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MonteCarlo Rally 1911-1980: the golden age by Graham Robson

Il primo Rally di MonteCarlo fu organizzato nel 1911, con solo venti partenti. Nel 1930 ce n’erano cento, nel 1949 duecentocinque, e nell’anno di punta, il 1953, c’erano quattrocentoquattro equipaggi.

In Monte Carlo 1911-1980 The golden age, ovviamente in inglese, Graham Robson ci parla degli anni in cui centinaia di partecipanti, con auto di tutte le forme e le dimensioni, combattevano contro la neve, la nebbia, il ghiaccio e l’oscurità dell’inverno per giorni e giorni, da lontani punti di partenza verso in direzione del Principato “magico” di Monaco.

Disavventure, rotture e incidenti abbondavano e i concorrenti avevano migliaia di storie da raccontare su macchine che barcollavano sul bordo di precipizi, vetture che speronavano muri di neve ghiacciata, riparazioni frenetiche e improvvisate effettuate sull’orlo di una crisi di nervi, incontri ravvicinati e prodezze di spavalderia pazzesca.

Il primo Rally di Monte-Carlo fu organizzato nel 1911, con solo venti partenti. Nel 1930 ce n’erano cento, nel 1949 duecentocinque, e nell’anno di punta, il 1953, c’erano quattrocentoquattro equipaggi. Tutti alla conquista di Monte-Carlo. In questo libro ogni edizione del Rally di Monte-Carlo tenuto tra il 1911 e il 1980 è arricchita individualmente con elenchi dei risultati e cartine dei percorsi.

Un viaggio fantastico, dai successi delle Hotchkiss alla fine degli anni Quaranta, la Sunbeam-Talbot nei primi anni Cinquanta, le Mini Cooper negli anni Sessanta, le Porsche 911 alla fine degli anni Sessanta e il predominio di Alpine-Renault e Lancia Stratos negli anni Settanta.

L’autore fornisce anche informazioni essenziali su regolamenti per ogni stagione, percorsi, su ciò che i concorrenti dovevano fare, sui test svolti dopo l’arrivo a Monaco, sulle classi e sui vari concorsi e trofei, incluso ad esempio il “Concours de Confort”, che erano da vincere. Tutto questo insieme di informazioni, produce un quadro completo degli obiettivi e della natura del rally che si è evoluto.

Nel libro sono presenti oltre trecento fotografie di archivio. Una sorta di storia definitiva del più bel periodo del più importante rally automobilistico di tutti i tempi in visione evocativa di un’epoca d’oro della storia dell’automobilismo. Appunto, Monte Carlo Rally 1911-1980 The golden age.

Robson adora il Rally di Monte-Carlo. Formatosi come ingegnere automobilistico, si lascia affascinare dalla specialità dopo aver visto il suo primo Rally Rac nel 1953 e diviene lui stesso un pilota che correrà per vari team, fino a diventare responsabile di uno di questi e successivamente giornalista e organizzatore. Inoltre, ha un “Monte” sotto la cintura, quarto come co-pilota nel 1962. 

Con i suoi libri sugli sport motoristici, ne ha scritto oltre centoventi negli ultimi trentacinque anni, su molti argomenti, da Volkswagen a Rolls-Royce, “incendia” il mondo in termini di ricerca. Scrive bene e trasmette un palpabile senso di gioia. Se sei un lettore di una certa età ricorderai i giorni in cui anche i giornali includevano aggiornamenti quotidiani sui rally, tale era la misura in cui il “Monte” – considerato uno degli eventi di resistenza più duri al mondo – catturava l’immaginazione del pubblico.

È il rally più antico. Il “Monte” è una gara ancora viva, grazie a Dio, ma per Robson termina nel 1980, l’anno che lui considera il suo zenit. Dopo i cambi regolamentari sui tempi, l’ascesa e il rapido dominio delle trazioni integrali (lunga vita all’Audi Quattro!) ha perso interesse. Non ha riconosciuto più i rally come il suo sport. Non me la sento di dare torto a Graham. 

Le auto da rally di oggi altamente specializzate e costruite su misura che spesso non sono legali per strada sono ben diverse dall’entrata, nel 1932, di un anemico Hillman Wizard 75 da 65 cavalli con un equipaggio di quattro persone che tirano una roulotte o un ingombrante autobus Citroën nel 1934.

