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Dal Rally to Midnight Sun 1950 al Rally Sweden di oggi

Ogni gara del calendario del WRC è speciale per qualche motivo, ma alcuni rally sono ancora più unici di altri. Quello che tutti noi oggi conosciamo come Rally Sweden si chiamava Rally to Midnight Sun, cioè Rally al Sole di Mezzanotte, anzi Svenska Rallyt Midnattssolen.

Il Rally MonteCarlo è certamente il rally storicamente più iconico del WRC. Ma c’è almeno un altro rally speciale, con una storia altrettanto speciale e che ancora oggi è appuntamento irrinunciabile del FIA World Rally Championship. Il Rally Sweden, o Rally di Svezia. Non a caso, quello svedese è l’unico rally interamente su neve iscritto a calendario del Campionato del Mondo della specialità.

Ma non è sempre stato così. La lunga storia del Rally di Svezia risale al 1950. Quello che tutti conosciamo come Rally Sweden si chiamava Rally to Midnight Sun (Rally al Sole di Mezzanotte) e ancor prima Svenska Rallyt Midnattssolen. Si svolgeva durante l’estate. La data del rally svedese, che era valido per il Campionato Europeo Rally, fu spostata in inverno nel 1965. Otto anni dopo, il rally con sede a Karlstad entrò nella prima edizione del World Rally Championship.

Da allora, il rally è uscito dal WRC solo quattro volte: due volte nel 1974, a causa della crisi petrolifera, e nel 1990, a causa del clima mite e della mancanza di neve. Nel 1994, la gara faceva parte della Coppa FIA 2 Litri Costruttori. Nel 2009 non è stata organizzata a causa del sistema di rotazione del WRC. In quell’occasione il Rally di Svezia è stato sostituito dal Rally di Norvegia, anch’esso su neve. Ma la cosa più importante, tornando agli albori della manifestazione, è sapere che dal 1950 al 1964, il rally svedese è stato un evento su sterrato.

Il Rally to Midnight Sun nasce nel 1950, una edizione che vede partenza e arrivo in luoghi separati. I primi vincitori della gara sono Per-Fredrik Cederbaum e Bertil Sohlberg su una BMW 328. Più di cento e cinquanta iscritti si presentano al via della seconda edizione nel 1951, vinta da Gunnar Bengtsson e Sven Zetterberg, con la Talbot-Lago T26GS. Nel 1952, l’auto vincente è la Porsche 356, guidata da Grus-Olle Persson. Nel 1953, un numero di partecipanti sale a cento e settanta e l’evento è già valido per il Campionato Europeo Rally. Il vincitore di quell’edizione sarà Sture Nottorp, su Porsche 356.

Altri due piloti Porsche vincono nel 1954 (Carl-Gunnar Hammarlund) e nel 1955 (Allan Borgefors). Harry Bengtsson si aggiudica l’edizione del 1956 con una Volkswagen 1200. In ogni caso, il Marchio di maggiore successo del Rally di Svezia è SAAB. Sicuramente, una delle vittorie più famose è quella del 1976 di Per Eklund, con la Saab 96 V4. C’è un’altra particolarità: la prima vittoria di un’auto svedese nella gara di casa risale solo all’edizione 1957 della competizione. Tutti i vincitori dal 1950 al 1956 erano piloti svedesi, ma con auto straniere.

Frolander e Lundstrom saltano con la loro Austin Healey 100-6 nel Rally to the Midnight Sun del 1956
Frolander e Lundstrom saltano con la loro Austin Healey 100-6 nel Rally to the Midnight Sun del 1956

I record di Waldegaard, Blomqvist e Mikkola dal 1968

Solo nel 1957, Thure Jansson e Lennart Jansson si aggiudicano il Rally di Svezia con la Volvo PV 444 LS, la stessa vettura che sarà vittoriosa anche nel 1958, ma questa volta guidata da Gunnar Andersson. Nel 1959, inizia l’era SAAB, con tre vittorie consecutive per il Marchio svedese. Erik Carlsson vince nel 1959 sulla Saab 93 B e poi Carl-Magnus Skogh si impone altre due volte, nel 1960 e nel 1961, con la Saab 96. Nelle tre edizioni successive, i più regolari furono Bengt Soderstrom (1962, BMC Cooper), Berndt Jansson (1963, Porsche 356 Carrera) e Tom Trana (1964, Volvo PV 544).

