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I Polverosi raccontati nel libro di Franco Carmignani

Il mondo in cui si è formato Paolo Amati, per tutti Popi, che ha poi raggiunto il top navigando Andrea Zanussi nell’irripetibile stagione con la Peugeot 205 Turbo 16 ufficiale. Il racconto è completato dalle testimonianze dirette di tanti altri personaggi incontrati nella sua carriera, dirigenti, copiloti e piloti.

I Polverosi è il termine che ancor oggi indica i piloti rally degli anni Settanta-Ottanta, secondo molti la “Golden Age” della specialità. Lo spettacolo delle macchine in spazzolata su fondi in terra con i nuvoloni di polvere che coprivano tutto, la teoria dei fari nella notte, i dischi freno incandescenti, l’esercito delle assistenze e degli appassionati in continuo movimento, un rally nel rally! L’atmosfera…indimenticabili!

E’ il mondo in cui si è formato Paolo Amati, per tutti Popi, che ha poi raggiunto il top navigando Andrea Zanussi nell’irripetibile stagione con la Peugeot 205 Turbo 16 ufficiale. Da queste esperienze a tutto tondo è maturato il Popi Amati Direttore Sportivo, per tantissimi anni valore aggiunto nelle tantissime vittorie Peugeot e Maserati Corse come spiega in prima persona.

Il racconto è completato dalle testimonianze dirette di tanti altri personaggi incontrati nella sua carriera, dirigenti, copiloti e piloti, da Maurizio Verini a Graziano Rossi, da Stefano Fabbri a Michele Gregis e ovviamente Andrea Zanussi, Claudio Berro, Mariolino Cavagnero, Franco Cattaneo, Paolo Andreucci, Flavio Zanella, gli stessi Dario Cerrato e Geppi Cerri, Luca Rossetti ed Eleonora Mori, Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, Roberto Calderoli ecc che in prima persona ricordano esperienze comuni e tanti aneddoti dai “Polverosi” ad oggi.

Il formato è 14 x 21 centimetri, 190 pagine, 87 foto (oltre a 4 nella retrocopertina) b/n e colori, prezzo di copertina 22 euro (Iva compresa). Il libro è reperibile presso Libreria dell’Automobile e presso Libreria Gilena International Motor Books. Oppure lo si può ordinare direttamente alla mail: fstudioservice1@gmail.com.

Libri su Storie di Rally

la scheda

I POLVEROSI

Autore: Franco Carmignani

Copertina: semirigida

Pagine: 190

Immagini: circa 90 a colori e in bianco e nero

Formato: 14 x 21 cm

Editore: FS Studio Service

Prezzo: 22 euro

Peso: 459 grammi

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La Peugeot 309 GTI, i rally e Paolo Andreucci

L’undici volte campione italiano rally Paolo Andreucci ha affrontato e vinto il Trofeo Peugeot nel 1991 con una Peugeot 309 GTi Gruppo N della Valleserchio Corse. Ben cinque le sue vittorie in stagione.

Spesso dimenticata e ingiustamente trattata come una cenerentola, forse a causa della sua genesi in casa Chrysler, nella realtà, la mitica Peugeot 309 è un’auto che ha saputo dimostrare le sue grandi doti sia come auto per la famiglia che nelle competizioni dove ha riscosso un ottimo successo ed è stata portata in gara anche dall’undici volte campione italiano rally Paolo Andreucci nel 1991.

Infatti, Paolo Andreucci ha affrontato e vinto il Trofeo Peugeot nel 1991 con una Peugeot 309 GTi Gruppo N della Valleserchio Corse. Ben cinque le sue vittorie in stagione: Aosta, Targa Florio, Salento, Lanterna e Limone Piemonte. L’anno seguente Peugeot Italia, in quel momento non impegnata ufficialmente nel Cir, gli propose un ruolo di tester in vista del ritorno in scena.

