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Clamoroso, Kimi Raikkonen a caccia di record: F1 e WRC

Al giornale Red Bull Red Bulletin, Kimi Raikkonen ha detto che, in questo momento, essere vittoriosi nel WRC è meglio di esserlo nella F1 e ha aggiunto che, fino ad ora, nessuno ha mai vinto prima il titolo WRC e quello F1. Essere finlandese e anche nelle grazie milionarie di Red Bull, porta Kimi Raikkonen per primo alla corte di Tommi Makinen.

Kimi Raikkonen è pronto a chiudere la propria carriera in Formula 1. Si ritirerà alla fine del 2020. Il pilota finlandese non fa mistero di essere tornato a guardare uno sport che tanto lo ha divertito, i rally, ed essere pronto a rientrare nella serie in cui altrettanto si è divertito, il WRC.

I suoi occhi di ghiaccio adesso puntano nuovamente ai rally del WRC, dunque. Kimi Raikkonen sostiene di avere come obiettivo quello di vincere il titolo anche in quel campionato. Kimi Raikkonen ha corso a tempo pieno nelle stagioni 2010 e 2011 del WRC, finendo decimo assoluto in entrambe le stagioni con un quinto posto come miglior piazzamento.

Al magazine Red Bull Red Bulletin, Raikkonen ha detto che, in questo momento, essere vittoriosi nel WRC è meglio di esserlo nella F1: “Nessuno ha mai vinto prima il titolo sia WRC sia F1, questo è un altro aspetto che lo rende interessante per me”, ha detto il pilota di Alfa Romeo Racing giunto ormai al suo ultimo anno in Formula 1.

Nell’arco della sua carriera, Kimi Raikkonen ha corso in Formula 1 per la Sauber, la McLaren, la Lotus, la Ferrari (in due occasioni, dal 2007 al 2009 e poi dal 2014 al 2018) e per l’Alfa Romeo. È stato vice campione del mondo con la McLaren nel 2003 e nel 2005 e campione del mondo nella stagione 2007 con la Ferrari, risultando al 2019 l’ultimo pilota ad aver vinto un titolo iridato per la scuderia italiana.

Considerato come uno dei più grandi talenti dell’automobilismo di tutti tempi, Kimi Raikkonen è stato il pilota ad essere arrivato in Formula 1 con il minor numero di gare ufficiali disputate in monoposto (ventitré corse alle spalle). Nel corso della sua carriera in Formula 1 ha vinto 21 Gran Premi (10 con la Ferrari, 9 con la McLaren e 2 con la Lotus) diventando il finlandese con più vittorie all’attivo.

Soprannominato “Iceman”, perché freddo in gara e restìo a trattare con i media, secondo un sondaggio, Kimi Raikkonen sarebbe il secondo pilota più amato dai tifosi della Ferrari dopo Schumacher. Tra il 2010 e il 2011 ha inoltre partecipato, durante il momentaneo ritiro dalla Formula 1, al Campionato del Mondo Rally, disputando ben ventidue gare (59 punti), e ad alcune prove della Nascar.

Essere finlandese e anche nelle grazie milionarie di Red Bull, porta Kimi Raikkonen per primo alla corte di Tommi Makinen, nella speranza di poter avere una vettura ufficiale per la stagione 2021 del World Rally Championship. Seppure appare difficile, l’ipotesi che si possa trovare un accordo tra Raikkonen-Red Bull-Toyota Gazoo Racing potrebbe anche perfezionarsi.

Kimi Raikkonen: F1, Mondiale Rally, Nascar e ritorno

Ex pilota Ferrari in Formula 1, con la Scuderia di Maranello si è laureato campione del mondo nel 2007, al suo primo anno col Cavallino. Dal 2010 partecipa al WRC con la Citroen. Il suo soprannome è IceMan.

Me lo ricordo come fosse ieri. Il 15 ottobre 2010, Kimi Raikkonen diceva: “Non ho nessuna intenzione di tornare in Formula 1 nel 2011”. Lo diceva alla stampa finlandese. All’epoca erano girate voci insistenti su un possibile accordo tra Kimi e il team francese, alimentate dalle affermazioni di Eric Boullier, team principal della Renault.

E in effetti, nel 2011, non abbiamo rivisto l’ex campione del mondo di F1 al via dei Gran Premi. Ha preferito proseguire la sua esperienza con la Red Bull Citroën nel Mondiale Rally. Poi, però, nel 2012 è ritornato a correre con le monoposto a ruote scoperte.

Kimi-Matias Raikkonen è un altro straordinario personaggio che, come Robert Kubica, dalla F1 è passato nei rally, ha lasciato il segno ed è tornato in F1. Nato ad Espoo il 17 ottobre del 1979, Kimi è stato pilota di Formula 1 dal 2001 al 2009, poi pilota WRC nel 2010 e nel 2011, e ha fatto ritorno in pista nel 2012.

Ma hai ben compreso la portata del pilota di cui stiamo parlando, anche se non è nella top ten dei “simpatici”, per via di quel carattere chiuso, schivo e riservato (tranne se ha bevuto qualche bicchiere di troppo)? Pilota Sauber, McLaren, Ferrari, Lotus e Alfa Romeo in F1, Citroen nel WRC.

Ex pilota Ferrari in Formula 1, con la Scuderia di Maranello si è laureato campione del mondo nel 2007, al suo primo anno a Maranello. Dal 2010 partecipa al WRC con la Citroën. Soprannominato IceMan (uomo di ghiaccio) perché freddo in gara e restio a trattare con i media, è uno specialista dei giri veloci in gara, essendo attualmente terzo nella classifica generale dei giri più veloci, secondo come numero di giri veloci consecutivi, e primo, al pari di Michael Schumacher, come numero di giri veloci conquistati in una sola stagione.