In “Monte Carlo Rally 1911-1980 – The golden age”, Robson sottolinea cosa è cambiato di anno in anno, cosa ha funzionato e cosa no, ma soprattutto racconta sempre storie. L’elemento umano è imprescindibile. Come la storia di Morna Vaughan, un chirurgo donna molto esperto, che fermata a soccorrere una vittima di un incidente: perde novanta minuti, ne recupera settanta e viene penalizzata dai commissari, ma poi vince comunque la Ladies Cup.

Libri su Storie di Rally

la scheda

MONTE-CARLO RALLY 1911-1980

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida

Pagine: 239

Immagini: oltre 300 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 27 centimetri

Editore: Herridge & Sons

Prezzo: 40 euro

Peso: 1,2 chilogrammi

ISBN: 978-07134592-4-1

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World Cup Rally: storia di un rally pazzesco per i Mondiali di Calcio

Dopo il primo rally intercontinentale, la Londra-Sydney del 1968, c’era un entusiasmo diffuso per un “test” ancora più difficile da fare, quello della World Cup Rally, un rally con una storia pazzesca.

World Rally Cup è il nome di due gare di rally intercontinentali. Gli eventi si sono ispirati alla maratona Londra-Sydney, svolta nel 1968. Organizzati da Wylton Dickson, i rally della World Rally Cup sono stati organizzati per celebrare i tornei di calcio della FIFA World Cup Association. Ogni rally è iniziato a Londra e ha corso nella città ospitante della Coppa del Mondo: Città del Messico nel 1970 e Monaco nel 1974. Essendo Monaco relativamente vicina a Londra, il rally è stato puntato verso sud in Africa, raggiungendo l’estremo sud della Nigeria.

L’evento del 1970 fu un successo con oltre un centinaio di concorrenti al via e molte Case automobilistiche con team professionali. Il rally è stato vinto dalla Ford Escort ufficiale guidata dal pilota finlandese Hannu Mikkola e dal copilota svedese Gunnar Palm. L’evento del 1974, svoltosi sulla scia della crisi petrolifera del 1973, ebbe molto meno successo, con sole due squadre ufficiali: la maggior parte delle vetture erano private. Il secondo evento è stato inoltre rovinato da un errore nelle note di navigazione che ha visto la maggior parte del campo disperso nel deserto del Sahara algerino.

Il rally è stato vinto dal privato Citroen DS dei piloti australiani Jim Reddiex, Ken Tubman e Andre Welinski. Sebbene non sia stato organizzato alcun rally per il 1978, l’eco della gara del 1974 attraverso il Sahara piantò il seme che sarebbe germogliato come Dakar Rally nel 1980 con Thierry Sabine.

Questo libro, scritto in inglese da Graham Robson per Veloce Pubblishing, ora ristampato in brossura, racconta la storia completa della gara. Per la prima volta, il libro è stato pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario del World Rally Cup, tra aprile e maggio del 2010 ed aveva la copertina rigida (di cui si trovano ancora copie). All’interno del volume sono custodite illustrazioni, mappe e grafici che mostrano lo scopo del rally.

Graham Robson era molto coinvolto nel rally e conosceva personalmente la maggior parte dei concorrenti, le auto da rally e le strategie di rally dei principali Costruttori e team. Inoltre, per realizzare questo libro Robson ha intervistato molti di coloro che sono stati coinvolti nella manifestazione. Robson sostiene che la World Cup Rally del 1970 è stato il rally automobilistico più duro mai tenuto. Potrebbe avere ragione, ma non c’è dubbio che questo è un libro interessante e godereccio.

Libri su Storie di Rally

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THE DAILY MIRROR WORLD CUP RALLY 40

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida

Pagine: 208

Immagini: 237 bianco e nero e a colori

Formato: 25 x 25 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: da 29 (formato ebook) a 52 euro (formato cartaceo)

Peso: 762 grammi

ISBN: 978-1-7871122-8-5

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The MonteCarlo Rally: i racconti di Graham Robson

The MonteCarlo Rally è il libro scritto da Graham Robson e dedicato al Rally MonteCarlo, la più importante e storica gara del rallysmo iridato.