Il grande cambiamento avviene nel 1965 quando il rally svedese diventa un evento invernale su neve e ghiaccio, con il via dato il 10 marzo e la fine prevista il 14 marzo. Tom Trana era stato il vincitore dell’evento disputato l’estate precedente ed è il più veloce anche nell’edizione invernale, guidando di nuovo la Volvo PV 544. Nel 1966, l’evento si sposta a febbraio: il vincitore è Ake Andersson, con la Saab 96 V4. Nel 1967, gara sempre a febbraio, a dettare la sua legge è Bengt Soderstrom, con la Ford Cortina Lotus.

Quella del 1968 del Rally di Svezia è un’edizione speciale: Bjorn Waldegaard fa registrare la prima di cinque vittorie. Quell’anno, la gara si disputa all’inizio del mese di gennaio. Bjorn Waldegaard e Lars Helmer svettano nella competizione a bordo della Porsche 911 T. Waldegaard sarà primo altre due volte con la Porsche, nel 1969 e nel 1970. La scia vittoriosa sarà interrotta da tre vittorie di Stig Blomqvist, con la Saab 96 V4, incluso un successo perentorio dell’evento del 1973, che faceva parte della prima edizione del Campionato del Mondo Rally.

Waldegaard ha aggiunto al suo palmares altre due vittorie nel 1975 (Lancia Stratos HF) e nel 1978 (Ford Escort RS 1800 MK II) per diventare il detentore del record con cinque vittorie. Fu presto superato da Blomqvist, che riuscì a vincere al Rally di Svezia del 1977 e del 1979, con la SAAB. Ha segnato la sua sesta vittoria nel 1982 al volante di una Audi Quattro e poi la settima vittoria nel 1984 con l’Audi Quattro A2. Altri due vincitori svedesi di quell’epoca furono Per Eklund e Anders Kullang, nel 1976 (Eklund, Saab 96 V4) e nel 1980 (Kulläng, Opel Ascona 400).

Ci sono voluti più di trent’anni per ottenere il primo vincitore non svedese del rally svedese. Il pilota finlandese Hannu Mikkola c’è riuscito nel 1981 con una Audi quattro, battendo altri due finlandesi che erano lì per Ford (Ari Vatanen e Pentti Airikkala). Mikkola fu vincitore ancora una volta, nel 1983, e di nuovo con l’Audi. Dopo di lui, molti finlandesi conquistarono il Rally di Svezia negli anni Ottanta: Ari Vatanen (1985), Juha Kankkunen (1986), Timo Salonen (1987) e Markku Alen (1988).

Da McRae a Neuville: tutti gli altri record del Rally Sweden

Anche durante gli anni Novanta i piloti svedesi hanno continuato a dominare nella gara iridata svedese. Nell’albo d’oro hanno scritto il loro nome Ingvar Carlsson (1989), Kenneth Eriksson (1991, 1995, 1997), Mats Jonsson (1992, 1993) e Thomas Radstrom (1994). Il campione del mondo Tommi Makinen (finlandese) ha vinto tre volte alla fine degli anni Novanta (1996, 1998, 1999) e poi è iniziata l’era di Marcus Gronholm, che collezionato cinque successi tra il 2000 e il 2007, diventando il secondo pilota di maggior successo nella storia del Rally di Svezia.

La striscia vittoriosa di Gronholm è stata interrotta da Harri Rovanpera nel 2001 e poi da Sebastien Loeb nel 2004, che ha vinto con la Citroen Xsara WRC. Loeb ha segnato una pietra miliare con quella vittoria, diventando il primo pilota di paesi non nordici a vincere il Rally Sweden. Negli ultimi anni, solo due piloti non nordici hanno ripetuto il successo di Loeb: Sebastien Ogier e Thierry Neuville. Ogier ha collezionato tre vittorie con la Volkswagen Polo R WRC (2013, 2015 e 2016) mentre Neuvile ha trionfato nel 2018 con la Hyundai i20 Coupe WRC.