È stato anche il pilota ad essere arrivato in Formula 1 con il minor numero di gare ufficiali disputate, solo 23 corse alle spalle, ed ha raccolto nella sua carriera più di 500 punti, risultando uno dei pochi insieme a stelle del calibro di Michael Schumacher, Ayrton Senna e Alain Prost.

Ad otto anni Raikkonen mosse i primi passi nel kart. Nel 1999 approdò nel campionato britannico di Formula Renault, con il team Manor. L’anno successivo conquistò il titolo grazie a 7 vittorie su 10 gare, 7 pole e 6 giri veloci. Nello stesso anno, gareggiò anche nella Formula Renault internazionale, dove ottenne 2 vittorie, 2 poles e 2 giri veloci. Su 23 gare alle quali aveva partecipato fino a quel momento in monoposto, Kimi aveva avuto successo in oltre il 50 per cento, ottenendo 13 vittorie, fatto che attirò l’attenzione di Peter Sauber dell’omonima scudera di Formula 1.

Quel test con Michael Schumacher

Quest’ultimo lo invitò ad una sessione di test sulla pista del Mugello, questa volta attirando anche l’attenzione del plurititolato Michael Schumacher, lì presente per un test con la Ferrari. Al test prese parte anche il collaudatore del team Enrique Bernoldi, fortemente spinto dallo sponsor Red Bull verso un posto da titolare per la stagione successiva.

I tempi sul giro del giovane finlandese furono eccellenti e migliori di quelli di Bernoldi, tanto che Sauber decise di ingaggiarlo per il Campionato di Formula 1 dell’anno successivo, pur contro il parere di Helmut Marko che continuava a spingere fortemente per il Brasiliano.

Per la prima volta nella storia esordiva in Formula 1 un pilota che aveva disputato sino a quel momento solo 23 gare, nessuna delle quali in formule propedeutiche alla Formula 1, quali la Formula 3 o Formula 3000. Il debutto in Formula 1 avviene nel Gran Premio di Australia, con una superlicenza provvisoria valida per le prime sei gare, al volante di una Sauber-Petronas.

Kimi Raikkonen al Rally di Finlandia 2010
Kimi Raikkonen al Rally di Finlandia 2010

Il suo debutto fu impressionante, arrivando al sesto posto e guadagnando il primo punto mondiale. Singolare un episodio: pare che Kimi si sia addormentato in macchina pochi minuti prima della partenza, dimostrando di non patire per nulla la tensione del debutto in Formula 1.

Dopo la corsa la federazione sportiva concesse definitivamente la superlicenza. Alla fine della sua prima stagione Kimi racimolò 9 punti complessivi, posizionandosi al decimo posto nella classifica finale del campionato del mondo, giungendo spesso davanti al suo compagno di squadra Nick Heidfeld, settimo a fine stagione.

Il finlandese fu vittima di un brutto incidente in Giappone a Suzuka insieme alla Jordan di Alesi ma fortunatamente ne uscì senza danni. Data la sua ottima stagione come debuttante, Ron Dennis lo scelse per sostituire in McLaren il posto lasciato vuoto dal due volte campione del mondo Mika Hakkinen, suo connazionale.

Nel 2002 passò alla McLaren-Mercedes, che versò la somma di cinquanta milioni di euro per averlo in squadra insieme a David Coulthard. Al debutto con la nuova scuderia, colse il primo podio della carriera giungendo terzo nel Gran Premio di Australia ed ottenendo il giro più veloce.

Nel Gran Premio di Francia a Magny-Cours sfiorò la prima vittoria ma, a pochi giri dalla fine, scivolò su una macchia d’olio non segnalata lasciata dalla Toyota di McNish alla curva Adelaide e venne sorpassato da Michael Schumacher, terminando la gara in seconda posizione.

Il finlandese diede buone prove anche sotto il diluvio a Silverstone, dove fu l’unico tra i piloti con gomme Michelin capace di reggere il ritmo dei piloti Ferrari con le più performanti Bridgestone mentre in Belgio, sulla pista di Spa-Francorchamps, riuscì a qualificarsi in prima fila, dietro al solo Schumacher.

Il finnico, nonostante le buone prestazione in estate, alla fine della stagione accumulò solo 24 punti che gli valsero il sesto posto finale. Per tutta la stagione si dimostrò molto più veloce del compagno di squadra David Coulthard, ma fu spesso colpito da guasti meccanici tanto da contare ben 11 ritiri.

Raikkonen e le rivalità con Alonso

Il 2003 fu estremamente positivo: pur disponendo della vettura dell’anno precedente seppur modificata, la MP4/18 non gareggiò mai, si ritrovò leader all’interno del suo team e si giocò la vittoria del mondiale sino all’ultima gara. Dopo un terzo posto iniziale ottenuto nel Gran Premio d’Australia, in Malesia arrivò la prima vittoria in carriera. Nel Gran Premio del Brasile venne dato per vincitore ma nei giorni successivi la vittoria fu assegnata a Giancarlo Fisichella per un errore dei commissari.

La stagione continuò con buoni risultati e grazie ai numerosi podi conquistati, Raikkonen rimase in lotta per il titolo mondiale fino all’ultimo gran premio, contro il ferrarista Michael Schumacher e il pilota della Williams Juan Pablo Montoya. Alla fine della stagione si classificò secondo con 91 punti complessivi, solamente due in meno del campione tedesco e davanti al colombiano.

La stagione 2004 fu meno fortunata, costellata da numerosi ritiri per guasti meccanici, a causa della scarsa competitività della vettura. Dopo poche gare il finlandese venne inoltre a conoscenza che per l’anno successivo avrebbe avuto un nuovo compagno di squadra: il colombiano Juan Pablo Montoya, proveniente dalla Williams.

