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Kalle Rovanpera predestinato nei rally o coincidenze?

Anche la storia di Kalle Rovanpera ci ha affascinato tantissimo negli ultimi dodici anni. Per quanto sia strano parlare degli ultimi dodici anni di carriera di un pilota di rally che l’1 ottobre 2020 ha compiuto vent’anni, di cui tanti trascorsi sui laghi ghiacciati con La Toyota Starlet, appeso al volante con i blocchi sui pedali. Raccontiamo il Rovanpera Junior che nessuno conosce.

Dall’1 ottobre 2020 all’1 ottobre 2000. Giusti venti anni. Sebastien Loeb arrivava per la prima volta tra i primi dieci in un rally del Campionato del Mondo. Il suo nono posto assoluto al Tour de Corse 2000 è stato un risultato eccezionale per un ex-ginnasta alla sua quinta gara del Mondiale WRC. Lo stesso giorno dello stesso anno nasceva Kalle Rovanpera.

Una bella coincidenza, vero? La Toyota Corolla WRC che Loeb stava guidando sull’isola francese il giorno in cui è nato Rovanpera Junior è esattamente la stessa vettura (telaio 630 K-AM 608, originariamente costruita per Didier Auriol per vincere il Rally di Cina 1999, fonte (Mull Rally Duncan Brown) con cui il padre di Kalle, Harri, aveva concluso terzo al Rally 1000 Laghi di 42 giorni, cioè quando mancava poco più di un mese alla nascita di suo figlio.

La storia di Kalle ci ha affascinato tantissimo negli ultimi dodici anni. Per quanto sia strano parlare degli ultimi dodici anni di carriera di un pilota di rally che l’1 ottobre 2020 ha compiuto vent’anni, di cui tanti trascorsi sui laghi ghiacciati con La Toyota Starlet, appeso al volante con i blocchi sui pedali.

Quello era Kalle Rovanpera nei rally a dodici anni. Anche nell’inverno del 2008, il talento naturale era evidente mentre l’auto veniva lanciata da una curva all’altra e controllata magnificamente con l’acceleratore. La derapata controllata è qualcosa che Rovanpera ha imparato mentre altri ancora guardavano i cartoni animati. Una volta che il furore si è placato, tutto è andato abbastanza bene. E del giovanotto si è saputo poco e nulla. Ma la stella era quasi pronta ad iniziare a brillare.

Durante la sua adolescenza, protetto dai genitori, a Kalle Rovanpera viene consegnata una Citroen C2 R2 Max per sostituire nei rally l’ormai stanca Toyota, che ha pure la tosse. Nel 2014, lotta tra le due ruote motrici contro BMW 328 e Renault Clio. Il settimo posto assoluto al Rally Aluksne 2015 è il momento del risveglio. Quella volta è perfetto con la C2 e torna alla gara lettone dodici mesi dopo, non avendo compiuto sedici anni, al volante di una Skoda Fabia S2000 centrando il successo assoluto. E non vince per poco.

Kalle insieme a papà Harri Rovanpera
Kalle insieme a papà Harri Rovanpera

L’escalation rallystica del figlio di Harri Rovanpera

Se il 2016 è iniziato bene, è finito incredibilmente meglio con un indimenticabile debutto nel WRC. Al Memorial Bettega chiude secondo dietro a Elfyn Evans, entrambi alla guida di Ford Fiesta RS WRC. Un anno dopo torna e vince. Poi sarà l’adolescente Oliver Solberg a farsi dedicare alcuni titoli dei giornali mentre ripete l’impresa di Kalle con il secondo posto di categoria al suo debutto nel WRC. Entrambi battono Teemu Suninen.

A diciassette anni si può guidare su alcune strade e Rovanpera esordisce al Rally GB. E subito comprende le dimensioni del passo che sta facendo, quando scivola via il primo pomeriggio con la Ford Fiesta R5. Colpa del fango Myherin. Quindici giorni dopo arriva un risultato nella top ten del WRC e la prima vittoria nel WRC2 al Rally di Australia. Da allora, lo arruola Skoda e lui immagazzina esperienza, velocità e fiducia.

Ma prima ancora di firmare per l’azienda ceca, il suo pensiero vola all’accordo con Toyota. Kalle ha testato una Yaris WRC nel 2016. All’età di sedici anni. È stato un test di resistenza su un’auto molto aggressiva, ma comunque… Due rally nella sua carriera a tempo pieno nel WRC ufficiale e arriva il primo podio al Rally di Svezia. Se non fosse stata una foratura, è del tutto plausibile che avrebbe vinto il Rally di Estonia, la sua quarta partenza nel WRC con la Yaris WRC.

