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Stagione 1997: 10 rally e 10 successi firmati Travaglia-Deila

Dieci gare in programma, dieci vittorie, con quattro doppiette per le vetture preparate da AutoSportItalia, partner tecnico di Peugeot Italia, già campioni nel 1996. Nella classifica finale del Campionato Italiano Rally 2 Litri Renato Travaglia e Pier Giorgio Deila hanno chiuso con 115 e 110 punti, precedendo la migliore delle Clio e la 318is della Oral Engineerig, mentre Peugeot è prima nel Campionato Costruttori.

Capita raramente di assistere a un dominio totale di una Casa in un Campionato. Il 21 settembre del 1997 si concludeva a San Martino di Castrozza la cavalcata vincente della Peugeot 306 Gruppo A nel Campionato Italiano Rally 2 Litri, la serie alternativa al CIR: dieci gare in programma, dieci vittorie, con quattro doppiette per le vetture preparate da AutoSportItalia, partner tecnico di Peugeot Italia, già campioni nel 1996.

Renato Travaglia–Flavio Zanella primi al Rally del Gargano, al Rally Isola d’Elba, al Rally Valle d’Aosta, al 100.00 Trabucchi a Saluzzo (il trabucco era un’antica unità di misura utilizzata in quelle zone, corrispondente a poco più di 3 metri), all’Appenino Reggiano e nella gara di casa, il San Martino di Castrozza e Primiero.

A loro volta Pier Giorgio Deila e Claudio Vischioni hanno tagliato per primi il traguardo al Città di Torino, al Marca, a Ceccano e alle Alpi Orientali, e si sono presentati a San Martino ancora in grado di vincere il titolo. Ma la conclusione anticipata della gara per un incidente in un campionato monomarca, ha regalato nuovamente il titolo a Travaglia, primo per soli 2” sul compagno di squadra.

Nella classifica finale del Campionato Italiano Rally 2 Litri “Renauto” e “Pigi” hanno chiuso con 115 e 110 punti, precedendo la migliore delle Clio e la 318is della Oral Engineerig, mentre Peugeot è prima nel Campionato Costruttori, con 60 punti validi – contavano solo i sei migliori risultati! – con 24 punti di vantaggio sul secondo.

A riprova della superiorità della 306 il computo delle Prove Speciali. Su 113 disputate le Peugeot ne hanno vinte 84, poco meno del 75%, 58 con Travaglia-Zanella e 29 con “Pigi” Deila- Vischioni.

Quello del 1997 è il secondo Campionato vinto dalla 306, che sarà prima anche nei tre anni seguenti (nel 1999 e 2000 con la versione MAXI) e rimane una delle Peugeot più vincenti in assoluto, grazie a quel carattere e a quella tecnica che oggi ritroviamo sulla sua erede, la nuova 308.

Rally del Gargano 1996: Pier Giorgio Deila batte la sfortuna

I periodi bui sono solo un ricordo. Dopo una stagione che lo ha visto protagonista di una sorte avversa, il pilota cuneese Pier Giorgio Deila ha dominato sulle strade del Gargano, imponendosi su otto delle nove prove speciali, e ottenendo così una meritata vittoria al volante della Peugeot 306, mentre Alex Fiorio è nuovamente costretto al ritiro, tradito dal differenziale della sua BMW. Successo in Produzione per l’Opel Astra di Gatti.

Riscattandosi da una stagione che lo ha visto inaspettato protagonista in negativo anche a causa della sfortuna, Pier Giorgio Deila ha centrato sulle strade del Gargano il secondo successo stagionale, dominando con autorità l’ultimo appuntamento del Campionato 2 Litri 1996. Il pilota cuneese ha imposto la sua legge su otto delle nove prove speciali, ribadendo anche l’assoluta superiorità della Peugeot 306 dell’Auto Sport Italia su tutti gli avversari. Non è stato infatti necessario il ritiro di Alex Fiorio già alla seconda PS per garantire vita facile al Campione Italiano 1992, che dopo il primo tratto cronometrato aveva già inflitto quasi un secondo al chilometro al pilota della BMW, l’unico che nelle previsioni della vigilia sembrava in grado di impensierirlo.