Il Rally MonteCarlo è organizzato ogni anno dall’Automobile Club di Monaco da cui dipende, fra l’altro, anche il Gran Premio di Monaco. Dal 2009 al 2011 è stato escluso dal massimo campionato ed è stato iscritto all’Intercontinental Rally Challenge. All’epoca, un periodo ovviamente non trattato nel libro, gli organizzatori spiegarono che il motivo alla base di questa scelta era di natura economica.

Troppi soldi per il WRC, che in cambio dava un ritorno d’immagine insignificante e portava troppe poche vetture ufficiali. Il rally ha luogo lungo la costa francese tra la riviera monegasca e il sudest francese. Graham Robson lo racconta in quest’opera storica, scritta ovviamente in inglese.

Fu voluto nel 1911 dal Principe Ranieri I e dalla sua nascita è un importante test per ogni vettura che si voglia cimentare in condizioni particolarmente avverse e vincere questo rally da notevole popolarità alla vettura, dato che si può considerare il più importante rally del mondo a livello di notorietà.

Dal 1973, anno di istituzione del World Rally Championship, è la prima gara dell’anno e viene disputata in gennaio, motivo per cui non è difficile trovare avverse condizioni meteo. Siccome Nizza nel 1911 attirava i turisti con il Carnevale, il nobile decise di rispondere con un evento rivoluzionario: un rally.

Ovvero una corsa di regolarità sul modello dei raduni ciclistici in voga in Italia. Partenza da varie città europee e arrivo nel Principato. La particolarità era proprio questa: i concorrenti avevano la possibilità di scegliere il punto di partenza da cinque luoghi diversi equidistanti da Monaco.

Nel 1911, le automobili più potenti avevano 25 cavalli (la metà di un’utilitaria d’oggi) e la velocità media, da regolamento, non doveva scendere sotto i 30 chilometri l’ora. Questi erano i rally. E divertivano, perché erano competizioni massacranti. Vinse Henri Rougier su una Turcat-Mery.

Era il tempo in cui le gare sportive, comunemente dette rally, venivano corse con vetture di serie: auto prese dalla normale catena di montaggio ed affidate ai piloti che le portavano in competizione. Non parlo di tempi lontani ma di pochi anni fa: degli anni Cinquanta e Sessanta, di gare come il Rally di Monte-Carlo e delle massacranti maratone della strada, come l’incredibile Londra-Sidney o la Liegi-Sofia-Liegi.

Competizioni dove per vincere, tutto era importante: l’auto, la squadra ed ovviamente il pilota. Gli anni Cinquanta della gara monegasca vengono ricordati soprattutto per le brillanti vittorie delle Citroen DS. L’opera si ferma al 1987, cioè all’anno successivo all’esclusione delle vetture Gruppo B.

Libri su Storie di Rally

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THE MONTE-CARLO RALLY

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida

Pagine: 192

Immagini: molte a colori

Formato: 25 x 19 centimetri

Editore: Batsford

Prezzo: da 50 a 160 euro

Peso: 739 grammi

ISBN: 978-07134592-4-1

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Il Rally Cars di AutoCar: tutta un’altra storia

Un altro Rally Cars quello della rivista AutoCar, “Given the works”. Graham Robson, con il noto mensile, pubblica nel 1983 un’interessante panoramica delle auto, ora storiche, che hanno preso parte ai rally. Quest’opera non è quotata come il “Rally Cars” di Rehinard Klein, che è aggiornato fino al 2010 e contiene informazioni su tutti, ma proprio tutti i modelli di auto da rally.

Su questo Rally Cars ci sono informazioni, rigorosamente in inglese, su Austin Healey 3000, Triumph Spitfire, Alfa Romeo Giulia GTA, Bmc Mini Cooper 1275s, Lotus-Ford Cortina Mk 2, Triumph 2,5 PI, Ford Escort Twin Cam, Lancia Fulvia 1.3 e 1.6 HF, Alpine-Renault 1600S, Ford Escort RS, Fiat 124 Abarth Rally, Lancia Stratos, Fiat 131 Abarth, Triumph TR7 V8, Saab 99 Turbo, Audi Quattro e molto altro ancora.