È giusto dire che Kalle Rovanpera ha fatto un sacco di cose divertenti nella sua adolescenza. Sicuramente non si è annoiato. E non potrebbe essere diversamente con un papà e una mamma come come quelli che ha, che lo aiutano, lo seguono, lo proteggono. Ma quello che ci ha fatto vedere fino ad oggi è davvero solo l’inizio. Preparatevi tutti!

Piero Liatti e quel test della Seat Cordoba WRC a Turpino

Qualche settimana prima del Rally di Sanremo 1999, gara valida per il Campionato del Mondo Rally, a Turpino arrivano tutte le principali scuderie, dalla Toyota alla Subaru. I grandi team “affittano” le strade più adatte ai test, occupandosi di tutto: dalla sicurezza alla pulizia, garantendo anche il via libera ai residenti. C’è anche Piero Liatti con la Seat.

Quando si nomina Piero Liatti si tende a ricordarlo per la sua unica vittoria nel WRC, al Rally di MonteCarlo 1997. Una vittoria certamente indimenticabile, quella centrata con Fabrizia Pons al debutto della Subaru Impreza WRC, nell’anno e nella gara d’esordio per le World Rally Car, ma certamente non l’unica esperienza del fuoriclasse biellese, che tra l’altro dopo essere uscito da Subaru corse come pilota ufficiale Seat.

Qualche settimana prima del Rally di Sanremo 1999, gara valida per il Campionato del Mondo Rally, a Turpino arrivano tutte le principali scuderie, dalla Toyota alla Subaru. I grandi team “affittano” le strade più adatte ai test, occupandosi di tutto: dalla sicurezza alla pulizia, garantendo anche il via libera ai residenti (quando richiesto), che hanno sempre la precedenza rispetto al passaggio delle auto da rally in test.

Questo sistema consente di fare piovere nelle casse comunali denaro contante, mentre i pochi alberghi e ristoranti della zona hanno quasi un mese di incassi assicurati. Oltre ai piloti e ai meccanici, infatti, a Turpino arriva sempre un buon numero di appassionati, che seguono le prove applaudendo ad ogni passaggio di un pilota di rango. Liatti, dunque.

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Piero Liatti durante il test, nella foto di Fabio Dealberti

Avete presente Piero Liatti, sempre distinto, sorridente, apparentemente di buon umore? Ecco, quel giorno, quel 28 agosto 1999, nonostante tutti lo applaudano come si conviene con uno degli idoli di casa, Piero è sempre distinto, come deve essere un pilota professionista, ma è preoccupato e arrabbiato perché la Seat Cordoba WRC non lo soddisfa. Non è che non va come vorrebbe lui, è che non va proprio. “Non sono molto contento di questa vettura – si sfogava con i giornalisti, Piero Liatti –. L’ho lasciata un mese fa e, ad essere sinceri, l’ho ritrovata peggio di prima”.

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100 anni di Storie di Rally 2: appuntamento con la storia

Jari-Matti Latvala vicino al ritiro: non c’è posto nel WRC

Toyota ha bisogno di ricambio generazionale nella squadra, per proseguire ad avere un ruolo da protagonista sia nel WRC Piloti con Ott Tanak sia nel WRC Costruttori e sta seriamente pensando di scommettere sul giovane talento finlandese in chiave 2020.

L’esperienza di Jari-Matti Latvala nel World Rally Championship pare stia per chiudersi definitivamente e, forse, anche un po’ clamorosamente. Il driver finlandese sta valutando di appendere il casco al chiodo già al termine del 2019. Pare sempre più realistica, infatti, la promozione di Kalle Rovanpera nella classe regina del WRC, specialmente dopo la vittoria iridata nel WRC2 Pro arrivata nell’ultima gara disputata in Galles.

Toyota ha bisogno di ricambio generazionale nella squadra, per proseguire ad avere un ruolo da protagonista sia nel WRC Piloti con Ott Tanak sia nel WRC Costruttori e sta seriamente pensando di scommettere sul giovane talento finlandese in chiave 2020, affidandogli la terza Yaris WRC Plus già nella prossima edizione del Campionato del Mondo Rally nella speranza di velocizzare ulteriormente la sua crescita accanto a Kris Meeke. Questa soluzione mette alla porta Jari-Matti Latvala, che pare non soddisfare più le aspettative del team principal Tommi Makinen.