Nel 1993 la rientrante squadra ufficiale di Peugeot Italia schierò due Peugeot 106 XSI 1.6 Gr.A una per Paolo Andreucci (in coppia con Popi Amati) e l’altra per il vincitore del Trofeo Peugeot 1992, l’indimenticato bresciano Angelo Medeghini (in coppia con Paolo Cecchini). Da lì la carriera di Andreucci è decollata sino ai tanti titoli italiani.

Tornando alla Peugeot 309 GTI rally, forte del motore della 405 Mi16 da 160 cavalli e 220 km/h, ha saputo stregare diversi appassionati dell’epoca per le sue grandi doti stradali esaltate ancor più dall’elevata potenza di cui era dotata. Un connubio perfetto tra agilità e reattività ai comandi, ha fatto la felicità di diversi guidatori e piloti che l’hanno portata in gara con successo nel corso degli anni.

Oggi è una versione assai rara da trovare e l’attenzione degli appassionati di hot hatch si è da tempo rivolta anche su di lei. Il progetto 309 non nacque sotto il Marchio Peugeot, ma era un modello che sarebbe dovuto entrare nella gamma Talbot dell’epoca. La storia andò però diversamente e 309 entro a pieno diritto nella gamma della Casa del Leone, tra la più piccola 205 e la berlina di medie dimensioni 405.

Nata come vettura di classe media, la 309 ha avuto un grande percorso anche nelle competizioni, grazie anche alle versioni sportive che sono state presentate nel corso degli anni. Molti sono i piloti, infatti, che nel corso degli anni si sono avvalsi di questo modello per le gare e le hanno sempre riconosciuto ottime doti di motricità e bilanciamento generale, definite come decisamente non comuni all’interno del segmento di appartenenza.

Inoltre, il fatto di trovarsi inserita nella gamma del Leone tra la 205 e la 405, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non ha rappresentato un ostacolo ma, anzi, le ha consentito di attingere alle migliori componenti sia dell’uno che dell’altro modello.

È così, che nel luglio del 1989, nasce (sulla serie restyling della gamma 309) quella che sarebbe diventata la versione al vertice della gamma 309 e che ha sfruttato al meglio le ottime potenzialità del telaio dell’auto: la versione GTI 16, dove 16 rappresentava il numero delle valvole del motore da 1905 cc, ha fatto parlare molto di sé, sia nell’uso quotidiano, che nelle competizioni grazie ai 160 cavalli di cui disponeva.

Sarà questa, infatti, la vera base utilizzata da molti piloti per le gare, perché la 309 GTI presentata due anni prima e che riprendeva la meccanica della 205 GTI con motore 8 valvole da 130 CV, pur facendosi apprezzare per sue doti di stradista e le ottime potenzialità sul piano della ciclistica, veniva leggermente penalizzata dai quasi 55 chili di peso in più rispetto alla sorella minore 205.

Rispetto a quest’ultima vantava però un comportamento più facile ed efficace, sia nell’uso normale che sportivo. Per sfruttare ancor più le ottime doti di base dell’auto, si è quindi deciso di inserire sotto il cofano uno dei motori più performanti della Casa in quegli anni, il famoso 1,9 litri con testata a 16 valvole e ben 160 CV, lo stesso adottato dalla più grande 405 Mi16.

Questa scelta ha dato alla vettura una grossa opportunità consentendole di esprimersi veramente al massimo in ambito sportivo. Un altro aspetto molto apprezzato dagli acquirenti di questa versione sportiva della 309 è la sua sobrietà: niente appendici vistose o cerchi esagerati ma, solo guardandola da vicino, è possibile scorgere la scritta sul cofano posteriore che consentiva di distingue la 309 GTI16 dalla 309 GTI.

Scompare, rispetto a quest’ultima, anche la sottile linea rossa lungo il perimetro dei paraurti, in favore di un profilo scuro. Aprendo il cofano si viene subito colpiti dal motore del tipo D6C (in parte verniciato in nero opaco) da 1905 cc con testata a 16 valvole e ben 160 cavalli. Come detto, si tratta dello lo stesso che equipaggiava le 405 Mi16.

