Articoli

Angelo Presotto, lo specialista delle auto da rally Gruppo 1

Ha corso con le Opel di Conrero per poi transitare alla Ford. Vincitore del Campionato Italiano Rallye Gruppo 1 nel 1974 e 1976, e primo nella Mitropa Rally Cup Gruppo 1 nel 1976. Tra i suoi risultati più importanti un settimo posto assoluto al Rally di Sanremo 1978 con la Ford Escort Gruppo 1.

Rallysmo italiano in lutto per la scomparsa improvvisa di Angelo Presotto, uno dei piloti che hanno scritto la storia del rallysmo italiano degli anni Settanta e Ottanta e grande specialista delle vetture Gruppo 1, quelle più vicine alla serie. Pordenonese di Porcia, 81 anni portati splendidamente, da tempo era uscito dall’ambiente, ma non mancava di venire a trovare vecchi e nuovi amici, come è accaduto anche al parco assistenza del recente Rally del Friuli.

Angelo, purtroppo, se n’è andato improvvisamente, lasciando attoniti e senza parole migliaia di amici ed estimatori. Come per molti, Presotto ha iniziato a correre solo a trent’anni sull’onda della passione sbocciata con i rally delle Alpi Orientali e di San Martino di Castrozza. Ed è proprio al San Martino di Castrozza che debutta nel 1972 al volante di una Renault 12 Gordini navigato da Battistella.

Il 1973 lo vede al via di tre rally, al volante della Opel Ascona 1.9 e navigato da Simolai (ritiro) sulla terra del San Marino e con Carlo Bisol al Rally Città di Modena (decimo assoluto e secondo di classe) e al Rally San Martino di Castrozza (sedicesimo assoluto), valido per l’ERC.

Nel 1974, dopo appena due anni di gare e quattro rally disputati in carriera, Angelo Presotto incassa una splendida doppietta: il primo titolo tricolore di Gruppo 1 e anche il primo titolo della Mitropa Rally Cup, che all’epoca era il Campionato Mitteleuropeo.

I successi arrivano con l’Opel Ascona 1.9 SR Gruppo 1 con a fianco il giovanissimo Maurizio Icio Perissinot, poi passato due anni dopo alla Lancia. In quella stagione vince la classe a San Marino, dove è anche undicesimo assoluto nella classifica del Campionato Europeo, poi all’Elba, al 4 Regioni (una delle sue gare preferite), all’Alpi Orientali, al San Martino di Castrozza e al Coppa Liburna.

Per Angelo Presotto si schiudono le porte del Team Conrero

Queste prestazioni schiusero a Presotto le porte del team Conrero, e con esso la stagione con la gigantesca Opel Commodore e poi con la agile Opel Kadett GT/E con la quale, nel 1976, rivinse lo scudetto del Gruppo 1. Sia nel 1975 sia nel 1976, al suo fianco c’era, come nel 1974. Icio Perissinot. Nel 1977 disputa cinque rally, in una stagione transitoria, al volante della Kadett GT/E e navigato da Mirko Perissutti.

Il passaggio alla neonata squadra ufficiale Ford Racing Team guidata da Carlo Micci, con al fianco Max Sghedoni avviene nel 1978. Sodalizio e amicizia robustissime. Con la Escort RS2000 MKII arrivano altri due titoli italiani di categoria nel 1979 e nel 1980.

Nel 1979 è primo di classe e quinto assoluto a San Marino, decimo assoluto al Costa Smeralda, quinto all’Elba e al 4 Regioni, terzo al Ciocco, primo al Valli Piacentine, settimo assoluto e primo di classe in un difficilissimo Sanremo Mondiale (dietro a rimediato su Ford Escort RS2000, dietro a Marco Pregliasco, Alberto Brambilla, Francis Vincet, Maurizio Verini e Markku Alen) e ottavo assoluto e secondo di classe al Lana, ma anche una epica vittoria assoluta nel Rally delle Valli Pordenonesi, in cui Presotto vinse riuscendo a salire a Piancavallo nonostante una tremenda nevicata.

Il finale della sua carriera a inizio anni Ottanta ed è rapido come era stato il suo inizio. Nel 1981, corre con la Escort MKI Gruppo 4 preparata dall’inglese David Sutton, con cui arrivò quinto assoluto a Piancavallo affiancato da Mirko Perissutti (a parte il Rally 4 Regioni disputato con Max Sghedoni). Ultima partecipazione al Rally di Tenerife nel 1982 di nuovo con Max Sghedoni.

Da allora, come pilota fa solo una fugace apparizione alla gara storica del Motor Show 2010, dove giunge terzo. Lo scorso anno i vecchi amici e colleghi dei rally si erano ritrovati in massa a Pordenone per festeggiare gli Ottanta anni del mitico “Capo”. Angelo è deceduto il 20 settembre 2019. Il Santo Rosario è stato recitato lunedì 23 settembre, mentre i funerali si sono svolti martedì 24 settembre alle 15.30, nella Chiesa Parrocchiale di Palse, cittadina in cui è avvenuta la sepoltura alla presenza di centinaia di amici.

Il Rally 4 Regioni una gara preferita

Una delle gare preferite da Angelo Presotto era il Rally 4 Regioni che, insieme, disputarono quattro volte.

