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La Ford Fiesta WRC di M-Sport in fiamme al Rally del Messico

Sono immagini drammatiche quelle che mostrano la Ford Fiesta WRC Plus di M-Sport, affidata a Esapekka Lappi, in fiamme al Rally del Messico. Al termine della prova speciale 7, la El Chocolate 2 di 31,45 chilometri, la Ford Fiesta di Esapekka Lappi e Janne Ferm è andata a fuoco. L’incendio è partito dalla parte posteriore.

In un momento in cui tutto lo sport mondiale si è fermato, dal calcio alla Formula 1, passando per il pugilato, succede che in Messico non ci si fa mancare nulla. Quest’edizione della gara, oltre ad essere ricordata per l’immunità di Stato al coronavirus, sarà ricordata per la Ford Fiesta WRC di M-Sport in fiamme e per la follia di Esapekka Lappi che, con il suo gesto, ha peggiorato le cose.

Sono immagini drammatiche quelle che mostrano la Ford Fiesta WRC Plus si Esapekka Lappi in fiamme al Rally del Messico. Al termine della prova speciale 7, la El Chocolate 2 di 31,45 chilometri, la Ford Fiesta di Esapekka Lappi e Janne Ferm è andata a fuoco. L’incendio è partito dalla parte posteriore. Il navigatore ha tentato di spegnere le fiamme con un estintore, aiutato dai commissari.

Lappi è follemente ripartito, tra lo stupore del suo copilota che si sbracciava. la mossa più stupida è stata quella di fare prendere aria alla vettura. Le fiamme sono divampate raggiungendo l’abitacolo e avvolgendo completamente la vettura in pochi secondi. L’auto è andata completamente distrutta e per fortuna né il pilota né il copilota hanno riportato ferite.

L'incendio è partito dalla parte posteriore
L’incendio è partito dalla parte posteriore

Quell’ordine di Citroen WRT che fa perdere Lappi in Turchia

Al Rally di Turchia, il più scatenato è stato Esapekka Lappi. Il finlandese non aveva nulla da perdere e voleva vincere a tutti i costi, mettendo in crisi Sebastien Ogier. Ma alla vigilia dell’ultima giornata di gara, Citroen WRT ha dato un ordine. E siccome la notte porta consiglio…

C’è un solo episodio che merita essere preso in considerazione del Rally di Turchia 2019. Un episodio che è durato tre giorni e che ha dato l’esito che ha dato – doppietta Citroen WRT con primo Sebastien Ogier e secondo Esapekka Lappi, che avevamo intervistato qualche giorno prima e che aveva detto chiaramente cosa avrebbe voluto fare al Turkish Rally, o quantomeno come gli sarebbe piaciuto correre.

Una cosa nota, dalla notte dei tempi, è che “volere e potere”. Bene Esapekka Lappi voleva vincere, voleva addentare quelle PS sconnesse e dure, piene di rocce, volandoci sopra. Sì, il kartista che si è dato ai rally voleva volare sulla terra iridata turca come gli piace fare in Svezia e come sogna di fare in un 1000 Laghi innevato, dovendo poi ripiegare piuttosto sull’Arctic Lapland Rally.

Al Turkish Rally, Lappi stava coronando il sogno. Non aveva nulla da perdere e andava come nessun altro, altro che Red Bull mette le ali. Se non fosse arrivato un evidente ordine di scuderia tipo “fai quel che vuoi ma non disturbare Sebastien Ogier”, probabilmente il Rally di Turchia sarebbe finito diversamente e ci troveremmo davanti alle lamentele di una super star in crisi di autostima. Ma comunque sarebbe finita con la doppietta Citroen.

Infatti, capita alla fine della PS4, che chiude il primo loop di tre prove speciali del venerdì al Rally di Turchia, che al comando si ritrovi Esapekka Lappi. Il pilota Citroen WRT ha sfoderato una prestazione eccezionale, in particolare sui 38,15 chilometri della PS Cetibeli. Poi ha portato il suo vantaggio sulla Hyundai i20 di Andreas Mikkelsen a 9″0 nella successiva PS Ula.