Kimi Raikkonen pilota Ferrari
Kimi Raikkonen pilota Ferrari

A metà stagione il team fornì una vettura profondamente modificata e i risultati iniziarono a migliorare: a Silverstone ottenne la pole e insidiò Michael Schumacher fino all’ultimo giro, dovendosi poi accontentare del secondo posto. Due settimane più tardi in Germania, invece, fu costretto al ritiro mentre duellava con il tedesco quando era al comando, mentre nel Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps riuscì a vincere dopo una gara esaltante in cui si rese protagonista di numerosi sorpassi anche ai danni di Michael Schumacher il quale, giungendo comunque secondo a traguardo, riuscì ad aggiudicarsi il titolo mondiale.

Dopo un inizio difficile, nel 2005 Kimi dimostrò di poter lottare per il mondiale con il rivale Fernando Alonso. Il finlandese, nonostante un forte ritardo dalla vetta del mondiale dopo le prime quattro gare, riuscì a ridurre il distacco con due vittorie consecutive in Spagna e Monaco, ed altre quattro in Canada, Ungheria, Turchia e Belgio. Nel Gran Premio d’Europa fu però vittima di un cedimento alla sospensione quando era leader della gara.

Il finlandese fu spesso colpito da rotture al propulsore ed è stato più volte costretto a rimontare, riuscendo comunque a portarsi per ben 7 volte sul primo gradino del podio. La stagione si concluse poi con una esaltante vittoria in Giappone, ottenuta a seguito di una delle più belle gare della sua carriera.

I problemi di affidabilità della McLaren, oltre che un inizio di stagione difficile in cui perse terreno in classifica nei confronti dei rivali, vanificarono gli sforzi consegnando il titolo ad Alonso e alla Renault. In questa stagione su 19 gare ha ottenuto ben 10 giri veloci in gara, record assoluto detenuto a pari merito con Michael Schumacher.

Il ritiro di Micheal, la riconferma di Kimi

Nel 2006 la mancanza di affidabilità e di competitività della sua McLaren-Mercedes lo esclusero subito dalla lotta per il titolo mondiale e non riuscì a vincere nessun Gran Premio, conquistando ugualmente 65 punti, 3 pole position e terminando al quinto posto alle spalle dei piloti Ferrari e Renault. Sfiorò la vittoria solo in Ungheria dove però fu costretto al ritiro per un incidente con il doppiato Vitantonio Liuzzi e a Montecarlo dove si ritirò ancora per guai tecnici, nonostante fosse l’unico pilota in pista a tenere il ritmo di Alonso.

A Monza, quando il tedesco ufficializzò il suo ritiro, la Ferrari confermò l’ingaggio di Raikkonen come successore e il finlandese concluse la gara secondo proprio dietro a Michael Schumacher. Il debutto al volante della Ferrari F2007, la nuova macchina della Scuderia Ferrari che ha utilizzato nel corso del mondiale di Formula 1 del 2007, avvenne il 30 gennaio 2007 a Valencia. Iniziò la stagione vincendo il Gran Premio d’Australia dove ottenne pole position e giro più veloce (solo Fangio e Mansell erano riusciti a fare altrettanto al debutto con una Ferrari).

Le due gare successive gli fanno conquistare due terzi posti, il primo in Malesia, dove il motore era stato limitato nei giri a causa di una piccola perdita d’acqua sul finire del GP d’Australia, ed uno in Bahrein. Le successive gare furono più travagliate con un ritiro in Spagna a causa di un problema elettronico, un ottavo posto a Monaco, dove era partito quindicesimo a causa di un errore in qualifica, un quinto in Canada e un quarto negli Stati Uniti.

Il finlandese centrò due vittorie consecutive nel Gran Premio di Francia, superando al via l’inglese Lewis Hamilton della McLaren e al quarantaseiesimo giro il compagno Felipe Massa grazie alla tattica dei pit-stop, e in Gran Bretagna, ma a questi risultati seguirono un ritiro e tre secondi posti. A Monza, inoltre, Kimi ebbe anche un incidente abbastanza grave nelle libere. In Belgio, dopo aver ottenuto la pole position, il finlandese tornò sul gradino più alto del podio, portando insieme a Felipe Massa alla Ferrari il quindicesimo titolo costruttori.

A Fuji, in una gara sotto la pioggia, il finlandese si ritrovò nelle ultime posizioni a causa di un’errata scelta delle gomme ma rimontò fino al terzo posto. Con 17 punti da recuperare ad Hamilton su 20 disponibili, il mondiale sembrava ormai chiuso, ma grazie alle vittorie in Cina e in Brasile e il conseguente ritiro di Hamilton in Cina ed il settimo posto in Brasile, il finlandese riuscì a conquistare il suo primo titolo mondiale. Nelle ore successive al termine della gara brasiliana venne aperta un’inchiesta dalla Fia sulle Williams di Rosberg, quarto in gara, e di Nakajima e sulle Bmw Sauber di Heidfeld e Kubica, rispettivamente sesto e quinto, per le temperature fuori norma della benzina.

Il titolo confermato dal tribunale sportivo

L’inchiesta comunque non portò alla squalifica dei piloti coinvolti, e il titolo di Raikkonen venne confermato, anche dopo l’udienza definitiva del 15 novembre. La stagione 2008 non iniziò sotto i migliori auspici per il finlandese: alla prima gara in Australia, sul circuito dell’ Albert Park, si ritirò a 4 giri dal traguardo e venne riammesso in classifica solo in un secondo tempo per via di una squalifica inflitta a Rubens Barrichello. Ritrovò prestazioni in Malesia, sul tracciato di Kuala Lumpur, vincendo la gara autorevolmente, superando con una sosta ai box ritardata il compagno di squadra Felipe Massa.