Lo stesso manager Timo Jouhki ha definito “molto poco probabile il passaggio di Latvala ad un altro team”, se la Casa giapponese dovesse scegliere Rovanpera come terza punta della prima squadra: “Si tratta di una situazione un po’ imbarazzante. Qualcosa di piccolo potrebbe essere disponibile altrove ma, è improbabile che la carriera di Jari-Matti continui. Attualmente ci sono solo posti disponibili presso il team ufficiale Hyundai e M-Sport, squadra che rappresenta Ford nel WRC”.

Esapekka Lappi, dai go-kart ai rally per questioni di budget

Lappi inizia a gareggiare nei kart vincendo il campionato finlandese nel 2007. La sua carriera nei circuiti si interrompe per problemi di budget e da allora comincia a dedicarsi ai rally. Sembra paradossale, ma è così.

Classe 1991, del 17 gennaio per la precisione, nel 2019 Esapekka Lappi è il compagno di squadra di un certo Sebastien Ogier nel team Citroen Racing WRT. Ha colto il suo primo podio, nonché la sua prima vittoria, al Finland Rally 2017. Ha inoltre vinto il WRC 2 nel 2016 e il Campionato Europeo Rally nel 2014, oltre a esser stato campione finlandese nel 2012.

Lappi inizia a gareggiare nei kart vincendo il campionato finlandese nel 2007. La sua carriera nei circuiti si interrompe per problemi di budget e da allora comincia a dedicarsi ai rally. Sembra paradossale, ma è così. Nel 2008, all’età di 17 anni, inizia a competere nei rally sprint finlandesi, in cui si gareggia senza il copilota, con un’Opel Astra GSi 16V, vincendo tutte e ventuno le gare della stagione.

Disputa il suo primo rally nel 2009 e gareggia per tutta la stagione in competizioni nazionali guidando una Honda Civic Type-R e alternandosi con diversi copiloti. Nel 2010 iniziò il sodalizio con il navigatore Janne Ferm e continuò a competere in rally nazionali sempre con la Civic, terminando al terzo posto nel campionato finlandese in categoria R2.

Nel 2011, Lappi passa a guidare una Citroën C2 R2 Max di classe 1600, ingaggiato dalla squadra finlandese Printsport. Con questa vettura fa inoltre il suo debutto nel mondiale WRC al Finland Rally 2011, classificandosi al trentaduesimo posto assoluto e al dodicesimo nella sua classe. Vince, altresì, il Campionate Finlandese R2 ricevendo il premio quale miglior pilota debuttante dell’anno.

Nel 2012 disputa l’intero campionato finlandese nella Super 2000 con la scuderia Printsport, con una Ford Fiesta S2000, con la quale vinse tutte e sette le gare laureandosi campione nazionale. Disputò due gare del mondiale 2012, classificandosi venticinquesima in Finlandia con la Fiesta e ritirandosi in Germania con la C2 per problemi meccanici. Venne successivamente ingaggiato dalla Škoda Motorsport e con la Fabia S2000 vinse a fine settembre la tappa polacca dell’Erc 2012, primo successo in una competizione internazionale per il giovane finlandese.

Esapekka Lappi nei panni del pilota Skoda
Esapekka Lappi nei panni del pilota Skoda nel WRC 2

Per il 2013 la scuderia ceca rinnova la fiducia a Lappi, consentendogli di partecipare ad eventi selezionati dell’Erc 2013 e all’Asia-Pacific Rally Championship, ma soprattutto gli consente di fare esperienza nel WRC competendo nel WRC 2, al fianco di piloti esperti come Jan Kopecký e Freddy Loix. Il debutto al Rally di MonteCarlo 2013 non fu dei più felici in quanto Lappi dovette ritirarsi per la rottura di una sospensione.

Al Rally del Portogallo 2013 dimostrò invece le sue qualità giungendo decimo assoluto al traguardo e dominando la classe WRC 2. Il successivo appuntamento mondiale, il Rally di Finlandia 2013 lo vide invece classificarsi al trentunesimo posto e fuori dai dieci nella sua categoria.

È insolito che un rallysta finlandese abbia iniziato con il karting…

“Vero! A sei anni ho voluto seguire l’esempio di mio fratello maggiore, e mi sono ritrovato a gareggiare fino ai 16 anni. Tra i piloti finlandesi di rally, emersi recentemente, sono stato il primo con questo percorso. In seguito, c’è stato Teemu Suninen, mio compagno di team, ma anche Kalle Rovanperä o Jari Huttunen”.

