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Flying Finn: da appassionati a professionisti dei rally

Nella storia dei Flying Finn il 1965, divenne forse la stagione di maggiore successo di sempre. Tutto iniziò con la fantastica vittoria di Timo Makinen al Rally di MonteCarlo, superato poi da Rauno Aaltonen incoronato campione europeo dopo la vittoria del RAC Rally. A quel tempo anche un giovanissimo Simo Lampinen si era unito al numero crescente di piloti lavori finlandesi…

Quello che era iniziato come un avventuroso passatempo per signori benestanti si stava gradualmente trasformando in uno sport professionistico. Erano gli anni Cinquanta del Novecento. Non passò molto tempo prima che i primi Flying Finn emergessero nei rally internazionali. Rauno Aaltonen e Pauli Toivonen furono entrambi impegnati in team importanti durante il 1961, quando Aaltonen vinse effettivamente una gara di Campionato Europeo Rally in Polonia.

Mercedes-Benz lo aveva iscritto come copilota di Eugen Bohringer, ma in realtà Rauno guidava praticamente tutte le prove speciali, mentre il tedesco leggeva le note e poi guidava in trasferimento. Aaltonen passò presto alla British Motor Corporation, dove fu affiancato da Timo Makinen, il cui approccio spettacolare ottenne immediatamente attenzione ovunque. Incantava a tutte le latitudini. I due vennero soprannominati “Mini finlandesi” quando iniziarono a raccogliere i primi successi in BMC con le Mini Cooper.

Aaltonen ottenne una prestigiosa vittoria al termine della Spa-Sofia-Liegi con una Austin Healey. Si trattava di una corsa su strada del tipo marathon, che dal Belgio arrivava fino in Bulgaria, per poi tornare indietro. Ovviamente, venivano usati i passi di montagna più insidiosi dell’Europa centrale. Il tutto per tre giorni e mezzo di gara. Questo evento del 1964 fu ritenuto troppo pericoloso e fu sospeso.

Il 1965, divenne forse la stagione di maggiore successo di sempre per i Flying Finn. Tutto iniziò con la fantastica vittoria di Timo Makinen al Rally di MonteCarlo, superato poi da Rauno Aaltonen incoronato campione europeo dopo la vittoria nel RAC Rally. A quel tempo anche un giovanissimo Simo Lampinen si era unito al numero crescente di piloti lavori finlandesi.

Nel 1968, il finlandese più bravo fu Pauli Toivonen con un titolo europeo, frutto di sei successi in altrettante gare con la Porsche. Quell’anno Hannu Mikkola ebbe la sua grande occasione per entrare nell’elite, dove rimase per i successivi due decenni. Durante i primi anni della sua carriera, Hannu si aggiudicò due rally particolarmente lunghi e difficili. Trionfò per la prima volta nel Rally di Coppa del Mondo Londra-Messico da 16.000 miglia nel 1970 e poi, come primo non africano, conquistò il Safari Rally, quando ancora attraversava tre Paesi. Era il 1972.

Markku Alen entra nei ranghi dei piloti ufficiali nel 1974 e continua a raccogliere successi in quella che è conosciuta come la FIA Cup for Drivers, giusto un anno prima che nasca il Mondiale Piloti. Il primo finlandese a rivendicare quell’onore è Ari Vatanen nel 1981. Due anni dopo, quello stesso “mantello” viene reclamato da Hannu Mikkola, che diventa il pioniere delle 4WD con quel “missile” della sua Audi Quattro.

Il capitolo più memorabile della carriera di Vatanen è, senza dubbi, nel 1984-1985, quando porta Peugeot alla vittoria per cinque uscite consecutive nel WRC. Il periodo che va dal 1983 al 1986 è comunemente chiamato Era delle Supercar. Comprende 48 prove WRC, 29 delle quali vinte da finlandesi. Ciò produce titoli mondiali a raffica per piloti come Timo Salonen e Juha Kankkunen.

Anche Henri Toivonen avrebbe potuto emergere come campione, ma la sua prematura morte in Corsica cambia per sempre il volto dei rally. Le auto vengono regolamentate e diventano molto più lente. La durata degli eventi e la lunghezza delle prove speciali viene drasticamente ridotta. Ma ciò non impedisce a Juha Kankkunen di comandare e vincere un secondo campionato consecutivo nel 1987.