Lappi ha beneficiato di strade più pulite e una migliore presa grazie alla sua posizione nell’ordine di partenza e si è allontanato dal rivale norvegese, che ha avuto problemi di trazione sulla PS Ula. “Siamo rimasti fuori dai guai e non abbiamo avuto grandi patemi. L’auto ha funzionato bene. Nell’ultima PS ero un po’ troppo lento, ma meglio essere sicuri”, ci ha detto Lappi in Turchia.

Kris Meeke inaugura la sua giornata, ma Lappi…

Sulla quinta prova speciale di Icmeler, Kris Meeke inaugura la sua giornata. Sui quasi 25 chilometri, contraddistinti da strade sterrate e sporche di pietre, nonostante un testacoda, Meeke è il più veloce con 18’05″8, precedendo di 1″6 Thierry Neuville e di 1″9 Sebastien Ogier. Esapekka Lappi, quinto a 4″5, resta sempre in testa alla classifica assoluta con 12″4 su Andreas Mikkelsen, sesto in PS.

In questo caso, Esapekka Lappi è autore di un’ottima prova bene, ma alla fine è perplesso: “Avremo preso almeno una quindicina di botte sulla macchina, ci sono pietre e sassi terribili che volano ovunque. Comunque siamo arrivati”, ci dice a fine PS. In realtà, era lui che volava, solo che in tanti non lo raccontano perché si limitano a tradurre i comunicati stampa.

La PS6 è la ripetizione della prova speciale più temuta, quella più lunga di Cetibeli di 38,15 chilometri, ha avuto una sorpresa spiacevole per molti piloti. La pioggia non ha complicato le cose solo a Ott Tanak, Seb Ogier e Thierry Neuville, mentre le ha complicate a tutti gli altri aumentando l’intensità.

In questo contesto, il pilota di Citroen WRT compie il miracolo: vola sul terriccio e sulle pietre umide, come fosse sul ghiaccio della Svezia, e riduce il distacco da Neuville ad appena 7″, mentre gli altri sono dai 32″ in su. Neuville, montate gomme soft, spinge e recupera terreno per la classifica generale che ora lo vede al terzo posto a 19″7 da Lappi.

Il finlandese si piazza secondo nella prova speciale, ma anticipa prepotentemente il compagno di squadra Sebastien Ogier, terzo a 10″ dal belga con la Hyundai i20 WRC Plus. Sebastien Ogier, in questa lotta impari contro un Lappi che non ha da perdere un bel niente, si porta così in seconda posizione nella classifica generale a 14″9 da Lappi.

Esapekka Lappi del Citroen WRT, voleva vincere in Turchia, foto Jaanus Ree
Esapekka Lappi del Citroen WRT, voleva vincere in Turchia, foto Jaanus Ree

Citroen WRT si accorge della sfida Lappi-Ogier

Si arriva sulla PS7 Ula, che ha chiude la giornata, Dani Sordo con la Hyundai si prende la soddisfazione di risultare il più veloce della PS7 in 12’29″3 nonostante problemi al turbo. Jari-Matti Latvala si ferma in seconda posizione, battuto di ben 10″9 dallo spagnolo che è superlativo in questa tappa. Qui fa bene anche Thierry Neuville e Teemu Suninen, mentre Esapekka Lappi terminato quinto a 13″8. Perde 1″3 da Neuville, ma ha guadagna 2″8 su Sebastien Ogier che nell’assoluta resta secondo.

Citroen WRT si accorge della sfida Lappi-Ogier. Si accorge chiaramente e si allarma del fatto che tra Lappi ed Ogier è in atto una corsa al primato. A fine giornata, a 17″7 dal compagno di squadra, il francese e Citroen WRT sono soddisfatti. Era da tempo che i driver Citroen non si vedevano insieme davanti a tutti. Un continuo botta e risposta che potrebbe anche fare danni.

L’indomani, sabato 14 settembre 2019, sulla prova speciale speciale numero 8, ben 33 chilometri di sterrato e polvere che fanno una vittima eccellente con Thierry Neuville, che non vede una curva e centrato una pietra finendo fuori strada, e che vedono il leader del campionato Ott Tanak forare, Sebastien Ogier scatena. Sì, Ogier non Lappi…

Il francese vinco con 16″7 su Esapekka Lappi, leader del Rally di Turchia e così il distacco tra i due si riduce a 1″. Lappi lamenta un problema al cofano. Sulla PS9 Datca, Ott Tanak non si presenta. In trasferimento, la Yaris accusa un problema al motore e l’estone si deve fermare. Ritiro. Arriva così il primo ritiro stagionale per Tanak leader della classifica iridata con 205 punti davanti a Thierry Neuville, a 172, che non si da pace per l’errore nella precedente PS.

