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Miki Biasion e Ken Block: due generazioni di piloti a confronto

Succede che due piloti veloci e carismatici, ma appartenenti a due epoche diversissime del rallysmo, parlino del loro (diverso) approccio alla gara.

Rallylegend, di cui siamo media partner, non è solo gara. Certo è prima di tutto Rally. Ma è anche Legend. Per cui succede che, durante gli incontri dedicati alla cultura rallystica e alla storia del nostro amato sport, due piloti veloci e carismatici, ma appartenenti a due epoche diversissime del rallysmo, parlino del loro (diverso) approccio alla gara e raccontino qualche aneddoto sul loro rapporto con le gare e le auto da corsa.

Grandi campioni e due generazioni a confronto, dunque, in occasione del Rallylegend 2019 di San Marino. Da un lato Miki Biasion, icona di uno dei momenti più gloriosi ed indimenticabili della storia del rally, e dall’altro Ken Block, idolo dei “tondi”, di YouTube e del web e certamente punto di contatto fra il rally vero, duro e puro e lo spettacolo da lanciare in rete con milioni di visualizzazioni a colpi di like e condivisioni.

Noi di Storie di Rally non dimentichiamo che abbiamo una Lancia nel cuore e che per Miki Biasion il 2019 è un anno importantissimo: il 12 ottobre del 1989, trent’anni, il pilota di Bassano del Grappa conquistava il suo secondo titolo iridato nel Mondiale Rally, rimanendo ad oggi l’unico rallysta italiano nella Hall of Fame WRC della FIA a Parigi .

“Per celebrare questo anniversario dopo trent’anni ho voluto ricostruire esattamente la macchina con cui ho vinto il secondo Campionato del Mondo Rally, la Lancia Delta che portavo al debutto col motore 16 valvole verniciata per la prima e ultima volta in rosso”, racconta Miki Biasion a San Marino.

“Ero davvero preoccupato e titubante prima del Rally di Sanremo, ma pensavo che sarebbe stato di buon auspicio il fatto che un paio di anni prima mi avessero affidato la Delta 4WD, con cui ero riuscito a vincere il Rally di MonteCarlo, e poi l’8 valvole che avevo potato a podio al Rally del Portogallo l’anno successivo”, prosegue Miki Biasion.

Biasion e Sanremo, Block e… la Mustang

Biasion racconta le difficolta di gestione di un’auto così tanto scorbutica nelle reazioni, da quasi 400 indomabili cavalli e con un motore davvero difficile da utilizzare per via della coppia eccessiva. “Tre minuti persi in prova e poi quella rimonta all’ultimo respiro”, ricorda Miki, che non può fare a meno di sottolineare s più riprese il rapporto simbiotico col suo navigatore Tiziano Siviero, con cui sin dai tempi della scuola condivideva la passione per i rally.

E poi c’è Ken Block. L’americano re delle gymkhane e dei teenagers. Che dire? È timido? Non pare. Se la tira? Pare, ma è solo l’approccio. Anche lui è un folle ragazzone intrippato di corse. Sa di non avere più l’età per diventare co Miki. E probabilmente neppure le capacità. Nei rally ci ha provato. Eccome. Ma non è andata nel modo sperato. Però, sorride e guarda la sua “dolce” Ford Escort RS Cosworth del 1994 iper vitamninizzata.

Il pilota californiano firma autografi, centinaia di richieste per una firma o una dedica sui poster, sulle scarpe, sulla fronte, sulle guance dei suoi fans. E poi quelle raffiche di selfie dopo aver vinto il Legend Show e la classe Myth del Rallylegend. “Una delle esperienze di rally più selvagge della mia carriera”, dice Block arrivato dagli Stati Uniti con il suo navigatore italo-americano Alex Gelsomino.

Sul 2019, ormai al termine, Ken Block fa notare che quest’anno era improntato divertimento. “Quest’anno mi diverto con la Ford Escort Cosworth, ma il mio cuore batte sempre fortissimo per la Ford Mustang – prosegue il funambolo delle gymkhane, che per la Casa dell’Ovale Blu ha contribuito allo sviluppo della nuova Focus RS –. L’anno prossimo si vedrà, spero di concretizzare il sogno della Mustang”.