Perché optare per i rally?

“All’epoca sognavo di essere pilota di Formula 1, ma alla fine sono molto felice di questa scelta! Sono stato campione di Finlandia 2007, al massimo del livello per quel periodo, ho anche gareggiato nel campionato europeo, ma ho smesso perché non avevo prospettive. Continuare a gareggiare con i kart o provare a competere ai livelli più bassi delle monoposto sarebbe stato in ogni caso troppo oneroso. Nel rally si può accedere allo stesso livello ma con un budget più ragionevole. E poi questa disciplina è trasmessa dalla televisione in Finlandia, e quindi è più facile trovare sponsor disposti a dare un contributo, mentre nessuno conosce le categorie più basse della competizione su pista”.

In che modo la tua esperienza nel karting ti aiuta nei rally?

“All’inizio, probabilmente, potevo avere un vantaggio, a livello mentale rispetto ai miei avversari di allora. Avevo già l’esperienza della competizione: sapevo cos’era ed ero abituato a sentire la pressione. Ovviamente, rispetto ai miei rivali di oggi, questo vantaggio non esiste più. Però, per gare come la Corsica o la Spagna, penso che il karting mi aiuti a valutare bene le strade nelle ricognizioni, a trovare la traiettoria durante la gara, soprattutto quando le curve sono lunghe, si aprono e poi si stringono di nuovo… Credo che il karting abbia affinato il mio senso della traiettoria”.

Quali sono i ricordi delle tue tre precedenti partecipazioni in Corsica?

“Nel 2014 ho vinto il titolo di campione d’Europa ma uscendo di strada, quindi non è stato uno dei momenti migliori! L’anno scorso in compenso, nonostante la foratura, rimane uno dei nostri migliori rally della stagione”.

Kalle Rovanpera: il più giovane pilota a punti nel WRC

Nel 2015, all’età di 14 anni, Rovanpera ha gareggiato in Lettonia, dove la patente di guida non è un requisito per partecipare ai rally. Venne affiancato da Risto Pietiläinen, storico copilota del padre Harri nel mondiale WRC.

C’è un vecchio adagio nel motorsport che sostiene che, se sei abbastanza bravo, sei abbastanza grande e capace di insistere sul fatto che i piloti, non importa quanto giovani, dovrebbero avere l’opportunità di fondere i doni precoci con abilità e astuzia non appena diventano pensanti.

Il quattro volte campione di Formula 1 Sebastian Vettel viene paracadutato nello sport all’età di 19 anni e diventa il vincitore più giovane due anni dopo. O Max Verstappen che scolpisce da oltre due anni quel punto di riferimento nel Gran Premio di Spagna 2016.

Ora c’è un nuovo nome da aggiungere a quella lista prodigiosamente di talento: Kalle Rovanpera. Invece che nel mondo delle corse in circuito, le abilità del finlandese prodigio sono esposte al volante di un’auto da rally. Kalle Rovanpera è un giovanissimo pilota di rally di grande talento che spera di seguire le orme dei suoi leggendari compatrioti finlandesi.

Arriva per la prima volta all’attenzione del mondo all’età di otto anni, quando un video su Youtube che mostra le sue abilità di guida al volante di un’auto da rally lungo le strade sterrate vicino casa sua è diventato virale. Figlio dell’ex pilota WRC, Harri Rovanpera (Ford, Seat, Peugeot, Mitsubishi e infine Škoda), il giovane Kalle guida auto da quando aveva sei anni, e moto e ATV da quando aveva tre anni.

Quella connessione con qualunque cosa si trovi dietro al volante si sta sviluppando da prima che possa ricordare. Nato l’1 ottobre 2000 a Jyväskylä, la capitale dei 1000 Laghi, ha preso parte al suo primo rally, in Estonia, a soli 10 anni, e correva in Lettonia a 13 anni, anche se solo nelle prove speciali. Il vecchio navigatore di suo padre, Risto Pietiläinen, doveva prendere il volante sulle strade pubbliche. Ma solo dal 2015 ha potuto iniziare a correre in modo più professionale e impegnativo. E i titoli sono iniziati ad arrivare.

Ha preso d’assalto la serie lettone negli ultimi anni e ha corso anche in Italia, mostrando tempi spaventosamente veloci ovunque vada. Dopo un paio di gare verso la fine della stagione WRC 2017, compresa l’Australia, dove è arrivato decimo, diventando il pilota più giovane di sempre a segnare un punto nel Campionato del Mondo Rally.

