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Andrea Adamo chiede chiarezza sul progetto WRC ibride

Andrea Adamo ha rilasciato un’intervista alla rivista francese Auto Hebdo in cui fa sorgere molte domande, altrettanti dubbi, ma soprattutto dà l’idea che il processo che avrebbe dovuto portare alle WRC ibride stia andando in pezzi. Ovviamente, se confermata, la notizia farebbe impazzire di gioia gli appassionati.

Mentre il Campionato del Mondo Rally si preparava ad affrontare la crisi causata dalla pandemia di nuovo coronavirus, i suoi dirigenti minimizzavano gli effetti del Covid-19 e sognavano di portare avanti parallelamente i regolamenti per le auto da rally ibride che, non fosse arrivata la disgrazia a marzo, sarebbero dovuti entrare in vigore da gennaio 2022. Da qualche mese, cioè da quando si è iniziato a ricomporre i pezzi del calendario del Mondiale 2020, quasi non si sente più parlare di ibridazione del WRC. L’argomento, sotto forma di riflessione, è stato ripreso dal capo di Hyundai Motorsport, l’ingegnere Andrea Adamo in un’intervista rilasciata ad una delle più autorevoli riviste francesi, AutoHebdo.

Yves Matton, quando ancora il Covid-19 era “roba” da negazionisti, aveva detto che avrebbe voluto vedere entro l’estate i regolamenti di questa nascente categoria e la lista dei Costruttori interessati, disponibili a firmare il loro impegno per il WRC 2022. Guardando all’attuale situazione del mondo, è lecito pensare che questo obiettivo potrebbe non essere raggiunto. In tema di WRC ibride, Andrea Adamo ha ammesso: “Per quanto riguarda il 2022, penso che siamo rimasti tutti un po’ indietro, ma questo è dovuto anche al ritardo nella pubblicazione dei regolamenti”.

Quando gli è stato chiesto se, a causa della crisi economica che sta colpendo il settore automobilistico, è lecito avere dubbi prosieguo dell’impegno di Hyundai nel WRC per i prossimi anni (periodo più o meno a lungo termine), Adamo ha spiegato di non avere dubbi in questo particolare momento. E ha motivato così: “Sono appassionato di cinema e sono convinto che ciò che abbiamo visto finora fosse solo il trailer del film che uscirà. E non sarà divertente! Ecco perché “premo” sulla FIA e sul Promotore del WRC, ma temo che il mio messaggio non verrà recepito”. E sarebbe un vero peccato.

La dichiarazione dell’ingegnere cuneese genera domande e dubbi, anche perché lui è un combattente da prima linea, che mai si è tirato indietro e che si assume sempre pubblicamente la responsabilità delle sconfitte, mentre regala alla squadra il merito delle vittorie. La conferma di quanto detto fino ad ora la si trova in una sua frase: “Penso che di fronte alla crisi dobbiamo agire e non reagire. Se reagiamo, vuol dire che è troppo tardi. È necessario assumersi le proprie responsabilità per prendere decisioni importanti in ottica 2021. Questo può significare correre meno rally o competere in modo diverso. L’obiettivo è ridurre i costi della stagione. Ho paura che tutti se si continuerà a vivere all’ombra del sogno “andrà tutto bene“, presto ci renderemo conto che invece non abbiamo fatto nulla per il futuro. E sarà troppo tardi!”.

L’ingegner Andrea Adamo non è favorevole (nessun appassionato lo è) al formato dei rally condensati. “Non credo sia una buona idea”, dice riferendosi al “formato sprint” dato attualmente alle gare. Poi da dirigente e manager spiega: “Ciò senza dubbio farebbe risparmiare denaro, ma sicuramente si può fare molto di più limitando il numero di appuntamenti. Bisogna essere intelligenti. Dobbiamo chiederci quali rally ci saranno ancora il prossimo anno! Non voglio nominare nessuno, ma abbiamo partecipato a gare in Paesi che sono in crisi. Dobbiamo mettere in programma le gare a cui non abbiamo partecipato quest’anno?”.