KKK aggiunge altri titoli nel 1991 e nel 1993. Quattro titoli vinti con tre diversi Costruttori di auto: Peugeot, Lancia e Toyota. Eccezionale veramente. Juha Kankkunen e Timo Salonen ottengono altri (tanti) successi nei rally-raid, che si stanno sviluppando parallelamente ai tradizionali rally. Il vero pioniere, in questo tipo di competizioni fuoristrada, è Ari Vatanen, innamorato follemente della velocità, con le sue quattro vittorie nella Parigi-Dakar.

Nei deserti, i finlandesi in linea di massima guidano per Peugeot o Citroen. Durante l’ultima parte degli anni Novanta il WRC si riorganizza e i team di lavoro devono impegnarsi per partecipare ad ogni singolo rally. Ciò significa che qualsiasi pilota che mira a vincere il titolo deve essere competitivo praticamente in tutti gli ambienti e in tutte le condizioni. Un ulteriore evoluzione del professionismo nello sport. Ad accettare quella sfida con determinazione accanita è Tommi Makinen.

Il Flying Finn Makinen vince su asfalto, terra, neve e ghiaccio. Emerge vincitore anche dal fango e dalla polvere del Kenya. Il risultato è storico: quattro titoli mondiali consecutivi alla guida di Mitsubishi Lancer Evolution dal 1996 al 1999 e quattro Rally di MonteCarlo vinti dal 1999 al 2002, l’ultimo dei quali con una Subaru Impreza WRC. Era strano vederlo con la tuta blu…

La corsa al successo di Flying Finn Makinen è seguita senza soluzione di continuità da Marcus Gronholm, che riesce a diventare campione nella sua prima stagione completa del WRC. Siamo nel 2000. In un certo senso Gronholm ripete ciò che Ari Vatanen fa prima, perché anche Ari è determinante nel risollevare le sorti di Peugeot nella classifica del Mondiale Rally. Marcus colleziona un altro titolo mondiale nel 2002, ma non riesce a vincere il terzo titolo con tre Marche diverse, nonostante si trasferisca alla Ford e continui a vincere.

L’ostacolo per i successivi titoli di Gronholm si chiama Sebastien Loeb (un ostacolo insormontabile, che regna imbattuto dal 2004 al 2012). A volte, questo Loeb viene sfidato da piloti come Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala, il primo con 15 vittorie WRC prima di chiudere la carriera nel 2014, il secondo mai realmente sbocciato, ma certamente dotato di grandi capacità. Latvala non diventerà mai campione, ulteriore segno della crescente abilità di Loeb.

È improbabile che il successo nel WRC per la Finlandia continui a passare attraverso “vecchie” glorie. Oggi come ieri la Driver Academy della Federazione Finlandese si impegna costantemente nella ricerca di nuove stelle da fare brillare nei rally: vedi Esapekka Lappi, Kalle Rovanpera, Teemu Suninen… Sempre con la speranza che la storia possa ripetersi. Intanto, continuano a difendere la gara di casa, anche se negli ultimi anni qualche “straniero” in più si è fregiato del successo nel Rally di Finlandia. Ma il 1000 Laghi era un’altra cosa…

Vincitori del Rally 1000 Laghi

1950

  • 1951 Karlsson Arvo – Mattila Vilho, Austin Atlantic
  • 1952 Elo Eino – Nuortila Kai, Peugeot 203
  • 1953 Hietanen Vilho – Hixén Olof, Allard
  • 1954 Kalpala Osmo – Kalpala Eino, Dyna Panhard
  • 1955 Elo Eino – Nuortila Kai, Peugeot 403
  • 1956 Kalpala Osmo – Kalpala Eino, DKW Donau
  • 1957 Carlsson Erik – Pavoni Mario, Saab 93
  • 1958 Kalpala Osmo – Kalpala Eino, Alfa Romeo
  • 1959 Callbo Gunnar – Nurmimaa Väinö, Volvo PV 544