Sebastien Ogier, terzo nel WRC con 165 punti, si gioca tutte le carte. Il francese viene battuto dal compagno Esapekka Lappi che risponde così al francese che si era aggiudicato la PS precedente. Lappi è secondo a 0″6 da Andreas Mikkelsen e stacca Ogier di 1″2 in terza posizione. Nella classifica assoluta, Lappi comanda su Ogier con 2″2, Mikkelsen è terzo a 1’04”. Teemu Suninen riceve l’ordine di non gettare alle ortiche l’occasione ed è ottavo a 11″1 da Mikkelsen. Perde così il terzo posto nella assoluta.

Il ritiro di Tanak risveglia gli appetiti

Il ritiro di Tanak risveglia gli appetiti. Sebastien Ogier non prende rischi nella PS10 Kizlan, di 13,3 chilometri velocissimi e su terra. Il francese può rilanciarsi nella classifica iridata e non vuole commettere errori. In questa PS è quinto a 7″8 da Lappi che, non avendo nulla da perdere, aumenta il suo vantaggio a 10″ sul compagno di team.

Si torna sulla PS Yesibelde, 33 chilometri da paura. I piloti sono molto attenti alle gomme, non tanto alla scelta, ma a non distruggerle, visto che tutti hanno scelto le dure, montate assieme alle medie o alle soft. Sebastien Ogier spinge a fondo. Infatti, è il più veloce della PS in 25’19″6. Esapekka Lappi prova a resistere con le gomme anteriori in versione slick fermando i cronometri a 7″8 da Ogier e restando leader.

Neuville si aggiudica la PS12 Datca, con alle spalle Sordo a 6″3. Teemu Suninen è a soli 6″7 in terza posizione, quarto assoluto nella genelare. In pratica, Ford e Hyundai hanno sferrato l’attacco. Quarto è Ogier, che però diventa leader assoluto della gara con 4″7 su Lappi.

Rispostaccia di Lappi sulla PS13 Kizlan, anche questa una ripetizione, a Neuville e Ogier, rimessi in riga, e rispettivamente a 1″4 e a 3″1. Ogier resta leader ma per appena 0″2. Quarto tempo assoluto dello stage per Suninen, che stacca Mikkelsen di 2″5. Dal canto suo, Mikkelsen non cede al ritorno di Sordo, che finisce a 0″4.

Tanak torna in gara domenica 15 settembre, ma in Turchia, la storia la stanno scrivendo Ogier e Lappi. l’estone si impone sulla PS14 di Marmaris, che sarà anche la finale power stage e precede Andreas Mikkelsen di 1″5 e Jari-Matti Latvala di 1″9. Tanak in gara non ha nulla da perdere e punta ai punti della power stage, come anche Thierry Neuville.

Esapekka Lappi non deve dare fastidio a Sebastien Ogier

Sebastien Ogier è quinto a 3″9, Esapekka Lappi soltanto nono a 9″4. A fine prova speciale, il finlandese dice che va tutto bene, è stato cauto per scelta. Sugli 11,32 chilometri della PS15 Gokce, l’imperativo di tutti è prudenza massima. Le insidie di questi percorsi convincono i team e i piloti a cercare di arrivare alla power stage senza rischiare forature.

Citroen ha parlato e ora appare chiaro che Esapekka Lappi non deve andare a dare fastidio a Sebastien Ogier. La PS16 Cicekli, di 13,2 chilometri, regala poche emozioni. Non sembra esagerato chiamarla tranquilla passeggiata. Esapekka Lappi si gira e perde una decina di secondi.

E così, alla fine e alla faccia della scaramanzia più spicciola, Sebastien Ogier si aggiudica il Rally di Turchia sulla PS17. Il francese ha chiuso con 34″7 secondi di vantaggio su Esapekka Lappi (rallentato dall’incomprensibile ordine di scuderia), dopo oltre 300 chilometri di PS su strade rocciose e in montagna che gli consegnano la sua prima vittoria da marzo.