Sulla 309, grazie al duplice vantaggio di disporre di una carrozzeria a tre porte intrinsecamente più rigida a livello torsionale rispetto alla 405 che era a 4 porte e grazie al peso inferiore era in grado di esprimere prestazioni veramente di vertice per il segmento.

Nell’autunno del 1992 vi è la prima modifica di rilievo: infatti, con l’introduzione della nuova normativa contro l’inquinamento denominata Euro 1, a partire dal gennaio del 1993, viene installato il catalizzatore e questo determina un calo della potenza di 12 cavalli, arrivando a 148 complessivi. La produzione cesserà nel giugno del 1993 con un totale complessivo di 8.664 esemplari costruiti in quattro anni.

Quel folle Campionato Italiano Rally 1986 finito sui chiodi

Per Andrea Zanussi, pilota friulano affiancato da Paolo ”Popi” Amati, il Campionato Italiano Rally 1986 rappresenta il debutto al volante della vettura campione del mondo 1985. Zanussi è un talento puro e ha già alle spalle diverse esperienze positive in campo europeo che l’hanno portato all’attenzione dei responsabili del reparto corse ufficiale del Marchio francese.

Siamo a Brescia, città che trasuda passione per i rally anche dai marciapiedi. È il tardo pomeriggio del 21 marzo e alle 18.02 in punto, con la discesa dalla pedana di partenza della decima edizione del Rally 1000 Miglia, quell’anno gara inaugurale del Campionato Italiano Rally 1986, inizia la grande avventura tricolore di Andrea Zanussi con la Peugeot 205 Turbo 16 Gruppo B di Peugeot Italia.

Per Andrea Zanussi, venticinquenne pilota friulano, affiancato da Paolo ”Popi” Amati, è il debutto al volante della vettura campione del mondo 1985. Il friulano Andrea è un talento puro e ha già alle spalle esperienze positive in campo europeo che l’hanno portato all’attenzione dei responsabili del reparto corse ufficiale del Marchio, Jean Todt e Jean Pierre Nicolas, quest’ultimo presente a Brescia, che ne hanno sponsorizzato la scelta da parte della filiale italiana.

La ”Tisedici” di Peugeot Italia è alla sua seconda stagione nel nostro Paese, dopo il debutto avvenuto nel 1985 e contrassegnato dalla vittoria dell’equipaggio composto da Gianni Del Zoppo ed Elisabetta Tognana a Sassari, il primo successo assoluto del Leone in un rally italiano dei tempi moderni.

Per il Campionato Italiano Rally 1986 la squadra è stata totalmente rinnovata. A dare man forte al duo Zanussi-Amati, sono arrivati Claudio Berro nel ruolo di direttore sportivo e Mariolino Cavagnero con la sua nuova Italtecnica per la gestione della vettura. Ma torniamo al 21 marzo. Sulla seconda PS del 1000 Miglia, Zanussi stacca il miglior tempo e ingaggia un bel duello con Dario Cerrato, sulla Lancia Delta S4, e con il pilota di casa Giacomo Bossini, Lancia Rally 037.

Al termine della prima tappa la Peugeot numero 2 è seconda nella classifica provvisoria. Tappa finale: Andrea Zanussi vince la classica PS di Sant’Eusebio, ma nella ronde del Vittoriale centra un bidone, danneggiando la ruota posteriore destra, tanto che per portare a termine la prova ”Popi” Amati deve sistemarsi sulla parte sinistra del cofano motore per controbilanciare l’assetto. Alla fine arriva un buon quarto posto assoluto.