1960

  • 1960 Bremer Carl-Otto – Lampi Juhani, Saab 96
  • 1961 Aaltonen Rauno – Nurmimaa Väinö, Mercedes-Benz
  • 1962 Toivonen Pauli – Kallio Jaakko, Citroën DS 19
  • 1963 Lampinen Simo – Ahava Jyrki, Saab 96 Sport
  • 1964 Lampinen Simo – Ahava Jyrki, Saab 96 Sport
  • 1965 Mäkinen Timo – Keskitalo Pekka, BMC Cooper S
  • 1966 Mäkinen Timo – Keskitalo Pekka, Morris Cooper
  • 1967 Mäkinen Timo – Keskitalo Pekka, BMC Cooper S
  • 1968 Mikkola Hannu – Järvi Anssi, Ford Escort TC
  • 1969 Mikkola Hannu – Järvi Anssi, Ford Escort TC

1970

  • 1970 Mikkola Hannu – Palm Gunnar, Ford Escort TC
  • 1971 Blomqvist Stig – Hertz Arne, Saab 96 V4
  • 1972 Lampinen Simo – Sohlberg Klaus, Saab 96 V4
  • 1973 Mäkinen Timo – Liddon Henry, Ford Escort RS
  • 1974 Mikkola Hannu – Davenport John, Ford Escort RS
  • 1975 Mikkola Hannu – Aho Atso, Toyota Levin
  • 1976 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Fiat 131 Mirafiori
  • 1977 Hämäläinen Kyösti – Tiukkanen Martti, Ford Escort RS
  • 1978 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Fiat 131 Abarth
  • 1979 Alén Markku KivimäkI Ilkka, Fiat 131 Mirafiori

1980

  • 1980 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Fiat 131 Mirafiori
  • 1981 Vatanen Ari – Richards David, Ford Escort RS
  • 1982 Mikkola Hannu – Hertz Arne, Audi Quattro
  • 1983 Mikkola Hannu – Hertz Arne, Audi Quattro
  • 1984 Vatanen Ari – Harryman Terry, Peugeot 205
  • 1985 Salonen Timo – Harjanne Seppo, Peugeot 205 Turbo
  • 1986 Salonen Timo – Harjanne Seppo, Peugeot 205 Turbo
  • 1987 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Lancia Delta
  • 1988 Alén Markku – Kivimäki Ilkka, Lancia Delta
  • 1989 Ericsson Mikael – Billstam Claes, Mitsubishi Galant

1990

  • 1990 Sainz Carlos – Moya Luis, Toyota Celica
  • 1991 Kankkunen Juha – Piironen Juha, Lancia Delta HF Integrale
  • 1992 Auriol Didier – Occelli Bernard, Lancia Delta HF Integrale
  • 1993 Kankkunen Juha – Giraudet Denis, Toyota Celica Turbo 4WD
  • 1994 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Ford Escort RS Cosworth
  • 1995 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1996 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1997 Mäkinen Tommi – Harjanne Seppo, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1998 Mäkinen Tommi – Mannisenmäki Risto, Mitsubishi Lancer Evolution
  • 1999 Kankkunen Juha – Repo Juha, Subaru Impreza WRC 99

2000

  • 2000 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 206 WRC
  • 2001 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 206 WRC
  • 2002 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 206 WRC
  • 2003 Märtin Markko – Park Michael, Ford Focus WRC 03
  • 2004 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 307 WRC
  • 2005 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Peugeot 307 WRC
  • 2006 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Ford Focus RS WRC 06
  • 2007 Grönholm Marcus – Rautiainen Timo, Ford Focus RS WRC 07
  • 2008 Loeb Sebastien – Elena Daniel, Citroën C4 WRC
  • 2009 Mikko Hirvonen – Jarmo Lehtinen, Ford Focus RS WRC 08

2010

  • 2010 Jari-Matti Latvala – Miikka Anttila, Ford Focus RS WRC
  • 2011 Sébastien Loeb – Daniel Elena, Citroën DS3 WRC
  • 2012 Sébastien Loeb – Daniel Elena, Citroën DS3 WRC
  • 2013 Sébastien Ogier – Julien Ingrassia, Volkswagen Polo R WRC
  • 2014 Jari-Matti Latvala – Miikka Anttila, Volkswagen Polo R WRC
  • 2015 Jari-Matti Latvala – Miikka Anttila, Volkswagen Polo R WRC
  • 2016 Kris Meeke – Paul Nagle, Citroën DS3 WRC
  • 2017 Esapekka Lappi – Janne Ferm, Toyota Yaris WRC
  • 2018 Ott Tänak – Martin Järveoja, Toyota Yaris WRC

Pauli ‘Pali’ Toivonen, il Flying Finn campione d’Europa 1968

Il papà di Harri e dell’indimenticabile Henri, vittima del tragico incidente del Tour de Corse 1986, esordisce nelle corse, e più precisamente nei rally, nel 1953 con una Volkswagen Bubble 1500 S.