Il finlandese Lappi è sopravvissuto ad un errore nella penultima PS per finire a 29″8 dalla Hyundai i20 di Andreas Mikkelsen. Mikkelsen e il quinto posto di Dani Sordo hanno aiutato Hyundai Motorsport ad aumentare il proprio vantaggio sulla Toyota Gazoo Racing nella classifica dei Costruttori.

WRC, Rally di Turchia e la strategia in difesa di Citroen Racing

Al Rally di Turchia in cui Citroen World Rally Team ha ottenuto la prima vittoria su terra della sua storia nel WRC, nel 2003 con Xsara WRC, gli equipaggi attuali formati da Sébastien Ogier con Julien Ingrassia e Esapekka Lappi con Janne Ferm sono decisi a seguire le tracce dei loro eccezionali predecessori.

“Dopo un’edizione 2018 che ha sorpreso tutti per la difficoltà, quest’anno siamo perfettamente consapevoli della sfida che ci aspetta al Rally di Turchia e ci siamo preparati in modo adeguato – sono le parole di Pierre Budar numero 1 di Citroen Racing –. In particolare, abbiamo fatto una sessione di prove estremamente produttiva su alcuni dei tracciati più impegnativi della Grecia. L’affidabilità giocherà un ruolo fondamentale questo week-end, così come la capacità di superare le insidie del percorso. Non possiamo permetterci il minimo errore, perché vogliamo tornare sul podio e batterci con tutte le nostre forze per il campionato”.

Top performer nella scorsa edizione, avendo segnato cinque migliori tempi ed essendo rimasti in testa per una parte della gara, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia avevano saputo dimostrare il loro innato spirito di adattamento e la loro grande capacità di prendere le note giuste su un nuovo tracciato.

Non ci sono dubbi sul fatto che anche quest’anno saranno di nuovo tra i protagonisti del Rally di Turchia, che per la seconda volta si terrà a Marmaris, dopo Kemer (2003, 2004, 2005, 2006 e 2008) e Istanbul (2010). Determinati a dare il massimo anche in questo campionato, i sei volte campioni del mondo possono contare su eccezionali capacità tattiche, una qualità spesso fondamentale in prove di questo tipo, dove la velocità non è tutto. Partendo terzi, potranno sfruttare una le tracce lasciate dal passaggio dei due equipaggi precedenti, per ottenere il meglio dalla loro C3 WRC.

Galvanizzati da una splendida prova su terra in Finlandia, ricompensata da un bellissimo secondo posto, Esapekka Lappi e Janne Ferm hanno fatto un grande passo avanti nella gestione della C3 WRC su questo tipo di fondo. In una gara dove sono stati spesso a un passo dalla top five nel 2018, i finlandesi vogliono dimostrare ancora una volta il loro talento, puntando a trovare il giusto equilibrio tra attaccare gli avversari e salvaguardare la meccanica. Se il passaggio dei piloti che partiranno prima di loro non farà affiorare troppe rocce taglienti, il loro ordine di partenza in nona posizione dovrebbe garantire strade più pulite e una migliore aderenza.

Per prepararsi al meglio a questa sfida che metterà a dura prova le auto, il Citroën Total World Rally Team ha effettuato una sessione di prove in Grecia, sulle strade del Rally dell’Acropoli, un riferimento per questo tipo di superficie. Per quattro giorni, i tecnici del team Citroën hanno lavorato soprattutto sugli ammortizzatori delle C3 WRC, per assorbire le irregolarità della superficie preservando gli pneumatici, su tracciati particolarmente rocciosi e surriscaldati dalle temperature estive.

Secondo Sebastien Ogier, “il tracciato della scorsa edizione è stato senza dubbio il più difficile che abbia affrontato in tutta la mia carriera. A vincere non sono stati i più veloci, quindi dovremo modificare il nostro approccio, anche perché non possiamo più permetterci di sbagliare. Abbiamo condotto test su strade con caratteristiche molto simili a quelle che si aspettano in questa gara e sono andati molto bene. Spero proprio di confermare in gara il buon feeling con la vettura, trovato durante i test”.