Carlos Sainz, uno dei migliori piloti di rally di sempre, non è mai riuscito a vincere il Rally di Svezia, ma è salito sul podio sei volte, finendo secondo per quattro anni di fila, dal 1996 al 1999. Petter Solberg è stato il primo vincitore norvegese nel 2005. Jari-Matti Latvala ha ottenuto la sua prima vittoria nel 2008 e poi altre tre vittorie nel 2012, 2014 e 2017. Nel frattempo, Mikko Hirvonen è stato il vincitore per due anni consecutivi (2010 e 2011 ).

Ecco alcuni altri numeri della storia del Rally di Svezia. Stig Blomqvist non è solo un detentore del record per maggior numero di vittorie, ma ha anche molti podi (16), la maggior parte delle partenze (35) e la maggior parte delle vittorie di PS (131). Bjorn Waldegaard è secondo, con 9 podi (comprese 5 vittorie). Invece, tra i piloti con il maggior numero di partenze c’è Per Eklund, secondo con 27 partenze, quattro in più rispetto a Mats Jonsson. Tra i Costruttori, invece, SAAB è il marchio di maggior successo con dieci vittorie. Porsche e Ford hanno raccolto otto vittorie ciascuna.

Colin McRae, il leggendario campione del mondo che ha perso la vita nel 2007, ha disputato tredici volte al Rally di Svezia. Era vicino alla vittoria nel 1992 quando finì secondo con la Subaru Legacy RS Turbo 4WD. Si piazzò terzo nel 1993, 1996 e 2000. Un anno dopo la sua morte, è stato istituito il Colin’s Crest Award, trofeo per il salto più lungo sul palco Vargaasen. I vincitori finora sono stati Khalid Al Qassimi, Marius Aasen, Ken Block, Ott Tanak, Thierry Neuville (due volte), Juho Hanninen, Eyvind Brynildsen e Mads Ostberg (due volte).

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

La prima vittoria iridata della Peugeot 205 Turbo 16 nel 1984

La prima vittoria iridata della Peugeot 205 Turbo 16 arrivò al termine di una gara in cui la futura campionessa del mondo rally e Ari Vatanen se le suonarono di santa ragione con le Lancia Rally 037 dei connazionali Markku Alen e Henri Toivonen. Un debutto più che promettente per la squadra e per la vettura che, già a maggio del 1984, per la precisione al Tour de Corse, centrò il quarto piazzamento assoluto con Jean-Pierre Nicolas.

Era il 26 agosto del 1984 ed era domenica anche ad Jyvaskyla, dove si disputava l’ultima tappa del 1000 Laghi numero 34, o come preferiscono indicarlo sui calendari gara del WRC, Finland Rally. Quel giorno il finlandese Ari Vatanen, offrì il primo successo iridato ad una delle vetture più potenti del Gruppo B, destinata a lasciare un segno indelebile nella categoria: la Peugeot 205 Turbo 16 gommata Michelin.

La vittoria arrivò al termine di una gara in cui la futura campionessa del mondo rally e Vatanen se le suonarono di santa ragione con le Lancia Rally 037 dei connazionali Markku Alen e Henri Toivonen. E pensare che quello era anche l’anno del debutto della neonata squadra Peugeot Sport nel Campionato del Mondo Rally.

Un debutto più che promettente per la squadra e per la Peugeot 205 Turbo 16 che, già a maggio del 1984, per la precisione al Tour de Corse, centrò il quarto piazzamento assoluto con Jean-Pierre Nicolas (per poi subire la prima bruciante sconfitta sulla terra dell’Acropoli Rally.

In Grecia, sia Vatanen (motore) sia Nicolas (trasmissione), si ritirarono anzitempo. Il primo per problemi di motore, il secondo per un guasto alla trasmissione. Assente in Nuova Zelanda e in Argentina, la 205 Turbo 16, la belva da 600 cavalli, fece la sua ricomparsa in Finlandia, sul finire dell’estate. Al 1000 Laghi, il Costruttore francese iscrisse un solo esemplare di vettura, con al volante Vatanen, all’epoca ambizioso trentaduenne.

