Articoli

Paolo Andreucci, il rallysta italiano dei record e ambasciatore

Undici volte campione italiano rally. Paolo Andreucci da Castelnuovo di Garfagnana, accogliente città in provincia di Lucca, a livello di record nazionali ha stracciato tutti. Tricolore della specialità nel 2001, poi 2003, 2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017 e 2018.

Spettacolo a tutto gas da sempre. Nato il 21 aprile 1965, il suo biglietto da visita è fatto di sorrisi amichevoli, grande diplomazia e vera sportività, capacità di ascolto, curiosità, ma soprattutto ironia e concretezza. Dorme poco e se le cose non vanno come dice lui non dorme proprio.

Tanto poi lo sopporta Anna Andreussi, la sua copilota nella vettura, la sua amata compagna nella vita. Segue una dieta molto rigida, nonostante i cuochi del ristorante paterno sia geni in società col diavolo e siano capaci di sfornare un numero inverosimile di prelibatezze.

E’ pignolo, meticoloso, attentissimo, professionale al massimo. Paolo è di Piero Leonardo Andreucci, più conosciuto come Carlino, nome del ristorante con annesso omonimo alberghetto. In gioventù praticò lo sci ad alto livello e fu anche convocato per la Nazionale Azzurra, ma dovette abbandonarlo per il fisico esile e per un brutto infortunio al ginocchio.

Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma, grazie al fatto che, all’epoca, era consentito correre anche con auto strettamente di serie. Quando il suo papà lo vide correre per la prima volta, presso la tenuta Il Ciocco a Barga, sede dell’omonimo rally che ancora anima il Campionato Italiano della specialità, esclamò: “Ma che si mette a fare quel matto del mi figliolo…”.

Andreucci passa ai rally nel 1987 esordendo nella gara di casa, il Rally del Ciocco e della Valle del Serchio, con una Renault 5 GT Turbo. Figurava come navigatore ma in realtà era lui a guidare: prima di ritirarsi sotto il diluvio era terzo assoluto. Qualche anno prima, sempre in quella gara, aveva conosciuto il suo idolo, Dario Cerrato. Gli aveva chiesto, senza ombra di timidezza: “Mi porti a fare un giro?”.

Ucci e le stagioni Lancia, Peugeot e Renault

Fu accontentato e rimase affascinato dallo sport e dallo sportivo. Ancora non immagina che eguaglierà, supererà e distaccherà il proprio idolo. Intanto inizia a correre. Nel 1988 è secondo nel Trofeo Fiat Uno. Corre alcune stagioni per Lancia, Peugeot e Renault.

Proprio con la Renault, Ucci si esalta ed esalta nel Campionato Italiano, prima con la Clio Maxi e poi con la Mégane Maxi, la sua guida è spettacolare e si fa notare in mezzo a tanti “mostri sacri” portando più volte a casa il titolo nazionale riservato alle vetture a due ruote motrici. Nel 1999, Andreucci sceglie la Subaru Impreza Gruppo A per cercare di conquistare il Cir: prima corre con la Impreza Wrx e poi con la WRC.

Nel 2000, Paolo lotta soprattutto con Andrea Aghini, Piero Longhi e Gianfranco Cunico. Nel 2001 passa alla Ford Focus WRC e conquista il suo primo Campionato Italiano Rally, davanti a Renato Travaglia. In questa stagione Ucci inizia inoltre la lunga collaborazione con la navigatrice friulana Anna Andreussi, che tuttora si occupa di dettare le note, e non solo, al pilota garfagnino.

Nel 2002, il cittadino onorario di Scillato e Santa Teresa di Riva, due centri siciliani, passa alla Fiat con la quale resta cinque anni, vincendo altre due volte il Campionato Italiano Rally, rispettivamente nel 2003 con la Fiat Punto Super 1600 e nel 2006 con la Abarth Grande Punto Super 2000.

Nella stagione 2006, sempre in coppia con la navigatrice Anna Andreussi, vive una delle sue stagioni migliori, vincendo i rally del Ciocco, delle Alpi Orientali, 1000 Miglia, Sanremo, Targa Florio, Costa Smeralda e San Crispino, tutte prove valide per il Campionato Italiano Rally, che lo incoroneranno campione tricolore della specialità.

La Mitsubishi Lancer Evo del team Ralliart Italy

Nel 2007 disputa la sua stagione da “privato di lusso” e passa alla Mitsubishi Lancer Evo Gruppo N del team Ralliart Italy: nonostante l’inferiorità evidente del mezzo rispetto alle nuovissime Super 2000 vince tre gare nel Campionato Italiano Rally: il Rally del Ciocco, il Rally Targa Florio e il Rally San Crispino.

Alla fine della stagione chiude terzo in campionato dietro a Giandomenico Basso su Abarth Grande Punto Super 2000 ufficiale ed a Luca Rossetti sulla debuttante Peugeot 207 Super 2000 ufficiale. La stagione 2008 vede Andreucci continuare con la Mitsubishi Lancer Evo: dopo aver vinto il 1000 Miglia, il San Crispino e il Costa Smeralda conclude al secondo posto del Cir, alle spalle di Rossetti, sempre alla guida della più performante Peugeot 207 Super 2000.