“Credo che si debba essere molto chiari sulle gare che saranno inserite nel calendario rally del WRC 2021 – conclude Andrea Adamo -. Sapendo per tempo quali rally saranno disputati e quali no, eviterò di acquistare pezzi di ricambio o di acquistare i biglietti per determinate destinazioni e, quindi, potrò gestire meglio il budget assegnato alla squadra, risparmiando soldi. Bisogna anche pensare al fatto che quando un rally viene annullato, poi diventa difficile recuperare i soldi già spesi”.

I rally cambiano, la compagnia della spinta no

Sebastien Loeb e Daniel Elena escono di strada sulla prova speciale numero 13 del Rally di MonteCarlo 2020. Non riescono a tornare in strada. Si materializza la compagnia della spinta, ma nulla. Poi, spunta il presidente dell’ASA Menton, il signor Jean-Jacques Gobbi…

Quello della cosiddetta “Compagnia della Spinta” è senza ombra di dubbio un buon esempio di come gli spettatori possano essere coinvolti utilmente nei rally, non solo non rischiando la vita e non facendola rischiare agli equipaggi, ma addirittura diventando protagonisti, parte attiva di una gara, dina una vittoria, di un podio. Insomma, di un rally. È successo di nuovo al Rally di MonteCarlo 2020. In questo caso, per aiutare Sebastien Loeb. Il pilota francese è uscito di strada ed è rimasto sospeso tra il “cado e non cado”.

Loeb non riusciva in nessun modo a rientrare in prova speciale con la Hyundai i20 WRC. Il pubblico presente è accorso in aiuto e ha iniziato a spingere la pesante WRC Plus da dietro, ma senza ottenere molto in termini di risultato. E intanto, i secondi scorrevano e ne erano stati bruciati più di trenta. Un uomo esce dai boschi, assomiglia a Gerard Depardieu. È stato autore di un gesto eccezionale.

L'uomo della compagnia della spinta che ha aiutato Loeb
Jean-Jacques Gobbi ha concretamente aiutato Sebastien Loeb a tornare in gara

Si tratta del presidente dell’ASA Menton, il signor Jean-Jacques Gobbi, che ha costruito la sua esperienza grazie a molti anni di rally sulle spalle. Fatto sta, che si è messo a fare da peso dove era più necessario. Ha aiutato – col suo peso – a mettere sull’asfalto l’unica ruota della Hyundai che era vicino alla strada e non aveva presa. Infatti, appena la gomma ha toccato terra, problema risolto e Loeb è tornato in PS.

Come Hyundai Motorsport ha vinto il primo titolo WRC

Hyundai Motorsport ha vinto il primo titolo nel Campionato del Mondo Rally sotto la guida dell’ingegnere italiano Andrea Adamo. Il successo della squadra coreana è ancora maggiore se si considera che la scuderia è nata solo alla fine del 2012, dopo essere arrivata al secondo posto per il titolo Costruttori in tre occasioni consecutive tra il 2016 e il 2018.

Entra nella storia dei rally iridati Hyundai Motorsport, che sotto la guida dell’ingegnere italiano Andrea Adamo, vince il suo primo titolo nel Campionato del Mondo Rally Costruttori.

La Hyundai Motorsport era in testa dopo il penultimo round del mese precedente in Spagna, con un vantaggio di 18 punti rispetto ai campioni in carica di Toyota Gazoo Racing. Dopo aver perso per un pelo il titolo in tre precedenti occasioni, Hyundai ha ora conquistato la corona dei Costruttori per la prima volta. Tra l’altro il successo è stato raggiunto nella prima stagione di Andrea Adamo come direttore del team.

Il successo di Hyundai Motorsport è ancora maggiore se si considera che la scuderia è nata solo alla fine del 2012. In questo breve periodo, il team ha gradualmente costruito le proprie credenziali nel corso di sei stagioni in cui è arrivato al secondo posto per il titolo Costruttori in tre occasioni consecutive tra il 2016 e il 2018. Adamo e il suo team erano comprensibilmente determinati a migliorare ulteriormente questo risultato, e il loro duro lavoro e la loro perseveranza hanno prodotto prestazioni riuscite e coerenti nel WRC, arrivando infine a conquistare l’ambita corona iridata.

