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Petter Solberg sulla Impreza S9 WRC: ”La sentivo mia”

Nella scelta della Subaru con cui vincere il titolo, il norvegese sembra aver seguito Johan Kristoffersson e Marcus Grönholm. Kristoffersson ha scelto la Volkswagen Polo Supercar che ha portato alla gloria del World RX nel 2017, 2018 e 2020 e Grönholm ha scelto la Peugeot 206 WRC con cui ha vinto il Campionato del Mondo Rally due volte nel 2000 e nel 2002.

Petter Solberg e il Subaru World Rally Team. Ricordate? Come assistere ad una partita in paradiso. Il signor Hollywood non poteva optare per una macchina diversa da quella blu e oro che lo ha portato alla gloria nel Mondiale Rally 2003.

Petter Solberg ha avuto un’incredibile carriera ai vertici dei rally, guidando per M-Sport Ford, Subaru e Citroën, vero, ma ha vinto sempre e solo con Subaru; ottenendo tredici vittorie iridate e, naturalmente, il titolo mondiale. Solberg è stato un pioniere anche nel Mondiale Rallycross, vincendo il titolo mondiale inaugurale nel 2014 e diventando il primo pilota a vincere due diversi titoli mondiali FIA, prima di ripetere l’impresa un anno dopo, nel 2015.

E nella scelta della Subaru con cui vincere il titolo, il norvegese sembra aver seguito Johan Kristoffersson e Marcus Grönholm. Kristoffersson ha scelto la Volkswagen Polo Supercar che ha portato alla gloria del World RX nel 2017, 2018 e 2020 e Grönholm ha scelto la Peugeot 206 WRC con cui ha vinto il Campionato del Mondo Rally due volte nel 2000 e nel 2002.

La Impreza S9 WRC è la vettura vincente di Solberg: Si tratta di una vettura da sogno da guidare”, ricorda Petter. In effetti, lo ha portato a quattro vittorie nel WRC (e altri tre podi) durante quella trionfale stagione 2003 a Cipro, Australia, Corsica e Gran Bretagna.

Ricordo molto bene che facile da guidare – aggiunge Petter Solberg –. È compatta, ha una buona distribuzione del peso, buone sospensioni: era come un’auto da sogno da guidare per essere onesto. CI puoi fare quello che vuoi, puoi giocarci, è ben bilanciata. La distribuzione del peso era fantastica. Ho guidato molte auto non così buone e quando sali sulla macchina, con lei puoi fare ciò che vuoi”.

Se valuto un’auto deve avere una buona sterzata, il pilota dovrebbe guidare ed essere in grado di sentire la presa correttamente. Hai bisogno di sospensioni molto buone per avere quella sensazione di poter andare a tutto tondo ovunque e hai bisogno di una buona distribuzione del peso”.

Ovviamente il motore deve essere sempre di alto livello e non sarò mai contento della potenza, comunque non importa quale macchina stai guidando. Devi averci feeling. Quando la macchina è facile da guidare sarai sempre veloce, in ogni rally, in ogni tappa”.

Con la Subaru Impreza S9 WRC ho vinto il Campionato del Mondo, e ho molti bei ricordi. Ho ottimi ricordi della vettura e del team. È stata un’ottima squadra e la passione del marchio Subaru, quando vai in Giappone, la vedi ad occhi aperti. Non c’è bisogno di sognarla ad occhi chiusi”.

Vorrei anche dire che la Citroën Xsara WRC è forse una delle migliori auto che ho guidato con differenziali attivi. La DS3 con cui sono stato due volte campione del mondo di rallycross è anche una delle mie auto preferite e se, posso aggiungerne un’altra, forse inserirei anche anche la Polo rallycross”.

È un’auto incredibile, ad essere onesti. Non è che sia più veloce della DS3, ma ha così tanti dettagli e parti molto più costose e ben fatte. Ci sono tante altre cose che guardo, la guidabilità, le sensazioni che mi comunica lo sterzo, le sospensioni e tutti i dettagli, anche l’ingegnere che l’ha costruita”.