Il ”biondino” aveva vinto la gara di casa nel 1981, quindi tre anni prima, e quell’anno si era anche laureato campione del mondo. La presenza di una sola 205 Turbo 16 al rally finlandese si spiega con una frase di Jean Todt, che in quel periodo era il direttore sportivo del team Peugeot Talbot Sport.

La Peugeot 205 T16 festeggia il primo successo al 1000 Laghi 1984
La Peugeot 205 T16 festeggia il primo successo al 1000 Laghi 1984

“Per noi, questa è una stagione di apprendistato. Non dimentichiamo che siamo qui, innanzitutto, per sviluppare la vettura, visto che il 1000 Laghi è una gara per veri specialisti. Motivo per cui abbiamo scelto Vatanen, che conosce questa corsa alla perfezione”.

Al via c’erano le tre potentissime Audi Quattro ufficiali guidate da Hannu Mikkola, Stig Blomqvist e Michéle Mouton, le due Lancia Rally 037 di Markku Alen e Henri Toivonen, le due Toyota Celica TwinCam Turbo di Bjorn Waldegaard e Juha Kankkunen, le tre Nissan 240 RS di Nissan Europe affidate a Pentti Airikkala, Kari Pitkanen e Terri Kaby, oltre ad alcuni equipaggi privati estremamente forti, come Per Eklund e Lasse Lampi su Audi.

Insomma, sulla carta le probabilità di vittoria di Vatanen e della giovane 205 T16 erano scarse. Per contro, la squadra d’Oltralpe, che era già una vera e propria armata, nel mese di luglio, insieme al direttore tecnico Jean-Claude Vaucard, aveva preparato quella gara nei minimi dettagli, con una lunga sessione di test interamente dedicati alle sospensioni (all’epoca i test si potevano anche effettuare sul tracciato di gara).

Dopo il miglior tempo di Blomqvist, seguito da quattro scratch consecutivi di Alen, Vatanen riesce ad aggiudicarsi la prova speciale numero 7, la corta PS Poikuskulma. La prima giornata di gara si conclude con Alen in testa. Poi, il giorno dopo, pervaso da uno stato di grazia assoluto, il pilota di Peugeot Sport inizia a inanellare un successo dietro l’altro, un festival di “temponi”.

Suoi otto migliori PS consecutive. La 205 Turbo 16 gommata Michelin lascia solo gli ultimi due tratti cronometrati alle rivali e dalla PS13 si piazza al comando del lunga e massacrante, oltre che velocissima, competizione. Autori delle migliori prestazioni della gara, con 31 prove speciali vinte sulle 51 disputate in quell’edizione del Finlandia, Vatanen e il suo copilota Terry Harryman servono su un piatto d’argento il primo successo iridato alla Peugeot 205 T16 e alla neonata squadra, oltre che quarantesima vittoria nel Mondiale Rally a Michelin.

Per il Costruttore francese si trattava di un ritorno sul più alto gradino del podio iridato a sei anni di distanza dall’ultimo successo, che era arrivato al Safari Rally del 1978, con l’equipaggio composto da Nicolas-Lefebvre, su una Peugeot 504 V6 Coupé, sempre gommata Michelin.

Quella del 1000 Laghi, è una vittoria che mi è sempre rimasta ben impressa in mente, visto che è stata la prima di una lunga serie, sedici successi in due stagioni e mezzo nel WRC. Non è inutile ricordare che ad ottobre di quello stesso anno, Vatanen ha vinto a Sanremo, proprio in casa Lancia e il mese dopo si è ripetuto al RAC.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Destra 3 Lunga Chiude: le storie di rally di Carlo Cavicchi

Cinquanta storie incredibili, cinquanta racconti per fissare momenti che la memoria non potrà cancellare. Tutte raccolte in Destra 3 Lunga Chiude.

Destra 3 Lunga Chiude – Quando i rally avevano un’anima. O meglio, quando i rally erano Rally, accadevano cose spesso sopra le righe e ripassarle fa bene, perché sembrano delle favole romanzate quando invece erano soltanto la regola. Basta leggerne una per sera e la notte si sognerà.