“In questo rally bisogna usare la testa e capire quando è il momento migliore per attaccare e quando è il caso di rallentare per preservare la meccanica – conclude Esapekka Lappi –. Non è il mio tipo di gara preferito, ma se riusciamo a trovare il giusto equilibrio tra resistenza, affidabilità e velocità, evitando le forature, dovremmo riuscire ad ottenere un buon risultato”.

Esapekka Lappi e il Rally di Germania: percorso insidioso

I nostri tecnici fanno un buon lavoro, ma è ovvio che più il percorso è insidioso e più è importante avere delle buone informazioni, e nella giusta quantità. Ma il livello di aderenza può cambiare così tanto da una curva all’altra che…

Il Rally di Germania, disputato sulla superficie che l’ha visto debuttare nel karting, cioè l’asfalto, e che lo scorso anno è stato teatro dell’unico suo podio fino ad allora nel WRC su asfalto, non è tra i più semplici da gestire, secondo Esapekka Lappi. Inevitabile approfondire l’argomento.

Qual è la caratteristica di questa gara?

L’asfalto sporco, soprattutto quando piove. In tutta sincerità, questa cosa non mi è mai piaciuta molto. Nonostante ciò, l’anno scorso abbiamo tenuto un buon ritmo, e grazie ad un po’ di sfortuna o agli errori di alcuni concorrenti, siamo comunque saliti sul podio: è la dimostrazione che anche la costanza è fondamentale”.

Qual è la difficoltà più grande: saper leggere la strada asfaltata o avere buone informazioni da parte dei tecnici?

Per me è sicuramente la valutazione del grip. I nostri tecnici fanno un buon lavoro, ma è ovvio che più il percorso è insidioso e più è importante avere delle buone informazioni, e nella giusta quantità. Ma il livello di aderenza può cambiare così tanto da una curva all’altra che è davvero difficile saperlo valutare”.

L’esperienza sembra davvero importante…

“Sarà la mia sesta partecipazione, la terza nel WRC, e credo di dover migliorare ancora nella Panzerplatte. L’anno scorso ero tra due e tre decimi al chilometro dallo scratch, che va bene, ma devo cercare di migliorare. Uno dei fattori fondamentali è la corretta gestione degli pneumatici: penso di averlo fatto bene l’anno scorso, infatti le mie gomme sono arrivate a fine gara ancora in buono stato, e quindi credo di poter attaccare un po’ di più”.

In Corsica avevi detto che il tuo passato nei kart era stato utile per il calcolo delle traiettorie…

Sì, ma non credo che questa volta possa essere d’aiuto. Qui la strada è troppo stretta e sporca”.

Spesso si dice che qui si tratta di tre rally in uno: quale preferisci?

Preferisco le speciali nei campi della Saarland. È più naturale, c’è anche più spazio, e i minimi errori non vengono subito puniti con l’urto contro un cordolo o un muretto, come invece succede nella zona dei vigneti”.

Esapekka Lappi, dai go-kart ai rally per questioni di budget

Lappi inizia a gareggiare nei kart vincendo il campionato finlandese nel 2007. La sua carriera nei circuiti si interrompe per problemi di budget e da allora comincia a dedicarsi ai rally. Sembra paradossale, ma è così.

Classe 1991, del 17 gennaio per la precisione, nel 2019 Esapekka Lappi è il compagno di squadra di un certo Sebastien Ogier nel team Citroen Racing WRT. Ha colto il suo primo podio, nonché la sua prima vittoria, al Finland Rally 2017. Ha inoltre vinto il WRC 2 nel 2016 e il Campionato Europeo Rally nel 2014, oltre a esser stato campione finlandese nel 2012.

Lappi inizia a gareggiare nei kart vincendo il campionato finlandese nel 2007. La sua carriera nei circuiti si interrompe per problemi di budget e da allora comincia a dedicarsi ai rally. Sembra paradossale, ma è così. Nel 2008, all’età di 17 anni, inizia a competere nei rally sprint finlandesi, in cui si gareggia senza il copilota, con un’Opel Astra GSi 16V, vincendo tutte e ventuno le gare della stagione.

Disputa il suo primo rally nel 2009 e gareggia per tutta la stagione in competizioni nazionali guidando una Honda Civic Type-R e alternandosi con diversi copiloti. Nel 2010 iniziò il sodalizio con il navigatore Janne Ferm e continuò a competere in rally nazionali sempre con la Civic, terminando al terzo posto nel campionato finlandese in categoria R2.

