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Dalla F1 ai rally: ecco i migliori 10 della storia

Dalla F1 ai rally, sono tanti i piloti che hanno anche solo provato. L’ultimo della serie, nel primo ventennio del Terzo Millennio, è il pilota della Mercedes Formula 1 Valtteri Bottas, che si è messo alla prova con i rally, nell’Arctic Rally nelle distese gelate del Nord della Finlandia, alla guida di una Ford Fiesta WRC.

Il pilota della Mercedes F1 Valtteri Bottas è solo l’ultimo in ordine di tempo a essersi messo alla prova con i rally, nell’Arctic Rally nelle distese gelate del Nord della Finlandia. Alla guida di una Ford Fiesta WRC equipaggiata con pneumatici Pirelli e con il copilota ex-campione del mondo Timo Rautiainen a leggere le note.

Bottas ha chiuso al quinto posto generale, vincendo anche una prova speciale. E ha detto di aver apprezzato l’esperienza. Ma chi altro è stato tentato dal passaggio dalla pista al rally (anche se per poco?). Ecco i migliori 10 secondo noi…

Kimi Raikkonen

“Iceman” ha disputato due intere stagioni nel WRC (oltre a un paio di uscite quando era ancora in Formula 1) con il miglior risultato il quinto generale nel Rally di Turchia 2010. Ha mostrato grande velocità – vincendo anche una prova speciale in Germania – ma a volte ha faticato nell’adattarsi alle note. Ha chiuso decimo in campionato in entrambe le stagioni del WRC, prima di tornare alla Formula 1.

Stephane Sarrazin

La carriera in F1 del francese non è stata così illustre, dato che ha corso un solo GP: Brasile 1999, quando ha sostituito Luca Badoer. Si è concluso con un ritiro drammatico, dopo il cedimento di un’ala e sei testacoda in mezzo alla pista, quel debutto. Ma lo specialista di Le Mans ha anche avuto tempi molto più felici nel rally, finendo quarto con la Subaru in Spagna nel 2004 (il suo miglior risultato) e nono nel Rally de France. Al MonteCarlo, è salito sul podio nella classe WRC2, alla guida di una Hyundai i20 gommata Pirelli.

Robert Kubica

Il polacco torna in Formula 1 con la Williams, ma in passato ha corso nei rally, dopo il terribile incidente che ha messo in stand-by la prima parte della sua carriera in F1. In totale ha corso settanta rally tra il 2004 e il 2016, vincendone undici. Dal 2013 ha corso nel World Rally Championship, vincendo il WRC2 e di seguito stando al comando del Rally MonteCarlo. Quello cui Valtteri deve puntare…

Romain Dumas

Meglio noto per i suoi exploits alla 24 Ore di Le Mans e alla Pikes Peak, Dumas aveva già partecipato regolarmente ai rally francesi al volante di una Porsche quando fece il debutto nel Mondiale con una Mini John Cooper Works WRC nel Rally de France 2012. Da allora, ha corso con regolarità nel WRC, quasi sempre con la Porsche. Il brand tedesco ha sviluppato una Cayman GT4 per il rally e Dumas ha lavorato al suo sviluppo.

Mika Salo

Dopo essere arrivato ai vertici della Formula 1 guidando per la Ferrari, Mika Salo è passato al rally, con una predisposizione particolare per le macchine del Gruppo N in gare sulla neve. Il finlandese ha corso regolarmente l’Arctic Lapland Rally ed è persino stato in lizza per vincere l’evento mondiale in Norvegia nel 2006. Sì, c’è una lunga tradizione di finlandesi nei rally sulla neve…

Mika Hakkinen

Qualunque cosa possa fare Mika Salo, può farla anche il suo vecchio avversario Mika Hakkinen… Anche il due volte campione del mondo di Formula 1 McLaren ha fatto cinque apparizioni all’Arctic Lapland Rally tra il 2003 e il 2009. Il suo miglior risultato è stato nel 2004, quando è arrivato settimo in classifica generale con una Toyota Corolla WRC.

Alex Caffi

Dopo la carriera in Formula 1 e nelle sportscars, Alex Caffi si è dato al rally, debuttando nel WRC al Rally MonteCarlo 2011 con una Skoda Fabia. Più di recente, ha corso con una Porsche classica al Monza Rally Show, vincendo la sua classe. E come non ricordare anche la sua partecipazione alla Mille Miglia?

Derek Warwick

Prima di Kimi Raikkonen, bisogna ritornare al 1990 per trovare l’ultima volta in cui un pilota di F1 attivo ha corso in un evento del WRC. Derek Warwick – allora pilota Lotus F1 – partecipò al RAC Rally al volante di una Subaru Legacy. Uscì di strada nella venticinquesima tappa.

Martin Brundle

L’inglese commentatore di Sky Sports F1, è stato anche un appassionato pilota di rally. Ha corso due volte la prova britannica del Mondiale, facendo un incidente con una Ford Escort Cosworth nel 1996 e poi tornando nel 1999 con una Toyota Corolla WRC ufficiale, con al fianco come copilota il leggendario Arne Hertz. Fu costretto al ritiro per la rottura del radiatore, ma comunque entuasiasta dell’esperienza.

