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”I rally? Vent’anni di vita”, parola di Geppi Cerri (VIDEO)

Geppi Cerri Gambarelli senza segreti. Una lunga video intervista in cui il copilota del Coguaro di Conegliano d’Alba si racconta tra gioie e dolori, soddisfazioni e sconfitte, facendo scoprire tratti inediti della sua storia.

Sei titoli italiani e due titoli europei: tante vittorie e non sono solo fortuna. In questa intervista esclusiva rilasciata alla Mercurio Squadra Navigatori Rally, Geppi Cerri Gambarelli si racconta e ci racconta la sua vita e la sua carriera, dall’adolescenza insieme a Dario Cerrato fino ai giorni nostri, passando per gli anni in Opel e i grandi successi in Lancia. Tanti racconti e inediti che un vero appassionato di rally non perdere.

Geppi Cerri è stato anche navigatore di Giorgio Faletti nella sua partecipazione più importante nel mondo delle corse il Rally di Sanremo iridato del 1992, al volante di una delle quattro Lancia Delta HF Martini Racing della squadra ufficiale (quell’anno gestita direttamente dal Jolly Club).

Storia della Fratelli Venturi di Orlando e Dante

L’officina dei fratelli Dante e Orlando Venturi si trovava a Vergato, nella provincia di Bologna, in via Monte Aldara per la precisione, dove la passione per i motori sgorga dai marciapiedi. Lì, per decenni, i fratelli Venturi si occuparono della riparazione di auto, prima quasi esclusivamente di auto da corsa poi di produzione e anche da competizione.

L’1 novembre 2020 ci lascia un Mago dei Motori dell’Emilia-Romagna: Dante Venturi. Preparatore della Fratelli Venturi insieme al fratello Orlando, Dante ha contribuito a scrivere pagine indimenticabili nei rally nel nord Italia. Per decenni, le loro vetture sono state contraddistinte dal parabrezza griffato F.lli Venturi.

L’officina di Dante e Orlando Venturi si trovava a Vergato, nella provincia di Bologna, in via Monte Aldara per la precisione. Un luogo in cui è facile ammalarsi di rally, visto che la passione sgorga dai marciapiedi. Lì, per decenni, i fratelli Venturi si sono occupati della riparazione di auto, prima quasi esclusivamente di vetture da corsa e poi di produzione e anche da competizione.

Chi ha corso con le loro vetture negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, ma anche Ottanta, ancora li loda. Le loro vetture da corsa erano note per l’affidabilità e sia Dante sia Orlando sono ricordati come due fratelli simpatici, ma pignoli al limite della perfezione. Negli anni, considerato il bagaglio di esperienza acquisito si sono specializzati nel restauro e nella riparazione di auto d’epoca e storiche da corsa.

Famoso tra appassionati e collezionisti locali il loro magazzino, fornito di centinaia di pezzi di ricambio di tutte le auto, in particolare per quelle d’epoca e storiche della Talbot, Opel, Fiat… Due fratelli che sono tra gli imprenditori che hanno fatto la storia di questo territorio, che l’hanno fatto conoscere e che sono ancora nei ricordi degli appassionati delle competizioni automobilistiche.

Dante e Orlando Venturi sono figli d’arte: il padre nell’immediato dopoguerra era già un imprenditore sia nel mondo agricolo che artigianale in quanto, si occupava dell’aratura e della trebbiatura del grano ed aveva raggiunto una notevole capacità produttiva, infatti con diverse macchine era in grado di rispondere ad una forte domanda e, nei periodi più intensi dell’anno, dava lavoro ad una ventina di addetti.

E’ nell’officina del padre che i due fratelli ancora minorenni iniziano a sporcarsi le mani: venivano riparate macchine agricole, autocarri e tantissimi mezzi militari principalmente americani che erano stati abbandonati al termine del secondo conflitto mondiale. Appena maggiorenni prendono le redini dell’azienda e cavalcando l’onda della crescita vertiginosa dei mezzi in circolazione, segno evidente di un Paese che vedeva uno sviluppo economico a tassi percentuali oggi conosciuti solamente dai Paesi dell’estremo oriente, si specializzano nella
riparazione delle auto.

Negli anni Cinquanta vengono poi folgorati dalla passione irrefrenabile per le competizioni automobilistiche, principalmente rally: iniziano con autovetture di piccola cilindrata, le mitiche Simca, per poi arrivare a “mettere le mani” nel cuore di veri e propri mostri meccanici come la
Lancia Delta HF Integrale.

I piloti che hanno guidato le loro auto hanno vinto di tutto: trofei monomarca, campionati regionali e numerosi titoli nazionali. Le auto elaborate dai Fratelli Venturi si sono misurate anche sulle strade delle prove di Campionato del Mondo Rally, in Grecia, Portogallo e Principato di Monaco, facendo conoscere quel piccolo borgo sull’Appennino Bolognese chiamato Vergato.