Sul circuito di Sakhir in Bahrein, tagliò il traguardo secondo dietro al suo compagno di squadra e davanti a Robert Kubica. Al Gran Premio di Spagna disputò la miglior gara della stagione, con pole position, vittoria e giro veloce. Nelle gare successive Raikkonen non ottenne prestazioni brillanti, in gran parte dovute a delle mediocri qualifiche, con un ritiro al Gran Premio del Canada (tamponato da Hamilton in corsia box durante una sosta con safety-car), un secondo posto in Francia, dove aveva anche conquistato la duecentesima pole position per la Ferrari e condotto più di metà gara in testa, quando fu vittima di un problema allo scarico che ne compromise le prestazioni, un quarto posto a Silverstone ed un sesto ad Hockenheim.

Kimi Raikkonen con la Abarth Punto S2000 nel 2009
Kimi Raikkonen con la Abarth Punto S2000 nel 2009

Kimi tornò sul podio al GP di Ungheria, conquistando il terzo posto, salvo poi disputare altre gare senza ottenere buoni risultati, con un ritiro a Valencia, un altro a Spa-Francorchamps, in cui era al comando fino all’uscita di pista a 2 giri dalla fine sotto la pioggia, un nono posto a Monza nella gara di casa della Ferrari ed un ennesimo ritiro (causa incidente contro le barriere) nella gara notturna di Singapore. Nelle restanti tre gare Raikkonen ritornò competitivo, accettando di fare da gregario al compagno Massa ed aiutarlo a conquistare il titolo, per cui il brasiliano era ancora in corsa assieme a Lewis Hamilton.

Al Fuji Speedway, a Shanghai e ad Interlagos concluse quindi con tre terzi posti, utili alla casa Ferrari solo per la conquista del Campionato Costruttori, poiché Felipe Massa, nonostante la vittoria nel Gp di casa in Brasile, non riuscì a conquistare il titolo, che andò invece a Lewis Hamilton. La stagione 2009 non si apre per niente bene per il finlandese. La Ferrari non è veloce e performante come quella degli anni precedenti e nelle prime tre gare della stagione, in Australia, Malesia e Cina, Raikkonen non riesce mai ad andare a punti.

I primi 3 punti arrivano con il sesto posto in Bahrain, mentre in Spagna, dove ha fatto segnare la sua ultima vittoria in Formula 1 nel 2008, si ritira per problemi di natura idraulica. Il primo podio stagionale arriva al Gran Premio di Monaco, con un ottimo terzo posto e in qualifica perde la pole a favore di Button per soli 40 millesimi, mentre in Turchia Raikkonen rimane ancora fuori dalla zona punti a causa anche di un danneggiamento dell’ala al primo giro, classificandosi nono. Le cose non migliorano nemmeno sul circuito inglese di Silverstone, dove termina la gara in ottava posizione.

Basta con la F1, è ora di WRC con Red Bull

Dal Gran Premio d’Ungheria, in cui la squadra perde Massa per infortunio, le prestazioni della Ferrari e parallelamente del finnico aumentano in modo considerevole: ottiene un secondo posto alle spalle di Hamilton all’Hungaroring dopo un’ottima partenza. La prima vittoria stagionale arriva nel Gran Premio del Belgio, suo circuito per eccellenza dove, partendo dalla sesta piazza, torna al successo davanti a Giancarlo Fisichella.

È la quarta vittoria di Raikkonen sul circuito di Spa-Franrchocamps in carriera e lo proclama ‘The King of Spa’. Nel Gran Premio d’Italia centra il quarto podio consecutivo piazzandosi terzo, approfittando dell’incidente di Hamilton all’ultimo giro.

Nella notturna di Singapore, il finlandese si deve accontentare del decimo posto dopo un weekend difficile per le Ferrari. In mezzo alla settimana viene annunciato il suo addio alla scuderia di Maranello, per far spazio al pilota spagnolo Alonso, a partire dalla stagione 2010. Subito si diffuse la voce di suo un ritorno alla McLaren per affiancare Hamilton, considerata dal pilota finlandese l’unica valida alternativa alla Scuderia di Maranello.

Nonostante questo aspetto legato al mercato, disputa un’ottima prova al Gran Premio del Giappone a Suzuka, in cui riesce a sfruttare al massimo un’auto poco efficace, ottenendo un quarto posto che permette alla Ferrari di mantenere ancora il terzo posto nella classifica costruttori. In Brasile, nella penultima prova del campionato, a causa di una collisione con la Red Bull di Webber a inizio gara, non riesce ad ottenere più del sesto posto. Durante il pit viene colpito in pieno dalla benzina della macchina di Kovalainen.

A fine gara dichiarerà di aver corso con gli occhi che gli bruciavano. Ad Abu Dhabi, la sua ultima gara, Kimi finisce dodicesimo contendendo fino alla fine il terzo posto costruttori con la McLaren. Nel 2010, insieme al suo copilota ed amico Kaj Lindström, Raikkonen fa il suo debutto nei rally all’Arctic Lapland Rally con una Grande Punto Abarth Super 2000 preparata dalla Tommi Mäkinen Racing dove finisce tredicesimo.

A febbraio partecipa anche al Vaakuna-Ralli, tappa del campionato finlandese, dove finisce diciassettesimo. A maggio debutta sull’asfalto del Rally della Marca, valido per il Trofeo Asfalto. Il 18 settembre, con la Citroën C4 WRC, vince il Rallye du Vosgien, al quale partecipa come test in preparazione del Rally di Francia.