Jim Clark

Lo scozzese è l’unico campione in carica di F1 ad aver corso in un rally internazionale – ma per una sola volta. Clark disputò il RAC Rally 1966 su una Lotus Cortina, risalendo fino al sesto posto generale a metà gara, prima di uscire di strada nella prova successiva. Ma avere un campione del mondo in carica nell’evento attrasse moltissimo pubblico.

I rally salvarono la carriera in F1 di Kimi Raikkonen

Nel 2010, il compagno di Loeb sulla Citroen C4 WRC era Kimi Raikkonen, che aveva concluso il suo contratto con la Ferrari un anno prima e cercava una nuova sfida, nuove emozioni. Sfida ed emozioni che arrivarono grazie alla Red Bull, anche se non al fianco di Sebastian Vettel in F1. Il gigante austriaco delle bibite lo sponsorizzò per correre nei rally, per cui per una stagione Kimi divenne il pilota più pagato nella storia dello sport, ricevendo uno stipendio sia dalla Ferrari sia dalla Red Bull.

Ad appena un paio d’ore di macchina da Hockenheim – decisamente meno se si usa l’autostrada nel modo corretto – c’è una città da cartolina, Trier, vicina al confine con Lussemburgo e Francia. Una tranquilla città universitaria, nota per la sua cattedrale e una quantità di splendide rovine romane: la più celebre è Porta Nigra, la porta originaria della città, costruita tra il 160 e il 200 DC. Non solo è la più grande porta romana a nord delle Alpi, ma è anche una delle meglio conservate. Di conseguenza è l’attrazione turistica più popolare di Trier. E tra i visitatori vip c’è stato persino Kimi Raikkonen, che qui ha conquistato uno dei suoi più importanti successi di sempre. Il più importante, e anche unico, della sua parentesi nel Mondiale Rally: la vittoria della super speciale.

Dal 2002, Trier ospita la prova tedesca del Mondiale Rally, una delle gare preferite da Sebastien Loeb. Anche se Loeb è francese, per molti anni il Deutschland Rally (come è noto) è stato la gara di casa sua, dato che lui viene da Haguenau, subito oltre il confine in Alsazia. In effetti, uno dei molti record di Loeb è il maggior numero di vittorie in un singolo evento del WRC, proprio in Germania: dove ha vinto ben nove volte.

Nel 2010, il compagno di Loeb sulla Citroen C4 WRC era Kimi Raikkonen, che aveva concluso il suo contratto con la Ferrari un anno prima e cercava una nuova sfida, nuove emozioni nei rally. Sfida ed emozioni che arrivarono grazie alla Red Bull, anche se non al fianco di Sebastian Vettel in F1. Il gigante austriaco delle bibite lo sponsorizzò per correre nei rally, per cui per una stagione Kimi divenne il pilota più pagato nella storia dello sport, ricevendo uno stipendio sia dalla Ferrari sia dalla Red Bull.

I rally salvarono la carriera in F1 di Kimi Raikkonen
I rally salvarono la carriera in F1 di Kimi Raikkonen

Dato che la Red Bull sponsorizzava anche l’allora dominante team Citroen Racing, era ovvio che avrebbe corso con loro. Non che il rally fosse una nuova avventura per Kimi, che in precedenza aveva già disputato con successo il Rally di Finlandia (e altre gare), alla guida di una Abarth Grande Punto Super 2000, grazie al suo legame contrattuale con la Ferrari. Anche suo fratello maggiore Rami aveva una macchina da rally quando vivevano in Finlandia, che Kimi ha “preso in prestito” in diverse occasioni.

Kimi Raikkonen ha definito i rally “molto, molto più duri delle gare di Formula 1: in F1 devi pensare a quattordici o quindici curve, nel rally ne hai centinaia, a volte migliaia”. Poi ovviamente vedi quelle curve solo due volte e a bassa velocità durante le ricognizioni pre-gara. Ed è tutto decisamente diverso rispetto quando le affronterai a 100 km/h in più durante il rally vero…

Come ha sottolineato Kimi, lavorare con il roadbook nei rally è stata la parte più difficile. Ma la prova tedesca del Campionato del Mondo Rally lo avvantaggiava, perché conteneva una specie di circuito. La super speciale dedicata al pubblico – che di norma si svolge nel centro delle città, davanti a migliaia di spettatori in tribuna – si svolgeva su un corto tracciato attorno a Porta Nigra. Comunque, un circuito cittadino a tutti gli effetti. E, contro i migliori piloti di rally al mondo, Kimi lo vinse – il suo unico successo in una tappa del Mondiale Rally (a una media di 81,13 km/h).

