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Rally di Svezia 2004: la straordinaria impresa di Loeb

Sebastien Loeb rompe una tradizione lunga ben cinquantatré anni nel rally svedese e fa storia, come solo lui sa fare. Al Rally di Svezia 2004, il giovanotto francese dagli occhi chiari interrompe l’egemonia nordica che durava dagli albori della manifestazione. Il campione disputò una gara a due velocità e la tattica fu vincente. Fu l’inizio di una valanga di vittorie.

Il campione del mondo rally francese potrebbe essere “accusato” di essere responsabile della rottura di una tradizione svedese che durava da oltre mezzo secolo: nessuno straniero era mai stato capace di “calpestare” l’orgoglio nordico del Rally di Svezia. Lui lo fece nel 2004. Perché ci sono voluti 53 anni per un “ragazzino” dagli occhi chiari, di piccola statura ma di enorme talento, e che non aveva mai guidato un’auto da rally dieci anni prima di questa impresa, a firmare questa straordinaria impresa.

Vincere il Rally Svezia 2004 fu per lui un capitolo del destino. Se non fosse stato per Sebastien Loeb, sarebbe stato Markko Martin a rompere il “ghiaccio”, poiché anche lui era sul punto di lasciare la quella gara come vincitore. Ma la giustizia divina voleva che fosse il pilota di Citroen a bere lo champagne dopo che l’estone con la Ford Focus WRC aveva commesso un errore che gli aveva negato il primo trionfo dell’anno.

Nonostante abbia vinto solo quattro prove speciali del Rally Svezia 2004, l’allievo di Guy Frequelin fu abbastanza audace da controllare la pressione sulle sue spalle, mentre guidava l’intero circus. Se fino ad allora Loeb stava scommettendo su una media veloce e senza compromessi per raggiungere il comando, ora doveva solo fare il ragioniere e applicare la disciplina della “gestione”, per raggiungere intatto la fine della seconda prova di Campionato del Mondo Rally.

In quella occasione, sulla pedana di arrivo del Rally Svezia 2004, Sebastien Loeb ribadì pubblicamente il suo forte impegno per raggiungere quello di cui il suo stesso team lo ha privato alla fine del 2003: il titolo Piloti. Fu così. Fino al raggiungimento di quota nove titoli Piloti di Campionato del Mondo Rally vinti. Un record storico che solo un altro pilota, sempre francese, fino ad ora ha avvicinato: Sebastien Ogier.

Gregor Jeets sulle orme di Raul ispirato da Ott Tanak

Il padre, Raul Jeets, ha corso nell’ERC e quindi i rally sono geneticamente di famiglia. Vedendo Ott Tanak e Markko Martin arrivare nel WRC dal nostro paese è segno che tutto è possibile.

Gregor Jeets ha seguito le orme del padre Raul Jeets ed è approdato nel 2019 nel European Rally Championship, ispirato dai suoi conterranei Ott Tanak e Markko Martin, entrambi protagonisti del WRC. Jeets padre ha corso nell’ERC 2015 e 2016, mentre nel 2019 è toccato al figlio diciottenne prendere parte all’ERC3 Junior.

“Il debutto nell’ERC è avvenuto in un evento fantastico, al Rally Liepaja. Avevo solo sette rally alle spalle e due di questi sulla neve – ha detto il pilota della Estonian Autosport Union, Gregor Jeets –. In carriera ho corso cinque anni sui kart in Estonia, Finlandia ed Europa, e un anno nel Mondiale”, dice il ragazzo.

“Mio padre, Raul Jeets, ha corso nell’ERC e quindi i rally sono in famiglia. Vedendo Ott Tanak e Markko Martin arrivare nel WRC dal nostro paese è segno che tutto è possibile. Avrò il supporto di Estonian Autosport Union, una bella novità per quest’anno”. Anche il suo compagno di squadra Ken Torn ha fatto il proprio debutto in ERC3 Junior con una Ford Fiesta R2T.