Quello che è più che certo è che, considerata l’età, il libro inizia a divenire raro. Molto. E infatti, i prezzi sono sensibilmente variabili. Se si escludono le copie in cattive condizioni, che vengono vendute a pochi euro, per volumi in ottime condizioni si spende fino a 50 euro e per libri nuovi si arriva anche a 130 euro.

Alcune critiche riguardano il fatto che su questo Rally Cars non sono presenti le schede aggiornate delle Gruppo B, che hanno corso successivamente alla pubblicazione. Poco importa, perché sono presenti preziose informazioni su altre importanti vetture della storia dei rally. Sicuramente è un libro da avere. In una collezione non dovrebbe mancare.

Libri su Storie di Rally

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RALLY CARS: GIVEN THE WORKS

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 160

Immagini: a colori

Formato: 22 x 29 centimetri

Editore: Autocar Temple Press

Prezzo: 50-160 euro

ISBN: 978-0-6003505-0-7

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Austin Healey 100-6 & 3000 nella collana Rally Giants

Dal 1957 al 1965 la Austin Healey con motore a 6 cilindri si evolse fino a diventare una formidabile auto da rally. La storia sportiva di queste vetture.

Graham Robson racconta i segreti delle Austin Healey 100-6 & 3000 in un bel libro solo in inglese. Un volume che va ad arricchire la collana editoriale Rally Giants, della Veloce Pubblishing. Nove anni di gare, dal 1957 al 1965, davvero movimentati e in cui la Austin Healey a sei cilindri si è evoluta rapidamente in un’auto da rally formidabile e sempre più competitiva.

Il lavoro necessario per trasformare queste auto in “proiettili” da oltre 200 cavalli fu completato quasi interamente dal famoso BMC Competitions Department di Abingdon. Fu grazie alla loro grande esperienza che le “Big Healey”, come erano sempre affettuosamente chiamate, diventarono veloci, agili, durevoli, in modo da essere in grado di vincere grandi eventi ovunque, soprattutto grazie ad una trazione affidabile.

Di seguito i dettagli tecnici del libro di Robson: storia dettagliata della carriera rallystica delle vetture, Storia dettagliata del concept, del design e dello sviluppo, persone e progetti per le auto, graduale evoluzione tecnica, descrizione temporale delle evoluzioni delle auto, descrizione dei principali protagonisti che hanno contribuito alla vita delle varie vetture (dirigenti, piloti, ingegneri), immagini, non solo di macchine in azione, ma anche di particolari e persone, confronto con le rivali ed elenco dei successi.

Libri su Storie di Rally

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AUSTIN HEALEY 100-6 & 3000

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 18 a colori e 114 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 19 euro (libro), 9,99 euro (ebook)

Peso: 65 grammi

ISBN: 978-1-7871132-4-4

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Focus in inglese sulla Fiat 131 Abarth by Rally Giants

Graham Robson, in Fiat 131 Abarth, racconta tutta la storia sportiva e tecnica della vettura torinese in inglese e chiarisce che era la più estrema ed efficace di tutte le auto da rally omologate.

Da quando la Fiat entrò in gara nel 1970, il suo obiettivo finale era quello di diventare campionessa del mondo rally e la 131 Abarth del 1976-1980 era la macchina che poteva rendere possibile questo desiderio. Nell’ambito dell’impero Fiat-Lancia, la 131 Abarth non solo sostituì la 124 Abarth Spider, ma fu anche favorita davanti alla carismatica Lancia Stratos.

Lo spiega in inglese, ma ribadisce come per gli standard degli anni Settanta, la 131 Abarth era la più estrema ed efficace di tutte le auto omologate. Rispetto alla 131 auto di famiglia su cui era originariamente basata, aveva diversi layout di motore, trasmissione e sospensioni, era sostenuta da grandi budget e da un team di piloti superstar, ed era destinata a vincere in tutto il mondo.

Non solo ha iniziato a vincere le gare del Mondiale Rally a pochi mesi dal lancio, ma nel 1977, 1978 e 1980 il team ha vinto anche il Mondiale Marche. La 131 Abarth era supportata da un ineguagliabile team di ingegneri, che si sarebbero poi dedicati allo sviluppo della Lancia Rally 037 prima e della Delta Integrale poi. La storia è nota. La 131 Abarth Rally nacque dall’esigenza di sostituire l’ormai obsoleta 124 Abarth Rally.