Dal 30 luglio al 2 agosto debutta nel WRC partecipando al Rally di Finlandia, ritirandosi. Il 18 novembre 2009 il suo manager comunica l’intenzione del pilota di non correre nella stagione 2010 di Formula 1, e il 4 dicembre viene ufficializzato l’accordo per un anno con il Citroën Junior Team sponsorizzato dalla Red Bull, per la quale gareggerà, per dodici gare delle tredici in programma, nel Campionato del Mondo Rally. Ha fondato una propria squadra, l’Ice 1 Racing, nata per gareggiare nel WRC e poi confluita nel Mondiale Motocross.

Kimi Raikkonen, pilota Citroen Red Bull
Kimi Raikkonen, pilota Citroen Red Bull

Due stagioni nei rally, poi Nascar e F1

Il 3 aprile 2010, al termine del terzo rally della stagione, in Giordania, Raikkonen si classifica all’ottavo posto, diventando così il primo pilota finlandese nella storia (ed il secondo dopo Carlos Reutemann) ad aver conquistato punti iridati sia nel campionato di Formula 1 che in quello Rally. Il 18 aprile al Rally di Turchia conquista il suo miglior risultato nei Rally finendo in quinta posizione, a 6 minuti e 44 secondi da Sébastien Loeb.

Il 13 giugno con la sua Citroën C4 WRC partecipa al Rally della Lanterna conquistando la seconda posizione, battuto di pochi secondi dal compagno di marca Sébastien Ogier, vincendo la prima prova di tappa ufficiale, Laccio-Torriglia. Il 22 agosto 2010 durante il Rally di Germania vince la sua prima prova speciale nel WRC, e conclude al settimo posto nella classifica finale del Rally.

Diventa così il primo pilota di Formula 1 nella storia ad avere vinto una prova speciale del campionato del mondo rally. Il 18 settembre con la sua Citroën vince il Rallye du Vosgien (a Saint-Étienne-lès-Remiremont, in Francia), a cui partecipa come test in preparazione del Rally di Francia, undicesima tappa del WRC.

Dopo varie voci che lo davano una volta al Monster World Rally Team, un’altra alla Mini, un’altra al Citroën Junior Team e anche di un suo ritorno in Formula 1 con la Renault, Kimi Raikkonen spiazza tutti annunciando che correrà la stagione 2011 del WRC con il suo team, l’Ice 1 Racing, con una Citroën DS3 fornita dalla casa francese. Il finlandese disputerà dieci dei tredici rally previsti.

Dal 10 al 13 febbraio 2011 partecipa al Rally di Svezia vinto da Mikko Hirvonen; Kimi si distingue in alcune PS e finisce il rally in ottava posizione. Dal 24 al 27 marzo partecipa al Rally del Portogallo, terza tappa del WRC vinto da Sébastien Ogier, finendo il rally in settima posizione. Dal 14 al 16 aprile partecipa al Rally di Giordania vinto da Ogier. A causa di una foratura Kimi chiude il rally in sesta posizione.

Il 29 marzo 2011 viene annunciata la sua partecipazione ad alcune gare Nascar cominciando nella Camping World Truck Series, per poi passare alla Nationwide Series. Il 2 aprile successivo viene annunciata la vettura con cui disputa tali gare, una Toyota del team Kyle Busch Motorsports sulla Charlotte Motor Speedway, nella Carolina del Nord, il 20 maggio 2011. Il finlandese, nonostante fosse alla sua prima gara, dalla trentunesima posizione sulla griglia di partenza conclude la gara in quindicesima posizione, conquistando 29 punti.

Dopo l’incoraggiante debutto, il 28 maggio partecipa ad una gara in Nationwide Series, la “serie B” della Nascar, sempre a Charlotte. La sua seconda uscita in una gara Nascar lo vede al volante di una Toyota Camry della Nemko Motorsports, preparata dalla Kbm e sponsorizzata Perky Jerky, gli stessi partner del suo debutto nella Truck Series.

Partito ventiduesimo, termina la prova al ventisettesimo posto, dopo essere stato costretto ad un drive-through per aver lasciato in anticipo la propria piazzola a seguito di un pit stop, e poi per via di una riparazione straordinaria al muso della sua Toyota. Con quella gara non totalizza punti per il campionato Nascar Nationwide Series perché, per l’anno 2011, era già iscritto al campionato Nascar Camping World Truck Series ed il regolamento della Nascar consente ai concorrenti di competere per il titolo piloti di un solo campionato all’anno.

Dal 2012 fa ritorno in Formula 1 e disputa per la Lotus due stagioni. Torna in Ferrari nel 2014 e resta con la scuderia italiana fino al 2018 incluso. Nel 2019 viene ufficializzato il suo passaggio ad un altro team italiano: Alfa Romeo. Una non novità la predilezione di Kimi per i team italiani e per l’Italia in genere. Anzi, un altro aspetto che lo accomuna a tanti flying finn che hanno scritto pagine meravigliose della storia dei rally con la Lancia e con la Fiat, anche se lui proprio flying finn non è. Almeno non nel vero senso della parola.

Robert Kubica: a tutta passione tra Mondiale Rally e F1

Tutti confermano che è un ragazzo semplice, umile, curioso e disponibile. Non ne dubito. Lo è di meno con i giornalisti. Possiede una forza di volontà che unita al suo particolare dono, ha sette vite come i gatti, lo rende davvero unico e inimitabile.

Che poi c’è da dire ancora una cosa su Robert Kubica, il pilota polacco vittima di un gravissimo incidente al volante della Skoda Fabia Super2000 durante la Ronde di Andora del febbraio 2011, gara che mise a rischio il prosieguo della sua carriera, per fortuna ripresa con la partecipazione al Campionato del Mondo Rally 2013: possiede una forza di volontà che unita al suo particolare dono, ha sette vite come i gatti, lo rende davvero unico e inimitabile.