Subaru World Rally Team: il documentario (VIDEO)

Il Subaru World Rally Team riuscì ad ottenere la prima vittoria nel 1993, grazie al mitico Colin McRae. Quello fu anche l’anno in cui si pensò di sostituire la Legacy (ormai vecchia e obsoleta) con la nuova Subaru Impreza con le restanti gare del campionato 1993 usate come test per la nuova vettura. Nel 1994 la Impreza debuttò finalmente nel WRC e Carlos Sainz sfiorò il titolo mondiale

Il Subaru World Rally Team è stato il reparto corse ufficiale della Subaru che ha partecipato al Campionato del Mondo Rally dal 1980 al 2008, vincendo tre titoli Costruttori ed altrettanti Piloti. Il team partecipò dal 1980 al 1988 con la Subaru Leone, senza mai ottenere risultati di rilievo, nel 1989 venne sostituita dalla Subaru Legacy, che però non migliorò di molto la situazione del team.

Tuttavia il team riuscì finalmente ad ottenere la prima vittoria nel 1993, grazie al mitico Colin McRae. Quello fu anche l’anno in cui si pensò di sostituire la Legacy (ormai vecchia e obsoleta) con la nuova Subaru Impreza con le restanti gare del campionato 1993 usate come test per la nuova vettura. Nel 1994 la Impreza debuttò finalmente nel WRC e Carlos Sainz sfiorò il titolo mondiale, perdendolo solo all’ultima gara contro la Toyota di Didier Auriol.

L’anno successivo fu l’unico nella storia del Subaru world rally team in cui vennero vinti sia il titolo piloti che costruttori, il primo grazie a Colin McRae che batté all’ultima gara Carlos Sainz, e il secondo vinto grazie alla squalifica delle Toyota e agli ottimi risultati di entrambi i piloti, che in un anno collezionarono 5 vittorie in 8 gare. La Subaru negli anni successivi vinse ancora nel 1996 e 1997 il titolo costruttori, mentre quello piloti in entrambe le occasioni sfugge alla scuderia per pochissimo.

La copertina del volume dedicato alla storia Subaru nei rally

Altri titoli furono conquistati grazie a Richard Burns nel 2001, e Petter Solberg nel 2003. Il team ottenne risultati degni di nota fino al 2005, da lì in poi invece il team ebbe una crisi di risultati che spinsero il team a ritirarsi alla fine del 2008, dopo una partecipazione nel WRC durata ben 29 stagioni e un palmarès di 47 vittorie, 3 titoli piloti e 3 Costruttori.

Subaru Rally, la grande avventura giapponese on the road

Subaru Rally è l’unica opera in italiano che documenta con foto e racconta dettagliatamente la storia sportiva della Casa delle Pleiadi a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, con quelle che era più apprezzate come auto per contadini che come vetture da corsa.

Subaru Rally è l’opera che racconta dalla seconda metà degli anni Sessanta la leggenda Subaru nello sport più bello del mondo. Dai tempi pionieristici a quelli della Leone RX Turbo fino alla Impreza WRC, passando per la Vivo Super KKK, la Legacy RS 4WD Turbo e la Impreza 555 Wrx Turbo. Storie, manager che hanno dato vita al “sogno blu”, uomini (piloti e copiloti) che hanno contribuito a rendere un sogno di tanti in realtà: Colin McRae, Richard Burns, Petter Solberg, Marrku Alén, Juha Kankkunen, Ari Vatanen, Piero Liatti, Carlos Sainz e Tommi Makinen a Possum Bourne, Francois Chatriot, Alister McRae, Xavier Pons, Bruno Thiry e Simon Jean Joseph e tanti tanti altri protagonisti di quell’indimenticabile e indimenticato periodo.

Subaru Rally è un supplemento della nostra collana editoriale “Storie di Rally”, conta 260 pagine, quasi 500 splendide foto a colori, in alcuni casi rare, e racconta curiosità su personaggi e vetture, schede tecniche di tutte le versioni delle auto da rally Subaru e tanto altro. Firmato da Marco Cariati, come da tradizione, sono disponibili due versioni una a copertina morbida (clicca qui) e una a copertina rigida (clicca qui), entrambe stampate su pregiata carta patinata lucida e stampa premium. Un libro da collezione molto particolare. Non ingombrante ma ricco di informazioni.

Un viaggio meraviglioso che parte da una domanda tipicamente giornalistica: ma chi l’avrebbe detto che in poco più di dieci anni la Subaru si sarebbe trasformata da marchio pressoché sconosciuto, almeno nella vecchia Europa, a punto di riferimento del rallysmo mondiale? Eppure è successo ed ancora oggi, otto anni dopo l’addio dei giapponesi al mondo delle corse su strada, dire Subaru equivale a dire rally. Le conoscenze tecniche degli ingegneri del Sol Levante unite al fiuto per il businnes ed alle ottime capacità manageriali di David Richards hanno creato il mix perfetto, la classe innata di Colin McRae è stata la classica ciliegina sulla torta che ha trasformato la Subaru Impreza nella degna erede della Lancia Delta.

