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Amilcare Ballestrieri sulla Lancia Fulvia: 1968-1974

Nella sua carriera Lancia, Amilcare Ballestrieri pilotò con successo la Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF, vincendo il Campionato Italiano Rally del 1973 assieme a Silvio Maiga (periodo a cui è dedicato, appunto, il libro della Pasetti) poi sulla Stratos ed in seguito sulla Lancia Beta Coupé. Dopo un’esperienza in Alfa Romeo, ha concluso la sua carriera in Opel, prima come pilota poi come direttore sportivo.

Sei anni unici e intensi quelli di matrimonio tra la Lancia Fulvia e Amilcare Ballestrieri. Dal 1968 al 1974, per la precisione. E a proposito di precisione: sei anni di rally, di vittorie e di sconfitte, raccolti e raccontati in cronologico e gara per gara, con dovizia di particolari tecnici e rare immagini, da “Lady Fulvia”, al secolo Francesca Pasetti, con Ernst Marquart.

Amilcare Ballestrieri, uno tra i più forti piloti italiani di rally e soprattutto uno dei più amati. Ligure dei primissimi anni Cinquanta, ottimo pilota e soprattutto grande uomo con una dedizione verso gli altri. Vero uomo di squadra. Il pilota sanremese iniziò nella metà degli anni Sessanta col motociclismo ottenendo ottimi risultati.

Nella sua carriera Lancia pilotò con successo la Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF, vincendo il Campionato Italiano Rally del 1973 assieme a Silvio Maiga (periodo a cui è dedicato, appunto, il libro della Pasetti) poi sulla Stratos ed in seguito sulla Lancia Beta Coupé. Dopo un’esperienza in Alfa Romeo, ha concluso la sua carriera in Opel, prima come pilota poi come direttore sportivo. Al termine della carriera agonistica si è dedicato per molti anni, come istruttore, ai corsi di guida sicura e di velocità.

Amilcar, questo il suo soprannome, oltre ad essere stato ottimo istruttore alla Scuola Federale Rally di Vallelunga insieme ad un certo Mario Mannucci, è proprio quello che si può definire una “persona vera”. Fino alla fine ha sempre avuto l’entusiasmo e l’energia di un ragazzino (classe 1935). E una stretta di mano tanto energica da restare impressa.

A proposito, di energie di un ragazzino: su una motard MotoBi 250 ufficiale (c’era anche Agostini), nel 2008, si è visto all’opera alla rievocazione del Circuito di Ospedaletti: ancora ci metteva tutto se stesso anche lì, pur avendo confessato che non era più salito su una moto dagli anni Sessanta. Davvero un campione di sport e di umanità. Un libro che facesse rivivere il periodo Fulvia di Ballestrieri ci voleva assolutamente.

L’opera è realizzata con copertina rigida, ricca di immagini a colori e in bianco e nero, molte delle quali assolutamente inedite, e stampata su carta patinata opaca di ottima qualità. Gli autori hanno condensato in cento e sedici pagine classifiche, cronache, storie e aneddoti sul grande campione. Ci sono ancora poche copie disponibili. Chi fosse interessato può scrivere a redazione@storiedirally.it.

Libri su Storie di Rally

la scheda

AMILCARE BALLESTRIERI SULLA LANCIA FULVIA 1968-1974

Autore: Francesca Pasetti ed Ernst Marquart

Copertina: rigida

Pagine: 116

Formato: 19 x 27 centimetri

Immagini: centinaia a colori e in bianco e nero

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 45 euro

Peso: 478 grammi

ISBN: 9783200055889

Rudy Dalpozzo e il debutto: galeotto fu quel marzo 1972

Universalmente conosciuto come Rudy, l’altra metà di Tony (Fassina), con la sua rinomata ironia e umiltà, Rudy Dalpozzo ricorda su Storie di Rally il suo battesimo nei rally. L’inizio di una fantastica carriera. Un racconto avvincente che si trova nel libro scritto insieme a Francesca Pasetti.

A marzo del 1972, pur giovanissimo, sono già sposato e padre di Simona e mia moglie Teresa in attesa del secondo figlio Christian e come ogni giorno staziono allo storico Bar 45, ritrovo della Cesena bene il quale può vantare fra i suoi avventori molti piloti di rally.

La mia professione è quella di studente universitario fancazzista il che mi lascia molto tempo libero e quindi mi permette di dedicare questo tempo al mantenimento dei record sulle diaboliche macchinette del bar. Sono l’uomo da battere nel primo esemplare di simulatore di guida Super Sprint, nel flipper e nel video ping-pong. La mia maggiore preoccupazione è quella di vedere il mio record battuto. Quando succede, l’impegno primario per me è quello di riprendermelo subito.

Fra un miglioramento di record e l’altro, un giorno accade che Carlo Mancini, pilota di rally, mi batte sulla spalla e mi chiede “Cosa fai domani?”. Io rispondo senza guardarlo ed anche contrariato perché mi sta distraendo “Niente perché?” e lui “Perché devo andare a provare il Rally di Siena e non ho nessuno che mi dia una mano”.

