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Paolo Ciabatti dai rally alla Ducati: le corse nel sangue

Torinese, arrivato a un passo dalla laurea in ingegneria prima che la morte del padre lo costringesse ad abbandonare gli studi, da ragazzo sognava di fare il pilota di cross. Ma soprattutto di aerei. E poi di rally. Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse, ha sempre avuto le gare nel sangue.

Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse, ha sempre avuto le gare nel sangue. Nel 1979, ad esempio, era al volante della A112 e una delle sue gare preferite di quell’anno fu il Rally Valli Imperiesi, nel 1980 e nel 1981 sulla Renault R5 Gruppo 2 (indimenticabile al Rally Valle d’Aosta e al Rally della Lana), nel 1982 sulla mitica Lancia Stratos, prima come pilota e poi anche come navigatore di Grandini.

Torinese, arrivato a un passo dalla laurea in ingegneria prima che la morte del padre lo costringesse ad abbandonare gli studi, da ragazzo sognava di fare il pilota di cross. Ma soprattutto di aerei. E poi di rally.

Se gli domandate com’è scattato l’amore per le corse vi risponderà: “Colpa della morte di Ignazio Giunti nella 1000 Km di Buenos Aires nel 1971: le immagini della Ferrari 312 a fuoco dopo essere stata colpita dalla Matra di Jean Pierre Beltoise. Comprai il mio primo Autosprint e da lì cominciò tutto. Nel 1974 vidi poi Agostini vincere con la Yamaha la 200 Miglia di Imola dopo che aveva anche conquistato Daytona. Aver trasformato questa passione in lavoro è una grandissima fortuna”.

Paolo Ciabatti con la R5 al Rally Valle d'Aosta 1980
Paolo Ciabatti con la R5 al Rally Valle d’Aosta 1980

Se gli domandate, invece, della sua auto da corsa preferita vi dirà: “La Lancia Stratos che guidai nel Rally della Valle d’Aosta 1982, l’ultimo prima che scadesse di omologazione”.

Nel 2019 ha partecipato insieme ad Andrea Dovizioso (che ricordiamo tutti sia al Memorial Bettega sia al Monza Rally Show) al Rallylegend di San Marino con la Audi quattro S1 EKS RX usata da Mattias Ekstrom nel Campionato del Mondo Rallycross.