Robert Kubica è riuscito a fare quello che Sebastien Loeb non è riuscito a fare. Ne parlo come pilota e lo valuto in base ai principali episodi che hanno caratterizzato la sua carriera e sulla consequenzialità delle sue azioni, visto che non sono mai riuscito a parlare direttamente con lui e quindi a carpire il lato umano.

Tutti confermano che è un ragazzo semplice, umile, curioso e disponibile. Non ne dubito. Lo è di meno con i giornalisti. E io facevo parte di quella enorme pletora di “ficcanasi” che, subito dopo il suo incidente quasi mortale nel Savonese, erano stati incaricati dai rispettivi giornali di seguire l’andamento delle condizioni di salute del pilota e l’inchiesta giudiziaria che nel frattempo era stata aperta per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità penali.

Venivamo puntualmente informati dal suo manager, Daniele Morelli. Facciamo un breve excursus, per capire meglio cosa intendo quando scrivo che possiede una forza di volontà che unita al suo particolare dono, ha sette vite come i gatti, lo rende davvero unico e inimitabile.

Affermato pilota ufficiale in Formula 1, spesso testava vetture da rally, la sua più grande passione. Ad un certo punto decide di debuttare in gara. Lo fa esordendo in Italia, in un appuntamento valido per il Trofeo Rally Asfalto e per la finale della Coppa Italia Rally.

Questa “prima” si è conclusa anzitempo e male. Il polacco ha gareggiato al Rally Internazionale di Taormina di venerdì 13 novembre 2009, era riuscito ad entusiasmare, concludendo la prima frazione di gara ottavo assoluto e primo nella classe R3C con la Renault Clio del team bresciano DP Autosport.

Poi però Kubica si è dovuto arrendere dopo appena 1,5 chilometri dal via della prima prova speciale della seconda giornata di gara. È finito contro un muro in un tratto guidato e poco veloce ed ha finito con il toccare le protezioni con la parte anteriore destra della sua vettura. Ha provato a ripartire, ma c’è stato poco da fare.

La rottura di un braccetto dello sterzo non ha consentito al driver da navigato dal connazionale Michal Kusnierz di proseguire. “Non guidavo una trazione anteriore da sei anni – disse in quell’occasione il driver – e non avevo fatto alcun test e nello shakedown sono riuscito a completare solo una quindicina di chilometri”.

“Sono appassionato di rally da sempre, ma appena inizierà la nuova stagione di Formula 1 i miei programmi ovviamente saranno concentrati solamente su quello”. Infatti, al di la di ciò che è accaduto nel 2011, che inevitabilmente ha condizionato la sua carriera, nel 2013 ce lo siamo ritrovati nel WRC. E nel frattempo si era giocato tre delle ipotetiche sette vite di un gatto. Questo lo rende unico.

Robert Kubica: F1 e rally, un amore che divide

Senza la particolarità descritta prima, Kubica sarebbe stato l’ennesimo pilota della Formula 1, come Kimi Raikkonen o Ayrton Senna, che nel corso della sua carriera agonistica sarebbe venuto in contatto con i rally: passione, divertimento, gioco. Nulla di più. Ma non è così.

Guardiamo al microscopio il suo percorso umano e sportivo nei dettagli. Nato il 7 dicembre 1984, cominciò la sua avventura con le macchine prestissimo, all’età di 4 anni. All’età di 10 anni partecipò al campionato di go-kart polacco, il Polish Karting Championship, e nei primi 3 anni vinse sei titoli.

Dopo la terza stagione nel campionato polacco suo padre decise di farlo gareggiare in un campionato più competitivo e lo portò in Italia dove Robert, nel 1998, riuscì a vincere il campionato internazionale e fece immettere per la prima volta un nome straniero nell’albo d’oro della competizione.

L’anno successivo difese il titolo in Italia e in più arrivò primo nel campionato tedesco, nella Monaco Kart Cup, Margutti Trophy e nella Elf Masters races. Nel 2000 Kubica corse la sua ultima stagione con i kart classificandosi quarto nel campionato europeo e in quello mondiale.

Alla fine della stagione provò per la prima volta una Formula Renault 2000. Nella prima stagione ottiene una pole position. Nel 2002 vinse quattro gare e si piazzò al secondo posto in campionato e alla fine della stagione prese parte alla Formula Renault 2000 che si teneva in Brasile a Interlagos dove dominò la gara dal primo all’ultimo giro.

L’anno successivo passò alla Formula 3 Euro Series, ma un brutto incidente stradale in Polonia in cui rischiò l’amputazione di un braccio lo costrinse a rinviare il suo debutto, finendo la rovinosa stagione in dodicesima posizione. È novembre del 2005 quando prende parte alla Macau F3 Grand Prix per la terza volta e dove si classifica secondo.

Incidente Robert Kubica in Formula 1
Incidente Robert Kubica in Formula 1

Dopo aver vinto la Formula Renault ricevette in premio di provare la Renault di Formula 1 nei test di Barcellona, dove impressionò tutti con un grande tempo sul giro, però fu appiedato dalla scuderia francese. Così, il boss della Bmw, Mario Theissen, notando il valore del polacco, diede il pass che lo fece approdare come collaudatore nella Bmw Sauber nella stagione 2006.

Nella stagione 2006 fu terzo pilota e collaudatore per la squadra Bmw Sauber. Esordì in gara al Gran Premio d’Ungheria in sostituzione di Jacques Villeneuve, divenendo il primo polacco a correre nella massima categoria. La gara non fu però fortunata per il pilota, giunto settimo ma squalificato, in quanto la vettura risultava di 2 chilogrammi sottopeso. Dopo la gara la Bmw Sauber annunciò che Kubica avrebbe sostituito Villeneuve in maniera definitiva per la stagione 2006, correndo anche le rimanenti gare.