E così per Deila le cose si sono messe subito nel verso giusto, con i più vicini rivali resi subito innocui da distacchi incolmabili e lasciati a fare gara a sé fino alla fine. “Certo, ho dominato – ha commentato felicissimo il pilota – ma non è mai facile, in un rally nulla è scontato. Adesso sono molto contento e vorrei ringraziare tutti i ragazzi del team Peugeot, perché la macchina era eccezionale. È andato tutto bene”.

Alle spalle del leader la lotta è stata vivace e ricca di colpi di scena fino all’ultima prova. Luigi Dalla Pozza, l’unico a negare al compagno di vettura l’en plein di speciali, è sembrato subito in grado di insediarsi in seconda posizione, noie elettriche permettendo. “La gara è stata bella – ha dichiarato il pilota della O.P.G.A. Rally – e se non avessi avuto il problema dei trenta secondi nella terza P.S. dove si è rotto l’attacco del cavo di una candela, avrei concluso al secondo posto”.

Ad approfittare dei problemi di Dalla Pozza sono stati i due contendenti al titolo Under 25, Patrick Zamparini sulla Clio by Papini, e Fabrizio Ratiglia al volante della terza 306 (esemplare ex Travaglia) in gara. Il pilota biellese si è dimostrato subito tra i più veloci, e fino alla penultima prova ha amministrato un secondo posto sul rivale che gli consentiva di raggiungere la vetta della classifica anche se in condominio.

Nella PS8 poi, una foratura lo relegava al quarto posto finale spegnendo qualsiasi speranza ed assicurando a Zamparini – alla fine secondo – la vittoria della Coppa CSAI Under 25, senza rendere necessario il ricorso a discriminanti. “Abbiamo prolungato la sofferenza – ha commentato il pilota di Montebelluna – perché senza l’uscita di strada a Reggio Emilia o la squalifica a Saluzzo il titolo sarebbe stato assicurato. Qui anche se arrivavo dietro a Fabrizio avrei vinto”.

L’altro titolo ancora in palio, il Trofeo di Gruppo N, si è assegnato già alla chiusura delle iscrizioni al rally pugliese. Assente Biasiotto, probabilmente pago della vittoria nel Trofeo Renault, a Davide Gatti non è rimasto altro che dominare in scioltezza la gara, dopo un campionato che lo ha visto protagonista su una “insolita” Opel Astra GSi.

“È andata benissimo perché ho vinto e meglio di così non poteva andare – ha dichiarato nel dopo gara il simpatico pilota emiliano –. Oggi è il coronamento di una stagione entusiasmante, anche se sofferta. Sono molto soddisfatto perché abbiamo provato con una macchina che fino ad ora non aveva ottenuto risultati di livello. Siamo stati gli unici con le Opel su quasi tutte le Renault ed abbiamo avuto ragione. Barbolini ha fatto del proprio meglio”.

Costantemente al passo con i più veloci, Gianni Russo, sulla bella Escort della Meteco Corse-Jolly Club, non ha raccolto quanto meritato in questa gara, come peraltro in campionato. Nell’ultima prova, quando era quinto a soli sei secondi da Ratiglia – allora secondo – ha tentato il tutto per tutto, ma l’audacia questa volta non è stata premiata, ed una toccata con conseguente foratura ha negato al pilota torinese la soddisfazione di un parziale riscatto.

“Dovevamo tentare – ha spiegato Russo – perché un quinto posto non avrebbe cambiato nulla. È stata una stagione di alti e bassi. All’inizio siamo partiti oltre le aspettative di tutti, poi è mancato quello che fa la differenza tra un’ottima vettura ed una vincente, e cioè proprio qualche chilometro di test in più”.