In un primo tempo, per la nuova vettura da rally, l’Abarth aveva approntato un prototipo su base Fiat X1/9. Quando arrivò l’ordine di interrompere il progetto, Bertone era già pronto alla produzione dei cinquecento esemplari necessari all’omologazione nel Gruppo 4, ma la dirigenza Fiat decise di puntare sull’evoluzione della 131 Abarth, allo scopo di promuovere l’immagine della sua nuova berlina media sul mercato internazionale.

Caratterizzata da un vistoso snorkel sul cofano motore, la X1/9 Prototipo partecipò al Giro automobilistico d’Italia del 1974 con alla guida Clay Regazzoni. Abbandonata l’idea di una vettura su base X1/9, e con la necessità di trovare un erede alla 124 Abarth Rally, la Fiat assegnò il compito di sviluppare la sua nuova arma per le competizioni su strada agli ingegneri dell’Abarth, ed è nel 1975 che apparve la prima elaborazione sulla base della Fiat 131 a due porte.

Si tratta del prototipo Fiat Abarth 031 che, a parte le linee della carrozzeria, ha poco a che vedere con la 131 di serie: il motore è il 3,2 litri V6 della 130 con cubatura aumentata a 3.481 centimetri cubi e alimentato da tre carburatori Weber. La potenza arriva a 270 cavalli a 6.800 giri/minuto, che consente alla 031 di sfiorare i 260 chilometri orari, e il cambio è uno ZF cinque marce transaxle. Il design venne curato dal Centro Stile Bertone di Caprie.

Nelle mani di Giorgio Pianta, questo prototipo vince il Giro d’Italia del 1975, e l’esperienza maturata con esso sarà fondamentale per lo sviluppo della futura 131 Abarth Rally. Ma questa, cioè quella della versione Abarth Rally della Fiat 131, è un’altra storia. Una storia di titoli iridati vinti e di un dominio strepitoso che racconto a parte.

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FIAT 131 ABARTH

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-7871110-7-3

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Tutte le evoluzioni della Lancia Stratos su carta

Questo libro, disponibile esclusivamente in inglese, descrive la nascita, lo sviluppo e la carriera della Lancia Stratos, la prima vera auto da rally costruita in Europa. Nonostante la Stratos continuasse a essere un’automobile vincente, senza rivali di rilievo, il gruppo Fiat smise di utilizzarla come vettura ufficiale nel Mondiale Rally nel 1977 per rimpiazzarla con la Fiat 131 Abarth Rally

Lancia Stratos, questo il nome del volume, fornisce una storia completa e autorevole di dove, quando e come la vettura sia diventata così importante per lo sport dei rally, oltre a raccontare la storia della squadra. Il libro fa parte della serie definitiva di Rally Giants di Graham Robson.

L’esordio in gara avvenne nel 1972 al Tour de Corse, dove fu affidata al pilota Sandro Munari, il quale dovette ritirarsi per la rottura delle sospensioni posteriori. Ottenne il suo primo successo l’8 settembre del 1973 al Rally Firestone di Spagna con Munari e Mario Mannucci. Ad oggi gli unici rally mondiali che mancano nel palmarès della Stratos sono il Rally Rac e il Safari Rally. Sempre nel 1973 la Stratos venne impiegata nella 57ª Targa Florio, dove giunse seconda pilotata da Munari e Andruet.

Nonostante la Stratos continuasse a essere un’automobile vincente, senza rivali di rilievo, il gruppo Fiat smise di utilizzarla come vettura ufficiale nel Mondiale Rally nel 1977 per rimpiazzarla con la Fiat 131 Abarth Rally: una scelta evidentemente commerciale per promuovere l’immagine del nuovo modello di Mirafiori per le famiglie. La Stratos comunque continuò a gareggiare e a vincere fino al 1982, anno di scadenza dell’omologazione.

Dopo l’adozione della Fiat 131 da parte della squadra corse del gruppo Fiat, furono prodotti ancora altri due esemplari, con propulsore sovralimentato, conosciuti come “Stratos Silhouette”, appositamente allestiti per gareggiare come Gruppo 5 Turbo. Uno dei due fu completamente distrutto in un incendio in pista a Zeltweg, l’altro vinse il Giro Automobilistico d’Italia nel 1976, prima di essere spedito in Giappone per partecipare ad un campionato per vetture Silhouette al quale non prese mai parte.