Non molto alto, tamugno e dall’apparenza seriosa, Carlo è tutto ed il contrario di tutto. Ride, scherza poi improvvisamente si adombra e si incazza, poi ride di nuovo. Quando si arrabbia molto, suda in modo evidente e lì capisci immediatamente che non è il momento di andare oltre.

A me è molto simpatico, perché, oltretutto, ha avuto il coraggio di fare a botte con un energumeno che, per scommessa, pochi giorni prima aveva sollevato ed attraversato la strada con in braccio quattro bomboloni di metano vuoti per un peso totale di circa 90 kg, il quale, ovviamente, lo ha travolto e buttato a terra. Ma, incredibilmente, quando gli è stato tolto da sopra, Carlo si è pure incazzato sostenendo che stava avendo la meglio, perché lo picchiava da sotto!

Lui corre con una Fiat 128 coupè 1300 Gr. 1 con la quale fa anche le ricognizioni. Perplesso gli chiedo cosa dovrei fare e lui mi risponde che devo solo trascrivere le note che lui mi detterà. La cosa mi pare possibile, con Carlo ho un bel rapporto di amicizia, penso mi divertirò per cui decido di andare.

Il mattino dopo di buon’ora partiamo da Cesena direzione Siena per un viaggio che si prospetta tranquillo… ‘ca madona se mi sbaglio! Tutto regolare fino all’inizio dell’Appennino tosco-romagnolo, finché arriviamo all’inizio del Passo Muraglione che da Forlì porta a Firenze, e quando la strada diventa tortuosa Carlo Dr. Jekyll si trasforma in Carlo Mr Hyde ed inizia a pestare come un matto sull’acceleratore…e lì comincia il mio primo rally.

Mi coglie impreparato, ma mi diverto tantissimo. Lui è superimpegnato come se fosse già in prova speciale e quando trova una macchina più lenta, si prodiga fra un ‘ca madona e l’altro per superarla in un punto che lo permetta, sbottando; “Togliti dai coglioni scemo! Se vuoi dormire vai a letto! E fammi passare brutto stronzo!”.

Fin qui va tutto bene. Il problema nasce quando trova una macchina il cui guidatore vuole fare il fenomeno e si mette in competizione con lui facendo di tutto per non farsi superare. In questo caso Mr Hyde dà il meglio di se stesso fra i ‘ca madona e le manovre dissennate che compie per cercar di passarlo: “Ma guarda questo fenomeno! Cosa vuoi fare? La gara con me? Adesso te la do io, chi credi di essere, Munari? Lo vuoi capire o no che non puoi competere con me?”.

Una domanda mi sorge spontanea: “Se va così forte ed è così agitato qui, chissà a Siena come sarà messo!”. Non fiato per non distrarlo.
Fortunatamente ci pensa la sorte a dargli una calmata. Poco prima di arrivare alla cima del Muraglione, proprio mentre stiamo transitando in lotta con uno di questi ultimi fenomeni, dalla montagna rotola giù un masso davanti alla nostra macchina. Carlo non riesce ad evitarlo, l’impatto rompe il cerchio anteriore destro ed io gli faccio immediatamente i complimenti per la prontezza di riflessi…! Ci cambiamo la gomma, ripartiamo e concludiamo la seconda parte del trasferimento Cesena-Siena senza ulteriori intoppi, comunque sempre fra un ‘ca madona e l’altro.

Finalmente arriviamo a destinazione ed io tiro un sospiro di sollievo! Ritirata la cartina del percorso (ma non il road book che gli organizzatori di allora non redigevano), la tabella delle distanze e dei tempi partiamo per le ricognizioni durante le quali io, seguendo i suoi suggerimenti sul modo di scriverle, butto giù le note di tutte le speciali e le correggiamo un paio di volte. Paradossalmente, la stesura delle note del rally è il momento più tranquillo della nostra trasferta. Ha ragione lui, non è poi così complicato, anzi, oltremodo mi piace.

Ora c’è da affrontare il “viaggio/rally di ritorno” Siena-Cesena durante il quale riesco a constatare che i ‘ca madona superano di gran lunga le curve di quel lunghissimo passo. Già alla periferia di Firenze Carlo, comincia a sclerare e raggiunge l’apice quando trova le curve più insidiose. Stesso copione dell’andata. Colpevoli i “lenti” così come i “veloci”. Se la prova del rally fosse Firenze-Cesena attraverso il passo del Muraglione, la lotta sarebbe solo per il secondo posto perché il primo è già nostro!

La ‘ca madonna misericordiosa accoglie le mie incessanti preghiere e mi fa arrivare a Cesena sano e salvo.
La gara vera, poi, ci vede vincitori del gruppo e della classe. Bel debutto, vero?