Nel Gran Premio d’Italia 2006 concluse sorprendentemente al terzo posto, riuscendo addirittura a guidare il Gran Premio per alcuni giri, dopo essersi qualificato settimo a causa di un errore commesso durante il giro veloce, alla prima curva di Lesmo, che compromise poi le performance degli pneumatici Michelin per tutta la qualifica. Nei tre GP restanti non ottenne punti, ma sfiorò per due volte l’ottavo posto.

La riconferma con Renault in Formula 1

Dopo le buone prestazioni del 2006 per il 2007 la Bmw lo confermò. Dopo due prime gare senza risultati a partire dal Gran Premio del Bahrain andò costantemente a punti. Durante il Gran Premio del Canada 2007, però, ebbe un terribile incidente al tornante “L’Epingle”, impattando violentemente contro le barriere: fortunatamente, le uniche conseguenze furono un leggero trauma cranico, unito alla distorsione di una caviglia. La cellula di sopravvivenza e il Sistema Hans risultarono determinanti per la salute del pilota.

Nel successivo Gran Premio degli Stati Uniti 2007 a Indianapolis fu sostituito da Sebastian Vettel. Al rientro in Francia chiuse con un ottimo quarto posto, e così fu anche a Silverstone, mentre concluse settimo al Nurburgring. Il mondiale per il polacco continuò bene ottenendo in Ungheria un buon quinto posto e in Turchia un ottavo posto. Nella successiva gara, sul tracciato brianzolo di Monza perse il confronto col compagno di squadra Nick Heidfeld, classificandosi quinto dopo un errore dei suoi meccanici durante il pit stop.

Proprio in quest’occasione giunse la conferma ufficiale che il premio “Lorenzo Bandini” edizione 2008 – destinato al pilota che si era distinto l’anno precedente – era stato assegnato al pilota polacco. La consegna è avvenuta a Brisighella, nel ravennate, il 18 maggio 2008. Nella stagione 2008, è stato sfortunato l’esordio al Gran Premio d’Australia, dove è partito in prima fila, ma in gara è stato tamponato dalla Williams di Nakajima.

In Malesia si è classificato secondo dietro a Kimi Raikkonen dopo essere scattato in quarta posizione sulla griglia. Il 5 aprile 2008 ha realizzato la sua prima pole position sul circuito del Bahrein, anche prima pole della storia di un pilota polacco e prima della Bmw da quando è anche costruttrice di telai oltre che di motori. Seguono poi un quarto posto in Spagna e Turchia e il secondo posto a Monaco.

L’8 giugno 2008 vince il suo primo gran premio di Formula 1 sul circuito di Montreal in Canada, dove un anno prima aveva rischiato la vita. Tutto un crescendo di emozioni che termineranno il 7 ottobre 2009 con il suo passaggio alla Renault in sostitituzione di Fernando Alonso che passerà in Ferrari per la stagione 2010.

Nell’occasione sarà ufficializzato anche il prolungamento di contratto che avrebbe portato Kubica a guidare in Renault fino al 2012. Ma quella sarà anche una stagione molto difficile per la scuderia francese, costretta a tagli e restrizioni economiche. In quella stagione è la grande capacità di guida del pilota polacco a trascina la squadra verso punti importanti: Bahrein, Australia, Monaco.

La sua costanza è interrotta per problemi tecnici a Silverstone. Riesce a risalire sul podio, terzo, in Belgio alle spalle dei leader del campionato Mark Webber e Lewis Hamilton. Ma la scuderia non investe più nei miglioramenti della vettura e si concentra nello sviluppo per il campionato 2011.

Incidente Robert Kubica Liguria
Incidente Robert Kubica in una ronde in Liguria

La malasorte è dietro l’angolo per Robert

La malasorte, però, è dietro l’angolo. A causa di un incidente in una competizione rallystica il 6 febbraio 2011, Kubica è costretto a rinunciare alla partecipazione al campionato 2011. L’incidente, avvenuto durante la Ronde di Andora in località San Lorenzo nel territorio del Comune di Testico, nel Savonese, ha provocato gravissime lesioni al pilota, incluse una frattura alla gamba destra, un’emorragia interna e lesioni multiple alla mano, alla spalla e al braccio destro, mentre il suo copilota è rimasto illeso.

Lo studio della dinamica dell’incidente ha rivelato che dopo l’urto dell’automobile contro il guard-rail di una curva, quest’ultimo ha ceduto e la testa della successiva sezione è entrata nell’abitacolo della vettura frontalmente, colpendo lateralmente il pilota e uscendo dalla parte posteriore della vettura. Ricoverato d’urgenza in gravi condizioni all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, Kubica è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durato sette ore per salvargli la mano e per ricomporre la frattura ad una gamba.

Il pilota è stato in seguito sottoposto a due ulteriori lunghi interventi chirurgici, il primo per correggere le problematiche legate al braccio ed alla gamba e il secondo al gomito destro che non era stato ricomposto durante le precedenti operazioni. In seguito alla conclusione della prima fase chirurgica Kubica deve affrontare una lunga riabilitazione intervallata con piccoli interventi destinati alla correzione dei difetti residui. La partecipazione al campionato 2011 è compromessa, così come la ripresa dell’attività agonistica ad alto livello, subordinata al buon esito delle terapie.

Il 16 febbraio 2011 la Renault rende noto che il suo posto in squadra verrà affidato al tedesco Nick Heidfeld per il 2011. Il 23 aprile 2011 Kubica viene dimesso dall’istituto Santa Corona di Pietra Ligure. Nel mese di agosto 2011 viene reso noto che, mentre per la gamba la situazione evolve verso un ottimo recupero, sussistono problematiche di mobilità e sensibilità dell’arto superiore, in particolare a livello del dito medio e del gomito. Il dottor Ceccarelli riferisce che il gomito al momento non consente uno sviluppo pieno della riabilitazione, mentre la sensibilità del dito medio si discosta da quella delle altre dita.