Nome in codice tra colleghi finlandesi: Pali o Tikeri. Pauli Toivonen, nasce il 22 agosto 1929 a Hämeenlinna, nei pressi di Jyväskylä, capitale dei rally. È noto come personaggio anche per essere il papà di due rallysti: lo sfortunato Henri e Harry, ma fa parte della storia dei rally come ottimo pilota di Citroën, Lancia e Porsche, vetture con cui incassa molti memorabili successi.

Vittorie che contribuiscono ad alimentare la leggenda mondiale dei “Flying Finns”. Il papà di Harri e dell’indimenticabile Henri, vittima del tragico incidente del Tour de Corse 1986, esordisce nelle corse, e più precisamente nei rally, nel 1953. Nell’occasione gli viene messa a disposizione una Volkswagen Bubble 1500 S. Si lascia attirare alle corse dall’organizzatore dell’Jyväskylän Suurajot (poi 1000 Laghi, oggi neutralizzato a Finland Rally), Pentti Barck, con cui è mezzo parente.

Debutta proprio nella sua gara, dove finisce terzo di classe, quarantatreesimo assoluto. Dal 1954 al 1958 continua a presentarsi al via del 1000 Laghi. È quarantatreesimo nel 1954 con la Mercedes. L’anno dopo si ritira con la Peugeot. Nel 1956 è quindicesimo con la Saab 93, nel 1957 (sempre con la stessa vettura) si ritira e l’anno dopo si piazza di nuovo quindicesimo, ma questa volta guida un’evoluzione della 93.

Il suo primo contratto, lo firma con la Simca nel 1959. Solo all’Hankiralli, dove è quarto, si presenta con la Peugeot 403. Dalla gara successiva, 500 Ralli, dove è terzo, guida la Simca Montlhery, con cui centra un nono posto al 1000 Laghi e un secondo all’Helsinki Ralli. Le sue stagioni agonistiche migliori sono quelle degli anni Sessanta, quando guida le Citroën e, dal 1967, con le Porsche.

Nel 1960 vince il Lohjan Ralli con la Citroën DS19. Nel 1961 è secondo al 1000 Laghi, navigato da Jaakko Kallio, sempre sulla sulla DS19. Poi si classifica quarto al Vinterrally con Humre Lauri e quinto all’Hankiralli con Kallio Jaakko. Si ritira al 500 Ralli e al Høstrally. Con la stessa vettura centra il primo significativo successo al 1000 Laghi del 1962.

Quello stesso anno vince anche il Campionato Finlandese Rally, aggiudicandosi altre quattro gare della serie: Riihimäki-Ralli, Vinterrally, Salpausselkä Ralli, Pohjola Ralli. A dettargli le note c’è Jaakko Kallio. Nel 1963 è secondo a MonteCarlo e, sempre con la vettura francese e sempre navigato da Anssi Järvi, vince l’Hankiralli e il Vinterrally. È settimo Acropoli con Nurmimaa Väinö e quarto al Kuopio e al 1000 Laghi con Lindholm Lars. Partecipa alla estenuante Liège–Sofia–Liège, ma è costretto al ritiro.

La controversa vittoria al Rally MonteCarlo 1966

L’anno dopo, corre con la Volkswagen 1500 S. Non è assolutamente una delle sue migliori stagioni. Si piazza decimo al “Monte” con Järvi e si ritira al successivo Hankiralli con Lars Lindholm. Per problemi in gara lui ed Ensio Mikander sono solo cinquantunesimi a Sanremo.

Si ritira all’Acropoli per problemi di motore e si ritira anche al Kuopio e al 1000 Laghi con alle note Lindholm. Per concludere un’annata sfortunata, si presenta al via della Liège-Sofia-Liège con Mikander, sempre sulla Volkswagen 1500, e anche in questa occasione colleziona un ritiro.

Nel 1965 si piazza terzo assoluto al 1000 Laghi. Questa volta corre con la Volkswagen 1500 S e a leggergli le not c’è Kalevi Leivo. Nel 1966 si fregia della controversa vittoria “a tavolino” di un MonteCarlo destinato a passare alla storia. Quell’anno vengono esclusi dalla classifica i primi quattro equipaggi classificati.