Di qui entrò a far parte della collezione Matsuda. Attualmente fa parte della collezione di Chris Hrabalek, il più grande collezionista di Stratos nel mondo, insieme ad altri dieci pezzi unici, inclusa quella del 1977 per il Safari Rally. L’esiguo numero di esemplari costruiti ed il fatto che l’auto fu utilizzata in ogni tipo di gara (persino nei rallycross certamente inadatti a un’automobile da collezione), la rendono infatti uno dei modelli più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.

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LANCIA STRATOS

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 24 a colori e 40 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 25 euro

ISBN: 978-1-7871110-8-0

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Storia in inglese delle Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1

Il libro da non perdere della collana Rally Giants, firmata da Graham Robson: Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1 è una delle più dettagliate e attuali opere editoriali dedicate alla campionessa tedesca.

Uscito nel 2008 e subito in cima alla lista dei volumi più ricercati, nonostante il testo soltanto in inglese, Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1 della serie Rally Giants riassume in poco meno di centotrenta pagine, ricche di immagini e testimonianze, la storia del modello che ha cambiato “integralmente” il mondo dei rally. L’Audi Quattro è stata la prima a unire quattro ruote motrici e un motore turbo. La Quattro fu anche la prima auto a correre con oltre 300 cavalli e fu trasformata da vettura del Gruppo 4 a mostro del Gruppo B nel 1983, dove riscosse un grande successo.

Le varie Audi Quattro Gruppo B dominarono i rally dall’inizio del 1981 fino alla fine del 1984, quando arrivò la Peugeot 205 T16. Vinsero non meno di ventitré rally mondiali nei primi anni Ottanta, vinsero il campionato Makes nel 1982 e 1984, e i piloti Hannu Mikkola (1983) e Stig Blomqvist (1984) presero parte alla World Drivers Series.

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AUDI QUATTRO GRUPPO B, SPORT, SPORT S1

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 34 a colori e 96 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-17871111-0-3

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La collana Rally Giants si dedica alla Ford Escort Mk1

Rally Giants Ford Escort Mk1 descrive in maniera certosina e più che esaustiva, come ci ha abituati Graham Robson, la nascita, lo sviluppo e la carriera rallystica della Ford Escort originale. La Escort Mk1 ha migliorato tutto ciò che la vettura che la precedeva, la Lotus-Cortina, aveva promesso. L’unica Lotus berlina mai esistita derivava dalla Ford Consul Cortina del 1963 ed era la vettura preferita di Colin Chapman.

La carriera rallystica della Ford Escort originale, una delle Landmark Rally Cars in Europa nei primi anni Settanta, fornendo una storia completa e autorevole di dove, come e perché questa “signora dei rally” sia diventata tanto amata. Anche in questo caso, vale il discorso fatto per il libro Lancia Delta 4WD e Integrale: ci sono tanti dettagli tecnici e curiosità.

La Escort Mk1 ha migliorato tutto ciò che la vettura che la precedeva, la Lotus-Cortina, aveva promesso. L’unica Lotus berlina mai esistita derivava dalla Ford Consul Cortina del 1963 ed era la vettura preferita di Colin Chapman. Era una vettura che poteva permettersi il dubbio di fare la voce grossa anche nelle corse, anche nel mondiale rally. Ma, appunto, la Escort Mk1 la superò.

Versatile, accessibile e competitiva a tutti i livelli, ha dominato i rally internazionali per tutti gli anni Settanta ed è diventata molto popolare tra squadre e spettatori. La prima serie della Ford Escort, nota anche come Escort MK1, fu presentata nel gennaio 1968 al Salone dell’automobile di Bruxelles.

Viene prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra, e si caratterizzava per una linea abbastanza morbida, di vaga ispirazione americana.

Disponibile inizialmente nelle versioni berlina due porte e berlina quattro porte, la nuova Escort puntava sull’affidabilità della semplice ma robusta meccanica: un solido motore a quattro cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri con trazione posteriore, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia (davanti c’erano le ruote indipendenti MacPherson) ed un classico cambio manuale a 4 marce.