Peugeot 306: la campionessa del mondo 2 Litri

La Peugeot 306 può vantare un ricchissimo palmares anche nei campionati rally. Nel 1995 la Peugeot 306 S16 arrivò a vincere il titolo mondiale rally FIA 2 litri, con il contributo di due piloti italiani molto noti al pubblico: Piergiorgio Deila e Paolo Andreucci, neo vincitore del Campionato Italiano Rally 2RM 2020.

La Peugeot 306 è un’auto da rally che è rimasta nel cuore di tanti appassionati, sia per bellezza sia per numero di gare vinte, scrivendo per ogni gara capitoli importanti del rallysmo internazionale. Ad agosto 2020 sono stati celebrati i venti anni dal trionfo di Peugeot alla 24 Ore di Spa-Francorchamps, una tra le più celebri maratone di durata per tanti anni riservata alle vetture turismo, con la 306. Ma il Leone è soprattutto un’auto da rally, celebre in conformazione kit car.

Questo modello può vantare un ricchissimo palmares anche nei campionati rally. Nel 1995 la Peugeot 306 S16 arrivò a vincere il titolo del Mondiale Rally 2 litri, con il contributo di due piloti italiani molto noti al pubblico: Piergiorgio Deila e Paolo Andreucci, neo vincitore del Campionato Italiano Rally 2RM 2020.

Nelle stagioni successive la 306 si laurea campione d’Italia 2 Litri, dal 1996 al 1998. Nello stesso periodo entra in scena anche la versione Maxi della Peugeot 306, una delle più belle auto da corsa di sempre. La kit car del Leone apre la sua straordinaria collezione di titoli con la doppietta di Gilles Panizzi nel Campionato Francese Rally 1996-1997, imitato in Italia da Renato Travaglia campione 2RM 1999-2000, Adrusilo Lopes in Portogallo (1997-1998), Cyril Henny in Svizzera (1997-1998), Dimitar Iliev in Bulgaria (1999-2000).

Peugeot 306: la campionessa del mondo 2 Litri
Peugeot 306: la campionessa del mondo 2 Litri

A conferma delle sue doti di affidabilità, robustezza, prestanza, Peugeot 306 è andata forte anche in pista dove vanta una lunga serie di exploit. In Italia, per esempio, Andrea Bacci con la sua Peugeot 306 arancione preparata nell’officina di famiglia, ha vinto il Campionato Italiano Velocità Turismo prima divisione nel 1999 e il Campionato Super Produzione nel 2000.

L’avventura alla 24 Ore di Spa, legata principalmente a Peugeot Belgique, prende il via nel 1995 quando l’equipaggio Jean Pierre van de Wauwer-Jacques Boillot-Stéphane Caillet vince l’EcoTech Challenge con una 306 TD, mentre l’altro team dei tedeschi Georg Weiss- Joachim Schirra-Peter Scharmach è terzo nella classifica di Gruppo N (vetture derivate di serie) con la S16 schierata da Schirra Racing.

Sotto il Segno dei Rally 2: racconti di Beppe Donazzan

Ad un anno di distanza da Sotto il segno dei Rally arriva Sotto il Segno dei Rally 2 che completa il monumentale lavoro di Beppe Donazzan sulla storia del rallysmo italiano.

La formula è sempre la stessa: un’appassionante serie di storie, fatti e imprese che, lette in sequenza, finiscono per dar vita ad un vero e proprio romanzo su questo mondo che tanta passione ha suscitato negli anni. A cambiare, questa volta, sono i protagonisti che, in questo secondo volume, corrispondono a quelli di alcuni fra i piloti italiani di maggior rilievo che hanno corso dagli anni Ottanta sino ad oggi.

I loro nomi sono, fra gli altri, Vudafieri, Cerrato, Zanussi, Bettega, Tabaton, Tognana, Cunico, Biasion, Liatti e Deila. Basta leggere i primi due o tre racconti per ritrovarsi, improvvisamente, in mezzo ai muri di folla che negli anni Ottanta e Novanta delimitavano i percorsi delle prove speciali lungo la penisola.