L’esclusione dalla classifica è motivata dal fatto che le lampadine dei fari risultano non omologate, a causa di un cambiamento normativo dell’ultimo minuto. Gli esclusi sono Timo Mäkinen, Rauno Aaltonen, Paddy Hopkirk e Roger Clark. A parte Hopkirk che è al volante di una Mini, gli altri sono con le Ford Cortina. Toivonen è arrivato quinto e guida la Citroën DS21.

Pauli Toivonen al Rally 1000 Laghi 1962
Pauli Toivonen al Rally 1000 Laghi 1962

Senza volerlo, si ritrova ad essere primo. Per sportività decide di non ritirare il premio. Sempre quell’anno, ma al volante della Renault 8 Gordini, si ritira al Kak Rallyt, al Salpausselkä Ralli, all’Itäralli e al 1000 Laghi (navigato da Erkki Salonen), poi è quarto al Pohjola Ralli, corso con Martti Tiukkanen, e si ritira al Rac con Järvi.

Nel 1967 si piazza sesto al Rally di Svezia con la Lancia Fulvia HF, navigato da Jyrki Ahava, secondo al Tour de Corse, sempre su Lancia e con alle note Martti Tiukkanen, e settimo al 1000 Laghi, con la Fulvia e con Erkki Salonen come copilota. Il suo anno migliore è sicuramente quello successivo.

Infatti, nel 1968, si laurea campione europeo rally con la Porsche 911 T. Toivonen inizia con uno spettacolare secondo posto al Monte (navigato da Tiukkanen) e un terzo buon All’Acropoli (Martti Kolari). Al buon inizio segue un vero e proprio exploit. Toivonen vince cinque gare di fila: Rally della Germania Occidentale (Kolari), Rally della Germania Orientale (Kolari), Rally di Sanremo (Tiukkanen), Rally del Danubio (Tiukkanen) e Rallye International de Genève (Urpo Vihervaara).

A fine stagione arriva il tanto desiderato titolo. Dopo l’Acropoli, vinto nel 1969 con Kolari, Pauli decide di lasciare il palcoscenico internazionale dei rally e inizia a dedicarsi con maggiore assiduità alle gare di durata in pista.

La passione di Pauli per la velocità in circuito

Non si tratta di un vero e proprio debutto, perché il pilota finlandese frequenta (e non come spettatore) le gare di velocità in circuito già dal 1965 e partecipa a diverse edizioni della 24 Ore di Le Mans, con una Alpine Renault A110, e al Campionato Endurance, con una Porsche 907. Nel 1969, oltre che a Le Mans, è anche alla Daytona con la 908 e alla Targa Florio con la 911 R. Poi disputa la Solituderennen di Hockenheim, il GP del Mugello e la Hessenpreis di Hockenheim con la 908.

L’anno successivo corre la 1000 km Nürburgring con la 911 S. L’attività in pista non gli regala lo stesso piacere e le stesse soddisfazioni dei rally. È divertente, ma i rally sono tutta un’altra cosa. E infatti, dal 1970 al 1979, pur non disputando più in modo continuativo i rally internazionali e pur mandando avanti gli impegni in pista, Pauli Toivonen partecipa a diversi rally nazionali, come l’Hankiralli, il Kesoil, l’Arctic, il Rajd Warszawski Polskiego Fiata, ma colleziona ritiri e piazzamenti di poco conto.

Come per tutti, anche per gli irriducibili arriva il momento in cui si appende davvero il casco al chiodo. Non c’è un’età precisa. E neppure un’età media. È soggettivo. Ogni pilota, ogni campione, ogni sportivo, ogni uomo, ad un certo punto della sua vita cambia radicalmente. In totale, nella sua carriera, iniziata nel 1953 e conclusa nel 1979, Toivonen colleziona sedici vittorie assolute, sei secondi e cinque terzi posti.

Muore serenamente nella sua casa in Finlandia il giorno dopo l’edizione del Rally di Svezia 2005. È il 14 febbraio. Per noi italiani San Valentino. Il leggendario pilota finlandese è rimasto sempre un grande personaggio del mondo delle corse, capace oltretutto di allevare in casa due figli come piloti: Henri e Harri.