Nel 2011, Lappi passa a guidare una Citroën C2 R2 Max di classe 1600, ingaggiato dalla squadra finlandese Printsport. Con questa vettura fa inoltre il suo debutto nel mondiale WRC al Finland Rally 2011, classificandosi al trentaduesimo posto assoluto e al dodicesimo nella sua classe. Vince, altresì, il Campionate Finlandese R2 ricevendo il premio quale miglior pilota debuttante dell’anno.

Nel 2012 disputa l’intero campionato finlandese nella Super 2000 con la scuderia Printsport, con una Ford Fiesta S2000, con la quale vinse tutte e sette le gare laureandosi campione nazionale. Disputò due gare del mondiale 2012, classificandosi venticinquesima in Finlandia con la Fiesta e ritirandosi in Germania con la C2 per problemi meccanici. Venne successivamente ingaggiato dalla Škoda Motorsport e con la Fabia S2000 vinse a fine settembre la tappa polacca dell’Erc 2012, primo successo in una competizione internazionale per il giovane finlandese.

Esapekka Lappi nei panni del pilota Skoda
Esapekka Lappi nei panni del pilota Skoda nel WRC 2

Per il 2013 la scuderia ceca rinnova la fiducia a Lappi, consentendogli di partecipare ad eventi selezionati dell’Erc 2013 e all’Asia-Pacific Rally Championship, ma soprattutto gli consente di fare esperienza nel WRC competendo nel WRC 2, al fianco di piloti esperti come Jan Kopecký e Freddy Loix. Il debutto al Rally di MonteCarlo 2013 non fu dei più felici in quanto Lappi dovette ritirarsi per la rottura di una sospensione.

Al Rally del Portogallo 2013 dimostrò invece le sue qualità giungendo decimo assoluto al traguardo e dominando la classe WRC 2. Il successivo appuntamento mondiale, il Rally di Finlandia 2013 lo vide invece classificarsi al trentunesimo posto e fuori dai dieci nella sua categoria.

È insolito che un rallysta finlandese abbia iniziato con il karting…

“Vero! A sei anni ho voluto seguire l’esempio di mio fratello maggiore, e mi sono ritrovato a gareggiare fino ai 16 anni. Tra i piloti finlandesi di rally, emersi recentemente, sono stato il primo con questo percorso. In seguito, c’è stato Teemu Suninen, mio compagno di team, ma anche Kalle Rovanperä o Jari Huttunen”.

Perché optare per i rally?

“All’epoca sognavo di essere pilota di Formula 1, ma alla fine sono molto felice di questa scelta! Sono stato campione di Finlandia 2007, al massimo del livello per quel periodo, ho anche gareggiato nel campionato europeo, ma ho smesso perché non avevo prospettive. Continuare a gareggiare con i kart o provare a competere ai livelli più bassi delle monoposto sarebbe stato in ogni caso troppo oneroso. Nel rally si può accedere allo stesso livello ma con un budget più ragionevole. E poi questa disciplina è trasmessa dalla televisione in Finlandia, e quindi è più facile trovare sponsor disposti a dare un contributo, mentre nessuno conosce le categorie più basse della competizione su pista”.

In che modo la tua esperienza nel karting ti aiuta nei rally?

“All’inizio, probabilmente, potevo avere un vantaggio, a livello mentale rispetto ai miei avversari di allora. Avevo già l’esperienza della competizione: sapevo cos’era ed ero abituato a sentire la pressione. Ovviamente, rispetto ai miei rivali di oggi, questo vantaggio non esiste più. Però, per gare come la Corsica o la Spagna, penso che il karting mi aiuti a valutare bene le strade nelle ricognizioni, a trovare la traiettoria durante la gara, soprattutto quando le curve sono lunghe, si aprono e poi si stringono di nuovo… Credo che il karting abbia affinato il mio senso della traiettoria”.

Quali sono i ricordi delle tue tre precedenti partecipazioni in Corsica?

“Nel 2014 ho vinto il titolo di campione d’Europa ma uscendo di strada, quindi non è stato uno dei momenti migliori! L’anno scorso in compenso, nonostante la foratura, rimane uno dei nostri migliori rally della stagione”.