  • 1978 Presotto-Sghedoni, Ford Escort RS 2000 MKII Gr. 1 – 6° assoluto
  • 1979 Presotto-Sghedoni, Ford Escort RS 2000 MKII Gr. 1 – 5° assoluto
  • 1980 Presotto-Sghedoni, Ford Escort RS 2000 MKII Gr. 1 – 9° assoluto
  • 1981 Presotto-Sghedoni, Ford Escort RS 1600 MKI Gruppo 4

Però lo scoop è mio, il romanzo di Carlo Cavicchi

Il giornalista bolognese ha romanzata una storia vera, cambiandone nomi e luoghi, ma non la principale protagonista, la Porsche nera.

Però lo scoop è mio è un intrigante romanzo thriller che dovrete lasciare sul comodino perché in casa lo possano apprezzare tutti, anche chi non è proprio malato di rally. Un romanzo, un thriller ambientato nel mondo dei rally, solo il mitico Carlo Cavicchi ci poteva riuscire. Si tratta di una storia vera che gli fu rivelata dal sempre indimenticabile “Icio” Perissinot.

“Lo si racconta da sempre che nulla sa essere più fantasioso di un fatto accaduto veramente, e potrebbe essere proprio così. Da qui la voglia di trasferire in un romanzo una vecchia storia che io e il mio vecchio amico Maurizio Perissinot, grande copilota della leggendaria squadra rally Lancia, ci ripassavamo spesso increduli e divertiti allo stesso tempo”, ha detto Cavicchi.

“Sarebbe una buona base per un libro oppure per un film, mi diceva sempre, e siccome la sua compagnia mi manca ormai da troppi anni, ecco intanto il libro, un romanzo che mescola le mie più grandi passioni, quella per le corse in automobile e tutto il mondo che ci gira attorno, e quella per la mia professione. Più in sintesi: rally e giornali”, prosegue l’autore.

Il noto giornalista bolognese, già direttore di Autosprint e poi di Quattroruote, l’ha naturalmente un po’ romanzata cambiandone nomi e luoghi ma non la principale protagonista, la Porsche nera. Due storie parallele occupano i primi capitoli, ambientate negli anni Settanta a Bologna, ci sono un insoddisfatto e frustrato giornalista del quotidiano il Resto del Carlino e un anonimo impiegato grande appassionato di rally con l’inesaudito desiderio di partecipare a una gara, considerandosi buon pilota.

Accanto a loro ci sono due donne dalle ambizioni spropositate che saranno poi determinanti nelle storie che porteranno a far incrociare i destini dei loro compagni. L’occasione che porta a una decisiva svolta per le tediose giornate dei due principali interpreti avviene in modo decisamente rocambolesco e avventuroso, un evento che catturerà il vostro interesse e vi impedirà di separarvi dal libro fino all’ultima pagina.

Per gli appassionati di rally ci sono tanti riferimenti che vi riporteranno a un’epoca gloriosa. Quando sull’isola d’Elba si correva l’Europeo sotto l’attenta direzione corsa del grande Dado Andreini, gli iscritti erano centinaia e tra questi grandi campioni, la terra era discriminante con le prove speciali dei Due Mari e della Falconia, gli equipaggi usavano gli interfoni di Quaglino, tra i preparatori più quotati c’erano i fratelli Venturi e i fratelli Almeras.

Mezzo mondo ci si riconosce in queste righe perché fra i personaggi principali – non vi dirò volutamente quanti sono – ne troviamo diversi in cui è facile riconoscersi: dal giornalista che “vegeta” in redazione al pilota di presunto talento a corto di quattrini per dimostrare il suo valore. Il primo non trova lo scoop della svolta, il secondo il modo per mettere le mani sulla macchina vincente. E poi c’è lei, la meravigliosa e misteriosa Porsche 911 targata Venezia…

Le strade di Dante Busi e Sandro Panzacchi corrono per sentieri diversi e lontani e non si sarebbero mai intrecciate se in maniera del tutto casuale un magistrato di Foggia, che indaga su una morte misteriosa di un informatore della Guardia di Finanza, non si fosse messo di mezzo ribaltando i loro destini.

Sullo sfondo di una Bologna che vive gli anni Settanta non per la loro complessità ma soltanto con il rimpianto per quella città nottambula e ospitale che non tornerà più, si avvitano le storie umane e professionali dei tre personaggi e delle loro donne con un unico nesso: una Porsche nera.

“Si tratta di un thriller molto leggero, seppure incredibilmente intrigante perché mette a nudo la passione di un pilota dilettante che guida vetture troppo brutte per essere vincenti e che pur con ciò è convinto – un po’ come tutti quelli che staccano la licenza per correre – che con un mezzo adeguato sarebbe il più forte di tutti”.

“E porta a galla le frustrazioni di un cinquantenne entrato da giovane e dalla porta principale in quotidiano importante ma la cui resa in redazione lo avvicina di più a una dattilografa che a un vero giornalista. Il terzo è un magistrato di Foggia che gode di un buon successo nella città in cui abita ma che si trova alle prese con un caso da cui non ci cava i piedi”, ha spiegato ancora l’autore.

Libri su Storie di Rally

la scheda

PERÒ LO SCOOP È MIO

Autore: Carlo Cavicchi

Volumi: Collana editoriale Narrativa Minerva

Copertina: morbida

Pagine: 200

Formato: bb centimetri

Editore: Minerva Edizioni

Prezzo: 15

Peso: 222 grammi

ISBN: 978-8-8332404-8-0

Acquista