“Non avevo mai disputato questo rally, ma le PS erano simili a quelle che abbiamo in Estonia. Per me l’importante era finire la gara e divertirmi per tutto il weekend, magari ottenendo un bel risultato con la Fiesta, che è un’ottima R2, molto migliorata rispetto alla precedente. Non conoscevo quasi nessuno degli altri piloti, ma Jean-Baptiste Franceschi sì perché avevamo corso assieme nel WRC nel 2018″.

Markko Martin e quella vittoria al debutto del Mexico Rally

Nel 2004 si chiamava Corona Mexico Rally, per via del main sponsor. Quell’anno si svolgeva la sua diciottesima edizione e, per la prima volta nella storia, la competizione messicana debuttava nel WRC. Markko Martin, con grande freddezza, gestisce al meglio gli ultimi chilometri che lo separano dalla fine e va a vincere.

Nel 2004, il Mexico Rally era la terza prova stagionale. Si correva dal 12 al 14 marzo. La competizione era articolata su quindici prove speciali e la più lunga era la PS Ibarilla Mesa, lunga 30,47 chilometri. Anche in quell’occasione, i piloti si trovano a fronteggiare prove speciali molto impegnative e altitudini non proprio usuali per le WRC.

Si arrivava a correre a circa 2.700 metri sul livello del mare e la temperatura media era superiore ai 30 gradi. Nella prima frazione del Rally Messico 2004, la PS Ortega-La Esperanza arrivava ad un’altitudine di 2.737 metri, con una quota media di 2.469.

In quell’occasione, Petter Solberg, con alle note Phil Mills sulla Subaru Impreza WRC, balza al comando delle operazioni. La sua, almeno all’inizio, è una leadership facile. Il norvegese resta leader per le prime tre prove speciali. Fino alla ripetizione della Ortega-La Esperanza. Sulla famigerata prova speciale messicana, l’equipaggio prende un’importante penalità (5’40”) e scivola nelle retrovie.

A raccogliere il comando del Mexico Rally 2004 è Sebastien Loeb, navigato da Daniel Elena sulla ”regina” Citroen Xsara WRC. Il francese resta al comando della corsa dalla PS4 alla PS6 Derramadero-Chichimequillas. In quel momento Loeb conduce con 36”1 su Markko Martin e Michael Park con la Ford Focus WRC, 43”4 su Carlos Sainz e Marc Marti sulla Citroen Xsara WRC e 56”6 su Francois Duval e Stephane Prevot sulla Ford Focus WRC Stobart.

È proprio in quel momento che Loeb si vede costretto a lasciare le luci della ribalta: si ritira clamorosamente per problemi di natura meccanica sulla prova speciale successiva. A questo punto, Martin-Park rilevano la testa della classifica dalla PS7 e ci resteranno fino al traguardo, anche se quel successo non sarà una passeggiata.

Al contrario, subito dopo la PS El Gigante-El Zauco, Carlos Sainz è ad appena 9”7, mentre gli accorti Duval-Prevot sono a poco meno di mezzo minuto. Dietro al trio di testa c’è, prima, l’abisso e, poi, Mikko Hirvonen e Jarmo Lehtinen sulla Subaru Impreza WRC a quasi due minuti e Petter Solberg in faticosa rimonta, attardato di oltre 4’.

Pilota velocissimo, Makko Martin allunga il distacco sulla PS8 e getta le basi per il successo assoluto. Sainz accusa il colpo e si ritrova in men che non si dica a 30”4. Nella prova successiva, lo spagnolo viene superato anche da Duval, per appena un decimo. Sainz si scatena e risponde come solo lui sa fare: torna in seconda posizione. Peccato che sulla PS Derramadero-Comanjilla perda colpi e venga rispedito al terzo posto, staccato di 1’25” da Martin.

Duval è ormai alle spalle del pilota estone e sferra l’attacco cercando di pressare Martin che, abituato a non lasciarsi prendere dal panico, con grande freddezza gestisce al meglio gli ultimi chilometri che lo separano dalla fine e va a vincere. Si tratta del primo dei suoi tre successi di quella stagione 2004 (poi vince in Corsica e Catalunya), che fruttano la terza posizione finale nel WRC 2004.