E capisci subito che non è necessario arrivare in fondo al volume, per sentirsi in grado di garantire che l’ultima fatica di Donazzan dovrebbe occupare un posto di riguardo nella libreria di ogni appassionato. E ti ritrovi comunque, tutto d’un fiato, in fondo al volume.

Tre i capitoli del libro. Il primo, “Le sfide infinite” parla di Attilio Bettega, Adartico Vudafieri, Vittorio Caneva, Tonino Tognana, Nico Grosoli, Franco Ceccato, Mario Aldo Pasetti, Antonella Mandelli, Franco Corradin, Gabriele Noberasco, Micky Martinelli, Alberto Alberti, Paolo Pasutti, Giorgio Pasetti.

E poi ancora, Paola Alberi, Gianni Del Zoppo, Nick Busseni, Dario Cerrato, Massimo Barbujani, Franco Uzzeni, Michele Cinotto, Franco Leoni, Carlo Cuccirelli, Fratelli Betti, Alberto Carrotta, “Bronson”, Pietro Mirri, Flaviano Polato, Paolo Baggio, Pierangela Riva, Ennio Santinello, Giacomo Bossini.

Nel secondo, “Tutte le latitudini” ci sono Fabrizio Tabaton, Andrea Zanussi, Miki Biasion, Gianfranco Cunico, Alessandro Fiorio, Bruno Bentivogli, Massimo Ercolani, Paola De Martini, Carlo Capone, Chantal Galli, Michele Rayneri, Gilberto Pianezzola, Giovanni Manfrinato, Isabella Bignardi, Fabrizio Fabbri, Paolo Alessandrini, Prisca Taruffi, Alessandro Fassina, Enrica Munaretto, Giammarino Zenere, Pucci Grossi, Michele Grecis, Edi Orioli, Enrico Bertone, Sergio Cresto, “Tabacco”.

Nel terzo, “L’era dell’elettronica” salgono in cattedra Andrea Aghini, Piero Liatti, Paolo Andreucci, Andrea Dallavilla, Pierluigi e Romeo Deila, Piero Longhi, Andrea Navarra, Renato Travaglia, Luca Rossetti, Gigi Galli, Umberto Scandola, Andrea Crugnola, Loris Roggia, Manuel Sossella, Lara Battistolli, Massimo Gasparotto, Alex Bruschetta, Alessandro Battaglin.

Ma anche: Claudio De Cecco, Luca Cantamessa, Giandomenico Basso, Massimo Ceccato, Marco Tempestini, Luca Pedersoli, Valentino Rossi, Franco Ballerini, Felice Re, Luca Campedelli, Matteo Gamba, Mauro Spagolla, Fabrizio Nucita, Fontana, Italia Rally Talent, Sandro Sottile, Angelo Medeghini.

Esiste la possibilità di acquistare Sotto il Segno dei Rally 1 e Sotto il Segno dei Rally 2 in abbinata e contenuti in un elegante cofanetto. Si tratta di una edizione limitata di duecento pezzi, che consiglio vivamente e che trovi dettagliata nella scheda libro. Beppe Donazzan, che è sempre un gentiluomo, mi ha concesso la pubblicazione di alcuni brani. Li trovi su Storie di Rally con una semplice ricerca. Di seguito ne pubblico uno molto divertente.

In Abruzzo il colpo con una Porsche in una torrida estate del 1982

Nel corso della giornata, per lo più all’imbrunire, scattava la domanda da un milione di dollari. Da nord a sud. Classica. In veneto era: “Te piase più i rally o la figa?”… Immancabile, dopo tanti discorsi di motori, ammortizzatori, “meglio i Koni o i Bilstein? No, su quea gara monto i Bilstein, la machina, da drìo, la sta più zò…”. Di solito il quesito veniva sparato dal personaggio più carismatico, quello che correva. Il team principal del gruppo, si direbbe ora.