È giusto riconoscere che il pilota Thierry Neuville abbia condotto questa campagna vincente per Hyundai. Neuville, che ha fatto parte della squadra da quando si è unito al WRC nel 2014, ha effettivamente regalato il titolo alla squadra con la sua terza vittoria in Spagna, portando avanti la squadra in classifica. Il belga ha anche avuto numerosi supporti, incluso il nove volte campione del mondo Sebastien Loeb che si è impegnato per la squadra in sei rally.

A loro si sono uniti Andreas Mikkelsen e Dani Sordo, con Craig Breen che si è aggiunto all’equipaggio per due gare nella seconda parte della stagione: la qualità della squadra e la politica di rotazione sono stati due elementi chiave per ciò che si è poi rivelata una formula vincente.

Complessivamente, Hyundai ha ottenuto quattro vittorie nel 2019 che l’hanno portata sulla strada del titolo costruttori: al Tour de Corse, al Rally Argentina, al Rally Italia Sardegna e al Rally di Spagna, oltre a 13 impressionanti podi individuali. Neuville, da parte sua, ha anche concluso la stagione al secondo posto nella classifica piloti e si è classificato secondo nella classifica piloti in quattro occasioni da quando si è unito al Team Hyundai dal 2014.

La stagione 2019 non è stata senza sfide per Hyundai con (come previsto) una forte opposizione da parte degli avversari. Durante il campionato, il team ha dovuto scavare a fondo e fare appello a tutta la propria esperienza, per superare Toyota, a lungo leader del campionato, per poi costruire e mantenere il proprio vantaggio in cima alla classifica WRC.

Una serie di incidenti e battute d’arresto non sono riusciti a scoraggiare il desiderio e l’ambizione della squadra di ottenere il titolo come progettato all’inizio dell’anno sotto la guida di Adamo. Come alludeva Breen, il team ha seguito un’ottima strategia utilizzando saggiamente diversi piloti in diversi eventi; questo ha permesso alla Hyundai di essere in grado di raggiungere i propri obiettivi.

Mikkelsen e il copilota Anders Jaeger hanno conquistato tre podi e hanno svolto un ruolo importante nel miglior risultato di questa stagione della squadra, con un risultato 1-2 al Rally Argentina, che si è rivelato fondamentale. Allo stesso modo Loeb ed Elena hanno occupato i primi tre posti al Rally Cile, dimostrando ulteriormente la forza della squadra durante l’intero campionato.

Adamo ha reso omaggio al duro lavoro di tutti i membri della squadra, dicendo: “Questa stagione è stata incredibilmente dura e competitiva. Sicuramente avremmo voluto combattere fino alla fine, ma possiamo essere orgogliosi di tutti i nostri risultati individuali come membri del team, che hanno reso questo risultato una grande vittoria collettiva”.

Il presidente Scott Noh ha avuto sensazioni contrastanti riguardo il titolo, a causa della preoccupazione per i residenti della città ospitante di Coffs Harbour e in generale della regione. “Prima di tutto i nostri pensieri sono con tutti coloro che sono colpiti dai devastanti incendi nella regione del Nuovo Galles del Sud, in Australia e altrove”.

“Siamo immensamente orgogliosi di essere riusciti ad ottenere il nostro primo titolo da costruttori nel Campionato del Mondo di Rally FIA dopo una stagione altamente competitiva contro avversari tosti. Dalla fondazione di Hyundai Motorsport nel 2012, abbiamo creato un team dedicato nel nostro stabilimento di Alzenau, che ha lavorato instancabilmente per raggiungere questo obiettivo. Questo è un risultato collettivo, che condivideremo con la famiglia Hyundai in tutto il mondo. Speriamo anche che sia solo il primo titolo di molti altri in futuro”.