Il mese di settembre si rivela cruciale, il suo posto presso la Lotus Renault GP, che nel frattempo ha rilevato il materiale Renault, non è più garantito e si fanno insistenti le voci su un suo accantonamento. In seguito, le dichiarazioni rilasciate sia dal medico che si occupa della riabilitazione, Ceccarelli, che del manager, Morelli, lasciano intendere che il recupero del pilota può avvenire in maniera sufficiente a permettere un ritorno nel campionato 2012, prevedendo la possibilità di testare una vettura nel periodo compreso tra novembre e gennaio.

Il periodo che va dal 23 al 25 novembre 2011 è segnato da dichiarazioni contrastanti. Daniele Morelli, il manager del pilota, comunica che il contratto in Renault, in scadenza a fine anno, permetterà di cercare un sedile per il campionato 2012, mentre Éric Boullier, capo della Renault, rilascia una dichiarazione in cui afferma che Kubica ha segnalato l’impossibilità di essere in pista con l’inizio del campionato 2012.

Robert Kubica Rally del Casentino 2014
Robert Kubica Rally del Casentino 2014

La Formula 1 si allontana, anzi no…

L’11 gennaio 2012, Kubica si è rotto la gamba destra dopo una caduta sul ghiaccio nella sua casa a Marina di Pietrasanta, vicino a Viareggio. Le notizie parlano di una frattura alla tibia, nella stessa gamba gravemente ferita nel grave incidente di febbraio 2011. Anche se pare che sia scivolato banalmente in giardino, sul ghiaccio formatosi durante la notte, per l’emittente britannica BBC Kubica avrà bisogno di una vite di metallo inserita appena sopra la caviglia e dovrà portare per un mese il gesso prima di poter iniziare la riabilitazione.

Si allontanano sempre di più i piani per il suo ritorno in Formula 1. L’8 marzo 2012 l’ex pilota della Toro Rosso Jaime Alguersuari, divenuto commentatore della BBC, rilascia dichiarazioni sconfortanti circa le condizioni del pilota di Cracovia. Secondo lo spagnolo, Kubica non sarebbe in grado neanche di sollevare un bicchiere usando il suo braccio destro. Il giorno seguente a queste dichiarazioni, però, compaiono in rete delle foto che ritraggono Kubica durante un test in Liguria con una Skoda Fabia Super2000 di sua proprietà, test realmente avvenuto. L’11 marzo, Kubica torna al volante di un kart in un kartodromo di Montecatini.

Il 9 settembre 2012 ritorna alle competizioni, ma nei rally, alla guida della Subaru Impreza WRC, insieme al navigatore Giuliano Manfredi prendendo parte alla terza edizione della Ronde del Gomitolo di Lana, a Biella. Vince tutte e quattro le PS e si aggiudica anche la competizione. Al Rally di San Martino di Castrozza, il 15 settembre 2012 è di nuovo vittima di un incidente, senza conseguenze. I danni alla vettura lo costringono al ritiro.

Il 29 settembre 2012 partecipa in coppia con Emanuele Inglesi al Rally Città di Bassano, gara conclusiva dell’IrCup 2012 e vince la gara, nonostante le condizioni meteo non ottimali. Nel 2013 prende parte ad alcune gare del Campionato del Mondo Rally, sia per il WRC sia per il WRC2, in quest’ultima categoria vince cinque gare, diventando campione del mondo WRC2. Per la stagione 2014 è pilota titolare Ford del team M-Sport. Al debutto, vince le prime due speciali del Montecarlo, ritirandosi poi per un’uscita durante la seconda giornata.

Il 13 luglio 2014, al Rally del Casentino, il polacco con la Fiesta WRC conquista sette PS su nove e si impone nella gara toscana, valida per l’IrCup 2014. È il sesto successo della sua carriera da rallysta. Nel 2015, con il Team RK, disputa il WRC al volante della Ford Fiesta WRC. La stessa con cui al Monza Rally Show 2014 ha punito tutti, vincendo di tutto e di più e poi sollevando un vespaio di polemiche con dichiarazioni al vetriolo sulla regolarità delle vetture di alcuni “vip”, tra cui Valentino Rossi.

Nel 2017 è tornato alla guida di una monoposto di Formula 1 per alcuni test il mese di agosto a Budapest, con la Renault, e successivamente con la Williams. Il 16 gennaio 2018 viene ufficializzato come terzo pilota proprio della scuderia inglese Williams. Dopo aver preso parte ai test invernali, disputa le prime prove libere nei Gran Premi di Spagna, Austria e Abu Dhabi.

Il 16 gennaio 2018 viene ufficializzato come terzo pilota proprio della scuderia inglese Williams. Dopo aver preso parte ai test invernali, disputa le prime prove libere nei Gran Premi di Spagna, Austria e Abu Dhabi. E poi, finalmente, un sogno che diventa realtà.

Il 22 novembre 2018 la Williams annuncia il suo ritorno da pilota titolare, dopo otto stagioni di assenza, nella stagione 2019. Il polacco ha scelto come numero di gara l’88, usato per l’ultima volta da Rio Haryanto nel Gran Premio di Germania 2016. Conquista il primo punto durante Gran Premio di Germania 2019 il 28 luglio, per via della penalizzazione dei due piloti dell’Alfa Romeo Racing, Kimi Raikkönen e Antonio Giovinazzi, per essere partiti con una mappatura elettronica da bagnato che ha permesso loro un rilascio della frizione più graduale utile ad evitare il pattinamento.