Tratto dal libro Il Lato B dei miei Rally di Rudy Dalpozzo e Francesca Pasetti

Con i Campioni a parlare di rally sulla PS Romanina-Veglio

In un ristorante sulle prove speciali biellesi tra taglioni fatti a mano e tartare di carne e tagliate. Poi, subito tutti sulla storica PS Romanina-Veglio con i nostri Campioni, quelli della Scuola Italiana di Rally che fatica a trovare i giusti eredi.

Metti una sera a cena i grandi Campioni – sì quelli con la C maiuscola, che hanno scritto pagine indimenticabili e intense, ma anche romantiche dei rally – e poi magari dai loro un microfono e la possibilità di incontrare un centinaio di appassionati che quasi fa esplodere di passione l’interno ristrutturato e adibito a museo di una vecchia fabbrica che si trova sulla PS Romanina, lì a due tiri di schioppo da Biella.

Succede il 15 luglio 2019, in una serata in cui le temperature sono intorno ai 15 gradi, ma il calore della passione potrebbe sciogliere un iceberg in dieci minuti. Si è trattato di uno spettacolo (per occhi e orecchie) unico nel suo genere. Storie di Rally insieme alla rivista RS e oltre, ha avuto l’onore e il piacere di sedere a cena con molti di loro e poi di incontrarli tutti in una serata che, in realtà, è stato un vero e proprio evento mediatico.

In un fantastico ristorante sulle prove speciali biellesi tra taglioni fatti a mano come si faceva una volta e tartare di carne e tagliate. Poi, subito tutti sulla storica PS Romanina-Veglio con i nostri Campioni, quelli della Scuola Italiana di Rally che fatica a trovare i giusti eredi.

Non in ordine di importanza: Franco Cunico e Gigi Pirollo, Piero Longhi e Maurizio Imerito, Dario Cerrato e Geppi Cerri, Tony Fassina, Rudy Dalpozzo, Gigi Galli, Federico Ormezzano, Piero Liatti, Giovanni Besonzi, Tito Cane, ma anche Erik Comas, Marco Sormano, Alberto Mello. Si sono alternati tutti tra gag, battute e racconti.

Presenti anche le belle Raffaella Serra (moglie di Comas), Marina Frasson (copilota di Dino Vicario) e Francesca Pasetti, o Lady Fulvia se preferite. Essendo l’attuale idolo locale, non poteva mancare e infatti non mancava il giovane Omar Bergo. Un evento unico nel suo genere #RallyLanaSince1973. Non il primo, ma certamente indimenticabile per la portata e per il sapore familiare e tiepido di rally d’antan, avvolti da passione, modellini in scala, striscioni vecchi di trent’anni originali e conservati come reliquie.

Un momento della serata conclusiva di RallyLanaSince1973
Un momento della serata conclusiva di RallyLanaSince1973

Tutti disinvolti, senza rivalità, con la voglia di ridere, scherzare, ricordare. Soprattutto ricordare. Ricordare le scaramanzie con cui Gigi Pirollo costringeva i suoi piloti a fermarsi anche in prova speciale se una gatta nera tagliava la strada. “Gatta nera porta male”, spiegava nelle risate generali. Tanto, noi dei rally, siamo tutti scaramantici. E quindi controlliamo ed eventualmente rimettiamo nel modo giusto i calzini. Come Pirollo.

Le ore volano tra il racconto di chi paga al vigile la multa di 100 mila lire al posto di 50 mila lire per poter ripetere l’infrazione contestata, i ricordi delle scodate di “Tramezzino” con la Talbot Lotus al Rally Lana, acclamato come Sebastien Loen in Alsazia. E poi, l’impeccabile Tony, il “dispettoso” Rudy e le sue storie di estintori svuotati negli alberghi per spegnere roghi…

E ancora, il mitico Giovanni Besonzi, l’emozionato Dario Cerrato con Geppi Cerri a fargli da spalla forte, Pierino Longhi e Maurizio Imerito, il vero padrone di casa Piero Liatti (che abita su una storica PS del Rally Lana). E ancora, Erik Comas, il Rally Lana e i suoi tre ritiri.

E poi Gigi Galli che racconta i suoi Rally Lana di Campionato Italiano Rally con la Mitsubishi Lancer ufficiale, parla del suo salto record in Finlandia e svela di essere stato ispirato da piloti come Dario Cerrato, Tony Fassina, Franco Cunico e via dicendo. Gli si legge negli occhi l’emozione e l’orgoglio di sedere insieme a loro.

In una serata come questa non manca l’annuncio: Galli conferma di aver costruito una vettura. La “Gigi Gally RX Car” (soprannome scelto da me) è nata proprio lì, a Biella. A due passi dalla PS Romanina-Veglio. Silenzio, l’atmosfera diventa magica.

Ragazzini, adolescenti, bambini, adulti, anziani. La forbice d’età va dai cinque anni ai settanta. Anche in questo caso, tutti appassionatamente. Chi ad imparare e chi a ricordare. Poi di nuovo casino. Chi urla “Ormezzan”, chi “Forza Dario”… Peccato non fosse una giornata da settantadue ore. Tutti volevano non finisse mai.