A metà degli anni Ottanta il marchio giapponese, abbastanza diffuso nel sud-est asiatico ed in Oceania, era visto come il partner perfetto per allevatori e per gente che utilizzava l’auto per lavoro. Le vetture Subaru, brand della Fuji Heavy Industries, erano considerate robuste ed affidabili a discapito del comfort e, cosa importante nel settore delle competizioni, delle prestazioni. Il loro grande punto a favore è che nascono già a quattro ruote motrici, aspetto importante per chi deve lavorare in campagna ma a quei tempi fattore importante anche per chi vuole avvicinarsi alle corse. Infatti il debutto, all’inizio del 1981, dell’Audi Quattro a trazione integrale aveva trasformato radicalmente l’atteggiamento del mondo rallistico verso questa soluzione tecnica.

Ecco che, in quei primi anni Ottanta, qualche preparatore seguito in maniera più o meno… amichevole dalla Fuji Heavy Industries si cimenta nella preparazione di vetture Subaru per i rally. Il primo risultato di rilievo arriva nel 1983 quando il neozelandese Possum Bourne nella gara di casa valida per il Mondiale Rally ottiene la vittoria in Gruppo A al volante di una RX, nome con cui la Leone era commercializzata fuori dal Giappone, un coupé a motore aspirato. Il successo passa quasi inosservato perché all’epoca il palcoscenico era pressoché tutto occupato dalle performanti vetture di Gruppo B, ma è comunque un primo passo. Nel 1985 i giapponesi sfornano la RX Turbo: la potenza sale a circa 190 cavalli e quindi si può nutrire qualche speranza di fare bene nelle corse.

I tecnici della Casa madre allestiscono alcuni esemplari della RX Turbo Gruppo A per le corse africane dove la potenza conta meno dell’affidabilità, vero e proprio punto di forza delle Subaru. Nel 1985 Carlo Vitulli si piazza decimo al Safari vincendo il Gruppo A, l’anno dopo lo specialista locale Mike Kirkland ripete il successo nel Turismo preparato finendo al sesto posto dell’assoluta. Nel 1987 seguiranno altre buone prove sempre al Safari con Per Eklund ed Ari Vatanen (al rientro due anni dopo l’incidente in Argentina) ed in Nuova Zelanda con Bourne.

Ormai il dato era tratto: sul mercato, nel 1989, appare la Legacy RS 4WD Turbo a tre volumi che riprende alcune soluzioni tecniche della RX Turbo come le quattro ruote motrici, il motore boxer che, essendo “piatto”, contribuisce ad abbassare i pesi, e le sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote. Dall’altra parte del mondo, in Gran Bretagna, la Prodrive di David Richards è alla ricerca di una vettura con cui sostituire la Bmw M3 Gruppo A la cui competitività è limitata ai rally su asfalto. A Bambury mettono gli occhi sulla Legacy e ritengono che sia una buona base per sviluppare un’auto per le corse.

I tecnici si mettono all’opera mentre a Richards tocca il compito di coinvolgere i vertici di Fuji Heavy Industries, cosa che gli riesce perfettamente: nel 1990 inizia, tra lo scetticismo degli avversari, l’avventura iridata della Legacy. Il tempo di sviluppare la vettura e di far crescere la promessa Colin McRae e nel 1993 la giapponesona vince la sua prima gara iridata in Nuova Zelanda. Dopo di lei arriverà la Impreza, prima in versione Gruppo A e poi nella più potente versione WRC, ed assieme a lei altre 46 vittorie mondiali, tre titoli Costruttori e tre titoli tra i Piloti con McRae, Richard Burns e Petter Solberg. Una serie di successi che consegnano Subaru alla storia delle corse ed al cuore degli appassionati.

Libri su Storie di Rally

la scheda

SUBARU RALLY

Autore: Marco Cariati

Copertina: rigida e morbida

Immagini: quasi 500 a colori

Pagine: 260

Formato: 15,22 x 22,99 centimetri

Prezzo: 38 euro (copertina morbida) 42 euro (copertina rigida)

Peso: 610 grammi

ISBN: 9798667110460

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