Nel 2009 eccolo al volante di una vettura Super 2000, in questo caso la Peugeot 207 ufficiale preparata dalla Racing Lions, la stessa contro cui aveva combattuto l’anno prima. L’inizio di stagione è dei migliori, con il successo al Rally dell’Adriatico e la sconfitta inflitta al rivale Luca Rossetti, nel frattempo passato alla Grande Punto Super 2000.

L’annata nel Cir prosegue poi con le vittorie a San Marino e in Costa Smeralda. Sta per diventare di nuovo il Campione Italiano Rally, facendo vincere inoltre il titolo Costruttori alla Peugeot. Per il campionato 2010, Ucci, sempre insieme alla Peugeot e alla gomme Pirelli, parte la campagna di difesa del titolo tricolore vincendo subito il 1000 Miglia. Successivamente, all’Adriatico si classifica quinto a causa di vari problemi.

Al Salento si deve piegare agli avversari, ma nelle tre gare successive: San Marino, Friuli e Sanremo arriva sempre primo. Al Costa Smeralda si classifica secondo e a Como settimo. A conclusione della stagione, delle otto gare valide ne vince quattro e si laurea Campione Italiano Rally 2010 battendo un’altra volta il rivale Luca Rossetti, sempre sulla Grande Punto Super 2000.

Paolo Andreucci e la formidabile Peugeot 207 S2000

Nella stagione 2011, Andreucci inizia la terza stagione al volante della Peugeot 207 Super 2000 della Racing Lions, difendendo il titolo nel Campionato Italiano Rally. La stagione vive sul netto dominio del pilota garfagnino, vincitore di tutte le prime sei gare disputate e di sette degli otto rally in calendario, fatto che lo porta ad aggiudicarsi per la sesta volta il titolo assoluto del Campionato Italiano Rally con due gare d’anticipo.

Conquistando per la sesta volta il massimo titolo nazionale della specialità, Ucci raggiunge l’amico e maestro Dario Cerrato che aveva, in passato, già conquistato la quota record di sei titoli di campione italiano rally. Nella stagione 2012 il campione garfagnino si ripete, sempre al volante della Peugeot 207 Super 2000 e ancora con la compagna e collega Anna Andreussi alle note, imponendosi con quattro primi posti assoluti e diversi altri piazzamenti sul podio.

Un campionato più combattuto del precedente con la presenza fissa di Umberto Scandola, su Skoda Fabia Super 2000, e quella alternata di Giandomenico Basso, su Ford Fiesta RRC. Duelli che hanno reso più avvincenti molte gare. Paolo Andreucci e Anna Andreussi si aggiudicano anche il Cir 2012 con una gara di anticipo sulle prove del Sanremo, dopo il ritiro di Umberto Scandola a causa di una uscita di strada.

Con questo campionato, il settimo della carriera, Andreucci diventa il pilota con più titoli assoluti nel Campionato Italiano Rally, davanti al suo mentore, eguagliato nella stagione precedente. Il Campionato Italiano Rally 2013 si apre con una novità per l’equipaggio Ucci-Ussi: un anno sabbatico dal vertice del campionato per sviluppare la piccola nuova nata di casa Peugeot, la Peugeot 208 R2, in attesa che sia pronta la 208 T16.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi avranno il compito in questa stagione transitoria, in attesa della versione R5 della Peugeot 208 T16, di sviluppare e pubblicizzare in giro per i rally italiani questa vettura dimostrando a tutti le potenzialità della piccola “belva”.

Ucci e quel il ritiro dal Campionato Italiano Rally

Nel primo rally stagionale, il rally del Ciocco, il pilota garfagnino si è classificato ottavo assoluto con un gap di 6’57” dal vincitore, Basso, su Peugeot 207 Super 2000. Nel 2014 è stato protagonosta assoluto nel Cir con la 208 T16 di Gruppo R e, infatti, sul finire della stagione agonistica ha intascato puntualmente l’ottavo titolo della sua carriera. Il campione dei campioni. Italiani. Ma non solo.

Poi, mentre si attendeva l’inizio del Campionato Italiano Rally 2015, nella prima metà del mese di marzo 2015, la saga delle imprese di Paolo Andreucci si è arricchita di un nuovo emozionante capitolo. Peugeot Italia ha deciso di effettuare un test. Ma non un test normale, bensì la salita alla cima dell’Etna alla guida della 208 T16 con cui ha vinto l’ottavo titolo nazionale rally.

L’idea non è nuova: celebre il video di Ari Vatanen che, al volante della Peugeot 405 Mi16, spennella le curve della Pikes Peake. Ma in ogni caso le evoluzioni di “Ucci” che risale il vulcano che sovrasta Messina sono mozzafiato e il contesto tutto italiano appare addirittura più bello. A fine stagione si è aggiudicato il nono titolo tricolore. Poi, sempre al volante della 208 T16 nel 2017 ha vinto il decimo titolo in carriera, concedendo il bis nel 2018.

Con la vittoria dell’undicesimo titolo nazionale, Ucci è l’uomo da battere in quanto a record di titoli vinti in Italia. Dopo di lui c’è Dario Cerrato, il suo mentore, a quota sei. A fine stagione Peugeot Italia ha deciso di ritirarsi dalle competizioni, non avendo una vettura aggiornata e dovendo cedere il posto alla Citroen C3 R5, affidata a luca Rossetti. Paolo Andreucci ha deciso di non correre nel Campionato Italiano Rally 2019 e di diventare coach e ambasciatore Peugeot.