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Mark Higgins batte Franco Cunico al Memorial Bettega 1999

Il vicentino, come sempre quando non vince, ha il viso un po’ lungo. Ma sa anche di aver dato il massimo e quindi né lui si può dare colpe né il pubblico può attribuirgliene: “Le ho tentate tutte. Perse le prime due manche ho anche cambiato le gomme, ma non è servito. È destino che in questa gara io arrivi soltanto secondo dietro Mark Higgins. Ma nel 2000 ci riprovo”. Già, nel 2000 ci riprova, ma intanto, come era andato il Memorial Bettega 1999?

Il 12 dicembre 1999, il Memorial Bettega incorona per la seconda volta un pilota inglese. “No, prego, io sono il primo inglese a vincere perché McRae, che qui ha raccolto tre successi, è scozzese”, precisa Mark Higgins, grande mattatore della quindicesima edizione del Memorial Attilio Bettega. Il ragazzo dell’Isola di Man ha battuto in finale Franco Cunico con tre secche vittorie: “È stata una cosa fantastica correre in mezzo a tanto pubblico, quanto di solito ne vediamo, nei rally veri, in una prova di 40 chilometri”.

È sembrata una vittoria facile, quella di Mark Higgins. “Battere un pilota come Cunico non è mai facile. Ma ci sono riuscito. Mentre affiancati aspettavamo di entrare in pista per la finale, ho guardato a lungo Franco negli occhi, come fanno i pugili. Volevo capire quanto fosse determinato. Poi in pista ho pensato soltanto a spingere sull’acceleratore. E alla fine ho vinto. Adesso mi sembra tutto facile, in realtà ce l’ho messa proprio tutta per impormi. Sono felice di questa vittoria, è il modo migliore per chiudere questo millennio e per entrare fiducioso in quello nuovo”.

“Giocarsi tutto in poco meno di tre minuti di corsa non è facile, queste prove richiedono una grande concentrazione e anche una buona dose di fortuna. Qui l’errore non è ammesso, perché se sbagli non c’ è tempo per recuperare. Quello che è fantastico è il pubblico, bollente, non caloroso. Alla fine anche se avevo battuto un idolo locale mi ha applaudito con passione. Spero di averlo divertito, perché tanta passione merita il meglio”.

E Franco Cunico? Il vicentino, come sempre quando non vince, ha il viso un po’ lungo. Ma sa anche di aver dato il massimo e quindi né lui si può dare colpe né il pubblico può attribuirgliene: “Le ho tentate tutte. Perse le prime due manche ho anche cambiato le gomme, ma non è servito. È destino che in questa gara io arrivi soltanto secondo dietro Mark Higgins. Ma nel 2000 ci riprovo”. Già, nel 2000 ci riprova, ma intanto, come era andato il Memorial Bettega 1999?

Ci sono tantissimi giovani, affastellati sulle tribune dell’Area 48, dove i rallisti si danno battaglia per guadagnarsi il diritto a disputare le ultime manche, quelle della finalissima. Ogni frazione è affascinante e spettacolare, tutte giocate sul filo dei centesimi di secondo. Perché il tracciato è breve: 1030 metri, 580 dei quali asfaltati e 450 su terra, per una larghezza che varia tra i 6 e i 10 metri. Una bomboniera, insomma, dove però i funamboli dei rally riescono a dare emozioni anche forti, con numeri di alta scuola.

Lotta dura senza paura tra Higgins e Cunico

Le prove libere, venerdì, fanno intravvedere un possibile successo di Paolo Andreucci (Subaru). Il toscano, invece, non riesce a conquistare la fase finale del torneo: “Tutta colpa di un sabato balordo e della scarsa conoscenza della pista – dice – perché ho avuto difficoltà nel trovare l’assetto e nello scegliere le gomme giuste. Ho perso punti preziosi e nell’ultima giornata, anche vincendo tutte le prove in programma, non sono riuscito a risalire la corrente e son rimasto fuori dalla finale”.

Con Andreucci sono stati eliminati anche Toni Gardemeister, Marco Tempestini, Petter Solberg e Alex Fiorio. Alle semifinali approdavano Andrea Navarra (Ford Focus WRC), Gianfranco Cunico e Mark Higgins (entrambi Subaru Impreza WRC) e l’estone Markko Martin (Toyota Corolla WRC). La sorte vuole che nel primo turno si affrontino i due italiani e qui il “Re” del Memorial ha la peggio: Cunico tira fuori le unghie e in due sole manche si disfa dell’avversario.

