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Una Ferrari 308 GTB in prova speciale a Sanremo

A fine anni Settanta, quando iniziava il declino nei rally dell’imbattibile Lancia Stratos, il padovano Michelotto, che godeva di una corsia preferenziale presso la corte di Maranello, decise di preparare per i rally alcune Ferrari 308 GTB prima in allestimento Gruppo 4, poi come Gruppo B. Ne furono costruite meno di trenta esemplari che vennero portate al successo da piloti come Lele Pinto, vincitore del Rally di Monza del 1979, Jean Claude Andruet, che vinse ben due Tour de France (1981 e 1982).

Una Ferrari in prova speciale? Una rarità, ma meno di quanto sembri. A inizio anni Ottanta la Casa di Maranello decise di concentrare tutte le sue energie agonistiche nel mondo della Formula 1, chiudendo così l’avventura con i prototipi e nelle grandi gare su strada che negli anni Cinquanta e Sessanta avevano visto esprimersi vetture meravigliose come la Ferrari 250 SWB.

A fine anni Settanta, quando iniziava il declino nei rally dell’imbattibile Lancia Stratos, il padovano Michelotto, che godeva di una corsia preferenziale presso la corte di Maranello, decise di preparare per i rally alcune Ferrari 308 GTB (nella foto di Elio Francesco Magnano) prima in allestimento Gruppo 4, poi come Gruppo B. Ne furono costruite meno di trenta esemplari che vennero portate al successo da piloti come Lele Pinto, vincitore del Rally di Monza del 1979, Jean Claude Andruet, che vinse ben due Tour de France (1981 e 1982). E proprio il 1982 è l’anno di grazia della berlinetta del Cavallino, che conquista il campionato italiano rally con Tonino Tognana che regalano alla Ferrari anche il titolo costruttori. Di quell’anno è anche la vittoria alla prima edizione del Rally di Carmagnola della Ferrari 308 GTB di “Menes”-Cianci.

Il Rally di Sanremo del 1983 vide al via una Ferrari 308 GTB nelle mani del campione svedese Björn Waldegaard, affiancato nell’occasione dal connazionale Claes Billstam, che furono costretti al ritiro nel corso della 24esima prova speciale, la Casalecchi in Toscana. Un evento che non passò inosservato agli occhi di Elio Magnano che immortalò la vettura del Cavallino in questa immagine.

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