A far sognare sono certo le storie, i racconti ma anche i protagonisti: da Andruet a Bettega, da Cerrato a Mikkola, da Pinto a Fassina passando attraverso Trombotto, Verini, Pregliasco, Barbasio e Ballestrieri. Tutta gente che, per davvero, ha scritto la storia del rally. Il tutto raccontato da un grande scrittore del settore quale Carlo Cavicchi.

I rally di ieri, quelli che attraversano trent’anni dal 1960 al 1990, non erano semplici corse, bensì un concentrato di avventure. Erano esageratamente lunghi, martoriati da strade dal fondo impossibile con piloti preparati sempre al peggio. Notte e giorno, sole battente e pioggia vigliacca, poi neve e nebbia, polvere e verglas. Chi guidava doveva farlo a bordo di automobili che si rompevano sistemate su gomme incapaci di reggere le asperità.

Un contesto perfetto per generare storie incredibili. Ecco allora una raccolta di storie, molti dei quali si fa fatica a trovarne traccia, che possono aiutare chi c’era all’epoca a ricordare e chi allora non c’era e vuole sapere. Pagina dopo pagina va in rassegna un’era irripetibile dove in scena non ci sono esclusivamente i vincenti, bensì i contorni delle imprese, le sconfitte con la stessa dignità dei successi, i dolorosi ordini di scuderia così come i gesti generosi di chi sapeva rinunciare a una vittoria per aiutare un collega in difficoltà.

Nella prefazione di “Destra 3 lunga chiude – Quando i rally avevano un’anima” Carlo Cavicchi scrive: “Più che delle storie sono delle favole vere e come in tutte le favole c’è il buono e lo sconfitto, il generoso e il furbo, in tutte le stagioni a tutte le temperature, sotto la pioggia, in mezzo alla neve e nel deserto. In scena non ci sono soltanto i piloti vincenti, ma anche quelli sconfitti o traditi dal mezzo meccanico e qualche volta dal compagno di squadra”.

L’esperto di comunicazione automtive Luca Pazielli, in una sua recensione su Autologia aggiunge: “Rauno Aaltonen e Pentti Airikkala non sono certo noti come i nostri Munari o Ballestrieri, le vittorie della Datsun e della Saab non hanno scaldato i tifosi quanto le sfide tra Fiat e Lancia, ma in ogni capitolo, per il lettore, ci sarà la sorpresa di qualcosa che Cavicchi ha vissuto da testimone. Non gli è certamente sfuggito anche il duro lavoro svolto dai meccanici durante le assistenze, a loro è dedicato un intero capitolo, che fa capire quanto sia stato prezioso il loro contributo nelle vittorie”.

I personaggi che l’autore ha scelto quali protagonisti del volume sono: Rauno Aaltonen, Erik Carlsson, Pentti Airikkala, Markku Alén, Jean-Claude Andruet, Fulvio Bacchelli, Amilcare Ballestrieri, Sergio Barbasio, Attilio Bettega, Miki Biasion, Marc Birley, Tony Carello, Dario Cerrato, Jim Clark, Bernard Darniche, Per Eklund, Tony Fall, Guy Fréquelin, Kyösti Hämäläinen.

E ancora, Paddy Hopkirk, Harry Källström, Simo Lampinen, Bosse Ljungfeldt, Timo Makinen, Shekhar Mehta, Hannu Mikkola, Michèle Mouton, Sandro Munari, Federico Ormezzano, Alcide Paganelli, Raffaele Pinto, Fabrizia Pons, Mauro Pregliasco, Carlos Reutemann, Walter Röhrl, Carlos Sainz, Joginder Singh, Jean-Luc Thérier, Pauli Toivonen, “Tony” (Tony Fassina).

Libri su Storie di Rally

la scheda

DESTRA 3 LUNGA CHIUDE

Autore: Carlo Cavicchi

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 238

Immagini: 21 in bianco e nero e 76 a colori

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 21 euro

Peso: 540 grammi

ISBN: 978-8-8791166-6-4

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