Un’attenuante per il cesenate è il fatto che ha corso con addosso l’influenza. Ma bisogna anche dire che quando Cunico riesce a dare il massimo dentro batterlo diventa difficile. Per Navarra arriverà poi il terzo gradino del podio. Nell’altra semifinale Martin costringe Higgins alla bella, che quest’ultimo vince abbastanza chiaramente. Ed eccoci alla finale, che premia chi vince tre frazioni su cinque.

Cunico parte male e, seppure per pochi secondi, perde secche le due prime manche. Un breve rientro ai box per mettere gomme nuove e poi la terza prova che risulta decisiva, perché Higgins si impone con un margine di 1″89 sui tre giri. All’arrivo i due campioni di esibiscono in una serie di spettacolari e fumose “veroniche”, mettono cioè le vetture in testacoda girando come trottole per parecchi secondi.

Quanto basta per far balzare in piedi i 40.000 che ancora affollano le tribune. Anche il Memorial Bettega numero 15 andava in archivio. Higgins succedeva nell’albo d’oro ad un grande come Didier Auriol. E per Cunico l’ennesima, immeritata delusione. Ma il vicentino non demorde: “L’anno prossimo ci riprovo”. E chissà…

Meme Gubernati, l’anima del Rally Lana e del tout terrain

A partire dal 1980 aveva poi intrapreso l’attività di organizzatore del Rally della Lana, prima come collaboratore dell’Automobile Club di Biella, poi (dal 1984 al 1993) come responsabile diretto dell’organizzazione.

Emanuele “Meme” Gubernati, era l’impersonificazione del Rally della Lana, oltre che notissimo direttore di gara e Osservatore Fia. Erede di fatto di uno dei pionieri dei rally italiani: Dante Salvay, come lui aveva iniziato correndo come navigatore dal 1977, poi dal 1980 era diventato organizzatore del Lana, prima come collaboratore dell’Aci Biella, poi (dal 1984 al 1993) come responsabile della gara e vicepresidente della Biella Corse.

È stato anche direttore di gara del “Memorial Bettega”, cardine del Rally Costa Smeralda e aveva promosso gare “tout terrain” pure in Romania e in Grecia. Tenace, puntuale e dal cuore generoso ma fragile. Che lo ha definitivamente e prematuramente fermato la mattina del 22 febbraio 2013, quando era ricoverato a Milano in attesa di un difficile intervento.

“Meme” (così tutti lo chiamavano) aveva iniziato a muoversi nel mondo sportivo automobilistico nel lontano 1977 come copilota rally correndo, sulle auto e nei gruppi più diversi, in numerose gare dei campionati rally nazionali e internazionali, a fianco di piloti come Perazio, Ramella, Del Fabbro, Fogagnolo, Del Rosso, Giorgio e Magliola.

A partire dal 1980 aveva poi intrapreso l’attività di organizzatore del Rally della Lana, prima come collaboratore dell’Automobile Club di Biella, poi (dal 1984 al 1993) come responsabile diretto dell’organizzazione. Continuò a organizzare il rally anche dopo i cambiamenti introdotti nel 1993, in qualità di consulente del Comitato Organizzatore Manifestazioni Motoristiche Biellesi.

E’ giusto dire che è grazie a lui se questa gara, che è rimasta nel cuore di tutti i rallysti, pur segnata da tristi eventi e difficoltà di ogni tipo, si è corsa fino alla sfortunata edizione del 2001. “Meme” era però molto noto anche fuori Biella per gli incarichi sportivi che aveva ricoperto ovunque.

Nell’ambito del Motor Show di Bologna, per esempio, dove, dal 1994 al 1996, era stato direttore di gara del “Memorial Bettega”. Ma anche per aver fatto parte dell’organizzazione del Rally Costa Smeralda e per l’aver promosso gare tout terrain in giro per l’Europa.

Poi la sua attività professionale si era legata proprio a questo mondo, oggi conosciuto come cross country, ambito nel quale aveva occupato molti ruoli, dall’organizzatore (Rally Tout Terrain di Biella, Raid del Riso, Baja Umbria, Raid Alpi Marittime, Baja Centro Sud Italia) al direttore di gara.

Va ricordato che per molti anni era stato esponente di spicco della Sottocommissione Rally Tout-Terrain della Csai, oltre che Osservatore Internazionale Fia in questo tipo di gare. Fra le tante, la notissima Parigi-Dakar, dove aveva fatto parte del Collegio dei Commissari Sportivi.

A Biella era inoltre stato, dal 1983, vicepresidente della Biella Corse, scuderia che poi aveva guidato, come presidente, dal 1990 al 1993. Dal 1985 fino a pochi anni prima della morte aveva ricoperto la carica di delegato provinciale Csai per il Biellese. E a Biella è stato seppellito nella giornata di quel freddo lunedì 25 febbraio 2013.