Quello fu solo il suo secondo rally su asfalto, si classificò al settimo posto della classifica assoluta, non superando quello che era stato il suo miglior risultato, il quinto posto sulla terra del Rally di Giordania a inizio stagione. “Non sono arrivato nei rally puntando a risultati particolari”, disse. “È solo che ho sempre ammirato l’abilità e il coraggio dei rallysti e volevo mettermi alla prova. Vincere la PS in Germania è stato stupendo, ma mi sono divertito molto di più sulla terra”.

Complessivamente, Kimi Raikkonen è stato pilota di rally per due anni, anche se non ha disputato l’intera stagione nel 2011, quando aveva il suo team Ice1 Racing. Poi arrivò la chiamata dalla Lotus per tornare in Formula 1, che lo vide vincere una gara prima della fine dell’anno (in cui detiene il record non solo per il maggior numero di arrivi in una singola stagione, ma anche per più arrivi a punti: 20 arrivi su 20 gare, 19 volte a punti).

Da notare che le nelle sue due stagioni nei rally hanno avuto un ruolo-chiave grazie alle sue prestazioni. “Non si possono paragonare le due categorie o dire che i rally mi abbiano aiutato a guidare meglio in Formula 1”, sottolinea. “Ma quando ho smesso in F1 ero pronto per fare qualcosa di diverso e mettermi alla prova e senza i rally non penso che sarei mai tornato in pista”.
Quindi, fondamentalmente, se Kimi non avesse corso nei rally – in seguito al termine del contratto con la Ferrari – la Ferrari non gli avrebbe poi rinnovato il contratto per l’anno successivo. A volte la vita è proprio strana.

Clamoroso, Kimi Raikkonen a caccia di record: F1 e WRC

Al giornale Red Bull Red Bulletin, Kimi Raikkonen ha detto che, in questo momento, essere vittoriosi nel WRC è meglio di esserlo nella F1 e ha aggiunto che, fino ad ora, nessuno ha mai vinto prima il titolo WRC e quello F1. Essere finlandese e anche nelle grazie milionarie di Red Bull, porta Kimi Raikkonen per primo alla corte di Tommi Makinen.

Kimi Raikkonen è pronto a chiudere la propria carriera in Formula 1. Si ritirerà alla fine del 2020. Il pilota finlandese non fa mistero di essere tornato a guardare uno sport che tanto lo ha divertito, i rally, ed essere pronto a rientrare nella serie in cui altrettanto si è divertito, il WRC.

I suoi occhi di ghiaccio adesso puntano nuovamente ai rally del WRC, dunque. Kimi Raikkonen sostiene di avere come obiettivo quello di vincere il titolo anche in quel campionato. Kimi Raikkonen ha corso a tempo pieno nelle stagioni 2010 e 2011 del WRC, finendo decimo assoluto in entrambe le stagioni con un quinto posto come miglior piazzamento.

Al magazine Red Bull Red Bulletin, Raikkonen ha detto che, in questo momento, essere vittoriosi nel WRC è meglio di esserlo nella F1: “Nessuno ha mai vinto prima il titolo sia WRC sia F1, questo è un altro aspetto che lo rende interessante per me”, ha detto il pilota di Alfa Romeo Racing giunto ormai al suo ultimo anno in Formula 1.

Nell’arco della sua carriera, Kimi Raikkonen ha corso in Formula 1 per la Sauber, la McLaren, la Lotus, la Ferrari (in due occasioni, dal 2007 al 2009 e poi dal 2014 al 2018) e per l’Alfa Romeo. È stato vice campione del mondo con la McLaren nel 2003 e nel 2005 e campione del mondo nella stagione 2007 con la Ferrari, risultando al 2019 l’ultimo pilota ad aver vinto un titolo iridato per la scuderia italiana.

Considerato come uno dei più grandi talenti dell’automobilismo di tutti tempi, Kimi Raikkonen è stato il pilota ad essere arrivato in Formula 1 con il minor numero di gare ufficiali disputate in monoposto (ventitré corse alle spalle). Nel corso della sua carriera in Formula 1 ha vinto 21 Gran Premi (10 con la Ferrari, 9 con la McLaren e 2 con la Lotus) diventando il finlandese con più vittorie all’attivo.

Soprannominato “Iceman”, perché freddo in gara e restìo a trattare con i media, secondo un sondaggio, Kimi Raikkonen sarebbe il secondo pilota più amato dai tifosi della Ferrari dopo Schumacher. Tra il 2010 e il 2011 ha inoltre partecipato, durante il momentaneo ritiro dalla Formula 1, al Campionato del Mondo Rally, disputando ben ventidue gare (59 punti), e ad alcune prove della Nascar.

Essere finlandese e anche nelle grazie milionarie di Red Bull, porta Kimi Raikkonen per primo alla corte di Tommi Makinen, nella speranza di poter avere una vettura ufficiale per la stagione 2021 del World Rally Championship. Seppure appare difficile, l’ipotesi che si possa trovare un accordo tra Raikkonen-Red Bull-Toyota Gazoo Racing potrebbe anche perfezionarsi.