Nel 2018 ha fatto il passaggio al World Rally Championship. Si è unito al team Skoda nel WRC 2 con l’intenzione di disputare sei o sette eventi, diventando il più giovane pilota del WRC. Quando non corre, Kalle è interessato a tutto con un motore: ATV, motoslitte, moto d’acqua e moto di tutte le forme e dimensioni.

Riferendosi al famoso video, Kalle mi dice: “Non ricordo molto, ero davvero giovanissimo”, come se stesse discutendo di una deviazione dell’infanzia da lungo tempo dimenticata. “Onestamente, non ho idea da dove sia nato questo collegamento con la macchina. Guidavo ogni genere di altre cose quando ero piccolo – ATV e biciclette e cose del genere – ma non guidavo la macchina”.

Per quella ho dovuto aspettare fino a sette anni. Non ho idea del perché mi sia sembrato tutto così facile, ma lo è stato, non ho spiegazioni, ma fin dal primo momento, quella macchina mi è sembrata l’altra metà di me. Dopo aver guidato una vettura da rally per la prima volta, non ho mai più toccato nessun’altra auto da corsa”.

“È stato difficile convincere le persone che potevo competere, che ero abbastanza bravo”, dice. “Mio padre ha dovuto chiedere permessi in Lettonia ed Estonia.Per me, entrare nei rally così giovani non era difficile, perché avevo guidato molto prima.Non so davvero cosa gli altri pensassero prima di me, ma dopo penso che pensavano che stavo bene”.

Le gare dell’allora quindicenne nelle prove speciali lettoni, in quelle finlandesi e in Italia – grazie a speciali permessi dell’autorità nazionale motoristica nazionale – hanno iniziato a costruire vero punto di svolta della carriera di Rovanpera. Anzi, il punto di non ritorno.

Il primo passo di Rovanperä sul palcoscenico iridato è stato gentilmente offerto da Malcolm Wilson , il capo di M-Sport, uomo che ha una lunga storia nella promozione dei giovani sportivi, avendo supervisionato l’ascesa di un’altra stella, Jari-Matti Latvala , da quando era un diciassettenne prodigio a quando è diventato il più giovane vincitore del WRC, a soli 22 anni.

Rovanpera era il prossimo, allora sedicenne su una Fiesta R5 nella penultima prova del WRC 2017, il Wales Rally GB. C’era solo un problema: gareggiare su strade aperte avrebbe dovuto soddisfare il requisito più prosaico di possedere una patente di guida.

Così, il 2 ottobre 2017, il giorno dopo aver compiuto diciassette anni e poco più di tre settimane prima del suo debutto nel WRC, Rovanpera è tornato a casa, nella sua città natale, e con la macchina di famiglia ha dovuto iscriversi a scuola guida e conseguire la patente.

In ballo c’era il più importante trofeo della sua giovane carriera. “C’era pressione? Forse un po’. Un bel po’ di cose dipendevano dall’ottenere la mia patente: il Wales Rally GB era un’opportunità che non si poteva perdere, ma alla fine è stato facile. Nessun problema”.

Il suo debutto al WRC è stato tutta un’altra storia. Per la prima volta nella sua carriera, Rovanpera si è imbattuto in sfide che lo hanno messo a dura prova, nonostante abilità innate. I suoi tempi erano buoni: c’erano i terzi posti nelle PS15 e PS21, ma quel piazzamento finale al quindicesimo posto nel WRC2 non gli è piaciuto.

“Sicuramente non ero soddisfatto. La cosa più difficile è stata l’adeguamento a una nuova vettura. Inoltre guidavo con pneumatici Michelin, che non usavo da cinque anni. Metti insieme queste cose e capisci che non è questione di apprendimento rapida “.

Anche la competizione era ad un livello che Rovanpera non aveva mai visto prima. “È un evento WRC, quindi ogni ragazzo lì è veloce, lo so. Ma è molto meglio incontrare piloti di quel livello, almeno hai da imparare qualcosa. È bello essere spinti oltre le proprie capacità. Sono piuttosto severo riguardo alle mie prestazioni”, aggiunge.

“Altre persone sostengono che pretendo troppo da me stesso, ma non riesco a capire perché non dovrei essere così critico, un risultato negativo non è mai abbastanza buono, i buoni risultati sono gli unici che sto cercando”.