Lappi: ‘Meglio le PS norvegesi di quelle svedesi’

Dieci anni fa, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno scoperto le prove delle nevi scandinave con i colori del Citroën Junior Team.

Prima di farvi leggere il pensiero di Esapekka Lappi che, invece, le prove le scopre nel 2019, vorrei portarvi attraverso un flashback. Siamo nella stagione 2009, all’appuntamento nordico, disputato ai tempi solo in Norvegia. Sébastien e Julien concludono decimi, dopo aver siglato dei tempi promettenti nonostante fossero solamente al loro terzo rally sulla C4 WRC.

La loro scoperta della Svezia avviene l’anno successivo, sempre con i colori dello Junior Team. Ed è stata ancor più interessante, con la quinta posizione al termine di una prestazione regolare su una superficie in cui l’esperienza è essenziale. Inseriti nel frattempo nel Citroën Total World Rally Team, hanno partecipato all’edizione 2011 per il debutto della DS3 WRC, con la nomea di coppia più agguerrita, con già due vittorie mondiali all’attivo: Portogallo e Giappone 2010.

Nomea che hanno subito riconfermato con i primi tre migliori tempi su questa superficie, e un quarto posto che ha dato il via a una stagione conclusa con cinque successi assoluti: Portogallo, Giordania, Acropoli, Germania e Francia-Alsazia. Questa premessa per far comprendere bene quanto sia importante, in realtà, l’appuntamento iridato svedese per Citroen. Nel 2019, alla vigilia del Rally Sweden, ho pensato di interessarmi al pensiero di una stella emergente (o almeno speriamo) e pubblicare cosa pensa il pilota finlandese a proposito della guida su neve e ghiaccio.

Quando hai guidato sulla neve per la prima volta?

“Come molti scandinavi, ho guidato per la prima volta l’auto da rally a trazione posteriore di mio fratello maggiore su un lago gelato a… soli undici anni!”.

Hai più esperienza sullo sterrato che sulla neve?

“Su sterrato, soprattutto da quando gareggio nel campionato del mondo, perché è la superficie prevalente. Nel campionato rally finlandese invece tre delle sette gare erano su neve, tra cui il famoso Arctic Rally di Rovaniemi in Lapponia. Dagli undici ai quindici anni, non potendo correre in karting nella stagione invernale, mi sono allenato sui laghi gelati dei dintorni”.

Cosa ti piace della guida su neve e ghiaccio?

“Quando sei in una foresta rischiarata dalla luce, su una strada con neve fresca ancora pulita, temperature sottozero e grossi muri di neve ai lati, è magnifico guidare. Non esiste miglior terreno di espressione per un’auto da rally, a parer mio! Mi piace appoggiarmi ai muri di neve quando esco da una curva, anche se è un terno al lotto perché alcuni sono meno duri di altri e diventano pericolosi. Alcuni piloti indicano nelle loro note quali sono i muri che possono essere usati, ma io non lo faccio perché non sei mai sicuro che il muro in questione sia ancora lì quando passi!”.

La tua speciale favorita?

“Mi piacciono molto le speciali norvegesi del venerdì. Sono più tecniche delle svedesi, e in generale sono più innevate e ghiacciate”.

Il tuo ricordo più bello?

“Direi la tappa di domenica dello scorso anno, in cui abbiamo vinto due delle tre prove, inclusa la Power Stage, guadagnato due posti e concludendo in quarta posizione. È stata una bella lotta, soprattutto perché la speciale di  Likenas, da percorrere due volte come quest’anno, richiede molto impegno per le velocità che si raggiungono”.

E il tuo ricordo più brutto?

“Nel 2016 ho trovato il modo di “incastrarmi” momentaneamente in un muro di neve nell’unica crono minimamente innevata. Quell’anno almeno otto PS erano state annullate a causa di un inverno particolarmente mite”.

Dove consiglieresti ad uno spettatore di posizionarsi?

“Io mi metterei, ovviamente sempre in sicurezza, in una serie di curve particolarmente veloci, in cui le auto sfiorano l’intervento del limitatore di giri, in modo da vedere chi ha più confidenza con il volante e chi meno”.