctis: 25 anni di amore per il Rally di Finlandia

Riservato, umile, discreto, follemente innamorato della competizione nordica valida per il Mondiale Rally, alla fine del suo trentesimo Rally 1000 Laghi, Fabrizio De Sanctis già pensava all’ultimo aggiornamento della sua opera. Eccolo…

Alla fine della sua trentesima partecipazione al 1000 Laghi, l’autore del libro 25 anni di amore per il Rally di Finlandia, il gentleman driver e recordman Fabrizio De Sanctis, già pensava all’ultimo aggiornamento che avrebbe dovuto fare alla sua opera, ma se ne guardava bene dal dirlo.

Lui è riservato, umile, discreto, follemente innamorato della competizione nordica valida per il Mondiale Rally. Ma noi giornalisti lo sapevamo che, presto, sarebbe arrivato anche il fascicolo 2015. In fondo, dal 2010, anno in cui ha dato alle stampe il pregiato volume, lo ha sempre aggiornato attraverso delle pubblicazioni supplementari, che è un vero piacere possedere. Perché mai questa volta non avrebbe dovuto farlo?

Ma lì, al Finlandia del 2015 non diceva nulla del libro. A fine gara si parla del rally. Del rally in assoluto e della sua trentesima partecipazione consecutiva alla gara: record imbattuto e probabilmente imbattibile. Punto e basta. Lo ricordo come fosse ieri, Fabrizio arriva e dice: “Grande l’emozione per l’onore di percorrere per primi la prova speciale di apertura”.

“Il resto della gara è filato via senza problemi. La temutissima tappa del venerdi, con un solo cambio gomme autorizzato senza aiuti esterni, si è conclusa senza danni. Oddio, avere una sola assistenza dopo otto prove era sulla carta un po’ angosciante. Ma al contrario del 2014 in cui avevo fatto ricorso per ben due volte al Rally2, questo 2015 ha portato solo a controlli di routine e pulizia del parabrezza”.

Era il 2015, fine luglio. Stanco, provato, ma soddisfatto di aver portato a termine questa trentesima partecipazione al “rally della sua vita”. “Solo in alcune delle ultime prove, allo start, l’accensione del bang si rivelava controproducente, facendo quasi spegnere il motore”.

“Anomalia non risolta alla fonte ma aggirata inserendo il dispositivo dopo qualche centinaio di metri da inizio prova. Mentre Giorgia era sempre un po’ in ansia, io ho guidato con tranquillità massima, divertendomi. Avevamo predisposto anche dei bigliettini con l’indirizzo mail a cui inviare le foto, da gettare dal finestrino in punti particolarmente spettacolari. Beh… ha funzionato!.

Ricordo che nel momento in cui ascoltavo queste parole – sapendo che stavo parlando con un pilota che ama come nessuno la gara finlandese, e questo mi permetteva di attribuirgli il giusto valore (perché Fabrizio De Sanctis è una persona umile), mi fece provare una gran tenerezza.

L’autore, nei panni del pilota, con circa settantatremila chilometri percorsi in oltre duecento gare, di cui quarantadue iridate all’attivo, racconta con una passione impareggiabile 25 anni di rally di Finlandia attraverso foto, personaggi, piloti, classifiche dettagliate, percorsi di ogni gara, curiosità e molto altro ancora.

Il record di De Sanctis al Rally di Finlandia

Con la partecipazione del 2015, De Sanctis non ha solo stabilito un record di passione e fedeltà nei confronti di una gara, bensì un vero e proprio record sportivo, anche perché le partecipazioni sono state consecutive. Esatto, hai capito non bene, ma benissimo.

Per trent’anni di fila, il pilota di Capannori ha corso in Finlandia. Sempre nella stessa gara. Ogni volta difficile in modo diverso. Ha imparato prima a conoscere luoghi, usanze e costumi e poi ha imparato senza alcuna difficoltà ad amare questa meravigliosa terra che è la Finlandia.

Quel rally e quella gente gli sono entrati nel cuore e non è più riuscito a liberarsi. Come se glielo avesse ordinato il medico. “Un 1000 Laghi all’anno toglie ogni malanno”, questo sarebbe lo slogan giusto per De Sanctis. Nel libro “25 anni di amore per il Rally di Finlandia”, De Sanctis svuota il sacco della conoscenza e racconta tutto.

Onestamente, avendo viaggiato spesso in Finlandia, da Helsink a Jyvaskyla, quando lavoravo per TuttoRally+, comprendo che non si faccia alcuna fatica ad amare quei posti, quegli odori, quei colori e anche il calore gentile della popolazione locale. Nato a Torino nel 1955 e da diversi anni ormai residente a Capannori, De Sanctis inizia l’attività sportiva nei rally nel 1981.

Non è assolutamente un errore definirlo uno sportivo a tutto tondo perché, prima di dedicarsi alle auto, per vent’anni è stato uno schermitore nelle specialità di spada e sciabola. Insignito dall’associazione Atleti Azzurri d’Italia dell’onorificenza “Gentiluomo dello sport italiano”, dopo essere passato ai rally è diventato recordman mondiale di presenze senza interruzioni alla stessa gara di WRC da quando fu istituita la serie iridata. Il libro può essere richiesto tramite il sito, basta scriverci una mail a redazione@storiedirally.it.