Partivano le schermaglie di precisazioni: “Un rally con che macchina?, in contrapposizione “con che figa?”. Dalla Stratos o dalla 037, sull’altra sponda andavano a mille Serena Grandi, Edwige Fenech, Carmen Russo, Lilli Carati…protagoniste di film e di immagini senza veli sui giornali tipo Le Ore, Blitz, Men o Caballero che, per qualche minuto, avevano la supremazia su Autosprint.

C’era chi sceglieva i rally, chi – i più – la seconda opzione. Chi invece, ligio al compromesso radicato nella cultura democristiana, diceva: “Mi fasso i rally. La tosa poi me la trovo in machina…”. Le sghignazzate si protraevano a lungo, con toni sempre più coloriti e accesi. Uno dei tanti ritrovi dei giovani di Bassano del Grappa era un negozio di calzature. Titolare Ennio Santinello, un altro personaggio oltre le righe di quel pazzo mondo, con passione smisurata per le auto.

Fuori dal comune. Un pensiero fisso che non aveva fine. Era lui che innescava ogni tanto quella domanda, quando il gruppetto di amici aumentava di numero sul far della sera. C’era chi arrivava dal lavoro e chi aveva chiuso i libri dell’università”.

Ennio lasciava alla compagna il compito di servire i clienti. Entrava in scena solo se le presenze, all’interno del negozio, aumentavano di numero, oppure per l’ingresso di qualche attraente ragazza. Allora scattava dalla poltrona dell’ufficio, pieno di coppe e di cataste di Autosprint e Quattroruote, tirava giù dagli scaffali mezza bottega per mostrare le proposte più belle.

Cosa riuscisse a scorgere, inginocchiato, davanti alle signore, mentre le aiutava ad infilarsi le accattivanti scarpe dai tacchi slanciati o gli stivali, realmente non si sa. Conclusa la vendita rientrava nell’ufficio, rosso paonazzo, agitando le mani anticipando, visivamente, il racconto.

A luci rosse, naturalmente. Qualcuno del gruppo – compreso chi scrive, non lo nega – per provare l’ebbrezza del proibito, si improvvisava, qualche volta, commesso. Ma ne ritornava deluso. Era l’atmosfera che si creava ad alzare la temperatura del momento. Siparietti come nei film di Pierino e nulla più. Certo è che Ennio Santinello in macchina andava forte. Preparava le sue auto con una meticolosità da fuori di testa.

Soprattutto i particolari venivano esaltati. A vederle finite, dalla Fulvia HF 1600, alla Beta Montecarlo, per finire alla Porsche SC 3000, alcune con le quali aveva gareggiato, era un delitto pensare che avrebbero affrontato dei rally su viottoli dal fondo impossibile. Santinello non aveva mai avuto velleità di graduatorie e campionati. Correva quando voleva e se ne aveva voglia.

Così come decise di andare giù a Pescara, per partecipare al secondo rally della Spiga. Bel parco partenti con “Pau”, Leoni e Mirri con le Stratos. Ennio era alla guida di una Porsche SC 3000 Gruppo B, in realtà poco più di serie. Come navigatore Walter Bizzotto, un altro personaggio di Bassano, successivamente numero 1 della Mitropa Cup e dal 2013 anche presidente dell’Automobile Club di Vicenza.

Giù il piede, facendo attenzione a non esagerare e il risultato arrivò. Imprevisto e imprevedibile. Primi assoluti in un delirio di folla nel capoluogo abruzzese, in un giorno caldissimo di inizio estate. In pieno Mundial di Spagna, 112 iscritti, 82 partenti. Accade in Centro Italia, sempre in quel fine settimana del giugno 1982.

Libri su Storie di Rally

la scheda

SOTTO IL SEGNO DEI RALLY 2

Autore: Beppe Donazzan

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 416

Immagini: in bianco e nero e colori

Dimensioni: 14 x 22 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 20.50 euro

Peso: 739 grammi

ISBN: 978-8-8791159-9-5

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