  • La Peugeot 205 T16 di Andrea Zanussi nel Cir 1986
  • La Peugeot 205 T16 di Andrea Zanussi nel Cir 1986
  • Andrea Zanussi impegnato con la Peugeot 205 T16
  • Andreza Zanussi e Popi Amati nel Cir 1986 con la Peugeot 205 T16

La dimostrazione della competitività del binomio Zanussi-Peugeot 205 Turbo 16 arriva un mese più tardi, in Costa Smeralda. L’avversario è di livello mondiale, tal Henry Toivonen, purtroppo alla sua ultima vittoria, ma il pilota friulano dà spettacolo e chiude a soli 36″ dal finlandese. Il terzo appuntamento della stagione, il Rally dell’Elba, si disputa in un clima di tristezza, a ridosso dell’incidente al Tour de Corse, fatale ad Henri Toivonen e al suo copilota Sergio Cresto. Incidente che più avanti porterà alla cancellazione del Gruppo B.

Sconfitto dai chiodi su percorso del Rally Valle d’Aosta

Zanussi è ancora una volta sul podio ed entra in gioco per il Campionato Italiano Rally 1986 anche grazie alla prima vittoria al volante della ”Tisedici” al Rally della Lanterna, valido per il Tricolore con coefficiente 2, dove va segnalato anche il settimo posto di Anna Cambiaghi, la ”Signora dei rally”, con una Peugeot 205 T16 tutta gialla derivata da un modello stradale.

È evidente, però, che per competere concretamente per il titolo italiano ci vuole la Evo 2, la stessa che la squadra ufficiale Peugeot ha schierato nel Mondiale già dal Rally di Finlandia 1985 e che Berro & Co chiedono con insistenza e a più riprese. La svolta decisiva arriva alla Targa Florio.

Ad assistere alla gara arrivano Jean Todt e il suo braccio destro Jean Pierre Nicolas che, tra un giro sui settanta chilometri del mitico tracciato stradale e una coppa di gelato a Santa Ninfa, si convincono della necessità di soddisfare le richieste di Claudio Berro, complice anche il secondo posto di Andrea Zanussi nella veloce competizione siciliana.

Il talento friulano, che peraltro in quel momento vive una delle più belle favole della sua vita, ci mette ancora del suo aggiudicandosi in modo perentorio con la vettura versione 1984 il Rally Limone Piemonte, davanti a Dario Cerrato con la Lancia Delta HF. Poi, a fine luglio, avvolta dal mistero fino alla verifiche tecniche, arriva al Rally della Lana la ”Tisedici” Evo 2 targata MI 07097Y e i risultati sono immediatamente sotto gli occhi di tutti.

Vince Zanussi, senza se e senza ma, e passa in testa al Campionato Italiano Rally, anche se d’ora in poi bisognerà fare i conti gli scarti. Secondo posto per Dario Cerrato, ad oltre otto minuti dal vincitore. La scena si ripete a Piancavallo. Nella gara di casa, Zanussi e la Peugeot 205 T16 Evo 2 sono irresistibili sotto la pioggia e puntano dritto al palcoscenico iridato del Rally di Sanremo, all’epoca valido per il WRC, dove occuperanno il vertice assoluto della classifica nelle prime battute di gara.

Una prestazione eccezionale vanificata dal pasticciaccio dei Commissari Tecnici che, tra la terza e la quarta tappa, escludono tutte le 205 T16 in gara, accusate di utilizzare delle minigonne mobili. Peugeot vincerà l’appello discusso a Parigi qualche settimana più tardi e di conseguenza la gara sarà annullata, senza che ciò conforti Zanussi per la perdita di punti importanti e ampiamente meritati.

Andrea torna in gara a Messina, senza le ”minigonne” e riprende il trend vincente appena interrotto nel Tricolore. Tutto si gioca ad Aosta, con un esaltante testa a testa con Cerrato, entusiasmante sul piano sportivo. Da togliere il fiato e ricco di colpi di scena, tra cui l’ultimo purtroppo decisamente pericoloso e per nulla sportivo. A quattro prove dal termine Zanussi è davanti Cerrato con 18” di vantaggio.

Parte per primo sulla prova speciale La Salle, velocissima, dove però trova sulla sua strada chiodi seminati da mano sconosciuta. ”Il titolo è mancato – commenterà a caldo Claudio Berro – ma credo che la Peugeot di Andrea Zanussi rimanga nel cuore di tutti”. Tutto vero. Anche a distanza di decenni.