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Martin Holmes, decano dei giornalisti purosangue

Era prolifico nello scrivere le sue lettere, ma faceva in modo che il club fosse invitato nei rally di tutto il mondo. Fu con la rivista del club, Spotlight, che Martin Holmes divenne prima giornalista e poi, ad un certo punto, direttore ed editore. Martin Holmes pubblicava di rally ogni settimana sulla popolare pubblicazione settimanale, Motoring News, su Autosport e su RallyMag.

Martin Holmes conosceva i rally. Oh, se li conosceva. Li conosceva così bene che, a volte, impiegava anche dieci secondi prima di rispondere ad un quesito. In quei dieci secondi, rastrellava il suo enorme database celebrale e articolava un pensiero che, inevitabilmente, avrebbe fatto opinione. Dal momento in cui ha scoperto questo sport, mentre studiava per diventare avvocato presso l’Università di Southampton, da dove ha mosso i suoi primi passi come copilota nel 1959 (e il suo primo passo è stato grande: ha vinto alla prima gara), Martin voleva saperne sempre di più.

La sua sete di conoscenza e di comprensione, per i fatti era inesauribile. Ma conoscenza non poteva essere separata da comprensione. La memoria doveva fondersi con un’alta capacità di analisi e di previsione. Conoscenza e comprensione non potevano essere disgiunte. Queste erano le sue linee guida per un giornalismo autorevole, razionale, veritiero, a volte scomodo e antipatico, altre volte precursore dei tempi. Martin era così: o lo si amava o lo si odiava. Non aveva due facce. Sghignazzava sempre, o per disssenso o per consenso. Non ti lasciava mai capire fino in fondo. Non prima della domanda successiva. Quindi, alla fine, o lo si odiava o lo si amava: e si finiva per amarlo.

Il mondo dei rally si è svegliato senza di lui giovedì 11 giugno 2020, ma è stato scelto di darne notizia solo quattro giorni più tardi in rispetto della sua famiglia. Il decano dei giornalisti di rally (mitici gli striscioni “Welcome Martin Holmes Rallying” che si vedevano nelle hall degli alberghi dove alloggiava lui e i suoi collaboratori giornalisti e fotoreporter), firma autorevole e apprezzata in tutto il mondo, ha perso la battaglia contro il cancro, poco dopo il suo ottantesimo compleanno. È una perdita enorme per i rally, a cui era legato da ormai sessantuno anni.

Nato ad Ashtead, nel Surrey, Holmes si era poi laureato anche in giurisprudenza, ma realizzò prima il suo sogno di diventare navigatore rally professionista e giornalista inviato permanente nel WRC dal 1974. Il miglior cronista in assoluto nella disciplina. Le sue passioni – aeroplani, mappe, ingegneria e viaggi – trovarono appagamento nello sport che amava, i rally, e nel lavoro che faceva: il cronista di razza.

Si è fatto conoscere mentre studiava legge all’Università di Southampton. Ha seguito il suo primo rally nel 1959 a Isetta, dove ha ottenuto anche la sua prima vittoria. Divenne membro del Sutton and Cheam Motor Club nei primi anni Sessanta, una “mecca” nel sud di Londra per gli appassionati di rally. E lì si innamorò perdutamente di questo sport.

Martin Holmes ha preceduto il WRC ed è rimasto – fino al Rally di Germania 2019 – il volto più noto nel parco assistenza e nell’ufficio stampa. Noto e stimato come copilota, la sua fama decollò come giornalista. Lavorando nell’era pre-internet attraverso la sua agenzia, Martin ha fornito articoli e fotografie (con le immagini provenienti principalmente dal suo amico di lunga data Maurice Selden) a pubblicazioni in tutto il mondo.

Era prolifico nello scrivere i suoi articoli, ma faceva in modo che il suo club, intanto diventato “Martin Holmes Fan Club” fosse invitato nei rally di tutto il mondo. Fu con la rivista del club, Spotlight, che Martin Holmes divenne giornalista e poi, ad un certo punto, anche direttore ed editore. Martin Holmes pubblicava di rally ogni settimana su Motoring News, su Autosport e su RallyMag.

Il suo primo rally è datato 1962, correva con un minivan, e centrò una vittoria. Il suo primo RAC Rally risale al 1964 (Ford Anglia 1200). I successi arrivarono sotto forma di titolo britannico riservato ai navigatori nel 1971 (Escort RS1600 Mk1), quarto a Sanremo (Lancia Beta Coupe) e Portogallo (Datsun Violet 160J) e due volte quinto (Toyota Corolla e Renault 5 Turbo) nel CCR. La sua ultima partecipazione ad un rally fu il RAC, nel 1981. Non porteva essere diversamente. Disputò anche molte gare da privato con Ford, Toyota, Renault, Skoda, Datsun, Lancia e Vauxhall.

Come autore, ha scritto molti libri. Il suo primo libro Rally Navigation (1975 e 1997) è stato seguito nel 1978 da Ralllyng e l’anno successivo è stato pubblicato il World Rallying 1, un annuario del World Rally Championship. La serie si è conclusa con World Rallying 33, che copre la stagione 2010. L’ultimo libro di Martin Holmes, intitolato The Great British Rally: RAC to Rally GB, è stato scritto insieme a Graham Robson (pubblicato alla fine del 2019).

Nel corso degli anni, Martin Holmes ha lavorato a stretto contatto con il fotografo Maurice Selden, con Kevin Gormley e Ursula Partridge (segretaria) fornendo resoconti e immagini di rally, nonché notizie e articoli alle principali riviste di tutto il mondo. Martin sapeva di conoscere i rally, sapeva dove cercare le notizie, ma soprattutto poneva sempre le domande giuste.

Martin Holmes credeva fermamente nel fatto che non bisogna porre mai una domanda se è improbabile che si possa avere una risposta sincera. Credeva nello sviluppo della fiducia tra il pilota e il giornalista e diceva sempre: “Non puoi mai avere un rapporto con qualcuno che ti ha mentito”. Era questo il motivo per cui non poneva la domanda se non era certo di avere una risposta quantomeno verosimile.

Negli ultimi anni, famiglia e problemi di salute hanno limitato molto i suoi spostamenti, ma la pensione non era una parola presente nel vocabolario di Holmes, che si incontrava praticamente ovunque. Internet, World Rally Radio, WRC+ AllLive hanno consentito che Martin, da casa sua nel Surrey, potesse continuare ad informare su ciò che stava accadendo nei rally di tutto il mondo. Hanno permesso ai suoi tanti fan di continuare ad ascoltare una voce autorevole del mondo del rallysmo, una voce che i rally li ha accompagnati dagli albori fino all’ultima evoluzione del mese di aprile 2020.

L’ultimo rally WRC a cui ha partecipato, il suo 520° evento, è stato il Deutschland 2019. Martin ha vissuto a Woking, dopo il suo matrimonio con Sally, che è morta nel 2017. Holmes lascia un figlio e tre nipoti.