Kajetan Kajetanowicz: il nuovo che avanza in Europa

Pilota polacco, Kajetan Kajetanowicz ha iniziato ad affermarsi sei anni prima del primo successo nella serie continentale aggiudicandosi a man bassa la vittoria assoluta delle gare tra i confini nazionali a bordo di una Gruppo N. Ha vinto in casa sua, a Liepaja, che si trova nel nord del Paese, è stata per molti anni una “città chiusa”, della quale i russi, governanti della Lettonia fino al 1991, ne negarono persino l’esistenza.

Qual è il campionato di rally più vecchio del mondo? Di sicuro non il Campionato del Mondo, che è nato “solo” nel 1973, anche se il Campionato Piloti è iniziato nel 1979. In realtà, il campionato più vecchio è il Campionato Europeo Rally, noto con l’acronimo ERC e con quello italiano CER, che ha debuttato nel 1953 (solo tre anni dopo che Giuseppe Farina vinse il primo Campionato del Mondo di Formula 1) e che da allora si è sempre svolto sulle strade più belle e più difficili di tutta Europa. Nel 2019 ad aggiudicarsi la serie continentale per la seconda volta di fila è stato il pilota polacco Kajetan Kajetanowicz, con la vittoria del Rally di Liepaja e al volante di una Ford Fiesta R5 gommata Pirelli.

Il pilota polacco, che ha iniziato ad affermarsi sei anni prima aggiudicandosi a man bassa la vittoria assoluta delle gare tra i confini nazionali a bordo di una Gruppo N, ha concluso in testa il Campionato di cui era alla guida già dalla seconda gara di marzo. Liepaja, che si trova nel nord del Paese, è stata per molti anni una “città chiusa”, della quale i russi, governanti della Lettonia fino al 1991, ne negarono persino l’esistenza. Liepaja era una base militare importantissima dove era dislocata la famosa Flotta Baltica.

Ormai l’atmosfera è molto diversa. La Lettonia fa parte dell’Unione Europea, la sua popolazione è molto ricettiva e aperta al turismo: ecco perchè il Rally Liepaja è stato aggiunto al calendario dell’ERC. Tuttavia, anche se l’era comunista è storia ormai, le strade percorse dai piloti sono ancora ricche di oscuri segreti nascosti. Come in Finlandia, le tappe sono molto veloci e larghe, e queste caratteristiche le rendono difficili.

Quando la strada è larga, è più difficile andare veloci”, cispiega Kajetanowicz. Devi scegliere la traiettoria in maniera estremamente precisa, come un pilota da pista e sulle prove speciali lunghe ciò fa una grande differenza”. Inoltre, tappe lunghe e veloci comportano che le auto Gruppo N più pesanti, come ad esempio la Mitsubishi Lancer o la Subaru Impreza, abbiano un potenziale vantaggio, perchè se il peso le rallenta nelle prove con curve a causa di accelerazione e frenata, nelle PS veloci possono sfruttare al massimo la loro velocità estrema.

Ed è proprio questo fattore che Alexey Lukyanuk, l’unico rivale di Kajetanowicz per il titolo, ha sfruttato in Lettonia. Nel Rally di Estonia 2019, che aveva caratteristiche molto simili al rally lettone, Lukyanuk guidava una Gruppo N gommata Pirelli, e si è aggiudicandoto la vittoria contro auto tecnicamente superiori, vincendo così ogni prova speciale.

Anche in Lettonia Lukyanuk ha guidato una vettura Gruppo N, anche se con le prove un po’ più lente, è arrivato al secondo posto. Il risultato lo aveva comunque soddisfatto, visto che poteva ambire ad un’ottima posizione nel Campionato Europeo Rally. Il dominio di Kajetanowicz non è mai stato seriamente minacciato: era alla guida del campionato dalla seconda gara in Irlanda, mentre il culmine della stagione è stata la vittoria in casa, in Polonia.

Kajetan Kajetanowicz: anatomia di un campione

Che cosa rende Kajto così speciale? La sua capacità di capire la strada e di abbinare gli pneumatici alle sue condizioni si è rivelata una componente fondamentale del suo successo… Oltre all’approccio di accettare le cose così come sono, piuttosto che preoccuparsi eccessivamente dei perchè e dei percome. Prendiamo, ad esempio, il pomeriggio in cui ha vinto il campionato. Con tre sole prove che lo separavano dal suo destino, Kajto stava tranquillamente gustando un bel piattone di pasta: il piatto prediletto dai piloti, che così fanno una bella scorta di preziosi carboidrati.

È così che la cucinate voi la pasta?”, ha chiesto, con la forchetta in mano. “Perchè non sono sicuro. Forse è troppo morbida. Non dovrebbe essere un pochino più dura? Comunque molto buona”. Se qualcuno lo avesse udito avrebbe pensato che stesse parlando di pneumatici. Dopo tutto, è stato proprio Maurizio Boiocchi, general manager technology di Pirelli, che ha detto che creare un buon pneumatico è come cucinare un buon risotto…