Completava il quadro un impianto frenante a tamburi sulle quattro ruote. Sul mercato e nei rally raccolse l’eredità della storica Ford Anglia. All’esordio, la Escort di serie era disponibile con due motori, da 940 cc (44 cavalli) e da 1098 centimetri cubi (53 cavalli), due carrozzerie e due allestimenti. 

All’inizio del 1969 furono introdotte la Escort GT (berlina a due e a quattro porte), mossa da un 4 cilindri di 1298 cc da 76 cavalli, e la Escort 1.3 De Luxe, con motore 1298 cc da 59 cavalli. A parte un paio di versioni, queste vetturette erano praticamente tutte adatte a correre nei rally. Leggere, solide e veloci.

Nel 1970 esce la RS 1600, una bella berlina con sole due porte, motore bialbero di 1601 cc da 110 cavalli, destinata ad una clientela sportiva. Fu il primo modello Ford caratterizzato dalla sigla RS (Rallye Sport), che in seguito caratterizzò vari altri modelli. Per soddisfare anche un’utenza meno esigente, l’anno dopo fu introdotta la più tranquilla ed economica Mexico, con un motore monoalbero da 86 cavalli, 4 cilindri di 1601 cc.

Le 1300 GT prima e le RS 1600 poi fecero da base alle versioni impiegate con successo (due titoli mondiali vinti) nel World Rally Championship. La produzione della “Escort Mk1” cessa nel 1975 con la nuova Ford Escort RS1800. Lo stesso anno debutta la “Mk2”, ovvero la seconda serie. Ma questa è un’altra storia. Il testo di “Rally Giants: Ford Escort Mk1″ è in inglese.

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FORD ESCORT MK1

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-7871110-7-3

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Storia della Lancia Delta HF 4WD e Integrale in inglese

Lancia Delta 4WD e Integrale, una storia bellissima. Una storia che ha inizio appena l’entusiasmante, ma sempre più pericolosa e fuori controllo, categoria rally del Gruppo B viene eliminata. Il libro di Graham Robson ci racconta come fortunatamente per Lancia, la nuova Delta HF 4WD da 2 litri appena lanciata costituisca una base ideale per lo sviluppo. 

Infatti, la storia della Lancia Delta HF 4WD e Integrale inizia nel maggio 1986, i team di rally hanno bisogno di sviluppare nuove auto del Gruppo A. Per essere competitivi, le macchine hanno bisogno di quattro ruote motrici e motori che producano almeno trecento cavalli per portarli ai limiti teorici imposti dalla Fia.

Il libro di Graham Robson ci racconta come fortunatamente per Lancia, la nuova Delta HF 4WD da 2 litri appena lanciata costituisca una base ideale per lo sviluppo. Questo libro racconta come la HF 4WD si sia evoluta nel corso degli anni: prima in Integrale con il suo motore originale a 8 valvole, poi con Integrale 16V e, infine, con Integrale 16V Evo 1 (o “Deltona”, come era affettuosamente conosciuta). Questa Lancia compatta a cinque porte ha dominato i rally iridati per sei anni, vincendo innumerevoli eventi, Campionati del Mondo Piloti e Campionati del Mondo Marche.

Accanto alle macchine, anche eroi della guida come Markku Alen, Didier Auriol, Miki Biasion, Juha Kankkunen e Carlos Sainz sono diventati leggendari in questo periodo. L’Integrale è stata la vettura di maggior successo mai prodotta dalla Lancia, fino alla fine della sua carriera, nel 1993, momento in cui l’azienda si ritira dallo sport. Il libro è in inglese e rappresenta una rarità, a volte venduto a prezzi un po’ eccessivi. In questo libro non è contenuta la “solita” storia, che va dal 1985 al 1992, raccontata in ordine cronologico sui sette anni, sei titoli iridati consecutivi nel Campionato del Mondo Rally.

Qui viene ricostruita la storia della “Lancia Delta 4WD e Integrale” e vengono svelati tutti retroscena che portarono al concepimento di una delle vetture più apprezzate sia in Italia sia nel mondo. Lancia Delta 4WD e Integrale è in lingua inglese ed è disponibile anche in formato ebook.

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LANCIA DELTA 4WD – INTEGRALE

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 34 a colori e 96 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-8458425-8-1

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