Libri su Storie di Rally

la scheda

25 ANNI DI AMORE PER IL RALLY DI FINLANDIA

Autore: Fabrizio De Sanctis

Copertina: rigida

Pagine: 300

Formato: 30 x 22 centimetri

Editore: Automobile Club Pistoia

Prezzo: 50 euro

Peso: 2,5 chilogrammi

Agosto 1985: al 1000 Laghi il primo WRC della 205 T16

Nel Campionato del Mondo di quel fatidico 1985, la 205 Turbo 16 vince sei delle prime otto prove del Mondiale Rally: Monte-Carlo, Svezia, Portogallo, Acropoli, Nuova Zelanda, Argentina.

Agosto 1985, davvero un mese scritto a caratteri cubitali nella storia sportiva di Peugeot. Anche a distanza di decenni. Quel mese, proprio mentre in tanti erano al mare, con le gambe in acqua, vincendo il Rally 1000 Laghi a Jyväskylä, la 205 Turbo 16 Evo 2 di Timo Salonen assicura al Leone il suo primo titolo mondiale, a un anno esatto dalla prima affermazione, sempre ad Jyväskylä.

Nel Campionato del Mondo di quel fatidico 1985, la 205 Turbo 16 vince sei delle prime otto prove del Mondiale Rally: Monte-Carlo, Svezia, Portogallo, Acropoli, Nuova Zelanda, Argentina. Il titolo iridato è dunque un evento atteso, che matura però in condizioni particolari.

Tre settimane prima, nel corso del Rally d’Argentina, Ari Vatanen, pilota di punta della squadra, era stato vittima di un grave incidente da cui il campione si riprenderà solo dopo un lungo periodo di recupero. Il suo compagno di squadra Timo Salonen, invece, centra la quarta vittoria stagionale e diventa l’indiscutibile top driver del team che gli mette a disposizione, per il Rally 1000 Laghi, un’evoluzione della vettura, la 205 Turbo 16 Evo 2 che aveva esordito solo qualche mese prima.

Jean Todt, il team manager del Leone, ancora teso e preoccupato per la salute di Ari Vatanen, sceglie come sostituto Kalle Grundel, che corre nel Campionato tedesco con la 205 T16 di Peugeot Germania. Lo svedese e Timo Salonen avranno a disposizione due nuovissime Evo 2, rispettivamente la C202 e la C203. Inizia la gara, la tensione aumenta. Già nella prima speciale Grundel esce di strada e piega la scocca.

“Ancora una volta – scrive Todt – la squadra si ritrova con una sola e unica macchina in grado di battersi per la vittoria. Fortunatamente Timo Salonen fa una corsa magnifica. L’atmosfera cambia notevolmente … Sono contento. Timo domina. Vado all’arrivo dell’ultima prova speciale. Ci comunicano che Timo è passato regolarmente davanti alla cellula di cronometraggio. Ed il nostro buono, il nostro magnifico Timo arriva, un po’ più commosso del solito… Campione del mondo rally piloti”.

Peugeot è campione del Mondo Rally Marche

Sì, esatto: Peugeot è campione del Mondo Rally Marche. E’ fatta, in un fresco mattino finlandese. La Evo 2 esordisce al Tour de Corse ad inizio maggio 1985, dodici mesi dopo la prima 205 T16, con il secondo posto di Bruno Saby pur frenato da un evidente sottosterzo. Nelle settimane successive viene sottoposta a una serie di intensi collaudi mirati alla ricerca di una definitiva messa a punto.

Una Gruppo B Evo permette molti aggiornamenti. In effetti, la nuova Peugeot 205 Turbo 16 Evo 2 è una vettura molto diversa dall’originale. A livello rigidità il parametro torsionale è quasi raddoppiato. Per il motore, è stato sviluppato un pacchetto che comprende una nuova testata, un turbo Garret (al posto di un KKK) che lavora con una pressione di 2,5 bar, un intercooler aria-acqua, un albero motore alleggerito.

Il risultato è impressionante. L’XU8-T ha una potenza massima di 430 cavalli a 7000 giri/minuto rispetto agli originali 350 a 8.000 giri/min, mentre la coppia massima sale a 50 mkg a 5.500 giri/minuto. Altro aspetto fondamentale è l’aerodinamica, studiata in ogni dettaglio in galleria del vento. L’Evo 2 ha vistose appendici aerodinamiche a partire dal grosso alettone posteriore.

Il tocco finale sono gli 80 chili in meno di peso complessivo: 910 contro 990. Dopo il Mondiale dell’85, la 205 Turbo 16 Evo 2 continua a vincere. Nel 1986 con sei successi – Svezia, Corsica, Acropoli, Nuova Zelanda, 1000 Laghi, Rac – assicura a Peugeot il secondo titolo consecutivo di campione del mondo rally Marche, mentre Juha Kannkunen è per la prima volta Campione del Mondo Rally Piloti.

Spetterà, però, a Timo Salonen chiudere il ciclo iridato della Peugeot 205 Turbo 16 Evo 2 con la vittoria in Gran Bretagna. L’Evo 3 rimane sulla carta, perché il Gruppo B viene escluso dai rally. A questo punto toccherà proprio alla Evo 2 essere la base per la nuova affascinante sfida alla Dakar 1987, con il ritrovato Ari Vatanen che tornerà a correre e vincere!

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